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lunedì 14 novembre 2022

Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carrol e Francesca dell'Orto

"Alice nel Paese delle Meraviglie" di Lewis Carrol e le illustrazioni di Francesca dell'Orto è una nuovissima edizione di questo intramontabile classico, stavolta pubblicato dalla casa editrice Arka.
 
Sopra: La copertina di questa edizione di "Alice nel Paese delle Meraviglie" ci mostra un'insolita Alice con i capelli corti rosa.
 
La storia si apre con Alice che vede passare davanti a sè un coniglio bianco molto in ritardo, mentre si sta annoiando su una sponda assieme alla sorella che sta leggendo un libro senza figure, e decide di seguirlo, cadendo dentro una tana e raggiungendo così il Paese delle Meraviglie. 
Si tratta di un luogo in cui incontrerà molti bizzarri personaggi quali: il Bruco che fuma un narghilè, una Duchessa, il gatto del Cheshire, il Cappellaio Matto, la Lepre Marzolina, la Regina, la Finta Tartaruga. Sarà inoltre un posto in cui vivrà momenti e situazioni  assurde: rimpicciolendosi o ingrandendosi a dismisura bevendo o mangiando dei biscotti, festeggerà il suo Non Compleanno, giocherà a croquet utilizzando fenicotteri come mazze e istrici come palle, testimonierà in un processo....
Purtroppo non sono riuscita a scoprire da nessuna parte chi ha tradotto questa versione, ma vi riporto comunque qui di seguito l'inizio del libro, così potete vedere la traduzione:
"Alice, seduta sulla sponda del ruscello, accanto alla sorella, si annoiava perchè non aveva nulla da fare. Aveva guardato più volte il libro che stava leggendo la sorella e, sbuffando, pensò che il libro fosse inutile, non avendo nè illustrazioni, nè dialoghi.
A causa del caldo e dell'afa Alice era assonnata e un po' intontita. pensò per un attimo di fare una coroncina di margherite ma non aveva voglia di alzarsi per andare a raccoglierle. Poi, poco distante, vide un coniglio bianco con gli occhi rosa che andava di fretta". 
 
 Sopra: Questa illustrazione a doppia pagina ci mostra il momento in cui Alice prende il tè col Cappellaio Matto e la lepre Marzolina, che hanno un aspetto vagamente hippie.
 
Ad accompagnare i testi vi sono le illustrazioni di Francesca dell'Orto, la quale ha uno stile abbastanza particolare. 
Le immagini sono quasi tutte a pagina intera, ma ve ne sono anche a doppia pagina oppure di più piccole inserite in mezzo ai testi.
I disegni rappresentano scene descritte nei testi: abbiamo Alice che si ingrandisce o rimpicciolisce, lei che incontra vari e bizzarri personaggi come il Bruco o il gatto del Cheshire, che partecipa la tè con il Cappellaio Matto e la Lepre ecc...


 
  Sopra: In alto un'illustrazione a doppia pagina, mentre più in basso una in mezzo i testi, che rappresenta il momento del tè del Cappellaio Matto e della Lepre.
 
Le illustrazioni non hanno uno stile propriamente realistico, e sono poche le persone che mantengono delle proporzioni corrette che conferiscono loro un aspetto grazioso. La maggior parte delle bizzarre creature che Alice incontra nel paese delle Meraviglie hanno un aspetto un po' esagerato e caricaturale, spesso anche bizzarro, direi quasi hippie. Spesso i personaggi hanno vestiti a tema floreale, molto colorati, e portano addosso fiori o farfalle. La stessa Alice, coi i capelli corti e rosa, ha un vestito a fiori e un cappellino con una farfalla sopra. Altri tipi di abiti rimangono comunque molto bizzarri per la loro foggia esagerata (tipo l'abito della Regina di Cuori).
Oltre ai personaggi bizzarri anche i paesaggi hanno un aspetto un po' astratto e psichedelico (questo a causa dei colori). In effetti le illustrazioni della Dell'Orto sono estremamente colorate con tinte dai toni chiari, brillanti e vivaci. Gli stessi abiti dei personaggi non presentano mai solo un unico colore, ma sono formati da un insieme di stoffe di diversi colori e fantasie. Anche gli sfondi non sono dipinti in modo realistico, per cui abbiamo scene in cui prevale il giallo, il verde, l'azzurro oppure il rosso (che sono poi anche i quattro colori prevalenti all'interno delle immagini di questo albo).

 
   Sopra: Due illustrazioni in cui Alice incontra il Bruco (a sinistra) e 3 carte/soldati della Regina (a destra). Da notare i colori molto carichi, accesi, brillanti e quasi psichedelici.
 
"Alice nel Paese delle Meraviglie" di Lewis Carrol e illustrato da Francesca dell'Orto è un'ulteriore edizione di questo intramontabile classico. Questo volume presenta l'opera integralmente e ha il pregio di essere scritta bella grande, adatta quindi anche per le persone con problemi di vista. Mi spiace solo di non essere riuscita a trovare da nessuna parte il nome del traduttore o della traduttrice, perché confrontandola anche con altre edizioni i testi risultano tradotti in modo differente.
Le illustrazioni della Francesca dell'Orto, con i suoi colori psichedelici e i personaggi bizzarri e un po' hippie si prestano bene a illustrare questo tipo di storia, mettendone il risalto il lato goliardico e bizzarro. Dell'Orto poi ci mostra un'Alice inedita, dai capelli corti, a caschetto, ma rosa e con un vestito a fiori bianco e verde.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2022 dalla Arka Edizioni; ha una copertina rigida, ha 141 pagine, misura 29,5 cm d'altezza e 21,8 cm di lunghezza e costa 19,50 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 6 luglio 2022

L'incredibile viaggio di Ulisse di Bimba Landmann

"L'incredibile viaggio di Ulisse" di Bimba Landmann è sostanzialmente una riscrittura dell'Odissea, e quindi del viaggio di Ulisse, ma alquanto originale e particolare. D'altronde l'artista non è certo alle prime armi e ha pubblicato (e continua a pubblicare) volumi piuttosto famosi e interessanti come: "L'unicorno dal corno d'oro" di Sylvaine Nahas (Arka, 2001), "Quel genio di Leonardo" di Guido Visconti (Arka, 2003), "Il destino di Achille" (Arka, 2009), "Raffaello il pittore della dolcezza" di Nicola Cinquetti (Arka, 2012), "Antoine Saint-Exupery in cerca del piccolo principe...." (Arka, 2013), "Come sono diventato Marc Chagall" (Arka, 2015), "Alla ricerca del Sacro Graal" di Chiara Lossani (Arka, 2015), "Iqbal. Il sogno di un bambino schiavo" di Chiara Lossani (Arka, 2016), "Chiara e Francesco" di Guido Visconti (Arka, 2017), "Mappe delle mie emozioni" (Camelozampa, 2019), "Un bambino di nome Giotto" di Paolo Guarnieri (Arka, 2020) ...
 
 
 Sopra: A sinistra la copertina della terza edizione, rivisitata e ampliata (e quella che vi recensirò ora) mentre a destra troviamo la copertine, rigida, della prima edizione, che era più breve.

Come avrete capito questo libro illustrato è una riscrittura dell'Odissea, ad opera di Bimba Landmann, la quale spiega al lettore: "Questa storia giunge dai tempi dell'antica Grecia, dal grande poeta Omero. Gli antichi aedi per secoli l'hanno cantata prima che venisse scritta e giungesse fino a noi, con il nome di Odissea. Racconta le avventure di Odisseo, più noto come Ulisse. Un semplice uomo in balia degli dei, del mare, di giganti, mostri, ninfe e maghe. Un grande eroe astuto, temerario, cauto e incauto, pronto ad affrontare tutto pur di arrivare alla sua meta. Io vi racconto la mia versione di questa Odissea, eterna metafora della vita di ogni uomo".
L'opera parte con Ulisse che si trova ancora a Troia, per combattere una guerra che dura da dieci anni, così l'eroe escogita un'ingegnoso stratagemma per poter sconfiggere i troiani: un cavallo di legno dentro al quale si possono nascondere dei soldati, così da poter penetrare indisturbati nella città fortificata.
"Con astuzia concepisce l'inganno più famoso della storia. Ulisse fa costruire un gigantesco cavallo di legno. Poi fa credere ai suoi nemici di arrendersi. Le sue navi si allontanano una dopo l'altra. Ma lui e i suoi uomini si nascondono nell'enorme cavallo."
Dopo essere finalmente riusciti a vincere i troiani, i greci ripartono per tornare a casa, compreso Ulisse ma, come ben sappiamo, egli dovrà superare ancora molte prove e vivere molte avventure prima di poter tornare alla sua dimora: ha a che fare con i Lotofaci (persone che mangiano il loto, il quale però intorpidisce la mente e annebbia i ricordi), poi finisce nelle mani del ciclope Polifemo (da cui riesce a scappare accecandolo), giunge nel palazzo di Eolo e poi nel palazzo del gigante Antifane, che costringe nuovamente Ulisse e la sua ciurma alla fuga. Arrivano poi nell'isola di Circe, che inizialmente trasforma i compagni di Ulisse in maiali, anche se poi li lascia ripartire indicandogli di parlare con un'indovino che si trova nella Terra dei Morti: "Ulisse, tu vuoi sapere se arriverai ad Itaca. Solo l'indovino Tiresia te lo potrà dire. Ma per incontrarlo dovrai ora andare nel Regno dei Morti". Dopo essere uscito dal Regno dei Morti l'eroe resiste anche al canto delle sirene e sopravvive ai mostri Scilla e Cariddi, giungendo sull'isola di Trinacria. Sull'isola si trovano delle vacche sacre al dio Sole che però i compagni di Ulisse uccidono, provocando l'ira degli dei, con Zeus che affonda la loro nave. Dell'equipaggio solo Odisseo sopravvive, venendo salvato da Calipso dopo essere naufragato sulla sua isola: "Lei lo cura come un figlio. Lo ama come uno sposo. Per sette anni. Non vuole lasciarlo partire". Alla fine, grazie all'intervento degli dei, Ulisse può ripartire a bordo di una zattera fino a giungere all'isola dei Feaci, dove incontra la principessa Nausicaa e suo padre Alcinoo, che gli concede una nave per farlo tornare finalmente a Itaca. Quando torna egli però scopre che il suo palazzo è invaso dai Proci, così escogita un modo per ingannarli, sconfiggerli e scacciarli, travestendosi da mendicante.
Landmann in pratica racconta tutti gli eventi successi nell'Odissea con un stile di scrittura incisivo, che si avvale di frasi brevi e dirette, corredate comunque da dialoghi tra i personaggi, che non rendono i testi un mero riassunto.
 
 Sopra: Un'illustrazione della Landmann che rappresenta la guerra di Troia, e in particolare il momento dell'inganno del cavallo di legno. Da notare come l'artista suddivida i vari spazi delle pagine in quadrati o rettangoli per poter narrare anche con le immagini.
 
Oltre alla riscrittura la vera chicca di questa edizione sono le illustrazioni, sempre opera di Bimba Landmann, che come potete vedere sono molto particolari.
L'artista infatti possiede uno stile estremamente particolare, che si ispira al surrealismo, un movimento artistico e letterario d'avanguardia del Novecento, nato negli anni 20 a Parigi, che vuole esprimere una realtà superiore, fatta di irrazionale e di sogno, per rivelare gli aspetti più profondi della psiche.
Le tavole dell'artista trasportano infatti il lettore in un mondo incredibile, una realtà da sogno, con ambienti che confondo i sensi, soprattutto quello della vista, creando ad esempio palazzi e strutture sbilenche e personaggi dall'aspetto peculiare.
Quelli dall'aspetto più normale (tra cui Ulisse) sono tracciati con tratti netti e decisi, quasi geometrici, con toraci che sono triangoli rovesciati, nasi rettangolari, visi squadrati... Interessante i fatto che alcuni personaggi, come la maga Circe, hanno la testa staccata dal corpo, tipo galleggiante.
 


  Sopra: Le tavole dell'artista trasportano il lettore in un mondo incredibile, una realtà da sogno, con ambienti che confondo i sensi, soprattutto quello della vista, creando ad esempio palazzi e strutture sbilenche (come la città dell'isola di Eolo, in alto) e personaggi dall'aspetto peculiare 8come gli uomini nell'immagine centra e finale, dove compare anche il ciclope Polifemo). Quelli dall'aspetto più normale (tra cui Ulisse) sono tracciati con tratti netti e decisi, quasi geometrici.
 
Molto particolare anche l'uso e la scelta dei colori, che rendono queste tavole uno spettacolo per gli occhi. Le pagine infatti sono coloratissime, ricche di tinte accese, intense e brillanti. Tra quelle maggiormente utilizzate troviamo il magenta, il rosso, l'arancione, il giallo, il verde e l'azzurro, oltre al bianco e al nero.
Questi colori sono di solito accostanti in una stessa tavola per creare contrasto nei disegni, e a tale proposito risulta molto importante il ruolo del bianco e del nero, con cui sono dipinti i personaggi umani, tra cui anche Ulisse, il suo equipaggio e Penelope.
Interessante il fatto che le pagine dedicate invece a narrare il viaggio di Telmaco (il figlio d'Ulisse recatosi a Troia per sapere notizie del padre) siano in bianco, nero e grigio.
Le tavole dell'artista possono essere immagini a doppia pagina, mentre altre volte sono racchiuse in vignette quadrate o rettangolari, sfruttando così lo spazio del foglio in modo molto particolare e utile alla narrazione.
 



  Sopra: L'uso e la scelta così particolare dei colori rendono queste tavole uno spettacolo per gli occhi. Le pagine infatti sono coloratissime, ricche di tinte nella maggior parte dei casi accese, intense e brillanti. Tra le tinte maggiormente utilizzate troviamo il magenta, il rosso, l'arancione, il giallo, il verde e l'azzurro, oltre al bianco e al nero. Le tavole dell'artista possono essere immagini a doppia pagina (come quella centrale, quando Nausicaa trova Ulisse), mentre altre volte sono racchiuse in vignette quadrate o rettangolari, come nell'immagine in alto, in cui compaiono tre rettangoli posizionati in verticale rispetto alle pagine, o come in quella in basso (dove i Proci si cimentano nella prova dell'arco), che invece presenta delle scene lunghe e strette poste in orizzontale.
 
"L'incredibile viaggio di Ulisse" di Bimba Landmann è un'opera molto bella e particolare soprattutto per le incantevoli e magnifiche illustrazioni dallo stile surrealista. Infatti questi viaggi di Ulisse sembrano svolgersi in un sogno, in mezzo a paesaggi un po' psichedelici e personaggi bizzarri, dai tratti geometrici. E' molto interessante notare come l'artista suddivida i vari spazi delle pagine in quadrati o rettangoli per poter narrare anche con le immagini. Infatti in questo libro le illustrazioni non servono solo da accompagnamento ai testi, ma sono parte integrante della narrazione, tanto che si potrebbe quasi dire che sono i testi quelli che accompagnano i disegni, piuttosto che il contrario.
L'autrice inoltre utilizza un linguaggio diretto e incisivo, molto coinvolgente, per raccontare ai lettore le vicende dell'Odissea. Opera che tra l'altro è stata comunque riassunta e riportata nella sua interezza, seguendo tutti i principali avvenimenti della storia. Come narra il retro di copertina: "Dopo aver sconfitto l'esercito dei Troiani, Ulisse parte con i suoi soldati per tornare a casa. Dirige le navi verso Itaca dove l'aspettano Penelope e suo figlio Telemaco, che non vede da dieci anni. Ma quanto durerà il suo viaggio? Un viaggio è sempre un'avventura. E il mare che porta a Itaca è imprevedibile. Nasconde mostri selvaggi, tremende sciagure, raffinati incantesimi d'amore e stregonerie impossibili. A Ulisse toccherà sconfiggere anche questi nemici. Perché è compito di ogni eroe, se vuole diventare anche un uomo saggio, raccogliere tutte le ricchezze che porta con sé ogni esperienza".
Il volume può essere comunque letto in condivisione a partire dai 5 anni, suddividendolo in piccole parti, in quanto la storia risulta abbastanza lunghetta da leggere tutta insieme.
 
Tale libro illustrato è stato pubblicato per la prima volta nel 2007 dalle edizioni Arka, in un'edizione con la copertina rigida, con 64 pagine, alta 30,3 cm e larga 22,3 cm e che costava 19 euro. 
Nel 2016 l'opera è stata ripubblicata con un'edizione rivisitata e ampliata, con una copertina flessibile, che misura 23,5 cm d'altezza e 19 cm di lunghezza, che ha 128 pagine e costa 16 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 18 aprile 2022

Dante il mi' babbo di Chiara Lossani e Michael Bardeggia

 A volte non è facile avere come padre un famoso poeta, e questo lo sa bene Antonia Alighieri, il cui cognome sicuramente vi dirà qualcosa. Ella infatti è figlia del famoso Dante Alighieri e in quest'opera intitolata "Dante il mi' babbo", scritta Chiara Lossani e illustrata da Michael Bardeggia, ci svelerà alcuni segreti su suo padre.

Sopra: Sulla copertina possiamo vedere Antonia, la figlia di Dante, con in mano proprio la Divina Commedia e con ai suoi piedi una scimmia (animale ricorrente nelle illustrazioni di questo libro).

La storia è ambientata a Ravenna il 21 settembre 1350, quando dalla porta del convento di Ravenna, dove Antonia stava leggendo nel chiostro, entra un cavaliere assieme a una bambina. L'uomo si chiama Giovanni e viene da Firenze, portando con se una bambina di nome Enrica, la cui madre non sta bene e il cui padre è stato scacciato, pure lui come Dante, dalla città. 
Antonia allora chiede alla bambina se vuole ascoltare la storia della Divina Commedia, la quale "Parla di un viaggio straordinario! Misterioso! Pauroso!". Qui Antonia comincia a narrare alla bambina, e quindi anche al lettore, cosa accade nella Divina Commedia
"Una notte, il babbo si perse in un bosco
Selvaggio! Tenebroso
Non sapeva come c'era entrato, ma di certo nessuno ne era mai uscito vivo!. 
Che paura, povero babbo! 
Cominciò a correre e all'alba fuggì verso un colle da cui spuntava il sole
ma una lonza gli sbarrò il sentiero!
E un leone gli ruggì contro!
E una lupa lo spinse indietro ringhiando!
Tre belve davanti!
Il bosco dietro!
Il babbo non sapeva che fare!".
 
Ovviamente questa parte riprende quella dell'inizio della Divina Commedia, di cui vi riporto ora, invece, i versi originali scritti da Dante:

"Nel mezzo del cammin di nostra vita,
mi ritrovai in una selva oscura,
che la diritta via era smarrita.
Ah quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinnova la paura!  [...]
Io non so ben ridir com'io v'entrai:
tant'era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
Ma poi ch'io fui al piè d'un colle giunto,
la dove terminava quella valle
che m'aveva di paura il cor compunto,
guardai in alto, e vidi le sue spalle
vestite già de' raggi pianeta
che mena dritto altrui per ogni calle.
Allor fu la paura un poco queta [...]
Poi ch'ei posato un poco il corpo lasso,
ripresi via per la piaggia diserta,
sì che'l piè fermo sempre era 'l più basso.
ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una lonza leggiera e presta molto,
che di pel maculato era coverta;
e non mi si partìa dinanzi al volto,
anzi impediva tanto il mio cammino,
ch'io fui per ritornar più volte volto. [...]
ma non si che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone:
questo parea che contra me venesse
con test'alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne temesse;
e d'una lupa, che di tutte le brame
sembiava carca ne la sua magrezza"

Il resto del racconto prosegue narrando cosa successe a Dante: di come incontrò Virgilio, di come entrò nella porta dell'Inferno, di come attraversò il primo fiume incontrando Caronte, dell'incontro con i dannati (primi di tutti gli ignavi, i golosi, gli arrabbiati ecc... ), la città di Dite... 
Vengono trattati anche il Purgatorio e il Paradiso, anche se è effettivamente l'Inferno quello più approfondito e di cui sono riportate il maggior numero di informazioni e di episodi (oltre ai già citati incontri con Caronte, gli Ignavi, i golosi, gli arrabbiati e con i diavoli di Dite, vengono nominati anche alcuni mostri come il Minotauro, Gerione e Lucifero, nonché l'incontro con Ulisse).
La cosa interessante è che la vicende non è narrata come un mero riassunto dell'opera di Dante, ma è inframmezzata dagli interventi di Enrica (che fa un po' la parte del giovane lettore), di Giovanni e della stessa Antonia. Enrica, ad esempio, pone diverse domande ad Antonia, tipo "Ma Beatrice chi era?", oppure "Ma insomma, questo inferno dove sta? E poi, al tu' babbo, i dannati non facevano anche un po' pena?".
Antonia, a volte supportata dall'intervento di Giovanni, risponde pazientemente a tutte le domande e alle curiosità della bambina, riportando anche episodi biografici della vita del padre. Ad esempio, riguardo a Beatrice, ella risponde: "Beatrice era il suo amore da ragazzo. La conobbe a una festa. Avevano nove anni e lui se ne innamorò tanto da svenire quando la incontrava! Ma lei sposò un altro e, quando morì, il babbo stette male, iniziò a frequentare compagnie cattive, a scrivere rime volgari. Ecco perché si perse in quel bosco buio del suo cuore!."
Un altro episodio biografico citato spesso in questo testo riguarda ad esempio l'esilio di Dante, che è uno dei punti focali di questo albo illustrato, in quanto Antonia ricorda spesso con nostalgia il padre, che non ha potuto vedere e incontrare per molto tempo. Tale cosa è amplificata anche dalla presenza della bambina, Enrica, in quanto anche il suo babbo è in esilio.

Sopra: Le pagine in cui Antonia descrive a Enrica come è fatto suo padre Dante. Da notare nell'immagine l'utilizzo di pochi colori quali il giallo, il rosso, il blu, il bianco e il grigio (e il rosa per la pelle)

I testi sono accompagnati dalle particolari e originalissime illustrazioni di Michael Bardeggia, ispirate all'arte rinascimentale, che ha uno stile alquanto surrealistico, a metà tra sogno e realtà. In effetti questa caratteristica le rende particolarmente adatte a questo libro, che fonde insieme sapientemente elementi fantastici (come la narrazione delle vicende descritte nella Divina Commedia) e fatti reali e storici (lo stesso contesto è reale, con la figlia di Dante che spiega l'opera del padre a una bambina, così come lo sono gli elementi biografici sulla vita del poeta riportati qua e là nei testi).
Le immagini raffigurano solitamente scene tratte dalla Divina Commedia, che Antonia sta appunto raccontando ad Enrica. Vediamo quindi ad esempio il momento in cui Dante incontra le tre fiere e poi la porta dell'Inferno, oppure la traversata del fiume sulla barca di Caronte, o la città di Dite, l'incontro con Ulisse, la porta del Purgatorio ....
La cosa interessante però è che nelle illustrazioni non compare Dante, ma al suo posto ci sono Antonia, Giotto e Enrica a fare da viaggiatori. Quindi è un po' come se l'artista avesse reso loro i protagonisti di questa Divina Commedia, i viaggiatori che devono perdersi nel bosco e attraversare l'Inferno e il Purgatorio per poi arrivare in Paradiso. Bardeggia inoltre li ha voluti ritrarre non come semplici spettatori passivi delle vicende vissute da Dante, ma come attori capaci di interagire attivamente nelle vicende, completamente parte della storia.
 
 

Sopra: Le immagini di Bardeggia raffigurano solitamente scene tratte dalla Divina Commedia, che Antonia sta appunto raccontando ad Enrica. La cosa interessante però è che nelle illustrazioni non compare Dante, ma al suo posto ci sono Antonia, Giotto e Enrica a fare da viaggiatori, come potete vedere anche in queste illustrazioni che mostrano l'incontro con le tre fiere e della porta dell'Inferno (immagine in alto) e la porta del Purgatorio (immagine più in basso).
 
Oltre ai tre viaggiatori ci sono anche altri elementi strani e particolari che l'artista ha inserito nelle sue tavole e che apparentemente sembrano non essere coerenti, non centrare, con la Divina Commedia o con quanto accade ai tre personaggi protagonisti del libro. Ad esempio in quasi tutte le pagine compaio costantemente 3 animali estranei alla narrazione: un gufo, un cervo e una scimmia. Forse sono una sorta di animali totem che l'artista ha scelto per accompagnare i tre personaggi nel loro viaggio: il gufo è simbolo di comprensione, di soluzione a un problema; il cervo simboleggia la longevità e la rigenerazione; la scimmia può essere considerata simbolo di fortuna o di saggezza, e nell'alchimia rappresenta il dialogo tra gli strati superiori ed inferiori della coscienza.
Questi animali, così come tutti gli altri (ma non solo, a volte anche alcuni mostri o diavoli) delle illustrazioni sono ritratti in bianco e nero, mentre il resto della scena è a colori. A essere particolare è anche la scelta dei colori dell'artista, il quale ha deciso di utilizzare solamente il giallo, il rosso e il blu (quindi i tre colori primari), oltre al grigio usato per le rocce e per gli elementi architettonici, e al rosa rosa carne usato per la pelle delle persone. Tali colori spiccano sugli sfondi bianchi delle immagini.
Segnalo inoltre che alcune pagine del volume si possono aprire, raddoppiando quindi di grandezza, per mostrare scena di ancor più ampio respiro.


 
 
Sopra: La scelta dei colori dell'artista è  molto particolare, in quanto nelle immagini compaiono solo il giallo, il rosso e il blu, più il grigio delle rocce e il rosa della pelle. Inoltre gli animali e altri elementi come i mostri sono stati realizzati in bianco e nero. Da notare nelle immagini la presenza di animali quali il gufo, un cervo e una scimmia. La seconda immagine, poi, è una di quelle pagine che si possono aprire, raddoppiando la loro estensione.

"Dante il mi' babbo", scritto Chiara Lossani, è un volume molto bello e interessante, che sicuramente si differenzia dai tanti libri scritti su Dante e sulla sua opera più famosa. Intanto è curioso il fatto che il sommo poeta e la Divina Commedia siano raccontati attraverso la voce e gli occhi della figlia (uno dei tre figli ufficiali di Dante, a cui se ne aggiungerebbe un presunto quarto, nonché l'unica femmina, che si fece suora e si stabilì in un convento a Ravenna). Ciò permette sicuramente di fornire al lettore una prospettiva diversa e inedita delle vicende di Dante, di cui si parla un po' della sua opera più importante (soffermandosi in particolare su alcuni episodi dell'Inferno), riportando anche alcune citazioni e brevi parti del testo, ma anche di alcuni fatti legati alla sua vita, come le lotte a Firenze, l'esilio e la morte, nonché l'amore per Beatrice.
Poiché si parla di Beatrice, spiegando che fu una delle donne molto amate dal poeta, Lossani cerca di mettere il poeta in una luce il più possibile positiva, facendo dire alla figlia (dopo ave fatto spiegare a Giovanni che a Dante "le donne gli garbarono tutta la vita, ci perdeva la testa!"): "Ma lui sapeva amare anche mia madre, me e i miei fratelli, Firenze, Virgilio e la sua Commedia, tutti insieme!". In realtà, dal poco che si sa, sembra che il matrimonio tra lui e la moglie, Gemma Donati, non fu molto felice, tanto che Dante non le dedicò mai un solo verso.
Le illustrazioni di Michael Bardeggia, che si ispirano all'arte rinascimentale, sono molto originali e particolari, con uno stile alquanto surrealistico, a metà tra sogno e realtà, perfetto per rappresentare gli episodi di questo volume che mischiano fatti reali, storici, ed altri invece fantastici, tratti dalla narrazione della Divina Commedia. Disegni ricchissimi di particolari e di elementi, in cui spicca la curiosa scelta dei colori.
Dal connubio tra testi e illustrazioni ne risulta sicuramente un'opera molto bella e interessante per quanto innovativa, che unisce sapientemente elementi bibliografici e biografici della vita di Dante, raccontando un po' della sua opera più acclamata, ma anche della sua vita. L'elemento nuovo è appunto il punto di vista, che è quello della figlia di Dante, a cui si aggiunge anche quello del cavaliere giunto al convento, che alla fine si scopre essere Giovanni... Boccaccio. Senza dimenticare comunque anche quello di Enrica, la bambina, che svolge praticamente le veci del lettore, facendo un po' da punto di incontro tra questo e le vicende narrate, aiutando il lettore a comprendere la trama e le vicende, dandogli la possibilità di immedesimarsi con qualcuno all'intero della storia.

Quest'opera è stata edita nel 2020 dalla Arka Edizioni, ha la copertina rigida, ha 64 pagine, misura 31,5 cm d'altezza e 22,5 cm di lunghezza e costa 22 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 23 marzo 2020

Il cuore di Giovanna D'Arco di Michelangelo Rossato

"Il cuore di Giovanna D'Arco" è attualmente l'ultima fatica del giovane artista italiano Michelangelo Rossato, di cui finora avevo già recensito due opere: "Biancaneve" (2015) e "La sirenetta" (2017).

Sopra: La copertina del libro riprende i colori maggiormente utilizzanti anche nelle illustrazioni interne (il grigio e il giallo) e mostra la protagonista della storia. Interessante inoltre notare come l'immagine di copertina riprenda il significato del titolo, mostrando il cuore dorato di Giovanna.

La storia raccontata in questo libro è, come dice il titolo, quella di Giovanna D'arco, una figura storica che l'autore ha studiato per molto tempo, infatti Rossato afferma: "Tante volte negli anni mi è apparsa, con la sua armatura scintillante, in vecchi libri, film e canzoni. Mi è capitata tra le mani la trascrizione del suo processo e l'ho letta tutta d'un fiato. Così ho iniziato a cercarla, studiarla, tentare di capirla". Attraverso queste trascrizioni l'autore ha quindi ricostruito la storia di questa fanciulla a partire dalla sua giovinezza fino alla sua morte (avvenuta comunque in giovane età).
La storia inizia infatti con la tredicenne Giovanna, che inizia a sentire delle voci, le quali si fanno sempre più persistenti, finché un giorno, nel bosco, esse diventano quasi assordanti, gridandole "Non c'è più tempo da perdere!". La fanciulla decide di raccontare ciò che le voci le hanno detto al capitano delle guardie, il quale, ricordandosi di un'antica profezia, decide di crederle e di portarla al castello del Principe. Così, a soli 17 anni, Giovanna si taglia i capelli e indossa un'armatura per fingersi un uomo e poter viaggiare inosservata assieme agli altri cavalieri.
Una volta giunta al cospetto del principe chiede di essere inviata ad Orléans per vincere la guerra, e sarà proprio quello che farà.
Purtroppo le battaglie da combattere sono ancora molte e durante una di queste, a Compiégne, Giovanna viene catturata, imprigionata, messa a processo e condannata per stregoneria. Il finale di Rossato, seppur triste, non è totalmente negativo, direi, piuttosto, che risulta commovente: si vede infatti la giovane (probabilmente la sua anima) che viene trasportata in cielo, sulle ali dorate di un angelo.
Questa la storia narrata dall'artista, alla fine dell'albo, comunque, compare anche una pagina con dei cenni storici, contenente cioè una biografia della vita di questa eroina, diventata una delle figure femminili meglio documentate di tutta la Storia.

Sopra: L'illustrazione che mostra Giovanna vestita da cavaliere, con la spada in mano, pronta per partire per la guerra.

Le illustrazioni di Michelangelo Rossato, che accompagnano in modo ineccepibile i testi, supportando e aiutando il lettore nella lettura del racconto, sono molto belle ed originali. Una tra le prime cose che salta all'occhio è come esse ricordino gli arazzi medievali, stile che l'artista ha probabilmente voluto riprendere essendo la storia ambientata proprio in quel periodo.
Questa cosa risulta particolarmente evidente soprattutto in un'immagine, che mi ricorda la scena dell'annunciazione di Maria: quella in cui si vede Giovanna nella sua stanza mentre ascolta le voci.
Lo stesso autore spiega in un'intervista (questa) che "Con ll cuore di Giovanna d’Arco è stato inevitabile tuffarmi nell’arte altomedievale, ma vi sono anche influenze gotiche e rinascimentali". L'artista afferma inoltre che in questo lavoro convergono anche influenze artistiche dei simbolisti, dell'Art Nouveau e dell'arte tribale.
I riferimenti all'arte in questo libro, comunque, sono molteplici, oltre alla già citata scena dell'annunciazione di Maria, vi sono anche quelle dell’estasi mistica, lo scontro fra San Giorgio e il drago o, ancora, della "Madonna della misericordia" di Massaccio. Vi sono inoltre rimandi, evidenti o meno, anche a Giotto, Mantegna, Perugino, Bellini, Van Eyck.


   

 
Sopra: I riferimenti all'arte in questo libro, comunque, sono molteplici, come potete vedere dalle immagini riportate sopra. Più in altro possiamo trovare la scena dell'annunciazione di Maria del Beato Angelico, oppure, più in basso, il riferimento alla "Madonna della misericordia" di Massaccio.

Un'altra cosa che attira subito l'attenzione del lettore è l'aspetto di Giovanna, e in particolare i suoi capelli, di un biondo dorato. Interessante la nota dell'autore, il quale spiega che "Non ci sono rimasti di lei ritratti in vita: quello da me disegnato è un volto immaginario, iconico". Eppure l'aspetto che l'artista ha dato a Giovanna risulta subito molto azzeccato, anche per la scelta dei colori che è stata fatta.
L'artista ha infatti scelto di utilizzare per le sue illustrazioni solo una serie limitata di tinte: il grigio, l'ocra, il giallo dorato, il bianco, il nero, il marrone e il rosa (utilizzato per la pelle). Tra questo colori spiccano comunque, in particolare, il grigio e il giallo (ocra o dorato), scelti dall'artista probabilmente per l'effetto di contrasto che danno assieme.
E' molto interessante inoltre notare come l'uso dei colori cambi durante il procedere della storia: all'inizio prevalgono il grigio chiaro e il giallo, assieme al bianco, creando delle immagini dall'aspetto chiaro, brillante e solare. Già verso la metà del libro, quando Giovanna inizia a combattere si nota la presenza di molti più elementi scuri, di colore nero o grigio cupo, che incupiscono le immagini, mettendo però al contempo in evidenza gli elementi dai colori più chiari e brillanti (come i capelli della protagonista o la sua armatura argentata, o il suo cavallo bianco). Le tonalità cambiano invece bruscamente dopo la cattura di Giovanna e l'inizio del suo processo e della sua prigionia: le immagini acquistano infatti dei toni molto cupi e i colori diventano per la maggior parte scuri.





Sopra: L'artista ha infatti scelto di utilizzare per le sue illustrazioni solo una serie limitata di tinte. E' molto interessante inoltre notare come l'uso dei colori cambi durante il procedere della storia. Come si può vedere dall'immagine più in alto all'inizio prevalgono il grigio chiaro e il giallo, assieme al bianco, creando delle immagini dall'aspetto chiaro, brillante e solare. Già verso la metà del libro, quando Giovanna inizia a combattere (immagine centrale, dove Giovanna lotta contro la personificazione della guerra) si nota la presenza di molti più elementi scuri, che incupiscono le immagini, mettendo però al contempo in evidenza gli elementi dai colori più chiari e brillanti. Dopo la cattura di Giovanna e l'inizio del suo processo (l'ultima immagine in alto) le immagini acquistano dei toni molto cupi e i colori diventano per la maggior parte scuri. Interessante inoltre notare come i giudici del processo siano stati dipinti come delle bestie dall'aspetto malvagio.

D'altronde il bello delle illustrazioni di Rossato è proprio questa attenzione a ogni elemento dell'immagine, non solo nei colori, ma anche nella rappresentazione stessa della storia. Ad esempio l'albero intorno a cui danzano le fate rimanda all'albero alchemico di una miniatura di Jean Perréal; le voci che Giovanna sente sono state rappresentate dall'artista come un'uccello dorato, oppure sotto forma di nuvole dall'aspetto angelico. Anche i capelli della protagonista, comunque, risultano di forte impatto per il lettore e sembrano voler dimostrare la natura pura, luminosa e buona della fanciulla.



Sopra: Nell'immagine in alto possiamo ritrovare molti elementi importanti. Si nota ad esempio subito la scelta dei colori, nonché la presenza di alcuni elementi simbolici quali l'uccello dorato che accompagnerà la protagonista durante il suo cammino, e una citazione artistica da parte dell'autore all'albero alchemico di Jean Perréal (nell'immagine più in basso).

"Il cuore di Giovanna D'Arco" di Michelangelo Rossato è un'opera di grande pregio, che racconta finalmente in una versione illustrata una figura storica di grande interesse, nonché sicuramente una persona di grande fascino, poiché la Giovanna di Rossato è una figura capace di trasmettere messaggi molto importanti e positivi. Come spiega l'artista: "La mia Giovanna è la voce di chi combatte le sue battaglie con coraggio. Di chi porta la luce in luoghi oscuri. Di chi è fedele a se stesso e non ha paura di parlare e agire. [...] Di chi non ubbidisce cecamente e lotta per cambiare il mondo".
Risulta inoltre molto soddisfacente il fatto che una storia così importante sia stata narrata e rappresentata attraverso delle splendide e suggestive illustrazioni, così originali e d'impatto.
Ne risulta così un'opera tanto storica (le parole pronunciate da Giovanna in questo libro sono state spesso riportate fedelmente dagli atti del processo), quanto umana e poetica. Un'opera di forte impatto, capace di far scoprire il cuore di Giovanna D'Arco.

A differenza del solito vorrei lasciare voi lettori con il testo di una canzone che mi è venuta in mente spesso durante la lettura di questo albo illustrato: "Giovanna d'Arco" di Branduardi.

"Una spada, un elmo ed un cavallo avrai,
i capelli a ciocche taglierai leggera,
poi tutta di ferro ti rivestirai
sul fianchi di giglio, sulla croce nera.
Il fumo, il sangue, il fango
l'alba li accenderà 
 al fuoco, al fuoco, brucia!
Che cosa brucerà?
Il bosco sta bruciando,
brucia la verità.
Cantano le voci chiuse dentro te: 
Una contadina ha dato il trono a un re!"

L'opera è stata pubblicata nel 2019 dalla Arka edizioni, è dotata di una copertina rigida, ha 48 pagine, misura 31,5 cm d'altezza e 22,5 cm di lunghezza e costa 16 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 28 gennaio 2019

La Sirenetta di Michelangelo Rossato

Dopo un bel po' di tempo (più precisamente da novembre del 2015) torno a parlarvi del giovane artista Michelangelo Rossato, di cui più di tre anni fa avevo recensito il suo primo albo illustrato: "Biancaneve". Questa volta vi parlerò di una sua recente (del 2017) fatica: "La sirenetta".

Sopra: L'immagine presente sulla copertina mostra il momento in cui la Sirenetta raggiunge per la prima volta la superficie del mare per poter vedere il mondo degli umani.

Come ci avverte la scritta in copertina, posta sotto al titolo, i testi della fiaba sono stati riscritti dallo stesso Michelangelo Rossato, vediamo quindi che modifiche sono state apportate rispetto alla fiaba originale integrale di Andersen.
La storia riscritta da Rossato si presenta prima di tutto più breve rispetto alla vicenda di Andersen e parecchi pezzi sono stati tagliati e riscritti completamente, già a partire dalla parte iniziale:
Versione scritta da Andersen (tratta da "Le fiabe di Hans Christian Andersen" della TASCHEN): "Lontano lontano, in alto mare, l'acqua è azzurra come i petali del più bel fiordaliso, e limpida come il più puro cristallo. Ma è molto profonda, più profonda di ogni scandaglio; bisognerebbe mettere molti e molti campanili uno sopra l'altro per arrivare dal fondo sino alla superficie dell'acqua. E laggiù, nel fondo, vive la gente del mare."
Versione riscritta da Rossato: "Un tempo, nelle profondità del mare, vivevano creature misteriose. Esseri a metà, né animali né donne. O forse tutte e due le cose insieme. Erano sirene, avevano una coda di pesce al posto delle gambe e una voce meravigliosa con la quale seducevano i marinai. Erano tutte sorelle, una più bella dell'altra."
Come potete leggere i due inizi sono alquanto diversi, se non per il fatto che tutti e due spiegano al lettore dell'esistenza delle sirene. La versione di Andersen, poi, ci presenta subito la nonna della Sirenetta, mentre questa figura, nella versione di Rossato, ci viene presentata solo più avanti.
Vediamo ora come i due testi presentano al lettore la protagonista:
Versione scritta da Andersen (tratta da "Le fiabe di Has Christian Andersen" della TASCHEN): "Le principesse del mare erano sei belle bambine. La più giovane, però, era la più bella di tutte: aveva la pelle chiara e liscia come le foglie di rosa, e gli occhi azzurri come il mare più profondo. Ma, come tutte le altre, non aveva piedi, perché il corpo finiva in una coda di pesce. (...) Era una strana bambina, quieta e pensosa, e mentre le sorelle si adornavano di tutte le belle cose avute in dono in occasione del naufragio di qualche bastimento, lei non si curava di altro che dei suoi fiori rossi come il sole. E non aveva mai voluto altro che una squisita statua di marmo."
Versione riscritta da Rossato: "La più piccola delle sorelle era diversa dalle altre. Quando era allegra, era troppo allegra. Quando era triste, era troppo triste. Il suo umore cambiava come cambiava la marea. Soprattutto era molto curiosa. Molte volte nuotava sola intorno a una statua colata a picco negli abissi e si chiedeva come fosse il Mondo-sopra-il -mare."
Come nella versione di Andersen la Sirenetta è impaziente di compiere 15 anni per poter salire in superficie e vedere il mondo degli uomini, così come hanno fatto le sue sorelle prima di lei. La prima cosa che la Sirenetta vede, giunta in superficie, è una grande nave, nonché il principe, di cui si innamora subito, tanto che, quando la nave naufraga, lo salva. Quando però il principe apre gli occhi vede davanti a se la fanciulla che sarebbe poi diventata la sua sposa.
La parte centrale del racconto, comunque, sebbene più breve rispetto alla versione di Andersen, è comunque molto fedele a quest'ultima: con la Sirenetta che si fa raccontare dalla nonna di come gli esseri umani, pur non vivendo per secoli come le sirene, abbiamo un'anima immortale; di come la Sirenetta vada dalla Strega degli Abissi per farsi dare delle gambe (anche se ad ogni passo gli sembrerà di camminare su spade affilate [o, come riporta la versione scritta da Andersen "Coltelli appuntiti"]); di come la protagonista viva serenamente a palazzo col principe (pur non potendo parlare), il quale impara a volerle bene; le nozze del principe; le sorelle della Sirenetta che le offrono un pugnale per cui, se lo avesse usato per uccidere il principe, sarebbe potuta ritornare come prima; la rinuncia della fanciulla ad uccidere il principe.
La storia di Rossato si conclude con la Sirenetta che si trasforma in schiuma di mare, mentre la versione di Andersen si conclude con la protagonista che, nel momento in cui doveva trasformarsi in schiuma di mare, viene soccorsa dagli spiriti dell'aria che la fanno diventare una di loro, spiegandole che, attraverso questa nuova forma, potrà comunque ricevere un'anima immortale.

Sopra: Questa immagine rappresenta il momento in cui la Sirenetta raggiunge per la prima volta la superficie del mare per poter vedere il mondo degli umani. Da notare come la scelta e l'uso dei colori mostri molto bene al lettore la contrapposizione tra i due mondi, col mondo degli uomini dipinto di grigio, mentre il mondo marino è verde e azzurro.

Le illustrazioni di Rossato sono molto particolari e originali, nonché molto belle. Le sirene di Rossato posseggono dei lineamenti delicati e dei corpi magri e slanciati, capaci di compiere dei movimenti sinuosi e leggiadri. Oltre alle sirene, è interessante vedere come l'artista ha rappresentato anche le altre figure della storia (la strega del mare e la nonna della Sirenetta), le quali, pur avendo dei corpi che richiamano quelli di creature marine, hanno un aspetto differente da quello delle solite sirene che siamo abituati a vedere. In effetti le stesse sorelle della Sirenetta presentano delle code differenti le une dalle altre, e addirittura alcune non hanno neppure una coda di pesce, ma hanno dei tentacoli e una coda da cavalluccio di mare.
Le sirene di Rossato conservano così un fascino antico (quasi arcaico) e misterioso che ben si addice a una figura mitica come quella della sirena.


Sopra: Le sirene di Rossato posseggono dei lineamenti delicati e dei corpi magri e slanciati, capaci di compiere dei movimenti sinuosi e leggiadri.Oltre alle sirene, è interessante vedere come l'artista ha rappresentato anche le altre figure della storia (come ad esempio la strega del mare, che potete vedere nell'immagine sopra più in basso), le quali, pur avendo dei corpi che richiamano a quelli di creature marine, hanno un aspetto differente da quello delle solite sirene che siamo abituati a vedere. Le stesse sorelle della Sirenetta presentano delle code differenti le une dalle altre, tanto che lacune code  di tentacoli e di un cavalluccio marino (come potete vedere dall'immagine più in alto).

Quello che maggiormente colpisce di queste immagini è l'uso e la scelta dei colori, infatti l'artista ha deciso di utilizzare, per i suoi disegni, solo 5 colori: azzurro, verde, nero, bianco e grigio. Il grigio è utilizzato soprattutto per sfondi del mondo umano e per colorare elementi del paesaggio che appartengono, appunto, al mondo degli umani (ad esempio la nave del principe o la città degli umani dove il principe vive). Il grigio è stato utilizzato anche per i corpi delle sirene e delle persone, con una differenza tra i due: mentre i corpi degli esseri umani sono dipinti totalmente di grigio, quelli delle sirene hanno anche delle sfumature di verde o azzurro (le code e i capelli delle sirene, ad esempio, sono sempre colorati di verde o azzurro).
Nell'ambiente marino, invece, regnano i verdi e gli azzurri.


Sopra: Come potete vedere dalle immagini che vi riporto, l'artista ha deciso di utilizzare, per i suoi disegni, solo 5 colori: azzurro, verde, nero, bianco e grigio. Il grigio sembrerebbe rappresentare il mondo "di sopra", quello umano (viene utilizzato, infatti, per gli sfondi del mondo terreste, per gli elementi del paesaggio che appartengono, appunto, al mondo degli umani, e per gli umani stessi) mentre i verdi e  gli azzurri sono stati utilizzati per il mondo marino. Il fatto che le sirene siano colorate sia di grigio che di verde/azzurro può voler forse sottolineare la loro natura ambigua di creature che hanno un aspetto in parte umano e in parte marino.

Vorrei inoltre segnalarvi e soffermarmi su alcune illustrazioni  particolarmente belle (anche perché pregne di un certo significato simbolico) che secondo me riescono a colpire molto il lettore: l'immagine che mostra il momento della trasformazione da sirena a umana; quella in cui vediamo la Sirenetta essersi appena trasformata in umana; e quella dove la protagonista si scioglie diventando schiuma di mare.

Sopra: Il momento della trasformazione da sirena a umana è rappresentato dall'artista in un modo molto particolare, con un'immagine che può essere vista sia in orizzontale che in verticale; un'immagine che sembra essere perfettamente divisa a metà e di cui la metà di destra fa riferimento al mondo umano mentre la metà a sinistra a quello marino (dove è ancora presente la parte "marina" della Sirenetta, la sua coda di pesce, la quale però si sta velocemente trasformando).

Sopra: In questa illustrazione possiamo vedere la Sirenetta completamente trasformata in un essere umano, tuttavia il suo vestito, che sembra essere fatto di acqua, tradisce la sua appartenenza al mondo marino. Un particolare che l'artista sfrutterà visivamente anche per un'altra immagine: quella in cui la protagonista deve uccidere il principe per poter ritornare sirena (in questo caso il vestito diventa il mare stesso)

Sopra: In questa ultima immagine del libro vediamo la Sirenetta, la cui acconciatura ha la forma di un pesce, sciogliersi e diventare schiuma di mare. Da notare come, nello sfondo, tra le nuvole, siano presenti delle figure femminili che sembrano essere fatte, appunto, di nuvole. Che questi esseri siano un riferimento agli spiriti del vento che nella versione di Andersen salvano la fanciulla facendola diventare una di loro?

"La sirenetta" di Michelangelo Rossato è un albo con delle illustrazioni molto belle, originali e particolari. Nonostante la parte iniziale e finale dei testi abbiano subìto notevoli cambiamenti rispetto alla versione di Andersen, la parte centrale è rimasta invece molto fedele alla storia originale, anche se, rispetto a quest'ultima, è comunque stata riassunta (Andersen inserisce nei suoi testi molte parti descrittive ad esempio, che nella versione di Rossato sono state eliminate o molto abbreviate).
Quest'opera rimane comunque un albo illustrato pregevole, soprattutto per le originali e innovative illustrazioni di Rossato, capaci di riproporci (dopo 180 anni) una storia delicata, struggente e dolce-amara.

L'opera è stata pubblicata nel 2017 dalla Arka edizioni, è dotata di una copertina rigida, ha 60 pagine, misura 31,5 cm d'altezza e 22,5 cm di lunghezza e costa 16 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 27 marzo 2017

Ciro in cerca d'amore di Beatrice Masini e Octavia Monaco

"Ciro in cerca d'amore" è una storia nata a partire da alcuni disegni realizzati da Octavia Monaco che ritraevano una gatto a Venezia. Sulla base di tali illustrazioni la Beatrice Masini  ha quindi creato un racconto poetico e delicato, accompagnato da splendide tavole illustrate.

Sopra: La copertina dell'albo di Ciro ci mostra il protagonista della storia e l'ambiente in cui essa si svolge: Venezia, come si può facilmente evincere dalla gondola posta in primo piano.

Protagonista di questa storia, ambientata a Venezia, è Ciro, un bel gatto grigio che, in una notte di luna piena, così come altri gatti, se ne va a caccia d'amore. Ma trovare l'amore, quello che conta davvero, non è facile per Ciro, poiché le gattine scelgono i gatti disposti a far loro la corte, a dir loro sciocchezze e a portar loro dei regali, "Ma a Ciro non piaceva quel genere di amore. Lo trovava un po' sciocco. E lo diceva forte, miagolando alla luna. Così le gattine, offese, gli voltavano la coda".
Così il nostro protagonista continua ad andarsene in giro per Venezia facendo anche altri incontri, e sperimentando diversi tipi d'amore: vi è un uomo in una fornace che gli offre del prosciutto e che dice al micio che può restare, perché la sua presenza non lo infastidisce, ma questo non è ciò che Ciro cercava poiché "L'amore non è non dare fastidio"; su un vaporetto alcuni bambini regalano al gatto pezzetti delle loro merendine, ma "L'amore di merendine non è il tipo di amore che Ciro cercava"; in piazza Ciro vede un folla di gatti che si azzuffa per una gattina dal pelo bianco, ma il protagonista decide di passare oltre perché "L'amore è un regalo, non una cosa che si vince"; per strada una donna prende il micio per la collottola, stringendolo forte e riempiendolo di baci, e se lo porta a casa e riempiendogli due ciotole di cibo, dopo aver chiuso bene tutte le porte, ma Ciro riesce a fuggire da una finestra aperta. Quando il gatto vede un bambino avanzare verso di lui, è pronto a tirare fuori le unghie (perché i bambini di solito sono seccanti), ma quando il bambino passa accanto al nostro protagonista guardandolo appena, il micio si incuriosisce e lo segue, trovandolo seduto a sfogliare un libro pieno di gatti: bianchi, rossi, neri, tigrati, ma senza gatti grigi. Il bambino allora spiega a Ciro che lui è un gatto speciale, così gli chiede di essere il suo gatto, spiegandogli che potrà fare quello che vuole: potrà uscire o stare in casa, dormire o mangiare e giocheranno insieme, quando Ciro ne avrà voglia.
"Ecco quello era il genere di amore che piaceva a Ciro.
Non amore di regali e sciocchezze,
non amore di pappona e avanzi.
Amore di tetti vicini.
Amore di cibo, ma con porte aperte.
Amore di giochi, ma solo se vuoi tu.
Amore di carezze, ma solo quando vuoi tu.
E così balzò in grembo al bambino e fece le fusa, molto piano.
Non sono tuo, diceva, ma posso stare vicino a te."
Una storia molto dolce e delicata, accompagnata da testi curatissimi, quasi poetici (molto frequente, ad esempio, l'utilizzo dell'anafora, con la ripresa delle medesime parole all'inizio di più frasi successive l'una all'altra), dal ritmo tranquillo e cadenzato, che ben si adatta a questo genere di racconto.

Sopra: In questa illustrazione tratta dal libro, la cui storia è ambientata nella caratteristica e affascinate città di Venezia, è possibile vedere un tipico scorcio di questa città.

A far spiccare questo libro sono soprattutto le illustrazioni, realizzate da Octavia Monaco, artista nata nel nord della Francia, ma che dall'età di sei anni vive in Italia, lavorando anche come docente all'Accademia di Belle Arti di Bologna.
Le sue illustrazioni per questo libro sono molto belle e originali, con un ottimo uso dei colori, che appaiono sempre vivaci e brillanti. Questi, inoltre, mettono in risalto la bidimensionalità dei disegni, che presentano, appunto, pochissima profondità, creando così delle raffigurazioni molto interessanti.

Sopra: Le illustrazioni realizzate dalla Monaco presentano pochissima tridimensionalità, apparendo per lo più bidimensionali, come si può vedere anche dall'immagine qui sopra, nella quale l'artista ha rappresentato alcuni gatti che corteggiano delle gatte dicendo loro delle sciocchezze, facendoli la corte e portando loro regali.

A contribuire alla suggestività delle immagini è poi anche l'ambiente, il luogo, in cui esse sono state ambientare: cioè la città di Venezia, la quale può essere facilmente riconosciuta i queste illustrazioni in cui il protagonista si muove tra i vicoli e i tetti di questa città, salendo su battelli e gondole, e passando accanto a navi, canali, ponti e piazze. Le tavole della Monaco sono infatti ricche di dettagli, i quali riempiono anche gli sfondi delle illustrazioni, che appaiono così molto ricche.

Sopra: Il luogo in cui si svolge la storia non è affatto secondario, in quanto praticamente da ogni disegno dell'illustratrice è possibile comprendere dove sia ambientata la vicenda, in quanto nelle illustrazioni emergono continuamente elementi tipici di questa città: i canali con le barche e i battelli (come nell'immagine qui sopra), quelle in cui si vedono tipici scorci di Venezia (come l'immagine che ho riportato più sopra), oppure alcune in cui si vedono proprio edifici e monumenti di questa città.

Notevole anche l'espressività dei personaggi, in particolare quella dei gatti, che vengono rappresentati dall'artista in maniera alquanto originale ed interessante (come quando compiono ed assumono dei comportamenti tipici dei gatti come, ad esempio, quando inarcano la schiena, quando corteggiano o sono corteggiati, quando scendono dai battelli, oppure quando vengono presi in braccio).

  
Sopra: Le illustrazioni della Monaco si distinguono anche per la grande espressività dei personaggi: basta vedere, ad esempio, queste due immagini in cui Ciro viene abbracciato, ma in maniera differente. E' infatti molto interessante osservare l'espressione e l'atteggiamento del micio nell'essere preso in braccio nell'immagine a sinistra e in quella a destra.

Quest'opera è un albo illustrato molto bello, con testi curatissimi e quasi poetici, dal ritmo calmo e cadenzato. Le illustrazioni che accompagnano i testi sono anch'esse molto belle: originali, incantevoli, poetiche e suggestive, ricche di dettagli e di colori.
Un libro che, oltre a riuscire a comprendere (e a trasmettere) molto bene i pensieri e l'indole dei gatti, guida il lettore alla scoperta di differenti tipi d'amore: da quello romantico a quello possessivo, dall'affetto all'amicizia, spingendo anche chi legge a interrogarsi a proposito di questo sentimento e delle sue numerose sfumature.

Questo albo è stato pubblicato nel 2000 dalla Edizioni Arka; ha 28 pagine, la copertina rigida, misura  29,5 cm d'altezza e 20,8 cm di lunghezza e costa 12,50 euro. 

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.