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martedì 12 agosto 2025

JACK SPARROW (PIRATI DEI CARAIBI): Tempesta sul mare di Rob Kidd

Credo che tutti conoscano il capitano Jack Sparrow: un personaggio immaginario e il protagonista della saga cinematografica Pirati dei Caraibi, dove è interpretato dall'attore Johnny Depp. Pirati dei Caraibi è un franchise della Disney, incentrato su una serie cinematografica prodotta da Jerry Bruckheimer e basata sull'attrazione Pirates of the Caribbean dei parchi Walt Disney. La serie è composta da cinque film ("La maledizione della prima luna" del 2003, "La maledizione dle forziere fantasma" del 2006, "Ai confini del mondo" del 2007, "Oltre i confini del mare" del 2011 e "La vedetta di Salazar" del 2017 ma a breve è prevista l'uscita anche di altri film) e si è espansa in fumetti, romanzi e altri media.  
Il libro di cui vi parlerò oggi è appunto uno di questi romanzi, indirizzati ad un pubblico di bambini e ragazzini a partire dali 8 anni. Sto parlando di "Jack Sparrow: Tempesta sul mare", il primo capitolo di una serie di libri scritti da Rob Kidd e illustrati da Jean-Paul Orpinas. In realtà dietro il nome di Rob Kidd si celano diversi autori: Liz Braswell, Carla Jablonski, Tui T. Sutherland e altri ancora.
Essendo la serie indirizzata ad un pubblico di bambini l'autore (o gli autori) hanno deciso di abbassare l'età del protagonista, ambientando le sue vicende tredici anni prima del primo film, poichè anche il Capitano Jack Sparrow è stato un adolescente! Questa serie racconta storie originali sui guai in cui si è cacciato il giovane pirata e su come ne è uscito.
 
 Sopra: Sulla copertina potete vedere un giovane Jack Sparrow mentre scruta l'orizzonte sopra una barca in un mare irrequieto.
 
Come scritto nell'introduzione il capitano Jack Sparrow, da poco entrato in possesso di un equipaggio, di un cappello e di una nave, si impegna a raccontare sul giornale di bordo del capitano le avventure sue e del suo equipaggio: "Comincerò dal raccontare come sono diventato capitano, come il mio equipaggio è diventato un equipaggio, in che modo ebbero inizio le nostre avventure e, soprattutto, in che modo sono arrivato a indossare questo cappello." 
La vicenda ha inizio in una locanda dove lavora Arabella, una ragazza che serve birra ai pirati, finché una sera non sente parlare un paio di loro si un tesoro. Poco dopo fa il suo ingresso nella locanda un ragazzo fradicio e dagli occhi color nocciola: "I lunghi capelli neri erano schiacciati sulla testa e il lampo gli i rifletté negli occhi. Arabella trattenne il fiato: non aveva mai visto qualcuno come lui." 
Jack fa scoppiare una rissa nella locanda, cercando di prendere una sacca a uno dei pirati. Jack e Arabella scoprono nella sacca il fodero magico della Spada di Cortés, capace d'infondere poteri inimmaginabili: "- È il fodero della Spada di Cortes, - sussurrò lei.
Jack sgranò gli occhi.
- Qui c'è scritto PROPRIETÀ DI HERNANDO. È la spada maledetta che ha dato a Cortés il potere di conquistare l'Impero azteco! - Ad Arabella brillavano gli occhi per l'eccitazione.
- Stando alla leggenda, la spada lo rendeva inarrestabile in battaglia... Gli conferiva anche strani poteri, come quello di convincere gli aztechi che lui fosse un dio. Gli aztechi credevano che un giorno il dio Quetzalcoatl sarebbe tornato e con questa spada Cortés li convinse di essere quel dio in persona. Secondo la leggenda, il potere della spada è limitato, se chi la possiede non ha con sé anche la sua custodia.
- La spada inoltre è stata la causa della rovina di Cortés... "se il fodero è perduto, perduto sarà a che il regno", così recita il proverbio. -"
Insieme i due progettano così di rubare una nave per andare alla ricerca della leggendaria Spada di Cortés e riunirla al suo fodero. Arabella indirizza Jack a una nave abbandonata, la Barnacle, ma poco prima di partire a loro si unisce Fitzwilliam P. Dalton III, il figlio di un nobile che vuole fuggire dalla sua vita di lusso ma noiosa e sogna l'avventura.
I tre giungono a causa di una tempesta su un'isola, dove incontrano Jean e Tumen, e la sorella di Jean, diventata gatta, Constance. Jean e Tumen conducono la ciurma in una città "morta" sull'isola maledetta, quella conquista da Sam Occhio di Pietra, l'ex proprietario della Spada di Cortés. 
Riuscirà il gruppo di amici a trovare la spada e a riunirla al proprio fodero senza farsela rubare?
 
 
Sopra: A sinistra potete vedere la pagina di testo, mentre a destra c'è un'illustrazione che mostra il duello tra Jack e Fitzwillia, grazie al quale quest'ultimo riuscirà a guardagnarsi un posto sulla nave di Jack e Arabella.

I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero opera di Jean-Paul Orpinas, le quali, sebbene siano abbastanza poche all'interno della storia, sono a pagina intera e servono a mostrare ai lettori delle scene descritte nei testi, con tanto di personaggi e ambienti.
Abbiamo ad esempio le scene della rissa nella Locanda della Sposa Devota, Jack mentre duella contro Fitzwilliam, Jack a bordo della Berna le assieme ad Arabella e a Fitzwilliam durante una tempesta, lo scheletro di Capitan Occhio di Pietra ...
I disegni sono belli e dall'aspetto molto curato e dettagliato, ricordano a primo impatto delle vecchie incisioni, come quelle che si potevano trovare nei libri di Salgari come "I pirati della Malsia" o "Il Corsaro Nero". Guardando più attentamente tuttavia si nota che sono illustrazioni realizzate di recente, in quanto lo stile tipico delle incisioni, con i loro tratteggi puliti, eleganti e minuziosi, si mischia ad uno stile più tipico dei fumetti, soprattutto per quanto concerne l'aspetto dei personaggi, i quali hanno visi realistici ma non super realistici, ma che presentano qualche tratto un po' semplificato che mi ricorda parzialmente quello usato nei manca. 
Anche il modo in cui viene steso il nero mi ricorda il tratto tipico dei fumetti, dove alcune zone particolarmente in ombra vengono dipinte completamente di nero, mentre altre sono lasciate completamente bianche. Questo contrasto è molto evidente e contribuisce a creare una certa atmosfera e un certo pathos, realizzando immagini di forte impatto visivo.

  

   
Sopra: Alcune delle illustrazioni opera di Jean-Paul Orpinas che si possono trovare all'interno del volume, le quali sono molto dettagliate e di forte impatto visivo.
 
"Jack Sparrow: Tempesta sul mare" è un romanzo breve ma sicuramente avventuroso, adatto ad essere letto anche da bambini di 8 anni non troppo abituali alla lettura. La storia non è molto lunga ma abbastanza per risultare coinvolgete, inoltre è accompagnata anche da alcune belle illustrazioni in bianco e nero, che possono aiutare i lettori a capire l'aspetto dei personaggi e a visualizzare alcune scene descritte nei testi.
In realtà una cosa che mi ha un po' sorpreso di questa storia è che mi aspettavo che il protagonista indiscusso fosse Jack Sparrow (stando anche a quanto scritto nella prefazione), mentre mi è sembrato che per la maggior parte del tempo fosse Arabella la protagonista, in quanto l'autore tende a soffermarsi a descrivere molto più i pensieri e le emozioni di lei che non quelle di Jack. Di Jack in effetti sappiamo molto poco, nulla ci viene detto sul suo passato, capiamo che è un ragazzo coraggioso ma avventato, che ama l'avventura e che coltiva il sogno di diventare il capitano di una nave.
Arabella è la figlia del proprietario della locanda la Sposa Devota, dove lavora come cameriera. La madre è stata rapita e lei è rimasta sola col padre che però ha un brutto carattere ed è un ubriacone, per questo decide di unirsi a Jack nella ricerca della spada. Arabella ha una memoria molto precisa ed è un'enciclopedia ambulante di informazioni casuali, è anche la mente della ciurma, nonché l'unica che riflette sulle situazioni e pondera le decisioni da prendere. 
Fitzwilliam P. Dalton III, il terzo membro della ciurma, é il classico stereotipo del giovane (e bello) aristocratico britannico stanco del suo stile di vita ricco e agiato, che vuole unirsi alla ciurma di Jack per poter vivere un'avventura e fuggire così dalla sua noiosa vita da nobile: "Mi è proibito entrare in Marinai o portare avanti una carriera che non sia quella che mio padre ha scelto per me. Vale a dore continuare la stirpe dei Dalton. Il che significa accompagnarmi a ragazze ricche e stupide in lunghe passeggiate, cenare con gli amici di mio padre, che hanno il triplo dei miei anno, ed occuparmi di ettari ed ettari di banani."
A differenza che con Arabelle però con lui è difficile entrare in sintonia perché la sua vita non ci viene mostrata, ma solamente raccontata, da lui stesso tra l'altro, il che sembra più una lagna. Almeno però i suoi studi, la capacità di leggere le carte nautiche, la sua conosceza delle lingue e la sua abilità nella spada si riveleranno utili.
In seguito i nostri protagonisti incontreranno anche Jaean, un tredicenne di New Orleans che parla anche francese e sua sorella Costance, che è stata trasformata in un gatto (spelacchiato e dal carattere parecchio scorbutico tra l'altro). Assieme a loro c'è anche Tumen, un aborigeno sopravvissuto al naufragio assieme ai due fratelli.
Arabella è probabilmente il personaggio meglio caratterizzato, ma anche di Fitzwilliam impareremo a conoscere qualcosa. Gli altri personaggi non sono molto caratterizzati o approfonditi, in particolare Jack, quello di cui sappiamo meno di tutti.
La storia è sicuramente avventurosa, anche se sembra scorrere piuttosto velocemente con Arabella e Jack che trovano il fodero della Spada e decidono di rubare una nave e mettersi in viaggio e poi, per caso, giungono dopo una tempesta proprio sull'isola che stavano cercando. Perfino ai protagonisti questa sembra una bella coincidenza, ma viene giustificata dal fatto che probabilmente è stato il fodero a guidarli fin lì, il che è è una spiegazione possibile, ma poteva essere gestita un po' meglio. Anche la città maledetta viene trovata quasi subito sempre per puro caso, dato che Jean ci casca dentro attraverso un buco che si apre nel terreno sotto i suoi piedi.
Nel complesso comunque non mancano sicuramente avventura, azione e trappole mortali, oltre a templi aztechi, scheletri e tesori favolosi. 
Un primo capitolo che mette tanta carne al fuoco e in cui conosceremo tanti personaggi, tra cui tutti membri della ciurma di Jack e vari nemici, tra cui il pirata Piede Sinistro, che lavora per il famigerato Davis Jones, il pirata maledetto.
Una storia che si legge tutto d'un fiato anche se si ha l'impressione che scorra anche fin troppo velocemente, sorvolando ad esempio sulla caratterizzazione dei personaggi e molte cose accadono un po' troppo spesso per pura fortuna. Sicuramente si sente che è il primo volume di una saga (costruita un po' a tavolino) che è stata pensata per continuare, in quanto la ricerca della spada continua, sebbene comunque i nostri eroi siano riusciti a scovare almeno un tesoro da portare con loro.
Una lettura carina e molto veloce (si finisce di leggere tranquillamente in una giornata), ideale per bambini che cercano una storia non troppo impegnativa, breve, ma ricca di pirati, tesori, avventura ed azione

Tale libro è stato edito originariamente nel 2006 dalla The Walt Disney Company col titolo "The coming storm". Il romanzo è stato pubblicato sempre dalla The Walt Disney Company nel 2006 con una copertina flessibile, ha 142 pagine e misura 19,3 cm d'altezza e 13,3 cm di lunghezza e costa 8,00 euro. 
 
Ecco tutti i libri di questa saga, che comprende 13 volumi, di cui però solo i primi 4 sono stati tradotti in italiano:
  1. "Tempesta sul mare " (2006): Da ragazzino Jack Sparrow entra in possesso del fodero della leggendaria spada di Cortés, capace d'infondere poteri inimmaginabili, e con alcuni coetanei parte alla ricerca della spada, tra violente tempeste e pirati malvagi.
  2. "Il canto della sirena " (2006): In mare aperto, a bordo del suo Barnacle, Jack Sparrow, ancora ragazzino, e i suoi compagni, che navigano alla ricerca della leggendaria spada di Cortés, vengono soggiogati da una dolcissima melodia.
  3. "Caccia al pirata" (2007): Sempre alla ricerca della leggendaria Spada di Cortés, Jack SParrow e la sua ciurma sbarcano a Isla Fortuna, dove pensano di trovare il famigerato pirata Lopuis Piede Sinistro e, con lui, la magica arma. Ma, appena giunti nel porto, scoprono che tutti gli abitanti sono scomparsi. Jack e il suo equipaggio perlustrano l'isola e incontrano proprio il famigerato pirata
  4.  "La spada di Cortes " (2007): Il fantasma del conquistador Cortés s'impegna a insegnare all'adolescente Jack Sparrow e ai suoi marinai come utilizzare la propria magica spada, ma a un patto: dovranno fargli avere l'occhio di pietra del pirata Sam!
  5. "The Age of Bronze" (2006): Incontra Jack Sparrow e i suoi giovani amici pirati mentre intraprendono un emozionante viaggio in alto mare. Il loro obiettivo: trovare e procurarsi la leggendaria Spada di Cortés, che garantirà loro un potere inimmaginabile. Jack e compagnia si stanno riorganizzando dopo la loro terribile esperienza con la Spada di Cortés. Vogliono dimenticare i poteri magici e dedicare la loro attenzione ai tesori. Ma stanno per scoprire che nei Caraibi magia e tesori spesso vanno di pari passo quando incontrano un giovane marinaio in grado di trasformare gli oggetti in... bronzo massiccio? Spotlight è una divisione di ABDO e propone edizioni su licenza di romanzi popolari stampati e rilegati appositamente per il mercato bibliotecario. Ogni libro Spotlight è stampato su carta di altissima qualità con rilegature rinforzate per biblioteca.
  6.  "Silver" (2007): Quando Tumen e Jean sentono parlare di argento nascosto, Jack decide che devono cercarlo. Potrebbe non essere oro, ma è sicuramente meglio del bronzo. Ma l'argento che trovano non è quello che si aspettavano. Si sono cacciati di nuovo nei guai, questa volta con un brutale pirata di nome Long John.
  7. "City of Gold" (2007): Jack e la sua ciurma tornano a New Orleans e trovano l'intera città ricoperta di metalli preziosi e governata dalla nefasta Madamme Minuit. Riusciranno gli equipaggi uniti della Barnacle e della Fleur de la Mort a sconfiggere Madamme Minuit e i suoi potenti alleati?
  8. "The Timekeeper" (2007): Il tempo sta per scorrere in modo strano per Jack Sparrow e il suo fedele equipaggio. L'amato orologio di Fitzwilliam P. Dalton III è sempre stato prezioso per lui. Ma improvvisamente è diventato prezioso per molte più persone, inclusi alcuni dei peggiori nemici dell'equipaggio del Barnacle. Si scopre che l'orologio di Fitz non è solo un orologio, ma uno strumento incredibilmente potente in grado di fermare il tempo stesso. Tocca a Jack e al suo equipaggio trovare un modo per tenere l'orologio lontano dalle mani dei loro pericolosi avversari.
  9.  "Dance of the Hours" (2007): Questa volta Jack è decisamente fuori dalla mappa! Nella loro lotta per tenere un orologio incantato lontano dai nemici, lui e il suo compagno di squadra Fitzwilliam P. Dalton III hanno sbloccato un altro dei suoi poteri: la capacità di deformare il tempo. Ora non hanno idea di dove, o meglio, quando, appariranno!
  10. "Sins of the Father" (2007): Il padre di Fitz ha finalmente raggiunto il fuggitivo, e ha con sé l'intera Royal Navy! Come se non bastasse, Jack è inseguito dal misterioso pirata Teague. Con le forze della Corona e dei bevitori alle calcagna, riusciranno Jack e Fitz a conservare la loro amata libertà?
  11. "Poseidon's Peak" (2008): L'undicesimo libro vede Jack partire da solo alla ricerca di un tesoro di cui non è nemmeno sicuro che esista: il mitico Tridente di Nettuno. Ma anche una misteriosa banda di pirati è alla ricerca del tesoro: chi lo troverà per primo?
  12. "Bold New Horizons" (2008): I libri 10-12 concludono un arco narrativo che ferma letteralmente il tempo! Mentre l'orologio di Fitzwilliam mostra strani poteri, Jack e il suo equipaggio devono tornare al presente... e impedire ai loro nemici di mettere le mani su questa pericolosa tecnologia!
  13. "The Tale of Billy Turner and Other Stories" (2009): Racconta la storia di cosa fece l'equipaggio di Jack dopo aver lasciato Jack e il Barnacle nella Città d'Oro. Questo super speciale include una storia inedita sulla ciurma di Jack a bordo del Barnacle, che racconta le loro avventure mentre erano lontani dal loro impavido capitano. La storia racconta anche le origini di uno degli amati personaggi dei film, Bootstrap Bill Turner! Sono incluse anche cinque rare storie di riserva sul giovane Jack Sparrow apparse su riviste e siti web come materiale promozionale e racconti brevi, oltre a un'anteprima della prossima seconda ondata di libri a capitoli, Jack Sparrow e i giovani pirati dei Caraibi. Come se non bastasse, c'è anche un racconto breve esclusivo basato sulla serie "Leggende della Fratellanza".
  
      
  
       
 
      
 
 Sopra: Le copertine di tutti i volumi della saga che vede come protagonista il giovane Jack Sparrow, compresi quelli non editi in italiano.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 28 aprile 2025

LA SCUOLA DEI PIRATI: Lo scoglio delle meduse e L'isola degli spettri di Sir Steve Stevenson

Oggi vi parlerò di due titoli di una serie che si chiama "LA SCUOLA DEI PIRATI" e che parla di cinque bambini che iniziano a frequentare la Scuola dei Pirati, con cui si diventa bucanieri provetti. La serie è stata scritta da un certo Sir Steve Stevenson, pseudonimo di Mario Pasqualotto, e illustrata da Stefano Turconi, e conta ben 12 titoli, anche se io oggi vi parlerò del primo e del decimo:  "Lo scoglio delle meduse" e "L'isola degli spettri".
 
 
 Sopra: A sinistra la copertina del primo volume, mentre a destra, sui toni più freddi, quella del decimo. In entrambe si vedono i Lupetti di Mare, cioè i cinque bambini protagonisti delle avventure.
 
"<<Terra in vista! TERRA!>> annunciò la vedetta dell'albero di prua. 
Erano le magiche parole che i cinque ragazzi aspettavano da giorni, anzi da una vita! Scattarono dalle cuccette come molle, attraversarono di corsa il lungo corridoio sottocoperta e salirono i gradini a due a due per raggiungere il ponte della nave. Si raggrupparono a prua infreddoliti, nervosi ed eccitati. [...]
Dopo una traversata lunga settimane, erano finalmente arrivati alla Scuola dei Pirati!"
 Jim e i suoi amici sono finalmente arrivati allo Scoglio delle Meduse, la sede della Scuola dei Pirati. Qui li aspetta già la prima prova: Capitan Amaca li abbandona su una spiaggia desolata con un forziere pieno di strani oggetti. 
Infatti, come spiega loro il Capitano: "<<Se volete entrare nella prestigiosa Scuola dei Pirati, dovrete arrivarci con le vostre gambe>> disse Capitan Amaca in tono severo.
I ragazzi bisbigliarono tra loro, intimoriti. Anton si lamentava più degli altri, e il capitano lo fulminò con un'occhiataccia da mettere i brividi.
<<Mi scusi, signor Maestro>> intervenne Jim con una vocina educata. <<Ma come facciamo a raggiungere la Scuola?>>
Capitan Amaca si avvicinò alla scialuppa e tirò fuori un grosso forziere. Lo appoggiò ai piedi dei cinque allievi pirati, che rimasero a bocca aperta per lo stupore. Aveva usato un solo braccio, che muscoli incredibili!
<<Qui dentro c'è tutto quello che vi serve, girini rammolliti che non siete altro! [...]
Capitan Amaca fu davvero breve come aveva promesso: se volevano essere ammessi alla Scuola dei Pirati, i cinque ragazzi dovevano seguire il sentiero e raggiungere la scuola da soli. E dovevano farcela prima del tramonto."
Con l'aiuto degli oggetti trovati nel baule (una bussola, una noce di cosso, un rampino, un vasetto di pesce sotto sale, una corda, fialette di vetro, borracce e sacchi vuoti) i ragazzi dovranno trovare la sede della scuola prima del tramonto, altrimenti la loro iscrizione non verrà accettata... Per fare ciò essi saranno costretti ad affrontare varie prove e avversità come: affrontare un gruppo di scimmie affamate, attraversare un burrone con l'aiuto di due corde e un rampino, scappare da uno sciame di zanzare che non vedono l'ora di pungerli, marciare attraverso la giungla e scalare un vulcano, ...

Nel volume "L'isola degli spettri", i Lupetti di Mare si ritrovano in mezzo al mare su di una scialuppa, dopo essere fuggiti dalla nave della regina Blu, dove dovranno affronatre una spaventosa tempesta. Dopo aver rischiato la pelle nella tempesta, i Lupetti di Mare fanno naufragio sull'Isola Prigioniera, un luogo dalla fama davvero sinistra! 
"I Lupetti di Mare si fermarono a scrutare l'isola rocciosa davanti a loro. Sulla sommità c'era un castello diroccato, con torri, ponti levatoi, merlature e feritoie. I nuvoloni scuri sembravano avvolgerlo in una cappa tenebrosa. 
Anton venne colto dal panico. <<Oh oh>> sussurrò <<Forse ho capito dove ci troviamo.>>
<<Dove?<< chiese Jim.
Anton era rimasto senza parole e anche gli altri compagni sembravano ammutoliti. <<Insomma, volete spiegarmi?>> insistè il giovane inglese.
Ondina prese coraggio e disse sottovoce: <<Quella è l'Isola Prigioniera, Jim>>. [...] L'Isola Prigioniera!
Fra tutti i posti in cui potevano approdare, quello era di gran lunga il peggiore: non si trattava di un castello, ma di un vecchio carcere dove venivano rinchiusi i bucanieri più spietati del Mar dei Satanassi."
In giro non si vede nessuno... ma allora di chi è la voce che li perseguita nella lugubre fortezza? E chi fa scattare le trappole nei sotterranei? Sarà forse... un fantasma? Tutti sono piuttosto spaventati, anche se quello più terrorizzato è Anton, il quale crede fermamente nell'esistenza dei fantasmi, mentre Jim e Ondina sono quelli più scettici a riguardo. Jim riesce pure a stringere un patto col fantasma, dove quest'ultimo li aiuta a liberare i due gemelli (che si sono chiusi da soli in una cella) e il gruppo di amici lo aiuta a ritrovare un pappagallo a cui lui e molto affezionato. Peccato che per farlo devono recarsi nei sotterranei, che sono pieni trappole!
 
Sopra: Alcune pagine iniziali tratte dal primo volume, inc io a destra potete vedere i testi, mentre a sinistra ci sono tutti i cinque protagonisti a bordo della nave che li sta portando all'isola della Scuola di Pirati.
 
I testi sono accompagnati dalle abbastanza numerose illustrazioni di Stefano Turconi che sono molto colorate, con tinte vivaci, accese, chiare e brillanti, piuttosto piacevoli da vedere anche solo ad un primo impatto.
In realtà i disegni sono piuttosto semplici e nemmeno troppo curati nei particolari, con personaggi tracciati con poche linee nette e ben definite, anche se il loro aspetto è abbastanza variegato,visto che lo stile dell'artista non è eccessivamente realistico, per cui alcuni personaggi assumono delle sembianze un po' esagerate, quasi caricaturali, con grosse pance, denti sporgenti, nasi prominenti, grandi occhi rotondi, folte barbe, baffi spioventi, ecc...
Questo comunque rende ogni personaggio immediatamente riconoscibile e facile da ricordare. Per quanto riguarda i Lupetti di Mare: Jim e Ondina sono quelli con i visi più carini e dal fisico minuto, anche se il primo è un maschio con i capelli rossi e l'altra una femmina dai capelli neri e mossi; Anton ha i denti da cavallo, gli occhiali e un abbigliamento da nobiluomo piuttosto eccentrico, Babordo e Tribordo sono gemelli e hanno dei tenti da castoro, i capelli biondi a caschetto, delle facce tonde e piene, e dei fisici imponenti e robusti.  
I disegni possono essere di vario genere: a doppia pagina, a pagina intera, grandi mezza pagina (con strisce orizzontali o verticali) o posti in mezzo ai testi. I disegni rappresentano quasi sempre scene descritte nei testi, con personaggi che interagiscono tra loro e con l'ambiente circostante, solamente in quelle in mezzo ai testi viene rappresentato un solo personaggio (senza sfondo) oppure un oggetto.

 
 
 
   
 
Sopra: In alto la pagina con la presentazione dei personaggi, presente all'inizio di ogni libro. Poi ci sono due immagini provenienti dal primo volume e due dal decimo. Come potete vedere ci sono illustrazioni a pagina intera, a doppia pagina oppure in mezzo ai testi.

"LA SCUOLA DEI PIRATI" è una collana di libri pensati per lettori ancora giovani e un po' inesperti, infatti il target di lettura consigliato è a partire dai sette anni. Si tratta delle prime letture un po' più impegnative, con testi scritti in grande, con righe ben distanziate tra loro e con numerosi disegni che accompagnano i testi. 
I cinque personaggi non sono particolarmente approfonditi o sfaccettati, ma ognuno presenta alcune caratteristiche che aiutano i lettori a memorizzarli e a distinguerli senza confonderli: Jim è il ragazzino in cui i lettori maschi possono identificarsi, pieno di energia, entusiasta, ma anche intelligente; Ondina è invece la piratessa in cui le bambine possono identificarsi, oltre a essere l'unica femmina del gruppo è quella carina, tenace ma anche lei intelligente e capace. Poi vi è Anton, il viziato figlio di un mercante francese di tessuti, spezie e profumi (insomma, di prodotti di lusso per l'epoca), è pauroso, saccente, scontroso e vorrebbe fare il capo, sebbene ami lamentarsi sempre di tutto; infine ci sono i due gemelli norvegesi, Babordo e Tribordo, dotato del medesimo carattere e delle stesse caratteristiche. Questi ultimi sono i meno svegli del gruppo, inoltre sanno contare solo fino a cinque, anche se si dimostrano buoni e volenterosi.
Nel primo libro, "L'isola delle meduse", i ragazzini devono trovare la scuola servendosi di alcuni oggetti che gli sono stati consegnati in un baule. Inizialmente il gruppo trova due cartelli: uno su cui è indicato un pericolo mortale e l'altro che indica loro di essere sulla strada giusta. Decidendo di seguire quest'ultimo cartello, anche per via dell'insistenza di Anton, che si mette un po' a capo della spedizione, i bambini in realtà si ritrovano ad affrontare diverse prove difficili che li metteranno a dura prova per poi arrivare a capire che... avevano scelto il sentiero sbagliato. Infatti, come aveva detto loro il Capitano all'inizio: "Non fidatevi mai delle parole di un pirata", per cui alla fine si ritrovano a dover rifare di nuovo tutta la strada al contrario, riuscendo ad arrivare appena in tempo al villaggio.
Nel secondo libro, "L'isola degli spettri", il gruppo di ragazzini, dopo una serie di avventure vissute nei libri precedenti, arrivano in una ex prigione che sembra essere infestata. Ovviamente non c'è nessuno vero fantasma, ma solo un ex pirata in pensione che non vuole avere intorno seccatori, anche se non sappiamo come abbia fatto ad arrivare sull'isola e come mai abbia scelto la ex prigione come propria dimora.
Essendo libri pensati per bambini di sette anni essi sono molto facili da seguire. L'idea della scuola di pirati è anche carina, anche se il funzionamento di questa scuola non è mai spiegato molto nel dettaglio. Dal primo libro si capisce che per avere la possibilità di accedervi basta fare domanda e pagare qualcosa (Anton dice che suo padre ha sborsato 100 monete d'argento, ma sicuramente gli altri non hanno pagato la medesima cifra), dopodiché i prescelti (non si sa in base a cosa) vengono portati sull'isola dove c'è la scuola a bordo di una nave accompagnati da uno degli insegnanti. Qui gli insegnanti insegnano loro cose come la lotta, lo scherma, la navigazione, l'orientamento; oltre agli insegnanti nella scuola vi sono anche un cuoco e un'infermiera. Dopo tre anni di apprendistato presso la scuola si diventa dei veri bucanieri (anche se non sono riuscita a capire bene questo cosa comporti: diventano capitani di qualche nave? Hanno la possibilità di diventare membri ufficiali della ciurma di qualche pirata e la possibilità fare carriera nella pirateria?). Nel frattempo ovviamente i ragazzi affronteranno anche varie avventure, a volte compiti assegnati dagli insegnanti e altre volte perchè sono loro a cacciarsi nei pasticci.
Le storie sono quindi tutte piuttosto semplici, adatte al target a cui si rivolgono, anche se nel primo libro mi è sorta una perplessità: nessuno dei cinque ragazzi sapeva, non dico saper usare una bussola per orientarsi, ma neppure cosa fossero i punti cardinali, cioè non sapevano che la N nella bussola indica Nord e la S indica il Sud. Anton ad esempio è convinto che N voglia dire "NO" e la S "Sì", e per questo decide di dirigersi sempre verso sud. Il fatto è che comunque nessuno degli altri lo contraddice, ma anzi sono tutti d'accordo con lui, tanto da lasciargli la bussola e la guida della spedizione. La cosa mi ha lasciato abbastanza stupita perchè mi sono chiesta come fosse possibile che cinque ragazzini che vogliono diventare dei pirati, e che quindi dovrebbero essere appassionati di cose che riguardano la navigazione e il mare, non sappiano cosa siano i punti cardinali? E ciò vale anche per Jim e Ondina, che sono dei bambini svegli e intelligenti, così come pure per Anton, che essendo ricco avrebbe dovuto ricevere una certa educazione o comune avere accesso anche a dei libri.
Si tratta di storie molto semplici, che presentano a volte alcune ingenuità, anche la caratterizzazione dei personaggi è molto basilare, e perfino dopo 12 libri non sappiamo molto del passato dei cinque ragazzini protagonisti (e ancora meno sappiamo del passato di altri personaggi secondari come gli insegnanti, sebbene sarebbe interessante poterli conoscere meglio). 
Libri semplici, con tante immagini e con storie avventurose, adatti per i primi lettori amanti dei pirati e delle avventure e che per questo possono trovare piacevoli. Io mi sono limitata a leggere il primo e il decimo volume, tuttavia mi chiedo se con i due successivi la storia venga effettivamente conclusa, cioè se i Lupetti di Mare arriveranno effettivamente a prendere questo diploma, visto che nell'undicesimo volume si dice che i ragazzi stanno per finire il secondo anno, e poi mancherebbe tutto il terzo.
Alla fine di ogni avventura ci sono comunque anche dei materiali extra come informazioni sull'orientamento, il codice delle cinque dita, alcuni prigionieri famosi dell'isola Prigioniera, un Vademecum per naufraghi...
I volumi sembrano presentare una certa continuità, per cui è meglio leggerli in ordine, tuttavia, poiché ogni libro ha all'inizio una prefazione che funge da riassunto delle avventure vissute fino a quel momento, in realtà le storie si possono leggere anche singolarmente, sebbene così i lettori avranno presente un quadro meno dettagliato della situazione.

I libri sono stati pubblicati il primo nel 2008 e l'altro nel 2009 dalla De Agostini Editore, i titoli hanno 85 pagine ciascuno, una copertina flessibile ma robusta, misurano 20,5 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza e costano 7,90 euro ciascuno.

Ecco l'elenco di tutti i titoli della collana. Vi consiglio di dare un'occhiata alle trame di ciascun volume per capire più o meno come si è evoluta la storia dal primo al decimo volume e come dovrebbe concludersi:
  1. "L'isola delle meduse" (2008)
  2. "Tutti a bordo!" (2008):  Mentre le altre ciurme partecipano alla tradizionale Gara delle Onde, Jim e i suoi amici sono impegnati nella loro prima lezione su una nave pirata. Si tratta della Barbagianna, la vecchia bagnarola di Capitan Amaca. Quando Tribordo taglia per sbaglio l'ancora, la nave prende velocità in un attimo... e non c'è modo di fermarla!
  3. "Il terribile pirata Barba di Fuoco" (2008): Tutta la scuola è in fibrillazione: il preside Argento Vivo sta tornando allo Scoglio delle Meduse per mettere in prigione il suo peggior nemico, il terribile pirata Barba di Fuoco! Durante una lezione, però, i Lupetti di Mare caricano un cannone con del pepe esplosivo e bucano la fiancata della nave di Argento Vivo, liberando Barba di Fuoco.
  4. "Caccia al tesoro" (2008): Secondo la mappa del pirata Barba di Fuoco, il suo favoloso tesoro è nascosto sull'Isola Pennuta. Quando i Lupetti di Mare arrivano a destinazione, però, la Maestra di Esplorazione scompare. Che fare? I cinque amici dovranno decifrare da soli la mappa del tesoro, sperando di non finire nelle grinfie della feroce tribù dei Quack.
  5. "All'arrembaggio!" (2008): Per essere promossi, i Lupetti di Mare devono affrontare la prova più difficile: un arrembaggio! Quando Capitan Shark avvista un mercantile, si lancia all'attacco con i suoi uomini. Mentre i ragazzi sono in cambusa a cercare quel fifone di Anton, però, qualcuno sale a bordo: sono i feroci Ladri di Navi di Messer Capodoglio.
  6. "Assalto a sorpresa" (2008): Il sesto episodio della collana La Scuola dei Pirati racconta le avventure dei Lupetti di Mare alle prese con l'assalto di tre navi nemiche. Il preside Argento Vivo affida ai ragazzi un missione speciale: raggiungere l'Antro del Vulcano e far esplodere le scorte di polvere da sparo. Un'impresa quasi impossibile, soprattutto perchè lo spietato pirata Jack Benda Nera è sulle loro tracce...
  7. "Il diario di Capitan Barracuda" (2009): Alla Scuola dei Pirati è cominciato il secondo anno e i Lupetti di Mare, tanto per cambiare, ne combinano una delle loro: si lasciano sfuggire da sotto il naso una ciurma pestifera di allievi novellini! Riusciranno a ritrovarli? E cosa succederà quando, cercandoli, si imbatteranno in un pirata... o meglio, nel suo scheletro!?
  8. "Il tesoro degli abissi" (2009): Jim e i suoi amici sono in viaggio per trovare il favoloso Tesoro dei Tre Relitti, su cui nessun pirata è mai riuscito a mettere le mani. L'unico modo per scoprire dove si trova è seguire le indicazioni contenute nel diario di Capitan Barracuda. Purtroppo per colpa dei Lupetti di Mare il diario finisce in un mucchietto di cenere... e la ricerca rischia di andare in fumo!
  9. "La regina blu" (2009): I Lupetti di Mare sono nei guai fino al collo! Sono prigionieri sulla nave della Regina Blu, la spietata cacciatrice di tesori, e il loro preside, Argento Vivo, sta per cadere in trappola! Per salvarlo dovranno sfuggire alla sorveglianza della spaventosa Madame Vudù, la strega di bordo dagli spaventosi tatuaggi...
  10. "L'isola degli spettri" (2009)
  11. "Caccia ai Lupetti di Mare" (2010): Si avvicina alla fine il secondo anno della Scuola dei pirati, e i Lupetti di Mare, come sempre, dovranno affrontare difficoltà superiori alle loro (limitate) forze! È appena stata proclamata la Guerra ai Pirati e i cinque Lupetti devono scappare dalle guardie che pattugliano l'isola Nebbiosa, la roccaforte del Mar dei Satanassi. Inizia per loro un inseguimento mozzafiato nei tortuosi passaggi delle miniere fino alle fogne di Smog Town.
  12. "Il rapimento di Lady Lidia" (2010):  Lady Lydia, la figlia del governatore, viene rapita dal famigerato Capitan Scarafaggio! Ma perché i Lupetti evadono dal carcere in cui sono rinchiusi e rischiano il collo per andare a cercare proprio quella ragazzina tanto smorfiosa e viziata?
 
     
 
     
 
 
 Sopra: Le copertine degli altri dieci titoli che compongono la serie, composta così da un totale di 12 volumi.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 27 settembre 2024

La maledizione della miniera di lacrime di Diego Cajelli

"La maledizione della miniera di lacrime" scritto da Diego Cajelli e con le illustrazioni di Lucrezia Bugané è un libro ambientato in America nel 1665, con protagonista Jackie, un ragazzino di origini francesi emigrato in America, il suo amico Scott, di origini metà francesi e metà inglesi, e la loro nuova amica Niabi, una indiana irochese. Una banda di ragazzini che dovranno vedersela con dei grandi pericoli: una ciurma di pirati senza scrupoli, un nobiluomo che schiavizza bambini, una tribù di indiani pericolosi e spietati, e un mostro terrificante.
 
Sopra: Al centro della copertina spicca il titolo scritto con lettere bianche e posto dentro quello che dovrebbe essere il tronco di un albero, mentre tutto intorno vediamo gli altri alberi della foresta e i tre ragazzini protagonisti della vicenda.
 
Nuova Francia, 1665. "Jackie Trudeau ha solo undici anni ma ha già capito una cosa: quando gli adulti si mettono in testa delle idee assurde, poi le realizzano. Come, per esempio, andare a vivere dall'altra parte del mondo," nelle Americhe. Così, dopo aver attraversato l'oceano, Jackie e i suoi genitori arrivano a Saint-Fernand, non più di quattro case in mezzo a una foresta circondata dalle terre dei nativi americani. 
Suo padre è un maniscalco e il capo villaggio gli ha dato il permesso di costruire una bottega proprio sulla strada principale: "Nestore passava quindi le sue giornate a segare assi e piantare chiodi. Era molto felice perché, una volta finita la bottega sarebbe stato il solo maniscalco si Saint-Fernard, l'unico per miglia e miglia." 
Intanto, poco dopo essere giunto al villaggio Jackie salva dalla corrente di un fiume una cagna, che diventerà la sua prima compagna di avventure: "Era una femmina di circa quattro anni, un misterioso incrocio tra un lupo e un cane domestico: del primo aveva mantenuto la forma, ma non le dimensioni, del secondo aveva preso la confidenza verso gli umani. Il pelo era del colore del grano maturo e la coda era molto folta. Il muso, quello da lupo, con gli occhi vivaci e il tartuy nero. La lotteria degli incroci le avevano fatto vincere due orecchie piuttosto grandi, un po' sproporzionate rispetto alla testa, ma a lei non importava."
Lì la vita sembra scorrere tranquilla e Jackie passa le giornate tra gli insegnamenti del suo precettore e le scorribande con gli amici Scott e Niabi. 
Poco distante, però, un galeone attende nascosto. Il capitano Black Bill sta per imbarcarsi in una missione molto più pericolosa delle sue solite incursioni per mare, e quando i tre ragazzi si mettono sulle tracce del fratellino di Niabi scomparso, le strade di tutti finiranno inevitabilmente per incrociarsi nella Miniera di Lacrime. Temibili nemici, sciamani dal potere straordinario e una misteriosa creatura a guardia di un oscuro segreto attendono nel ventre della montagna...
 
 Sopra: Due delle prime pagine dove a destra c'è il prologo e asinistra una mappa dell'oceano Atlantico, di parte dell'Europa e di parte delle Americhe.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni in bianco e nero di Lucrezia Bugané, le quali non sono i classici disegni che si aspetta di trovare all'interno di un libro per ragazzi.
La Bugané infatti non illustra scene del testo particolarmente memorabili o significative, n'è personaggi e ambientazioni. Le sue illustrazioni rappresentano solo e unicamente delle mappe, grandi di solito una pagina (tralle la prima mappa che è grande due pagine). Tra l'altro mappe con sfondo nero e con i vari elementi ritratti con il bianco.
Le mappe comunque non sono neppure così numerose all'interno del libro, che ha più di trecento pagine, ce ne saranno tipo 5 o 6. Questo poichè ogni mappa è inserita non a caso, ma seguendo l'andamento della storia, in base a dove si trovano e come si muovono i protagonisti: ad esempio una delle prime mappe che troviamo è quella del villaggio dove vive il protagonista, poichè è il primo posto che il lettore conosce e di cui deve capirne la topografia; quando uno dei bambini rapiti racconta della sua esperienza nelle miniera di lacrime, compare la mappa, ravvicinata, della miniera e delle tre montagne vicino ad essa; ecc...
Oltre alle mappe gli unici altri disegni presenti nel libro sono degli scheletri di teste di cervo posti sotto il numero che indica ogni capitolo, piazzati lì a scopo decorativo.
 
 
 
 
Sopra: Alcune delle mappe presenti nel libro, stampate su sfondo nero, In alto a destra l'inizio di un capitolo in cui sotto il numero del capitolo si vede il disegno della testa del Wendigo.

La storia inizialmente segue vari personaggi, le cui vicende si andranno a sviluppare e a intersecare man mano che si procede.
In realtà il narratore si sposta spesso da una scena all'altra, narrando le vicende di varie persone, anche se quelle a rimanere costanti sono soprattutto due: quella di Jackie e quella del pirata Black Bill.
Abbiamo la vicenda principale che riguarda Jackie, il quale scopre, assieme al suo nuovo amico Scott (figlio del birraio) un'isoletta nel fiume Saint-Francois, su cui i due decidono di costruire una capanna, seguendo le indicazioni del precettore di Jackie, il signor De Vannes. Più avanti si unirà a loro anche Niabi, una ragazzina indiana che appartiene al popolo degli Uroni e il cui fratello è stato rapito da un mostro.
Niabi è una ragazza coraggiosa e determinata: "<<... Niabi vuol dire "piccola cerbiatta".>>
<<Davvero? E perché ti hanno dato questo nome?>> Jackie era davvero interessato alla questione.
<<Perché si sono sbagliati! Anche gli anziani possono sbagliarsi, sai? Io non mi sento piccola e non mi sento nemmeno una cerbiatta.>>
<<E come ti senti?>> domandò Scott, accigliato.
<<Una guerriera. Ecco come. Ma un giorno, quando capiranno chi sono davvero, mi cambieranno il nome. Mi piacerebbe chiamarmi Yeris!>>
Scott e Jackie guardarono Niabi con un'espressione interrogativa. 
<<"Aquila." Perché le aquile sono forti e coraggiose>> concluse Niabi, sorridendo"
Il signor De Vannes è un gesuita giunto in America quando era giovane, anche se prima era un moschettiere, e che ha passato cinque anni assieme agli Uroni, diventando fratello di sangue di uno di loro, il quale un giorno gli chiede di tenere al sicuro a casa sua figlia Niabi, una ragazzina dai grandi occhi nocciola.
Ci sono poi i capitoli dedicati al pirata Black Bill e alla sua nave, la Moringa Blade, il quale sta progettando di rubare un carico d'armi assieme ad un altro pirata chiamato Sette Infermi, il quale lavora per qualcuno di potente.
Poi vi sono le altre storie, come quella del villaggio degli Uroni, da dove proviene Niabi, dal quale sono spariti quattro bambini, rapiti dal Wendigo: "Un mostro alto più di tre metri che camminava eretto, sulle zampe posteriori.
Il suo corpo era interamente coperto da una fitta pelliccia bianca e le sue mani terminavano con degli artigli affilati, più grandi e più letali di quelli di un orso. Dalla testa grossa e massiccia, sbucavano due grandi palchi di corna, ramificate come quelle dei cervi, mentre le fauci erano piene di zanne."
Poi vi è anche un capitolo dedicato a Keme, il fratello rapito di Niabi, che si ritrova costretto a scavare dei tunnel assieme ad altri bambini Uroni rapiti da varie tribù; quello sulla nave Hamilton e il suo giovane capitano, costretto ad affrontare l'attacco dei pirati che vogliono impossessarsi delle armi; quello che mostra l'arrivo del capo di Sette Inferni  ...
Il narratore ama raccontarci e mostrarci gli episodi più salienti della storia che accadono a vari personaggi, non solamente dei protagonisti, anche degli antagonisti, il che è molto interessante e non è una cosa che si vede spesso. In genere infatti le narrazioni, soprattutto se per ragazzi, amano focalizzarsi su un unico personaggio, si solito il protagonista, così da fare entrare in sintonia ed empatizzare maggiormente i lettori.
I tre ragazzi hanno tutti un proprio passato e una propria personalità, ma assieme formano un bel gruppo unito, capace di combattere contro i bulletti del villaggio.
Interessante anche il personaggio di De Vannes, gesuita ex moschettiere che decide di insegnare ai ragazzi, oltre a varie nozioni, anche l'arte della spada e a duellare.
Ero curiosa di vedere come sarebbe stato questo personaggio, il quanto "il maestro" è una figura che nella letteratura per l'infanzia può assumere sia connotati positivi che negativi. Egli poteva essere il maestro severo e autoritario, prepotente, con pregiudizi, che ostacola i ragazzi e insegna loro solo cose nozionistiche; invece si è rivelato essere uno di quegli adulti speciali tanto importanti nelle storie per l'infanzia. Un vero maestro severo e autorevole, ma anche saggio e comprensivo, capace di comprendere i reali bisogni dei suoi studenti e di soddisfarli, insegnando loro sia cose teoriche ma anche con risvolti pratici. Un adulto che guiderà i ragazzi nella loro crescita rendendoli persone migliori.
In seguito ad alcuni sogni di Jackie, che vede il fratello di Namie dirgli di essere in pericolo, lui e i suoi due amici decidono di partire per la Miniera di Lacrime e di cercare di salvare loro stessi il bambino e gli altri ragazzini rapiti dal Wendigo. Sarà là che le due storie principali, quella di Jackie e i suoi compagni e quella del capitano pirata Black Bill, si incontreranno, stringendo un'alleanza un po' strana ma vantaggiosa per entrambi con lo scopo di liberare i piccoli prigionieri. Naturalmente il pirata ha le sue ragioni per fare ciò, anch'egli è un personaggio piuttosto interessante e sfaccettato, uno di quelli che dovrebbero essere cattivi ma in fondo hanno anche dei lati positivi, uno di quegli uomini che comunque rimane fedele ai suoi ideali (ad esempio non sopporta la schiavitù, soprattutto se esercitata su dei bambini).
Un bel romanzo per ragazzi a partire dai 9/10 anni, ambientato nel 1600, all'epoca dei moschettieri e dei pirati, in America, un'America però appena conquistata, ancora selvaggia e profondamente immersa nella natura, che domina feroce e incontrastata, nonostante i pochi e piccoli villaggi di europei che iniziano a sorgere qua e là (come quello dove vivono Jackie e Scott), e dove vivono ancora numerose tribù indiane. Un romanzo ricco di avventura, azione, combattimenti, magia, ma anche molto incentrato sull'amicizia, anche tra persone di popoli diversi, che si ritrovano unite da un obiettivo comune.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2024 dalla Mondadori Editore, ha 320 pagine, la copertina rigida e misura 22,3 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza e costa 17 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 24 giugno 2024

SAGA: I pirati della Malesia di Emilio Salgari

Oggi volevo parlarvi dei libri del ciclo: "I pirati della Malesia" di Emilio Salgari, una saga di classici dell'avventura, spesso consigliati ai ragazzi ancora oggi, anche se credo che ormai tali libri non possano più essere considerati molto "per ragazzi". Oltre al linguaggio non proprio facilissimo, con termini e forme grammaticali cadute ormai in disuso, in realtà non ho mai capito perchè i libri di Salgari vengano considerati roba per ragazzini, visto che tutti i personaggi sono adulti e affrontano questioni da adulti. Gli uomini, in particolare, hanno tutti almeno trent'anni, mentre le donne sono molto più giovani, spesso solo adolescenti. Vengono spesso consigliati per la grande dose di avventura insita in loro, che sicuramente può fare ancora emozionare i lettori, ma io francamente non li consiglierei a quelli di meno di 11 anni, se si tratta di forti lettori, altrimenti anche successivamente.
C'è da considerare che i libri di Salgari, come anche altri romanzi ottocenteschi, non sono mai stati pensati come scritti per bambini, ma sono stati i ragazzi ad appropriarse, in passato, poichè li hanno ritenuti più avvincenti e apprezzabili da leggere per loro rispetto alla proposta editoriale esistente all'epoca per loro, che era di stampo soprattutto istruttivo e moralistico. Adesso, con tutte le proposte editoriali valide che i ragazzi hanno a diposizione, la vedo più diffile che un bambino si approcci spontaneamente ai romanzi salgariani (nella versione integrale), a meno che non si tratti di forti lettori, comunque non prima della fine della primaria o alla secondaria.
Poi può dipendere anche dall'edizione con cui si legge la saga, io ad esempio l'ho letta nell'edizione Rba, che riporta la versione originale, quella scritta proprio da Salgari a fine Ottocento. Poiché io ho letto i libri della collana edita dalla RBA vi proporrò le sue copertine, che tra l'altro a me piacciono molto, anche perchè riprendono quelle originali.
La RBA infatti, oltre a riportare alla ribalta un grande scrittore e i suoi romanzi d'avventura, diventati ormai degli intramontabili classici della letteratura, lo fa con una interessante veste grafica. Le copertine sono infatti basate su quelle della prima edizione in stile Liberty (degli inizi del Novecento), le quali sono state arricchite da raffinati e preziosi dettagli dorati.
"I pirati della Malesia" comunque fa parte del ciclo indo-malese, che iniziò ad essere pubblicato dal 1883 fino al 1913. La saga vede come protagonisti un folto drappello di pirati malesi (detti "Tigri" o "tigrotti" di Mompracem), i quali prendono il nome dall'omonimo scoglio del Mar Cinese Meridionale. Questi pirati combattono contro i britannici, gli invasori europei ed una serie di altri antagonisti, guidati in particolare da due figure di spicco: il principe-pirata malese Sandokan e l'avventuriero portoghese Yanez. 
La saga è ambientata tra la Malaysia e l'India, terre dunque lontane dalla nostra Europa, tanto che neppure lo stesso autore le ha mai visitate, sebbene si documentasse molto in biblioteca, ricavando dai libri le informazioni di cui necessitava: vegetazione, fauna, tradizioni, popolazioni e culture locali. Spesso nei racconti salgariani troviamo termini specifici dell'oriente come: maharatto, rajah, rhani, sahib, bajadera, manti, daiaki, ecc... Quanto ci sia di vero e quanto di romanzato credo che si difficile dirlo per un lettore europeo, ma certamente i romanzi di Salgari hanno il potere di trasportare i lettori in un mondo a noi (e ancora di più ai lettori dell'epoca) sconosciuto e affascinante.
La saga, essendo lunga, è raccolta in vari cicli, ciascuno dei quali ricco di avventure e avvenimenti, nonché di personaggi vecchi e nuovi. Personaggi a cui il lettore sicuramente si affeziona, anche se nonostante Sandokan piaccia, molti gli preferiscono la spalla Yanez, che poi si prenderà sempre più spazio all'interno della saga (fino ad avere dei romanzi dedicati solo a lui). Forse per il suo carattere più flemmatico, ironico e gioviale, unito anche a un'intelligenza e doti da stratega notevoli, che gli permettono di elaborare dei piani che si rivelano quasi sempre vincenti. Sandokan è invece più il tipo d'uomo tutto d'un pezzo, fiero, deciso, coraggioso e valoroso, anche se spesso è molto impulsivo, una forza della natura, passionale, guidato dal desiderio di vendetta e da sentimenti anticolonialisti, anche se col tempo maturerà anche lui.
Il ciclo malese è uno di quei casi in cui i lettori finiscono per non ricordarsi di un solo personaggio, ma per affezionarsi a molti co-protagonisti, tra cui il già citato Yanez, ma anche Tremal-Naik, e il suo fedele servitore Kammamuri, i quali sono nati in realtà come protagonisti di un altro romanzo.
Nei romanzi non manca la presenza femminile, con donne (tutte dall'aspetto bellissimo) come Marianna, Ada, Surama e Darma (figlia di Tremal-Naik), che però rimangono maggiormente nell'ombra rispetto agli eroi maschili, sebbene anche le ragazze (perchè sono tutte giovanissime, dai 15/16 anni) si rendano utili, dimostrandosi anche coraggiose e intelligenti, fornendo importanti informazioni o agendo negli interessi degli eroi, ma appunto più come figure di supporto che non pienamente indipendenti. Il problema della maggior parte di queste donne è che effettivamente lo scrittore non dà loro la possibilità di permanere all'interno della saga abbastanza a lungo da evolversi o da rimanere impresse nella memoria a lungo termine dei lettori. Questo perchè la loro presenza sarebbe d'intralcio alla trama, in quanto terrebbe gli eroi lontani dall'azione (basta pensare alla promessa che fa Sandokan a Marianna alla fine del primo libro). La maggior parte di esse infatti muore molto presto (togliendosi così di scena), spesso in momenti che non vengono neppure descritti dall'autore perchè poco interessanti (muoiono di malattia ad esempio, e non durante degli scontri o in duelli), oppure entrano in scena tardi (tipo Surama che viene introdotta dal quarto capitolo della saga) o, ancora, semplicemente non vengono forniti loro molti momenti narrativi, si sa che ci sono nella storia ma allo scrittore non interessa descrivere cosa stanno facendo, poiché relegate ad un ruolo marginale. Comportamento che comunque lo scrittore adotta poi anche nei confronti dello stesso Sandokan verso gli ultimi romanzi della serie, in cui spesso nemmeno compare, lasciando il posto ad altri comprimari.

Sopra: I romanzi di Emilio Salgari che la RBA ha iniziato a far uscire in edicola, di cui quattro su cinque di quelli in foto fanno parte appunto del ciclo dei Pirati della Malesia.
 
Primo ciclo di Sandokan
 
Primo ciclo della jungla
 
1. "Le tigri di Mompracem" (1883-1884): Sandokan, la leggendaria “Tigre della Malesia”, decide di solcare i mari e sfidare mille insidie per andare alla ricerca della “Perla di Labuan”. Non si tratta di un bottino prezioso, ma di una bellissima giovane, di nome Marianna, la cui fama è giunta alle orecchie del protagonista. L’eroe non l’ha ancora incontrata ma il suo cuore già palpita per lei. Purtroppo, proprio mentre si sta recando a Sarawak per incontrarla, subisce un’amara sconfitta da parte della marina inglese, ma si salva miracolosamente approdando proprio sull’isola di Labuan. Quale destino lo attende?
Sandokan è un ex principe del Borneo, spodestato dai bianchi, e che si è dato alla pirateria riuscendo a riunire attorno a sè un buon gruppo di seguaci che lo seguono ammirando la sua audacia e il suo coraggio. Egli odia i bianchi per avergli sottratto il suo regno: "... ma di chi è la colpa? Forse che gli uomini di razza bianca non sono stati inesorabili con me? Forse che non mi hanno detronizzato col pretesto che io diventavo troppo potente? Forse che non hanno assassinato mia madre, i miei fratelli ele mie sorelle, per distruggere la mia discendenza? Quale male avevo io fatto a costoro? La razza bianca non aveva mai avuto da dolersi di me, eppure mi volle schiacciare. ora li odio, siano spagnoli, od olandesi, o inglesi o portoghesi tuoi compatrioti, io li esecro e mi vendicherò terribilmente di loro, l'ho giurato sui cadaveri della mia famiglia e manterrò il giuramento!"
Diciamo che nel primo romanzo Sandokan però non brilla per intelligenza e spesso l'ho trovato parecchio avventato, sicuramente dal carattere impetuoso, una forza della natura. 
Lo stesso motivo che dà inizio all'avventura è quasi comico: Sandokan muove verso Labuan (territorio in via di militarizzazione da parte degli inglesi) ufficialmente per una missione esplorativa, ma in realtà lui vuole vedere la Perla di Labuan, una ragazza bellissima, che però lui non l'ha mai visto, ma che vuole conoscere a tutti i costi: "... tuttavia io andrò domani a Labuan. Una forza irresistibile mi spinge verso quelle spiagge, e una voce mi sussurra che devo vedere la fanciulla dai capelli d'oro, che io devo...".
Il pirata, però, s'imbatte in un incrociatore inglese, che affonda il suo praho e distrugge il suo equipaggio. Caduto in mare gravemente ferito, Sandokan si spiaggia in preda al delirio proprio sulle sponde della vicina Labuan, dove ricoverato e curato in casa di Lord James Guillonk, capitano di vascello e notabile dell'isola, nonché zio della fanciulla denominata la Perla di Labuan. Questa grande coincidenza permetterà a Sandokan di conoscere la fanciulla, che vive assieme allo zio da quando i suoi genitori sono morti.
Spendo ora due paroline riguardo a Marianna: ella viene descritta come una fanciulla di sedici anni, con madre italiana e padre inglese, dalla straordinaria bellezza, che consiste in una pelle molto candida e capelli dorati. Oltre a ciò però Marianna viene descritta anche come una fanciulla che è diventata avezza alle sanguinose battaglie, a cui ha assistito per tre anni mentre viaggiava sulla barca dello zio. Una ragazza dalla "fierezza energica", e "dotata di una tenace volontà, a poco a poco aveva modificato gl'impeti feroci, contratti in quelle aspre e sanguinose battaglie, e quella ruvidità contratta continuo contatto colla gente di mare. [...] Non aveva abbandonata la passione per le armi e gli esercizi violenti, e ben spesso, indomita amazzone, percorreva i grandi boschi, inseguendo perfino le tigri, o pari ad una najade si tuffa intrepidamente elle azzurre onde del Malese...". Insomma, Salgari descrivere Marianna da un lato con una spetto di bellezza stereotipata, ma dall'altro ci tiene a conferirle delle doti che non si basano solo sul suo aspetto fisico, descrivendola anche come "buona, generosa, caritatevole", ma allo stesso tempo anche in possesso di un lato più selvaggio e resistente. In effetti sarà solo grazie al suo aiuto, seguendo un piano elaborato da Yanez, che Sandokan riuscirà a salvare se stesso e i suoi uomini, caduti nelle mani degli inglesi durante l'assenza del loro capo. 
Ho quindi apprezzato il fatto che Marianna non sia state resa semplicemente come una bella bambolina e come interesse amoroso del protagonista, ma che effettivamente faccia anche qualcosa di concreto durante la storia.
Per quanto riguarda la storia d'amore essa è praticamente un "istant love": Sandokan si innamora di Marianna ancora prima di conoscerla e appena la vede, ma anche la fanciulla si dimostra subito attratta da pirata: "Ma quando ebbe veduto quel fiero pirata, senza sapere il perché, ella aveva provato uno strano turbamento. Cos'era? Ella lo ignorava, ma si vedeva sempre dinanzi agli occhi, e alla notte le appariva in sogno, quell'uomo dalla figura così fiera, che aveva la nobiltà di un sultano e che possedeva la galanteria di un cavaliere europeo. quell'uomo dagli occhi scintillanti, dai lunghi capelli neri e quel viso su cui leggevasi a chiare parole un coraggio più che indomito e un'energia più unica che rara. Dopo averlo affascinato con i suoi occhi, colla sua voce, colla sua sua bellezza, era rimasta a sua volta affascinata e vinta."
L'amore descritto da Salgari tra Sandokan e Marianna è di quel tipo di amori travolgenti e inarrestabili, di quelli epr cui si farebbe di tutto, che fanno perdere la testa. A Sandokan fa quasi dimenticare dei suoi pirati, del suo amico Yanez, delle battaglie e perfino della sua vedetta: "Tutto avrebbe dimenticato per continuare ancora così per cento anni, la sua Mompracem, i suoi tigrotti, i suoi legni e perfino le sue sanguinose vendette." Nel corso del romanzo noi lettori assistiamo spesso a repentini cambi di umore e di pensiero da parte di Sandokan, che da un lato dovrebbe ritornare alla sua vita da pirata e compiere la sua vendetta, mentre dall'altro è talmente preso dall'amore per Marianna da non capire più niente, tanto da sembrare quasi rincitrullito a volte. "Eppure bisogna che io fugga, che ritorni alla mia Mompracem, fra i miei tigrotti!... Se io rimanessi qui la febbre finirebbe per divorare tutta la mia energia, sento che spegnerei per sempre la mia potenza, che non sarei più la Tigre della Malesia... Orsù, partiamo!". E dopo aver pensato ciò, neanche quindici righe dopo egli ha già cambiato idea: "-No!.. No!..- esclamò egli, con accento disperato. - Non posso, non posso!... Che d inabissi Mompracem, che si uccidano i miei tigrotti, che si disperda la mia potenza, io rimango!...".
Insomma, Sandokan in questo primo libro in particolare è un tipo parecchio melodrammatico, fortuna che c'ha Yanez a dargli una mano.
Ah, dimenticavo di dire che Marianna ha 16 anni, mentre Sandokan ha ormai superato la trentina.
Per fortuna che assieme a lui c'è anche Yanez de Gomera, un avventuriero portoghese che però è legato a Sandokan da un'imprescindibile fratellanza. È infatti Yanez a essere la testa del gruppo. È lui infatti ad andare in soccorso dell'amico dopo che, durante una cena in casa Guillonk, il baronetto William Rosenthal (presente al momento dell'attacco al praho del pirata) smaschera Sandoka, avendolo riconosciuto, costringendolo a fuggire.
Per tutto il tempo Yanez non fa che ricordare a Sandokan di essere prudente e che gli impedisce di farsi catturare in un battibaleno. È sempre Yanez inoltre ad elaborare il piano con cui Sandokan potrà riunirsi alla sua innamorata e portarla via, travestendosi da soldato mandato alla casa di Lord Guillok come inviato, nonché parente, del baronetto Rosenthal. Yanez è sicuramente il personaggio più divertente, oltre che il più sveglio, all'interno del romanzo, anche perchè ha un buon umore e un'ironia che non lo abbandonano mai, neanche nei momenti più difficili, da cui riesce sempre a tirarsi fuori.
Un romanzo sicuramente ricco di avventura, dove non ci si annoia mai tra combattimenti di navi, compartimenti con spade, naufraghi ritrovati, innamoramenti fulminei, identità nascoste, inganni, fughe rocambolesche, morti simulate...
 
 
Sopra: La copertina del primo volume del ciclo malese mostra un'immagine che ritrae Sandokan e Marianna, illustrazione contornata da alcune decorazioni dorate che presentano il "colpo di frusta" tipico dello stile Liberty.

2. "I misteri della giungla nera" (1887): Sullo sfondo oscuro della natura impenetrabile delle Sunderbunds, sul delta del Gange, terre popolate da serpenti velenosi e belve feroci, si muove il temerario Tremal-Naik, conosciuto come “il cacciatore della Jungla Nera”. L’amore per la bella Ada, la misteriosa fanciulla divenuta sacerdotessa della crudele dea Kalì, lo spingerà, insieme all’amico Kammamuri e alla tigre addomesticata Dama, ad affrontare ogni sorta di pericolo e a sfidare gli spietati Thugs. Nel fitto della giungla si trova infatti una pagoda nei cui sotterranei si nascondono i Thug, una setta sanguinaria cui sono affiliati degli strangolatori, seguaci della dea indiana Kali. Guidati dal malvagio Suyodhana, i Thug tengono imprigionata una giovane fanciulla di nome Ada Corishant, figlia di un ufficiale inglese, soprannominata dalla setta "la Vergine della Pagoda" e costretta a diventare la sacerdotessa di Kali. Tremal-Naik, un coraggioso cacciatore bengalese innamorato della ragazza, cercherà di salvarla con l'aiuto del suo fedele servitore, il maharatto Kammamuri, al fianco del quale affronta una lotta all'ultimo sangue contro gli adoratori della dea.
Il cacciatore di serpenti riceve perfino una pugnalata al cuore ed è lasciato agonizzante nel cuore della foresta, ma per sua fortuna Kammamuri lo ritrova e riesce a portarlo in salvo e a curarlo.
I Thug, però, vogliono definitivamente sbarazzarsi dei tre cacciatori, così provano a mandare in avanscoperta una talpa, un bengalese di nome Manciadi; costui riesce a strangolare Aghur, ma viene poi scoperto e ucciso da Kammamuri e Tremal-Naik, ormai guarito dopo una lunga convalescenza. Il duo è finalmente risoluto a liberare Ada, e durante una notte di tempesta, insieme alla loro tigre ammaestrata Darma, raggiunge il nascondiglio dei Thug e libera l'amata. Sfortunatamente il piccolo drappello si perde tra le gallerie del sotterraneo e ritorna nuovamente prigioniero dei Thug. Stavolta, però, gli strangolatori hanno un altro piano in mente: vogliono che i due cacciatori diventino parte della setta. Suyhodana infatti ha intuito quanto Tremal-Naik tenga ad Ada, quindi decide di concederle la libertà, a patto che il bengalese uccida Harry Macpherson, un capitano britannico che ha intrapreso una lotta senza quartiere contro i Thug. Tremal-Naik prova per due volte ad assassinarlo, prima di riconoscere in Macpherson nientemeno che il padre di Ada. Chiarito l'equivoco, i due si alleano contro i comuni nemici, e alla fine l'avventura finisce col salvataggio di Ada e la messa a ferro e fuoco del covo dei Thug. Suyodhana, però, sopravvive e fugge, portando con sé molti strangolatori sopravvissuti.
A dire la verità non ho letto questo secondo volume, in quanto inizialmente non faceva parte della saga dei pirati della Malesia, infatti qui i personaggi sono completamente diversi. La saga salgariana, infatti, non è frutto di un lavoro organico, né impostato a tavolino, inizialmente quindi il romanzo era stato pensato come opera indipendente, mentre poi Salgari ha deciso di sfruttare questi personaggi per continuare la saga di Sandokan e dei suoi tigrotti.

Sopra: La copertina del secondo volume del ciclo malese mostra un'immagine che ritrae Kammamuri e Tremal-Naik assieme alla tigre Dama.
 
3. "I pirati della Malesia" (1896): Colta da un nubifragio un vascello indiano che fa vela su Sarawak si frantuma sulle scogliere di Mompracem, e viene puntualmente assalita dai pirati, tornati di recente padroni dell'isola. Durante l'abbordaggio, il portoghese Yanez de Gomera salva la vita ad un valoroso maharatto che si è battuto all'ultimo sangue: si tratta di Kammamuri, imbarcato sul bastimento assieme ad Ada Corishant, viene portato al cospetto di Sandokan, il maharatto svela il motivo del suo viaggio: Suyodhana, il capo dei thug, ha barbaramente ucciso Harry Corishant dinanzi agli occhi della figlia e ha fatto arrestare Tremal-Naik, ora detenuto a Sarawak e condannato alla prigionia in una colonia penale. Ada, dal canto suo, è ancora distrutta dall'accaduto e pare completamente fuori di senno. Da questo racconto, Sandokan e Yanez comprendono che la giovane altro non è che la cugina di Marianna Guillonk, sposa di Sandokan. Qui veniamo a conoscenza del fatto che Marianna è purtroppo morta di recente durante un'epidemia, per cui Sandokan, che nel primo romanzo aveva giurato di abbandonare la vita da pirata, si è dato di nuovo alla pirateria. Allora Sandokan, anche se triste per la recente perdita dell’adorata Marianna, dopo aver saputo che la giovane che Tremal-Naik ama è la cugina di Marianna, andrà in soccorso dell'uomo e condurrà una dura lotta contro il comune nemico.
Sandokan e Yanez decidono di partire subito: dopo una caccia in mare, riescono a conquistare con uno stratagemma il comando dell'Helgoland, la nave che avrebbe dovuto prelevare Tremal-Naik e portarlo nella colonia penale; restano coinvolti in una battaglia in mare con una cannoniera del rajah bianco James Brooke, detto lo "Sterminatore dei pirati", quindi abbandonano il bastimento e provano un altro stratagemma.
Yanez, fingendosi un lord inglese, entra alla corte del Rajah bianco Brooke, conquistandone la fiducia. James Brooke (1803-1868), rajah di Sarawak, è un personaggio storico e avventuriero anglo-indiano, capace di costruirsi autonomamente un piccolo impero indipendente dall madre-patria.
Anche in questo caso quindi vediamo Yanez svolgere il ruolo del "travestito", fingendosi qualcuno che in realtà non è per imbrogliare i nemici. Per fare ciò sfrutta le sue origini portoghesi, che non destano negli avversari dei pirati malesi nessun sospetto solitamente. Grazie ai suoi modi giocosi e al suo spirito scherzoso e da simpaticone inoltre gli riesce facile ottenere la simpatia di chi lo circonda. Riuscito ad ottenere il permesso di andare in visita alle prigioni, trova Tremal-Naik e lo droga con un potente narcotico, che ne provoca una morte apparente, con l'idea di farlo seppellire dai suoi carcerieri e, successivamente, dissotterrare da Sandokan, che è rimasto appostato nella foresta. Anche qui vediamo Yanez mettere in atto un piano che aveva funzionato nel primo volume: quello della morte apparente, anche se questa volta a dover essere narcotizzato sarebbe stato Tremal-Naik, peccato che il piano però non va a buon fine a causa  dell'intervento di  Lord James Guillok, zio di Marianna, che ce l'ha ancora con Sandokan per avergli portato via l'amata nipote.
Il rajah Bianco Brooke contrattacca i tigrotti fino a che Sandokan è costretto ad arrendersi e viene arrestato assieme a Yanez e ai due tigrotti sopravvissuti, Sambigliong e Tanauduriam, per essere deportati in una colonia penale. Kammamuri e Ada sono lasciati in libertà (si occuperà di loro Lord Guillonk), mentre Tremal-Naik viene ricondotto a Sarawak.  
Sambigliong, però, riesce a dileguarsi e, grazie ad un colpo di fortuna, si ritrova sulla rotta dello yacht di Lord Guillonk che, commosso dallo spirito di sacrificio di Sandokan, decide di aiutarlo liberando il nipote del rajah spodestato da Brooke. Sambigliong irrompe con i tigrotti a Sarawak, liberano i loro capi e deponendo il rajah bianco.
Insomma anche in questo romanzo ne accade di roba e non manca l'avventura e i colpi di scena, tra gente deportata, arrembaggi, battaglie navali, inganni, travestimenti, spirito di sacrificio e qualche ravveduto.
La trama è piuttosto complessa, già a partire dall'inizio, dove Salgari intreccia le vicende accadute a Tremal-Naik e Kammamuri nel secondo romanzo con la storia di Sandokan e Yanez. Anche se, come me, non avete letto il secondo capitolo comunque non preoccupatevi: Kammamuri, una volta al cospetto di Sandokan, gli racconta tutto quello accaduto in precedenza, così anche il lettore verrà messo al corrente della situazione, senza il rischio che si perda qualche passaggio significativo. C'è un po' la forzatura di questa parentela tra Marianna e Ada, anche se in effetti nel precedente volume era stato detto che quest'ultima era figlia di un ufficiale inglese, per cui la cosa della parentela anche se un po' forzata non è proprio irrealistica.
 
Sopra:
La copertina del terzo volume del ciclo malese ci fa vedere un'immagine che ritrae una barca in mare. Da notare i tanti piccoli dettagli dorati della copertina.
 
4) "Le due tigri" (1904): Nel 1857 Sandokan giunge in India alla guida dei suoi tigrotti, in soccorso dell'amico Tremal-Naik. Quest'ultimo è infatti rimasto di recente vedovo di Ada Corishant e sua figlia è stata rapita dai Thugs, comandati da Suyodhana (la Tigre dell'India), con l'intento di sacrificarla alla dea del male Kalì.
Grazie all'aiuto di Surama, una giovane baiadera indiana figlia del deposto rajah dell'Assam e fatta prigioniera dai Thugs, Sandokan e i compagni riescono a rapire il manti, sacerdote della dea Kalì, da cui scoprono che la setta di strangolatori è ancora stanziata sull'isola di Raimangal.
Ecco come è descritta Surama: "Era una bellissima giovane, alla pelle leggermente abbronzata, i lineamenti dolci e fini, con occhi nerissimi Eni capelli lunghi, intrecciati con fiori di mussenda e nastrini di seta azzurra. Uno splendido costume copriva il suo corpo sottile come un giunco, pur essendo squisitamente modellato, tutto di seta rosa, con guarnizioni di perle, e che finiva in un paio di calzoncini che scendevano fino alla noce dei piedi."
Il gruppo organizza così una spedizione nella giungla alla volta di Raimangal a cavallo di due elefanti. Il viaggio è però denso di imprevisti: un violento uragano, l'attacco di un rinoceronte, quello di due tigri, gli stessi Thugs che cercano di sabotare continuamente la spedizione.
Malgrado i contrattempi, Sandokan e i compagni, a cui si unisce anche l'ufficiale francese de Lusaac, giungono a Raimangal e manomettono l'impianto idrico, allagando i sotterranei della setta e distruggendola per sempre. 
Lo spietato Suyodhana, però, fugge con la piccola Darma a Delhi, città attanagliata dal dramma della rivolta dei Sepoy, sperando di poter trovare asilo fra i ribelli, ma nulla impedirà a Sandokan di affondare il suo pugnale nel ventre del nemico e di salvare Darma.  
Anche questa volta non manca l'avventura e una storia ricca di avvenimenti, che si apre con il decesso di Ada e con il rapimento della figlia avuta nel frattempo con Tremal-Naik. 
A differenza dei precedenti romanzi, dove il termine "tigri" andava ad indicare Sandoka assieme a tutti i suoi pirati,in questo vengono denominati col soprannome di "tigri" Sandokan, la "Tigre della Malesia" da un lato e, dall'altro, il suo antagonista capo dei Thugs, Suyodhana, denominato invece la "Tigre dell'India". Egli era apparso anche ne "I misteri della jungla nera", ma stavolta Salgari lo delinea meglio, conferendogli un maggiore spessore e rendendolo un personaggio di incredibile complessità, un degno avversario insomma per Sandokan, con cui non poteva mancare un duello finale uno contro uno.
 
Sopra: La copertina del quarto volume del ciclo malese, dallo sfondo rosso, mostra Sandokan (la "Tigre della Malesia") trionfante dopo aver ucciso Suyodhana (la "Tigre dell'India").
 
Secondo ciclo della jungla: come vedrete, rispetto alla fine del primo ciclo sono passati diversi anni, e i quattro co-protagonisti sono uniti assieme da battaglie comuni e non più occasionali, come avveniva inizialmente, dimostrando che il loro legame di amicizia e di fiducia si è ormai consolidato.
 
5) "Il re del mare" (1906): La storia è ambientata nel 1868, vale a dire undici anni dopo i fatti narrati nel romanzo "Le due tigri", infatti qui vediamo Darma essere ormai una ragazza, tanto che cattura l'attenzione del capitano Moreland, che in realtà ha molti anni più di lei. Ella viene descritta come: "Una bellissima fanciulla di forse quindici anni, dal corpo flessuoso come una palma, con lunghi capelli neri, un po' inanellati, la pelle del viso leggermente abbronzata e vellutata come quella delle donne indiane, ma assai più chiara, i lineamenti perfetti che sembravano più caucasici che indù, si era fermata dinanzi al portoghese fissandolo coi suoi occhi neri e scintillanti come carboni" .
Tremal-Naik, diventato proprietario terriero nella regione del Kabatuan, vede attaccare la propria piantagione dai dayaki ribelli. Viene catturato, assieme a sua figlia Darma, da un tale Sir James Moreland, conosciuto come Re del Mare per via della flotta di incrociatori che ha armato e messo a disposizione del Regno Unito, per collaborare allo sterminio dei pirati.
Allo stesso tempo, le flotte del rajah di Sarawak (nipote di James Brook) espugnano Mompracem e costringono Sandokan alla ritirata. A risolvere la situazione è il portoghese Yanez: andato in aiuto di Tremal-Naik con un drappello di pirati, scampa alla cattura e viene salvato da un potente incrociatore americano, il Nebraska, una corazzata rimasta senza proprietario dopo la morte dell'acquirente. Yanez coglie al volo l'occasione e la acquista, ribattezzandola proprio Re del Mare, potendo così cominciare la guerra navale contro l'Impero britannico. Anche questa volta è Yanez quindi a dare una svolta alla situazione trovando il modo di fornire aiuto e supporto ai compagni in difficoltà. 
La soluzione comunque è temporanea, come sanno bene sia Sandokan che Yanez, in quanto il bastimento è tanto grande quanto possente, ma consuma carbone a volontà e gli inglesi cercano in tutti i modi di impedire ai pirati di entrare nei porti per rifornirsi. Esaurito il carbone, il Re del Mare viene raggiunto e affondato da una squadriglia armata, guidata dal capitano Moreland. Costui rivela ai nostri eroi una notizia inaspettata e sorprendente, un vero colpo di scena che lo vede legato al capo dei Thug, Suyodhana, di cui Sandokan pensava di essersi sbarazzato definitivamente nel precedente capitolo.
Verso la fine del romanzo viene poi introdotto un nuovo personaggio che si fa soprannominare il Demonio della Guerra, cioè il dottor Paddy O'Brien di Filadelfia, che chiede a Yanez di poter venire con lui a bordo della nave per combattere gli inglesi, presentandosi niente di meno che come: "Un uomo che potrà causare danni immensi agli inglesi. Ecco perchè, signore, voi non rifiuterete d'imbarcarmi sulla vostra nave assieme ai miei bagagli. Vi renderò preziosi servigi, tali da far stupire e anche tremare il mondo!...". L'Uomo dice di essere in possesso di un dispositivo che permetterebbero di fare saltare in aria le navi avversarie. In effetti il dispositivo funziona, peccato che riesca a fare esplodere solo una nave inglese, prima che una granata esplosa sul ponte del Re del Mare lo uccida, distruggendo pure l'apparato. Devo dire che mi aspettavo qualcosa di più da questo personaggio, che viene eliminato poco dopo essere stato introdotto, senza aver combinato granché, dopo tutte le meraviglie che si era detto in grado di fare.
Se i precedenti capitoli si erano svolti principalmente via terra con questo si torna alla pura guerra navale, infatti la maggior parte della vicenda è ambientata appunto in mare sul ponte del Re del Mare. Una storia intrigante, in cui io ho trovato particolarmente carina la storia d'amore tra Darma e il capitano Moreland, nonostante la differenza d'età di almeno 10 o 15 anni, considerando che la ragazza è ancora molto giovane (non si parla di una una donna sulla ventina, ma più di una quindicenne).
 
Sopra: La copertina del quinto volume del ciclo malese riporta al centro il disegno di una donna su di uno sfondo marrone, condecori e dettagli dorati.
 
6) "Alla conquista di un impero" (1907): Durante la prima visita nel sultanato indiano dell'Assam, Yanez si era innamorato, ricambiato, della bella e nobile Surama e l'aveva sottratta ad un destino crudele: era stata venduta ai Thugs da Sindhia, un parente senza scrupoli che aveva usurpato il trono dell'Assam. Per restituirle il regno che le spetta di diritto, Sandokan, Tremal-Naik e Kammamuri si schierano a fianco del portoghese che escogita un piano infallibile per infiltrarsi nel palazzo del rajah.
All'oscuro dell'amico Sandokan, Yanez si introduce nelle stanze del primo ministro del rajah: dapprima, si finge un famoso milord inglese, poi lo rapisce, con l'intento di farsi dire da lui il luogo dov'è tenuta la pietra di Salagram, manufatto importantissimo per i fedeli indù; Yanez può dunque rubarla e presentarsi, ancora sotto mentite spoglie, dal rajah in persona, raccontando di averla recuperata. Sindhia ne è talmente felice da ammetterlo quale cacciatore di corte al suo palazzo e coprirlo di offerte di premi, che Yanez, da buon "inglese", rifiuta. Intanto, Sandokan, alla guida di un folto drappello di pirati del Borneo, è nascosto nella giungla, nei sotterranei di una pagoda, e non aspetta altro che il momento propizio per entrare in azione.
Ma i piani dei due eroi salgariani sono turbati dall'astutissimo consigliere di corte, il greco Teotokris, che intuisce che qualche pericoloso raggiro è in atto; così tenta prima di sbarazzarsi di Yanez, mandandolo a caccia della terribile tigre nera (che Yanez, abilmente, uccide), poi prova a corromperlo affinché lasci la corte, e infine lo sfida ad un duello da cui esce vivo per miracolo. Proseguendo così i suoi piani, Yanez arriva a far inscenare da una compagnia di attori un dramma che narra di un tiranno che, proprio come Sindhia, elimina tutti i suoi parenti per accaparrarsi la corona. La situazione, però, precipita e una serie di infausti avvenimenti conducono Yanez alla prigionia e Surama ad essere rapita da Teotokris.
Stavolta è infatti il greco Teotokris, astuto consigliere di corte, a costituire il principale nemico di Yanez e colui che, anticipando le sue mosse, gli mette i bastoni tra le ruote. Finora infatti Yanez era sempre riuscito a ingannare più o meno chiunque con i suoi travestimenti e i suoi personaggi, mentre stavolta non riesce a scalfire minimamente la diffidenza del consigliere, che gli darà parecchi grattacapi.

Sopra: La copertina del sesto libro del ciclo malese, dai colori più chiari e luminosi rispetto agli altri volumi, ci mostra al centro un'illustrazione che ritrae Surama, la bella sovrana innamorata di Yanez.

7) "Sandokan alla riscossa" (1907): A distanza di trent'anni dall'inizio della saga, dopo aver battuto tutti i suoi principali nemici, Sandokan è ora pronto a vendicare il più grave dei torti subiti: l'eccidio della sua famiglia ad opera degli invasori europei. I fatti risalgono a quando un ventenne Sandokan, principe di Kini Balù, aveva visto cadere dinanzi ai suoi occhi tutta la sua famiglia, sterminata dagli usurpatori inglesi, ai quali avrebbe da allora giurato odio eterno. La cosa si ricollega ai primo capitolo del primo libro, dove Sandokan spiegava la questione, che poi non è più stata tirata fuori, poiché nel frattempo lui e l'amico si sono tenuti impegnati con ben altre questioni riguardanti gli amici Tremal-Naik, Kammamuri e Surama.
Sandokan, accompagnato dal prode “fratello” Yanez, dai fedeli Tigrotti di Mompracem e dai negritos del valoroso amico Kammamuri, fa ritorno nelle fitte foreste del Borneo, deciso a liberare la sua gente dall’oppressore. Ma per riuscirci, dovrà schivare gli agguati dei tagliatori di teste e i tranelli dell’infido Teotokris e scacciare il rajah bianco che ha sterminato la sua famiglia e si è impossessato del trono con l’inganno.
Finalmente vediamo Sandokan reclamare il regno che gli spetta, e la cui perdita aveva dato inizio alla sua carriera nella pirateria. Questo è stato il primo romanzo di Sandokan che ho letto e a ripensarci trovo quasi sorprendente che il pirata ci abbia messo tanto tempo a ritornare nelle sue terre, anche se probabilmente ciò accade perchè presumibilmente Emilio Salgari non si era posto il problema di far tornare Sandokan sui suoi passi, provando a fargli riconquistare il regno perduto e vendicare, così, la sua famiglia. 
Come ho detto prima, nei precedenti romanzi infatti Sandokan non ha praticamente mai parlato dell'avvenimento, per cui qui Salgari rimedia parzialmente alla cosa, arricchendo il romanzo con dettagli importanti e drammatici sul personaggio, parlandoci ad esempio anche del padre di Sandokan, che finalmente ha un nome: Kaigadan.
Sembra in effetti che la spedizione avvenga solo perchè le foreste del Borneo sono diventate una possibile alternativa come casa per Sandokan, dopo che quest'ultimo ha perso l'isolotto di Mompracem. Ciò che però in realtà il pirata sembra desiderare veramente sembra essere infatti la riconquista di Mompracem, sentimento condiviso anche da Yanez. 
"Negli occhi nerissimi di Sandokan passò un lampo ardente.
- La mia Mompracem!... - disse poi con accento intraducibile. - Vi ho lasciato il cuore su quell'isola!...
Successe un breve silenzio: entrambi erano profondamente commossi. Fu Yanez che lo ruppe per primo: - Quando vorrai, io scenderò dall'India coi miei montanari, attraverserò l'oceano e aggiungeremo al tuo trono una perla di più. Vuoi, fratellino?
- Grazie, Yanez - rispose Sandokan con voce anche più alterata. - Voglio rivedere i luoghi dove ho amato la mia donna."
Qui avviene una piena maturazione del personaggio, che è molto più pacato e riflessivo rispetto a quello di cui ho letto nel primo volume. Come vi ho detto mi è capitato di leggere "Sandokan alla riscossa" prima di "Le tigri di Mompracem", che ho letto subito dopo, e vi posso dire di aver avvertito quasi un certo shock nel constatare le differenze tra i due diversi personaggi di Sandokan: quello del primo romanzo estremamente impulsivo, seppur coraggioso, mentre questo del settimo romanzo molto più ponderato e strategico, a volte quasi insofferente verso l'impresa che sta compiendo, che alla fine si rivela una sorta di avventuroso e imprevedibile viaggio attraverso la giungla.
Tra i vari romanzi di Sandokan questo è probabilmente quello in cui i nostri eroi si ritrovano ad affrontare, ed eliminare, il maggior numero di animali: alcuni gaviali (detto anche sauriani), un orang-outang, un bufalo, dei colubri, dei rinoceronti e una pantera.
Cosa che potrebbe non far piacere ad alcuni animalisti, però d'altra parte quando Salgari ha scritto i romanzi c'era un altro tipo di sensibilità nei confronti degli animali. Inoltre Sandokan uccide le bestie o per mangiare oppure per difendersi ed evitare di venire a sua volta ferito gravemente o ucciso.
Ho anche notato che questo è il libro in cui sono maggiormente assenti figurare femminili, in quanto praticamente non c'è ne sono, ad eccezione dell donne della tribù che abita nelle foreste del Borneo, che però non hanno rilevanza all'interno della trama.

Sopra: La copertina del settimo volume del ciclo malese (che conclude il secondo ciclo della giungla) mostra un'immagine che ritrae proprio Sandokan, abbigliato riccamente. Da notare anche qui i dettagli e le scritte dorate.

Secondo ciclo di Sandokan: 
 
8) "La riconquista di Mompracem" (1908): Sandokan e Yanez, ormai cinquantenni e un po' annoiati dalla vita da rajah, vogliono a tutti i costi riconquistare Mompracem che è però attualmente occupata dal Sultano di Varauni, Selim-Bargasci-Amparlang, posto da inglesi e olandesi a controllore dell'isola. Yanez, con le credenziali di un ambasciatore inglese, riesce a intrufolarsi a corte del potente, esibendo le credenziali di un ambasciatore inglese intercettato in mare. 
Qui Salgari ripropone uno schema e uno stratagemma già usato, se vi ricordate, in altri due suoi romanzi, facendo effettuare per l'ennesima volta un cambio di identità a Yanez, creando uno schema narrativo ormai diventato un po' un cliché.
Tuttavia, nonostante l'aiuto della bella e coraggiosa lady olandese Lucy Wan Harter (che ha a cuore le sorti di Sandokan e dei suoi amici), Yanez non riesce del tutto a convincere il sovrano, quindi è costretto a rapirlo e portarlo su uno dei suoi praho. Sandokan, intanto, ha condotto via terra i suoi tigrotti alle porte del regno di Varauni: presi tra due fuochi, gli uomini del sultano perdono la decisiva battaglia in mare.
A Sandokan e Yanez, però, non interessa la testa del sultano, né il suo regno, quindi lo costringono ad un armistizio che gli permetta di rientrare definitivamente in possesso del loro scoglio, per entrambi intriso di ricordi. 
La trama questa volta è molto più semplice rispetto agli altri romanzi, infatti anche il libro stesso risulta più corto, forse perchè esso risale a un periodo difficile per Salgari, tartassato dai debiti e dalle insistenti richieste degli editori.
In questo caso il personaggio maggiormente seguito nel romanzo non è neanche Sandokan, ma Yanez, che vediamo intento a cercare di ingannare il sultano (assumendo per l'ennesima volta un'altra identità), mentre Sandokan è lasciato in secondo piano mentre conduce via terra i suoi uomini, che comunque non vengono granché menzionati.
Da questo romanzo si nota che l'attenzione di Salgari non è più rivolta verso Sandokan, che ha ormai esaurito il suo arco narrativo e le sue possibilità di crescita, ma si è spostata decisamente verso il suo amico-fratello Yanez, che diventerà protagonista di altri tre romanzi.
 
 Sopra: La copertina dell'ottavo volume del ciclo malese, con dettagli e scritte dorate, ritrae Sandokan, sebbene il protagonista della maggior parte del romanzo sia Yanez.
 
9) "Il bramino dell'Assam" (1911): Romanzo che non ho letto e di cui vi riporto semplicemente la trama e che, come vi ho già anticipato, ha per protagonista Yanez, che nel frattempo ha avuto un figlio. Stavolta, fortunatamente, anche la moglie Surama è ancora viva, a differenza delle altre precedenti consorti di Sandokan e di Tremal-Naik, tolte di mezzo dall'autore abbastanza velocemente.
Questo romanzo, a differenza dei precedenti, non è un'opera a se stante, ma fa parte di una vera e propria saga, in cui è necessario leggere anche i due titoli successivi.
Nell'Assam, alla fine XIX secolo, il cinquantenne Yanez De Gomera, ex capo-pirateria dei tigrotti di Mompracem, è ormai da anni lo stimato rajah dello stato indiano dell'Assam, sul quale regna con la sua consorte Surama, ed è anche diventato padre del piccolo Soarez.
Nel giro di pochi giorni, tre ministri del regno muoiono avvelenati. Intuendo che si tratti di un evidente attentato alla stabilità del reame, Yanez, coadiuvato dal fedele Kammamuri e dall'altro ex capo-pirateria Tremal-Naik, riesce a comprendere che dietro la macchinazione c'è il deposto rajah Sindhia, evaso da una clinica di Calcutta, dove era stato ricoverato al termine del sesto romanzo. Dopo un rocambolesco inseguimento nell'impianto fognario della capitale del regno, Yanez mette le mani su uno dei capi della cospirazione, un paria che si fa passare per bramino. L'uomo rivela una straordinaria capacità ipnotica e soggioga con un semplice sguardo la volontà della rhani Surama, inducendola a compiere varie azioni criminose, la più pericolosa delle quali è l'incendio del palazzo reale.
Yanez, con l'aiuto di Kammamuri, di Tremal-Naik e dell'esperta guida Timul, ritrova e mette in salvo la principessa, la quale si era data alla fuga, e organizza la controffensiva. Al comando delle sue truppe di rajaputi, cinge d'assedio la pagoda di Kalikò, in cui si sarebbero nascosti i sommi vertici della cospirazione al potere regio.
 
 Sopra: La copertina sui toni del rosso e dell'oro, che incornicia il disegno centrale dove possiamo vedere il bramino.
 
10) "La caduta di un impero" (1911): Altro romanzo che non ho letto, seguito del precendente, e che vede come totale protagonista Yanez e in cui Sandokan non compare mai (motivo per cui avevo tralasciato la lettura di quest'opera andando direttamente a quella che conclude il ciclo.
Il libro riprende la trattazione dove s'era interrotta in quello precedente: Yanez De Gomera, il maharaja portoghese di Assam, ha sventato un tentativo di colpo di stato che ha messo a repentaglio la sua corona e, al comando dei suoi rajaputi, è appostato vicino alla pagoda di Kalikò. Ma mentre sta per farvi irruzione, convinto di trovarvi all'interno i congiurati, s'accorge di esser stato attirato in una trappola dai suoi rajaputi, corrotti a caro prezzo dai cospiratori, e il colpo di mano è soltanto all'inizio.
Rimasto senza guerrieri e con soli due dei suoi venti elefanti, non ha altra scelta che incaricare i fidi Kammamuri e Timul di prendere il primo treno per Calcutta, incaricandoli di avvisare Sandokan via telegramma del grave pericolo che incombe sull'Impero. Nonostante un terribile disastro ferroviario ordito ai danni dei due viaggiatori nel cuore della jungla, Kammamuri e Timul arrivano sani e salvi a Calcutta, riuscendo a contattare il capo pirateria. 
Kammamuri e Timul, portata a termine la missione, prendono il primo treno per Rangpur, città di frontiera dalla quale hanno in mente di tornare in Assam via terra, ma vengono trattenuti dalla polizia inglese, impegnata in un'indagine sulla morte di un passeggero del loro treno. Evasi dai loro arresti con una rocambolesca fuga, i due rientrano in Assam, ma si rendono subito conto che, in loro assenza, la situazione è precipitata: Sindhia, al comando di oltre ventimila uomini, è giunto alle porte della capitale Gauhati, lasciando dietro di sé fiumi di sangue e migliaia di civili in fuga. A questo punto, Yanez escogita un ultimo, disperato piano: dare alle fiamme la capitale, ormai ridotta a città fantasma, e aspettare l'arrivo delle truppe malesi di Sandokan, asserragliato nella cloaca cittadina.
 
  Sopra: La copertina ritrae Yanez, con le fiamme del suo impero che brucia alle sue spalle.

11) "La rivincita di Yanez" (1913): Rifugiatosi nelle immense fogne della città di Assam a capo di una ventina di uomini, Yanez attende con ansia l'arrivo del suo caro amico Sandokan, il quale arriva dalla Malesia con cento dayaki e malesi, tutti a cavallo, e cinque elefanti, su ognuno dei quali è posta una mitragliatrice. Seppur siano numericamente inferiori rispetto ai ventimila uomini del Rajah, questi ultimi sono solo banditi e bramini senza coraggio che fuggono alla prima scarica. La Tigre della Malesia giunge felicemente da Yanez, ma nelle cloache non c'è cibo per elefanti e cavalli, che iniziano a patire la fame. Nel frattempo tutti hanno conosciuto Wan Horn, un dottore olandese portato da Sandokan con lui, che libera i suoi microbi di colera nell'accampamento nemico. Yanez, Kammamuri e dodici sikkari partono per vedere se ci sono luoghi in cui sia possibile raccogliere piante senza essere scorti dai nemici, e riescono a trovare una fattoria ancora intera, risparmiata dal fuoco che ha distrutto tutta la capitale, e dove vi sono molte piante. Il piccolo drappello riesce a finire una prima raccolta, ma quando si accorge che i nemici stanno circondando la piccola magione, Yanez invia due uomini a chiamare la Tigre. Sandokan subito accorre, libera gli assediati e fugge su una collinetta insieme a Yanez. Da qui invia il Rajaputo e Kammamuri sulle montagne di Sadhja, per incitare i montanari a sbrigarsi e raggiungerli. I due partono, ma il viaggio è irto di ostacoli e pericoli: prima si scoprono inseguiti da una ventina di cavalieri nemici, poi vengono circondati da dei serpenti, poi devono sfuggire ad una nuvola di miasmi tossici sprigionati dai nemici ed elusi gli inseguitori, vengono scoperti da un rinoceronte e nella seguente fuga alla cieca finiscono in una trappola per animali. D'un tratto, il maharatto sente una carrozza arrivare e, intuendo che si tratta della posta indiana, spara un colpo di pistola fermando la carrozza, il cui conducente, per ringraziarli, li fa salire. 
La minuscola compagnia si rimette quindi in viaggio, ma viene sorpresa da due tigri, che sbranano il conducente, quindi Kammamuri ed il rajaputo fuggono sui cavalli e tornano indietro, tornati nella prateria, però, sono visti dai banditi nemici, quindi continuano la fuga ed arrivano in una pagoda, dove un vecchio guru, che un tempo aveva subito fisicamente le pazzie del Rajah, gli offre ospitalità. Purtroppo, però, i due vengono in seguito scoperti, presi e depredati dalle armi. Il Rajah, giunto per l'occasione, decide poi di farli legare ad un albero nella Jungla, in attesa che qualche tigre li sbrani...
Ultimo romanzo della saga dei Pirati della Malesia, in cui vediamo la figura di Kammamuri ormai affrancatosi dal suo padrone Tremal-Naik e divenuto un vero e proprio braccio destro del maharaja e un personaggio di spessore, che ha affrontato una sua crescita personale.
Infatti, se nei precedenti romanzi la figura di Sandokan era praticamente scomparsa, in questo viene messa in secondo piano perfino quella di Yanez, in quanto per la maggior parte del romanzo seguiamo le vicende di Kammamuri e del Rajaputo, inviati a chiedere aiuto ai montanari, che tra l'altro non riusciranno a raggiungere visto che durante il viaggio dovranno affrontare ogni sorta di insidia e di disgrazia, rivelandosi piuttosto sfortunati, cosa che non ho apprezzato particolarmente devo dire. Anche in questo caso, così come era accaduto nel settimo capitolo, la trama si riduce a un avventuroso viaggio, costellato da sfighe, attraverso la giungla.
Il romanzo conclude però definitivamente il ciclo di Sandokan e Yanez, i quali alla fine si salutano dicendosi addio e un po' ci dispiace, dopo tante avventure vissute assieme.

  Sopra: La copertina ritrae due uomini, che potrebbero essere Kammamuri e il Rajaputo, di cui uno in groppa ad un cammello, anche se nella trama non si parla mai di cammelli, ma solo di cavalli ed elefanti come cavalcature.
 
Un altro elemento di pregio di queste edizioni sono le illustrazioni che erano presenti anche nelle prime pubblicazioni di fine Ottocento e inizio Novecento. Come viene spiegato anche sul sito della RBA: "Per Emilio Salgari e gli editori che pubblicarono per primi i suoi romanzi, disegnare e illustrare le copertine era un’operazione fondamentale. In questa collezione ti proponiamo le edizioni originali con le immagini create dai più grandi illustratori dell'epoca come Alberto Della Valle, Pipein Gamba o Gennaro Amato."
Le immagini presenti in ogni romanzo sono in bianco e nero (altrimenti il prezzo dei volumi non si sarebbe mantenuto sotto i 10 euro), tuttavia sono illustrazioni ben fatte, che solitamente mirano a raggiungere un certo realismo. 
Le immagini sono tutte a pagina intera e ritraggono scene descritte nei testi, tanto che sotto ogni immagine viene riportato il pezzo di testo a cui il disegno è ispirato. Delle immagini si possono apprezzare la ricchezza dei dettagli e la minuziosità con cui sono riprodotti ambienti (in particolare giungle molto ricche di vegetazione) e animali, nonché anche l'abbigliamento dei personaggi, che rispecchia quello dei luoghi dove sono ambientate le vicende.
Tali disegni sono opera di diversi artisti, tra cui quelli che hanno illustrato i romanzi da me acquistati sono: C. Linzaghi, P. Gamba, Gennaro D'Amato,  Alberto Della Valle.
Diversi romanzi della saga de "I pirati della Malesia" sono quindi stati illustrati da un artista differente e questo rende interessante esplorare le varie illustrazioni per vedere come ogni disegnatore ha rappresentato e immaginato i vari personaggi e le diverse scene.
Sebbene le immagini siano tutte in bianco e nero è facile accorgersi che le illustrazioni non sono realizzate tutte dal medesimo artista, in quanto lo stile dei disegni ovviamente cambia, sebbene si possa dire che sia uno stile piuttosto dettagliato che in generale tende ad un certo realismo nella rappresentazione delle persone e delle scene. A differenza dello stile di alcune illustrazioni più moderne i personaggi non avranno mai un aspetto un po' caricaturale o stilizzato.
I disegni sono utili anche per visualizzare l'aspetto dei vari personaggi e a tale proposito devo dire che le donne sono ritratte sempre in modo molto grazioso, rendendole effettivamente belle da vedere ancora oggi, anche quando non si tratta di donne europee. Per quanto riguarda gli uomini dubito che, per come sono resi nelle illustrazioni, alcune ragazze o donne contemporanee li troverebbero ancora belli o attraenti (come invece darebbe ad intendere lo scrittore nei romanzi). Sandokan ancora ancora si salva con i suoi capelli lunghi e neri e perché tutto sommato sta bene con la barba, ma Yanez nella maggior parte dei casi non ha per niente un aspetto affascinante, troppo baffuto, così come la maggior parte degli uomini ritratti. D'altronde gli artisti devono rappresentare uomini di trenta o cinquant'anni, per cui è normale che li ritraggono con barba e baffi, spesso anche piuttosto folti (troppo per i miei gusti).

 
Sopra: Due illustrazioni di Linzaghi tratte dal primo romanzo, di cui quella a destra ritrae Sandokan mentre sta discutendo con yanez, mentre quella a destra ritrae Marianna.


   
Sopra: A sinistra un'illustrazione di Gamba che ritrae proprio Sandokan dal terzo romanzo. A destra quella di della Valle, tratta dal quinto, in cui vediamo Surama e Darma a bordo del Re del Mare.

  
Sopra:  Un'illustrazione realizzata da Della Valle per vari romanzi del ciclo malese. In quella in alto a sinistra, dal sesto romanzo, vediamo in particolare Sandokan, Yanez e Tremal-Naik tutti assieme.

     

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 Sopra: Alcune illustrazioni di cui quelle più in alto realizzate da D'Amato per il romanzo di "Sandokan alla riscossa" . In basso due illustrazioni di Della Valle, di cui quella a sinistra tratta da "La riconquista del Mompracem" mentre quella destra, che mostra Kammamuri affrontare un coccodrillo assistito da Timul, da "La rivincita di Yanez"
 
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