lunedì 18 luglio 2022

E l'oceano era il nostro cielo di Patrick Ness e Rovina Cai

Patrick Ness è un autore già affermato, creatore della trilogia Chaos e del romanzo "Sette minuti dopo la mezzanotte" illustrato da Jim Kay, nonché vincitore di numerosi premi, fra cui la Carnegie Medal, Il Guardian Children's Fiction Prize, il Booktrust Teenage Prize e il Costa Book Award.
Il libro da lui scritto di cui vi parlerò oggi ha un titolo molto suggestivo: "E l'oceano era il nostro cielo" con le illustrazioni di Rovina Cai, una sorta di rivisitazione ribaltata del romanzo "Moby Dick" di Melville.
 
 Sopra: La copertina riprende i colori delle illustrazioni presenti anche all'interno del libro: bianco, nero e rosso. In questo caso lo sfondo è stato colorto di nero mentre la balena e la nave di bianco, e a separarle ci sono questre strisciate di rosso. Interessante il fatto che nella copertina italiana queste strisce rosse sono state poste in orizzontale, come a separare i due mondi (rappresentati dalla barca e dalla balena), mentre nell'edizione inglese esse sono in verticale, mettendo i due elementi in contatto.
 
"CHIAMATEMI BATHSHEBA. 
Non è il mio nome, ma il nome che ho adottato per questa storia. Un nome che speravo fosse libero dalla profezia, dal peso di un futuro già segnato, da qualsiasi destino capace di strapparmelo di mano e di distruggere mondi.
Credete che io esageri. Vi sbagliate."
Queste sono le parole con cui si apre questo racconto, narrato in prima persona da Bathsheba, una balena che ha deciso di narrare alcuni importanti eventi che le sono accaduti in gioventù, quando era ancora "una balenottera ingenua, ignara di tutto ciò che si stendeva al di là del nostro tratto di mare". 
Bathsheba è una balena che fin da piccola è stata destinata a diventare una cacciatrice, cioè quelle balene che hanno il compito di dare la caccia agli umani, nell'interminabile guerra tra questi e i cetacei. Ella quindi viene spedita ad addestrarsi e diventa terza apprendista della capitana Alexandra, un'enorme balena veterana nella caccia, con alle spalle anni di esperienza: "La capitana Alexandra era famosissima, famigerata, una fama che non suoerava di molto le sue vittorie di caccia. Tutti sapevano della punta arrugginita di un arpione umano ancora conficcato nella sua testa enorme. Lei era la capitana che era sopravvissuta [...] era diventata ciò che chiunque, chiunque, sapeva con certezza: la migliore cacciatrice di tutti i mari".
Mentre sono fuori in ricognizione in cerca di navi da abbattere Bathsheba e la sua capitana, assieme ad altre due apprendiste, si imbattono in un'imbarcazione ancora intatta, di cui però l'equipaggio è tutto morto, ad eccezione di un uomo che consegna alle balene un messaggio da parte (si pensa) di Toby Wick, il più temibile e famigerato cacciatore di balene. 
Inizia così la caccia all'inseguimento di quest'uomo, cercandolo da un oceano all'altro, perché "trovarlo sarà l'unico modo per cambiare per sempre il mondo".
 
 Sopra: Delle pagine iniziali che mostrano proprio l'inzio del primo capitolo, i cui testi si trovano sulla pagina a destra, mentre nella pagina a sinistra è possibile vedere un'illustrazione.
 
I testi sono accompagnati da un buon numero di illustrazioni ad opera di Rovina Cai, alcune a doppia pagina, alcune a pagina intera ed altre inserite in mezzo ai testi.
Solitamente mi capita spesso di dire che delle immagini che accompagnano una storia sono utili alla comprensione di quest'ultima, in quanto aiutano il lettore a visualizzare determinati momenti o scene narrate nei testi. Ecco, nel caso di questa storia la cosa diventa ancora più vera e i disegni hanno un ruolo quasi essenziale per il lettore, che secondo me altrimenti farebbe più fatica a comprendere come è strutturato il mondo descritto da Ness.
La storia infatti è narrata dal punto di vista delle balene e quindi l'ambientazione è tutta "capovolta", nel senso che quello che per noi è l'oceano per loro è il cielo, mentre la parte in cui non ci sono le acque loro la chiamano "abisso". Il loro mondo, rispetto al nostro, è proprio ribaltato e quindi, soprattutto all'inizio, per il lettore non è facile immaginarselo ed in questo senso le illustrazioni sono di grande aiuto nel riuscire a visualizzare concretamente questo mondo descritto dalle balene. Anche perché ad esempio alcune illustrazioni rappresentano non solo dei momenti, ma vere e proprie sequenze che mostrano in successione alcuni rapidi avvenimenti descritti nella storia (tipo il momento in cui a Bathsheba viene ordinato di portare un umano superstite in superficie per permettergli di respirare e di non farlo annegare prima dell'interrogatorio).
Le immagini aiutano poi il lettore anche a comprendere la tecnologia e le invenzioni delle balene, come il sistema degli arpioni o del traino delle navi.
 
 
Sopra: Le illustrazioni hanno un ruolo essenziale per comprendere come è strutturato il mondo descritto da Ness, poiché l'ambientazione è tutta "capovolta". Le illustrazioni sono di grande aiuto nel riuscire a visualizzare concretamente questo mondo descritto dalle balene, comprese anche la tecnologia e le invenzioni, come il sistema degli arpioni o del traino delle navi (ad esempio nell'immagine in alto potete vedere i corpi delle bale legati a degli arpioni e a una barca da una serie di lacci e corde). L'illustrazione in basso invece rappresenta una scena in cui la balena Bathsheba sta interrogando un umano superstiste trovato in un relitto. Le linee bianche intorno alla testa del ragazzo sono una bolla che le balene hanno creato per permettergli di respirare sott'acqua.
 
Le illustrazioni di Rovina Cai, oltre che funzionali alla storia, sono anche bellissime, affascinanti, poetiche e incantevoli, con delle immagini a matita che rappresentano minuziosamente e in maniera molto realistica animali, persone e ambienti. E' bellissimo potersi soffermare sui particolari di ogni singola tavola, per grande o piccola che sia, e ammirarne tutte le varie sfumature, ombreggiature o punti luce.
Le immagini sono comunque anche piuttosto particolari per la scelta dei colori, in quanto Cai ha deciso di utilizzare solo 3 tinte: il bianco, il nero e il rosso.
Quest'ultimo colore in particolare viene utilizzato in modo più parsimonioso (infatti non compare in tutte le tavole), in quanto è stato usato per rappresentare il sangue oppure il fuoco, quindi qualche elemento che indica pericolo e violenza (subita oppure in atto).
 
 
 
 Sopra: Le illustrazioni di Rovina Cai sono anche bellissime, affascinanti e incantevoli, con delle immagini a matita minuziose e realistiche. E' bellissimo potersi soffermare sui particolari e ammirare tutte le varie sfumature, ombreggiature o punti luce.
 


 Sopra: Le immagini sono particolari anche per la scelta dei colori, in quanto Cai ha deciso di utilizzarne solo 3: il bianco, il nero e il rosso, come potete vedere anche da queste immagini. Il rosso in particolare viene utilizzato più di rado, per rappresentare il sangue oppure il fuoco, quindi qualche elemento che indica pericolo e violenza (subita oppure in atto).
 
"E l'oceano era il nostro cielo" di Patrick Ness è un libro che viene presentato come un retelling del classico "Moby Dick", dal punto di vista però rovescito delle balene, in cui sono queste a dare la caccia agli umani, anche se comunque anche gli esseri umani a loro volta danno loro la caccia.
Quest'opera comunque è molto di più di una semplice rivisitazione di un classico, ed è anche un modo per l'autore di affrontare alcune importanti ed interessanti tematiche, tra cui ad esempio la guerra e la caccia.
Come vi ho appena detto tra umani e balene c'è una guerra: "Sapevo del nostro passato, del modo in cui le battute di caccia erano andate avanti per migliaia di anni: le nostre società si riflettevano l'una nell'altra, erano cresciute insieme e la guerra le spingeva entrambe verso nuove mutazioni". Una guerra appunto millenaria, di cui si è perso l'inizio e che non si sa chi sia stato ad iniziare, si sa solamente che sta continuando da sempre. L'autore permette così al lettore di riflettere su questa tematica (tra l'altro oggi, nel 2022, tornata putroppo molto attuale), sulle motivazioni che spingono a portarla avanti, sulle sue conseguenza, se sia giusta o sbagliata.
Un altro elemento molto interessante che caratterizza questo romanzo è la prospettiva "rovesciata", sia dal punto di vista narrativo che contestuale. A narrarci le vicende è appunto una balena, per cui noi veniamo a conoscenza degli avvenimenti attraverso il suo punto di vista, di giovane balena cacciatrice che odia gli esseri umani. Di conseguenza anche l'ambientazione è tutta capovolta, in quanto, come recita il titolo stesso e anche una frase del libro: "l'Abisso si stendeva sotto di noi e l'oceano era il nostro cielo". Per queste balene non è il mare a essere sotto al cielo (che loro chiamano Abisso), ma il contrario, per cui il nostro oceano è il loro cielo. Soprattutto inizialmente ci vuole un po' per riuscire ad abituarsi a questa cosa, per fortuna le magnifiche, suggestive e dettagliate illustrazioni di Rovina Cai aiutano molto il lettore in questo senso, permettendogli di visualizzare scene e ambienti.
Questo ribaltamento di prospettiva è sicuramente uno degli aspetti più affascinanti del racconto. Per esempio a me ha colpito molto la parte in cui Bathsheba descrive come le balene caccino gli umani non semplicemente per ucciderli (come in una semplice guerra), ma anche per sfruttarne i corpi, cosa che noi facciamo a nostra volta con gli animali: "Ogni singolo pezzo delle prede sarebbe stato adoperato, le ossa per farne sego e saponi, la pelle per le vele, le carni - indigeste per noi - come esca per i vasti branchi di altre prede con cui poi avremmo banchettato a piacimento". C'è da riconoscergli che comunque degli esseri umani esse non buttano via nulla, più avanti viene infatti specificato che "i denti degli uomini erano ingannevolmente considerati un aiuto alla digestione e i ricchi creduloni erano disposti a pagarli a caro prezzo. I corpi sarebbero stati macellati a caccia finita, le nostre marinaie al lavoro tutta la notte a cuocere, raschiare e ribollire". 
Insomma un retelling della storia di Moby Dick molto originale e interessante, narrato con uno stile poetico, coinvolgente ed elegante. Un racconto che affronta, tramite una bella storia, delle tematiche importanti quali quelle del destino, della libertà di scelta, dei rumors (i classici "ho sentito dire"), della guerra, della diversità, della violenza, della malvagità e dell'odio ingiustificati. 
Il mondo che l'autore ci presenta è molto affascinante e la stessa figura di Toby Wick è molto intrigante, in quanto all'inzio ci viene presentata come una sorta di leggenda, un'esistenza sfuggente che non si sa neanche se esita davvero (Bathsheba ad asempio all'inizio non crede nella sua esistenza, tanto da affermare: "tutti gli umani sono Toby Wick"), per poi diventare sempre più concreta man mano che la storia procede, senza però averne mai una certezza e lasciando sempre un elemento di dubbio, almeno fin quando non si giunge verso il finale.
Il personaggio di Bathsheba è molto ben caratterizzato, anche perché coinvolge spesso il lettore nei suoi pensieri e nelle sue riflessioni, mettendolo al corrente di molti aspetti sia della sua vita che della sua personalità. Anche gli altri personaggi vengono caratterizzati bene, anche se in maniera meno decisa rispetto alla protagonista, ma è comuque interessante leggere come interagiscono tra loro, sia quando lo fanno in modo personale che secondo delle norme sociali (ad esempio quando incontrano un altro branco di balene e devono dare inzio a un negoziato).
A dare il tocco finale all'opera poi ci sono le splendide illustrazioni di Rovina Cai, così dettagliate, magnifiche, suggestive e d'impatto, allo stesso tempo realistiche ma poetiche, capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, fatto di animali acquatici e paesaggi marini, di aria e acqua, di cielo e oceano, ma in cui la distinzione tra vittime e carnefici non è poi così netta.
 
Il libro illustrato è stato pubblicato nel 2018 dalla Walker Books col titolo "And the ocean was our sky", ed è stato edito in italiano nel 2019 dalla Mondadori Editore. L'opera ha una copertina rigida con sovracopertina, misura 22,3 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza, ha 160 pagine e costa 16 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 15 luglio 2022

Filastrocche di sabbia di Thomas Scotto e Marie Quentrec

Ecco un altro volume della collana di "Le piccole Gioie" della casa editrice Motta Junior, serie dedicata alle rime e alle filastrocche, nata per far "scoprire il piacere delle rime e la musicalità delle parole". Il libretto di cui vi parlerò oggi si intitola "Filastrocche di sabbia" di Thomas Scotto e illustrato da Marie Quentrec, ed ha come tematica la sabbia e il deserto.
 
Sopra: La copertina mostra due topi in Egitto, mentre avanzano allegri nel deserto, mentre alle loro spalle si vedono due piramidi.
 
Questo volume della collana è dedicato alla sabbia, e in particolare a quella del deserto, infatti tutte le filastrocche di questo volume sono ambientate nel deserto. Tra i titoli delle poesie troviamo ad esempio: "Quanto manca al mare" (che parla di una famiglia di puzzole che sta cercando di arrivare al mare), "La duna viaggiatrice", "Amore per la pulizia" (che parla di un dromedario che vorrebbe pulire tutta la sabbia), "L'oceano di terra" (che vede il deserto come un mare fatto però di sabbia), "Il topo del deserto", "Zampe all'aria" (che parla di una lucertola che cerca di non scottarsi le zampe sulla sabbia ), "Il cactus e la rosa", "Suoni diversi" (dedicata ai serpenti a sonagli), "La febbre del deserto", "L'amico velenoso" (dedicata allo scorpione), "L'oasi", "Le serenate del coyote", "I datteri", "L'albero secco"...
Particolarmente degna di nota è la filastrocca "In ricordo del Piccolo Principe", la quale è dedicata appunto alla famosissima opera di Antoine de Saint-Exupéry, che iniziava proprio con un aviatore precipitato in un deserto .
Le filastrocche di Thomas Scotto sono tradotte dal francese da Guendalina Sentorio e sono tutte molto graziose, carine e orecchiabili, con versi quasi tutti in rima baciata (AA BB) che rendono i testi molto piacevoli da udire, oppure versi liberi (che non seguono sempre lo stesso schema di rime):
 
In ricordo del piccolo principe
"E' la storia di un aereoplano
fermo nel deserto
e di un bambino biondo
dal fare un po' incerto.
Di una pecora indisciplinata,
di una volpe curiosa,
di una rosa capricciosa,
di una serpe velenosa
e di una notte stellata
che accolse generosa,
il ritorno del biondino
in una nebulosa. "
 
 I tuareg
"In silenziose carovane
battono le piste transahariane.
 
Hanno sguardi tenebrosi,
e attraversano altezzosi
i deserti misteriosi.
 
Vanno e vengono gli uomini blu
con il segreto della loro tribù. "
 
Sopra: Le pagine della poesia "In ricordo del piccolo principe", dedicata appunto al personaggio creato da Antoine de Saint-Exupéry.
 
Ogni filastrocca è accompagnata dalle illustrazioni Marie Quentrec, che sono carine e graziose, dai tratti morbidi e tondeggianti.
Per ogni filastrocca vi è un disegno a pagina intera, che rappresenta quanto raccontato nelle rime, collocato a destra o a sinistra dei testi, mentre nella stessa pagina in cui ci sono i testi vi è un disegno più piccolo, sempre inerente comunque alla rima.
 

Sopra: Per ogni filastrocca vi è un disegno a pagina intera collocato a destra o a sinistra dei testi, mentre nella stessa pagina in cui ci sono i testi vi è un disegno più piccolo che rappresenta qualche oggetto. Nelle immagini qui in alto ad esempio assieme ai testi vi è un sole e dei fiori.

I disegni ritraggono tutte scene ambientate nel deserto e hanno come protagonisti degli animali antropomorfizzati come: topi, lucertole, serpenti, scorpioni, coyoti, volpi, cammelli, capre...
Sebbene abbastanza dettagliati in un paio di casi ho trovato gli animali rappresentati non corretti con quanto descritto nei testi: in una filastrocca ad esempio viene detto "In mezzo al sahara / una famiglia di puzzole / rapida ruzzola...", ma gli animali rappresentati non sono delle puzzole, quanto piuttosto delle lontre. Nella filastrocca "La volpe delle nevi" invece si vede chiaramente che quella disegnata non è una volpe delle nevi ma una comune volpe europea, dal pelo rosso.
Le immagini sono comunque molto graziose (dai colori chiari, brillanti e vivaci) e capaci di rendere sia il lato più serio che quello più divertente e spassoso dei testi. I personaggi ritratti sono inoltre  molto espressivi, ed è interessante soffermarsi a osservare il loro volti e le loro espressioni.


Sopra: Alcuni disegni "sbagliati". In alto, la poesia parla di una famiglia di puzzole, mentre gli animali rappresentati non lo sono. In basso la poesia parla di una volpe artica, ma quella rappresentata è una normale volpe con la pelliccia rossa.
 
"Filastrocche di sabbia" di Thomas Scotto e illustrato da Marie Quentrec è una raccolta davvero deliziosa di poesie e filastrocche tutte dedicate al deserto. In effetti il titolo "Filastrocche del deserto" sarebbe stato più appropriato visto che la sabbia si può trovare anche al mare. 
In questo volume son presenti in maniera piuttosto equilibrata sia filastrocche più serie, che inducono a riflettere e a contemplare, sia testi dalla vena più divertente e ironica. Tra le filastrocche serie troviamo ad esempio quella dedicata al Piccolo Principe, che ho trovato essere una bella citazione (che tra l'altro non mi aspettavo), oppure quella della duna viaggiatrice: "Illuminata dalla luna / cambia volto la duna. / Il vento le accarezza i fianchi / e dolcemente / la spinge avanti". Tra le filastrocche ironiche c'è ad esempio quella "Zampe all'aria": "Sotto il sole incandescente, / danza la lucertola agilmente / sulla sabbia rovente. / Non è un tango, un rock / un rock o un sirtaki: / è solo che non vuole / i piedi bruciati".
Un'altra cosa che ho notato di queste poesie è che molte contengono termini specifici e molto particolari legati proprio all'ambiente del deserto come: tuareg (nella poesia "I tuareg"), sirtaki (nella poesia "Zampe all'aria"), violini tzigani (in "Il cactus e la rosa")...
Le illustrazioni della Quetrec sono carine e graziose, dai tratti morbidi e tondeggianti; capaci di rendere sia il lato più serio che quello più divertente e spassoso dei testi (nonostante qualche errore di rappresentazione di qualche animale).
 
Tale libro illustrato è stato pubblicato nel 1999 col titolo "Comptines des sables" dalla Actes Sud ed è stata edita in italiano dalla Motta Junior nel 2001. L'opera ha una copertina flessibile, misura 19 cm d'altezza e 10 cm di lunghezza, ha 64 pagine e costava 14000 LIRE. Attualmente i volumi ancora in vendita hanno un prezzo di 4,50€.
 
Come ho detto inizialmente questo volume fa parte di una collana chiamata "Le piccole Gioie" della casa editrice Motta Junior, una collana di rime e filastrocche "per scoprire il piacere delle rime e la musicalità delle parole". Ecco gli altri titoli della serie:
  1. "Filastrocche da mimare" di Corinne Albaut (1998)
  2. "Filastrocche da sgranocchiare" di Corinne Albaut (1998)
  3. "Filastrocche per diventare belli" di Corinne Albaut (1998)
  4. "Filastrocche in pigiama" di Corinne Albaut (1998)
  5. "Filastrocche dalla testa ai piedi" di Corinne Albaut (1998)
  6. "Filastrocche per giocare alla paura" di Corinne Albaut (1998)
  7. "Filastrocche per andare a scuola" di Corinne Albaut (1998)
  8. "Filastrocche di Natale" di Corinne Albaut (1998)
  9. "Filastrocche di cioccolato" di Corinne Albaut (1998)
  10. "Filastrocche di vento e di mare" di Corinne Albaut (1999)
  11. "Filastrocche dei segreti del bosco" di Corinne Albaut (1999)
  12. "Filastrocche per il mio compleanno" di Corinne Albaut (1999)
  13. "Filastrocche per prendere il sole" di Corinne Albaut (1999)
  14. "Filastrocche delle stagioni" di Monique Hion (1999)
  15. "Filastrocche in giardino" di Monique Hion (1999)
  16. "Filastrocche degli animali strambi" di  Monique Hion (1999)
  17. "Filastrocche per il mio orsacchiotto" di Corinne Albaut (2000)
  18. "Filastrocche per contare" di Corinne Albaut (2000)
  19. "Filastrocche in riva all'acqua" di Corinne Albaut (2000)
  20. "Filastrocche dell'alfabeto" di Jo Hoestlandt (2000)
  21. "Filastrocche bislacche" di Monique Hion (2000)
  22. "Filastrocche di tutti i colori" di Corinne Albaut (2000)
  23. "Filastrocche sotto il tendone" di Francois David (2000)
  24. "Filastrocche della notte di Halloween" di Corinne Albaut (2000)
  25. "Filastrocche del tempo che fa" di Christian Broutin (2001) 
  26. "Filastrocche di sabbia" di Thomas Scotto (2001)
  27. "Filastrocche a motore" di Corinne Albaut (2001)
  28. "Filastrocche per prendere la palla al balzo" di David François (2001)
  29. "Filastrocche dei miei giocattoli" di Corinne Albaut (2001)
  30. "Filastrocche del lupo cattivo" di Christian Havard (2001)
  31. "Filastrocche per un'orchestra" di Corinne Albaut (2001)
  32. "Filastrocche sulla strada" di Thomas Scotto (2001)
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 13 luglio 2022

L'ombra e altri oscuri racconti di Edith Nesbit

Ecco un altro volume della casa editrice Caravaggio Editore: "L'ombra e altri oscuri racconti" di Edith Nesbit. Una raccolta di racconti di un'autrice conosciuta in prevalenza come scrittrice di romanzi e racconti per l'infanzia, Nesbit scrisse anche ventuno racconti del terrore, la maggior parte dei quali riuniti nelle due raccolte del 1893, "Grim Tales" e "Something Wrong" e successivamente in "Fear" (1910).
Il volume fa parte della collana "Classici ritrovati" in cui "sono proposti classici, più o meno noti, della Letteratura Universale in edizioni la cui caratteristica principale risiede nella cura con cui sono stati confezionati i testi, sempre rigorosamente integrali e corredati da apparati di note che ne consentono una migliore e più approfondita comprensione".
 
Sopra: L'inquietante copertina in cui prevale il nero, su cui spiccano le scritte bianche del titolo e, al centro, un'illustrazione di Daniela Serra riguardante il primo racconto "L'ombra".
 
In questa raccolta sono stati selezionati cinque sinistri racconti scritti da Edith Nesbit (un'autrice molto ammirata da J.K. Rowling): 
  1. L'ombra: mentre si trova a casa della zia assieme ad alcune amiche, una ragazza ascolta il racconto della signorina Eastwich, governante della zia, la quale riferisce di aver vissuto un'esperienza paranormale quando, anni addietro, fu chiamata da una coppia di amici nella loro casa, che sembrava ospitare una strana presenza.
  2. La casa infestata: un uomo di nome Desmond decide di rispondere a un annuncio per investigare sui fenomeni di una casa infestata, nella speranza di rivedere un vecchio amico; poco dopo però essere arrivato nella casa si sente afflitto da uno strano malore che gli impedisce di ripartire presto.
  3. Il mistero della villetta bifamiliare: un uomo entra all'interno di una villetta e, al primo piano, vede la sua amata stesa sul letto, in un abito bianco... e con la gola tagliata.
  4. La storia d'amore dello zio Abraham: lo zio Abraham racconta al nipote del suo primo amore, una ragazza molto misteriosa che incontrava sempre in un cimitero.
  5. Numero 17: in una compagnia si inizia a discutere di fantasmi, e alcuni presenti iniziano a raccontare storie di spettri che hanno sentito e che gli sono state riferite. Un uomo, in particolare, riferisce la storia di una stanza di un hotel in cui tutti coloro che vi hanno passato la notte sono poi stati ritrovati con la gola tagliata.
 
 
 Sopra: Le pagine che segnano l'inizio dell'ultimo racconto "Numero 17".
 
La raccolta, come quasi tutti i volumi della collana "I classici ritrovati", contiene anche delle illustrazioni ad opera di Daniela Serra.
I disegni, in bianco e nero ma molto curati, sono posti all'inizio di ciascun racconto, per cui il volume contiene in tutto 5 disegni. Sono illustrazioni non troppo grandi (non occupano neppure un'intera facciata) ma dettagliate, dai tratti disturbanti e inquietanti, adatte al genere di storie contenute nella raccolta.
Una particolarità di queste immagini è che ognuna di esse è stata riprodotta due volte, in modo speculare in due pagine una vicino all'altra, cambiando solo i colori: la pagina a sinistra è nera con scritte e disegni bianchi, mentre quella a sinistra è bianca con scritte e disegni neri.
 
 

Sopra: Alcune illustrazioni ad opera di Daniela Serra. I disegni, in bianco e nero, dai tratti inquietanti, sono posti all'inizio di ciascun racconto (in questo caso quello in alto appartiene alla storia "L'ombra", mentre il secondo a "La casa infestata"). Da notare come ogni immagine sia riprodotta in modo speculare nella pagina successiva.
 
"L'ombra e altri oscuri racconti" di Edith Nesbit è una raccolta con degli interessanti racconti di paura. Sono storie con alla base inquietanti elementi soprannaturali e normalmente inspiegabili. I racconti non è che terrorizzino, ma puntano più a instillare nel lettore un senso di inquietudine, stimolandone la curiosità, mettendolo di fronte a qualcosa di inspiegabile come: strane presenze che si aggirano per la casa, oscuri presagi, bizzarre conoscenze e inquietanti incontri.
Il volume è inoltre accompagnato dalle note del traduttore Enrico de Luca, che spiegano al lettore alcuni termini particolari, alcune modifiche avvenute da un'edizione all'altra o alcune scelte nella traduzione (riportando anche come era scritto il testo nella sua versione originale).
Un libretto breve ma molto curato, sia testualmente che graficamente, a partire dalla copertina, ma anche dalle illustrazioni interne, in bianco e nero, che trasmettono il giusto senso di inquietudine e mistero. Una raccolta non particolarmente paurosa, ma comunque intrigante e ricca di suspence, che lascia sempre al lettore un certo margine di interpretazione.
 
La raccolta è stata pubblicato nel 2020 dalla Caravaggio Editore nel 2020; ha una copertina flessibile, misura 20 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza, ha 136 pagine e costa 11,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 11 luglio 2022

Atlante dei luoghi che non esistono di Mia Cassani e Anna de Sima

"Atlante dei luoghi che non esistono" di Mia Cassani e Anna de Sima è un atlante che descrive mondi immaginari abitati da creature magiche e strabilianti, a metà tra sogno e realtà.
 
Sopra: Sulla copertina dai contorni marroncini, vediamo una grande bussola, in mezzo al mare, circondata da fiori, città, animali, piante, frutti, dolci...
 
"Ogni notte sogno un luogo magico che, solo per un attimo, esiste nella mia fantasia. In questi momenti, nei miei sogni prende forma l'atlante di un universo che vive nella mia mente. Sogno, immagino, percorro una mappa in cui l'impossibile è normale e il possibile si aggroviglia intorno alle miei gambe irreali".
Sono queste le parole con cui le autrici invitano il lettore ad entrare in questo atlante ricco di luoghi sorprendenti ed immaginari, frutto, come spiegano loro stesse, della fantasia, della loro mente. Quelli che andremo a visitare sono 15 luoghi sorprendenti, ciascuno a modo suo.
C'è ad esempio: la Giungla maculata, dove "il manto degli animali muta ad ogni starnuto, e le loro macchie si spostano di continuo"; oppure vi è una balena addormentata che trasporta sul suo dorso un'intera città; nel faro più alto del mondo dei sogni si possono osservare stelle e pianeti; vi sono poi le catene delle Montagne sottosopra, con vette all'ingiù; nel Bosco Marino invece abitano moltissimi animali marini trasportati laggiù da enormi onde, e che ormai hanno imparato a vivere nel bosco; il Vulcano dei Sogni quando erutta sputa "fiumi di gomme da masticare" e tantissimi altri dolci; nella Città Fiorita le piante e la vegetazione hanno invaso strade ed edifici; gli abitanti della Città delle Farfalle hanno la fortuna di poter contare su migliaia di farfalle, sopra le loro teste, che li proteggono; nel Lago Vitamina crescono e maturano centinaia di frutti e verdure; il Deserto degli Oggetti Scomparsi invece ospita un sacco di oggetti che sono stati smarriti....

Sopra: La mappa che mostra tutte le 15 isole presentate in questo atlante (dei luoghi che non esistono).

Il ruolo più importante comunque è ricoperto dalle illustrazioni, in quanto in effetti i testi potrebbero anche essere rimossi e basterebbero le immagini a descrivere al lettore le terre immaginate e i luoghi fantastici contenuti nell'atlante.
Ogni luogo descritto è stato rappresentato magnificamente con un'illustrazione a doppia pagina, che permetterà al lettore di poter osservare minuziosamente ogni particolare del paesaggio, che è sempre molto bello, ricco di dettagli e colorato.
 

  
Sopra: Ogni luogo descritto (come il Lago Vitamina e il Bosco Marino qui sopra) è stato rappresentato magnificamente con un'illustrazione a doppia pagina, che permetterà al lettore di poter osservare minuziosamente ogni particolare del paesaggio, che è sempre molto bello, ricco di dettagli e colorato.
 
Le pagine mostrano tutti paesaggi inquadrati da lontano, per permettere all'osservatore di poter ammirare il più possibile di un certo ambiente. I luoghi mostrano ambienti piuttosto variegati, come lo spazio, città, foreste, isole, cieli, mari....
Ognuno ovviamente presenta una sua particolarità che lo rende un luogo irreale, che non può esistere nella realtà, per questo vediamo isole fluttuanti nel cielo, foreste di animali marini, città costruite su balene giganti o città nello spazio...
Come dicevo ogni ambiente è ricco di dettagli e colorato con tinte dalle tonalità chiare, accese e brillanti, spesso molto chiare, anche se ci sono pagine dallo sfondo nero. Tra i colori maggiormente utilizzati troviamo l'azzurro, il marrone, il verde, il rosa, il rosso e l'arancione, oltre al nero e al bianco.

 

 Sopra: I luoghi mostrano ambienti piuttosto variegati, come lo spazio, città, foreste, isole, cieli, mari....
Ognuno ovviamente presenta una sua particolarità che lo rende un luogo irreale; nell'immagine in alto vediamo ad esempio delle isole fluttuanti nel cielo, in quella centrale una città costruita su una balena gigante e in quella in basso c'è una città nello spazio. Come dicevo ogni ambiente è ricco di dettagli e colorato con tinte dalle tonalità chiare, accese e brillanti, spesso molto chiare, anche se ci sono pagine dallo sfondo nero (come l'ultima in basso).
 
"Atlante dei luoghi che non esistono" di Mia Cassani e Anna de Sima è un albo illustrato molto bello, anche solo da sfogliare, pieno di magnifiche immagini dai tratti delicati e dai colori chiari e vivaci, capaci di trasportare il lettore in luoghi straordinari capaci di esistere solo nei sogni. 
Un albo adatto già dai 3/4 anni per far volare i bambini con la fantasia, magari facendo loro ampliare le descrizioni fornite per ogni luogo sfruttando la loro immaginazione, oppure stimolandoli a inventarsi altri posti, altrettanto sensazionali.
 
Quest'opera è stata pubblicata originariamente col titolo "Atlas de los lugares que no existen" nel 2016 in Gran Bretagna dalla Mosquito Books Barcelona e poi è stato edito in italiano nel 2019 dalla Sassi Junior Editore. L'albo ha 36 pagine, la copertina rigida, misura 32,5 cm d'altezza e 23,5 cm di lunghezza e costa 13,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 8 luglio 2022

Filastrocche dell'alfabeto di Jo Hoestlandt e Pascale Bountry

"Filastrocche dell'alfabeto" di Jo Hoestlandt e illustrato da Pascale Bountry è un altro volume, che questa volta ha come tema le lettere dell'afabeto, che fa parte della collana della casa editrice Motta Junior chiamata "Le piccole Gioie" dedicata alle rime e alle filastrocche, nata "per scoprire il piacere delle rime e la musicalità delle parole".
 
 Sopra: La copertina ci mostra un'illustrazione con un paesaggio colorato anche se un po' surreale, pieno di bambini e lettere dell'alfabeto.
 
Questo volume della collana è dedicato alle lettere dell'afabeto e alle parole che iniziano con esse; all'interno del libretto troviamo quindi poesie dedicate a: bocca, bambini, deserto, estate, fosco, giraffa, isola, musica, paradiso, rabbia, scale, vita, yen....
Le filastrocche di Jo Hoestlandt sono tradotte dal francese da Anna Bergna e sono molto carine e musicali, con molti versi a rima libera, che non seguono un particolare schema di rime, anche se ogni tanto compare comunque qualche verso in rima baciata.
La particolarità di queste filastrocche è che, essendo ognuna di esse dedicata a una lettera dell'alfabeto, presentano tutte moltissime allitterazioni, cioè ripetizioni di suoni uguali o simili all'inizio o all'interno di parole. 
La cosa interessante è che ogni poesia non è detto che sia dedicata a una sola parola, ma spesso, per mettere in risalto la lettera a cui la filastrocca è dedicata, l'autore sfrutta più parole che contengono quel determinato suono. In alcuni casi, ad esempio, la lettera non è neppure quella iniziale, ma può essere anche una lettera interna alla parola (come in "N, la regina si annoia").
 
G
"Per pettinare
la grande,
gracile,
graziosa
e gentile giraffa
ci vuole un gigante.
Se la giraffa
si gingilla
e si agita,
il gigante la sgrida:
<<Di grazia,
Vostra Grandezza,
smettete di sgambettare
o tutto si ingarbuglierà
 e la gente vi giudicherà
poco elegante.>>"
 
 L
"Bella di Notte, incollerita,
ha lanciato la sua lunga collana di stelle
là, sopra la luna,
nella Via Lattea.
 
Le stelle lontane,
luccicano malinconiche:
Betelgeuse,
Polluce,
Aldebaran.
 
All'Alba, Bella di Notte
asciuga le lacrime,
raccoglie le perle,
infila la lunga collana
e vola via lontana."


Sopra: Le pagine relative alla poesia "Il canto dell'albero" che parla di un abete che è stato tagliato.
 
Ogni filastrocca è accompagnata dalle illustrazioni di Pascale Bountry, che sono molto carine, graziose e dettagliate.
Per ogni filastrocca vi è un disegno a pagina intera collocato a destra o a sinistra dei testi, mentre nella stessa pagina in cui ci sono i testi vi è sono dei disegni più piccoli che rappresentano le lettere dell'alfabeto, scritte in stampato maiuscolo, minuscolo e corsivo minuscolo, in base a quella trattata dalla filastrocca. Ad esempio nella filastrocca della H vediamo scritta la lettera in fondo alla filastrocca in stampato maiuscolo (H), minuscolo (h) e corsivo minuscolo.


Sopra: In queste pagine potete vedere un disegno a pagina intera collocato a destra, mentre nella stessa pagina in cui ci sono i testi vi sono le lettere dell'alfabeto, scritte in stampato maiuscolo , minuscolo e corsivo minuscolo, in base a quella trattata dalla filastrocca.

Questi disegni sono composti da tratti semplici e linee nette e precise, dentro le quali vengono stesi colori chiari e brillanti, solitamente anche piuttosto intensi e carichi. 
Le illustrazioni rappresentano quanto descritto nei testi, talvolta mantenendo un aspetto realistico, come l'immagine che rappresenta la lettera D, mentre altre volte l'artista può decidere di rappresentare scene più fantastiche e surreali, specialmente se nella filastrocca viene riportato qualche fenomeno insolito. Ad esempio con la lettera V, la cui filastrocca descrive vari modi di vivere la vita, l'artista ha rappresentato persone sulle nuvole che ballano o suonano, persone in barca e persone che volano su un libro.


Sopra: I disegni sono composti da tratti semplici e linee nette e precise, dentro le quali vengono stesi colori chiari e brillanti, solitamente anche piuttosto intensi e carichi. Le illustrazioni rappresentano quanto descritto nei testi, talvolta mantenendo un aspetto realistico (come l'immagine in alto che rappresenta la lettera D), mentre altre volte l'artista può decidere di rappresentare scene più fantastiche e surreali (come con la lettera V nell'immagine in basso).
 
"Filastrocche dell'alfabeto" di Jo Hoestlandt e illustrato da Pascale Bountry è una raccolta di filastrocche molto graziose e melodiose. I testi di questo volume sono particolarmente interessanti per tutto il lavoro di allitterazioni e ripetizione di lettere che è stato fatto per ogni poesia, anche a discapito magari delle rime. Rispetto ad altri volumi infatti queste filastrocche hanno meno rime, in quanto la loro musicalità è data piuttosto dalle allitterazioni, che l'autore (e la traduttrice) ha deciso di privilegiare.
Questo le rende molto utili anche alle insegnanti di italiano da proporre ai bambini sia come dettati che per diletto, o come esempi da poter poi provare a imitare o a cui ispirarsi.
Per quanto riguarda l'italiano ho trovato particolarmente interessante la filastrocca "R, l'arrabbiato ringhia", che riesce a trasmettere in modo semplice un concetto interessante: "L'arrabbiato ringhia, / il russatore russa, il re regna, / il roditore rode, / l'arancia rotola. / Questa è la realtà. /Ma se l'arrabbiato rode, / il re rotola, / il russatore ringhia / il roditore regna / e l'arancia russa, / ecco, questa è una storia!".
Carina anche quella sulla lettera Q, che fa riferimento alla favola di Alì Babà e i quaranta ladroni: "Han messo a soqquadro / il palazzo del rajah, / quanti ladroni hai contato Alì Babà? / Quaranta nella caverna / piena di quattrini, / quattordici nella taverna / ad assaggiare vini. / Quattro nella piazza / intenti a questionare, / per futili quisquilie / si mettono a gridare. / Quando hai finito di contare / acqua in bocca: comincia a scappare!".
Il bello di queste filstrocche è anche che, dovendo usare particolari suoni e lettere, spesso utilizzano parole un po' ricercate o comunque particolari (alcune addirittura pittoresche), che possono servire ad ampliare il lessico tipo: baloccano, bersò, fosco, sgambettare, soqquadro, quattrini, quisquilie, urinare, guardinga, yurta, yucca, yankee, zefiro, zuzzurelloni, zizzania, zonzo...
Ad accompagnare le poesie ci sono le colorate e graziose, anche se semplici, illustrazioni di Pascale Bountry, le quali supportano il lettore nella comprensione dei testi.

Tale libro illustrato è stato pubblicato nel 1998 col titolo "Comptines en form d'alphabet" dalla Actes Sud ed è stata edita in italiano dalla Motta Junior nel 2000. L'opera ha una copertina flessibile, misura 19 cm d'altezza e 10 cm di lunghezza, ha 64 pagine e costava 14000 LIRE. Attualmente i volumi ancora in vendita hanno un prezzo di 4,50€.
 
Come ho detto inizialmente questo volume fa parte di una collana chiamata "Le piccole Gioie" della casa editrice Motta Junior, una collana di rime e filastrocche "per scoprire il piacere delle rime e la musicalità delle parole". Ecco gli altri titoli della serie:
  1. "Filastrocche da mimare" di Corinne Albaut (1998)
  2. "Filastrocche da sgranocchiare" di Corinne Albaut (1998)
  3. "Filastrocche per diventare belli" di Corinne Albaut (1998)
  4. "Filastrocche in pigiama" di Corinne Albaut (1998)
  5. "Filastrocche dalla testa ai piedi" di Corinne Albaut (1998)
  6. "Filastrocche per giocare alla paura" di Corinne Albaut (1998)
  7. "Filastrocche per andare a scuola" di Corinne Albaut (1998)
  8. "Filastrocche di Natale" di Corinne Albaut (1998)
  9. "Filastrocche di cioccolato" di Corinne Albaut (1998)
  10. "Filastrocche di vento e di mare" di Corinne Albaut (1999)
  11. "Filastrocche dei segreti del bosco" di Corinne Albaut (1999)
  12. "Filastrocche per il mio compleanno" di Corinne Albaut (1999)
  13. "Filastrocche per prendere il sole" di Corinne Albaut (1999)
  14. "Filastrocche delle stagioni" di Monique Hion (1999)
  15. "Filastrocche in giardino" di Monique Hion (1999)
  16. "Filastrocche degli animali strambi" di  Monique Hion (1999)
  17. "Filastrocche per il mio orsacchiotto" di Corinne Albaut (2000)
  18. "Filastrocche per contare" di Corinne Albaut (2000)
  19. "Filastrocche in riva all'acqua" di Corinne Albaut (2000)
  20. "Filastrocche dell'alfabeto" di Jo Hoestlandt (2000)
  21. "Filastrocche bislacche" di Monique Hion (2000)
  22. "Filastrocche di tutti i colori" di Corinne Albaut (2000)
  23. "Filastrocche sotto il tendone" di Francois David (2000)
  24. "Filastrocche della notte di Halloween" di Corinne Albaut (2000)
  25. "Filastrocche del tempo che fa" di Christian Broutin (2001) 
  26. "Filastrocche di sabbia" di Thomas Scotto (2001)
  27. "Filastrocche a motore" di Corinne Albaut (2001)
  28. "Filastrocche per prendere la palla al balzo" di David François (2001)
  29. "Filastrocche dei miei giocattoli" di Corinne Albaut (2001)
  30. "Filastrocche del lupo cattivo" di Christian Havard (2001)
  31. "Filastrocche per un'orchestra" di Corinne Albaut (2001)
  32. "Filastrocche sulla strada" di Thomas Scotto (2001)
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 6 luglio 2022

L'incredibile viaggio di Ulisse di Bimba Landmann

"L'incredibile viaggio di Ulisse" di Bimba Landmann è sostanzialmente una riscrittura dell'Odissea, e quindi del viaggio di Ulisse, ma alquanto originale e particolare. D'altronde l'artista non è certo alle prime armi e ha pubblicato (e continua a pubblicare) volumi piuttosto famosi e interessanti come: "L'unicorno dal corno d'oro" di Sylvaine Nahas (Arka, 2001), "Quel genio di Leonardo" di Guido Visconti (Arka, 2003), "Il destino di Achille" (Arka, 2009), "Raffaello il pittore della dolcezza" di Nicola Cinquetti (Arka, 2012), "Antoine Saint-Exupery in cerca del piccolo principe...." (Arka, 2013), "Come sono diventato Marc Chagall" (Arka, 2015), "Alla ricerca del Sacro Graal" di Chiara Lossani (Arka, 2015), "Iqbal. Il sogno di un bambino schiavo" di Chiara Lossani (Arka, 2016), "Chiara e Francesco" di Guido Visconti (Arka, 2017), "Mappe delle mie emozioni" (Camelozampa, 2019), "Un bambino di nome Giotto" di Paolo Guarnieri (Arka, 2020) ...
 
 
 Sopra: A sinistra la copertina della terza edizione, rivisitata e ampliata (e quella che vi recensirò ora) mentre a destra troviamo la copertine, rigida, della prima edizione, che era più breve.

Come avrete capito questo libro illustrato è una riscrittura dell'Odissea, ad opera di Bimba Landmann, la quale spiega al lettore: "Questa storia giunge dai tempi dell'antica Grecia, dal grande poeta Omero. Gli antichi aedi per secoli l'hanno cantata prima che venisse scritta e giungesse fino a noi, con il nome di Odissea. Racconta le avventure di Odisseo, più noto come Ulisse. Un semplice uomo in balia degli dei, del mare, di giganti, mostri, ninfe e maghe. Un grande eroe astuto, temerario, cauto e incauto, pronto ad affrontare tutto pur di arrivare alla sua meta. Io vi racconto la mia versione di questa Odissea, eterna metafora della vita di ogni uomo".
L'opera parte con Ulisse che si trova ancora a Troia, per combattere una guerra che dura da dieci anni, così l'eroe escogita un'ingegnoso stratagemma per poter sconfiggere i troiani: un cavallo di legno dentro al quale si possono nascondere dei soldati, così da poter penetrare indisturbati nella città fortificata.
"Con astuzia concepisce l'inganno più famoso della storia. Ulisse fa costruire un gigantesco cavallo di legno. Poi fa credere ai suoi nemici di arrendersi. Le sue navi si allontanano una dopo l'altra. Ma lui e i suoi uomini si nascondono nell'enorme cavallo."
Dopo essere finalmente riusciti a vincere i troiani, i greci ripartono per tornare a casa, compreso Ulisse ma, come ben sappiamo, egli dovrà superare ancora molte prove e vivere molte avventure prima di poter tornare alla sua dimora: ha a che fare con i Lotofaci (persone che mangiano il loto, il quale però intorpidisce la mente e annebbia i ricordi), poi finisce nelle mani del ciclope Polifemo (da cui riesce a scappare accecandolo), giunge nel palazzo di Eolo e poi nel palazzo del gigante Antifane, che costringe nuovamente Ulisse e la sua ciurma alla fuga. Arrivano poi nell'isola di Circe, che inizialmente trasforma i compagni di Ulisse in maiali, anche se poi li lascia ripartire indicandogli di parlare con un'indovino che si trova nella Terra dei Morti: "Ulisse, tu vuoi sapere se arriverai ad Itaca. Solo l'indovino Tiresia te lo potrà dire. Ma per incontrarlo dovrai ora andare nel Regno dei Morti". Dopo essere uscito dal Regno dei Morti l'eroe resiste anche al canto delle sirene e sopravvive ai mostri Scilla e Cariddi, giungendo sull'isola di Trinacria. Sull'isola si trovano delle vacche sacre al dio Sole che però i compagni di Ulisse uccidono, provocando l'ira degli dei, con Zeus che affonda la loro nave. Dell'equipaggio solo Odisseo sopravvive, venendo salvato da Calipso dopo essere naufragato sulla sua isola: "Lei lo cura come un figlio. Lo ama come uno sposo. Per sette anni. Non vuole lasciarlo partire". Alla fine, grazie all'intervento degli dei, Ulisse può ripartire a bordo di una zattera fino a giungere all'isola dei Feaci, dove incontra la principessa Nausicaa e suo padre Alcinoo, che gli concede una nave per farlo tornare finalmente a Itaca. Quando torna egli però scopre che il suo palazzo è invaso dai Proci, così escogita un modo per ingannarli, sconfiggerli e scacciarli, travestendosi da mendicante.
Landmann in pratica racconta tutti gli eventi successi nell'Odissea con un stile di scrittura incisivo, che si avvale di frasi brevi e dirette, corredate comunque da dialoghi tra i personaggi, che non rendono i testi un mero riassunto.
 
 Sopra: Un'illustrazione della Landmann che rappresenta la guerra di Troia, e in particolare il momento dell'inganno del cavallo di legno. Da notare come l'artista suddivida i vari spazi delle pagine in quadrati o rettangoli per poter narrare anche con le immagini.
 
Oltre alla riscrittura la vera chicca di questa edizione sono le illustrazioni, sempre opera di Bimba Landmann, che come potete vedere sono molto particolari.
L'artista infatti possiede uno stile estremamente particolare, che si ispira al surrealismo, un movimento artistico e letterario d'avanguardia del Novecento, nato negli anni 20 a Parigi, che vuole esprimere una realtà superiore, fatta di irrazionale e di sogno, per rivelare gli aspetti più profondi della psiche.
Le tavole dell'artista trasportano infatti il lettore in un mondo incredibile, una realtà da sogno, con ambienti che confondo i sensi, soprattutto quello della vista, creando ad esempio palazzi e strutture sbilenche e personaggi dall'aspetto peculiare.
Quelli dall'aspetto più normale (tra cui Ulisse) sono tracciati con tratti netti e decisi, quasi geometrici, con toraci che sono triangoli rovesciati, nasi rettangolari, visi squadrati... Interessante i fatto che alcuni personaggi, come la maga Circe, hanno la testa staccata dal corpo, tipo galleggiante.
 


  Sopra: Le tavole dell'artista trasportano il lettore in un mondo incredibile, una realtà da sogno, con ambienti che confondo i sensi, soprattutto quello della vista, creando ad esempio palazzi e strutture sbilenche (come la città dell'isola di Eolo, in alto) e personaggi dall'aspetto peculiare 8come gli uomini nell'immagine centra e finale, dove compare anche il ciclope Polifemo). Quelli dall'aspetto più normale (tra cui Ulisse) sono tracciati con tratti netti e decisi, quasi geometrici.
 
Molto particolare anche l'uso e la scelta dei colori, che rendono queste tavole uno spettacolo per gli occhi. Le pagine infatti sono coloratissime, ricche di tinte accese, intense e brillanti. Tra quelle maggiormente utilizzate troviamo il magenta, il rosso, l'arancione, il giallo, il verde e l'azzurro, oltre al bianco e al nero.
Questi colori sono di solito accostanti in una stessa tavola per creare contrasto nei disegni, e a tale proposito risulta molto importante il ruolo del bianco e del nero, con cui sono dipinti i personaggi umani, tra cui anche Ulisse, il suo equipaggio e Penelope.
Interessante il fatto che le pagine dedicate invece a narrare il viaggio di Telmaco (il figlio d'Ulisse recatosi a Troia per sapere notizie del padre) siano in bianco, nero e grigio.
Le tavole dell'artista possono essere immagini a doppia pagina, mentre altre volte sono racchiuse in vignette quadrate o rettangolari, sfruttando così lo spazio del foglio in modo molto particolare e utile alla narrazione.
 



  Sopra: L'uso e la scelta così particolare dei colori rendono queste tavole uno spettacolo per gli occhi. Le pagine infatti sono coloratissime, ricche di tinte nella maggior parte dei casi accese, intense e brillanti. Tra le tinte maggiormente utilizzate troviamo il magenta, il rosso, l'arancione, il giallo, il verde e l'azzurro, oltre al bianco e al nero. Le tavole dell'artista possono essere immagini a doppia pagina (come quella centrale, quando Nausicaa trova Ulisse), mentre altre volte sono racchiuse in vignette quadrate o rettangolari, come nell'immagine in alto, in cui compaiono tre rettangoli posizionati in verticale rispetto alle pagine, o come in quella in basso (dove i Proci si cimentano nella prova dell'arco), che invece presenta delle scene lunghe e strette poste in orizzontale.
 
"L'incredibile viaggio di Ulisse" di Bimba Landmann è un'opera molto bella e particolare soprattutto per le incantevoli e magnifiche illustrazioni dallo stile surrealista. Infatti questi viaggi di Ulisse sembrano svolgersi in un sogno, in mezzo a paesaggi un po' psichedelici e personaggi bizzarri, dai tratti geometrici. E' molto interessante notare come l'artista suddivida i vari spazi delle pagine in quadrati o rettangoli per poter narrare anche con le immagini. Infatti in questo libro le illustrazioni non servono solo da accompagnamento ai testi, ma sono parte integrante della narrazione, tanto che si potrebbe quasi dire che sono i testi quelli che accompagnano i disegni, piuttosto che il contrario.
L'autrice inoltre utilizza un linguaggio diretto e incisivo, molto coinvolgente, per raccontare ai lettore le vicende dell'Odissea. Opera che tra l'altro è stata comunque riassunta e riportata nella sua interezza, seguendo tutti i principali avvenimenti della storia. Come narra il retro di copertina: "Dopo aver sconfitto l'esercito dei Troiani, Ulisse parte con i suoi soldati per tornare a casa. Dirige le navi verso Itaca dove l'aspettano Penelope e suo figlio Telemaco, che non vede da dieci anni. Ma quanto durerà il suo viaggio? Un viaggio è sempre un'avventura. E il mare che porta a Itaca è imprevedibile. Nasconde mostri selvaggi, tremende sciagure, raffinati incantesimi d'amore e stregonerie impossibili. A Ulisse toccherà sconfiggere anche questi nemici. Perché è compito di ogni eroe, se vuole diventare anche un uomo saggio, raccogliere tutte le ricchezze che porta con sé ogni esperienza".
Il volume può essere comunque letto in condivisione a partire dai 5 anni, suddividendolo in piccole parti, in quanto la storia risulta abbastanza lunghetta da leggere tutta insieme.
 
Tale libro illustrato è stato pubblicato per la prima volta nel 2007 dalle edizioni Arka, in un'edizione con la copertina rigida, con 64 pagine, alta 30,3 cm e larga 22,3 cm e che costava 19 euro. 
Nel 2016 l'opera è stata ripubblicata con un'edizione rivisitata e ampliata, con una copertina flessibile, che misura 23,5 cm d'altezza e 19 cm di lunghezza, che ha 128 pagine e costa 16 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.