venerdì 18 dicembre 2020

Bambi di Felix Salten e Benjamin Lacombe

Dopo avervi parlato di "Pelle d'Asino" di Cécile Roumiguere e Alessandra Maria, in questo post vi parlerò di un altro volume che fa parte di una collana di classici illustrati diretta da Benjamin Lacombe, la quale "nasce dal desiderio di presentare grandi classici in una veste nuova e raffinata, affiancando all'autorità dei maestri del passato lo stile originale di alcuni tra i più ispirati giovani illustratori di oggi". 
Questa volta recensirò "Bambi" di Felix Salten e illustrato da Benjamin Lacombe, di cui molti di noi ricorderanno probabilmente il film d'animazione della Disney del 1942, che in realtà presenta delle differenze rispetto al libro.
 
Sopra: La magnifica copertina in cui vediamo l'illustrazione di Bambi realizzata da Lacombe è in realtà intagliata. Gli alberi e le foglie che si vedono davanti al capriolo non sono semplicemente disegnati, ma sono proprio intagliati nel cartone e nella carta (su una doppia piano).
 
Stavolta non siamo davanti a una rivisitazione dei testi, ma alla versione integrale scritta da Felix Salten, originariamente pubblicata nel 1923 col titolo "Bambi: Eine Lebensgeschichte aus dem Walde" ("Bambi: vita di un capriolo").
Protagonista della storia è Bambi, un cucciolo di capriolo nato in un boschetto durante la tarda primavera. Nel corso dell'estate la madre gli insegna come vivono i caprioli e gli fa conoscere i vari abitanti della foresta. Quando il figlio pare abbastanza cresciuto, lo porta nella prateria, dove il capriolo incontra sua zia Ena e i suoi figli gemelli, i cerbiatti Faline e Gobo, con i quali stringe amicizia.
Man mano che Bambi cresce la madre comincia a lasciarlo solo ed un giorno, mentre la sta cercando, Bambi ha il suo primo incontro con un cacciatore, che tenta di sparargli, anche se poi fortunatamente riesce a fuggire a tutta velocità, insieme alla madre. In seguito Bambi si abitua a rimanere da solo in quanto la madre lo abbandona sempre più spesso essendo ormai cresciuto. A metà dell'inverno, i cacciatori entrano nella foresta, uccidendo molti animali, tra cui la madre di Bambi.
Dopo un po' di tempo, quando Bambi sta ora mettendo in mostra il suo secondo paio di corna, egli si riunisce con la sua cugina Faline di cui si innamora, dopo alcuni combattimenti e sconfitte.
Il romanzo continua narrando la vita di Bambi che cresce, imparando ad essere più cauto, e che capisce che anche l'uomo non è poi così forte e onnipotente come aveva sempre pensato.
 
Sopra: Alcune pagine interne dell'opera, che mostrano un'illustrazione di Bambi di Lacombe.
 
I disegni di Benjamin Lacombe sono come sempre splendidi, evocativi, molto curati, ricchi di dettagli, con colori forti, intensi e brillanti. Le illustrazioni di questo artista, molto graziose, riescono a rendere perfettamente tutta la delicatezza, la grazia e la bellezza dei vari animali del bosco, in particolare quella dei cerbiatti, cuccioli o adulti, che l'artista è riuscito a rendere molto espressivi.
Come spiega inoltre Lacombe: "Il mio immaginario si è nutrito delle illustrazioni visive durante l'infanzia, delle mie scoperte, della mia formazione, delle mie ossessioni e degli incontri intellettuali, scelti o inaspettati che approfondito e coltivato. Ne fanno parte i film d'animazione di Walt Disney, tra cui il magnifico bambi. Il confronto con un simile monumento visivo ha rappresentato una sfida: in tutta onestà ho voluto rendere omaggio a questo Bambi animato, entrato nella cultura popolare, proponendo la mia voce d'artista, la mia interpretazione personale".
 
 

  Sopra: Le  illustrazioni di Benjamin Lacombe sono come sempre splendide, evocative, molto curate, ricche di dettagli, con colori forti, intensi e brillanti. Illustrazioni molto graziose, che riescono a rendere perfettamente tutta la delicatezza, la grazia e la bellezza dei vari animali del bosco.
 
Nel volume sono presenti sia immagini a colori che in bianco e nero, che sono entrambe molto suggestive e raffinate. Le scene in bianco e nero ad esempio sono ottime per rendere alcuni momenti di paura o di tensione, mentre quelle a colori rendono perfettamente scene più tranquille, ricche di meraviglia e d'incanto, in cui sembra che il tempo si fermi (permettendo al lettore di contemplare incantato la scena).
L'intera opera è disseminata da tantissime immagini, a volte a tutta pagina e altre volte incluse nel testo. Ad esempio nei vari capitoli troviamo delle pagine con delle decorazioni che richiamano elementi naturali. Tali decorazioni si basano sulle varie stagioni dell'anno e cambiano in base a quale stagione è ambientato un certo capitolo.
I colori utilizzati da Lacombe sono, come sempre, stesi in maniera forte e decisa, presentando tonalità intense, brillanti e accese, che rendono onore alle tinte di un bosco rigoglioso e verdeggiante, ricco di vita. Non mancano però anche le zone d'ombra, in cui i colori si fanno più scuri e cupi, d'altronde il testo di Salten narra spesso di momenti pericolosi, in cui i protagonisti si ritrovano a rischiare la vita. Lo stesso Lacombe afferma infatti: "Ho voluto far sentire il pericolo e la paura di chi si sente braccato. Per farlo, ho utilizzato nuove scelte grafiche: immagini sincopate a carboncino, pagine traforate e ripiegate che fanno danzare la luce e frusciare la carta".
In questo volume sono infatti presenti anche alcune pagine intagliate, realizzate con la tecnica del paper cutting, sebbene in realtà non siano molte (due o tre in tutta l'opera), contribuiscono ad arricchire la storia di ulteriore fascino e magia.
 
 
Sopra: Nel volume sono presenti sia immagini a colori che in bianco e nero, che sono entrambe molto suggestive e raffinate. Le scene in bianco e nero ad esempio sono ottime per rendere alcuni momenti di paura o di tensione (come questi qui sopra), mentre quelle a colori rendono perfettamente scene più tranquille, ricche di meraviglia e d'incanto.
 
Sopra: Nel
volume sono presenti alcune pagine intagliate, come quella qui sopra, che contribuiscono ad arricchire la storia di ulteriore fascino e magia.
 
"Bambi" di Felix Salten e illustrata da Benjamin Lacombe è un'opera molto curata, incantevole e pregiata. Mi è piaciuto molto che Lacombe abbia deciso di inserirla all'interno della sua collana, riproponendola nella sua versione originale e integrale, in quanto, sebbene considerata un classico della letteratura, non la si trova facilmente inserita all'interno delle collane di classici per ragazzi. D'altronde, come viene spiegato nell'introduzione di Maxime Rovere, il romanzo di Salten non era pensato per essere indirizzato ad un pubblico infantile, ma era un "romanzo sugli animali destinato agli adulti". Esso è un racconto iniziatico e un inno alla natura, che venne addirittura censurato e vietato dalle autorità naziste "che vi lessero una metafora politica del trattamento subito dagli Ebrei i Europa".
Il romanzo, oltre ad essere un'ode alla natura "racconta infatti di come la vita sia un susseguirsi di rischi, in particolare nel panorama europeo degli anni Venti. Salten sposta così nel bosco, in esperienze più o meno dolorose, talvolta incantevoli, le paure dell'ambiente ebraico viennese di quel periodo. (...) Salten unisce abilmente la propria vita (il nome stesso di Bambi, che deriva dall'italiano "bambino", rimanda all'infanzia), le questioni politiche dell'età adulta e i comportamenti degli animali".
Le illustrazioni di Benjamin Lacombe contribuiscono a rendere questo classico un vero e proprio gioiello per gli occhi, da ammirare e contemplare. Grazie al suo stile elegante, e anche un po' gotico, l'artista è riuscito a far emergere anche quel lato oscuro dell'opera (che affronta molto spesso temi come la morte e i pericoli) che invece nel lungometraggio disneyano veniva un po' perso, mostrando molto più un mondo incantato e idilliaco. Come viene spiegato alla fine: "Mentre Walt Disney ha inventato una natura assolutamente incantata, le immagini di Benjamin Lacombe tornano ai contrasti voluti originariamente da Felix Salten, restituendo al bosco una parte dei suoi misteri, talvolta inquietanti".
Ne risulta un'opera veramente incantevole e meravigliosa, di grande pregio e spessore, che ripropone in una nuova veste grafica (assolutamente magnifica e affascinante) un classico della letteratura spesso dimenticato o sottovalutato (io stessa non avevo mai letto "Bambi" e non sapevo che dietro ci fosse una metafora sugli Ebrei). Un romanzo che fornisce al lettore una lezione di speranza e di coraggio, come Bambi che "di fronte alle difficoltà e alle sofferenze di ogni genere, restituisce alla vita il suo slancio supremo".

Quest'opera è stata pubblicata nel 2020 dalla Albin Michel Jeunesse col titolo "Bambi" ed è stata edita nel medesimo anno in italiano dalla Rizzoli. Il volume ha 160 pagine, la copertina rigida, misura 30,5 cm d'altezza e 22,5 cm di lunghezza e costa 25,00 euro.
 
P.S. Ecco tutti i titoli della collana diretta da Benjamin Lacombe (edita in Italia dalla Rizzoli): 
  • "Il mago di Oz" di Sebastien Perez e Benjamin Lacombe (2019)
  • "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi e Justine Brax (2019)
  • "Mignolina" di Hans Christian Andersen e Marco Mazzoni (2019)
  • "Pelle d'Asino" di Cécile Roumiguere e Alessandra Maria (2020)
  • "Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson attraverso la Svezia" di Selma Lagerlof e Yvan Duque (2020)
  • "Bambi" di Felix Salten e Benjamin Lacombe (2020) 
  • "L'isola del tesoro" di Robert Louise Stevenson e Etienne Friess (2021)
  • "Il vento tra i salici" di Kenneth Grahame e Prugne Thibault (2022)
  • "La principessa Sara" di Frances Hodgson Burnett e Nathalie Novi (2022)
  • "La Sirenetta" di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe (2022)
  • "La Regina delle Nevi" di Hans Christian Andersen e Aliocha Gouverneur (2023) 
  • "La Bella e la Bestia" di Cécile Roumiguière e Benjamin Lacombe (2025)
  • "La piccola fiammiferaia" di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe (2026)

     

     

   
  
Sopra: Le copertine dei titoli della collana diretta da Benjamin Lacombe, dedicata alle fiabe e ai classici per l'infanzia.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 16 dicembre 2020

Paesaggi perduti della Terra di Aina Bestard

Tra ottobre e novembre del 2020 L'Ippocampo Edizioni ha pubblicato diversi nuovi titoli interessanti (tra cui ad esempio "La Sirenetta e altre fiabe" illustrato da MinaLima) e tra questi vi è anche "Paesaggi perduti della Terra". Si tratta di un'opera divulgativa, scritta da Marta della Serna e illustrata da Aina Bestard, sulla storia della Terra e la nascita della vita su di essa.

Sopra: La copertina, dallo sfondo rossiccio, riprende lo stile delle illustrazioni paleontologiche del XIX secolo.

La storia della Terra è una delle storie più antiche che esistono, iniziata ben 4,56 miliardi di anni fa e in questo libro ci viene narrata attraverso un viaggio nel passato, attraverso paesaggi perduti ed epoche della durata di milioni di anni.
Quest'opera cerca di spiegarci la storia della Terra in 10 capitoli: 
  1. La storia geologica della Terra
  2. Le tracce del passato (tra cui le rocce i fossili)
  3. L'origine dell'Universo
  4. La Terra prende forma
  5. Comincia la vita (quando in fondo ai mari iniziano a comparire le prime forme di vita)
  6. Nuove specie popolano la Terra (ad esempio le alghe)
  7. Piante e animali conquistano il pianeta
  8. La vita esce dall'acqua (la terraferma inizia a popolarsi di numerosi animali e piante)
  9. L'era dei grandi rettili
  10. Il regno dei mammiferi
Il libro parte quindi prima della nascita della Terra e continua fino alla comparsa dei primi ominidi, di cui si accenna nell'ultima pagina, senza però trattare l'evoluzione dell'uomo, ma fermandosi prima (agli animali dell'era glaciale). In fondo al volume vi è però una riflessione: "Come hai visto, il pianeta Terra che conosci è il risultato di una lunga storia. Nel corso degli anni sono comparse e scomparse innumerevoli forme di vita. Gli esseri umani sono solo una di queste, ed è probabile che un giorno anche noi ci estingueremo. Nel frattempo, con le nostre azioni, stiamo trasformando in maniera rapida e radicale il clima e l'ambiente. E questo può cambiare per sempre la nostra vita... Sta a noi decidere quali paesaggi vogliamo vedere in futuro!".

Sopra: Il capitolo che tratta il periodo in cui la terra era ancora una massa di materia incandescente, su cui cadevao piogge di meteoriti.

Grande importanza in questo libro hanno le illustrazioni, di cui quest'opera è ricca. Queste ultime sono infatti indispensabili per aiutare il lettore a comprendere e a visualizzare meglio i concetti spiegati nei testi. Ad esempio permettono al lettore di vedere la forma dei continenti nel passato, prima che diventassero come sono oggi, oppure di capire come erano fatte le varie specie animali e vegetali di una determinata era geologica. 
Insomma, le illustrazioni non servono solo per abbellire il testo, ma sono state messe allo scopo di completarlo e di supportarlo.


Sopra: Le illustrazioni  sono indispensabili per aiutare il lettore a comprendere e a visualizzare meglio i concetti spiegati nei testi. Ad esempio permettono al lettore di capire come erano fatte le varie specie animali e vegetali di una determinata era geologica.

Il lettore comunque potrà subito notare che le immagini del libro hanno uno stile particolare e un po' insolito, anche per un'opera divulgativa. Ciò è dovuto al fatto che (come spiegato alla fine del volume): "Questo libro è un omaggio alla storia dell'illustrazione paleontologica e in particolare alle incisioni e alle litografie del XIX secolo. [...]
Quelle splendide incisioni costituiscono la base grafica e iconografica delle illustrazioni contenute in queste pagine. Aina Bestard ne riproduce i tipi tratti, i punti. Anche la composizione delle tavole si rifà a quella delle antiche stampe panoramiche proenienti da collezioni e raccolte di immagini storiche".
Un'altra cosa interessante di quest'opera è che alcune illustrazioni al suo interno sono stampate su dei fogli trasparenti e semi-trasparenti, i quali creano degli effetti visivi particolari e intriganti.
Poichè tali illustrazioni si ispirano alle incisioni e alle litografie del XIX secolo molti disegni sono in bianco e nero, mentre per quelli colorati l'artista ha scelto di usare solo un numero limitato di colori, tra cui il nero, l'azzurro, il verde, il giallo e il marrone/rosso. Tutte le tinte hanno delle tonalità poco accese o brillanti, anzi i colori risultano abbastanza scuri e opachi.



Sopra: Lo stile delle illustrazioni di questo libro si ispira alle incisioni e alle illustrazioni paleontologiche del XIX secolo. Per questo motivo sono stati utilizzati solo alcuni colori quali il nero, il marrone/rosso (immagine più in alto), il verde e l'azzurro (immagine centrale). Alcune pagine, come quella più in basso (a destra), sono dei fogli semi-trasparenti.

"Paesaggi perduti della Terra" di Marta della Serna e illustrata da Aina Bestard è un'opera divulgativa molto ben fatta e molto interessante che vuole spiegare al lettore (a partire dagli 8 anni) la storia della  nascita della Terra e della sua evoluzione. La quantità di testi per ogni pagina non è mai eccessiva, anzi, di solito l'autore è riuscito a comunicare tutte le informazioni necessarie impiegando poche righe (anche se il carattere usato è abbastanza piccolo) e utilizzando un linguaggio preciso.
Un'opera molto curata e particolare sia per lo stile delle illustrazioni (ispirate alle incisioni e alle litografie del XIX), per l'utilizzo di fogli colorati e semi-trasparenti, sia per l'utilizzo di finestrelle che si possono sollevare.
Interessante anche la riflessione riportata alla fine del libro, un albo illustrato che permette al lettore di scoprire qualcosa sul passato per renderlo più consapevole delle scelte che dovrà fare in futuro.

Tale albo illustrato è stato pubblicato originariamente nel 2020 col titolo "Paisajes perdidos de la tierra" dalla Zahori Book ed è stata edita in italiano da L'Ippocampo Edizioni sempre nel 2020. L'opera ha una copertina rigida, ha 80 pagine e misura 25,2 cm d'altezza e 34,2 cm di lunghezza e costa 19,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 14 dicembre 2020

Pelle d'asino di Cécile Roumiguere e Alessandra Maria

Questa volta vi parlo di un un libro speciale per 2 motivi: il primo è che si tratta di un altro volume che fa parte di una collana di classici illustrati, diretta da Benjamin Lacombe,  che "nasce dal desiderio di presentare grandi classici in una veste nuova e raffinata, affiancando all'autorità dei maestri del passato lo stile originale di alcuni tra i più ispirati giovani illustratori di oggi". 
Il secondo motivo è che si tratta di una fiaba (e io amo le fiabe), e non di una qualsiasi, ma di quella di Pelle d'Asino di Charles Perrault, la quale tratta dei temi scandalosi quali l'incesto (o almeno un suo tentativo).
L'opera di cui vi parlerò questa volta è infatti "Pelle d'Asino" riscritta da Cécile Roumiguere e magistralmente illustrata da Alessandra Maria, in una veste estremamente raffinata ed originale.

Sopra: L'elegante e splendida copertina di questa edizione di "Pelle d'Asino" presenta un'illustrazione in bianco e nero, su cui spiccano dei decori e dei dettagli dorati.

I testi non sono quelli originali scritti da Charles Perrault, ma sono stati riscritti da Cécile Roumiguere, una scrittrice di romanzi e sceneggiatrice teatrale. Come viene però spiegato in una delle pagine finali del volume: "All'interno della collana i classici sono stati tradotti, adattati o riscritti, mantenendo però l'universalità e la profondità di quelle storie senza tempo, così radicate nel nostro immaginario". La fiaba è stata quindi sì riscritta, ma cercando di mantenere intatta la sua universalità ed essenza profonda.
D'altronde è stata proprio Roumiguere a scegliere di riscrivere questa fiaba, lei stessa infatti afferma: "Quando Benjamin Lacombe mi ha proposto di riscrivere un testo classico che fosse per me importante, ho subito pensato a Pelle d'Asino". Per l'autrice il racconto, oltre a rappresentare una denuncia a un desiderio incestuoso (quello di un padre di sposare la figlia), racchiude anche il messaggio che "crescere significa cercare un legame d'amore al di fuori della propria famiglia".
La trama del racconto narrato dalla Roumiguere riprende quello della fiaba di Perrault: vi è un re con una bellissima regina che, in punto di morte, gli fa promettere che non si risposerà se non con una donna più bella di lei. Nessuna donna però supera la regina in bellezza, tranne la principessa, che crescendo diventa più bella della madre. Il sovrano si invaghisce quindi della figlia e la chiede in sposa, ma la ragazza però non è d'accordo con la decisione del padre, così chiede aiuto alla sua fata madrina. Questa dice alla principessa di chiedere al padre di procurarle degli abiti estremamente costosi e difficili da realizzare, nella speranza che il sovrano si arrenda. Il re, tuttavia, riesce a esaudire le richieste della figlia, la quale, disperata, chiede al padre di avere la pelle dell'asino, sperando che il sovrano rifiuti una simile richiesta. Purtroppo il re farà uccidere l'asino e consegnerà alla figlia la sua pelle, così la madrina convince la principessa a  travestirsi con la pelle dell'asino e a scappare dal palazzo.
La giovane così fugge e trova rifugio in una fattoria, in cui continua a mantenere il suo travestimento, finché un giorno un principe che passa lì vicino la sente cantare e sbircia nella casetta in cui vive Pelle d'Asino, che in quel momento si sta facendo bella indossando uno dei vestiti regalatele dal padre. Così il principe il giorno dopo chiede di poter avere un dolce fatto da Pelle d'Asino, nel quale trova un anello della fanciulla.
Quando il principe trova l'anello decide di farlo provare a tutte le ragazze del regno per trovare la donna a cui appartiene. Anche pelle d'Asino si presenta alla prova, rivelando così la propria identità e diventando la sposa del principe.
Ecco però alcune differenze:
  1. Viene un po' narrata la storia dei due sovrani, dicendo che erano giunti su una nave, assieme a un asino, portando prosperità e benessere al regno.
  2. L'asino non produce monete d'oro, ma "forniva con i suoi escrementi un concime così ricco da garantire cibo in abbondanza a tutto il paese". 
  3. La fata madrina della principessa è cugina della regina, si chiama Lilla e ha la particolarità di "portare un solo colore per volta". Ella inoltre svolge delle ricerche sulle creature marine, tanto da possedere un laboratorio sottomarino.
  4. In questa versione la fanciulla chiede al padre tre abiti: un vestito color dell'oceano, uno del colore della notte e uno color del giorno. Nella versione di Perrault gli abiti avevano invece i seguenti colori: uno color del cielo, uno color del sole e uno come la notte.
  5. La fata dona a Pelle d'Asino un ciottolo con cui può chiamarla ogni volta che ne avrà bisogno e con cui può far riapparire i suoi abiti (nella versione di Perrault invece si trattava di un forziere).
  6. In questa versione viene esplicitamente detto che la ragazza ha visto il principe mentre la spiava.
  7. Vengono citati anche tre amici del principe.
  8. Viene fatto intendere che alla fine il padre, oltre a pentirsi del suo comportamento, si sposa con la fata madrina.
Per permettervi di confrontare lo stile di scrittura delle due versioni, che si dimostrano entrambe piuttosto briose e un pizzico irriverenti (anche se quella della Roumiguere risulta a tratti più poetica), vi riporto il pezzo che narra della morte della regina.
Versione di Charles Perrault: "Ora il cielo, che alle volte si stanca di rendere gli uomini felici, (...) permise che una grave malattia minasse la salute e la vita della Regina. Si cercarono soccorsi da ogni parte, ma nè l'Università dive si studia il greco, nè i più famosi guaritori riuscirono messi tutti assieme a spegnere l'incendio di quella febbre che continuava a fiammeggiare sempre più alta. 
Giunta alla sua ultima ora, così essa parlò al Re suo sposo: <<Concedimi che, prima di morire, io ti chieda un regalo. Se più tardi ti venisse voglia di riprendere moglie, quando non ci sarò più...>> (...) <<Devo crederlo>> rispose la Regina << se penso al tuo amore appassionato, ma per esserne ancora più convinta voglio che tu me lo giuri. Con questa concessione per addolcirti la promessa: che se incontrerai una donna più bella, meglio fatta e più onesta di me, potrai liberamente giurarle fede e sposarti con lei>>. (pp. 64 e 66 di "Fiabe", ed. RBA)
 
Versione di Cécile Roumiguere: "PROLOGO
C'era una volta in una camera inondata di luce, immerso tra i riflessi degli specchi che ricoprivano le pareti, un uomo. Inginocchiato accanto a un letto immenso, sembrava che pregasse (...). La donna più bella che si fosse mai vista era distesa lì, su lenzuole più candide di un'alba innevata. (...).
Le lacrime scivolavano lungo le guance dell'uomo, la donna gli strinse le mani tra le sue.
<<Se ti risposerai, promettimi...>>
E poiché l'uomo protestava, lei strinse più forte.
<<Promettimi che ti risposerai solo se troverai uan donna più bella di me, più...>>
L'uomo singhiozzò. Le ultime parole della donna andarono perdute. (...) 
CAPITOLO I (...)
(La bambina) aveva sette anni quando la madre si ammalò. Furono chiamati al suo capezzale i migliori medici, i più grandi studiosi e anche qualche ciarlatano, ma non serì a nulla, la Regina deperiva".

Sopra: Una delle prime pagine dell'opera, nella quale è possibile vedere una delle affascinanti ed eleganti illustrazioni di Alessandra Maria.

Oltre che per i testi, la collana diretta da Lacombe si distingue anche per la qualità delle illustrazioni: "Ogni artista ha scelto l'opera da illustrare, fornendo perciò una versione personale, soggettiva, sincera. Questa è la vera novità della collana: ciascun volume crea un universo a sè, singolare e ammantato dal fascino dei classici, ma forma anche, insieme agli altri, una famiglia grafica coerente e contemporanea".
Ad illustrare questa fiaba troviamo Alessandra Maria, un'artista che utilizza diverse tecniche visive quali: schizzi a partire da collage fotografici, carboncino, inchiostro, lumeggiatura con foglie d'oro.
Le sue illustrazioni posseggono uno stile molto particolare, che si ispira all'arte del Quattrocento e alle icone russe, uno stile che "cerca di tornare alle origini storiche e spirituali dell'iconografia in una prospettiva femminista".
Le illustrazioni dell'artista risultano così molto suggestive ed evocative, con questi personaggi (in particolare figure femminili) affascinanti, misteriosi, eleganti e raffinati. Le figure femminili e la natura, in particolare i fiori (tra cui il convolvolo, simbolo di debolezza fisica e spirituale), rappresentano un tema centrale e ricorrente in tutte le immagini.
I volti e i corpi delle persone hanno un aspetto molto realistico, tanto da sembrare quasi delle foto, per cui i volti dei personaggi risultano sempre molto espressivi ed intensi.

 
 
Sopra: Le illustrazioni posseggono uno stile molto particolare, che si ispira all'arte del Quattrocento e alle icone russe, risultano così molto suggestive ed evocative. Le figure femminili e la natura rappresentano un tema centrale e ricorrente in tutte le immagini, come è possibile notare anche da queste immagini.

Un'altra particolarità che caratterizza questi disegni è la colorazione. L'artista ha infatti deciso di creare delle immagini sui toni del nero, del marrone (l'artista dipinge su una tela colorata con polvere di caffè) e dell'oro (giocando così sul contrasto tra luce e oscurità insito anche nei testi della fiaba), che conferiscono una certa eleganza e raffinatezza alle illustrazioni. 
A renderle ancora più preziose, alcuni elementi in esse presenti sono stati resi metallizzati e dorati, andando così a creare un effetto molto particolare e suggestivo.

   
Sopra: Un'altra particolarità che caratterizza questi disegni è la scelta di creare delle immagini utilizzando solo i toni del bianco, del nero e dell'oro. Per renderle ancora più preziose alcuni elementi in esse presenti sono stati resi metalizzati e dorati (come ad esempio le ali delle farfalle in queste immagini), andando così a creare un effetto molto particolare e suggestivo.

Questa edizione di "Pelle d'Asino" riscritta da Cécile Roumiguere presenta una storia molto simile all'originale, anche se possiede comunque alcune differenze, narrata con uno stile al contempo poetico, ironico e irriverente. Una fiaba con una principessa che sa quello che vuole e che non si arrende di fronte alle difficoltà, anche se si vede costretta a travestirsi in modo orribile, a fuggire di casa, a mettersi a fare un lavoro umile e ad essere disprezzata da tutti. Per rendere al meglio questa figura, "disorientata tra la lealtà e l'obbedienza dovuta al padre e il rifiuto di un'unione tabù", l'autrice ne ha "ritratto luci ed ombre, tra vulnerabilità e tenacia".
A rendere ancora più efficace la fiaba sono le curate, magnifiche e splendide illustrazioni di  Alessandra Maria, le quali trasportano il lettore in un mondo etereo e incantato, dai toni del nero, del marrone e del dorato. Delle illustrazioni capaci di giocare con luci e ombre, per dare vita a una fiaba che serba in sè molta oscurità ma anche altrettanta luce.
Ne risulta una versione e un'edizione pregiata, tanto bella quanto preziosa, davanti alla quale il lettore non può non rimanere incantato e meravigliato, quasi soggiogato.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2019 dalla Albin Michel Jeunesse col titolo "Peau d'Ane" ed è stata edita nel 2020 in italiano dalla Rizzoli. Il volume ha 64 pagine, la copertina rigida, misura 30,5 cm d'altezza e 22,5 cm di lunghezza e costa 20,00 euro.
 
P.S. Ecco tutti i titoli della collana diretta da Benjamin Lacombe (edita in Italia dalla Rizzoli): 
  • "Il mago di Oz" di Sebastien Perez e Benjamin Lacombe (2019)
  • "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi e Justine Brax (2019)
  • "Mignolina" di Hans Christian Andersen e Marco Mazzoni (2019)
  • "Pelle d'Asino" di Cécile Roumiguere e Alessandra Maria (2020)
  • "Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson attraverso la Svezia" di Selma Lagerlof e Yvan Duque (2020)
  • "Bambi" di Felix Salten e Benjamin Lacombe (2020) 
  • "L'isola del tesoro" di Robert Louise Stevenson e Etienne Friess (2021)
  • "Il vento tra i salici" di Kenneth Grahame e Prugne Thibault (2022)
  • "La principessa Sara" di Frances Hodgson Burnett e Nathalie Novi (2022)
  • "La Sirenetta" di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe (2022)
  • "La Regina delle Nevi" di Hans Christian Andersen e Aliocha Gouverneur (2023) 
  • "La Bella e la Bestia" di Cécile Roumiguière e Benjamin Lacombe (2025)
  • "La piccola fiammiferaia" di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe (2026)

     

     

   
  
Sopra: Le copertine dei titoli della collana diretta da Benjamin Lacombe, dedicata alle fiabe e ai classici per l'infanzia.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

domenica 13 dicembre 2020

L'infinito di Giacomo Leopardi e Marco Somà

"L'infinito" è una delle poesie più amate e apprezzate del poeta Giacomo Leopardi (1798-1837) e in questo albo l'artista Marco Somà ha deciso di illustrarla verso per verso.
 
Sopra: La copertina mostra una delle illustrazioni di Marco Somà, la quale però non è inclusa nel volume.
 
I testi del libro sono, niente di più e niente di meno, che la poesia "L'infinito" di Giacomo Leopardi, scritta da quest'ultimo nel 1819, all'età di 21 anni.
Come viene spiegato da Daniele Aristarco alla fine del libro la siepe di cui l'autore parla nella sua poesia si trovava sulla sommità di un colle, in cui "nei giorni privi di foschia, da lì riusciva a vedere il mare. I momenti che prediligeva, li aveva provati seduto di fronte a quella siepe, perso a immaginare."
Ad ogni verso della poesia è stata dedicata un'intera pagina e, quindi, un'illustrazione, con cui l'artista ha cercato di interpretare quel verso. 
Parallelamente ai versi della poesia c'è la storia di questo cervo (probabile personificazione del poeta), che vediamo partire da casa assieme a un blocco di fogli per recarsi sopra una collina, da cui spicca il volo verso il cielo.
Alla fine del volume è presente la parafrasi della poesia: "Mi è sempre stato caro questo colle solitario e questa siepe che impedisce allo sguardo gran parte dell'orizzonte..."
 
Sopra: La prima immagine, quella che accompagna anche il primo verso della poesia "Sempre caro mi fu quest'ermo colle,".
 
Marco Somà è un'illustratore contemporaneo che ha gia pubblicato alcuni libri illustrati(ad esempio "Il richiamo della palude" del 2016, "Il venditore di felicità" del 2018 oppure "Essere me" del 2020) e che si sta rivelando uno degli artisti contemporanei più apprezzati.
Lo stile di questo artista è molto bello, delicato e poetico, molto adatto per interpretare una poesia.
Interessante il fatto che l'artista abbia deciso di rappresentare i personaggi di questa poesia come degli animali antropomorfi, ad esempio lo stesso Giacomo Leopardi è stato rappresentato da Somà come un cervo, le cui corna sono dei rami capaci di crescere e fiorire. Man mano che il cervo procede nella storia (e che quindi Leopardi procede nello scrivere la sua poesia) il lettore vede le sue corna crescere, come i rami di un albero, per poi riempirsi di foglie e infine di fiori (probabilmente un modo per rappresentare il processo creativo del poeta mentre scrive). 
Il cervo è simbolo di forza, sia fisica che spirituale, della sessualità, della calma e della fecondità e le sue corna, che cadono e ricrescono annualmente, esprimono il rinnovo continuo della vita, l'aumento della forza e dell'età.
 

Sopra: Lo stile di questo artista è molto bello, delicato e poetico, molto adatto per interpretare una poesia.Interessante il fatto che l'artista abbia deciso di rappresentare i personaggi di questa poesia come degli animali antropomorfi, ad esempio lo stesso Giacomo Leopardi è stato rappresentato da Somà come un cervo
 
Le illustrazioni di Somà sono belle e poetiche, dai tratti eleganti, raffinati e delicati, nonché ricche di dettagli e particolari, molto curate.
Molto bello anche l'uso dei colori, che risultano brillanti e vivaci. Nell'insieme sembrano prevalere inoltre alcuni colori quali: l'azzurro (usato per il cielo e per l'abito del protagonista), il bianco (delle nuvole), il marrone (degli alberi, della terra e delle foglie), il verde (delle foglie) e il fucsia (dei fiori).
Sono colori che trasmettono una sensazione di calma, di quiete, di gioia, di spensieratezza e di serenità.
 

Sopra: Le illustrazioni di Somà sono belle e poetiche, dai tratti eleganti, raffinati e delicati, nonché ricche di dettagli e particolari, molto curate. Molto bello anche l'uso dei colori, che risultano brillanti e vivaci, capaci di trasmettere una sensazione di calma, di quiete, di gioia, di spensieratezza e di serenità. Nell'insieme sembrano prevalere inoltre alcuni colori quali: l'azzurro, il bianco, il marrone, il verde e il fucsia.
 
 "L'infinito" di Giacomo Leopardi illustrato da Marco Somà è un albo illustrato molto bello, che rappresenta in modo originale e innovativo la famosa poesia de "L'infinito", che probabilmente conosciamo tutti, avendola molto probabilmente incontrata sui banchi di scuola. Grazie a questo volume finalmente avremo la possibilità di riscoprirla però in un modo nuovo, grazie anche alle magnifiche e deliziose illustrazioni di Marco Somà.
Illustrazioni fantasiose, poetiche e delicate, ricche di significati simbolici (oltre alla simbologia del cervo si vedono ad esempio delle farfalle che trasportano delle pagine e tali animali sono simbolo dell'immortalità dell'anima; oppure il fiore di dalia simboleggia la gratitudine e l'ammirazione) e di dettagli che il lettore potrà scoprire, assaporando con calma i versi della poesia.
Ne risulta un'opera tanto poetica nei testi quanto nelle immagini, le quali, così come i versi della poesia, vanno interpretate. Un volume che può aiutare i più giovani ad avvicinarsi alla poesia (come quelle di Leopardi, considerate principalmente testi per gli adulti e che solo costoro possono apprezzare) e, magari, avvicinare gli adulti all'illustrazione (spesso ancora considerata cosa di cui solo i bambini possono godere).
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2019 dalla Einaudi ragazzi per le Edizioni EL, ha 32 pagine, la copertina rigida e misura 32,8 cm d'altezza e 24,6 cm di lunghezza e costa 15 euro (l'edizione con la copertina flessibile costa invece 9,90 euro).

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