giovedì 9 maggio 2024

I GIALLI DI GERONIMO STILTON: La ragazza senza nome

"I GIALLI DI GERONIMO STILTON: La ragazza senza nome" è il primo e nuovo titolo che inaugura una nuova serie firmata da Geronimo Stilton (nata da un'idea di Elisabetta Dami), anche se in questa serie di genere giallo non compare il topo antopomorfo
Come scritto sul sito dell'editore: "Strane sparizioni, intuizioni geniali e false piste: questo quello che promette questa nuova collana firmata da Geornimo Stilton. Un’ambientazione TOTALLY BRITISH, una coppia di GIOVANI INVESTIGATORI spigliati al punto giusto (Lisa e Marius, due amici con la passione per le indagini, di cui la prima ha un intuito infallibile), DELITTI cucinati a fuoco lento, un’indagine che procede per DEDUZIONI E INTUIZIONI geniali, una giusta dose di SOSPETTATI E FALSE PISTE. Il risultato sono libri da leggere d’un fiato dalla prima all’ultima pagina, in cui tutte le tessere vanno a collocarsi al posto giusto!".
 
 
 Sopra: Sulla copertina dai toni blu e su cui spicca in alto al centro il titolo del libro e della collana, inseriti dentro un cerchio giallo, si possono vedere Lisa, la protagonista, e Marcus, il suo amico.
 
Nella tranquilla Windy Creek, cittadina scozzese immersa nella brughiera, le giornate scorrono serene. Ma quando una ragazza scompare misteriosamente nel castello dei Mac Gregor, qualcosa si incrina. La polizia pensa alla classica adolescente scappata di casa, ma questa spiegazione non convince Lisa e Marius, due amici con la passione per le indagini. Lisa, dotata di un intuito infallibile, comincia a fare domande e scopre che tra le spesse mura del castello si nascondono antichi segreti e loschi affari. Inizialmente il castello sembra infatti infestato, tanto che dopo alcune misteriose apparizioni sono stati interrotti anche i lavori di ristrutturazione. La vittima a quanto pare era stata vista aggirarsi per i corridoi del castello e, quando una guida le ha chiesto se si fosse persa, la ragazza le ha risposto che in realtà voleva unirsi alla visita guidata, cosa che ha fatto, fornendo però un nome falso e scomparendo poi al termine della visita. Come spiega la guida: "E' rimasta con noi dall'inizio al termine del percorso... anzi, quasi, perchè poi, quando ci diamo ritrovati all'uscita, lei non c'era più!". Marius inoltre, facendo delle ricerche sulla storia della famiglia Mac Gregor ha scoperto che l'aspetto di una discendente dei Mac Gregor (morta ormai da tempo) è identico a quello della ragazza scomparsa.
Ignorando le raccomandazioni dell'ispettore della polizia locale, che vorrebbe tenerli fuori dalle indagini, i due giovani detective si mettono sulle tracce della ragazza, che si scopre essere in qualche modo collegata ad un pericoloso criminale, che agisce nell'ombra scavando nel passato di un'antica famiglia...
 
 
 Sopra: A sinistra una pagina che mostra l'inizio di un capitolo, mentre a destra una delle illustrazioni che accompagnano il capitolo.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni di Sara Fornì, che sono in bianco e nero e hanno uno stile abbastanza moderno, con personaggi tratteggiati con linee nette e precise, con nasi un po' appuntiti, occhi grandi ed espressivi.
Sono disegni carini anche se nulla di eccezionale, ma vanno bene per accompagnare i testi e la storia, anche perchè sono appunto immagini che servono ad accompagnare i giovani lettori durante la fruizione della storia, facendo loro "vedere" alcune delle scene descritte. Ho notato comunque che, sebbe secondo la descrizione i protagonisti dovrebbero essere due (un maschio e una femmina)la maggior parte dei disegni ci mostra sempre la ragazza, Lisa, di solito intenta a indagare sul caso o a confrontarsi con suo zio.
Tra l'altro nella descrizione di come si veste Lisa viene detto che ama i vestiti comodi e che il suo armadio "c'era spazio soltanto per jeans e felpe", e in effetti nei disegni viene mostrata indossare jeans e sneakers, ma non indossa mai delle felpe, ma sempre una maglietta a maniche lunghe e una giacchettina con le maniche arrotolate fino al gomito. Nei disegni la vediamo inoltre indossare anche delle collanine, cosa che sembrerebbe stonare con la descrizione fatta, poiché di lei si dice che non è una che perde tempo a vestirsi o a scegliere cosa indossare, evidentemente nei disegni hanno cercato di conferire un look più ricercato (e "figo") rispetto a quello che avrebbe dovuto avere secondo i testi.

   
 
 
Sopra: Alcune illustrazioni (di cui la volte a pagina intera e una invece più piccola) che mostrano Lisa, la protagonista, zuo zio, il suo amico Marcus e una sua amica appena conosciuta.

"I GIALLI DI GERONIMO STILTON: La ragazza senza nome" è il primo titolo che inaugura questa nuova collana di Geronimo Stilton di genere giallo, la cui protagonista è Lisa Wolf, una ragazza intelligente, intuitiva e determinata che non si interessa di moda e ad altre frivolezze, come si capisce già dalle prime pagine: "Lisa Wolf non era il tipo che deve darsi una controllata davanti allo specchio, prima di uscire di casa. Nel suo guardaroba c'era spazio soltanto per jeans e felpe. Un look comodo, che non dava nell'occhio, e che, soprattutto, non le faceva mai perdere tempo". Credo che gli autori siano convinti ancora oggi che presentare ai lettori una ragazza comunque di bell'aspetto ma che non si cura del look la renda agli occhi delle lettrici "cool" e "capace di pensare con la proria testa" e di essere "fuori dalla massa", però credo che non si rendano conto che nel 2020 e passa in realtà anche questo tipo di personaggio è ormai uno stereotipo. Al giorno d'oggi una ragazza può anche scegliere di vestirsi bene, non per forza alla moda, anche scegliendo di indossare abiti comodi ma carini, dopo tutto anche il modo di vestirsi è un modo per dimostare la propria personalità, e anche un minimo di cura in più per il proprio aspetto. Inoltre mi fa sorridere che gli autori per indicare pantaloni comodi ma non particolarmente attraenti parlino sempre dei jeans, quando al giorno d'oggi la maggior parte di modelli di jeans che esistono sono di tipo attillato (come quelli che vediamo indossare alla ragazza nelle illustrazioni).
Comunque, tornando alla storia, Lisa viene a scoprire, sentendo una conversazione tra due signore, che a quanto pare nel suo paese è scomparsa una ragazza: "La polizia è appena arrivata al castello dei Mac Gregor per un sopralluogo. Pare proprio che una ragazza sia svanita nel nulla lì dentro!". La cosa suscita subito la curiosità della ragazza, che decide di mettersi ad indagare, chiamando anche l'amico Marius, che lei tratta più che altro come un servo: "Estrasse il cellulare dalla tasca e mandò un messaggio vocale : - Marius, sono davanti alla pasticceria della signora Campbell, vienimi a prendere!
La risposta arrivò qualche istante più tardi, sotto forma di un vocale stupito: - Ora? Stavo finendo un disegno...
Lisa portò il telefono alle labbra  e registrò: - Questa è un'emergenza, Marius, prendi nota! Il tuo disegno può aspettare! Ah, e non dimenticare una mantellina per la pioggia!".
Lisa in effetti è dotata una carattere sicuramente risoluto ed è capace di agire velocemente prendendo in mano la situazione, ma dall'altro verso è anche piuttosto comandina, e più volte mi sono chiesta come faccia il suo amico Marius a tollerarla. Anche quando lui arriva a prenderla sotto la pioggia, con i pantaloni fradici, con lo scooter, lei ha qualcosa da rimproverargli: "- Ci hai messo nove minuti e trentotto secondi!- esclamò Lisa sventolandogli davanti al naso lo schermo del telefono, dove il timer continuava a macinare i suoi numeri.
- E... non va bene? - chiese lui porgendole, insieme auna mantellina viola, anche un casco.
- No, non va bene! Ricordi che cosa avevamo detto? Devi velocizzarti! Un investigatore deve essere sempre pronto in men che non si dica, prendi nota! - disse lei con un sorriso."
A quanto pare i due sono diventati amici perchè lei, quando lui si era da poco trasferito, lo aveva consolato dopo averlo visto piangere perchè qualcuno aveva scritto alla lavagna "Marius Schiappen", "Da allora Marius e Lisa erano diventati inseparabili, anche se lei faceva la dura e lo tartassava bonariamente". 
Marius, comunque, è il l'ultimogenito di una ricca famiglia, proprietari di una ditta che fabbrica e vende rinomati kilt in tutta la Scozia, suo padre però è piuttosto taccagno, oltre ad essere un appassionato di storia scozzese, cosa che ha trasmesso anche al figlio, il quale è diventato anche più esperto del padre. A quanto pare uno dei suoi fratelli maggiori fa judo, facendosi battere regolarmente da Lisa, che pratica lo stesso sport. Questa è una caratteristica interessante, e la prima veramente originale, della protagonista poiché: "La tecnica, nel judo, era applicare una precisa tecnica nell'ultimissimo istante dell'attacco avversario. Serviva quindi una grande capacità di osservazione, unita a dei riflessi pronti. E a lei, modestia a parte, non mancava né l'una né gli altri." Alla fine, per una persona che tende a ficcare il naso e a mettersi nei guai essere a conoscenza di tecniche di difesa può essere una cosa molto utile.
Questo primo titolo firmato da Geronimo Stilton è abbastanza carino, adatto a una fascia d'età dai 9 anni, la protagonista non sarà forse perfetta e simpaticissima, ma almeno ha una sua personalità abbastanza ben delineata: è intuitiva, intelligente, decisa, determinata, permalosa, poco paziente, le piace la musica rock, pratica il judo, gioca ai videogiochi, ama i fumetti e i film di Hitchcock, sa cucinare... Di lei sappiamo inoltre che è orfana di genitori e vive con lo zio, ispettore di polizia, che aiuta nelle indagini, sebbene quest'ultimo sia contrario alla faccenda. Anche lo zio Anthony e Marcus sono abbastanza ben delineati, come dicevo prima lo zio è un ispettore di polizia stressato e che lavora troppo, e cerca di convincere la nipote a non ficcare il naso nelle indagini della polizia, senza molto successo, anche se in fondo è orgoglioso di lei. Marcus invece è il braccio destro di Lisa, anche se la ragazza tende un po' a sfruttarlo e non sempre riesce ad apprezzarne le qualità (ma talvolta deve ammettere a se stessa che in fondo le è utile, e che in fondo è un ragazzo gentile): il ragazzo è molto educato (a volte anche un po' rigido), gentile, premuroso, ama i libri, è un appassionato di storia ed è bravo nel fare ricerche, e sarà anche grazie alle sue ricerche che si scopriranno alcuni elementi interessanti nelle indagini, sebbene Lisa non lo ammetta e tenda un po' a svalutarlo, almeno inizialmente. Ma alla fine Marcus sopporta tutto perché è già da un paio d'anni che è innamorato di Lisa, sebbene non abbia il coraggio di confessarsi.
La storia è abbastanza avvincente da tenere interessato il lettore, sebbene parta in maniera un po' strana. Viene infatti denunciata la scomparsa di una ragazza dopo una visita a un castello poiché ella era tra i visitatori e poco prima del termine della visita la guida non la vede più. Trattandosi comunque di una ragazza di 17 anni e non di una bambina mi pare strano che si sia subito gridato alla sparizione e che sia arrivata la polizia, visto che la ragazza avrebbe potuto benissimo essersene semplicemente andata via e basta. Tra l'altro il suo tutore non aveva sporto nessuna denuncia precedente in quanto, una volta chiamato dalla polizia, dice loro che la ragazza è a casa di un amica per qualche giorno.
Comunque la ricerca della ragazza è solo la prima fase del caso in cui Lisa e Marius si imbattono, infatti una volta trovata la ragazza questa spiegherà ai due di stare indagando lei stessa a un caso: quello della morte di suo padre, che è stato classificato come incidente stradale, ma su cui la ragazza ha qualche dubbio. La faccenda quindi diventerà molto più complicata, non trattandosi più solo di un caso dia comparsa, ma si scoprirà che al castello dove la ragazza era sparita la ditta di restauro stava facendo dei lavori illeciti, dietro i quali però è coinvolta anche una potente famiglia...
Insomma la trama contiene praticamente tre casi in uno, uno più grosso dell'altro, il che contribuisce a continuare a mantenere alta l'attenzione del lettore, andando a creare un caso sì per bambini, ma un po' più complesso rispetto ad esempio a quelli della serie di Agatha Mistery (indirizzati ad un pubblico di 8 anni). Il caso è abbastanza solido, nonostante abbia trovato qualche cosa che mi ha lasciato qualche perplessità, tipo come sono partite le ricerche per la scomparsa della ragazza, oppure quando lo zio di Lisa trova il contenuto di una lettera dice alla nipote che la lettera non contiene nulla di importante perché "il contenuto della lettera è molto vago" e che le informazioni più importanti erano probabilmente nella parte che non sono riusciti a recuperare. Peccato che quando Lisa vada a leggere tali contenuti direi che sono tutt'altro che inutili, ma anzi forniscono dei nuovi indizi e nuove piste. 
L'opera rimane comunque una lettura piacevole per passare qualche ora, soprattutto per  dei bambini dagli 8/9 anni ai 14. Interessante che nel volume vengano talvolta citati piatti tipici della cultura scozzese (e irlandese), come gli shortbread finger, lo scone, la cullen skink, il fish pie... e che vi siano delle note a piè di pagina che spiegano a noi lettori italiani di che cosa si tratta.

Questo libro è stato pubblicato nel 2022 dalle Edizioni PIEMME, ha 172 pagine, una copertina flessibile, misura 18,8 cm d'altezza e 13,7 cm di lunghezza e costa 15,50 euro.
 
Ecco i titoli che finora fanno parte della collana: 
  1. La ragazza senza nome (2022)
  2. L'ombra del testimone (2023)
  3. La trappola dell'illusionista (2024)
 
    
Sopra: Nonostante la serie sia firmata da Geronimo Stilton essa non ha per protagonisti dei tomi antopomorfi, ma dei ragazzini umani, come si può vedere dalle compertine, dove compaiono sempre.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 6 maggio 2024

La casa delle bambole di legno di Chiara Cacco

"La casa delle bambole di legno" di Chiara Cacco è un libro con elementi soprannaturali, un po' horror, e gialli, che vede come protagonista una ragazzina di nome Caterina che si è appena trasferita con la madre in un maso (un edificio agricolo composto anche da fienile e stalla) in Valle d'Aosta.
 
Sopra: Sulla copertina, di colore viola, compaiono due bambole di legno che la protagonista trova nel maso.
 
Caterina ha due genitori in carriera: il padre lavora sempre fino a tardi e la madre è un architetto che trascorre molto tempo via di casa per seguire progetti in giro per il mondo. Caterina infatti è cresciuta seguita da delle ragazzi alla pari, di cui però l'ultima, Marie, è rimasta incinta... di suo padre. La madre, scoperta la cosa, ha subito chiesto la separazione in seguito Caterina si trasferisce con la madre in Alto Adige, in un maso da ristrutturare. 
Ma da subito nella nuova casa iniziano ad accadere fatti inquietanti e inspiegabili (le bambole di legno lasciate nella casa dalla precedente proprietaria sembrano spostarsi da sole in giro per la casa),  accompagnati da sogni orribili. 
Come se non bastasse dietro ad un armadio viene pure ritrovata una specie di stanza segreta, abitata in passato probabilmente da qualche bambino, ma chi?.
Con l’aiuto di Samuel, un ragazzo del paese, Caterina si mette a indagare sulla storia della casa e porta alla luce un’incredibile storia di rapimenti e abusi su minori, assicurando alla giustizia i colpevoli dopo decenni dai loro crimini.
 
 Sopra: Le pagine che segnano l'inizio del terzo capitolo; sulla pagina a sinistra si possono vedere le bambole che la protagonista continuerà inspiegabilmente a trovare in giro per casa.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni in bianco e nero di Albisetti Enrico, che nella maggior parte dei casi sono tutte a pagina intera, solitamente poste subito prima dell'inizio di un nuovo capitolo. Oltre a questi disegni ve ne sono poi anche alcuni di dimensioni minori posti alla fine di un capitolo, subito dopo i testi. Questi ultimi ritraggono sempre dei lupi, mentre i primi ritraggono paesaggi, personaggi o elementi di particolare rilevanza per la storia (lapidi, bambole, cellulari...), anche se tra questi ce ne sono anche alcuni in stile più "medievale" che vorrebbero ritrarre le scene di una storia che si svolge nel passato, cosa che si deduce anche dall'abbigliamento dei personaggi.
Devo dire che le illustrazioni non mi fanno impazzire come stile, anche se penso che vadano bene, anche se probabilmente non rendono molto in bianco e nero, osservando l'immagine di copertina che invece è a colori, conferendo loro un aspetto più piatto e probabilmente anche più cupo di quanto previsto. Nelle immagini infatti probabilmente sono presenti diversi tipi di colori di diversa intensità, che però nella resa in bianco e nero diventano tutti grigi, più chiari o più scuri, che tendono a confondersi tra loro, tanto che alcune figure in certe circostanze fanno quasi fatica a spiccare o ad emergere dalla pagina.
Gli elementi dei disegni comunque sono delineati con tratti abbastanza semplici, non particolarmente ricchi di dettagli, soprattutto i volti delle persone hanno un aspetto piuttosto basico, con grandi occhi ovali, grossi nasi e piccole bocche (che nel caso di bambole sono disegnate molto carnose).
 
 

 
Sopra: Alcune delle illustrazioni in bianco e nero nel libro, di cui quelle in alto a pagina intera. Nell'immagine a sinistra possiamo vedere proprio la protagonista.
 
"La casa delle bambole di legno" di Chiara Cacco è un libro intrigante che vede come protagonista Caterina, una ragazzina di 14 anni che per volere della madre si trasferisce da Milano in Valle d'Aosta, luogo in cui la madre è nata e cresciuta prima di trasferirsi in America per studiare. Per la madre questo dovrebbe segnare l'inizio di una nuova vita, dopo il divorzio, ma peccato che alla ragazza la cosa non piaccia per niente, visto che ha dovuto abbandonare i suoi amici e i luoghi dove è nata e cresciuta per trasferirsi in un posto isolato in un paesino sperduto di montagna.
Un elemento che caratterizza la storia è infatti il rapporto tra Caterina e la madre, il quale non è facile, poiché per i primi anni di vita la madre ha abbastanza ignorato la figlia, troppo occupata con il suo lavoro di architetto mentre ad un tratto, in seguito al divorzio, ha sentito il bisogno di recuperare il rapporto e di trasferirsi, cosa alla quale la ragazzina ha tentato di opporsi.
Anche l'inizio nella nuova casa non è facile: la vecchia abitazione in legno ha bisogno di essere ristrutturata, è tutta scricchiolante, di notte Caterina sente lupi che ululano e, la cosa peggiore, c'è un'inquietante collezione di bambole di legno (realizzate dalla precedente proprietaria), le quali sembra però che non riescano a stare ferme, poiché la ragazza continua a trovarsele in camera, prima sotto il letto, poi nell'armadio. Senza contare che la ragazza inizia pure a fare dei sogni inquietanti e strani, oltre a venire punta in faccia da un calabrone finito inspiegabilmente dentro l'armadio, chiuso.
L'atmosfera è ben sviluppata e inquietante, anche se l'inizio della storia è abbastanza classico, sembra quello di tanti film horror: una famiglia si trasferisce in una nuova e misteriosa casa in cui sono accadute delle cose strane. Ad essere inedita è l'ambientazione: un vecchio maso in Valle d'Aosta. Fin da subito comunque il lettore si ritrova coinvolto nella faccenda grazie all'immedesimazione con la protagonista, che ci racconta la vicenda in piena persona, facendo emergere fin da subito il rapporto conflittuale con la madre e l'avversione per il trasferimento.
Sebbene l'inizio della storia possa non essere molto innovativo la vicenda è ben sviluppata, tenendo alta la suspense e l'attenzione del lettore che non vedrà l'ora di continuare a seguire gli sviluppi della vicenda, soprattutto quando si unirà alle indagini anche Samuel, un ragazzo del luogo che deciderà di aiutare la protagonista a risolvere il mistero, portandola a parlare con varie persone del luogo nel tentativo di ricostruire i fatti.
Ne risulta un racconto coinvolgente e ricco di mistero, adatto a partire dai 11/12 anni, dalla scrittura scorrevole che porterà il lettore a immergersi nella vicenda e ad essere curioso di ciò che si cela dietro al maso e alle bambole che vi sono custodite all'interno.
 
Quest'opera è stata pubblicata in italiano nel 2023 dalla GIUNTI Editore, ha 240 pagine, la copertina flessibile e misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 9,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 2 maggio 2024

Il campanile scocca la mezzanotte santa: le poesie di natale che abbiamo letto a scuola di Fochesato

"Il campanile scocca la mezzanotte santa: le poesie di natale che abbiamo letto a scuola" di Fochesato è una raccolta di poesie natalizie tratte da libri scolastici del Novecento; il titolo stesso di questa raccolta ("Il campanile scocca la mezzanotte santa") è uno dei ritornelli natalizi nell'orecchio di chi è stato bambino dal dopoguerra fino agli anni Settanta e Ottanta.
 
Sopra: La semplice ma elegante copertina bianca con l'immagine di un angelo al centro, sopra la quale spicca il cognome dell'autore, scritto con lettere dorate.
 
Questa è una raccolta che riunisce poesie tratte da testi scolastici del Novecento, testi in cui spesso tutto "volge a una specie di idillio rustico, dove si esalta il lavoro dei campi e le tradizioni artigiane, i doni della terra e la grata fatica, bagnata dal sudore". D'altronde i testi usciti negli anni Quaranta eran sotto l'influenza del fascismo, ma anche successivamente nei testi scolastici si evita di parlare di eventi comunque importanti come la rivoluzione industriale, la guerra, la Resistenza, i fenomeni di migrazione e di spopolamento delle campagne, come scritto nell'introduzione: "... nulla di tutto ciò si trovava in questi volumi e ne intaccava le granitiche certezze. Letture dove ogni cosa appariva ferma nel tempo e nello spazio. Un mondo ormai inesistente e fittizio...". Erano testi che cercavano di mettere in relazione il ciclo della natura con il fanciullo e il suo ritmo di crescita, ma non sono mancati anche autori più innovativi, soprattutto quando si giunge alla metà degli anni Sessanta, quando arriva Gianni Rodari che porta con se un processo di svecchiamento della poesia per l'infanzia italiana.
Ma quali sono stati i criteri per la scelta dei testi di questa antologia? Come spiega W. Fochesato "si è dunque cercato di privilegiare, al di là di una necessaria e voluta soggettività, quei testi che maggiormente facevano capolino sui libri di letteratura". La scelta quindi era veramente ampia anche se, come spiega il curatore, molto materiale è stato escluso a causa della "ripetitività e della bassissima qualità delle rime". Si è cercato comunque di far ricorso a raccolte originali, presentando opere di autori quali Alfonso Gatto, Colette Rosselli, Gabriele D'Annunzio, Mino Milani, Mauro Faustinelli, Luciana Martini, Roberto Piumini e Giuseppe Pentremoli.
Le poesie, come annunciato dal sottotitolo, sono a tema natalizio, il quale spesso si intreccia a quello invernale, abbiamo così filastrocche sulla neve e l'inverno, sulla notte di Natale, sulla nascita di Gesù, sui Re Magi, sul presepe, sul nuovo anno, sui doni, sulla befana, arrivando anche a quelle su gennaio approdando poi ai mesi dell'anno.
Le filastrocche sono quasi tutte i rima baciata (AA BB), il che le rende subito molto piacevoli e orecchiabili all'ascolto, ma non mancano anche rime alternate ( AB AB) o incrociate (ABBA). Alcune poesie hanno un linguaggio un po' distante dal nostro, e usano termini particolari e oggi decaduti come "germi" inteso come "germogli", "carole", "lungi" oppure temini che attualmente suonerebbero piuttosto ricercati come "lembi", "ire","gaudio", "squallore", "silenzio algido", "covo", "falda", "oblio", ecc... anche se il significato generale della poesia rimane comunque comprensibile.
 
Fantasia invernale di Anna Paola Bonazzoli
Quando su in alto litigan le fate,
è un turbinare di vesti strappate:
son leggiadrissimi lembi di velo
che bianchi e lenti discendon dal cielo.
 
Buon al terra quei lembi raduna
e ne fa un manto che porta fortuna
ai molti germi che in grembo nasconde
perchè producan radici profonde.
 
Poi, quando l'ire si sono placate,
su quel candore discendon le fate;
fanno gran festa di canti e carole
con vesti nuove d'azzurro e di sole.
 
E' ver che gli agili, svelti piedini
sciupano il manto; mai i germi piccini
che n'ebber gaudio di tepidi umori,
promettono manti di foglie e di fiori. 

L'inverno di Roberto Piumini
Quando la terra
è fredda e dura,
sembra un guerriero
con l'armatura,
quando si chiude
 nel ghiaccio e nel gelo,
quando son nude
le piante in cielo
e le cornacchie
sopra la neve
sembrano macchie
sul tuo quaderno:
questo è l'inverno.
 
Presepio di Guido Gozzano
La pecorina di gesso,
 sulla collina in cartone,
chiede umilmente permesso
ai magi in adorazione.
 
Splende come acquamarina
il lago, freddo e un po' tetro,
chiuso fra la borraccina,
verde illusione di vetro.

Lungi nel tempo e  vicino,
nel sogno (pianto e mistero)
 c'è, accanto a GEsù Bambino,
un bue giallo, un ciuco nero.
 
L'anno vecchio di Massimo Grillandi
Ebbe la primavera con i suoi bei fiori,
ebbe l'estate con i suoi colori,
ebbe l'autunno con i grappoli d'oro.
Ebbe l'inverno con il suo lavoro
di trine e di merletti: erano i bianchi
ghiaccioli e neve, a fiocchi lenti e stanchi.
Fu una nno come gli altri coi suoi mesi.
Con le stagioni e con le settimane:
una fila di giorni che rimane
nel ricordo di chi li han bene spesi.
 
 
Sopra: Uno dei primi disegni che compare nella raccolta, opera di Leonida Edel, e che accompagna la filastrocca"inverno" che vedete sulla pagina a destra.
 
Le poesie sono accompagnate dai varie illustrazioni anche molto diverse fra loro per stile e tipologia, sebbene accomunate dal tema comune del Natale.
I disegni sono quelli originali che accompagnavano le antologie da cui sono state tratte le poesie e sono così differenti tra loro perchè realizzate da artisti differenti, anche se, come detto nella postfazione: "trattandosi di temi natalizi è chiaro che vi sia una presenza maggiore del solito di firme femminili, dato che gli editori preferivano rinchiudere le loro doti nel recinto delle consuete occasioni, fra lo stagionale e l'edificante". È il caso di artiste come Miki Ferrero Pellizari, Luisa Fantini, Maria Pia Franzoni Tomba, Colette Rosselli, Maria Enrica Agostinelli, Grazia Nidasio ecc... Tra gli artisti maschili troviamo invece Ugo Fontana, Raul Verdini, Marcello Vettor, Bruno Angoletta, Vittorio Accornero, Francesco Carnevali ecc...
Nel volume comunque sono presenti principalmente due tipi di immagini: illustrazioni nate per accompagnare versi pubblicati in libri, riviste o testi di letteratura per l'infanzia e immagini a carattere natalizio tratte non solo da libri ma anche da cartoline, biglietti, periodici ecc... Come scrive sempre Fochesato nella postfazione "Nel primo caso, com'è ovvio, si stabilisce un rapporto più o meno forte fra il testo e le immagini. nel secondo il criterio che mi ha guidato, peraltro del tutto personale. è stato quello della bellezza, della rappresentatività o, più semplicemente, della curiosità, spaziando in un ambito temporale piuttosto vasto."
Alcune immagini infatti hanno il classico stile delle cartoline di Natale di fine Ottocento, dai tratti tondeggianti, con personaggi paffuti e sempre felici e sorridenti, con scene idilliache, seducenti, talvolta un po' sdolcinate. Altri disegni presentano tratti più particolare e "moderni", con figure più semplici e dai tratti più stilizzati.
 
 


 
Sopra: Alcuni disegni tratti dalla raccolta, con vari stili e opera di differenti artisti. In alto a sinistra ne vediamo uno ad opera di Libico Maraja (1958), a destra invece uno di Vittorio Accornero; (1954) al centro vediamo dei disegni di Bruno Angoletta, dai tratti più stilizzati (1956); quelli più in basso sono realizzati invece da Marina Battigelli (seconda metà anni quaranta) e Libico Maraja (metà anni cinquanta).

"Il campanile scocca la mezzanotte santa: le poesie di natale che abbiamo letto a scuola" di Fochesato è una raccolta di poesie natalizie è una bella raccolta di poesie in cui, come scritto nell'introduzione, "ognuno di noi [...] potrà ritrovare frammenti della propria infanzia, peripezie scolastiche, componimenti mandati giù a memoria, recitazioni davanti al presepe o all'albero di Natale (giusto per scucire qualche soldino), piccoli ricordi, improvvisi sussulti ...". Una raccolta che vuole essere un inno alla memoria, almeno per coloro che attualmente hanno una certa età (almeno 50/60 anni in su) perchè a me, che non ho neanche trent'anni, purtroppo tali poesie non destano nessun ricordo, l'unico autore che conosco essere stato parte della mia infanzia è Piumini, mentre Gabriele D'Annunzio, Giuseppe Ungaretti e Salvatore Quasimodo sono venuti solo in seguito. Segnalo che nella raccolta, sebbene sia citato nell'introduzione, non sono presenti testi di Gianni Rodari poiché coperti da Copyright e la casa editrice che ne detiene i diritti a quanto pare non li ha concessi alla Interlinea per questo progetto, sebbene Fochesato ricordi, sempre nell'introduzione, alcune sue poesie invernali quali "Il gatto inverno", "Il pellerossa nel presepe", "Il pianeta degli alberi di Natale".
Sebbene questa raccolta nei lettori più giovani potrà non scatenare l'effetto nostalgia legato ai ricordi, in un certo senso lo fa quando essi si approcciano alle poesie, ritrovando testi belli e orecchiabili, a volte più immediati e altre volte invece dal "sapore antico", in cui si sentono temini ormai desueti oppure che attualmente verrebbero considerati addirittura ricercati per delle poesie per l'infanzia. Altro elemento che innesca l'effetto "nostalgia" sono le illustrazioni, risalenti al periodo del secondo dopoguerra, e permeate anch'esse da un sapore "antico" e "d'altri tempi". Le immagini sono davvero tante e sono anche piuttosto variegate come stili, alcune sono molto colorate mentre altre possono essere semplicemente in bianco e nero; alcuni sono disegni molto dettagliati, dai tratti rotondeggianti, con personaggi paffuti e sorridenti, in ambienti idilliaci, mentre altri hanno tratti più semplici, stilizzati, a volte più spigolosi o più realistici.
Una raccolta deliziosa che incanterà non solo le persone più grandi, ma che secondo me potrà essere apprezzata anche dai più giovani che avranno la possibilità di scoprire, o riscoprire, poesie e filastrocche attualmente magari anche un po' dimenticate, ma che per molti anni sono stati dei cavalli di battaglia delle maestre e dei maestri.
 
Questo libro è stato pubblicato nel 2018 dalle Interlinea Edizioni, ha 152 pagine, una copertina flessibile, misura 16,2 cm d'altezza e 12 cm di lunghezza e costa 12 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo

lunedì 29 aprile 2024

Rime di fiaba e realtà di Bruno Tognolini

Bruno Tognolini è un autore di poesie, romanzi, testi teatrali, saggi e canzoni che da tren'anni scrive per bambini e adulti. Tra le sue raccolte di rime troviamo ad esempio: "Rime di rabbia: cinquanta invettive per la rabbia di tutti i giorni" illustrato da Giulia Orecchia (2010, Salani Editore), "Rime raminghe: poesie scritte per qualcosa o qualcuno che poi girano il mondo per tutti" (2013, Salani Editore), "Le filastrocche della Melevisione" con illustrazioni di Giuliano Ferri (2011, Gallucci), "Mal di pancia calabrone: formule magiche per tutti i giorni" con disegni di Giulia Orecchia (2009, Nord Sud Edizioni), "Rime rimedio: cinquanta filastrocche chieste dai grandi  per bambini che hanno accanto, o dentro" (2019, Salani Editore), "Rima Rimani: filastrocche" con illustrazioni di Giulia Orecchia (2014, Nord Sud Edizioni), "Magari! Rime di desideri da strillare insieme" (2021, Camelozampa),  , "Mamma lingua: Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme" illustrato da Pia Valentinis (2008, Il Castoro), "Alfabeto delle fiabe" con disegni di Antonella Abbatiello (2012, TopiPittori).... 
In passato avevo già parlato di alcuni suoi lavori, oggi ne affronterò un altro: "Rime di fiaba e realtà" con disegni di Giuliano Ferri, una raccolta di poesie e rime della Melevisione.
 
 
 Sopra: In alto a sinistra la copertina delle prima edizione del 2014, a destra quella più recente del 2019.
 
Questa raccolta è divisa in due parti, di cui la prima e la seconda parlano della realtà delle cose tangibili, tra cui, in particolare "del corpo e dei giorni" e "delle cose del mondo" (faccia, freddo, sapori, profumi, castagne, farfalle, radio...) e una terza che parla delle fiabe, di storie e delle cose invisibili: lupi, orchi, pirati, specchi, pranzi di mostri, la fame del lupo, sirene, formule per fare e disfare, formule per svegliare le pietre e le statue, formule per risvegliare le belle addormentate ecc...
Le filastrocche hanno diversa lunghezza, possono avere dai 4 ai 15 versi e possono avere versi pentasillabi fino a versi di 9 (novenari) o 15 sillabe (chiamati decapentasillabi). La maggior parte delle poesie sono in rima baciata (AA BB), a volte anche alternata (AB AB), il che le rende piuttosto orecchiabili, ed alcune delle filastrocche contengono anche onomatopee.
 
Filastrocca del freddo
 Frrrr, Frrrr, freddo gelo!
Naso e orecchie lividi
Neve e ghiaccio giù dal cielo
Brr, brrrr, brividi!
 
Filastrocche dell'acqua che va
 Acqua che passi coi flutti forti
Da dove vieni? Cosa mi porti?
Acqua che passi e vai sotto i ponti
Che cosa sai? Cosa racconti?
Acqua che passi, non ti fermi mai
Oggi che cosa mi dai?
 
Filastrocca dei tesori
 Sei passi a destra, volta di là
Ecco la grotta di Alì Babà
Volta a sinistra, mezzo saltino
 Ed ecco l'oro del furbo Aladino
Corri a zigzag, segui la guida
Ecco il castello del grande re Mida
Segui i miei passi, segna i miei posti
Ecco i tesori nascosti!

Filastrocca di strega allo specchio
Specchio stregato, ti chiedo un dono
Fammi più bella di quella che sono
Dammi due occhi di gatta moresca
Dammi una fronte di luna serena
Dammi due guance di candida pesca
Dammi una bocca di rossa amarena
E arcobaleni di meraviglia
Dammi per sopracciglia
 
 Sopra: Le pagine che segnano la fine della seconda parte (Filastrocche delle cose del mondo) che si conclude con la poesia sul fuoco e l'inizio della terza parte sulle filastrocche di fiabe e di storie.
 
Le filastrocche sono accompagnate dalle illustrazioni di Giuliano Ferri, che hanno un aspetto carino, grazioso e colorato, dalle tinte brillanti, allegre e accese.
I disegni rappresentano elementi citati nelle varie poesie: scrigni del tesoro, onde, arcobaleno, sole, fiori, fiamme, nella filastrocca sulle belle addormentate è ritratta una fanciulla addormentata su un letto di fiori, in quella sullo specchio vediamo un ragazzo mentre attraversa appunto uno specchio ecc ...
L'aspetto dei disegni è abbastanza realistico ma scherzoso, per cui oltre a elementi ritratti in modo comunque realistico (come paesaggi innevati, arcobaleni, castagne, acque...) ve ne sono altri più fantasiosi come: sveglie con le ali, radio con zampe da cane, un sole con un cappello da cuoco che cucina, coniglietti che fanno magie...




 Sopra: Alcune pagine della raccolta che mostrano alcune delle colorate e simpatiche illustrazioni di Ferri che accompagnano i testi.
 
"Rime di fiaba e realtà" di Bruno Tognolini è una graziosa piccola raccolta di filastrocche scritte da Tognolini per il programma della Melevisione, con disegni di Giuliano Ferri, i quali sono carini e graziosi, molto colorati e allegri, e accompagnano le poesie rappresentando ciò di cui in esse si parla in modo a volte realistico ed altre in modo più fantasioso.
La raccolta contiene filastrocche che parlano di cose concrete e reali come la faccia, le mani, il sangue, le castagne, il miele, la radio, l'acqua, ma anche i profumi, i sapori, le malattie, il freddo, le ore... Poi vi è la parte che riguarda invece la parte fantastica, che fa riferimento a storie e in particolare alle fiabe. La parte che io ho preferito del libro è stata quest'ultima, in quanto ho trovato le filastrocche di questa parte più interessanti e intriganti, probabilmente per i riferimenti alle fiabe, che io adoro e infatti vi ho recensito già diversi libri di filastrocche e rime che parlano proprio di fiabe (come "Alfabetiere delle fiabe" di Fabian Negrin o "Alfabeto delle fiabe" di Bruno Tognolini). Interessante ad esempio la "Filastrocca di strega allo specchio" che fa riflettere sul cambiare il proprio aspetto fisico, cercando di migliorarlo; oppure "Lettera in rima alla principessa" che è una lettera scritta dalla fata madrina alla principessa in cui la sprona a essere generosa: "Adesso ascoltami, mia principessa / Non puoi pensare soltanto a te stessa / Sei la più bella, figlia del re / Solo se il regno è più bello di te / puro velluto sarà la tua pelle / Se nel tuo regno le case son belle ..."; o "Filastrocca dello specchio", che ti pone davanti a una scelta: "Che cosa vedi dietro lo specchio? / Un viso che ti assomiglia parecchio / E cosa vedi se guardi giù in fondo? / Un posto che sembra proprio il tuo mondo / Allora scegli, non indugiare / Da quale parte del mondo vuoi stare?".
Della parte, sulle filastrocche del corpo e di tutti i giorni, mi è piaciuta la poesia "Piccolo e grande", che gioca sulla relatività delle altezze, in proporzione a cosa le confrontiamo: "Per il mio gatto io sono elefante / Per una mosca il mio gatto è un gigante / Io sono più piccolo di mio papà / Ma lui più piccolo diventerà / Tempo che passa col battito d'ala / Basso che cresce, alto che cala / Giorno che entra, anno che esce / Il grande cala e il piccolo cresce".
Una raccolta breve e graziosa, che piacerà ai bambini a partire dai 3/4 anni (dai 7 per la lettura autonoma), anche se per la lunghezza del libro e i temi trattati ho preferito altre raccolte dello stesso autore.
 
Questo libro è stato pubblicato nel 2014 dalle Gallucci Editore, ha 63 pagine, una copertina flessibile, misura 16 cm d'altezza e 12 cm di lunghezza e costa 9,90 euro; nel 2019 è stata stampata una seconda edizione che costa 8,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo

giovedì 25 aprile 2024

I ragazzi degli scogli di Olga Visentini

"I ragazzi degli scogli" è un romanzo del 1952 scritto da una certa Olga Visentini (1893-1961), un'autrice e traduttrice italiana che ha pubblicato fiabe, racconti, poesie, filastrocche, romanzi storici e romanzi fantastici per ragazzi. Accanto a questa produzione creativa trovano spazio pure traduzioni e riduzioni di classici. Incredibile che attualmente di lei non si ricordi più nessuno, io stessa ho scoperto per caso qualche suo opera, tra cui appunto questa.
 
 
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione del 1952 della Garzanti, in tela, mentre a destra l'edizione della Mursia del 1971.

La storia è ambientata nell'agosto del 1684, lungo un lembo della costa albanese, "quasi dirimpetto a Corfù, dove nel 1684 ancora prosperavano piccole colonie di dalmati, trasmigrati dal Nord con la graduale conquista della repubblica di Venezia, e che avevano conservato della loro Dalmazia l'indomita fierezza e della civiltà veneta il linguaggio, la grazia e incondizionata ammirazione."
La storia vede come protagonista una banda di ragazzi, figli di pescatori, in particolare Marco, un biondino, e Lorenzo, un ragazzo di stirpe nobile, i quali sono i capi del gruppo, anche se in realtà non si può dire che in tutto il romanzo ci sia un vero e proprio unico protagonista.
Ecco comunque come viene descritto Lorenzo la prima volta che appare nella storia: "Lorenzo Demonio era rimasto a lungo sul limite estremo della punta Lionata, investito dal sole e da un leggero vento marino, che modellava i pochi stracci attorno al suo corpo si adolescente, alto, e snello, dai muscoli forti, la cui elasticità era rivelata dall': atteggiamento eretto, dalla testa gettata un poco all'indietro, ed anche dal quel profilo deciso e regolarissimo sotto i capelli biondi, un poco lunghi, tutti rovesciati sulla nuca dove si arricciavano come quelli di un paggio. I suoi occhi grandi e turchino fissavano le lontananze...".
I genitori di Lorenzo sono infatti dei nobili: il padre, Maurizio Demonio, svolge incarichi per il Doge ed un giorno viene richiamato a Venezia per prendere il comando di una nave per una spedizione contro i Turchi, così lui e la moglie devono partire, decidendo di lasciare i figli (Lorenzo e sua sorella Laura) a Roccalmare. Peccato che una notte la rocca venga attaccata da dei pirati, così Lorenzo è costretto a fuggire (anche la sorella tenta la fuga, ma non ce la fa), mentre i farabutti danno fuoco alla magione. La sorella e altri servitori scompaiono nell'incendio, ma siccome non vengono ritrovati corpi vi è la possibilità che siano stati rapiti dai pirati, così Lorenzo e gli altri figli di pescatori iniziano a covare il desiderio di comprare un veliero per potersi mettere alla loro ricerca.
Ovviamente Lorenzo sa che la cosa è piuttosto irrealistica, anche riuscendo a trovare centinaia di ostriche, così appena un altro ragazzo gli comunica che a Vodizza (a cinque miglia da Corfù) vi è un'intera flotta veneziana Lorenzo decide di recarvisi per farsi ascoltare e chiedere aiuto nelle ricerche della sorella. L'operazione va a buon fine, così il ragazzo rimane sulla nave per cercare la sorella, mentre i suoi giovani amici pescatori cercano di aiutare da terra, seguendo le indicazioni del capitano Strassoldo, quello che ha accolto Lorenzo sulla sua nave, per tenersi pronti per un'importante missione.

Sopra: Alcune pagine tratte dal primo capitolo del libro, in cui facciamo la conoscenza dei "ragazzi degli scogli" del titolo, di cui potete anche vedere un disegno nella pagina a destra.

La storia è accompagnata dalle illustrazioni di Guido Zamperini le quali possono essere sia a colori che in bianco e nero. 
Queste ultime sono solitamente collocate in mezzo ai testi, di dimensioni abbastanza grandi, sebbene ve ne siano anche alcune pagina intera. 
Le illustrazioni a colori sono invece sempre a pagina intera, dalle tinte accese e brillanti.
I disegni rappresentano scene della storia e hanno un aspetto realistico e abbastanza ricco di dettagli e particolareggiato, anche se sembrano essere le immagini in bianco e nero quelle maggiormente curate, forse per il lavoro di ombreggiature che risalta di più.
Rappresentando scene della storia la maggior parte dei casi le scene sono ambientate in ambienti marinareschi: barche in mezzo al mare, scogli, ambienti sottomarini, anche se non mancano anche case.

 

 
Sopra: In alto alcune illustrazioni in bianco e nero,di cui quella a sinistra ci mostra Luchino che si è tuffato in mare, e quella a destra rappresenta Fioretta, la sorella di Marco, uno degli amici pescatori di Lorenzo.  In basso alcune a colori di cui la prima a destra raffigura il veliero dei pirati e quella a destra l'incontro tra Lorenzo e Marco e il comandante della flotta veneziana.
 
"I ragazzi degli scogli" di Olga Visentini è un bel romanzo per ragazzi, di avventura, ma anche di tipo storico, in quanto ambientato in un'epoca e in dei luoghi precisi, tenendo conto dei fatti storici/politici accaduti in quel periodo storico. L'opera mi ha trasmesso un po' le atmosfere dei romanzi salgariani, anche se questo scritto dalla Visentini mi pare più semplice come primo approccio rispetto ai volumi di Salgari, nonostante il linguaggio utilizzato sia comunque un po' complesso per i bambini di oggi.
Il testo contiene infatti un linguaggio ricco, pensate che una delle descrizioni recita ad esempio così: "E scompare a sua volta sott'acqua, fra il ruggito delle schiume, che chiazzavano di bianco l'azzurro del mare, e si allargavano intorno agli scogli con slabrature trinate che si dissolvevano in perle iridescenti." Vengono utilizzati inoltre anche diversi termini specifici dell'ambiente marinaresco o semplicemente caduti in disuso attualmente, tipo: tartana (piccolo veliero mediterraneo da carico), prora, gomena, scafo, paratia, bragozzi (imbarcazione da pesca o da carico tipica del medio e alto Adriatico), feluca (piccola imbarcazione a vela), lupatto (lupetto), lucore (lucentezza), trasbordando (inteso come trasportando), secondare (nel senso di accompagnare), cilestrini (di colore celeste chiaro), émpito (impeto), calandra (macchina utensile costituita da cilindri rotanti), piote (copertura che caratterizza l'architettura dell'area ticinese), canniccio (stuoia di canne), papilanti (palpitanti), perorazioni (arringa, discorso pronunciato con convinzione in difesa di qualcuno/qualcosa), passeraio (chiacchierio rumoroso o chiassoso), papilare (cantare degli uccelli) ...
La storia parla di pirati, i quali però questa volta non sono i protagonisti della vicenda, come accadeva invece con i romanzi salgariani, ma sono invece gli antagonisti, in quanto, almeno inizialmente, il protagonista della vicenda è Lorenzo, un ragazzo nobile veneziano che intraprende la missione di ritrovare la sorella, scomparsa in seguito all'attacco dei pirati a Roccalmare e probabilmente rapita da loro. Ad aiutarlo nell'impresa sono i suoi amici figli di pescatori, con cui il ragazzo ha giocato durante la primavera, quando i genitori lo hanno portato a Roccalmare: "La sua amicizia con Marco Molin e con Lucio, suo fratello, Michele Verlato, Luchino, Paolotto, Simonetto e con tutti gli altri, risaliva a quei mesi; e benché i Delminio non conoscessero di persona quegli amici di nuovo genere, glieli concedevano, perchè onesti e capaci di insegnare a Lorenzo la santità del lavoro".
Lorenzo è un bel ragazzo coraggioso e intelligente, che inseguito alla distruzione di Roccalmare impara ad adattarsi a vivere poveramente con una famiglia di pescatori, sebbene il testo faccia sempre trasparire il fatto che lui sia figlio di nobili, cosa che emerge dal portamento, dall'atteggiamento e dalla sua istruzione. Nel testo ad esempio viene detto: "... perchè il Delminio, pur in cenci al pari di lui e degli altri, era diverso; e gli veniva spesso di pensare: 
<<Un arcangelo travestito.>>
Se all'improvviso gli fosse comparso davanti in abito di velluto, con arricciature di trina ai polsi e intorno al collo e spada al fianco, sarebbe stato pronto a giurare di averlo veduto sempre così."
Buona parte della storia comunque segue le vicende non solo di Lorenzo, ma del resto del gruppo di figli di marinai, del loro viaggio per raggiungere Prèvesa e dei giorni in cui vi restano in attesa del segnale che Strassoldo ha promesso di dar loro al giusto momento. Poiché il gruppo è composto da 11 ragazzi non posso dire che siano tutti adeguatamente approfonditi, ma seguiamo soprattutto i comportamenti di Nicoletto, Simonetto, Luchino e Marco, il vice capo del gruppo, in assenza di Lorenzo. Tra parentesi (visto che come vi ho detto il romanzo è anche storico), la città di Prèvesa  è attualmente un comune della Grecia situato nella periferia dell'Epiro, in passato è stata sotto dominazione veneziana per molti anni, prima di venire presa dagli ottomani nel 1449.
Nel romanzo viene anche citato il personaggio di Francesco Morosini, il quale fu il centottesimo doge della Repubblica di Venezia, dal 1688 fino alla sua morte nel 1694, anche se in precedenza era stato nominato per quattro volte capitano generale da Mar. Nel 1684, anno in cui si ambientano le vicende del libro, vinse a ripetizione e minacciò i cardini dell'Impero Turco nel Mar Mediterraneo e nel 1864 conquistò l'isola di Santa Maura. A tale proposito nel testo Strassoldo spiega: 
"<<Per mantenere la conquista di Santa Maura occorreva quella di Prèvesa>>. 
<<Ma era pericolosissimo attaccare Prèvesa di fronte.>>
<<Il Morosini l'ha svuotata con l'astuzia.>>
<<Ed io, conte di Strassoldo, sono stato prescelto per lo sbarco clandestino.>>
<<Ed io, nobile Loredan, ho preparato le strade.>>"
Le figure femminili partecipano raramente attivamente all'azione (in questo si vede che il romanzo è un po' vecchio stampo, in quanto appunto l'azione sembra essere cosa appartenente solo al genere maschile, mentre le donne fanno più da supporto morale). Però ad un certo punto della storia comunque compaiono una vecchina e una ragazzina che aiuteranno la banda di ragazzi a giungere a destinazione, dove Strassoldo li ha voluti inviare e la vecchietta farà la sua parte per riuscire a liberare uno dei ragazzi che è caduto prigioniero dei Turchi.
Una bella storia avventurosa, intrigante, adatta a partire dai 9/10 anni in quanto il linguaggio è un po' complesso, che vede dei ragazzini contrapporsi ai Turchi per salvare una donzella in difficoltà (la sorellina del protagonista). Un tipo di romanzo un po' vecchio stampo, ma che conserva certamente un certo fascino, dove emergono ideali come l'importanza (addirittura la "santità") del lavoro, dell'essere coraggiosi, di aiutare gli amici in difficoltà, del supportarsi a vicenda e fare gioco di squadra, nonché la presenza/importanza della religione, poiché vediamo spesso persone pregare, un comportamento tipico per l'epoca, non manca neanche una certa dose di amor di patria (in questo caso il desiderio di battersi per la Repubblica di Venezia), sebbene i ragazzi non siano propriamente veneti ma dalmati (infatti sono chiamati "dalmatini").
 
Questo libro è stato pubblicato nel 1952 dalle Edizioni Garzanti, ha 234 pagine, una copertina rigida, misura 23,3 cm d'altezza e 16 cm di lunghezza.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo

lunedì 22 aprile 2024

La squadra dell'impossibile: La notte di Dracula di Max Keller (Massimo Polidoro)

"La squadra dell'impossibile: La notte di Dracula" di Max Keller, alias di Massimo Polidoro (il cui nome compare sulla prima edizione del primo volume della saga) è il secondo volume di una trilogia chiamata appunto "LA SQUADRA DELL'IMPOSSIBILE" che vede in azione i membri di una squadra che si occupa di risolvere fatti inspiegabili che hanno a che fare solitamente con il soprannaturale. I protagonisti delle vicende sono in particolare Omero Leeds, riflessivo e curioso figlio di un poliziotto di Scotland Yard, e Amelia Fay, una ragazzina coraggiosa e furba.

 Sopra: Sulla copertina, dai toni sul rosso, vediamo i due protagonisti e alle loro spalle il conte Dracula.
 
A Londra gli echi della vicenda di Frankenstein non si sono ancora spenti che già nuovi, inquietanti avvenimenti stanno scuotendo l'opinione pubblica... In un caffè del centro qualcuno giura di aver visto un individuo passare davanti a uno specchio senza produrre alcuna immagine riflessa. Intanto nella campagna a sud della città si susseguono macabri ritrovamenti di animali senza più una goccia di sangue in corpo e con strane ferite sul collo. Nessuno sembra avere dubbi: è l'opera di un vampiro, forse proprio del conte Dracula in persona! Mentre l'isteria collettiva cresce, il sergente Leeds decide di rivolgersi all'infallibile Max Keller perché lo aiuti a risolvere il caso. Ma, ancora una volta, saranno Omero e gli altri membri della squadra dell'impossibile ad addentrarsi nelle nebbie del mistero per vederci più chiaro. Keller infatti accetta di aiutare il sergente e manda i ragazzi (Omero, Amalia e Rusty) nel paese in cui è avvenuto il fatto per verificare la faccenda e raccogliere informazioni, mentre Blacky raccoglie informazioni a Londra su cosa hanno visto veramente al caffè.
I ragazzi però finiranno per mettersi nei guai: Omero, Amelia e Rusty andranno a casa del presunto vampiro e Blacky si fa catturare da il Turco e la su banda di ragazzi di strada.
 
  Sopra: Queste pagine iniziali sono riservate alla presentazione dei personaggi che fanno parte della Squadra dell'impossibile, di cui a sinistra vediamo i due protagonisti.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni in bianco e nero opera di Alfio Buscaglia che sono carine e molto piacevoli per il lettore da trovare nel corso della lettura, anche se non sono poi così numerose rispetto al numero di pagine presentati nel volume.
Soprattutto inizialmente i disegni sono inseriti in mezzo ai testi, mentre verso la parte finale del racconto ne troviamo anche di intere e a doppia pagina. Le immagini sono molto carine e graziose, con uno stile piuttosto ricco di dettagli, personaggi ed elementi caratterizzati da linee nette e ben definite e con ombreggiature molto scure e ben delineate, tanto che in effetti lo stile di Buscaglia ricorda quello con cui di solito si disegnano le tavole dei fumetti per adulti (tipo Dylan Dog, Tex ecc..).
Interessante che l'aspetto conferito al conte Dracula si basi su quello del vampiro Orlok, anche se ciò non è una casualità, protagonista film muto del 1922 "Nosferatu", il quale è liberatamente ispirato al romanzo di Stoker (gli eredi di Stoker accusarono pure il regista Friedrich Wilhelm Murnau per violazione dei diritti d'autore, vincendo la causa, così il regista dovette distruggere tutte le copie del film, sebbene una si salvò, arrivando fino ai giorni nostri).
Le illustrazioni servono a ritrarre le scene descritte nei testi, talvolta mostrando anche l'ambiente circostante, anche se la maggior parte delle immagini cerca di focalizzare l'attenzione sui personaggi, che risultano molto espressivi, ed i quali hanno all'inizio del libro pure una scheda di presentazione, con le loro immagini annesse.
In generale comunque l'intero libro internamente è graficamente piuttosto curato: le pagine di guardia e di controguardia hanno delle illustrazioni a colori, i capilettera di ogni capitolo sono decorati, i contorni delle pagine sono sempre contornati da una cornice decorativa, così come è decorato anche l'inizio di ogni nuova parte, che presenta oltre a una cornice anche una bobina e dei pezzi di pellicola.
 

 
 
 
 
  Sopra: Alcune illustrazioni dei testi, le prime inserite in mezzo ai testi mentre le ultime a pagina intera.
 
"La squadra dell'impossibile: La notte di Dracula" di Max Kelle, alias Massimo Polidoro, un autore che a quanto pare sembra proprio appassionato di misteri, a giudicare dalla sua bibliografia che ho trovato sul suo sito internet. Come spiega Massimo Polidoro nell'introduzione del libro, il suo lavoro: "Consiste nell'indagare sull'autenticità dei presunti fenomeni paranormali di cui vengono a conoscenza.", e uno dei casi in cui si è imbattuto è stato proprio quello narrato da lui in questo libro, che è riuscito a ricostruire grazie a una serie di documenti risalenti alla fine dell'Ottocento, lasciatigli da un certo M.K..
La storia narrata è avvincente e scorrevole (anche grazie ai numerosi ma brevi capitoli con cui è scandita), ricca di avventura. La vicenda è ambientata verso la fine dell'Ottocento, alcuni mesi dopo la pubblicazione del romanzo "Dracula" di Bram Stocker nonché dell'invenzione del cinematografico da parte dei fratelli a Lumière (nel 1895). Protagonisti della vicenda sono alcuni ragazzini e un certo Max Keller, un signore anziano e cieco, ma che sembra ancora dotato di grande maestria, soprattutto per i giochi di prestigio, oltre ad essere un individuo piuttosto misterioso che sembra sapere cos'è che gli altri ignorano. Oltre a lui vi sono poi gli altri componenti della squadra dell'possibile: Omero, Amelia, Blacky e Rusty. Il primo è un coraggioso, intelligente e riflessivo ragazzino americano il cui padre lavora per Scotland Yard; Amelia è figlia di una medium e vive a casa di una famiglia ricca che si è mostrata interessata alle doti della donna; Rusty è un ragazzino povero, alto, con i capelli rossi che si veste come un moschettiere e che ama parlare in modo forbito; Blacky è un ex ladruncolo scappato dall'orfanotrofio, piccolo ma estremamente agile e veloce. 
In questo romanzo, che è connesso al precedente in quanto spesso vengono citati i fatti accaduti nel primo libro, vediamo la Squadra dell'Impossibile alle prese con un nuovo bizzarro caso: un vampiro sembra essere giunto nei pressi di Londra a seminare scompiglio e panico e Keller non ha dubbi che bisogna approfondire la faccenda, per questo manda la sua squadra ad indagare. Peccato che i ragazzi non si atterranno alle sue indicazioni mettendosi nei guai: Omero, Amelia e Rusty decidono di andare al castello del conte Orlok finendo per essere catturati, creduti delle spie inviate da Van Helsing; Blacky viene invece messo alle strette da Iago, detto il Turco, il capo della banda di delinquenti di cui il ragazzino faceva parte, ma che aveva deciso di abbandonare, peccato che Iago non abbia preso bene la cosa e voglia farla pagare al ragazzino. Come se ciò non bastasse ci si mette anche Alan Archibald, il figlio di coloro che ospitano Amelia e sua madre a casa loro, il quale vuole scacciare "quelle due straccione" da casa sua, per cui si mette a pedinare prima la ragazza e poi Blacky.
Insomma, i pericoli, i guai, il mistero e l'avventura non mancheranno anche se la vicenda è narrata in modo semplice e lineare, pur seguendo contemporaneamente diverse vicende (ciò che accade a Blacky, quello che accade a casa del conte e quello che fa Archibald, ma anche ciò che accade al sergente Leeds, pedinato da un giornalista). Ad allietare ulteriormente la lettura ci sono poi le graziose illustrazioni in bianco e nero di Alfio Buscaglia, dove vi avevo già fatto notare come il vampiro da lui rappresentato assomigliasse proprio a quello del film "Nosferatu". Ebbene in effetti questa non è una coincidenza, ma probabilmente un omaggio, in quanto il nome di questa creatura è proprio Orlok (come il personaggio del film) ed è evidente dalla descrizione che ne fa l'autore che ne ha anche le sembianze: " ... dal modo in cui passava da uno scalino al successivo, sembrava avere una gamba più lunga dell'altra, mentre la schiena era incurvata, e la postura appena ingobbita. Ma fu il viso, una volta illuminato, a fare gelare il sangue nelle vene ai ragazzi. Magro e pallido, il conte Orlok aveva un cranio allungato e calvo. Gli occhi infossati nelle orbite luccicavano come il riflesso della luna risplende in fondo a un pozzo, mentre le labbra sottilissime, pressoché inesistenti, mettevano in mostra due lunghe file di denti appuntiti, sui quali una lingua violacea e secca guizzava di continuo."
Un buon romanzo per ragazzi, che consiglio a partire dagli 8/9 anni, ricco di mistero, mostri, avventure e pericolo, ma anche amicizia e collaborazione. La Squadra dell'Impossibile è infatti formata da ragazzi di diversi ceri sociali che hanno imparato a collaborare tra loro e supportarsi a vicenda. Come spiega anche lo stesso Max Keller: "Sapete giocare di squadra e i vostri talenti, combinati, vi hanno permesso di arrivare alla verità." La risoluzione del caso è soddisfacente e piuttosto inaspettata e risulterà intrigante per i lettori, in quanto le cose non sono come sembrano o come si potrebbe pensare.
Io ho iniziato a leggere direttamente questo volume, che sarebbe il secondo, e sono riuscita comunque a seguire la trama poiché l'autore fornisce spesso spiegazioni di ciò che era accaduto nel precedente capitolo, tuttavia sarebbe meglio iniziare a leggere la saga partendo dal primo libro, in quanto ci sono spesso riferimenti ai fatti accaduti in quel volume. In effetti quando ho preso il libro pensavo che ogni volume della saga fosse maggiormente indipendente dagli altri (come per la saga di "TIM SPECTER" di cui avevo letto anche in quel caso il secondo capitolo: "Il club della Paura"), mentre in realtà sembrano formare un'unica storia legata. Verso la fine del libro succedono infatti dei fatti che probabilmente verranno sviluppati nel terzo volume, lo stesso autore invita i lettori a continuare a seguire l'avventura dicendo: "Continuate a seguirmi perché sento che presto cominceranno a emergere le prime risposte. E sono pronto a scommettere che si tratterà di rivelazioni sconvolgenti".
 
Quest'opera è stata pubblicata in italiano nel 2011 dalle Edizioni PIEMME, ha 273 pagine, la copertina rigida con sovracopertina e misura 20,8 cm d'altezza e 13,7 cm di lunghezza e costa 17,50 euro.
 
 Ecco gli altri due titoli della saga:
  1. "Il complotto di Frankenstein" (2010): Quando Omero si trasferisce a Londra con il padre, poliziotto di Scotland Yard, resta impressionato dai suoi immensi viali affollati e dai suoi vicoli intricati e pieni di pericoli. Ma non immagina nemmeno quanti misteri e fatti inspiegabili nasconda questa città. Presto infatti al padre di Omero viene affidato un caso davvero strano: nella campagna di Weybridge e ai docks, lungo il Tamigi, alcune persone hanno avvistato una strana creatura e la stampa è sicura che si tratti del mostro di Frankenstein. Incuriosito dalle indagini, Omero si mette sulle tracce del mostro insieme ad Amelia, figlia di una famosa medium, e a Rusty e Blacky, due ragazzini che conoscono i bassifondi della città come le loro tasche...
  2. "La statua dagli occhi di smeraldo" (2012): Misteriosi rapimenti si susseguono da giorni nella città di Londra e i pochi indizi sembrano portare tutti alla stessa, sconcertante conclusione: che ci sia del vero nelle vecchie leggende sussurrate davanti al camino? Che il demone dagli occhi di smeraldo sia realmente tornato dal mondo dell'incubo per tormentare la città? Mentre Scotland Yard brancola nel buio, Omero, Amelia e gli altri membri della Squadra dell'Impossibile decidono di intervenire. Non passerà molto prima che i ragazzi si trovino a passeggiare con il cuore in gola nelle tetre stanze del museo delle cere, ignari dello sguardo maligno che osserva dall'alto ogni loro mossa...
 
 
 Sopra: Le copertine del primo e del terzo volume della saga, dove si vede sempre l'antagonista comparire alle spalle dei personaggi principali.
 
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