giovedì 20 giugno 2024

Le terrificanti storie del Vascello Nero di Chris Priestley

"Le terrificanti storie del Vascello Nero" scritto da Chris Priestley e accompagnato dalle illustrazioni di David Roberts sarebbe il secondo volume di una sere di libri (3 in italiano e 4 in inglese) di racconti di paura inseriti in una saga chiamata, appunto, "Tales of Terror".
Questo volume vede per protagonisti due fratelli, Ethan e Cathy, che vengono lasciati soli nella locanda del padre in una notte di tempesta, almeno finché non arriva un giovane marinaio che si mette a raccontare ai bambini storie di paura.

Sopra: La copertina presenta dei disegni e delle decorazione in bianco e nero, con i due fratelli protagonisti ritratti al centro, mentre in alto spicca il titolo, sopra un sfondo di colore azzurrino.

Ethan e Cathy vivono con il padre all’Old Inn, una vecchia locanda arroccata su un’alta scogliera a picco sul mare: "L'Old Inn, la mia casa, stava accovacciato in cima alla scogliera, aggrappato con tutte le sue forze come una patella a una roccia durante l'alta marea. Si trovava su un nodoso promontorio che era stato inesorabilmente eroso nel corso dei secoli, così che ora solamente uno stretto sentiero lo univa al resto della Cornovaglia. Era stato consumato su ciascun lato come il torsolo di una mela, scavato fino a formare una sorta di ponte che da un momento all'altro avrebbe potuto essere spezzato di netto, tramutando la locanda in un'isola, e me e la mia famiglia in isolani."
I due fratelli hanno una vita felice alla locanda, finché la madre non muore di parto assieme al loro fratellino, da allora il padre entra in depressione e inizia a bere, trascurando il lavoro di locandiere e i figli. Una sera una misteriosa malattia colpisce i due bambini, che cominciano a urlare per il dolore. Il padre allora esce di casa per andare a cercare un medico. Fuori imperversa una violenta bufera, il mare è in tempesta e la furia del vento scuote le finestre e fa scricchiolare le pareti della locanda. All’improvviso bussano alla porta: "Le raffiche di vento strattonavano la porta del granaio, che sbattè ripetutamente per un'ora o più, e così ci volle un po' prima che ci rendessimo conto che i colpi che adeso sentivamo non erano prodotti dalla porta che sbatteva, ma da qualcuno che bussava. [...]
Quando mi voltai per guardare los conosciuto, rimasi stupito nel vedere che non poteva essere molto più vecchio di me - diciassette anni, al massimo diciotto. Indossava una  divisa da cadetto (sebbene senza cappello e piuttosto fuori moda), un soprabito nero con i bottoni d'ottone e un panciotto bianco sopra una camicia bianca. Al fianco pendeva una spada. Al collo aveva un foulard di seta nera, e il volto pareva bello: gli occhi erano scuri, come quelli di un uccello marino, su un viso pallido e incorniciato da capelli color ebano che serpeggiavano verso il basso in brillanti ciocche bagnate. Un dente d'oro luccicava in un ambio sorriso abbagliante." È il giovane marinaio Jonah Thackeray che chiede ospitalità. In cambio si offre di raccontare ai bambini storie paurose ed emozionanti, apprese nei suoi lunghi anni di navigazione, che si intitolano: "Piroska", "Pece", "Irezumi", "Il ragazzino sulla barca", "La forza della natura", "Fango", "La scimmia", "Il demone intagliatore" e "Il Vascello Nero". 
Ma c’è qualcosa di molto strano in questo visitatore, e Ethan comincia a essere un po’ inquieto, sia perché le storie sono davvero terrificanti, sia perché malgrado siano passate diverse ore il padre non fa ancora ritorno…

Sopra: Le pagine che segnano la fine del primo capitolo e l'inizio del secondo. Notate come all'inizio di ogni capitolo ci sia un piccolo disegno in bianco e nero.

I racconti sono accompagnati dalle illustrazioni di David Roberts, che sono di due tipi: le prime sono quelle poste accanto al titolo di ogni capitolo, questo tipo di immagini sono di piccole dimensioni e rappresentano un solo elemento, di particolare rilevanza, che probabilmente andrà a comparire nel capitolo.
Il secondo tipo di illustrazioni sono invece a pagina intera, sempre in bianco e nero, e mostrano scene complete mostrate e descritte nei testi, di cui alcune sono anche piuttosto macabre, come quella che mostra il veliero circondato da braccia di cadaveri che si innalzano dal mare circostante, o quella in cui  George, ritornando sul ponte della nave, lo trova ricoperto di scheletri dei suoi ex compagni di viaggio. 
Lo stile di Roberts è molto originale e particolare, dai tratti apparentemente semplici, ma al contempo ricco di dettagli, con personaggi tracciati con tratti semplici e precisi, con visi con occhi abbastanza grandi e tondi/ovali, corpi tendenzialmente filiformi, quasi allampanati, e arti lunghi e sottili che terminano in dita magre ed affusolate.
Lo stile di questa artista e le sue illustrazioni in bianco e nero si adattano molto bene alle storie di questo volume, ricche di elementi macabri. Infatti le stesse immagini hanno dei toni piuttosto cupi, accentuati appunto dall'utilizzo esclusivo del bianco e nero, in cui le zone più scure presentano un maggiore presenza e densità di tratteggi neri, completamente assenti invece in certe zone lasciate completamente bianche, create come punti luce o anche semplicemente per mettere in risalto una certa figura.
Ogni illustrazione, comunque è ricca di dettagli e particolari che aiutano il lettore a immedesimarsi nell'atmosfera delle storie, facendolo entrare in un mondo tanto meraviglioso e accattivante quanto macabro e spettrale.

 


 

Sopra: In alto alcune pagine che mostrano l'inizio di un paio di capitoli, accompagnati da un piccolo disegno. In centro e in basso alcune illustrazioni a pagina intera tratte dai racconti di "La forza della natura", "Piroska" (al centro) e "Il vascello nero" (in basso).

"Le terrificanti storie del Vascello Nero" di Chris Priestley é una bella raccolta di racconti del terrore. 
Le storie sono piuttosto macabre, in quasi tutte c'è qualcuno che muore (spesso assassinato): in "Piroska" vi è una vampiressa sulla nave che si nutre dei passeggeri, in "Pece" il giovane marinaio Tom uccide un suo compagno tagliandoli una mano e facendolo precipitare in mare; in "Il ragazzino sulla barca" quando uno strano bambino viene issato a bordo della nave iniziano a succedere strani incidenti, alcuni di questi mortali, ai marinai; in "La forza della natura" delle lumache carnivore divorano i marinai della nave....
Ecco un pezzo tratto da "Pece": "Mentre cadeva in mare, Harper allungò una mano - la mano con il tatuaggio - per aggrapparsi al parapetto. Tom fece un passo indietro, indeciso se aiutarlo o meno. [...] Poi Tom vide che la presa di Harper si faceva più salta, e lo sentì genere per lo sforzo di tirarsi su. [...] Nel panico, Tom si guardò intorno w la prima cosa sulla quale si posarono i suoi occhi fu una pesante accetta abbandonata dal falegname, conficcata in un ceppo lì vicino. Senza pensarci ulteriormente, Tom la raggiunse e la strattonò per liberarla. Quattro o cinque passi lo riportarono indietro da Harper, il cui volto aveva cominciato adesso a fare capolino dal parapetto, con un'espressione che unica ira e terrore.Tom alzo alzò l'accetta sulla testa e colpi.
Harper vide arrivare il colpo. Spalancò gli occhi e la bocca per gridare, ma la brutale accetta gli separò la mano dal polso, perse immediatamente la presa e cadde dritto nell'acqua, e ogni suono fu risucchiata dagli abissi insieme al suo corpo."
Da "La forza della natura" ecco cosa accade usando le lumache si mare attaccano l'equipaggio: "Ma adesso era di nuovo evidente che così come le creature erano cibo per l'equipaggio, anche l'equipaggio era cibo per le creature. Quelle cose erano salite a bordo con un unico scopo: cibarsi di carne umana. [...]
Ciò che videro i loro occhi sembrava una scena dell'inferno. 
Ovunque c'erano uomini con ferite sulle braccia e al colto, uomini che si erano svegliati e i erano trovati addosso quelle creature che li stavano mangiando vivi. Ma quegli uomini, furto sommato, erano stati fortunati."
Insomma, in queste storie non mancano il sangue e la violenza, ed è vero che, soprattutto alcune, ricordano lo stile di Edgar Allan Poe (come scritto sotto il titolo sulla copertina): ad esempio "Pece" mi ha ricordato le storie di "Il cuore rivelatore" (per l'odio innato che il protagonista inizia a provare nei confronti di Harper, che gli fa desiderare di ucciderlo e per come egli si tradisce) e di "Il gatto nero" (Pece è il nome del gatto nero di bordo, il quale è anch'esso intenzionato a svelate a tutti il colpevole dell'inizio del suo amico); la tendenza di uno dei due gemelli in "Fango" di attribuire tutte le sue azioni negative al fratello mi ha ricordato la caratteristica di alcuni personaggi di Poe a compiere crimini e a giustificarsi dando la colpa alle vittime, come accade in "Berenice" o "Il cuore rivelatore"...
In effetti molti dei protagonisti di questi racconti non sono propriamente brave persone, essi sono molto diversi dai classici personaggi dei libri per ragazzi, che servono di solito a dare l'esempio. Molti dei personaggi di questi racconti sono egoisti, pieni di rabbia repressa, o anche solo semplicemente indolenti, codardi o incapaci: vi è Tom, che fa cadere dal ponte il compagno Harper e gli trancia addirittura una mano quando vede che l'altro si sta tirando su, cercando poi di fare ricadere la colpa su un altro marinaio; oppure Ben, un farabutto che assieme al gemello compie diverse azioni illegali, ma che dà costantemente la colpa delle sue azioni al fratello, arrivando ad ucciderlo lasciandolo affondare nei fanghi di una palude; Lewis decide di arruolarsi con i pirati della ciurma di Cuorenero, e non gli importa che il capitano pirata abbia appena ucciso il suo ex capitano della marina...
Certo, non tutti i protagonisti di queste storie sono cattive persone, ve ne ne sono anche altri più neutrali, che non fanno o pensano nulla di male, come Richard Stiles dal racconto "Piroska", o Stephen in "Irezumi", David Longman in "Il ragazzino sulla barca"ecc... 
E poi vi sono i due fratelli dell'inizio, quelli a cui lo strano marinaio narra le varie storie di paura: Ethan è molto sospettoso nei confronti del giovane marinaio e lo prende un po' in antipatia, Cathy invece è più ingenua e fiduciosa, e le piacciono le storie di paura che le racconta, continuando a chiedergliene altre.
Quello che i ragazzini non sanno, e neppure il lettore, è che in realtà anche loro fanno parte di una storia di paura...  e di fantasmi. Chi è in realtà Jonah Thackeray e perché il padre dei due ragazzi non torna a casa?
Un'opera molto bella, sia a livello grafico, con le inquietanti ma affascinanti illustrazioni in bianco e nero di David Roberts, sia come storia/storie.
Tra i miei racconti preferiti ci sono stati: "Pece" che mi ha ricordato alcuni racconti di Poe, con il protagonista che cerca in tutti i modi di coprire un omicidio ingiustificato (ma perfettamente sensato ai suoi occhi) e i tentativi del gatto di fargli commettere qualche passo falso; "Il ragazzino sulla barca" per l'inquietante e misteriosa presenza di questo strano bambino di 8 anni che non parla né sorride mai, per poi scoppiare a ridere quando ai marinai capitano degli incidenti in cui si fanno male; e "Il Vascello Nero", storia abbastanza classica su una nave fantasma ma comunque efficace e sempre d'effetto.
Tutti i racconti comunque sono belli e degni di nota, e abbastanza paurosi e inquietanti. Mi è piaciuta molto anche l'ambientazione, di tipo marinaresco, un po' alla Isola del Tesoro di Stevenson, che è piuttosto originale e intrigante, diversa da quelle solitamente proposte nei libri di paura. Non sottovalutate però neanche la storia che funge da cornice per tutte le altre, perché anche quella sarà pronta a darvi qualche brivido e a svelarvi un mistero inaspettato.
Un volume che consiglio a partire dai 9/10 anni, dipende però anche da quanto i lettori sono avezzi al genere horror e quanto possono essere impressionabili, tenendo conto che, come spiegato, in ogni racconto c'è sempre una certa dose di violenza e non mancano personaggi poco edificanti e qualche omicidio, e tutte le storie hanno un finale "a sorpresa", in cui i protagonisti non finiscono bene.

Il volume è stato pubblicato originariamente nel 2008 dalla Bloomsbury Childrens Books col titolo di "Tales of terror from the Black Ship". È stato poi edito in italiano nel 2010 dalla Newton Compton Editori, è dotato di una copertina rigida, ha 194 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 14,90 euro. 
 
Come ho detto prima questo è il secondo volume di una serie scritta da Chris Priestley chiamata: "Tales of terror", ecco tutti i titoli della serie:
  1. "Le terrificanti storie di zio Montague" (2010)
  2. "Le terrificanti storie del Vascello Nero" (2010)
  3. "Storie da leggere con la luce accesa" (2011)

   

   


   

     
Sopra: In alto le copertine italiane della trilogia, di cui come potete vedere la terza ha subito un restyling completo. Successivamente potete vedere le copertine di varie edizioni inglesi, di cui è uscito anche un quarto titolo "The teacher's Tales of Terror".
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 17 giugno 2024

Il segreto del lago di Donatella Bindi Mondaini

"Il segreto del lago" è una storia scritta da Donatella Bindi Mondaini e illustrata da Anna ed Elena Balbusso, che fa parte di una collana delle Edizioni El chiamata "Le letture", suddivisa per fasce d'età: rossa per chi comincia a leggere, verde per chi si sente un po' più bravo, blu per chi legge con facilità, giallo per chi vuole qualcosa di difficile e arancio per chi ormai legge tutto, o quasi.
Come potete vedere dalla copertina, questo volume è nella fascia gialla e vede come protagonista George, che viene mandato da suo zio per l'estate.
 
Sopra: Al centro della copertina compare una delle illustrazioni interne, ma a colori, mentre il resto della copertina è bianco, ad eccezione della banda gialla tutta attorno, che tramite il colore indica anche il livello di lettura consigliato.
 
George ha dieci anni e per la prima volta passerà l'estate lontano dai genitori, ospite di uno zio che non conosce, come gli spiega sua madre: "- Come ti ho già detto, George, - ripeteva la mamma - tra pochissimo tempo andrai al college, in Inghilterra, così è molto meglio che passi in tranquillità i mesi che restano.
- Anche in Argentina sarei stato tranquillo.
- No; c'è da mettere su casa, conoscere nuove persone; e poi il clima è diverso; sarebbe faticoso per te."
Così George, suo malgrado, viene accompagnato da suo zio. Inizialmente George si sente un po' spaesato, ma presto fa amicizia con alcuni ragazzini del luogo: Clemente, Niccolò, Gino ed Ettore.
"George tacque; cominciava a divertirsi lì a Terra Rossa; [...] Si sentiva finalmente libero e per la prima volta assaporava il gusto di fare quello che voleva, perfino cose che potevano essere proibite."
A Terrarossa sembra che la vita scorra tranquilla e senza imprevisti, invece, attraverso incontri, amicizie e sensazioni nuove, George sarà trascinato alla scoperta di un antico e insospettato segreto, che alla fine cambierà del tutto la sua vita.
 
 Sopra: Due pagine interne di cui quella a destra rappresenta un'illustrazione del primo incontro tra George (appollaiato su un albero) e gli altri ragazzi del luogo.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni in bianco e nero di Anna ed Elena Balbusso, le quali hanno uno stile abbastanza semplice e stilizzato. Le figure ad esempio sono tracciate con pochi tratti molto netti e precisi ed i volti delle persone sono fatti da pochi tratti molto essenziali (gli occhi, il naso, la linea della bocca e una per il mento).
Anche il colore è steso in maniera abbastanza netta e precisa, con parti molto scure e altre lasciate completamente bianche.
I disegni, in cui compaiono sempre anche gli sfondi oltre alle persone che interagiscono, rappresentano scene narrate nei testi e possono essere sia a pagina intera che in mezzo ai testi, in questo caso con una grandezza che occupa circa mezza pagina.
 
 


 
Sopra: Alcune delle ilustrazioni delle Balbusso, dai tratti semplici e stilizzati, di cui le prime in alto sono a mezza pagina e le due in basso (di cui quella a destra mostra la casa dello zio) a pagina intera.
 
"Il segreto del lago" è una storia carina scritta da Donatella Bindi Mondaini, con le illustrazioni in bianco e nero di Anna ed Elena Balbusso, semplici ma piacevoli.
Il protagonista è George, un bambino di 10 anni che viene mandato a stare dallo zio in campagna per l'estate. Il ragazzino non è entusiasta della situazione: lui avrebbe preferito stare coi i genitori, anche seguendoli in Argentina, e il fatto che loro abbiano deciso di mandarlo via gli fa rabbia, perché lo fa sentire come se non lo volessero vicino. Anche quando parla con lo zio Paolo, che gli spiega che a lui non piacciono i bambini, George gli dice: "Si vede - disse poi in tono riflessivo, - che è una cosa di famiglia: anche a mio padre, credo, non piacciono i bambini. Lo zio fece un guizzo come se fosse stato punto da uno spillo.
- Perché dici così?
George si strinse nelle spalle.
- Uno se ne accorge di queste cose; non ey cattivo con me, però ....
- Però...
- Credo che avrebbe preferito che io non ci fossi.
Lo zio non rispose; bevve a sorsi lenti un bicchiere di vino, senza guardarlo; sembrava assorto nei suoi pensieri.
Dopo in bel pezzo, disse: 
- Forse hai ragione; sono cose di famiglia."
 Gironzolando per la casa George scopre una vecchia fotografia che ritrae suo padre, lo zio Paolo e anche un altro bambino più piccolo, che gli assomiglia molto. Chi è questo bambino e che fine ha fatto?
Mentre cerca di risolvere il mistero George intanto continua a frequentare e a divertirsi con i suoi nuovi amici, i figli degli altri contadini, con cui fuma sigarette e va al lago, sebbene non abbia avuto il permesso di andarci e anzi, sembra un luogo che fa paura a suo zio e alla sua governate. Passa anche del tempo con lo zio, seguendolo nei capi e andando con lui a caccia di cinghiali.
A George piace stare dallo zio, gli piace la campagna e la libertà di cui vi gode. 
Un racconto semplice e scorrevole, che non ruota tanto attorno a chi fosse il bambino e cosa gli sia successo, quanto al rapporto di George con il padre e lo zio, e del rapporto tra questi due, che da anni si parlano a malapena. Una storia quindi di crescita e di stampo soprattutto familiare, scritta con caratteri grandi, adatta dagli 8 anni, anche se il finale è abbastanza aperto, in quanto la situazione col padre viene affrontata ma non del tutto risolta, come se venisse rimandata.
 
Questo libro è stato pubblicato nel 1998 dalla Edizioni EL, ha 136 pagine, la copertina flessibile e misura 17,3 cm d'altezza e 11 cm di lunghezza e costava 10.000 LIRE.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 13 giugno 2024

Le terrificanti storie di zio Montague di Chris Priestley

"Le terrificanti storie di zio Montague" scritto da Chris Priestley e accompagnato dalle illustrazioni di David Roberts è il primo volume di una sere di libri (3 in italiano e 4 in inglese) di racconti di paura inseriti in una saga chiamata, appunto, "Tales of Terror".
Questo volume vede per protagonista Edgar, un bambino che si reca spesso da un signore che lui chiama Zio Montague, che vive solo in una grande casa piena di oggetti strani, per sentirne le terrificanti storie.


Sopra: La copertina presenta un disegno in bianco e nero tratto dal racconto "La potatura invernale".

Il signor Montague vive da solo in una grande casa piena di oggetti bizzarri e soprammobili di ogni sorta. Il piccolo Edgar attraversa spesso l’oscuro bosco che separa la sua casa da quella dello zio per andarlo a trovare, e rimane ogni volta incantato dalle terrificanti storie che il vecchio gli racconta. 
"La casa di zio Montague si trovava al di là di un piccolo bosco. Per raggiungerla occorreva percorrere un sentiero che si snodava tra gli alberi come un serpente nascosto nella macchia e, sebbene il sentiero fosse abbastzna breve e ilbosco per nulla esteso, ogni volta quel tratto di strada si rivelava più lungo di quanto mi aspettassi.
Avevo preso l'abitudine di andare a fare visita a mio zio durante le vacanze. Ero figlio unico ei miei genitori non erano a loro agio con dei bambini tra i piedi. [...]
<< E' un tipo strambo>> disse un giorno mio padre a colazione.
<<Chi?>> chiese mia madre.
<<Zio Montague>>, rispose.
<<Già>> convenne. <<Proprio stranmo. Edgar, cpsa fate tutto il pomeriggio quando vai a trovarlo?>>
<<Mi racconta delle storie>>, dissi.
<<Buon Dio>> esclamò mio padre. <<Storie, eh? Una volta ne ha raccontata una anche a me>>.
<<Quale, papà?>> domandai traboccante d'attesa. Mio padre si accigliò e guardò il piatto.
<<No>>, disse. <<L'ho dimenticata>>."
Ne conosce proprio tante, in effetti, una più spaventosa dell’altra, e tutte sembrano tornargli in mente quando vede o tocca uno degli stravaganti ninnoli che arredano la sua casa. Ma Edgar sente che quelle storie non possono essere solo frutto della fantasia e si domanda se non nascondano una verità più sinistra e inquietante. 
Le storie narrate dallo zio Montague sono queste: "Non salire", "La non-porta", "La scultura del demone", "Le offerte", "La potatura invernale", "La cornice dorata", "Il jinn", "Una storia di fantasmi", "Il sentiero", "Zio Montague".
Chi è davvero lo zio Montague? E chi sono quegli strani bambini che cercano di entrare nella sua grande casa? In una caleidoscopica collezione di brevi racconti del brivido che si inseriscono in una trama più ampia, altrettanto paurosa, Priestley ci regala una perla nel panorama degli horror tales.

Sopra: Le pagine che segnano la fine del primo capitolo e l'inizio del secondo. Notate come all'inizio di ogni capitolo ci sia un piccolo disegno in bianco e nero.

I racconti sono accompagnati dalle illustrazioni di David Roberts, che sono di due tipi: le prime sono quelle poste accanto al titolo di ogni capitolo, questo tipo di immagini sono di piccole dimensioni e rappresentano un solo elemento, di particolare rilevanza, che probabilmente andrà a comparire nel capitolo.
Il secondo tipo di illustrazioni sono invece a pagina intera, sempre in bianco e nero, e mostrano scene complete mostrate e descritte nei testi, di cui alcune sono anche piuttosto macabre, anche se mai troppo esplicite. 
Lo stile di Roberts è molto originale e particolare, dai tratti apparentemente semplici, ma al contempo ricco di dettagli, con personaggi tracciati con tratti semplici e precisi, con visi con occhi abbastanza grandi e tondi/ovali, corpi tendenzialmente filiformi, quasi allampanati, e arti lughi e sottili che terminano in dita magre ed affusolate.
Lo stile di questa artista e le sue illustrazioni in bianco e nero si adattano molto bene alle storie di questo volume, ricche di elementi macabri. Infatti le stesse immagini hanno dei toni piuttosto cupi, accentuati appunto dall'utilizzo esclusivo del bianco e nero, in cui le zone più scure presentano un maggiore presenza e densità di tratteggi neri, completamente assenti invece in certe zone lasciate completamente bianche, create come punti luce o anche semplicemente per mettere in risalto una certa figura.
Ogni illustrazione, comunque è ricca di dettagli e particolari che aiutano il lettore a immedesimarsi nell'atmosfera delle storie, facendolo entrare in un mondo tanto meraviglioso e accattivante quanto macabro e spettrale. 

 

 
Sopra: In alto alcune pagine che mostrano l'inizio di un paio di capitoli, accompagnati da un piccolo disegno. In basso alcune illustrazioni a pagina intera tratte dai racconti di "La forza della natura", "Piroska" (sinistra) e "Il vascello nero" (destra).

"Le terrificanti storie di zio Montague" di Chris Priestley é una bella raccolta di racconti del terrore. 
Le storie sono piuttosto macabre, in quasi tutte c'è qualcuno che muore e, anche se qualcuno non finisce male, quasi tutte contengono comunque una certa dose di violenza.
Ecco una scena tratta dal racconto "Le offerte":  "Su una lunga asse di legno sostenuta alle estremità da due vasi di terracotta capovolti, c'era una costellazione di creature straordinarie.
Alla prima, indistinta occhiata, la signora Sackville vide scarafaggi, vermi, un ranocchio o forse un rospo, grilli, mosche, farfalle, un topo e vari uccelli, uno dei quali si stava ancora contorcendo in maniera spaventosa. Erano tutti infilzati e inchiodato all'asse e, a giudicare dall'uccello in preda agli spasmi, erano ancora vivi quando Robert ce li aveva fissati."
Oppure questa descrizione tratta dal racconto "Il sentiero": "Il forestiero si muoveva molto più velocemente di quanto avesse immaginato Matthew osservandolo da lontano. In realtà correva e si arrampicava a una velocità forsennata, cosa che spiegava gli stravaganti movimenti del suo corpo.
Il suo braccio sinistro era senz' altro rotto; in più d'un punto, suppose Matthew. La mano sinistra era appena riconoscibile in quanto tale e sembrava che fosse stata battuta da un maniscalco. Anche la sua gamba sinistra era chiaramente spezzata e si agitava e si dimenava in modo ripugnante a ogni passo. Aveva i vestiti laceri e zuppi di sangue.
I capelli, che gli erano sembrati semplicemente bagnati, erano incrostati di sangue coagulato e sembrava fosse stato scotennato da uno di quei selvaggi americani di cui Matthew aveva sentito parlare nei racconti del nonno.Ma era stata la sua faccia a lasciare Matthew senza fiato per lo spavento.
I lineamenti erano totalmente cancellati e sembrava uscito da un mattatoio o da un incubo. Una parte del coso era una rivoltante massa di cartilagine e carne dilaniata, come la carcassa di una pecora martoriata dalle cornacchie. Dall'altra parte c'era un occhio sgranato e imperturbabile."
D'altronde anche gli stessi bambini protagonisti dei vari racconti non sono proprio dei santi, sono personaggi sfaccettati con le loro luci e le loro ombre, ma quasi nessuno è un santo: Jospeh in ""Non salire" si dimostra testardo nel voler fare qualcosa, per sfida, che gli era stato caldamente suggerito di non fare (scalare l'olmo); Harriet, in "La non porta" è una truffatrice, che assieme alla sua complice fingono di fare delle sedute spiritiche per derubare gli ospiti che partecipano a tali sedute; Thomas in "La statua del demone" si impossessa della statua rubandola, dopo che il proprietario si era rifiutato più volte di venderla al padre; Robert in "Le offerte" si lascia facilmente influenzare da un demone fino a compiere degli atti di violenza contro gli animali; Simon in "La potatura invernale" entra in casa di una vecchia per derubarla; Francis in "Il Jiin" a scuola ha picchiato pesantemente un ragazzo che lo prendeva in giro rischiando di fargli perdere la vista ad un occhio, senza pentirsi del gesto, ma anzi sentendosi orgoglioso ...
Lo stesso zio Montague si scoprirà essere stato non proprio una brava e buona persona, sebbene riuscisse a nasconderlo piuttosto bene, dietro la maschera di premuroso insegnante e preside, e si è macchiato di grosse colpe... ma questa sarà una storia che vi racconterà lui stesso.
Tra i miei racconti preferiti ci sono stati: "Non salire", in cui Joseph decide di salire su un gigantesco olmo, nonostante sulla corteccia sia stata incisa, più volte, la scritta "Non salire" e nonostante anche un contadino gli intimi di non salire perchè "Gli olmi odiano gli uomini e aspettano"; "Le offerte", in cui Robert si annoia tremendamente nella nuova e grande casa in cui si sono trasferiti, almeno fin quando non incontra un nuovo e strano amico; "Il sentiero", in cui Matthew decide di mettersi in cammino seguendo un sentiero di montagna per andare via dal suo villaggio, per imbarcarsi, ma durante il tragitto egli nota uno strano individuo che lo sta seguendo e cerca di raggiungerlo.
Tutti i racconti comunque sono belli e degni di nota, e abbastanza paurosi e inquietanti. Non sottovalutate però neanche la storia che funge da cornice per tutte le altre, perché anche quella sarà pronta a darvi qualche brivido e a svelarvi un mistero inaspettato, con Edgar che parla con lo zio commentando la fine di ogni racconto e osservando l'oggetto ad esso legato. La casa dello zio Montague è infatti piena di oggetti strani, a ognuno dei quali però è legata una storia che l'uomo andrà poi a raccontare al nipote. Ma come fa lo zio a conoscere queste storie visto che lui afferma di non essersele inventate ma che siano stati i protagonisti dei suoi racconti a narrargliele? Un mistero che terrà il lettore col fiato sospeso fino alla fine, un finale inaspettato quanto interessante.
Un volume che consiglio a partire dai 10/11 anni (la casa editrice lo consiglia anche dai 12), dipende però anche da quanto i lettori sono avezzi al genere horror e quanto possono essere impressionabile, tenendo conto che, come spiegato, in ogni racconto c'è sempre una certa dose di violenza e non mancano personaggi poco edificanti e qualche omicidio, e tutte le storie hanno un finale "a sorpresa", in cui i protagonisti non finiscono bene. Un'opera molto bella, sia a livello grafico, con le inquietanti ma affascinanti illustrazioni in bianco e nero di David Roberts, sia come storia/storie.

Il volume è stato pubblicato originariamente nel 2007 dalla Bloomsbury Childrens Books col titolo di "Uncle Montague's Tales of Terror". È stato poi edito in italiano nel 2010 dalla Newton Compton Editori, mentre l'edizione in copertina flessibile è stata pubblicata nel 2011. Quest'ultima edizione ha 180 pagine, misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 6,90 euro. 
 
Come ho detto prima questo è il secondo volume di una serie scritta da Chris Priestley chiamata: "Tales of terror", ecco tutti i titoli della serie:
  1. "Le terrificanti storie di zio Montague" (2010)
  2. "Le terrificanti storie del Vascello Nero" (2010)
  3. "Storie da leggere con la luce accesa" (2011)

   

   


   

     
Sopra: In alto le copertine italiane della trilogia, di cui come potete vedere la terza ha subito un restyling completo. Successivamente potete vedere le copertine di varie edizioni inglesi, di cui è uscito anche un quarto titolo "The teacher's Tales of Terror".
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 10 giugno 2024

EVELYN STARR: Il diario delle due lune di Luca Azzolini e Francesco Falcone

"EVELYN STARR: Il diario delle due lune" scritto da Luca Azzolini (autore anche di um'altra saga fantasy che avevo già letto: "Nelle terre di Aurion") e Francesco Falcone, illustrato da Silvia Bigolin, è un romanzo fantasy che vede come protagonista la giovane Evelyn Starr, l'ultima discendente della stirpe dei Guardiani delle Nebbie, i quali custodiscono l'accesso a un luogo magico: il Regno Grigio (anche detto Mullagh Maath).

Sopra: Sulla copertina sui toni del blu e dell'azzurro vediamo nel lato sinistro proprio la protagonista, con i suoi lunghi capelli neri.

Evelyn Starr ha tredici anni, vive a Ithil Runa con la madre Meb e la bisnonna Geraldine e divide il suo tempo tra la scuola, le lezioni di danza e le amiche, come Arrwyn: "Quel giorno Arrwyn era davvero uno spettacolo per gli occhi. Indossava scarpe rosse con il doppio strappo, pantaloni di flanella marrone, camicetta azzurra e un impermeabile lungo fino al ginocchio di un improbabile verde pastello. Sull'insieme, ovviamente, spiccava l'immancabile tracolla lilla. Tutto in perfetto stile Arrwyn: uno stile confusionario e per nulla alla moda che Evelyn adorava per la sua imprevedibilità. Un'accozzaglia di colori che la metteva sempre di buon umore."
La sua famiglia però nasconde un segreto: appartiene alla stirpe dei Guardiani delle Nebbie e custodisce l'accesso a un luogo magico, perennemente avvolto dalla nebbia. È il Regno Grigio, dove si aggirano esseri fatati e animali parlanti che cambiano forma dall'alba al tramonto. Evelyn ancora non lo sa, ma è proprio lei l'ultima erede dei Guardiani, l'unica che possa impedire l'avanzata dei Senzastelle e della loro oscura Regina. Insieme al suo nuovo amico Zak, un ragazzo lupo che non ricorda il proprio passato, e all'eccentrico furetto Stillygan, Evelyn affronterà il viaggio più avventuroso della sua vita: oltre i confini della Città Proibita, dentro la Montagna Cava, nel cuore del Palazzo di Ghiaccio, per sconfiggere il crudele Signore delle Nebbie...

Sopra: A sinistra una pagina che segna l'inizio del secondo capitolo, mentre a destra un'illustrazione contenuta proprio nel secondo capitolo, che mostra

La storia è accompagnata dalle illustrazioni di Silvia Bigolin, le quali sono molto graziose, curate e ricche di dettagli, sicuramente capaci di farsi apprezzare dalle ragazze (e ragazzi) di 9/12 anni a cui il libro è indirizzato.
I disegni rappresentano scene descritte nei testi e sono utili ai lettori perchè permetteono di alleggerire un po' la lettura, ma soprattutto perchè permettono loro di poter vedere effettivamente com'è l'aspetto dei vari personaggi (tra cui la protagonista, che comunque compare anche in copertina, Zak e il furetto Stillygan), ma anche degli ambienti. 
Vi sono abbastanza spesso infatti disegni che ritraggono scene viste da una prospettiva abbastanza ampia, in cui i personaggi appaiono un po' piccoli, ma che permette di vedere bene gran parte dell'ambiente circostante, il quale è molto ricco di dettagli e particolari, mentre i visi dei personaggi sembrano meno curati visti da lontano.
Le illustrazioni possono essere sia a pagina intera che a doppia pagina, peccato che le immagini siano in bianco e nero, visto che probabilmente avrebbero reso maggiormente a colori (io me le immagino con delle tinte piuttosto brillanti e accese).


 
Sopra: Alcune illustrazioni opera di Silvia Bigolin, di cui quella in alto a doppia pagina e le altre in basso a pagina intera. In tutte le immagini compare la protagonista, Evelyn , anche se abbastanza piccola rispetto alla pagina, in compenso si vedono piuttosto bene gli ambienti circostanti, molto dettagliati.
 
"EVELYN STARR: Il diario delle due lune" scritto da Luca Azzolini e Francesco Falcone è un romanzo fantasy scorrevole e piacevole, non troppo impegnativo.
Evelyn ha una vita normale, nonostante il padre sia scomparso alcuni anni prima, caduto dal Salto, un burrone circondato dalle nebbie: cerca di cavarsela a scuola, frequenta lezioni di danza hip hop anche se è un po' imbranata, si frequenta con la sua amica, e prova un certo interesse per un ragazzo misterioso. Il ragazzo in questione, più grande di lei, è Zack Connor: "Anfibi neri coperti di fango. Jeans strappati. Una cintura di pelle nera. Una maglietta blu scuro, sporca e sdrucita, macchiata d'erba e polvere, incollata al petto. Capelli neri ribelli lunghi fino alle spalle. Occhi dello stesso colore. Un volto sbarazzino dalla mascella squadrata che si muoveva ritmicamente masticando un chewing-gum."
La parte fantasy in realtà comincia abbastanza in là nella storia, dopo circa un centinaio di pagine, cosa abbastanza insolita per un libro per ragazzi/e, i quali di solito cercano di partire abbastanza presto nell'affrontare la parte fantastica e soprannaturale della storia.
Gli autori invece si prendono il loro tempo, probabilmente per permettere ai lettori di conoscere bene la protagonista e la sua vita, la scuola, i suoi amici, le sue passioni...
Alcune parti in effetti sono importanti per comprendere il personaggio di Evelyn, nonché il rapporto che ha con la sua migliore amica e con Zack, personaggio che poi si rivelerà importante perché partirà anche lui assieme alla ragazza nel Regno Grigio. Alcune parti invece sono un po' più lente e meno essenziali, e tendono un po' a rallentare lo sviluppo effettivo della storia.
Sarà infatti solo dopo una serie di eventi (alcune lezioni a scuola, qualche compito per casa, le lezioni di danza, qualche confronto con Zack e con Tiffany, la snob della classe, la convocazione ad un saggio di danza e una litigata con la sua amica) che Evelyn sentirà alcuni discorsi tra sua madre e la bisnonna riguardo Mullagh Maath, al Patto d'Argento, a Liam O'Kinley, ai Guardiani ... per poi ritrovarsi in un mondo avvolto nella nebbia, in cui non sembra esserci in giro nessun altro a parte lei e il suo furetto. Fortunatamente poco dopo incontra anche Zack, che la difende da alcuni mostri fatti di nebbia: le Serpibrume.
Una storia carina, con dei protagonisti apprezzabili anche se non eccezionali. Evelyn è una ragazza solare, coraggiosa anche se un po' imbranata e parecchio testarda, a cui piace la letteratura, la danza e non molto le scienze o la chimica. Quando si sveglia e a casa e in città non vede più nessuno ne rimane abbastanza sconvolta, e le ci vorrà un po' per abituarsi al Mondo Grigio, dove scopre di avere il potere della psicometria, che le permette di vedere il passato degli oggetti. Sorvolerò sul fatto che inizialmente a Evelyn serviranno tre tentativi per comprendere la pronuncia esatta del nome, cosa che dovrebbe risultare simpatica al lettore ma che secondo me risulta solo noiosa, e fa apparire la protagonista un po' dura di comprendonio. 
"Ma dicevo: ognuno di noi ha un potere speciale. E da quanto ho potuto capire, il tuo è senza dubbio quello della psicometria.
-Cosa c'entra adesso la psicologia!?
Stylligan si poso una zampa sugli occhi. - Per tutti i Bardi frastornati! Ho detto psicometria! - ruggì.
- ... Psico... cosa? Dammi pure dell'ignorante, ma non ho la più pallida idea di cosa sia!".
Stylligan nel mondo normale è il furetto domestico di Evelyn, mentre nel Mondo Grigio è un muta forma, peccato che lo faccia a distanza di tempo senza saper però controllare il suo potere, per cui i suoi mutamenti d'aspetto sono casuali (e il motivo per cui non riesce a controllarli non verrà mai spiegato). Esso inoltre è il classico personaggio che dovrebbe risultare simpatico essendo irritante. Quel personaggio petulante, borioso, vanitoso, che si dà tante arie e tanta importanza, che accusa continuamente gli altri (soprattutto Evelyn) di essere degli ignoranti, e che sbaglia sempre il nome della protagonista. Ad un certo punto comunque dovrà lasciare gli altri due perché a causa delle sue dimensioni non riuscirà ad entrare nel palazzo del nemico.
Vi è poi Zack, il personaggio più serio del trio, e quello dal passato misterioso, ha perso la memoria ed è cresciuto in un orfanotrofio di Ithil Runa, senza saper che fine avessero fatto i suoi genitori. Suscita subito l'interesse della protagonista, anche se non andranno sempre d'accordo, sebbene le sarà d'aiuto mentre si trovano nel Regno Grigio, cercando di proteggerla, sebbene anche lui si ricordi poco di quel posto. Lui e la protagonista finiscono abbastanza spesso per bisticciare, anche se mi ha abbastanza sorpreso come ad un certo punto, dopo che hanno rischiato di cadere in un baratro nel palazzo delle Nebbie, lui le faccia notare come la stia aiutando in modo disinteressato, come stia rischiando molto solo per lei e le chieda in cambio un bacio. Vi riporto la scena: 
"- No, Eve, sono arrabbiato. Perché io sono disposto ad aiutarti in questa missione - rispose lui, improvvisamente serio. - Lo faccio per te. Non devo salvare la mia di famiglia né aspiro a diventare l'eroe del Mullagh Maath. Hai visto anche tu quali creature sono al servizio del Signore delle Nebbie. Il gioco non vale la candela. Lo sto facendo solo per te.
Quelle parole colpirono Evelyn come una secchiata di acqua gelida. Zack aveva ragione, fin dall'inizio l'aveva aiutata in modo incondizionato e lei non aveva sprecato nemmeno una parola di ringraziamento. Chinò la testa.
- Ok. Sì, hai ragione. Ti chiedo scusa.
- Le scuse non bastano...
- E allora cosa vuoi? - chiese lei, sconcertata.
- Mi merito un bacio.
Evelyn alzò il capo, arrossendo all'istante. - Cosa?
- Hai sentito benissimo.
- Un bacio?
- Sì, hai capito alla perfezione - ripeté lui fissandola dritta negli occhi. - Non me lo merito forse?
- Questo è uno sporco ricatto - s'indignó Evelyn.
- Sì, lo è. Ma sono le mie condizioni, perché sono io l'offeso. A te la scelta - concluse incrociando le braccia e guardando altrove."
Boh, alcuni eventi sembrano accadere un po' all'improvviso, come il litigio tra Evelyn e la sua migliore amica, che la accusa di pensare solo a se stessa, litigio che non porterà a nulla perché avviene subito prima che Evelyn attraversi il ponte, e quando torna casa l'altra sembra essersi scordata tutto, come se nulla fosse accaduto.
Sebbene la storia si focalizzi su Evelyn e il suo gruppo di amici in realtà il narratore ci presenta le situazioni anche di altri personaggi come il padre di Evelyn, Sefra, intrappolato nelle prigioni del nemico, o il Signore delle Nebbie, nel suo palazzo, mentre dà ordini e maltratta i suoi sottoposti come un classico antagonista qualsiasi, cercando di elaborare piano per catturare la protagonista e dando ordini ai suoi sottoposti, lamentandosi di loro, di quanto siano incapaci e punendoli quando la missione non riesce.
È il classico viaggio che l'eroina deve compiere per salvare, in questo caso, i suoi familiari e con essi anche il mondo magico, sconfiggendo il nemico che per anni ha tenuto in scacco il regno. La storia come dicevo inizia con calma e si prende il tempo di presentare prima la protagonista e il suo mondo, la sua vita e i suoi amici. Dopodiché Evelyn si troverà catapultata nell'avventura abbastanza all'improvviso, senza aver ricevuto un'adeguata spiegazione e preparazione. In effetti la sua missione è quella di liberare i genitori e la nonna dal Signore delle Nebbie, anche se in realtà si mette in viaggio senza un reale piano e senza sapere di preciso come fare per liberarli.
Carina la questione della trasformazione all'interno del Mullagh Maath, cioè il fatto che quando un creatura attraversa il Salto entrando nel mondo magico il suo aspetto, e il suo abbigliamento, mutino per accordarsi al luogo in cui si trovano. Evelyn ad esempio si ritrova ad avere occhi azzurro intenso e dei lunghi e lisci capelli nero corvino, anziché i suoi riccioli castani e i suoi occhi verdi.
Interessante anche la questione della città fatata nascosta dalle nebbie oltre un ponte che la divide dal mondo abitato dagli esseri umani e dagli Spenti (creature magiche private dei loro poteri per poter vivere assieme agli umani). Il finale presagisce un altro capitolo della saga, come infatti è, in cui Evelyn dovrà affrontare la regina dei Senzastelle, mentre nel frattempo si preoccupa di diventare una vera guardiana.
Un romanzo fantasy discreto (gli darei un 6/7 su 10), non troppo impegnativo per bambini/e dai 9 anni in sú, anche se con dei difetti: un inizio un po' lento, alcune parti un po' inutili, la missione campata un po' per aria (dove i personaggi decidono di intraprendere questo viaggio per salvare la famiglia di Evelyn senza però avere la minima idea di cosa faranno una volta arrivati sul posto, ed inizialmente non sanno neppure come trovarlo questo posto), antagonista abbastanza banale e stereotipato. Un libro leggero, che comprende anche una piccola storia d'amore, che si legge con tranquillità e che presenta alcune idee interessanti (tra cui appunto quella dei Guardiani che devono proteggere un regno magico), anche se non originalissime.

Questo libro è stato pubblicato nel 2011 dalle Edizioni PIEMME, ha 325 pagine, una copertina rigida, misura 20,8 cm d'altezza e 13,5 cm di lunghezza e costa 17 euro.

Per chi fosse interessato a continuare la saga segnalo che esiste anche un seguito, del 2012, intitolato "EVELYN STARR: La regina dei Senzastelle": Il Natale è alle porte e Ithil Runa è coperta da un manto di neve. Dopo il suo primo viaggio nelle terre incantate del Mullagh Maat, la vita di Evelyn sembra tornata alla normalità tra la scuola, il saggio di danza e le uscite con gli amici. Ma, al di là dell'Arco d'Avorio, forze oscure tramano per preparare il ritorno di Murigen, la perfida Regina dei Senzastelle. Il 21 dicembre, durante la notte più lunga dell'anno, un'eclisse di luna oscurerà il cielo e, in quel preciso o istante, il Patto d'Argento sarà più debole. È l'occasione che Murigen stava aspettando da anni per oltrepassare l'Arco d'Avorio e riconquistare il suo regno. Evelyn sarà così costretta a tornare nel Mullagh Maat insieme all'amico Zak e al fidato Stillygan per recuperare il Gioiello della Luce. Ma un nuovo nemico, dal cuore nero come l'ombra, è pronto a mettersi sulla sua strada: il Principe dei Senzastelle, che nasconde un terribile segreto capace di far vacillare ogni certezza di Evelyn...

Sopra: La copertina del secondo (e ultimo da quanto mi risulta) titolo dedicato a Evelyn Starr, sui toni del viola, e dove al centro vediamo la protagonista, corcondata da ombre di lupo.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 6 giugno 2024

Sparizione sui ghiacci di Giulia Gubellini

"Sparizione sui ghiacci" di Giulia Gubellini e con le illustrazioni di Riccardo Renzi è un libro che fa parte di una collana dedicata ai ragazzi, nata nel 2018, chiamata "Libri corsari: piccole storie fuori rotta": essa raccoglie le più famose firme della narrativa italiana per ragazzi, in una raccolta curata da Pierdomenico Baccalario. Una collana di romanzi scritta dai più famosi autori italiani con narrazioni avvincenti che ci portano dentro la Storia e a tu per tu con i suoi protagonisti: un viaggio dal Medioevo ad oggi che accompagnerà i giovani lettori a scoprire grandi personaggi e tematiche che hanno lasciato il segno nel tempo e nei continenti.
Un prodotto editoriale raffinato che richiama i classici per ragazzi ma in una chiave fresca e moderna e una porta che si apre svelando un mondo tutto da scoprire. L’opera è caratterizzata da eleganti illustrazioni di copertina, elementi grafici lineari e iconici, e brevi profili dei personaggi storici citati. E’ arricchita inoltre da mappe e tavole cronologiche comparate che segnalano avvenimenti nel mondo contemporanei alle vicende di ciascun libro.
 
 Sopra: Sulle copertine dei libri di questa collana dei "Libri corsari" compare sempre un cerchio con un'illustrazione all'interno, mentre il resto della copertina è monocromatica, in questo caso di colore rosso, con le scritte bianche.
 
"C’è un mondo bianco dove puoi camminare sull’acqua.
Dove l’unico suono che senti è la terra che va a pezzi.
Dove il fuoco non scalda e l’aria ti morde la faccia.
Di notte, il pack ghiacciato canta alla luna.
Anche se quella nel cielo non sembra la luna.
Il sole , Finnán, nemmeno te lo ricordi.
Ma sei qui. Tu e Abel e tutti i marinai
e gli ufficiali della nave di Sua Maestà.
Non si preoccupi, Signora:
questo è l’Inverno polare.
E, a ogni Inverno, segue il ritorno
"
 
Queste sono le parole che accolgono il lettore sul retro di copertina, ma di cosa parla nel concreto la storia?
La nave su cui Abel si è imbarcato è rimasta bloccata tra i ghiacci dell'Artico. Lui e il suo amico Finnán stanno facendo la guardia sul ponte quando all'improvviso sentono uno strano rumore: "Un altro rumore. Il cuore gli saltó in gola.
<<Questo non è Collinson>> bisbigliò Finnán. Abel annuì. Era stato una specie di ruggito, unito al tondo di qualcosa che cadeva sul ponte, o sul ghiaccio. Qualcosa di molto grosso. Imbracciò il fucile e trattenne il fiato. 
Fece un passo avanti, le assi di legno gelate scricchiolarono sotto il suo scarpone.
<< Andiamo a controllare.>>"
Quando però arrivano sul posto notano solo che Collinson, il marinaio di vedetta a prua, è sparito, lasciando dietro di sé una sciarpa nera e dei graffi sul ghiaccio sul parapetto.
Quando arriva il tenente Robert Armstrong i tre scendono a controllare l'esterno della nave. Solo che quando giungono nel punto giusto non trovano nessuno: "Solo che il corpo di Collinson non c'era. C'era però una scia rossa, che macchiava il ghiaccio e spariva nella nebbia. Qualcuno, o qualcosa, doveva aver afferrato il marinaio per le caviglie trascinandolo via, lontano sul pack."
Ma oltre a cercare il marinaio scomparso, Abel ha anche un'altra missione: scoprire se il tenente Armstrong ha ucciso suo padre per non dovergli pagare una grossa somma vinta al gioco.

 Sopra: Una carta geografica posta alla fine del libro in cui le X in rosso rimandano ai vari luoghi in cui sono ambientate le storie della collana "Libri corsari".
 
La storia, seppur breve, è accompagnata da alcune illustrazioni a colori di Riccardo Renzi, caratterizzate da tinte forti e spesso scure, sebbene in quasi tutte le immagini ci sia sempre un certo contrasto tra elementi scuri quali abiti o sfondi e altri più chiari, come la neve, o punti più luminosi in quanto inondati di luce.
L'effetto che ne ha il lettore è quello di un forte impatto visivo, unito allo stile dei disegni con personaggi dall'aspetto abbastanza realistico anche se talvolta un po' esagerato nei volti e nelle espressioni, nonché degli ambienti molto realistici e incantevoli nel loro essere selvaggi e incontaminati. 
Le illustrazioni rappresentano scene narrate e descritte nella storia e in quasi tutti i casi esse rappresentano momenti abbastanza cupi, in cui si avverte sempre qualcosa di minaccioso: cose che vengono rotte, litigi, tombe di neve, la mano di un cadavere che spunta congelata tra i ghiacci, tende distrutte...
Dei bei disegni che lasciano fin da subito un certo impatto, immergendo fin dall'inizio il lettore nell'atmosfera misteriosa del libro.
 
 


 
 Sopra: Alcune delle illustrazioni di Riccardo Renzi, da notare come la maggior parte di esse siano piuttosto cupe, anche se in ciascuna non mancano mai elementi più chiari e luminosi ed altri cupi e scuri.
 
"Sparizione sui ghiacci" di Giulia Gubellini è una bella anche se breve storia con elementi storicamente accurati e un mistero da risolvere. Storia che le illustrazioni di Riccardo Renzi, intense e dai colori spesso cupi, rendono ancora più gradevole da leggere per i lettori a partire dagli 8/9 anni.
Ci troviamo nell'Artico, sopra una nave bloccata in mezzo a un paak, una distesa di banchi di ghiaccio galleggianti. La nave in questione è una delle cinque imbarcazioni che nel 1852 partirono dall'Inghilterra sotto il comando dell'esploratore e ammiraglio Sir Edward Belcher per cercare due navi scomparse dal 1845, nonché il loro equipaggio di 128 uomini, al comando dell'esploratore britannico Sir John Franklin: la Erebus e la Terror. Per chi avesse ritrovato le navi vi era un premio di 20.000 sterline, tuttavia vennero ritrovate solo le tombe di tre uomini dell'equipaggio: Terrington, Hartnell e Braine. Le stesse che sono avvistate dal tenente Armstrong durante il viaggio di ritorno verso la nave North Star, l'unica delle cinque navi guidate da Belcher ad essere stata lasciata in una baia sicura dell'isola di Beechey.
 
"Tre lapidi conficcate nel terreno duro e ghiaioso dell'isola di Beechey. 
Ecco cosa aveva visto il tenente Armstrong con il suo binocolo. Tre puntolini che avevano assunto le loro vere sembianze man mano che si avvicinavano. Il legno scolorito delle intemperie, i nomi del marinaio tracciati in nero, simili a denti marci di un vecchio pirata.
Abel trattenne il fiato. Lesse la prima incisione, provando a scacciare la sensazione di essere spiato.
DEDICATO ALLA MEMORIA DI
JOHN TORRINGTON
CHE HA LASCIATO QUESTA VITA
IL 1 GENNAIO 1846
A BORDO DELLA HMS TERROR
ALL'ETà DI 20 ANNI
<<Sono loro>> esultò Armstrong, sollevando le braccia al cielo in segno di vittoria. <<Li abbiamo trovati!>> 
I marinai di fecero il segno della croce, borbottando di cattivi presagi."

Oltre agli elementi storici e all'ambientazione fredda e cupa (nave bloccata in mezzo ai ghiacci dell'Artide) a tenere alta l'attenzione del lettore vi sono poi le vicende personali che coinvolgono Abel, il protagonista del libro. Egli infatti conserva una lettera del padre in cui egli comunicava alla famiglia una grossa vincita, peccato che il padre sia morto in circostanze strane e nessun denaro è stato trovato dalla sua famiglia tra i suoi effetti personali. Abel ha quindi deciso di imbarcarsi sulla nave per tenere d'occhio il tenente Armstrong, che lui sospetta essere il colpevole della morte del padre, poiché è l'uomo che ha perso con lui i soldi al gioco.
Ad aiutarlo nel scoprire la verità ci sono altri due ragazzi della sua età: l'irlandese Finnàn e Kallik, un ragazzo inuit assunto come guida. Il mistero riguardo allo scoprire la verità sulla morte del padre, legata probabilmente alle morti di alcuni membri dell'equipaggio, e a capire che fine hanno fatto i soldi della vincita è ben gestito e congegnato, e il lettore arriverà alla fine senza riuscire a capire in anticipo chi è il vero colpevole.
Una storia breve ma ben scritta, capace di tenere alta l'adrenalina e l'attenzione del lettore dall'inizio alla fine grazie all'ambientazione cupa e misteriosa, al mistero da scoprire riguardo quanto successo al padre del protagonista, al mistero riguardo le misteriose scomparse/morti di alcuni membri dell'equipaggio. Senza contare poi la parte storica riguardante il ritrovamento delle navi Terror e Erebus, le quali hanno ispirato nel tempo romanzi (tra cui ad esempio "Le avventure del capitano Hatteras" di Jules Verne del 1866), canzoni, poemi, musiche e quadri. L'Erebus è stata infatti ritrovata solo nel 2014 a 12 metri di profondità, mentre la Terror nel 2016, in un'insenatura dell'Isola di Re Guglielmo, di cui alcuni Inuit hanno avvistato l'albero principale che emergeva periodicamente dalle acque.
Alcune di queste informazioni (come chi fossero Sir Edward Belcher e Sir John Franklin, cosa sono un navalo o un albatro, chi sono gli Inuit, ecc...) sono riportate alla fine della storia, nella sezione degli approfondimenti.
 
Questo libro è stato pubblicato nel 2020 dalle Edizioni Solferino, ha 96 pagine, una copertina rigida, misura 21 cm d'altezza e 13,7 cm di lunghezza e costa 10 euro.
 
Come ho detto all'inizio il libro fa parte della collana "Libri corsari: piccole storie fuori rotta", ecco tutti i titoli della serie:
  1. Arrivano i fratelli Hood di Guido Sgardoli (2018)
  2. Polvere nera di Miriam Dubini (2018)
  3. Il terribile testamento di jeremy Hopperton di Davide Morosinotto (2018)
  4. In viaggio con lo zar di Pierdomenico Baccalario (2018)
  5. Un misterioso vichingo di Sabina Colloredo (2018)
  6. La regina dei pirati di  Eduardo Jàuregui (2018)
  7. Hiro delle scimmie di Giuseppe Festa (2019)
  8. Nome di battaglia Magda di Andrea Pau (2019)
  9. La rotta delle Ande di Christian Hill (2019)
  10. La strega di Liath Loch di Silvia Roncaglia (2019)
  11. Viggio verso la città proibita di Elisa Puricelli Guerra (2019)
  12. Rico il coraggioso di Luisa Mattia (2019)
  13. Il giovane samurai di Igor De Amicis e Paola Luciani (2020)
  14. Il mistero degli Ulda di Daniele Nicastro (2020)
  15. Lena acciuga di montagna di Marco Magnone (2020)
  16. Gli smeraldi di Sumatra di Christian Antonini (2020)
  17. I randagi del Klondike di Sarah Rossi e Tommaso Percivale (2020)
  18. Sparizione sui ghiacci di Giulia Gubellini (2020)
  19. Il merlo canta libero di Andrea T. Canobbio e Alessandra Gatti (2020)
  20. La vendetta di Frances Farmer di Lucia Vaccarino (2020)
     

 

     
Sopra: Alcune copertine dei libri apparteneneti alla collana dei "Libri corsari", di cui ognuna si contraddistingue per un preciso colore tra rosso, arancione, viole e verde e blu.

 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo

lunedì 3 giugno 2024

Mezzanotte: Esprimi un desiderio tra il primo e l'ultimo rintocco di Jacqueline Wilson

"Mezzanotte: Esprimi un desiderio tra il primo e l'ultimo rintocco" scritto da Jacqueline Wilson e con le illustrazioni di Nick Sharratt. Stando a quanto scritto su un'aletta della copertina: "Dopo J.K. Rowling, Jacqueline Wilson è l'autrice per ragazzi più famosa in Gran Bretagna; i suoi libri, venduti in milioni di copie in tutto il mondo, sono stabilmente ai primi posti delle classifiche internazionali." A quanto pare i suoi romanzi presentano spesso temi quali il divorzio, l'adozione e le malattie mentali.
Tra i suoi titoli pubblicati in italiano troviamo ad esempio: "Bambina affittasi" (1984), "Fottocoppia" (1996), "La bambina con la valigia" (1998), "C'è poco da ridere" (1997), "O la va o la spacca" (2001), "Alla faccia dell'Angelo" (2002), "Girls in love" (1998), "Girls by night" (2004), "L'albero di molto lontano" (2023) ...

Sopra: Una copertina abbastanza semplice, dallo sfondo viola e una grande falce di luna che occupa quasi tutto lo spazio in copertina, con la protagonista sedutavi sopra.

Il rapporto della protagonista, Violet, con l'amato-odiato fratello maggiore, le difficoltà a comunicare con i genitori e una serie di "segreti di famiglia" che, una volta svelati, faranno sentire la ragazzina più grande e forte, costituiscono gli ingredienti principali di questa storia che racconta la difficoltà di essere piccoli.
Violet ha 13 anni e ha sempre adorato suo fratello maggiore, di 16, anche se a volte le è anche capitato di arrabbiarsi con lui. Ultimamente Will sta attraversando una fase difficile, l'adolescenza, infatti sta quasi tutto il tempo chiuso in camera sua, scende solo per prendersi da mangiare. Inoltre egli ha scoperto di essere stato adottato, anche se Violet cerca di consolarlo: "<<Will mi dispiace per tutte le cattiverie che ha detto la nonna. È matta w totalmente rimbambita, lo sai. E come abbiamo potuto tenerti all'oscuro di tutto mamma e papà me lo domando ancora adesso! Due pazzi, pure loro>>.
<< Ma allora non capisci nient! È meraviglioso, il più grandioso colpo che potesse capitarmi: così io non appartengo a questa schifosa famiglia!>>"
Nonostante tutto comunque fratello e sorella sono ancora molto uniti.
Violet poi adora un autore di libri illustrati: Casper Dreams, che nel suo mondo sembra essere abbastanza famoso, poiché le fate dei suoi libri sono riprodotte come bambole e vendute nei negozi di giocattoli.

 
Sopra: Due pagine interne del libro, che ci mostrano l'inizio del secondo capitolo, a destra, mentre a sinistra un'illustrazione in bianco e nero della Fata delle Violette.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni in bianco e nero di Nick Sharratt, le quali sono poste con molta regolarità all'inizio di ogni capitolo, nella pagina a sinistra.
I disegni hanno uno stile abbastanza semplice e basilare con figure tracciate in modo netto e preciso e colorate in modo altrettanto netto, in quanto non ci sono ombreggiature o sfumature: alcune parti del disegno sono colorate completamente di nero ed altre lasciate completamente bianche, altre invece sono lasciate a sfondo bianco ma sopra vi vengono tracciate  delle linee (orizzontali o verticali) o dei pallini.
I disegni non rappresentano propriamente qualcosa che accade nella storia, ma sono disegni che rappresentano creature fatate, sotto ad ogni disegno infatti vi è una didascalia che spiega chi è quel determinato personaggio e cosa fa. Disegni e relativi testi sembrerebbero essere tratti da testi scritti da un certo Casper Dream, lo scrittore preferito della protagonista, che gli scrive sempre delle lettere, e che a quanto pare scrive testi che parlano appunto di fate e creature fantastiche come, solo per citarne qualcuno: "Il popolo degli elfi", "La fata delle nebbie", "Le creature magiche", "Il libro degli incantesimi e delle pozioni magiche", "Il libro delle bestie e dei mostri", "Le  fate della casa e del focolare", ecc...

 

  
Sopra: Alcune delle illustrazioni presenti nel romanzo, che nell'idea dell'autrice dovrebbero essere disegni tratta dai libri di C. Dream, così amati falla protagonista.
 
"Mezzanotte: Esprimi un desiderio tra il primo e l'ultimo rintocco" di Jacqueline Wilson ha uno storia intrigante sotto vari aspetti: primo fra tutti ad esempio il rapporto tra Violet e il suo fratello maggiore Will, il quale le vuole bene, ma rende ad avere un carattere forte e a volte impositivo nei confronti della sorella, convincendola a partecipare a dei giochi che la mettono a disagio. Una volta ad esempio, giocando a mosca cieca mentre i genitori non erano in casa, l'ha portata bendata per tutta la casa, facendola poi uscire in giardino per poi farla entrare nella casa abbandonata della loro ex vicina di casa, guidandola fino alla soffitta, sempre bendata, dove però hanno disturbato alcuni pipistrelli, che hanno iniziato a volargli addosso.
"Will mi trascinò su per le scale. Inciampai in ogni gradino. Salii, salii e continuai a salire, ma quando arrivammo in cima la tortura non terminò. No prendemmo a destro a sinistra del pianerottolo: salimmo ancora.
<<Eccoci>> disse Will, mettendomi le mani sul piolo di una scala a muro.
<<Non posso, Will. Non ci riesco. Sono bendata>>.
<<Sì, che puoi. Sto proprio dietro di te. Dai, forza, sali. Su!>>
E io mi arrampicai. Mio fratello mi spingeva ogni volta che mi fermavo. Cominciai a singhiozzare, col naso che mi colava. Odiavo Will per quello che mi stava obbligando a fare. E detestavo me stessa, che gli permettevo di farlo. [...]
Will accese la luce e all'improvviso piccole creature mi volarono addosso, il battito frenetico delle loro ali sul mio viso.
Erano pipistrelli e mi svolazzavano intorno, sbattendo frenetici le inquietanti ali nere. Urlai come una pazza, agitando selvaggiamente le mani per cercare di allontanarli. Will mi aiutò a togliere la benda e mi lasciò scappare cia dalla soffitta per prima. Scivolai per la scala e mi scorticai le caviglie."
Vi è poi la situazione famigliare di Violet, che non è proprio rose e fiori, anche se neppure eccessivamente tragica: per colpa della nonna pettegola lei e suo fratello hanno scoperto che quest'ultimo è stato adottato; mentre loro padre è un tipo burbero e un po' prepotente, a cui la madre non sa mai opporsi e che finisce di assecondare.
Poi vi è la migliore amica di Violet: Jasmine, che si trasferisce a scuola ad anno scolastico già iniziato e che conquista subito Violet, così le due stringeranno un forte legame. Ecco come Violet descrive il loro primo incontro: "Stava in piedi accanto alla cattedra e indossava abiti normali, nin la divisa marrone della scuola. In realtà non erano affatto normali, ma semplicemente incredibili: un minuscolo topo di pizzo nero, un gilè ricamato di bianco e argento, una gonna a coulisse di velluto viola con un bordo di pizzo scarlatto e stivaletti neri a punta con i tacchi. Portava braccialetti indiani dai colori sgargianti a ciascun polso, che tintinnavano a ogni movimento, e aveva perline intrecciate tra i capelli. E che capelli erano biondi e ondulati come quelli di una principessa delle fiabe, e arrivavano fino alla vita.
Mi innamorai di lei all'istante."
Il padre di Jasmine fa l'attore di teatro, anche se è divorziato dalla madre della ragazza e vive con un'altra compagna. A causa del lavoro del padre Jasmine cambia spesso città (è stata anche in collegio) e non ha mai avuto vere amiche. Anche Violet comunque tende a fare fatica a fare amicizia poiché le ragazze della sua classe non hanno i suoi stessi interessi e tendono a prenderla un po' in giro per le sue passioni per le fate e il cucito.
La trama è una storia di vita famigliare, non ci sono elementi magici, tuttavia è comunque intrigante perché non si sa dove e come possa andare avanti la trama, come potrebbe evolvere di preciso, anche se il lettore può farsi mille domande: Violet e Jasmine rimarranno amiche? Ci sarà un litigio? Jasmine è veramente l'amica sincera in cui Violet spera? E il rapporto di Violet con Will? Lui smetterà di farle dispetti? Smetterà di litigare con i genitori? Qual è il segreto che nascondono e fa essere il padre di Violet così severo e scorbutico con Will? E Casper Dream risponderà mai alle lettere di Violet?...
Un libro con una storia di vita quotidiana, ma molto piacevole da leggere e piuttosto intrigante, perché ci sono diversi fatti da tenere in considerazione e non si può prevedere di come l'autrice farà evolvere la trama, o a quale finale possa giungere 
A proposito dell'autrice, come scritto all'inizio questa donna dovrebbe essere l'autrice più famosa per ragazzi in Gran Bretagna dopo J.K. Rowling, eppure io non l'avevo mai sentita nominare, tanto che ho scelto il suo libro puramente per caso in biblioteca. Forse è stata famosa tra la fine degli anni Novanta e primi del Duemila (questo libro è stato pubblicato nel 2003 in inglese e nel 2004 in italiano), finendo poi nel dimenticatoio, soprattutto qui in Italia, dove non credo che i suoi titoli abbiano mai raggiunto tutto il successo che a quanto pare hanno avuto in Gran Bretagna. Per dire io sono nata nel 1995 e mi ricordo saghe famose come quella di Harry Potter (ovviamente), delle Guerre del Mondo Emerso, di Fairy Oak, di Spiderwich, di Arthur e il popolo dei Minimei, di Artemis Fowl, di Una serie di Sfortunati Eventi, della Bambina della Sesta Luna, dei Piccoli Brividi ...  Ma vi giuro che i titoli scritti dalla Wilson, che viene addirittura paragonata alla Rowling, non li ho mai sentiti nominare. Provando a chiedere in biblioteca mi hanno detto che tale autrice è stata effettivamente molto famosa in Italia negli anni Ottanta e Novanta, quindi quando io ero bambina la sua popolarità aveva già iniziato a sfumare notevolmente.
Scoprire questo titolo è stata quindi una scoperta piuttosto interessante e, come dicevo, piuttosto piacevole, soprattutto per la caratterizzazione dei vari personaggi dai genitori (il padre burbero e un po' antipatico che però non è cattivo; la madre un po' sottomessa ma affettuosa e premurosa con i figli), a Will, a Jasmine e a Violet la protagonista. Violet è una ragazzina molto piacevole come protagonista, quel tipo di ragazzine un po' timide, che si considerano un po' sfigate, che non hanno molti amici, ma che nascondo dentro un mondo interiore complesso e che sono già piuttosto mature per la loro età, ma ancora innocenti, sebbene Violet sia piuttosto fifona e tendenzialmente remissiva si carattere. È una ragazzina che però ama seguire le sue passioni, che sono il cucito e i libri illustrati di fate (li ama così tanto da scrivere sempre lettere al loro autore, anche solo da conservare in una scatola dell'armadio), anche se questo significa non essere popolare, e vuole bene a suo fratello Will, anche se sa non essere suo fratello di sangue e anche se spesso la fa arrabbiare o la mette a disagio. Will è un personaggio intrigante, che sa essere simpatico ma anche scontroso e irriverente, talvolta anche un po' dispettoso e misterioso, ma che in fondo vuole bene a sua sorella. Insomma, i personaggi sono percepiti dal lettore come personalità a tutto tondo, con pregi e difetti, e con possibilità di maturazione e margine di cambiamento e sono loro il punto forte del romanzo, con le loro storie quotidiane... e un piccolo (ma forse neanche tanto) segreto di famiglia. Un romanzo molto carino, sull'amicizia e i rapporti famigliari, e nel credere nei propri sogni e passioni, adatto dai 9/10 anni in su. 

Quest'opera è stata pubblicata originariamente nel 2003 dalla Random House Children's Book ed è stato edito in italiano nel 2004 dalla Salani Editore, ha 192 pagine, la copertina flessibile e misura 20,3 cm d'altezza e 13,7 cm di lunghezza e costa 11 euro.
 
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