mercoledì 8 luglio 2026

MINA LUNASTORTA: La scuola delle fate di Amelia Villetta e Elena Triolo

Oggi vi parlerò di "Mina Lunastorta: la scuola delle fate", il primo libro della recente serie di "Mina Lunastorta" scritta da Amelia Villetta e illustrata da Elena Triolo. Una serie che si inserisce in quella collana di libri con protagoniste mostri o streghe indirizzati a lettori di 7 anni. In questo caso abbiamo per protagonista una giovane troll la quale si ritroverà a frequentare una scuola di fate.
 
 Sopra: Sulla copertina dalle tinte viola e verdi, con alcuni elementi bianche e neri,  vediamo al centro la protagonista Mina, a destra una sua compagna fata un po' antipatica e a sinistra un'altra compagna fata ma gentile.
 
Cosa succederebbe se una trollina finisse nella scuola delle fate? Mina ha sette anni ed è una piccola troll dai capelli sempre arruffati. Il suo colore preferito è il marrone cioccolato al latte. Odia lavarsi i piedi e riordinare la cameretta. 
Mina è molto contenta perchè sta per iniziare a frequentare la scuola dei troll, dove imparerà a fare dispetti e trucchetti da troll, a raccontare barzellette che non fanno ridere, imparare insulti trolleschi, a fare i dispetti più furbi e dispettosi del mondo, a preparare torte di fango e ceci, a giocare a palla avvelenata nel fango. 
"Ho ingurgitato una manciata di biscotti Spaccadenti della nonna, duri come sassi. (I miei preferiti!)
Quando ho risposto, ho sputacchiato briciole ovunque.
<<Ma oggi non è una mattinata come le altre, è il mio primo GRANDE giorno!>>
Quella mattina sarei andata a scuola per la prima volta.
Ma non sarei andata in una scuola qualsiasi, certo che no! Sarei andata alla fantasmagorica, scoppiettante e catapecchiosa scuola per troll: il posto più straordinario del mondo!
Alla scuola per giovani troll si impara:
  • a starnutire scherzi colorati
  •  a raccontare barzellette che non fanno ridere
  • a fare i dispetti più furbi e dispettosi del mondo
  • a preparare torte di fango e ceci. 
Queste cose le so da Ubaldo, il mio antipatico vicino di casa.
Lui ha un anno più di me e quest'estate mi ha usata come cavia per sperimentare le magie che ha imparato a scuola. Alla fine ho trascorso un mese intero con una codina da porcellino che mi spuntava dal sedere!
Ecco finalmente gliela avrei fatta pagare
Il primo giorno di scuola, ancor prima che inizino le lezioni, Nina però si ritrova a essere scelta come studentessa per uno scambio culturale tra la scuola dei troll e quella delle fate: "La fata ha fatto un passo avanti e si è presentata come Miss Bloom.
<<Quest'anno la suola dei troll e la scuola delle fate hanno avuto una bellissima idea per migliorare la relazione tra le due specie>> ha esordito. <<Vogliamo valorizzare le qualità che rendono i troll e le fate creature uniche e speciali!>>
<<È tempo che troll e fate imparino a collaborare e a conoscersi meglio>> le ha dato man forte la maestra Troll. >>per questo abbiamo deciso di organizzare uno scambio culturale. Una fata frequenterà la nostra scuola e un troll farà parte della classe delle fate!>>
la protagonista si ritrova così costretta a frequentare una scuola per fate, ma fiocchetti, tazzine da tè e buone maniere proprio non le vanno giù. Riuscirà a farsi amare dalle compagne o la “Mina Vagante” che è in lei prenderà il sopravvento causando guai a non finire?

Sopra: Alcune pagine iniziali in a cui a destra si vedono a destra i testi, e a sinistra un'illustrazione a pagina intera che ci mostra Mina mentre fa colazione con i suoi genitori troll.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni Elena Triolo dal tratto pulito e dalle linee morbide e sottili che creano disegni delicati e rassicuranti, semplici e graziosi.
La cosa che maggiormente caratterizza queste illustrazioni è l'uso dei colori. Infatti l'artista ha deciso di utilizzare come tinte per i suoi disegni solo il bianco, il nero, il viola e il verde. Il bianco è il colore utilizzato per la pelle dei vari personaggi, ma anche il cielo o i mobili;  il nero invece è la tinta meno utilizzata, in quanto all'interno di un'immagine solitamente ci sono solo un paio di piccoli elementi neri, come i capelli di qualcuno o qualche elemento dell'abbigliamento (come i pantaloncini di Mina o le strisce della sua maglia). Il viola  e il verde invece sono i colori maggiormente utilizzati, i quali vengono usati per colorare la maggior parte degli oggetti e degli elementi che compaiono in un'illustrazione: capelli, abiti, accessori, porte, vegetazione, cielo, edifici muri e oggetti vari.
I colori hanno una tonalità accesa, brillante e vivace e possono essere stesi in maniera più o meno intensa, a seconda di che cosa l'artista ha deciso di colorare: ad esempio il cielo può avere una tinta più delicata, mentre i capelli più intensa e concentrata.
Questa colorazione principalmente verde e viola contribuisce a creare un mondo fatato e luminoso, grazie alla quasi totale assenza del nero, soprattutto negli sfondi e nei paesaggi.
Non sempre comunque è possibile vedere gli ambienti, in quanto mentre alcune illustrazioni sono a pagina intera ve ne sono anche diverse inserite in mezzo ai testi e solitamente queste ultime rappresentano solo i personaggi. Gli ambienti comunque non sono particolarmente curati ma, sebbene presentino alcuni dettagli, mantengono un aspetto piuttosto semplice e basilare, dato probabilmente anche dal fatto che lo i colori piatti tendono a rendere anche gli ambienti piuttosto piatti e poco tridimensionali.
Le illustrazioni comunque rappresentano scene e, soprattutto, personaggi descritti nei testi, tra cui la protagonista, i suoi genitori, i suoi compagni e compagne di classe troll e fate, la sua insegnante, il suo cane, ecc...
Poiché i personaggi di questo libro non sono persone umane ma creature magiche e fatate, ma mantengono un aspetto per la maggior parte simile a quello umano, senza particolari differenze se non che i troll hanno visi più tondi, orecchie più grandi e sporgenti e nasi più grandi e "a patata", mentre le fate hanno corpi più snelli, slanciati e una fisionomia più aggraziata, orecchie con parte finale più appuntita, nasi più piccoli e ovviamente non potevano mancare loro le ali. Ali che comunque hanno un aspetto piuttosto semplice, simile a quello di una farfalla e trasparenti, senza però nessuna decorazione sopra. 
I personaggi sono realizzati in modo semplice ma abbastanza curato, infatti ciascuno è diverso dagli altri sia per quanto riguarda i vestiti, le acconciature e gli accessori. Pur nella semplicità dei loro tratti i personaggi sono comunque resi molto espressivi così che i lettori possano identificarne le emozioni e lo stato d'animo in modo praticamente immediato.



 
  
 Sopra: Alcune pagine illustrate, di cui alcune presentano disegni a doppia pagina, altri a pagina intera (in basso a sinistra) oppure in mezzo ai testi (in basso a destra). In tutte le immagini vediamo comparire la protagonista e possiamo notare anche la particolare palette di colori che si basa sul verde, il viola, il bianco e qualche tocco di nero.

"Mina Lunastorta: la scuola delle fate" di Amelia Villetta è una storia carina adatta anche ai primi lettori che vede come protagonista una giovane troll che viene mandata a frequentare per un anno la scuola delle fate per un progetto di scambio culturale. 
In effetti sembrerebbe che mandare il proprio protagonista a frequentare le scuole più stravaganti sia una trama molto di moda in questa tipologia di libri per primi lettori. Infatti finora avevamo già visto Isadora Moon iscriversi prima ad una scuola di fate e poi a una di vampiri, essendo lei metà fata e metà vampiro; Mirabella recarsi invece ad una scuola di streghe, dove combina ogni volta pasticci; Anna Kadabra invece frequenta una scuola segreta di magia, il "Club della Luna".
Stavolta invece abbiamo una troll che sarebbe ben contenta di andare alla scuola per troll, ma che finisce per essere invece costretta a frequentare quella delle fate. Nina non è molto contenta della cosa, in quanto: sa che le fate amano farsi il bagno e lavarsi spesso, cosa che i troll odiano (di solito si lavano una volta all'anno, se si ricordano); inoltre le fate amano bere tè, mentre i troll preferiscono la cioccolata; i troll amano fare magie dispettose, mentre le fate magie gentili, ma anche molto meno divertenti, insomma teme che la scuola delle fate sia una vera noia.
Questa storia affronta quindi il timore di iniziare una nuova esperienza, e in particolare quella di frequentare una nuova scuola che non è come ci saremmo aspettati. C'è da dire che la maestra, e la maggior parte dei compagni fate, cercano di essere gentili con la nuova arrivata: le cantano addirittura una canzone di benvenuto e le regalano dei fiori, anche se la costringono a farsi il bagno perchè non può puzzare in classe.
L'insegnante fatata è gentile con Mina e cerca di farla integrare e farla partecipare alle lezioni, incoraggiandola e spronandola, senza punirla severamente se combina qualche pasticcio (tipo trasformare il naso di una compagna in un muso di maiale). Per quanto riguarda i compagni di classe Mina si ritrova con una fata che è un po' spocchiosa e che quindi la tratta in modo un po' antipatico, mentre un'altra invece è gentile con lei e la considera divertente e simpatica, infatti alla fine le due diventeranno amiche.
Alla fine della prima giornata scolastica comunque Mina deciderà di rimanere a frequentare la scuola delle fate visto che: "<<Le cose da troll posso farle tutti i giorni a casa, ma anche alcune cose da fare sono divertenti e quelle posso impararle solo a scuola>>". Una storia che porta a riflettere sull'importanza dell'integrazione, del cercare di imparare ad apprezzare ciò che è diverso da quello che conosciamo. Infatti se Mina ha imparato ad apprezzare le lezioni di magia e di volo, la fata mandata nella scuola dei troll ha imparato a godersi gli scherzetti e il gioco di palla avvelenata nel fango, che trova molto divertente. Nessuna delle due tuttavia cambierà completamente la propria natura (alla fata continuerà a piacere fare il bagno e Nina continuerà a preferire la cioccolata al tè), ma hanno imparato ad apprezzare anche qualcosa di diverso che prima non avevano mai preso in considerazione, e questa è una bella riflessione.
Una storia semplice ma carina che fa riflette sull'integrazione e sull'accettazione del diverso, nonché sul fatto che a volte è bello fare nuove esperienze e che da queste si possono apprendere cose nuove e che possiamo imparare tanto anche da chi è molto diverso da noi, senza però rinunciare a quello che siamo. Una storia con una protagonista simpatica e divertente, accompagnata da tanti disegni carini e colorati, adatta alla lettura autonoma a partire dai 7 anni, mentre in lettura condivisa dai 4/5 anni.

Il libro è stato pubblicato nel 2023 dalla DeAgostini. Il volume ha 128 pagine, la copertina flessibile, misura 20 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e il primo volume costa 2,90 euro, mentre i successivi 8,90 euro.

Ecco anche gli altri titoli di "MINA LUNASTORTA":
  • 2) "Il gran ballo di primavera" (2023): La scuola delle fate è in fermento: tra una settimana si terrà il Gran Ballo di Primavera, un evento importantissimo a cui parteciperanno tutti! Anche i troll come Mina Lunastorta, che frequenta a pieno titolo la scuola delle fate. Miss Caramel, esperta di buone maniere, non vede l’ora di impartire lezioni di bon ton e balletto ai suoi alunni. C’è solo un problemino: Mina Lunastorta. Lei è scoordinata e pasticciona, non ha senso del ritmo e... balla come un troll! Riuscirà a imparare i giusti passi di danza o la goffaggine avrà la meglio? Ma soprattutto... esiste davvero un modo giusto per rispondere alla musica?
  • 3) "Incantesimi ribelli" (2023): Alla scuola per fate c’è un nuovo alunno, si chiama Biancospino. Per Violetta, la migliore amica di Mina Lunastorta, è subito colpo di fulmine! Però ogni volta che Biancospino le rivolge la parola, la fatina diventa rossa come un peperone e non riesce a spiccicare parola. Ci pensa Mina a risolvere la situazione! Certo, tutti sanno che è una piccola Mina Vagante, ma lei è una vera esperta di incantesimi scioglilingua. O almeno così crede... Violetta riuscirà a far colpo sul suo compagno di banco o quella peste di Mina Lunastorta è destinata a combinare l’ennesimo pasticcio?
  • 4) "Che cosa farò da grande?" (2024): Alla scuola delle fate Miss Bloom assegna ai suoi alunni un compito per le vacanze: scrivere un tema sul mestiere che vorrebbero fare da grandi. Mina però non ha idea di quale lavoro vorrebbe fare quindi prima decide di passare una giornata alla caserma dei pompieri con il suo papà e poi un'altra in ospedale con la sua mamma. Pompiere o dottoressa? Che dilemma! Mina non sa decidersi: il lavoro del pompiere è avventuroso ma quello della dottoressa è molto coraggioso così decide di raccontare nel tema entrambe le giornate... e così finalmente Mina capirà quale mestiere vuole fare da grande!
  •  5) "Magie al mare" (2024): A Incanto è tempo di vacanze estive! Questo per Mina Lunastorta significa tre cose: fare pausa da scuola, stare all’aria aperta a giocare fino a tardi e... mangiare una montagna di ghiaccioli! L’unico aspetto antipatico dell’estate è il caldo, che ti fa sentire come un gelato sciolto al sole. Per fortuna però c’è il mare: Mina adora andarci per nuotare con i pesci, costruire castelli di sabbia e raccogliere conchiglie colorate... Ed è proprio fra quei pesci e quelle conchiglie che si nasconde qualcosa di speciale: un misterioso forziere che trascinerà la piccola Mina Vagante in una nuova emozionante avventura! 

      
Sopra: In alto le copertine degli altri quattro volumi della serie, tutte sulle tonalità del bianco, del viola e del verde (con qualche tocco di nero).
 
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