lunedì 14 gennaio 2019

Unicorns di Paolo Barbieri

Dopo avervi parlato dell'ultima fatica di Paolo Barbieri del 2017 ("Draghi e altri animali"), in questo post vi presenterò "Unicorns", il nuovo libro illustrato di Barbieri pubblicato a novembre del 2018.

Sopra: L'immagine presente in copertina mostra quello che "Non è un drago".

Il volume inizia con una prefazione di Alfredo Castelli che ci parla delle origini dell'unicorno, il mito che ne è nato, fino ad arrivare agli unicorni che esistono nella letteratura, nei film e nei cartoni moderni. Barbieri, quindi avrebbe portato avanti questa lunga tradizione realizzando le immagini presenti in questo libro.
Come riferisce infatti lo stesso Barbieri alla fine dell'opera "L'origine dell'unicorno si colloca agli albori della storia con quella che è ritenuta una delle creature più antiche del pianeta...". Nelle varie epoche la magia dell'Unicorno si è rafforzata grazie a simbolismi e allegorie che lo hanno trasformato da animale iracondo a essere puro. Nel susseguirsi dei secoli sono state organizzate anche delle vere e proprie spedizioni per riuscire a scovare questo leggendario animale e anche nella storia dell'arte troviamo parecchi esempi che dimostrano la fascinazione che questo animale ha esercitato su molti artisti.
Per questo motivo Barbieri ha quindi deciso di discostarsi da quelle che sarebbero potute essere delle citazioni "enciclopediche" dei vari contesti storici in cui l'Unicorno è stato mitizzato, cercando di avvicinarsi, piuttosto,  a una visione fantasy che "Sconfinasse nel miraggio, in cui una forma magica potesse  essere scambiata per un'altra più reale". Come spiega sempre Barbieri egli si è immaginato "Che gli Unicorni stendessero una sorta di velo sulla loro reale natura, per poter mimetizzarsi agli sguardi curiosi e bramosi degli esseri umani".
E così ecco che, se si guarda bene, quello "Non è un fiore", ma un Unicorno, che quel lampione "Non è un lampione", quel corvo "Non è un corvo" e così via.
Il libro è infatti composto da 33 illustrazioni che ritraggono soggetti diversi (sirene, alberi, fiori, angeli, fate, demoni, farfalle, cavalli, barbagianni, gatti, cervi, nuvole, corvi, montagne, sassi ecc...) ciascuno dei quali accompagnato dalla scritta "Non è (nome dell'elemento disegnato)".

Sopra: Uno dei soggetti ritratti da Barbieri e presenti in questo volume. Questo soggetto, in particolare "Non è un corvo".

Come ho detto poco sopra  questo volume è composto da 33 illustrazioni, ciascuna delle quali raffigura un diverso soggetto le cui fattezze ricordano però quelle di un Unicorno (non è detto che il soggetto con le fattezze di Unicorno sia messo in primo piano nell'illustrazione, anzi, a volte l'artista lo ha posto in secondo piano).
Ad esempio nell'illustrazione che ritrae una sirena, in cui compare la scritta "Non è una Sirena", vediamo una sirena con un corno molto lungo sulla fronte. Oppure, nell'immagine che ritrae una costellazione, vediamo che questa costellazione ha la forma di un Unicorno.

Sopra: In questa illustrazione compariva, accanto, la scritta "Non è una costellazione". Da notare come la costellazione che appare alle spalle della creatura in primo piano abbia le fattezze di un unicorno.

Le illustrazioni di Paolo Barbieri sono, come sempre, belle, molto curate e ricche di particolari. In questo volume sono presenti immagini sia a colori che a matita (da notare, comunque, come nei disegni a matita presenti in quest'opera l'artista abbia colorato alcune parti del disegno di giallo).
I colori scelti da Barbieri, che sono una vasta gamma, sono sempre molto accesi e brillanti mentre nelle illustrazioni a matita il lettore potrà apprezzare le varie sfumature che l'artista ha utilizzato per creare le varie ombreggiature.

 
Sopra: Le illustrazioni di Paolo Barbieri sono, come sempre, belle, molto curate e ricche di particolari. In questo volume sono presenti illustrazioni sia a colori, solitamente accesi e brillanti, (come quella a sinistra) che a matita (come quella a destra), in cui compaiono anche alcune parti del disegno colorate di giallo.

Le immagini risultano comunque tutte molto suggestive ed è interessante vedere come Barbieri ha reinterpretato l'aspetto di vari soggetti per renderli in qualche modo simili a degli unicorni. In alcuni casi le fattezze di questi soggetti si avvicinano molto a quelle dell'unicorno classico, mentre in altri casi l'unica cosa che hanno in comune con questa creature e la presenza di un corno sulla fronte.
Talvolta questi soggetti possono comparire nel disegno da soli oppure assieme ad altri soggetti, solitamente creature fantastiche dall'aspetto umanoide (come ad esempio elfi, sirene, fate o anche angeli o diavoli).

 

 
Sopra: Come potete vedere anche da queste immagini che vi ho riportato qui sopra, in alcuni casi le fattezze di questi soggetti si avvicinano molto a quelle dell'unicorno classico (immagine più in alto a  sinistra o quella più in basso a destra), mentre in altri casi l'unica cosa che hanno in comune con questa creature e la presenza di un corno sulla fronte (come potete vedere dall'immagine in alto a destra). Talvolta inoltre questi soggetti possono comparire nel disegno da soli (immagine in alto a destra e in basso a sinistra) oppure assieme ad altri soggetti (immagine in alto a sinistra e in basso a destra), solitamente creature fantastiche dall'aspetto umanoide (nelle immagini qui sopra possiamo vedere, ad esempio, una sirena e un angelo)

"Unicorns" è un libro illustrato molto bello, ricco di immagini suggestive, intriganti e meravigliose. E sarà interessante per il lettore scoprire come l'artista ha interpretato artisticamente l'aspetto di vari soggetti ed elementi per renderlo simile a quello di un unicorno, nonché scoprire il contesto, il paesaggio, in cui li ha collocati.

L'opera è stata pubblicata nel 2018 da Lo Scarabeo, è dotata di una copertina rigida, ha 80 pagine, misura 29,1 cm d'altezza e 20,6cm di lunghezza e costa 19,50 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 7 gennaio 2019

Dragon Art: inspiration, impact & technique in fantasy art di Graeme Aymer

Torno a parlarvi di un'opera a tema draghi: "Dragon Art: inspiration, impact & techique in fantasy art" di Graeme Aymer, con la prefazione di John Howe. Questo libro è una rassegna di artwork fantasy che trattano in particolare di draghi, una delle figure più iconiche e popolari dell'arte fantasy.

Sopra: Sulla copertina di "Dragon Art" compare un'illustrazione realizzata da Kerem Beyit intitolata "Red".

Questo volume inizia con una prefazione di John Howe (un illustratore canadese che ha realizzato le illustrazioni per la realizzazione visiva del film "Il signore degli anelli" di Peter Jackson e Alan Lee) in cui viene presentata al lettore una rassegna dei più famosi draghi della storia e delle loro differenti specie e razze, facendo riferimento a miti e leggende, fino ad arrivare ai draghi moderni, creati dagli autori fantasy nostri contemporanei. Come ci spiega Howe: "Artists have been fascinated (sono stati affascinati) with dragons for millennia, and modern fantasy illustrators are not immune (non sono immuni) to their baleful charms. (...) Dragons are irresestible."
Il primo capitolo si intitola quindi "Masters of dragon art" e in esso ci vengono presentati vari artisti fantasy particolarmente significativi come: John Howe, Don Maitz, Janny Wurts, Ciruelo, Bob Eggleton, Larry Elmore, Todd Lockwood, Matt Stawicki e Michael Whelan.
Il capitolo successivo ("Dragons e Fantasy Art") tratta dell'arte fantasy, di cui i draghi sono una delle bestie più iconiche e rappresentative. Verranno così affrontate le definizioni, le origini, la storia e le manifestazioni dell'arte fantasy e in particolare il ruolo giocato dai draghi, facendo riferimento agli scrittori (Tolkien, Robert E. Howard) e agli artisti più famosi e importanti, senza comunque trascurare i film ("Reign of fire", "Dragonheart", "La storia infinita", "Eragon" e "Il Signore degli Anelli").

Sopra: Un'immagine che mostra due pagine interne del libro che trattano dell'artista Don Maitz (le due illustrazioni che possiamo vedere sono infatti di questo artista).

Quest'opera contiene moltissime immagini realizzate da numerosi artisti, alcuni dei quali li ho già citati sopra in riferimento al capitolo "Masters of dragon art", mentre gli altri sono: Alan Lathwell, Jason Juta, Staney Morrison, Leonardo Borazio, Jon Hodgson, Scott Altmann, Mathias Kollros, Ignacio Bazàn Lazcano, Chuk Wadey, Kirsi Salonen, Daniel Lunddqvist, Andy Jones, Kerem Beyit, Krzysztof Madej, Engin Deniz Erbas, Minna Sunberg, Kris Eggleston, Anne Stokes, Sandra Staple, Jennifer Miller, Michele-Ice Phelan, Nathie, Varony Chay, Johann Bodin, Mario Veltri, Marissa Rivera, Tracy Trowbridge, Frank Berger, Fiona Hsich, Kuang Hong, Alvin Hew, Julia Tarasenko, Carlos Herrera Portilla, Garfield Chan, Tony Moy, Thmmasak Aueragsakul, Tiago da Silva, Angela Acquah, Keith DeCesare,  Radoslaw Walachnia, Victor Titov, Susan McKivergan, Rafal Hrynkiewicz, Todd Lockwood, Janny Wurts, Don Maitz, Sandra Staple e Kirsi Salonen.
Le illustrazioni inserite nel volume sono di diverse dimensioni ma sono tutte molto belle, sebbene ciascuna abbia un proprio stile che la differenzia dalle altre. Il bello di quest'opera è infatti proprio quello di permettere al lettore di poter vedere i disegni di differenti artisti e quindi di poter conoscere diversi stili e tipi rappresentazioni. All'inizio del capitolo viene infatti scritto: "The artists discussed over the following pages each have their own unique, distinctive style and have brought   a whole range of dragon characters to life" (Gli artisti discussi nelle seguenti pagine hanno ciascuno il proprio stile unico e distintivo e hanno dato vita a un'intera gamma di draghi).

    


 
 Sopra: Alcune illustrazioni presenti in questo libro. Qui sopra potete vedere, partendo da quella più in alto a sinistra, quelle realizzate da: John Howe (intitolata Icefyre & The stone dragon), Mathias Kollros (Dragonstyle), Ciruelo (The white dragon), Kirsi Salonen (The fallen Empire).

 

   

 
Sopra: Queste illustrazioni sono state realizzate (partendo sempre da quella in alto a sinistra) da: Kerem Beyt (l'illustrazione si intitola "Black"), Anne Stokes (Lunar Magic), Michele-Lee Phelan (Cernunnos), Marissa River (A breath of spirit), Kuang Hong (Relic of the dragon) e Stanley Morrison (Polar Princess).

All'interno di quest'opera sono inoltre presenti delle sezioni, intitolate "Techniques", in cui viene  analizzata un'illustrazione di un artista, mostrando al lettore le fasi che hanno portato alla sua realizzazione e al suo completamento.
Verso la fine del libro si parla inoltre proprio degli artisti, delle loro fonti di ispirazione, dei loro consigli, i loro approcci, di quali strumenti (soprattutto quelli tecnologici) si servono per disegnare.

Sopra: Questa immagine, che riprende due pagine del libro, fanno parte della sezione "Tecniques", in cui viene mostrato al lettore il procedimento e i vari passaggi che l'artista ha fatto per arrivare a creare una certa immagine. In questo caso l'immagine riportata in queste pagine è "Dragon Mountains" di Jason Juta.

"Dragon Art: inspiration, impact & techique in fantasy art" è una raccolta che permetterà ai lettori di scoprire l'esistenza di molti artisti  e di poter ammirare belle immagini fantasy sui draghi. Un'opera che potrà sicuramente essere apprezzata dagli amanti di queste bestie mitiche e dagli artisti in cerca di idee e di ispirazione.

Quest'opera è stata edita nel 2009 dalla Flame Tree Publishing Ltd; ha 206 pagine, misura 28,5 cm d'altezza e 29,5 cm di lunghezza e costa 19,99$ .

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 31 dicembre 2018

C'era una volta una bambina di Giovanna Zoboli e Joanna Concejo

"C'era una volta una bambina" è una rielaborazione molto interessante della famosa fiaba di "Cappuccetto Rosso" dei fratelli Grimm ad opera di Giovanna Zoboli con le illustrazioni di Joanna Concejo. E' una rivisitazione che ha un'origine un po' diversa dal solito, essa infatti parte dalle immagini, a partire dalle quali è stato poi scritto il testo.

Sopra: La copertina di "C'era una volta una bambina" riprende i colori che predominano anche all'interno del volume: il nero della matita e il rosso.

Questa versione della fiaba comincia come la più classica delle fiabe: "C'era una volta...", per la precisione "C'era una volta una bambina.", ma non solo lei ma anche "... una casa, una madre e una nonna" (tutti elementi femminili, nonché caratterizzati da una certa familiarità e da una dimensione domestica) e "C'era una volta un bosco. C'era una volta un lupo" (due elementi invece maschili e "selvaggi").
C'era una volta una bambina a cui gli adulti sapevano dire solo "Attenta" e c'era una bambina che ascoltava il bosco e quest'ultimo le parlò. Poi venne anche il lupo, che crebbe tra la bambina e il bosco: "Il lupo crebbe buio e attento, immenso. Crebbe col nero in fondo alla gola e la luna negli occhi". Il lupo "Era il regalo del bosco per la bambina. Era il pegno della bambina al bosco" tanto che furono celebrate perfino le nozze.
Dopo aver preso sentieri diversi il lupo e la bambina si ritrovano a casa della nonna di quest'ultima, ma la casa voleva la bambina e il bosco voleva il lupo, peccato che la bambina fosse del lupo e il lupo fosse della bambina.
Quando arrivò il cacciatore "La casa fece la sua parte di scassinata" ed essa fu creduta..."Era una casa lì da sempre. Impossibile che mentisse". Così il lupo fu preso da una parte dal cacciatore e dall'altra dalla nonna, i due "Misero da parte la bambina e si divertirono come pazzi" e così "Il bosco riebbe il lupo. La casa, la bambina", ma non prima che nonna (la quale deve essere stata una cacciatrice o essere stata sposata a un cacciatore a giudicare dalla quantità di trofei e teste mozzate di animali appese alla parete di casa sua) e cacciatore aprissero e chiudessero il lupo "Per tirare fuori tutte le parole che lei (la bambina) gli aveva insegnato".
Fecero perfino un funerale, a cui non venne nessuno.
Questa storia termina con ciò che potremmo chiamare un finale circolare ... cioè termina così come era iniziata: "C'era una volta una bambina", una bambina che però ora è cresciuta e se n'è andata... "C'era una volta una bambina sola e attenta che camminava nel bosco".

Come potrete intuire dal "riassunto" della storia di questo libro il testo di quest'ultima non è proprio di facile interpretazione, anche per il modo in cui esso è scritto. Più che un testo in prosa, infatti, essa sembra di più quasi una poesia (priva di rime però).
Le frasi che compongono questi testi sono inoltre estremamente brevi, molte sono composte solo da un verbo, un nome e un aggettivo.
Un'altra caratteristica dei testi di quest'opera è quella della ripetizione di parole o quasi di intere frasi, una caratteristica tipica della figura retorica dell'anafora, nella quale una o più parole vengono ripetute all'inizio di frasi successive.
Osservate ad esempio l'inizio di questo racconto, in cui la parte iniziale delle varie frasi è sempre la stessa, a cui mano a mano si aggiungo altri nomi, i quali vengono anch'essi ripetuti nella frase successiva:
"C'era una volta una bambina.
C'era una volta una bambina e una casa.
C'era una volta una bambina, una casa e una madre.
C'era una volta una bambina, una casa, una madre e una nonna.
C'era una volta un bosco.
C'era una volta un lupo.
C'era una volta una bambina."
A volte, inoltre, alle frasi si continuano ad aggiungere nuove parole finché non si arriva alla metà di un verso, dopodiché il numero di parole presenti nella frase inizia a essere diminuito:
"Il bosco fu gentile,
disse di essere grande,
disse di essere grande abbastanza per
disse che dappertutto
disse che."

Sopra: Un'immagine della storia che ritrae il momento in cui la protagonista sta camminando per il bosco, ascoltandolo. Da notare il particolare uso dei colori.

Anche le illustrazioni di Joanna Concejo sono molto belle, drammatiche, selvagge, misteriose e originali, anche se non di immediata interpretazione.
Sono disegni che colpiscono subito l'attenzione del lettore per due motivi: sono splendide illustrazioni a matita ricchissime di particolari, molto dettagliate ed estremamente curate (le tavole in cui si vende il bosco, con tutti i suoi alberi, sono spettacolari); la peculiare scelta dei colori.


Sopra: Due pagine in cui l'artista ha dipinto il bosco, uno dei protagonisti di questa versione della fiaba. Da notare la ricchezza di dettagli e la cura per i particolari.

La maggior parte delle illustrazioni presenti in questo libro sono in "bianco e nero" (o forse dovrei dire grigio) poiché realizzate a matita, tuttavia in alcune di queste tavole è presente anche qualche elemento rosso come: il vestito della bambina, i nastri per capelli di quest'ultima, i fiori ricamati sulla tenda della porta della casa della nonna, una teiera e un gomitolo. Quest'ultimo, in particolare, gioca un ruolo molto importante a livello visivo e simbolico in quanto evidentemente questo gomitolo, da cui parte un filo rosso, rappresenta il legame tra il lupo e la bambina.


Sopra: La maggior parte delle illustrazioni presenti i questo libro sono in bianco e nero poiché realizzate a matita, tuttavia in alcune di queste tavole è presente anche qualche elemento rosso, come, ad esempio il vestito e i nastri per capelli della bambina nell'immagine più in alto, oppure il gomitolo e il filo che potete vedere nell'immagine più in basso.

Sebbene, come ho detto, la maggior parte delle illustrazioni siano in bianco e nero (con al massimo uno o due particolari rossi) alcune di esse (4 in tutto il volume) sono invece a colori. I colori utilizzati in queste tavole sono forti, brillanti e accesi e fra questi spicca sempre in particolare il verde.


Sopra: Sebbene la maggior parte delle illustrazioni siano in bianco e nero (con al massimo uno o due particolari rossi) alcune di esse, come queste due che vi riporto qui sopra, sono invece a colori. I colori utilizzati in queste tavole sono forti, brillanti e accesi e fra questi spicca sempre in particolare il verde.

"C'era una volta una bambina" è certamente una delle versioni più originali e interessanti della fiaba di "Cappuccetto Rosso" e, probabilmente, anche una di più complicata interpretazione: con una bosco (nero, buio, con milioni di occhi ma cieco) e una casa che diventano veri e propri personaggi; con una bambina sola, svelta, attenta e vestita di rosso; con un lupo buio, svelto, attento, immenso e coraggioso.
Questa è un'opera in cui le immagini rivestono un'importanza essenziale per interpretare la storia, una storia ricca di elementi simbolici e di ambiguità, così come le sue illustrazioni che sono molto belle, ricche di particolari e originali, con quell'avvincente contrasto tra il nero e il rosso.
Questa è un'opera molto bella quanto particolare, ricca di ambiguità, un'opera che anche il lettore adulto farà fatica a capire fino in fondo e ad interpretare.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2014 dalla BIR Publishing e poi è stata edita in italiano nel 2015 dalla Topipittori,  ha 72 pagine, la copertina rigida, misura 29,8 cm d'altezza e 21,5 cm di lunghezza e costa 20 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 24 dicembre 2018

Come allevare Fate e Folletti: tutti i segreti degli spiritelli di DiTerlizzi e Black

Qualche tempo fa avevo recensito "Il libro dei segreti. Guida al mondo delle creature fantastiche" di Arthur Spiderwick, un volume spin-off della saga, scritta da Holly Black e illustrata da Tony DiTerlizzi, de "Le cronache di Spiderwick", pubblicata tra il 2004 e il 2005 (la quale comprende cinque libri: "Il libro dei segreti", "La pietra magica", "Il segreto di Lucinda", "L'albero d'argento" e "L'ira di Mulgarath"). Come avevo spiegato in quel post tra i vari materiali connessi a questa saga vi era anche un albo illustrato intitolato: "Come allevare Fate e Folletti: tutti i segreti degli spiritelli" del quale vi parlerò adesso in modo più approfondito.

Sopra: La copertina de "Come allevare fate e folletti: tutti i segreti degli spiritelli" mostra al lettore uno spiritello denominato Ali di Farfalla. Inoltre la sovracopertina di questo libro può essere tolta e aperta trasformandosi così in un poster.

Come si può intuire anche dal titolo del volume quest'opera è una guida, nonché una sorta di enciclopedia, che presenta al lettore le varie razze di spiritelli (che nel titolo vengo chiamati fate e folletti) e spiega inoltre come curarle e come prendersene cura.
Nei vari capitoli che si susseguono all'interno della guida ci verrà spiegato: cos'è uno spiritello e cosa vuol dire tenerne uno a casa come animale domestico; l'anatomia di uno spiritello; come sceglierlo; come procurarselo; quali esseri fatati possono sembrare simili a spiritelli ma in realtà non lo sono; come distinguere il sesso del nostro spiritello; qual è la casa più adatta a loro; come nutrirli; come pulirli; come curarli; come comunicare con loro e interpretare i loro comportamenti; come tenere più di uno spiritello; come rimetterlo in libertà; come metterne in mostra uno.
Ogni capitolo è intervallato da una pagina in cui ci viene presentata una specie diversa di spiritello: il Saltatore Barbuto, l'Ali di Cuoio, lo Spiritello Orchidea Comune, la Testa di Fiore, il Salt'Agile, lo Spiritello Orchidea Ali di Farfalla, il Giunco Danzante degli Stagni, lo Spiritello Mirtillino, lo Spiritello della Corteccia, lo Spiritello dei Roveti, lo Spiritello Orchidea Reale, lo Spiritello Germoglio, lo Sperone del Diavolo, il Rospo Volante Luminoso, lo Spiritello Ali di Fiore e il Finto Scarabeo.
In ognuna di queste pagine ci viene mostrata un'immagine dello spiritello di cui si parla, il suo nome e alcuni simboli (spiegati in una legenda all'inizio del libro) che indicano l'habitat ideale dello spiritello, come si sposta, il temperamento e altro ancora (per esempio se morde o se punge, se canta, se è pulito o disordinato, se sa far sbocciare i fiori o forzare serrature, se rapisce i bambini e se si lascia o no addomesticare)...

Sopra: Questa immagine ritrae lo spiritello Ali di Cuoio, il cui aspetto richiama quello di un insetto.

Questo libro è ricco di illustrazioni, in particolare di quelle che servono a mostrare a lettore l'aspetto dei vari spiritelli di cui si parla nella guida. Tali illustrazioni che accompagnano i testi del libro sono state realizzate per sembrare dei disegni e dei bozzetti naturalistico-zoologici, creati per mostrare al lettore le creature di cui l'autore sta trattando. Sotto ogni disegno, infatti, sono stati riportati il nome comune della creatura e quello latino e, inoltre, anche la diminuzione in scala dell'immagine rispetto alle sue dimensioni reali (così come era avvenuto anche per l'altro volume illustrato della saga).
I disegni presenti all'interno dell'opera, realizzati da Tony DiTerlizzi , sono alquanto dettagliati e riescono a conferire alle varie creature rappresentate un aspetto realistico, come si addice alle illustrazioni di un'opera che dovrebbe essere una guida scientifico-divulgativa.
Ciò che maggiormente colpisce è proprio l'aspetto di questi esseri, che vengono rappresentati in modo originale e con un aspetto sempre diverso gli uni dagli altri. In generale, comunque, trovo interessante il fatto che esso si basi, nella maggior parte dei casi, su quello di fiori e/o insetti, il che avrebbe anche senso in quanto gli spiritelli vivono a contatto con la natura e il loro aspetto servirebbe quindi a confondersi meglio con l'ambiente.

 

 
Sopra: Più in alto potete vedere due spiritelli (a sinistra il Salt'Agile e a destra il Giunco Danzante degli Stagni) il cui aspetto ricorda quello di due insetti. Più in basso potete vedere, invece,due spiritelli  (a sinistra lo Spiritello Orchidea Comune e a destra lo Spiritello Orchidea Reale) il cui aspetto si basa su dei fiori.

Non manca comunque anche qualche spiritello che invece mantiene caratteristiche fisiche più simili a quelle umane (come accade, ad esempio, per gli Spiritelli Testa di Fiore, Ali di Fiore e Testa di Mirtillino). Sebbene questi spiritelli abbiano delle sembianze più umane il loro aspetto comprende comunque anche elementi naturali (i copricapi o la forma delle ali), il che mi ricorda vagamente lo stile di Cicely M. Barker e delle sue Fate dei Fiori.

 
Sopra: Oltre a spiritelli il cui aspetto si basa principalmente su quello di fiori o insetti, nel volume vi sono ritratti anche spiritelli con sembianze più simili a quelle umane, come nel caso di questi due qui sopra (il Testa di Fiore a sinistra e lo Spiritello Mirtillino a destra). Anche in questi casi, però, nel loro aspetto c'è sempre comunque qualche elemento che ricorda il mondo naturale (come ad esempio le ali a forma di foglia).

"Come allevare Fate e Folletti: tutti i segreti degli spiritelli" è una guida molto carina e ben fatta agli Spiritelli del mondo delle Cronache di Spiderwick. Questo è un'aggiunta, o più che altro un compendio, che soddisferà gli amanti della saga delle Cronache di Spiderwick e in particolare gli amanti del volume de "Il libro dei segreti. Guida al mondo delle creature fantastiche" precedentemente pubblicato dalla Mondadori. Sicuramente, però, anche i semplici amanti delle creature fantastiche lo potranno trovare interessante e di loro gradimento.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2006 dalla Simon & Schuster Books for Young Readers col titolo "Care and Feeding of Sprites" ed è poi è stata edita in italiano nel 2007 dalla Arnoldo Mondadori Editore. Il volume ha 32 pagine, la copertina rigida dotata di una sovracopertina che diventa un poster, misura 26 cm d'altezza e 15,8 cm di lunghezza e costa 14 euro.

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lunedì 17 dicembre 2018

Il libro della flora imprudente di Claudio Romo

"Il libro della flora imprudente" di Claudio Romo è un'opera strutturata come un diario di viaggio di un naturalista esploratore.

Sopra: La copertina del volume "Il libro della flora imprudente" mostra alcune delle piante che il lettore potrà trovare all'interno del volume, come: l'Aloisia peregrina e l'Amelia levitante.

Questo è il diario di viaggio di Lazaro de Sahagun, un esimio naturalista ed esploratore, il quale ha raccontato proprio in queste pagine la sua misteriosa spedizione sull'isola Speculare (così chiamata perché il paesaggio si presenta invariabilmente simmetrico da qualunque punto di osservazione), descrivendo le misteriose forme di vita vegetale che vi prosperano.
Questo catalogo vegetale è suddiviso in diverse sezioni, ciascuna dedicata a una diversa pianta, ciascuna delle quali presenta delle bizzarre caratteristiche che fanno di loro dei prodigiosi rappresentanti della vita naturale:
1. Il colosso della patagonia: un gigante alto circa una ventina di metri che appartiene alla comunità degli invisibili naviganti di balene.
2. Ambrosia speculare: una pianta, di natura in parte spettrale, che si presenta alla vista sempre in gruppo, anche se in realtà si pensa che la vera Ambrosia sia soltanto una, mentre le altre sono solo dei riflessi generati per proteggere l'originale.
3. Aloisia peregrina: un albero che produce un unico frutto che, se colto, provoca la morte della pianta, la quale, per proteggersi, ha sviluppato una corazza di spine e si è dotata di zampe che le permettono di scappare.
5. Cayetana trasfigurata: una pianta la cui struttura e forma sono in costante mutamento.
6. Amelia levitante: piante numerose e di piccoli dimensioni, i cui corpi si presentano come una fusione tra le ali di una farfalla notturna e i rami di pesco; esse sono capaci di volare e sono dotate di una saliva narcotica.
7. Cassiopea colossale: una specie di enorme cactus di colorito rosso, capace di lanciare a grande distanza le sue spine (lunghe da 1 a 3 metri).
8. Calliope fiammeggiante: una pianta le cui foglie sono piccole lingue fiammeggianti.
9. Pandora angosciosa: una pianta spettrale che si alimenta della sofferenza circostante e i cui effluvi violetti generano dolore e disperazione.
10. Matilda vorace: una pianta carnivora il cui fiore presenta all'estremità del pistillo una sostanza ectoplasmatica in grado di dar forma agli appetiti delle sue prede.
11. Barbara megafitopoli: una pianta che ospita al suo interno una serie di cittadelle abitate da omuncoli di miscroscopiche dimensioni (causate dalla consumazione di un frutto che rimpicciolisce chi se ne ciba).
12. Fiore del ciclo: un fiore che fa perdere la memoria a coloro che vengono esposti alla sua luce. Anche il nostro protagonista e i suoi compagni verranno esposti alla luce di questo fiore, che li farà perdere conoscenza. In seguito essi si sveglieranno su un molo di Valparaiso, serbando solo una vaga memoria di quanto accaduto, senza però riuscire a scoprire il mistero del loro ritorno.

  
Sopra: A sinistra un'immagine che ritrae Lazaro de Sahagun (l'autore di questo diario di viaggio) e a destra il disegno di un esemplare di Aloisia peregrina.

Come ogni catalogo che si rispetti anche questo diario botanico è ricco di illustrazioni. Esse sono di due tipi: le prime, che compaiono all'inizio di ogni parte, hanno delle tonalità di verde o azzurro e giallino e rappresentano, in modo piuttosto ravvicinato, la pianta di cui si andrà poi a parlare in quella parte; le seconde accompagnano la descrizione della pianta e la rappresentano di solito assieme a qualche altro elemento (spesso, ad esempio, assieme al professor de Sahagun, mentre è intento a studiarla).

 
Sopra: A sinistra potete vedere il primo tipo di illustrazioni presenti in questo volume, che sono colorate solo con i colori verde, azzurro e giallino tenue (per lo sfondo). A destra potete invece osservare il secondo tipo di illustrazioni, le quali sono decisamente più colorate e rappresentano la pianta di solito assieme a qualche altro elementi.

Le illustrazioni presenti nel volume sono originali, colorate e piuttosto dettagliate e rappresentano quanto descritto nei testi. I colori scelti hanno dei toni intensi e vivaci. L'artista ha utilizzato una varietà abbastanza ampia di colori, tuttavia spesso quelli che predominano sono il rosso, l'azzurro e il giallo/marroncino.

   

Sopra: Le illustrazioni presenti nel volume sono originali, colorate e piuttosto dettagliate. Come potete vedere anche dalle immagini qui sopra i colori scelti hanno dei toni intensi e vivaci, con una predominanza del rosso,del l'azzurro e del giallo/marroncino.

"Il libro della flora imprudente" di Claudio Romo è un libro di botanica immaginaria, pensato dall'autore come "Un museo portatile. (...) Un libro di libero accesso ai ragazzi, che facesse loro percepire il fascino delle collezioni, dei musei, di quei luoghi dove si raccolgono gli oggetti e il loro passato, e attraverso i quali si può dare vita ad un dialogo con la storia, la letteratura, l'arte." Flora sarebbe quindi dovuto essere un un luogo d'incontro e un tesoro di informazioni ed esperienze.
Per creare questo volume l'autore si è ispirato a varie opere già esistenti, poiché in passato erano già stati creati bestiari di esseri fantastici o libri di botanica immaginaria.
Ciò che ne risulta è un volume interessante, con delle belle e fantasiose illustrazioni, ricco di fantasia e immaginazione, a sua volta capace di stimolare quella del lettore.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2007 dalla Lom Editorial col titolo "El album de la flora imprudente" ed è poi è stata edita in italiano nel 2017 dalla Logos. Il volume ha 64 pagine, la copertina rigida, misura 22,7 cm d'altezza e 22,6 cm di lunghezza e costa 18 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 10 dicembre 2018

Curiosities di Benjamin Lacombe

Torno a parlarvi di nuovo di uno degli artisti e illustratori che seguo maggiormente (Benjamin Lacombe), presentandovi questa volta una sua opera un po' particolare: "Curiosities". Si tratta di una monografia che raccoglie i lavori più belli realizzati da questo artista dal 2003 al 2018.

Sopra: La copertina di "Curiosities" mostra al lettore quello che sembra essere il personaggio di Alce realizzato da Benjamin Lacombe circondato da una serie di animali albini e da alcune farfalle azzurre (le cui ali danno un effetto lucido/metallizzato) che assomigliano molto a quelle di Madame Butterfly.

Quest'opera è divisa in vari capitoli: 2 Prefazioni (una scritta da Françoise Mateau e l'altra da Sébastien Perez); "Enfance/Childhood"; "Memories"; "Contes/Faerytales"; "Nature"; "Asie/Asia"; "Ombres/Shadows"; "Histoire/History"; "Etrange/Weirdness" ed infine la biografia e la bibliografia dell'artista.
Ovviamente ogni capitolo tratta un tema diverso e quindi raccoglie vari disegni (ma anche foto di statuette o di mostre) riguardanti il tema preso in considerazione. Nel capitolo "Enfance/Childhood" troviamo, ad esempio, immagini (alcune delle quali tratte dai libri "Cerise Griotte", "L'Enfant Silence", "La petit Sorciere"...) che hanno come protagonisti bambini e bambine .
Il secondo capitolo ("Memories") prende il nome dalla seconda esibizione di lavori di Lacombe alla Daniel Maghen Gallery, in cui erano presenti illustrazioni create specificatamente per quell'evento.
Nel terzo capitolo "Contes/Faerytales" troviamo invece illustrazioni di fiabe (troveremo, in particolare, immagini tratte dalle opere di "Blanche-Neige", "Il etait une fois...", "Alice au pays des Merveilles" e "Ondine").
Nel quarto capitolo, intitolato "Nature", troveremo immagini in cui gli elementi naturali hanno un ruolo centrale (le illustrazioni contenute in questo capitolo sono tratte da opere quali: "Frida", "Alice au pays des Merveilles, "Blanche-Neige", "Marie-Antoinette. Carnet secret d'une reine", "L'Herbier des Fées", "Faceties de chats" e "Destins de Chiens").
Il quinto capitolo ("Asie/Asia") raccoglie una serie di illustrazioni ambientate, appunto, in Asia (vi possiamo vedere, quindi, immagini [ma anche statuine] tratte dai libri di "Madame Butterfly" e "Les Amants papillons") .
Poiché, come spiega Lacombe stesso, i suoi lavori vengono spesso definiti come dark e gotici, il sesto capitolo ("Ombres/Shadows") contiene appunto questo tipo di illustrazioni (che in questo caso sono tratte da volumi quali: "Les Contes Macabre", "Notre-Dame de Paris", "Carmen" e "L'ombre du Golem").
L'ottavo capitolo, intitolato "Histoire/History", raccoglie quelle immagini ambientate in un altro periodo storico (come ad esempio quelle tratte da "Marie-Antoinette. Carnet secret d'une reine", "Leonard e Salai" e "Frida").
Come spiega Lacombe, lui è sempre stato più interessato alle stranezze e alle peculiarità che non alle cose normali, così il nono e ultimo capitolo ("Etrange/Weirdness") è dedicato alle sue illustrazioni coi soggetti più strane e particolari (quest'ultima parte contiene molti disegni che non sono presenti in alcun libro, studi di personaggi per dei film, alcuni manifesti e illustrazioni tratte dal volume "La Melodye de Tuyaux", "La mecanique du coeur" e "Alice, due l'autre coté du miroir").

Sopra: Un'immagine contenuta nel capitolo "Nature" di "Curiosities", tratta dall'opera "L'Herbier des Fées".

Questo volume presenta, ovviamente, un gran numero di illustrazioni realizzate da Lacombe nel corso degli anni. La maggior parte sono immagini finite, tratte da suoi libri precedentemente pubblicati, ma è possibile trovare anche qualche schizzo o quale bozzetto. Molti dei disegni sono a colori, ma ce n'è anche qualcuno in bianco e nero.
Oltre ai disegni sono inoltre presenti all'interno del volume anche foto di statuette che ritraggono alcuni personaggi dei libri di Lacombe (come ad esempio Madame Butterfly, Maria Antonietta e la Vedova) o di mostre che l'artista aveva realizzato in passato.
Le  illustrazioni di Benjamin Lacombe sono come sempre splendide, evocative, molto curate, ricche di dettagli, con colori forti, intensi e brillanti. Le illustrazioni di questo artista, molto graziose, riescono a rendere perfettamente tutta la delicatezza, la grazia e la bellezza di personaggi femminili come Madame Butterfly, Maria Antonietta, Alice, Ondine e molti altri. Personaggi dei quali l'artista non si limita a rappresentare l'aspetto esteriore, ma di cui cerca di comunicare (visivamente) anche aspetti più profondi del personaggio (i suoi pensieri, i suoi stati d'animo, le sue emozioni).
Lo stile dell'artista, onirico e surreale, con un tocco di macabro, si adatta perfettamente anche a rappresentare racconti come quelli scritti da Edgar Allan Poe, "Carmen" o del "Il Gobbo di Notre-Dame".

 



 

  

 

Sopra: Una serie di immagini, con vari soggetti, tratte da diversi capitoli di "Curiosities". Partendo da in alto a sinistra abbiamo: Biancaneve, Alice, Ondine, Madame Butterfly, Yuki Onna, Maria Antonietta, Frida, la Vedova (tratta da"Les Contes Macabre"), Esmeralda (tratta da "Notre-Dame de Paris") e Carmen.

"Curiosities" è una monografia che raccoglie molti dei più bei lavori realizzati dal famoso artista Benjamin Lacombe. E' un artbook molto curato che raccoglie una gran quantità di materiale (non solo illustrazioni, ma anche foto di mostre e statuette) suddividendolo per temi. Un'opera ideale per i fan dell'artista; ho inoltre apprezzato che i testi presenti all'interno dell'opera siano sia in francese che in inglese, rendendo così il volume più facilmente fruibile a un maggior numero di lettori.

Questa monografia è stata pubblicata dalla Editions Daniel Maghen nel 2018; ha 303 pagine, la copertina  rigida, misura 31 cm d'altezza e 22,8 cm di lunghezza e costa 35 euro.

 P.S. Per chi fosse interessato ad approfondire la conoscenza di altre opere di questo artista (alcune delle quali sono state citate in questo post) elenco di seguito quelle che ho recensito io in passato:
- "Biancaneve" ("Blanche-Neige")
- "L'erbario delle fate" ( "L'Herbier des Fées")
- "Les Contes Macabre"
- "Ondine"
- "Madame Butterfly
- "Maria Antonietta. Diario segreto di una regina" ("Marie-Antoinette. Carnet secret d'une reine")
 
Aggiorno la lista dei libri illustrati da Lacombe e che ho recensito finora:
- "Il mago di oz" ("Le magicien d'Oz")
- "Bambi"
- "Storie di fantasmi del giapone" ("Histores de fantomes du Japon")
- "Spiriti e creature del Giappone" ("Espirits et créatures du Japon
- "Alice nel Paese delle Meraviglie" e "Alice al di là dello specchio" ("Alice au pays des merveilles" e "Alice de l'autre coté du miroir")

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