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lunedì 27 luglio 2026

HARRY POTTER e il Calice di Fuoco di J. K Rowling e Jim Kay

Ed  eccoci di nuovo qui a parlare della saga di Harry Potter, pubblicata tra il 1997 e il 2007 avendo un enorme successo: tradotta in oltre ottanta lingue, tra le quali il latino e il greco antico, resta una delle serie di libri più vendute nella storia dell'editoria, con una vendita complessiva di più di 600 milioni di copie in tutto il mondo.
Essendo una saga di enorme successo è stata ovviamente ristampata tantissime volte (esiste addirittura un libro guida dedicato alle varie edizioni dei libri di Harry Potter), ma l'edizione di cui vi voglio parlare io è quella di "Harry Potter e il Calice di Fuoco" illustrata da Jim Kay,  illustratore e stampatore britannico, scelto personalmente da J. K. Rowling per illustrare la riedizione della saga di Harry Potter, pubblicata a partire dal 2015 e che nel 2026 riprenderà ad essere pubblicata (anche se con un nuovo artista) e chissà che l'anno prossimo non venga finalmente conclusa.
 
Sopra:  La copertina dell'edizione rigida, con un'illustrazione che mostra Harry mentre affronta la prima prova del Torneo Tre Maghi, che prevede di sottrarre un uovo dorato a un drago.

Durante l'estate dopo il terzo anno scolastico, Harry Potter è vittima di un sogno in cui Lord Voldemort e il suo servo Codaliscia, al secolo Peter Pettingrew (Peter Minus nella vecchia traduzione italiana), trovano rifugio presso la villa abbandonata dei Riddle, familiari paterni di Voldemort, a Little Hangleton. Frank Bryce, l'anziano custode babbano della casa, nota una luce proveniente dalla villa e va a vedere chi siano gli intrusi, ma viene scoperto dal serpente di Voldemort, Nagini, e ucciso dal Signore Oscuro.
Qualche giorno dopo, i Weasley invitano Harry ad assistere alla finale della Coppa del Mondo di Quidditch, disputata tra Irlanda e Bulgaria. La vittoria va all'Irlanda nonostante il cercatore della Bulgaria, Viktor Krum, uno dei migliori cercatori in circolazione, riesca a prendere il Boccino d'oro. Al termine dei festeggiamenti, l'accampamento dei maghi al di fuori dello stadio di Quidditch viene attaccato da un gruppo di Mangiamorte, che fanno apparire in cielo il Marchio Nero, simbolo di Lord Voldemort.
All'inizio del nuovo anno scolastico ad Hogwarts, Albus Silente annuncia che non si terrà l'annuale torneo scolastico di Quidditch, in quanto, dopo quasi un secolo, è stato deciso di effettuare un nuovo tentativo di disputare il Torneo Tremaghi, leggendaria competizione del mondo magico. 
In questo torneo si affrontano le tre maggiori scuole di magia e stregoneria europee: Hogwarts (Gran Bretagna), Durmstrang (Bulgaria) e Beauxbatons (Francia). Tale torneo è composto da tre prove che saranno affrontate da un campione selezionato per ogni scuola. 
Come spiega Silente alla cerimonia di inizio dell'anno scolastico: "<<E' altresì mio doloroso dovere informarvi che il Campionato di Quidditch quest'anno non avrà luogo>>
<<Che cosa?>> esclamò Harrys enza fiato. Cercò con lo sguardo Fred e George, suoi compagni di squadra. Aprivano e chiudevano la bocca senza emettere alcun suono, evidentemente troppo sconvolti per parlare.
Silente riprese: <<Ciò è dovuto a un evento che prenderà il via ad ottobre e continuerà oer tutto l'anno scolastico, impegnando molto del tempo e delle energie degli insegnanti: ma sono certo che vi divertirete tutti enormemente. Ho m'immenso piacere di annunciare cje quest'anno ad Hogwarts...>>
Ma in quel momento risuonò un tuono assordante e le porte della Sala Grande si Spalancarono. [...]
<<COme stavo dicendo>> disse, sorridendo alla marea di studenti davanti a lui, tutti con gli occhi ancora puntati su Malocchio Moody, <<nei prossimi mesi avremo l'onore di ospitare un evento assai emozionante, un evento che non ha luogo da più di un secolo. E' con grandissimo piacere che vi informo che il Torneo Tremaghi quest'anno si terrà ad Hogwarts>>
<<STA SCHERZANDO!>> disse Fred Weasley ad alta voce. [...]
<<Il Torneo fu indetto per la prima volta settecento anni fa, come competizione amichevole tra le maggiori scuole europee di magia: Hogwarts, Beaubbatons e Durmstrang, Venne scelto un campione per rappresentare ciascuna scuola e i tre campioni gareggiarono in tre imprese magiche. Le scile si alternvano nell'ospitare il Torneo ogni cinque anni e tutti convennero che fosse un modo eccellente per stabilire legami ra giovani streghe e maghi di diverse nazionalità... almeno fin quando il tributo di morti non divenne così elevato che fu deciso di sospendere il Torneo>>. [...]
<<I Presidi di Beauxbatons e di Durmstrang arriveranno in ottobre con la loro squadra scelta di campioni e la selezione dei tra sfidanti avverrà ad Halloween. un giudice imparziale deciderà quali studenti più degni di gareggiare per la Coppa Tremaghi, la gloria della loro scuola e un premio personale in denao pari a mille galeoni>>. [...]
<<Pur sapendo quanto ciascuno di noi sia desideroso di portare a Hogwarts la Coppa Tremaghi>> disse, <<  i presidi delle scuole partecipanti, assime al Ministero della Magia, hanno convenuto di imporrre un limite d'età per gli sfidanti di quest'anno. Solo gli studenti dell'età giusta - cioè dai diciassette anni in su -  potranno proporsi per la selezione."
Silente presenta anche il nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure: Alastor Moody, detto "Malocchio Moody", un noto ex Auror, ossia un cacciatore di maghi oscuri.
Da quando il Marchio Nero è comparso nel cielo durante la Coppa del Mondo di Quidditch però il pericolo perseguita Harry Potter, il quale viene pure scelto dal Calice di Fuoco per rappresentare Hogwarts al leggendario Torneo Tremaghi. Harry Potter, che deve quindi affrontare il torneo come secondo campione di Hogwarts, nonostante abbia solo quattordici anni, dal momento che mettere il proprio nome nel Calice di Fuoco costituisce una sorta di contratto magico vincolante, nonostante il regolamento non preveda la partecipazione di più di tre maghi.
Gli altri prescelti sono: Cedric Diggory, della casa di Tassofrasso, per Hogwarts, Viktor Krum, il Cercatore bulgaro, per Durmstrang e Fleur Delacour, una ragazza in parte Veela, per Beauxbatons.
Harry so ritroverà così ad affrontare prove di magia e coraggio che metterebbero in difficoltà persino i maghi più eccezionali, a cominciare da quella che lo pone davanti a un feroce Ungaro Spinato. 
Ma per Harry la gara è solo il preludio a un ben più inquietante confronto. Nella nebbia di Little Hangleton, dove sono sepolti gli antenati di Tom Riddle, un Oscuro potere si sta rigenerando…

Sopra: Un'illustrazione a doppia pagina dove vediamo il treno del binario Nove e tre quarti diretto verso Hogwarts.
 
Così come per il precedente volume i testi sono accompagnati dalle illustrazioni a colori di Jim Kay, le quali sono estremamente dettagliate e particolareggiate, con uno stile molto realistico, soprattutto per quanto riguarda i paesaggi, che vengono curati nei minimi dettagli, andando a creare degli ambienti davvero spettacolari e mozzafiato. 
Tutte le immagini sono a colori, a cui l'artista non ha dato limiti, utilizzando di volta in volta tinte diverse in base anche al tono che voleva conferire ad una certa scena, per cui troviamo disegni molto colorati e dalle tinte vivaci, accese e brillanti ed altri (solitamente ambientati di notte) dalle tonalità più scure e cupe. TRa queste ultime vi sono ad esempio le illustrazioni della parte finale del volume, quelle con Lord Voldemort, dato che l'atmosfera è triste e cupa.
Anche i personaggi sono ritratti in modo molto accurato, però posseggo anche un tocco artistico che conferisce loro un aspetto non iper realistico e a volte un tantino sopra le righe, soprattutto per alcuni personaggi come Roan (che ha un volto abbastanza allungato) o Hagrid.
L'aspetto dei personaggi riprende evidentemente quello degli attori del film, ma Kay ha comunque cercato di rispettare la loro descrizione fornita nel libro, aggiungendovi comunque anche un tocco personale.
Quando in un'intervista (questa) è stato chiesto all'artista cosa distinguesse la sua versione da tutto il resto Jim Kay ha risposto così: "ho semplicemente letto e riletto il testo tantissime volte, e ho cercato di immaginarlo completamente da zero. Credo che ciò che mi interessasse fare fosse il rendere Hogwarts un po’ più organica, rispettando il testo il più possibile. Per esempio, quando l’autrice dice che Hogwarts era supportata dalla magia ho cercato di far sembrare il castello come se stesse germogliando dal paesaggio. Ho anche aggiunto molti dettagli tratti dalla storia naturale nelle mie illustrazioni – sono solo un appassionato di insetti e di uccelli."  
Sempre durante la medesima intervista l'artista ha spiegato di aver dovuto ripensare i personaggi, riprogettare gli attrezzi di scena, i costumi, l’architettura: "È interessante come non appena abbia cominciato a dilettarmi a disegnare Harry Potter e il suo mondo, ho immediatamente scordato qualsiasi cosa fosse accaduta prima. È facile perdersi nuovamente nei libri, sono così accessibili, ed è fuorviante quanto semplici siano alcune descrizioni dei personaggi fatte dall’autrice. Come nelle più grandi storie, il lettore riempie i buchi senza neanche saperlo, ma è anche più divertente farlo coinvolgendo persone reali nel processo, perché puoi vederle crescere e invecchiare così come i personaggi crescono nella storia."  
All'interno del volume troviamo vari tipi di illustrazioni, alcune a pagina intera ed altre inserite in mezzo ai testi. Tra queste ultime troviamo ad esempio la rappresentazione di: un uccello esotico che consegna una lettera di Sirius ad Harry, Harry assieme alla famiglia Weasley mentre si recano alla Coppa del Mondo di Quidditch, tutte le tende di chi è venuto ad assistere alla Coppa del Mondo di Quidditch,  il treno diretto verso Hogwarts, gli Schipodi, Moody che prende un ragno da un barattolo di vetro, un ritratto di Victor Krum, i draghi portati ad Hogwarts per il Torneo, gli elfi domestici che lavorano ad Hogwarts, Winky mentre si ubriaca, ecc...
Tra le immagini a pagina intera troviamo invece rappresentati: scene come quella della casa di Riddle, il padre di Ron che esce dal camino dei Dursley, la madre di Ron in cucina mentre prepara da mangiare, un ritratto del signor Barty Crounch, i mangiamorte che seminano caos alla Coppa del Mondo di Quidditch, Malfoy all'interno di un bosco, l'arrivo della preside della scuola di Beauxbatons sul carrozzone trainato da cavalli alati, Silente mentre prende i foglietti che escono dal Calice di Fuoco, Rita Skeeter mentre intervista Harry, Harry che affronta l'Ungaro Spinato durante la prima porva del Torneo, un ritratto di Ginny Weasley, la festa del Ballo del Ceppo, il vascello della scuola di Durmstrang ormeggiato vicino ad Hogwarts, Harry che libera Ron e la sorella di Fleur durante la seconda prova del Torneo, Cedric ed Harry in un cimitero, ecc...
Le illustrazioni sono piuttosto variegate come tipologia di soggetti: infatti ce ne sono alcune che ritraggono scene descritte nei testi, altre che si concentrano invece solo sui personaggi, altre che ci mostrano solo paesaggi e sfondi, mentre altre ancora sono di tipo enciclopedico, cioè pagine tratte da un antico libro enciclopedico che descrivono tratti peculiari e caratteristiche di alcune creature magiche (tipo quelle del drago Grugnocorto Svedese, ).
Nonostante la varietà dei soggetti lo stile delle illustrazioni risulta uniforme ed esse accompagnano con costanza i lettori, aiutandoli ad immergersi ancora di più durante la lettura nel magico mondo creato dalla Rowling.

 
 
 
 
 
 
 
 Sopra: Alcune delle illustrazioni realizzate da Jim Kay per il libro, di cui alcune rappresentano personaggi (tipo Silente e il Calice di Fuoco), altre delle scene del testo (come quella dcon la sgnora Wasley in cucina, quella dell'arrivo della carrozza della preside di Beauxbatons o quella con Harry e Cedtic nel labirinto della terza prova del Torneo), altre dei paesaggi e altre ancora delle pagine enciclopediche.

"HARRY POTTER e il Calice di Fuoco" di J.K. Rowling è il quarto volume della saga, che mi è piaciuto sempre molto, anche se forse il terzo rimane quello che preferisco.
Anche questo quarto volume della saga mi è piaciuto molto, essendo fin da subito molto coinvolgente e interessante da seguire, e amplia ulteriormente un universo magico innovativo e affascinante. La Rowling infatti è stata molto brava a creare questo universo magico dove però i maghi convivono con le persone prive di poteri (chiamate "babbani"), facendo in modo di tenere nascosta la loro identità a questi ultimi. La magia e l'elemento fantasy è stato quindi portato dentro la vita quotidiana delle persone qualsiasi, che però non ne sono a conoscenza, ed è divertente per i lettori scoprire tutti i vari sotterfugi magici che i maghi utilizzano per continuare a celare la loro identità al mondo non magico. Secondo me questo genera un particolare fascino per i lettori perchè dà loro la possibilità di fantasticare in modo concreto sul fatto che effettivamente la magia esista veramente nel nostro mondo e nei nostri tempi, lasciandoli sognare sul fatto che magari un giorno anche loro riceveranno la loro lettera per Hogwarts. D'altronde la magia non è del tutto preclusa ai così detti babbani, infatti maghi e streghe potenti sono nati anche da genitori entrambi privi di poteri magici, tra cui: Hermione Granger (la migliore amica di Harry) e anche la stessa madre di Harry (Lily).
Se nel precedente libro avevamo scoperto che esiste addirittura un Ministero della Magia, qui vedremo Harry avere a che fare maggiormente con questa istituzione e i suoi sottoposti, elemento che nel libro successivo diventerà molto importante. Inoltre in questo volume l'autrice inizia a introdurci anche a un altro tema importante che affligge il nostro mondo ma, a quanto pare , anche quello dei maghi: le fake news. Fin dal secondo volume sappiamo che i maghi leggono principalmente la Gazzetta del Profeta, ma finora non avevamo mai dubitato della veridicità, o almeno della buona fede, delle notizie riportate su di esso. Ebbene, in questo quarto volume conosceremo una giornalista, Rita Skeeter, la quale non si fa scrupoli a distorcere le notizie a suo piacimento per creare maggiore interesse o scandalo per il suo pubblico.
Anche per questo quarto volume posso affermare che tutti i personaggi sono ben caratterizzati, e non solamente i principali, i quali vengono comunque approfonditi come carattere e continuano ad evolversi rispetto al primo libro. Abbiamo ovviamente Harry, il quale è un bambino sveglio e coraggioso, che nonostante i tanti anni passati ad essere maltrattato dagli zii ha comunque sviluppato un carattere abbastanza combattivo e deciso, anche se a volte un po' troppo testardo, oltre ad avere una certa predisposizione a infrangere le regole. Qui lo vedremo scelto come quarto partecipante del Torneo Tre Maghi, un evento che lo sottoporrà a un forte stress, in quanto si sente investito di una grande responsabilità e, per la prima volta, attirerà su di sè l'odio e l'invidia degli altri studenti, compresi i propri compagni di Casa (e perfino Ron), che credono che abbia messo il suo nome nel Calice perchè si crede il migliore. Diventa inoltre evidente anche in questo quarto capitolo come Harry riesca a compiere le grandi imprese che fa soprattutto grazie all'aiuto ricevuto dalle altre persone, tra cui appunto Hermione e Dobby (e anche qualcun altro, che però non vuole farsi scoprire). Ciò che accadrà alla fine del Torneo inoltre porterà Harry a maturare e crescere parecchio, poichè dovrà assistere alla morte di una persona. 
Parlando proprio di Ron Weasley, con i suoi caratteristici capelli rossi, finora è sempre stato il migliore amico di Harry, nonchè un ragazzo simpatico, è leale, spiritoso e allegro, anche se nel precedente capitolo si era dimostrato un po' permaloso, insensibile, egoista e sarcastico nei confronti di Hermione. Beh, in questo quarto volume vedremo parecchio questi lati negativi del suo carattere, in quanto prima accusa Harry di aver messo il il suo nome nel Calice e non crede al suo migliore amico quando questo nega la cosa. Infatti Ron è talmente accecato dalla gelosia che si allontana per un certo periodo dall'amico, convinto che si sia iscritto volontariamente per desiderio di fama e gloria, riappacificandosi con lui solo dopo essersi reso conto dei pericoli che corre nel torneo. Se prima lo vediamo litigare con Harry, poi invece lo vediamo diventare geloso della breve relazione tra Hermione e Viktor Krum, facendo soffrire Hermione senza motivo e accusandola ingiustamente di essersi comportata male nei suoi confronti, quando in realtà è lui quello che l'ha data per scontata e ha accampato presente che non avrebbe dovuto fare (si ingelosisce quando viene a sapere che lei andrà al ballo con Krum, quando lui però l'ha invitata solo come ultima spiaggia per non ritrovarsi da solo al ballo).
Hermione Granger continua a rimanere l'altra migliore amica di Harry (e in certi momenti del libro anche l'unica). Continua a dimostrarsi una ragazza molto intelligente, furba, riflessiva, studiosa, amante dello studio e della conoscenza, leale e fedele, ligia alle regole e sempre pronta a fare la cosa giusta (anche se gli altre le sono contro). In questo volume si farà ridurre la grandezza degli incisivi (dato che un Serpeverde glieli aveva ingranditi con un incantesimo), correggendo un difetto fisico. Avrà anche una relazione con Krum, un altro partecipante del torneo, in una storia d'amore di cui non si parla molto nel libro, ma che io ho trovato molto tenera, in quanto Krum è un famoso giocatore di Quidditch, nonchè un bel ragazzo, e quindi è sempre circondato da molte fan che gli sbavano dietro, ma scopriamo che si è innamorato di Hermione perchè la trova una ragazza studiosa e diligente. Si dimostrerà molto supportiva nei confronti di Harry, cercando di aiutarlo a prepararsi per il torneo, per evitare che si faccia male, facendolo studiare e ragionare per risolvere le prove. In questo quarto volume darà vita anche a un'iniziativa importante: fondare una società per la lotta contro la schiavitù degli elfi domestici, il C.R.E.P.A., ovvero "Comitato per la Riabilitazione degli Elfi Poveri e Abbruttiti (Abietti nelle nuove traduzioni). Questo evento non riscuoterà particolare successo tra gli altri studenti, che danno per scontato la sudditanza degli elfi nei confronti dei maghi, e anche gli stessi elfi si sentono offesi quando Hermione parla loro di libertà e di essere pagati. Questo comunque dimostra il grande senso di giustizia della giovane maga, che la vede pronta a lottare contro tutto e tutti per poter garantire una giusta equità sociale a ogni creatura, caratteristica che ha dimostrato fin da subito, e che crescendo si è sempre più acuita, diventando un tratto caratteristico del suo carattere.
Verrà approfondito anche il personaggio di Hagrid, il gigantesco e gentile, guardiacaccia di Hogwarts, nochè Custode delle Chiavi e dei Luoghi di Hogwarts, che nel precedente volume abbiamo visto essere diventato insegnante di Cura delle Creature Magiche, anche se purtroppo con risultati non troppo soddisfacenti. Come negli altri libri sarà molto amico di Harry, dimostrando di volergli molto bene, così come vuole molto bene alle creature magiche. In questo quarto volume scopriremo che Hagrid è per metà gigante e lo vedremo innamorarsi di Olympe Maxime, preside dell'istituto magico di Beauxbatons in visita a Hogwarts per il Torneo Tremaghi anch'essa mezzo gigante. Hagrid le rivela la sua natura, ma viene udito dalla subdola giornalista Rita Skeeter, che pubblica un articolo sulla Gazzetta del Profeta nel tentativo di screditare Silente, includendovi anche alcune false interviste ottenute dai Serpeverde.
Come antagonista secondario abbiamo sempre Draco Malfoy, un ragazzo che discende da un'antica famiglia d maghi purosangue e che per questo ha atteggiamenti razzisti nei confronti dei nati babbani, oltre ad essere sicuro di sè, spocchioso, che si crede superiore a tutti gli altri, viziato, prepotente, ma anche codardo e, sotto sotto, è geloso di Harry, che è potente, amato e rispettato dagli altri. All'inizio del Torneo Tre Maghi godrà nel vedere Harry isolato anche dalla propria casa, e passa il libro a sperare che Harry non superi le prove.
Abbiamo poi sempre anche altri personaggi come Silente (il misterioso, potente e gentile preside di Hogwarts che si dimostrerà piuttosto preoccupato per le sorti di Harry), la professoressa McGonagall (la severa ma competente, intelligente e diligente insegnante di trasfigurazioni), Neville Paciock (un ragazzo simpatico, buffo, smemorato e pasticcione), Severus Piton (l'intelligente e abile, ma severo, vendicativo e ingiusto insegnate di pozioni, che prenderà fin da subito in antipatia Harry). E poi non può mancare la famiglia Dusley, con zia Petunia e Zio Vernon e il cugino di Harry Dudley, sempre più viziato e insopportabile, il quale scopriamo aver iniziato a bullizzare anche altri bambini, oltre a Harry, e di aver ricevuto dei voti bassi in pagella (di cui però i genitori danno la colpa agli insegnanti). In questo quarto volume lo vediamo però essere stato messo a dieta dai genitori, in quanto l'infermiera scolastica si è preoccupata per il suo peso eccessivo. Abbiamo poi l'immancabile famiglia dei Weasley, che inviteranno Harry a stare da loro per andare a vedere un importante campionato di Quidditch (la 422esima Coppa del Mondo di Quidditch), di cui i membri della famiglia sono riusciti ad avere i biglietti grazie al fatto che il padre lavora al Ministero della Magia. In questo volume i Weasley farà la conoscenza dei Duddley, con grande dispiacere di questi ultimi, che si vedono entrare in casa membri della famiglia Weasley dal loro caminetto distrutto. Arthur (il padre di Ron) invece rimane affascinato dagli oggetti babbani che loro tengono in casa (tipo la tv) in quanto ne è un appassionato. In questo quarto capitolo vediamo inoltre come Jinny abbia una cotta per Harry.
Con mio grande piacere, dopo averlo conosciuto nel secondo volume e la sua totale assenza nel terzo, vediamo ora ritornare il caro Dobby: un elfo domestico che apparteneva alla famiglia Malfoy, ma che Harry ha liberato con un trabocchetto, per cui Dobby adora Harry, che considera il mago e la persona migliore del mondo. Scopriamo inoltre che ad Hogwarts vivono diversi elfi domestici, i quali sono coloro che si occupano di cucinare per gli studenti, pulire e riordinare le camere. Questa cosa farà indignare Hermione, che vorrebbe la libertà e l'equità per tutte le creature, a volte esagerando un pochino, ma offrendo ai lettori un importante spunto di riflessione riguardo al razzismo e allo schiavismo nella saga di Harry Potter. In questo volume vediamo Dobby contento della propria libertà, tanto da aver iniziato a vestirsi con vestiti e accessori sgargianti (mentre prima poteva indossare solo uno straccio), ma vediamo anche come egli ami lavorare, e per questo non vuole una paga eccessiva, anzi vuole solo ricevere una paga minima. Concetto che per altri elfi domestici è quasi disgustoso e inaccettabile, infatti molti di loro non condividono le idee di Hermione, un dilemma interessante.
E questi sono solo alcuni dei molteplici personaggi che abbiamo imparato a conoscere a partire dal primo libro di Harry Potter, di cui io vi ho riassunto in breve alcuni tratti, ma di cui si potrebbe andare avanti a discutere per parecchio tempo di ciascuno di loro.  
Tra i nuovi personaggi più importanti introdotti dall'autrice in questo quarto volume troviamo il nuovo professore di magia contro le Arti Oscure: Alastor Moody, detto "Malocchio Moody", un noto ex Auror, ossia un cacciatore di maghi oscuri. I tanti nemici che si è fatto a causa del suo lavoro lo hanno portato a sviluppare un carattere estremamente paranoico e diffidente. Le molte battaglie affrontate gli hanno procurato cicatrici e menomazioni: ha perso parte del naso, una gamba, sostituita da una protesi, e un occhio, al posto del quale porta un occhio magico perennemente all'erta e in grado di vedere attraverso la materia che gli è valso il soprannome di "Malocchio"
Durante la sua prima lezione, il docente mostra agli studenti le tre Maledizioni Senza Perdono: la maledizione Imperius, che consente a chi la utilizza di controllare la mente, la volontà ed i movimenti della vittima; la maledizione Cruciatus, che consente di torturare la vittima provocando sofferenze atroci; la maledizione Avada Kedavra, l'Anatema che Uccide, che provoca la morte istantanea della vittima e non si può ostacolare in nessun modo. Un tipetto con cui è meglio non scherzare insomma, pronto a tutto per lottare contro i maghi oscuri, anche se sembra avere una spiccata simpatia per Harry.
Tra gli altri nuovi personaggi principali introdotti in questo quarto volume abbiamo anche Rita Skeeter, la giornalista impicciona e senza scrupoli di cui vi ho già parlato, nonchè gli altri membri delle scuole che partecipano come campione al torneo tre maghi. Il primo è l'altro campione di Hogwarts, Cedric Diggory: uno studente di Tassorosso di tre anni più grande di Harry e il cercatore della squadra di Quidditch della sua casa. È il figlio del dipendente dell'Ufficio Regolazione e Controllo delle Creature Magiche del Ministero della Magia Amos Diggory, si dimostra un bravo ragazzo nonchè un avversario corretto e leale, aiutando Harry nella preparazione della seconda prova per ricambiare la soffiata da lui ricevuta riguardo alla sfida della prima prova. Durante l'anno avvia una relazione con Cho Chang (che nel precedentemente volume aveva avuto una relazione con Harry) e i due partecipano in coppia al Ballo del Ceppo. Abbiamo po Viktor Krum, cercatore della nazionale bulgara di Quidditch, scelto per il torneo Tremaghi come campione di Durmstrang. Durante l'anno si frequenta con Hermione; la loro storia termina alla fine del torneo perché Viktor deve tornare in Bulgaria, ma due rimangono comunque buoni amici di penna. Abbiamo infine Fleur Delacour, scelta come campionessa di Beauxbatons, ha una grande bellezza che le deriva dall'essere in parte Veela, da parte di nonna. Dimostra un atteggiamento freddo e altezzoso nei confronti dei ragazzi, ma sarà molto grata ad Harry per aver salvato, durante la second aprova del torneo, la sua sorellina. 
Abbiamo poi anche Igor Karkaroff, preside di Durmstrang ed ex seguace di Voldemort, il quale sembra star tramando qualcosa e sembra conoscere bene il professor Piton. 
A proposito di Lord Voldemort egli è l'antagonista per eccellenza della serie, vera e propria nemesi mortale del protagonista, Harry, nonchè il mago oscuro più grande e temuto di sempre. E in questo volume fin dall'inizio sembra essere finalmente tornato tra i vivi, anche se con fattezze strane e deformi, ma è chiaro che ha un piano in mente, e che questo riguarda anche Harry Potter. In questo volume scoprire comunque un tratto della sua personalità: peccare di superbia e gli piace troppo fare il gradasso, il che consentirà però al protagonista di rimanere in vita.
Quasi tutti i personaggi creati dalla Rowling sono comunque indimenticabili e complessi, e non mi sorprende che i fan di Harry Potter li amino così tanto, visto che probabilmente sono stati proprio (o anche) loro a far appassionare così tante persone a questa serie.
Mettendo da parte i personaggi anche la storia rimane come sempre molto valida e la cosa che mi è piaciuta di più di questo volume è proprio l'idea di questo torneo dove maghi di diverse scuole si sfidano tra loro in sorprendenti, emozionanti, nonchè pericolose, prove in cui è richiesto l'uso della magia. L'idea mi è piaciuta perchè contribuisce ad espandere il mondo di Harry Potter, facendo capire ai lettori che esistono anche altre scuole di magia, oltre a Hogwarts, quesito che magari qualche lettore si era pure posto, ma riguardo al quale l'autrice non aveva dato nessun indizio. In effetti è sensato che esistano anche altre scuole di magia ed è stato bello poterne conoscere altre due, ciascuna con le proprie peculiari caratteristiche, con questa sana rivalità tra le scuole. Anche l'idea del Torneo è piuttosto semplice ma mi è piaciuta tanto, così come le prove proposte: la prima con i draghi, la seconda con le creature marine e infine la terza nel labirinto. Interessante che la prova poi duri un anno intero, dando tempo agli  contendenti di prepararsi con calma alla prova successiva, tuttavia avrei voluto che la Rowling avesse approfondito meglio cosa fanno gli studenti delle scuole in visita durante la loro permanenza a Hogwarts: studiano lì ad Hogwarts seguendo le proprie lezioni? E come se con loro c'è solo il o la preside ma nessun professore? Frequentano le lezioni di Hogwarts?  
Sebbene la storia sia piuttosto lineare, soprattutto rispetto a quanto avvenuto nel terzo libro, alla fine assisteremo a degli eventi molto importanti e piuttosto sconvolgenti, che hanno a che fare con il ritorno (fisico) del signore Oscuro.
Bellissimo poi il colpo di scena finale, che riguarda un certo personaggio, ma di cui non posso aggiungere altro perchè rischierei di rovinarvi la sorpresa finale, vi dico solo che ha a che fare con il piano di Voldemort per tornare in vita. Scoprire inoltre chi è l'infiltrato del Signore Oscuro ad Hogwarts non sarà per niente semplice, e quando l'ho scoperto sono rimasta veramente sorpresa.
Questo quarto capitolo della saga di Harry Potter continua a affascinare i lettori in un universo inedito, magico ed straordinario, governato da una serie di regole proprie, ma in grado di condividere l'esistenza anche con il mondo normale, che tutti noi conosciamo, aggiungendovi un tocco di magia e di bellezza. Anche se questo quarto capitolo si discosta dalla narrativa per ragazzi, assumendo un tono narrativo più adulto e ricco di complicazione, che introduce anche grossi dilemmi esistenziali.
Una storia avvincente ricca di personaggi indimenticabili, adatta ragazzi a partire dagli 11 anni (se lettori abbastanza forti e allenati e non troppo sensibili alle morti dei personaggi), anche se l'età ideale per leggerlo è quella del protagonista, quindi attorno 13 anni. In questo quarto capitolo infatti le cose inizieranno a farsi più oscure, e ci sono anche alcune morti e alcune scene abbastanza forti, oltre a venire affrontati argomenti come le fake news (e tutti i danni che possono causare) e la servitù/schiavitù degli elfi domestici, anche se non mancheranno comunque valori come l'amicizia e la lealtà.
 
CONFRONTO CON IL FILM 
Diciamo che in questo quarto capitolo ho iniziato a notare le differenze più grosse tra il libro e il film. Non che nei capitoli precedenti non ce ne fossero, come ho potuto constatare, ma qui le differenze iniziano a diventare parecchio importanti secondo me.
Ecco le differenze principali:
- Nel film, il figlio di Barty Crouch Jr appare fin dall'inizio nell'incubo di Harry, e poi lo incontrano quando evoca il Marchio Nero alla coppa del mondo del Quidditch. Nel libro, Harry lo vede per la prima volta nel Pensatoio di Silente e viene creduto morto per tutta la durata di esso. 
- Nel film è assente la parte in cui Harry vive con i Durslay.
- Nel film la personalità di Barty Crouch Jr è stata completamente cambiata, da duro e spietato a debole e sensibile, viene inoltre ignorata gran parte della sua storia.
- Nel film vengono completamente omesse le scene nella foresta durante l'attacco dei Mangiamorte alla Coppa del Mondo, la scena dove Harry, Ron e Hermione incontrano Draco Malfoy; la scena in cui Harry perde la bacchetta; la scena dove poi viene ritrovata da Amos Diggory che sospetta prima di Harry stesso, poi dell'elfa Winky, trovata svenuta con la bacchetta di Harry in mano, dove successivamente l'elfa venne cacciata da Barty Crouch.
- Nel film, non c'è alcun riferimento alla scommessa di Fred e George con Ludo Bagman alla Coppa del Mondo di Quidditch.
- Nel film, durante la prima prova del Torneo, il drago rompe la catena e inizia un inseguimento di Harry che aveva precedentemente evocato la scopa con l'incantesimo Accio e muore cadendo in un precipizio. Questo non dovrebbe essere possibile, in quanto i concorrenti non possono danneggiare i draghi, né tanto meno ucciderli. Nel film probabilmente hanno deciso di rendere questa avvenimento più spettacolare. Nel libro invece, durante la prima prova del torneo, Harry non rimane ferito dall'Ungaro Spinato, inoltre non rompe la catena e la prova si svolge molto velocemente all'interno dell'arena. 
- Nel film, nella terza prova del Torneo Tremaghi, Harry viene inseguito dalle siepi assassine. Inoltre Krum, sotto la Maledizione Imperius, attacca Cedric con degli schiantesimi. Nel libro invece dalle creature che vi aveva posto all'interno Rubeus Hagrid ad esempio: gli Schiopodi Sparacoda, i Mollicci. Inoltre Harry incontra la sfinge che gli ordina di risolvere un enigma e un ragno gigante che attacca sia lui che Cedric, ormai vicinissimi alla coppa. Oltre alla sfinge e al ragno gigante e Krum attacca Cedric con la Maledizione Cruciatus. 
- Nel film sono omessi numerosi articoli di Rita Skeeter sulla Gazzetta del Profeta, contenenti conversazioni private e non narrate dai personaggi. Non viene neanche mostrato cosa è in realtà Rita Skeeter e come faceva a procurarsi tutte quelle informazioni senza essere vista.
- Nel film Harry non fa mai uso della mappa del malandrino. Nel libro, invece, la porta con sé quando sale al quinto piano nel bagno dei prefetti con l'uovo e il mantello dell'invisibilità. Mentre torna al dormitorio sotto il mantello, scopre che la mappa del malandrino segnala che Bartemius Crouch, apparentemente scomparso, si trova in quello stesso momento nello studio di Piton. Incuriosito vuole andare a controllare, ma inciampa nello scalino mancante della scalinata di Hogwarts e lì resta immobilizzato sotto il mantello dell'invisibilità, assistendo ad una scena strana e sarcastica, in cui sono coinvolti Gazza, Piton e Malocchio Moody, scena a fine della quale Malocchio chiede ad Harry di prestargli la mappa. Harry gliela cede con molta ingenuità, per ripagarlo di averlo coperto dato che soltanto lui, tramite l'occhio magico, aveva visto Harry incastrato nello scalino, ma Piton sembra aver capito ugualmente che Harry era in giro per il castello e sospetta che sia lui a rubare le scorte dal suo studio.
- Nel film non è citata minimamente la storia di Barty Crouch e anche quella di suo figlio Barty Crouch Jr.
Come potete vedere nel film sono state eliminate scene che contenevano informazioni importanti a livello di sviluppo di trama e dei personaggi. Io vi ho elencato solo alcune delle differenze, ma se volete consoscerle tutte vi consiglio di guardare la Harry Potter Wiki.
Tra i personaggi eliminati troviamo anche tutti gli elfi domestici, la cui parte all'interno della storia è tutt'altro che irrilevante: nel film, non c'è alcun riferimento al C.R.E.P.A, organizzazione fondata da Hermione per tutelare i diritti degli elfi domestici, così come è assente Winky, l'elfa domestica di Bartemius Crouch e non c'è traccia neppure del ritorno di Dobby, altro componente essenziale per lo sviluppo della trama, anche nei film successivi. Per questo motivo nel film durante la seconda prova, Harry viene aiutato da Neville che gli procura l'algabranchia, mentre nel libro invece viene aiutato dall'elfo domestico Dobby.
Insomma, nell'insieme il quarto film risulta comunque carino e godibile, e alcune scene sono state rese anche piuttosto bene ma, sapendo la complessità racchiusa nella storia del libro, il film ne perde parecchio a livello di trama. Inoltre la mancanza di alcuni personaggi e di certe storie è alquanto imperdonabile.
 


 Sopra: In alto la locandina del film, in centro Silente accanto al Calide di Fioco; in basso Harry accanto ad Alastor Moody.
 
Questo volume è stato edito nel 2019 dalla Bloomsbury Publishing Plc col titolo "Harry Potter and the Goble of Fire" ed è stato pubblicato nel 2019 in italiano dalla Salani. Il volume ha 464 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 27,3 cm d'altezza e 23,00 cm di lunghezza e costa 38,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 13 luglio 2026

HARRY POTTER e il Prigioniero di Azkaban di J.K. Rowling e Jim Kay

Ed eccoci di nuovo qui a continuare a parlare della saga di Harry Potter (trovate la recensione del primo libro qui e quella del secondo qui), pubblicata tra il 1997 e il 2007 avendo un enorme successo: tradotta in oltre ottanta lingue, tra le quali il latino e il greco antico, resta una delle serie di libri più vendute nella storia dell'editoria, con una vendita complessiva di più di 600 milioni di copie in tutto il mondo.
Essendo una saga di enorme successo è stata ovviamente ristampata tantissime volte (esiste addirittura un libro guida dedicato alle varie edizioni dei libri di Harry Potter), ma l'edizione di cui vi voglio parlare io è quella di "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" illustrata da Jim Kay,  illustratore e stampatore britannico, scelto personalmente da J. K. Rowling per illustrare la riedizione della saga di Harry Potter, pubblicata a partire dal 2015 e che nel 2026 riprenderà ad essere pubblicata (anche se con un nuovo artista) e chissà che l'anno prossimo non venga finalmente conclusa.
 
Sopra:  La copertina dell'edizione rigida, con un'illustrazione che mostra il Nottetempo che arriva a prendere Harry, il quale è appena scappato di casa.

Durante le vacanze estive Harry, con una magia, fa accidentalmente gonfiare il corpo di Marge Dursley, la sorella di suo zio Vernon, che lo aveva ripetutamente umiliato e insultato fino a fargli perdere il controllo dei suoi poteri. Il ragazzo è quindi costretto a scappare dalla casa dei Dursley, preoccupato, in quanto usare la magia fuori dalla scuola è un grave reato per i maghi minorenni, e lungo la strada si imbatte in un grosso cane nero che sembra osservarlo insistentemente: "Avvertì un curioso formicolio alla nuca: era come se qualcuno lo stesse osservando. Ma la strada pareva deserta e le luci erano tutte spente nelle grandi case squadrate.
Si chinò di nuovo sul baule, ma si rialzò quasi immediatamente e strinse più forte la bacchetta. Lo avvertiva, più che sentirlo con le orecchie: c'era qualcuno o qualcosa lì nello stretto passaggio tra il garage e la staccionata alle sue spalle. Harry cercò di strizzare gli occhi per vedere meglio. Se solo la cosa si fosse mossa, avrebbe scoperto se si trattava di un gatto randagio o di qualcos'altro.
<<Lumos>> mormorò Harry, e una luce abbagliante apparve sulla punta della bacchetta. La tenne alta sopra la testa e l'intonaco incrostato di ghiaino del numero 2 all'improvviso prese a brillare; la porta del garage scintillò e Harry scorse distintamente il vasto profilo di qualcosa di molto grosso, dagli enormi occhi lucenti..."
Spaventato, Harry cade sul marciapiede e punta casualmente la bacchetta verso il ciglio della strada: così facendo fa arrivare il Nottetempo, un autobus magico, sul quale sale e che lo conduce fino a Londra. 
Sull'autobus, il ragazzo sente parlare di una notizia che sta spopolando nel mondo magico: Sirius Black, un pericoloso criminale, è evaso da Azkaban, la prigione dei maghi, dove era stato imprigionato per aver ucciso tredici persone, ed ora è in circolazione, a piede libero. 
"Stan aveva aperto la Gazzetta del Profeta e ora leggeva, con la lingua fra i denti. Una grossa foto di un uomo con il volto scavato e lunghi capelli arruffati strizzò l'occhio a Harry dalla prima pagina. Aveva l'aria stranamente familiare.
<<Quell'uomo!>> disse Harry, dimenticando i suoi guai per un istante. <<Era al telegiornale dei Babbani!>>
Sta guardò la prima pagina e ridacchiò. <<Sirius Black>> disse, e annuì. <<Ma dove vivi? Certo che era al telegiornale dei Babbani>>.
Allo sguardo vacuo di Harry reagì con una risatina di superiorità, sfilò la prima pagina e gliela porse.
<<Tocca che leggi i giornale, Neville, sì sì>>
Harry sollevò la pagina alla luce candela e lesse: BLACK ANCORA LATITANTE
Sirius Black, probabilmente il più efferato criminale mai rinchiuso nella fortezza di Azkaban, è ancora in libertà, come ha confermato oggi il Ministro della Magia. [...]
la comunità magica vive nel terrore di una strage come quella di dodici anni fa, quando Black uccise tredici persone con un'unica maledizione.
Harry guardò gli occhi tenebrosi di Sirius Black, l'unica parte di quel volto scavato che avesse una parvenza di vita.
Harry scende al Paiolo Magico, un locale per soli maghi, dove trova il Ministro della Magia in persona, Cornelius Caramell, ad attenderlo. Il Ministro, stranamente, non lo punisce e non lo rimprovera per quello che è successo alla zia, anzi sembra sollevato di averlo trovato e lo prega di restare al Paiolo Magico fin quando non rientrerà a scuola.
Pochi giorni prima del ritorno ad Hogwarts, arrivano al Paiolo Magico Ron, con tutta la famiglia al seguito, ed Hermione, i suoi due migliori amici. Ascoltando di nascosto una conversazione tra i signori Weasley, Harry scopre che il criminale evaso da Azkaban, Black, gli sta dando la caccia.
Una terribile minaccia incombe sulla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Sirius Black, il famigerato assassino, è evaso dalla prigione di Azkaban. È in caccia e la sua preda è proprio a Hogwarts, dove Harry e i suoi amici stanno per cominciare il loro terzo anno. 
Nonostante la sorveglianza dei Dissennatori la scuola non è più un luogo sicuro, perché al suo interno si nasconde un traditore…

Sopra: Due pagine intere con un'illustrazione che mostra i tre amici all'interno di un negozio di animali magici.
 
Così come per i precedenti volumi i testi sono accompagnati dalle illustrazioni a colori di Jim Kay, le quali sono estremamente dettagliate e particolareggiate, con uno stile molto realistico, soprattutto per quanto riguarda i paesaggi, che vengono curati nei minimi dettagli, andando a creare degli ambienti davvero spettacolari e mozzafiato. 
Tutte le immagini sono a colori, a cui l'artista non ha dato limiti, utilizzando di volta in volta tinte diverse in base anche al tono che voleva conferire ad una certa scena, per cui troviamo disegni molto colorati e dalle tinte vivaci, accese e brillanti ed altri (solitamente ambientati di notte) dalle tonalità più scure e cupe.
Anche i personaggi sono ritratti in modo molto accurato, però posseggono anche un tocco artistico che conferisce loro un aspetto non iper realistico e a volte un tantino sopra le righe, soprattutto per alcuni personaggi come Roan (che ha un volto abbastanza allungato) o Hagrid.
L'aspetto dei personaggi riprende evidentemente quello degli attori del film, ma Kay ha comunque cercato di rispettare la loro descrizione fornita nel libro, aggiungendovi comunque anche un tocco personale.
Quando in un'intervista (questa) è stato chiesto all'artista cosa distinguesse la sua versione da tutto il resto Jim Kay ha risposto così: "ho semplicemente letto e riletto il testo tantissime volte, e ho cercato di immaginarlo completamente da zero. Credo che ciò che mi interessasse fare fosse il rendere Hogwarts un po’ più organica, rispettando il testo il più possibile. Per esempio, quando l’autrice dice che Hogwarts era supportata dalla magia ho cercato di far sembrare il castello come se stesse germogliando dal paesaggio. Ho anche aggiunto molti dettagli tratti dalla storia naturale nelle mie illustrazioni – sono solo un appassionato di insetti e di uccelli."  
Sempre durante la medesima intervista l'artista ha spiegato di aver dovuto ripensare i personaggi, riprogettare gli attrezzi di scena, i costumi, l’architettura: "È interessante come non appena abbia cominciato a dilettarmi a disegnare Harry Potter e il suo mondo, ho immediatamente scordato qualsiasi cosa fosse accaduta prima. È facile perdersi nuovamente nei libri, sono così accessibili, ed è fuorviante quanto semplici siano alcune descrizioni dei personaggi fatte dall’autrice. Come nelle più grandi storie, il lettore riempie i buchi senza neanche saperlo, ma è anche più divertente farlo coinvolgendo persone reali nel processo, perché puoi vederle crescere e invecchiare così come i personaggi crescono nella storia."  
All'interno del volume troviamo vari tipi di illustrazioni, alcune a pagina intera ed altre inserite in mezzo ai testi. Tra queste ultime troviamo ad esempio la rappresentazione di: una valigia di zia Marge e un cagnolino, il cane di zia Marge con un osso in bocca, Piton con tra le mani il rospo di Neville, un Molliccio trasformato in mummia, Grattastinchi che insegue Crosta, i gufi della scuola di Hogwarts, ...
Tra le immagini a pagina intera troviamo invece rappresentati: scene come quella del Nottetempo; di Harry, Hermione e Ron mentre guardano dentro un negozio di animali; l'arrivo dei Dissennatori nel vagone di Harry; la professoressa Trelawney; il branco di Ippogrifi di Hagrid; Harry, Ron ed Hermione mentre camminano nella neve per arrivare alla capanna di Hagrid, la serra, ecc...
Le illustrazioni sono piuttosto variegate come tipologia di soggetti: infatti ce ne sono alcune che ritraggono scene descritte nei testi, altre che si concentrano invece solo sui personaggi, altre che ci mostrano solo paesaggi e sfondi, mentre altre ancora sono di tipo enciclopedico, cioè pagine tratte da un antico libro enciclopedico che descrivono tratti peculiari e caratteristiche di alcune creature magiche (tipo l'Avvincino e il Lupo Mannaro).
Nonostante la varietà dei soggetti lo stile delle illustrazioni risulta uniforme ed esse accompagnano con costanza i lettori, aiutandoli ad immergersi ancora di più durante la lettura nel magico mondo creato dalla Rowling.
 


  

  
Sopra: Alcune delle illustrazioni realizzate da Jim Kay per il libro, di cui alcune rappresentano personaggi (come quelle Piton, di Lupin e la professoressa Trelawney), altre delle scene del testo (come quella lancia il suo Incanto Patronus contro i Dissennatori), altre dei paesaggi (come quella del muro del castello) e altre ancora delle pagine enciclopediche.
 
"HARRY POTTER e il prigioniero di Azkaban" di J.K. Rowling è il terzo volume della saga, e io l'ho trovato ancora migliore del precedente, diventando il mio preferito della saga.
Anche in questo caso ho trovato questo terzo volume un ottimo libro per ragazzi, fin da subito molto coinvolgente e interessante da seguire, oltre a presentare e ampliare un universo magico che all'epoca era innovativo e affascinante. La Rowling infatti è stata molto brava a creare questo universo magico dove però i maghi convivono con le persone prive di poteri (chiamate "babbani"), facendo in modo di tenere nascosta la loro identità a questi ultimi. La magia e l'elemento fantasy è stato quindi portato dentro la vita quotidiana delle persone qualsiasi, che però non ne sono a conoscenza, ed è divertente per i lettori scoprire tutti i vari sotterfugi magici che i maghi utilizzano per continuare a celare la loro identità al mondo non magico. Secondo me questo genera un particolare fascino per i lettori perchè dà loro la possibilità di fantasticare in modo concreto sul fatto che effettivamente la magia esista veramente nel nostro mondo e nei nostri tempi, lasciandoli sognare sul fatto che magari un giorno anche loro riceveranno la loro lettera per Hogwarts. D'altronde la magia non è del tutto preclusa ai così detti babbani, infatti maghi e streghe potenti sono nati anche da genitori entrambi privi di poteri magici, tra cui: Hermione Granger (la migliore amica di Harry) e anche la stessa madre di Harry (Lily).
In queso terzo volume iniziamo anche a conoscere come funziona la politica all'interno del mondo magico di Harry Potter, e conosciamo anche il Ministro della Magia, Fudge (Cornelius Caramel nella prima traduzione italiana), che rivedremo più spesso nei successivi capitoli della serie e che qui sembra dimostrarsi molto ben disposto nei confronti di Harry. 
Anche per questo terzo volume posso affermare che tutti i personaggi sono ben caratterizzati, e non solamente i principali, i quali vengono comunque approfonditi come carattere e un po' si evolvono rispetto ai libri precedenti. Abbiamo ovviamente Harry, il quale è un bambino sveglio e coraggioso, che nonostante i tanti anni passati ad essere maltrattato dagli zii ha comunque sviluppato un carattere abbastanza combattivo e deciso, oltre che altruista, anche se a volte un po' troppo testardo, oltre ad avere una certa predisposizione a infrangere le regole. Nonostante gli zii continuino a vessarlo, adesso Harry, che si sente più cresciuto, accetta già meno le ingiustizie subite da parte degli zii, e inizia a divernare pi ribelle ecombattivo nei loro confronti. Alla fine di questo terzo volume lo vedremo acquisire ancora più coraggio e maturità, decidendo di dimostrarsi magnanimo nei confronti di qualcuno che ha fatto del male ai suoi genitori, e che Black avrebbe invece voluto eliminare senza pietà.
Tra i vari personaggi principali del libro abbiamo poi sempre Ron Weasley, che in questo terzo volume troviamo particolarmente supportivo nei confronti di Harry, anche se forse tende un po' a sottovalutare i rischi che il suo amico corre, supportando tutti i suoi comportamenti più avventati, dimostrandosi invece piuttosto testardo e permaloso nei confronti di Hermione.
Abbiamo poi Hermione Granger, l'altra migliore amica di Harry, la quale si dimostra ancora una ragazza molto intelligente, furba, riflessiva, studiosa, amante dello studio e della conoscenza, leale e fedele, ligia alle regole e sempre pronta a fare la cosa giusta (anche se gli altre le sono contro). E' proprio in questo libro che vediamo come, per la prima volta volta, Hermione sia pronta anche a mettersi contro i suoi stessi amici: denuncia il fatto che per Natale Herry ha ricevuto una nuova scopa, che potrebbe essere stata inviata da Black e che quindi potrebbe contenere qualche maleficio. La meravigliosa nuova scopa viene quindi requisita dai professori, con grande dispiacere sia di Harry che, soprattutto di Ron, che non perdonaerà facilmente l'amica. I due poi vivranno continui momenti di tensione a causa del gatto di Hermione, Grattastinchi, al quale non sembra stare molto simpatico il topo di Ron, che sembra voler catturare ad ogni costo. Grazie alle lezioni del professor Lupin scopriamo poi che la più grande paura della ragazza è il fallimento: quando si trova alle prese con un molliccio, creatura che assume la forma di ciò che più spaventa chi la osserva, esso si trasforma nella professoressa McGonagall che le dice di essere stata bocciata in tutte le materie, terrorizzandola.
Hagrid, il gigantesco e gentile, è stato ora nominato insegnante di cura delle creature magiche di Hogwarts, una cosa che adora visto la sua straordinaria passione e amore per tutte le creature magiche. Peccato che Draco e suo padre gli rovinino i piani, dato che usano la scusa che Draco è stato ferito durante una delle sue lezioni con gli Ippogrifi per far imprigionare temporaneamente Hagrid e condannare a morte Fierobecco (l'ippogrifo che aveva ferito Draco poichè provocato).
L'appena menzionato Draco Malfoy (un ragazzo che discende da un'antica famiglia d maghi purosangue e che per questo ha atteggiamenti razzisti nei confronti dei nati babbani) continua ad essere l'antagonista secondario, dimostrando di essere sempre sicuro di sè, spocchioso, viziato, prepotente, di credersi superiore a tutti gli altri, e codardo. Diciamo che giunti al terzo libro Draco (e i suoi amici) sono probabilmente gli unici personaggi ricorrenti nella serie che non hanno ancora subito nessuna evoluzione.
Poi abbiamo anche personaggi come Silente (il misterioso, potente e gentile preside di Hogwarts), la professoressa McGonagall (la severa ma competente, intelligente e diligente insegnante di trasfigurazioni), Neville Paciock (un ragazzo simpatico, buffo, smemorato e pasticcione), Severus Piton (l'intelligente e abile, ma severo, vendicativo e ingiusto insegnate di pozioni, che prenderà fin da subito in antipatia Harry), la famiglia Dusley (con il cugino di Harry Dudley, sempre più viziato e insopportabile, zia Petunia e Zio Vernon) e la famiglia dei Weasley, che impareremo a conoscere sempre meglio, dato che Harry passerà ancora un po' di tempo con loro, e in particolare l'ultimo giorno di vacanza prima dell'inizio della scuola. Quella sera, dopo cena, Harry sente Arthur e Molly litigare perchè il marito voleva dire a Harry chi è Sirius, mentre la moglie non è d'accordo poichè teme che Harry ne rimarrebbe turbato.
E questi sono solo alcuni dei molteplici personaggi che conosciamo e continueremo a conoscere nella saga di Harry Potter, di cui si potrebbe andare avanti a discutere per parecchio tempo di ciascuno di loro. 
Tra i nuovi personaggi più importanti introdotti dall'autrice in questo terzo volume troviamo prima di tutti Sirius Black, il padrino di Harry, nonchè colui che si pensa abbia tradito i genitori di Harry decretando così la loro morte, ma non sempre le cose sono come appaiono o come la gente pensa che siano e questo nuovo personaggio riserverà ai lettori diverse sorprese. 
Abbiamo poi il nuovo professore di magia contro le Arti Oscure: Remus Lupin, il quale si dimostrerà un professore competente e preparato, molto amato dai suoi studenti, attento alle loro esigenze, nonchè il professore con cui Harry riuscirà a stringere il rapporto più bello.  Il nuovo professore gli darà anche delle lezioni private in cui gli insegnerà a creare un Patronus, una magia potente che serve per proteggersi dai Dissennatori, dato che queste creature hanno dimostrato una predilezione per Harry. Si scopre però che anche lui nasconde un segreto terribile. 
Questi due personaggi scopriamo che sono gli ultimi sopravvissuti (o forse no?) del gruppo dei Malandrini, dei quali facevano parte anche Peter Pettingrew (Peter Minus nella vecchia traduzione italiana) e James Potter, il padre di Harry, i quali divennero tutti degli Animagus, cioè maghi in grado di trasformarsi in animali. 
Altri nuovi personaggi che troviamo nel volume sono: la professoressa Trelawney (nella vecchia traduzione italiana Sibilla Cooman), una professoressa di divinazione abbastanza svampita, la quale ha fatto una profezia che riguarda proprio Harry; e Cho Chang, una cercatrice Corvonero per cui Harry si prenderà una cotta. In questo terzo capitolo della saga, dove i personaggi principali iniziano ad avere 13/14 anni, l'autrice inizia a inserire anche un po' di elemento romance, che si acuirà nel prossimo volume, mostrando degli adolescenti alle prese con le prime cotte.
Quasi tutti i personaggi creati dalla Rowling sono comunque indimenticabili e complessi, e non mi sorprende che i fan di Harry Potter li amino così tanto, visto che probabilmente sono stati proprio (o anche) loro a far appassionare così tante persone a questa serie.
Mettendo da parte i personaggi anche la storia è molto valida e inizia a diventare sempre più complessa rispetto al primo libro, in quanto anche qui non mancherà l'avventura, il mistero e le sorprese, compreso, come sempre, un bel colpo di scena verso l'ultimo terzo del libro. Un colpo di scena grazie al quale verremo a conoscenza di una verità sorprendente e sconvolgente che permetterà a noi lettori (e a Harry) di fare chiarezza sulla morte dei genitori del protagonista. Questo terzo anno scolastico inizia poi all'insegna di Harry che deve essere tenuto al sicuro in quanto la sua vita sembra essere minacciata da questo ricercato scappato di prigione. 
Essendo al terzo anno i nostri amici poi dovranno scegliere di frequentare altre due materie del terzo anno, tra cui Cura delle Creature Magiche e Divinazione (anche se quest'ultima materia non è che li entusiasmi particolarmente). Rimane comunque molto interessante assistere a queste lezioni di magia, comprese quelle di Difesa contro le Arti Oscure, dove finalmente troveremo un professore competente pronto a offrire ai suoi studenti lezioni valide e stimolanti. Proseguendo nella trama qui ci sarà anche un viaggio nel tempo, che la Rowling è riuscita a gestire molto bene e che risulta davvero figo, con un sacco di cose a cui inizialmente non abbiamo fatto caso ma che poi si incastrano tutte.
Questo terzo capitolo della saga di Harry Potter è un bellissimo romanzo che continua a affascinare i lettori portandoli in un universo magico ed straordinario, governato da una serie di regole proprie, ma in grado di condividere l'esistenza anche con il mondo normale, che tutti noi conosciamo, aggiungendovi un tocco di magia e di bellezza. Una storia avvincente con un solido e incredibile intreccio narrativo, ricca di personaggi indimenticabili, di fatti ed eventi straordinari, e in cui per la prima volta iniziamo a capire che dietro c'è un qualcosa di molto più grande di quanto pensassimo. Una lettura che inizia a farsi più impegnativa, anche a livello di trama, rispetto ai precedenti volumi, anche se come sempre accompagnata dalle splendide e dettagliate illustrazioni di Jim Kay, che rendono la storia ancora più bella e piacevole da seguire. Per questo direi che questo terzo volume è adatto per bambini a partire dai 10 anni (se lettori abbastanza forti e allenati), anche se l'età ideale per leggerlo sarebbe dai 12/13 anni.
 
Ecco tutti i titoli della saga:
  1. "Harry Potter e la Pietra filosofale" (1997-2015)
  2. "Harry Potter e la Camera dei Segreti" (1998-2016)
  3. "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" (1999-2017)
  4. "Harry Potter e il Calice di Fuoco" (2000-2019)
  5. "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" (2003-2022)
  6. "Harry Potter e il Principe MEzzosangue" (2005-2026)
  7. "Harry potter e i Doni della Morte" (2007-?) 
 

 Sopra: Le copertine dei libri della saga di Harry Potter inizialmente illustrata da Jim Kay (immagine in alto), poi sostituito da Levi Pinfold (libro in basso).
 
CONFRONTO CON IL FILM 
Anche questo capitolo mi è piaciuto e tutto sommato ritengo che sia rimasto piuttosto fedele all'opera originaria, sebbene ovviamente ci sia qualche taglio o qualche scena modificata, ad eccezione del finale. 
Alcune tra le principali differenze che ho riscontrato sono:
- Nel film Harry sta leggendo nella sua stanza un libro tramite l'incantesimo Lumos, il che può sembrare una piccolezza, ma il fatto è che ciò non dovrebbe essere possibile poiché ai maghi minorenni non è permesso fare magie fuori dalla scuola visto che hanno addosso la Traccia. Questo crea quindi un po' un'incomprensione nella logica di come funziona il mondo della Rowling.
- Nel film non si dà molta importanza al momento in cui Hermione trova e compra Grattastinchi, il quale nel film è presente ma con un ruolo molto più marginale che nel libro.
- Nel film mancano le scene in cui Sirius Black si infiltra nel dormitorio maschile dei Grifondoro e sembra che cerchi di colpire Ron con un coltello e la sostituzione della tela della Signora Grassa per un restauro con quella di Sir Cadogan sul quadro per l'accesso alla sala comune dei Grifondoro. (Tale scena pare che fosse in realtà stata girata, ma poi tagliata)
- Nel film Harry legge sulla Mappa del Malandrino il nome di Peter Minus e lo cerca per i corridoi del castello senza trovarlo. Nel libro è invece Lupin a leggerlo, quindi Harry non sa che Peter Minus è ancora vivo. 
- Nel film La Firebolt compare solo alla fine e viene subito palesato che la Firebolt è un regalo di Sirius perché ha allegato ad essa una piuma di ippogrifo. Nel libro Harry la riceve come regalo di Natale e sospettando che il regalo della scopa sia una mossa subdola di Sirius Black per far del male a Harry, Hermione la consegna alla McGranitt. Per tale motivo nel film sono stati tolti anche i litigi tra Ron ed Hermione a causa della scopa.
- Nel film la scena della Stamberga Strillante è stata notevolmente ridotta. Nel libro invece viene spiegata bene la genesi della Mappa del Malandrino e le identità dietro Ramoso, Lunastorta, Felpato e Codaliscia.
- Nel libro Sirius spedisce una lettera a Harry mentre è sul treno di ritorno. Il gufo che l'ha portata è un regalo di Sirius per Ron come scusa per avergli sottratto il topo.  
In generale comunque le parti più importanti sono state mantenute e anche l'aspetto dei vari personaggi risulta più che soddisfacente e aderente alle descrizioni del libro, così come la realizzazione dell'Ippogrifo, che nel film è uno solo mentre nel libro sono un intero branco (ma alla fine non era necessario rappresentare tutto il branco, cosa che avrebbe richiesto troppo budget probabilmente). L'unica parte che non mi ha convinto appieno è stato un po' il finale, che nel film consiste in Harry che riceve la Firebolt, mentre nel libro forse è più poetico e ricco di speranza, chiudendo un po' di cose lasciate irrisolte, oltre ad esserci l'arrivo del nuovo animaletto di Ron.
 
 
 

 Sopra: In alto la locandina del film, al centro Harry a lezione di Cura delle Creature Magiche al suo primo incontro con Fierobecco; in basso Harry e Ron a lezioni di Divinazione davanti a una sfera do cristallo.
 
Questo volume è stato edito nel 2017 dalla Bloomsbury Publishing Plc col titolo "Harry Potter and the Prisoner of Azkaban" ed è stato pubblicato nel 2017 in italiano dalla Salani. Il volume ha 330 pagine, la copertina rigida con sovracopertina, misura 27,3 cm d'altezza e 23,00 cm di lunghezza e costa 39,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

venerdì 10 luglio 2026

Pietro di Pietra e il Piccolo Popolo della montagna di Rosella Guglielmetti

"Pietro di Pietra e il Piccolo Popolo della montagna" è un libro scritto da Rossella Guglielmetti e illustrato (poco) da Andrea Alba Benelle, il quale vede per protagonista Pietro, un bambino cresciuto isolato ed emarginato in quanto considerato uno scambiato, cioè un bambino appartenente al Piccolo Popolo.
 
Sopra: Sulla copertina vediamo il protagonista, Pietro, di spalle, in una foresta, mentre guarda dei folletti correre tra gli alberi.
 
Pietro ha dieci anni e sa di non essere un bambino come gli altri. Lo sa da quando, mentre era ancora in fasce, sua mamma ha esclamato: «Un barattato!». 
"Appena nato era così pensante, duro e nodoso, che pareva scolpito dentro un tronco. Aveva una testa enorme ma una faccia curiosamente piccola, con due occhietti viola simili a uva passa, un nasone con due larghi fori e un paio di labbra a forma di salsicce, tutti molto, molto ravvicinati. Per di più, le orecchie finivano a punta.
Insomma, un piccolo troll.
Di solito i bambini che si affacciano al mondo vengono accolti da mamma e papà con grandi sorrisi, gridolini i gioia o paroline zuccherose, [...]
Lui no, lui lo guardarono come una torta riuscita male.
La madre lo ispezionò rivoltandolo da tutte le parti, di sopra e di sotto, di fronte e di profilo, dl diritto e dal rovescio. poi fulminò il marito con un'occhiata che voleva dire tante cose che però era meglio tacere e infine, alzando occhi e braccia al cielo, esclamò: <<Un barattato!>>.
Vale a dire un figlio scambiato.
Ce n'erano altri, di questi bambini, in quel villaggio antico e sperduto delle Alpi. Più che un villaggio, pareva una montagna di pietre gettata in una valle sovrastata da montagne altissime. Vi abitavano persone semplici e un poco aspre, per l'isolamento e la fatica di dover lottare ogni giorno per sopravvivere. Accanto a loro, in uno spazio invisibile e parallelo, viveva un altro mondo, popolato da esseri in grado di compiere azioni stupefacenti e impossibili per i mortali:. Li chiamavano: il Piccolo Popolo.
Secondo lei, infatti, il suo vero figlio è stato scambiato con un folletto del Piccolo Popolo della Montagna. Forse è colpa dei capelli gialli come paglia o del naso schiacciato come un bottone, oppure degli occhietti che assomigliano ad acini di uvetta, fatto sta che quel nomignolo gli è rimasto attaccato come resina di pino. Anche gli abitanti del paese e gli altri bambini lo prendono in giro, a eccezione di Nilde, la figlia sorda del tagliaboschi. A lei, Pietro è felice di raccontare storie sulla montagna. Fino al giorno in cui arriva in paese un Orologiaio che minaccia di portarlo via con sé. Pietro, allora, decide di farsi forte come pietra e di scappare nei boschi che sono stati il suo rifugio, nonostante il cuore gli batta forte forte perché ha paura di incontrare i temibili folletti. Ma tra gli alberi si cela un segreto. Pietro scopre che il Piccolo Popolo esiste davvero, solo che è molto diverso da come se lo immaginava… Forse, finalmente, ha trovato qualcuno che gli vuole bene e lo accetta così com’è.
Ci sono storie che ci riportano indietro nel tempo, a quando sfogliavamo un libro prima di addormentarci. Racconti che spaventano, indignano, fanno sorridere, perché hanno il sapore delle favole. È questa la magia che crea l’esordio per ragazzi di Rosella Guglielmetti. Una fiaba senza tempo con un protagonista che non si arrende e che ci insegna che tutti sono speciali, soprattutto chi non lo sembra agli occhi della gente.
 
 Sopra: Due pagine interne che mostrano i testi e un'illustrazione del momento in cui la madre di Pietro porta il bambino da Iolanda per sapere cosa farsene.
 
I testi sono accompagnati anche da qualche illustrazioni in bianco e nero opera di Andrea Alba Benelle, le quali hanno un aspetto piuttosto piatto ed essenziale, con linee pulite e nette.
I disegni sono quasi tutti i mezzo ai testi, con un'unica immagine a pagina intera, la quale rappresenta un enorme tornato in mezzo a una valle con fiumi, alberi e montagne. I disegni rappresentano in alcuni casi  scene  descritte nei testi come: il momento in cui la madre del protagonista porta il bambino dentro un cesto di vimini da nonna Iolanda e quello in quest'ultima si mette a raccontare una fiaba, seduta su un masso, circondata da bambini. 
Il resto delle immagini sono più piccole e non vengono mostrati gli ambienti ma solo alcuni elementi o personaggi della storia: le silhouette dei folletti che camminano sul ramo di un albero, un grande albero, una montagna, un libro, delle farfalle che volano. Questi disegni, dall'aspetto e dai soggetti più generici, tendono inoltre a venire ripetuti un paio di volte all'interno della storia, come se fossero state riciclate.
L'aspetto dei vari personaggi non è troppo realistico, ma un pochino esagerato: con la vecchia Iolanda che ha l'aspetto di una vecchia bassa e tarchiata con nasone, pochi capelli, e gli occhiali grandi, rotondi e spessi, mentre i folletti hanno corpi piccoli, teste grandi con i cappelli a punta, orecchie  a punta e lunghi nasi appuntiti e allungati.
Insomma, le illustrazioni non sono nulla di chè, tanto più che essendo state stampate pure in bianco e nero e in scala di grigi rendono ancora meno, facendole apparire poco interessanti e coinvolgenti. D'altronde la maggior parte mostrano oggetti piuttosto generici della storia e sono solamente tre i disegni che rappresentano effettivamente delle scene descritte nei testi, per cui non risultano neppure di grande supporto nella lettura.
 
    

   
Sopra: Alcune illustrazioni in bianco e nero che si trovano nel libro, di cui solo quella in basso a destra è a pagina intera, mentre le altre sono in mezzo ai testi
 
"Pietro di Pietra e il Piccolo Popolo della montagna" di Rosella Guglielmetti è la storia che vede come protagonista Pietro, un bambino che si è ritrovato a essere disprezzato dalla propria madre fin dalla nascita, crescendo così quasi dimenticato dalla propria famiglia e ostracizzato dalla comunità, in quanto creduto uno scambiato, cioè un bambino non umano, in quanto frutto dello scambio con una creatura del Piccolo Popolo.
Forse ai lettori di oggi potranno sembrare assurdi certi pensieri, ma in passato c'era veramente gente che ci credeva, così come si credeva davvero all'esistenza delle streghe e di tanti altri mostri o eventi soprannaturali per spiegarsi situazioni strane e a cui all'epoca non si sapeva dare una spiegazione scientifica o abbastanza razionale. 
Ci troviamo infatti in un passato non molto ben identificato in un piccolo villaggio disperso sulle Alpi, dove i bambini non vengono nemmeno mandati a scuola e dove praticamente devono crescere arrangiandosi. Il contesto del libro è infatti fin da subito abbastanza brutale, in quanto presenta tematiche come la discriminazione, l'isolamento, la stigmatizzazione, l'abbandono. Ecco ad esempio cosa pensa un'anziana che vive nel villaggio dei suoi abitanti: "Genitori! ne aveva fin sopra i capelli, di loro e di tutti gli altri abitanti del villaggio. Nessuno che ricordasse più di rispettare la natura, che si premurasse di offrire il primo latte della giornata ai Folletti del Focolare, che versasse sulle radici dei meli il sidro spremuto all'inizio dell'anno nuovo. Duri di cuore, ecco cos'erano, pensava Iolanda, incapaci di vedere la cattiveria che avevano dentro e subito pronti a incolpare i folletti per qualunque cosa: la pioggia, la carestia, la fame, perfino i poveri bimbi innocenti! C'era qualcosa di molto, molto sbagliato nel mondo, se poteva accadere che i genitori rifiutassero i figli."
Come dicevo prima, il protagonista, essendo considerato uno scambiato, cresce rifiutato dalla madre, lasciato a screscere in un angolo della cucina, finché, alla morte della mamma, il padre e i fratelli non lo metteranno a svolgere tutti i lavori più faticosi. Pietro non ha amici neppure tra i bambini del villaggio, che lo tengono alla larga, in compenso avendo passato tanto tempo da solo ha imparato ad osservare bene l'ambiente circostante, e in particolare la natura. 
E quando sente i fratelli confabulare col padre per venderlo all'uomo con l'orologio d'oro, Pietro decide di scappare di casa e andare nel bosco, in mezzo alla natura e dove potrebbe trovare le creature del Piccolo Popolo. In effetti nel bosco incontra qualcuno, ma non sono solo le creature sovrannaturali, bensì sei bambini i quali sembrano avere tutti qualcosa di "sbagliato": una bambina (Leonora) ha delle dita delle mani attaccate tra loro, oltre a essere un po' gobba; un'altra (Margherita) è strabica e ha le orecchie a sventola, mentre un'altra (Albina) è albina; un bambino (Millo) è calvo, ha il volto grigiastro e rugoso, e deve andare in giro con delle stampelle; un altro (Lesien) ha delle gambe esili ma una testa grossa che "assomigliava a quella delle formiche"; mentre il terzo maschio, Flavien, ha il labbro superiore spaccato in due.
Questi sei bambini sono quelli scomparsi dal villaggio e che i genitori portavano a Iolanda di nascosto per sbarazzarsene, proprio come aveva provato a fare tempo addietro anche la madre di Pietro. E qui si apre un riflessione anche sull'adozione,  e sull'accettazione del diverso, poiché quando Pietro realizza che Iolanda non è la loro madre biologica Leonora gli risponde: "<<Certo che sì,>> rispose pronta la ragazzina. E poi sorrise, leggendo lo stupore sul volto di Pietro. <<La mia mamma>> proseguì lei, <<è quella che mi ha voluto e tenuto con sé, così come sono. Sai è facile voler bene a un bambino sano e bello, ma se uno è brutto, storpio, insomma, difettoso, è più difficile. Lei l'ha fatto e solo questo conta. E non ho bisogno di sapere chi mi ha messo al mondo, perchè lo so già: è Iolanda. La mia vita è iniziata con lei.>>"
I bambini comunque non vivono come selvaggi, e anzi hanno delle regole ben precise da seguire, date loro da Iolanda: 1) Qui ci sono cibo, lavoro, studio e amore per tutti; 2) Ogni bambino deve prendersi cura di un altro; 3) Ogni giorno un bambino deve leggere qualcosa agli altri; 4) Noi siamo parte della natura, conoscerla e rispettarla significa conoscere e rispettare noi stessi.
Pietro passera diverso tempo con questi bambini, imparando molte cose, finché non giungerà per lui il tempo di poter scoprire finalmente chi è suo padre, il quale è davvero una creatura del Piccolo Popolo?.
Una storia molto carina, scorrevole e interessante, la quale combina elementi fantastici, fiabeschi e folkloristici ad altri più realistici e crudi. All'interno dei testi ad esempio vengono narrate tante leggende e fiabe che Pietro ha ascoltato dalle anziane del villaggio oppure dalle storie lette dai suoi amici. Non mancano poi riferimenti a leggende e fiabe popolari, come la presenza dei bambini scambiati o l'esistenza delle creature del Piccolo Popolo. Nella storia vengono però trattate anche tematiche potenti come: la discriminazione, l'abbandono di bambini, il rispetto per la natura, la diversità, l'amicizia, la famiglia, la morte, la paura del diverso e come ciascuno, magari nella sua diversità, sia in realtà semplicemente speciale. Pietro infatti passando diverso tempo con i suoi nuovi amici imparerà a conoscerli bene e ad andare oltre alcuni loro difetti fisici, restando sorpreso ad esempio di come Millo, pur avendo delle gambe deboli, sia molto bravo a usare le mani per lavorare il legno. Rimanendo tanto tempo assieme a loro imparerà però anche che non sempre tutti i bambini che Iolanda accoglie e alleva sopravvivono, in quanto alcuni soffrono di patologie così gravi da non permettere loro di raggiungere l'età adulta.
Molto importante anche all'interno della storia il rapporto e il rispetto della natura, tanto più che le stesse creature del Piccolo Popolo in realtà alla fine sono viste più come incarnazioni delle forze naturali piuttosto che esseri concreti che si possono effettivamente vedere e con cui si può parlare. 
Un libro di cui consiglio la lettura a partire dai 9 anni, anche perchè, pur scorrendo bene, la vicenda è un po' lunga e a volte tratta tematiche piuttosto importanti, inoltre la storia, soprattutto all'inizio e nella parte centrale, si prende i suoi tempi, lasciando a Pietro il tempo di conoscere i suoi nuovi amici, in attesa di scoprire davvero chi è suo padre.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2024 dalla Garzanti Editore, ha una copertina flessibile, ha 384 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 16,00 euro. 
 
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