lunedì 8 aprile 2024

Le novelle della nonna di Emma Perodi

In passato vi avevo già parlato di Emma Perodi (1850-1918), una giornalista e scrittrice italiana, autrice soprattutto di letteratura per l'infanzia. Se vi ricordate la sua opera principale fu "Le novelle della nonna", una raccolta di racconti fantastici ambientati nel Casentino, pubblicata tra il 1892 e il 1893. In precedenza vi avevo parlato del volume integrale pubblicato dalla Einaudi che si intitolava: "Fiabe fantastiche: Le novelle della nonna", quello che vi propongo oggi invece faceva parte di un cofanetto edito dalla Salani composto da cinque volumi, tutti illustrati da C. Vitoli Russo, di cui questo è il quarto.

Sopra: Delle foto (prese da ebay) del cofanetto completo con tutti i volumi.

L'opera è una raccolta di fiabe/novelle scritte dalla Perodi, le quali, ricordiamo, derivano da fiabe popolari, ma sono rimaneggiate dall'autrice, tanto che lei stessa si inventerà una novellatrice per questi suoi racconti: una certa Regina Marcucci, da Farneta. Tali storie, sebbe destinate ai bambini, contengono temi inquietanti, goticheggianti, quasi horror, che sono apprezzabili appieno da lettori maturi.
Tutte le fiabe fantastiche che la nonna racconta nei vari capitoli sono ambientate nel Casentino e si denota il rapporto non certo amichevole che questa popolazione ha con Firenze. 
Ogni storia inizia raccontando prima e dopo una qualche vicenda che accade alla famiglia Marcucci, roba che solitamente riguarda qualche fidanzamento o proposte di matrimonio di qualche membro della famiglia, oppure proposte di lavoro per i figli e nuove mansioni da intraprendere, oppure ospiti in visita. L'ultimo capitolo è proprio dedicato a raccontare cosa ne è stato di questa famiglia (che, ricordiamolo, in realtà è completamente frutto dell'invenzione della Parodi).
Il quadro narrativo infatti si basa sulla storia della famiglia Marcucci, famiglia contadina con struttura patriarcale che abitava in un podere del Casentino. Come d'abitudine, ogni domenica sera d'inverno, i familiari si radunavano davanti al focolare e la Nonna Regina raccontava ai nipoti, ai figli e alle nuore le vicende che, come tradizione, erano a quell'epoca quasi tutte a sfondo religioso e nelle quali angeli e santi erano sempre pronti a difendere il malcapitato dal diavolo di turno. Anche alcune delle storie di questa raccolta vedono come protagonisti frati (o altre figure religiose come la Madonna, santi e sante) contrapporsi a diavoli. In questa raccolta tuttavia, sebbene l'elemento religioso sia sempre spesso presente, fatalità non sono state scelte molte storie con protagonisti figure della religione (i volumi suddividono l'opera integrale in 5 parti), anche se non mancano comunque gli elementi soprannaturali.

 
Sopra: A sinistra un'illustrazione a colori di Russo, mentre a destra un'incisione di Piattoli. Entrambe rappresentano un momento simile tratto dall medesima fiaba "L'incantatrice".

Tale volume è corredato dalle illustrazioni di C. Vitoli Russo, un artista che illustrò diversi titoli tra gli anni Sessanta e Settanta, libri come: "Le avventure di Pinocchio" di Collodi (1974), "Le avventure di Tom Sawyer" di Twain (1964), "Novelle di Andersen" di Andersen (1964), "Novelle" di Perrault (1964) ecc...
I  questa edizione sono contenute due tipi di immagini: diverse in bianco e  nero e alcune a colori. Queste ultime sono in tutto solamente quattro, sono immagini a tutta pagina, dai colori abbastanza accesi, vividi e brillanti.
Ben maggiore è il numero dei disegni in bianco e nero, anche perchè ve ne sono di diversi tipi: ad esempio ce n'è uno, di forma rettangolare, allungata, che precede ogni fiaba ed è posto proprio sopra il titolo; ve n'è poi uno alla fine  di ogni racconto, questa volta di dimensioni più piccole in quanto mostra semplicemente degli oggetti, significativi per la storia, ma senza sfondo. La maggior parte delle illustrazioni è invece di medie dimensioni, solitamente mezza pagina, vi sono tuttavia anche alcuni disegni in bianco e nero a tutta pagina. Le immagini ritraggono scene descritte nelle varie storie, e sotto ogni immagine non manca mai una frase ripresa proprio dai testi, per far comprendere al lettore su quale scena di preciso è basata la rappresentazione.
Le incisioni sono piuttosto dettagliate, anche se non come quelle di Chiostro o Piattoli, e ritraggono scene con parecchie elementi, con personaggi e ambienti ritratto in modo realistico e accurato: ogni persona è accuratamente abbigliata con i vestiti dell'epoca e della propria classe sociale, e le ambientazioni possono ritrarre stanze di lussuosi palazzi, cucine di castelli, sprazzi di borghi e città, sentieri o boschi ecc.. Rispetto alle incisioni dei già citati Chiostro e Piattoli queste di Russo, sebbene comunque mantengano un aspetto realistico e dettagliato, sembrano comunque più semplici e meno dettagliate rispetto alle altre, più adatte ad un pubblico più giovane, pubblico a cui questa edizione è maggiormente indirizzata (basta vedere il formato grande e le scritte dei testi molto grandi e ariose).

 
  
 
 
 
Sopra: Alcune incisioni tratte da alcuni racconti del libro: in alto a sinistra ne abbiamo una proveniente da "Il coltello del traditore", a destra una da "L'albergo rosso", in centro vi sono due immagini tratte da "Il gatto del vicario", quella a sinistra è opera di Russo, mentre quella a destra è di Piattoli. In basso invece una scena tratta dal racconto "L'impiccato vivo".

"Le novelle della nonna" di Emma Perodi è un'interessante raccolta di storie passate, ricche di atmosfera e spesso contenenti elementi soprannaturali e religiosi come diavoli, madonne e defunti. 
Come detto anche nell'introduzione, sebbene l'elemento religioso sia sempre spesso presente (in "L'impiccato vivo" è san Giuseppe in persona ad aiutare Fazio il protagonista, mentre in "La criniera del leone" Valfredo addomestica un leone grazie all'aiuto di San Marco), non sono state scelte molte storie con protagonisti figure della religione, anche se non mancano mai preghiere e richieste d'aiuto a santi e madonne. 
Non mancano comunque gli elementi soprannaturali, ad esempio in "L'albergo Rosso" un cavaliere chiede di sostare nell'albergo ed accetta di stare nella stanza rossa, la quale è infestata da un fantasma; in "La criniera del leone", Valfredo riesce ad addomesticare un leone grazie alla fede in San Marco; in "Il Gatto del vicario" il vicario Cicciaporco è in possesso di un gatto che in realtà è un essere soprannaturale (un Diavolo), in grado di fare prodezze; in "Il grembiule di MAdonna Chiara" Chiara possiede un grembiule, filatole dalla devota madre, in grando di fare magie come trasformare cibi e vestiti in fiori ....
Le storie sono come sempre molto affascinanti, dal sapore antico e fiabesco, mentre narrano spesso incredibili vicende.
Nei racconti troviamo diversi tipi di persone, anche se nessuno è re, principe o principessa, si tratta solitamente di poveretti, come Fazio in "L'impiccato vivo" a cui i genitori sono morti senza nulla, contadini, cavalieri o nobili (come Gentile da San Godenzo, colui che dorme nella camera rossa di "L'Albergo rosso" oppure il vicario di Firenze Cicciaporco Cicciaporci, il quale stringe un patto con un diavolo in "Il gatto del vicario"). Si tratta nella maggior parte dei casi di uomini e giovani intraprendenti, molti dei quali si mettono in viaggio per cercar ricchezza e fortuna, oppure si impegnano in qualche importante impresa, come Gentile da San Gideno che si impegna a cercare l'assassino dello zio; altri invece sono meno nobili d'animo, come il vicario Cicciaporco, ma altrettanto decisi a rimanere in possesso dei loro beni o a far fortuna, anche in modo poco nobile.
Molti dei personaggi positivi sono anche pii e non mancano di pregare Dio, la Madonna o qualche altro santo, i quali a volte intervengono direttamente (in molti altri racconti della Perodi capitava) anche se non tanto spesso nei racconti di questa raccolta, più volte danno semplicemente segno di aver udito le preghiere a loro rivolte facendo qualche miracolo.
Anche la storia che funge da cornice narrativa è piuttosto interessante, in quanto pian piano il lettore imparerà a conoscere i vari membri della famiglia della narratrice, appassionandosi un po' anche alle loro vicende, anche se in misura minore rispetto al volume integrale, in quanto, essendoci nella raccolta meno racconti, i lettori finiscono per interagire di meno anche con la famiglia Marcucci.
Un buon volume, contenente alcune belle storie affascinanti, con elementi religiosi e soprannaturale, talvolta anche un po' macabri, adatte a partire dai 7/8 anni in su. Disponendo di tutti i volumi del cofanetto si può avere a disposizione l'opera integrale della Perodi, in un'edizione meno tascabile e maneggevole ma evidentemente maggiormente pensata per un pubblico di bambini, visto la grandezza dei volumi, la grandezza e la spaziatura dei caratteri e la grande presenza di illustrazioni, anche se poche a colori.

Questo libro è stato pubblicato nel 1964 dalle Edizioni Salani, ha 179 pagine, una copertina rigida, misura 24,8 cm d'altezza e 19 cm di lunghezza. Il volume, come segnalato all'inizio, faceva parte di una collana intitolata "I primi grandi libri" edita nel 1960, poi riunita in un unico cofanetto.

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lunedì 1 aprile 2024

L'almanacco magico di Harry Potter: la guida magica ufficiale dei libri della saga di J.K. Roling

Si sa che da quando uscì il primo volume alla fine degli anni Novanta la fama e la fortuna di Harry Potter non si è mai fermata, e a distanza di decenni la sua popolarità è lontana dal diminuire, tanto che gli editori continuano a proporre materiale a lui dedicato, tra cui le numerosissime differenti edizioni: come ad esempio quella in cofanetto del 2007 con il motto di Hogwarts, quella Castello per il quindicesimo anniversario della saga, quella edita nel 2014 con copertine illustrate da un'artista olandese, quelle delle case per i 20 anni della serie, quella del 2018 illustrata da Selznick, quella del 2020 disegnata da Duddle (se volete vedere le copertine di queste edizioni un blog ne ha parlato qui), quelle del 2021 con le copertine di Michele De Lucchi (le potete vedere qui), quella dei venticinque anni (uscita originariamente in Thailandia per i 20 anni), per non parlare di quelle illustrate dai grafici MinaLima (che potete vedere qui) e dall'artista Jim Kay (potete vederle qui).
Non a caso esistono persone che collezionano unicamente edizioni di Harry Potter e ne hanno una stanza piena; ebbene questo volume è uno degli ultimi usciti a tema Harry Potter: "L'almanacco magico di Harry Potter: la guida magica ufficiale dei libri della saga di J.K. Roling".
 
 Sopra: Non si può rimanere indifferenti di fronte a questa copertina così ricca di colori e di elementi, in cui predominano le brillanti e vivaci tinte del giallo e del viola, esaltate da alcuni decori (stelline, pallini) dorati.
 
Il volume si propone come una guida generale al mondo magico di Harry Potter, il termine usato quindi nel titolo "almanacco" non credo quindi sia proprio corretta, o almeno non rende perfettamente l'idea dei contenuti del volume, in quanto tecnicamente un almanacco sarebbe una pubblicazione annuale simile a un calendario con informazioni aggiuntive di tipo astronomico, meteorologico, geografico, statistico, agreste o comunque legate al mondo contadino e alla cultura popolare.
Soprassedendo su questo il volume è diviso in sette parti:
  1. Le streghe e i maghi che sono sopravvissuti: qui ci vengono presentati tutti i personaggi principali della saga, partendo ovviamente dal protagonista Harry passando poi per Ron , Hermione, Luna Neville, Hagrid, Silente, Draco, Piton e Voldemort.
  2. Consolidati rituali, eventi e particolari attrazioni: capitolo dedicato a come funziona la magia nel mondo di Harry potter, ma anche di come essa fa parte della quotidianità dei maghi. Vi sono ad esempio consigli su come sfuggire allo sguardo dei babbani, esempi di magia quotidiana, come funzionano la posta e i giornali, si parla poi del Nottetempo, delle vivande fantastiche, dei festeggiamenti, dei vestiti, dei proverbi e del Quidditch.
  3. Spazi incantati e luoghi speciali: ci vengono mostrati i luoghi e gli ambienti più significativi della saga come Diagon Alley con i suoi negozi, la fabbrica delle bacchette, il negozio dei fratelli Weasley, Grimmauld Place, la Tana, il binario 9 e tre quarti ecc...
  4. Un invito a Hogwarts: contiene tutto ciò che bisogna sapere sula più famosa scuola di magia del mondo, partendo da un tour del castello, passando poi a parlare dei professori e delle materie, del cappello parlante, dell'ufficio di Silente, della stanza delle necessità, della biblioteca, dell'anno scolastico, dei compiti assegnati, del Natale a Hogwarts, delle squadre, dei club e delle società.
  5. Magie, incantesimi e maledizioni senza perdono: tutto ciò che c'è da sapere sulla magia, trattando sia di oggetti magici (la Gira Tempo, le bacchette magiche, oggetti magici tascabili), che di pozioni e magie (formule magiche, incantesimi, divinazione, le arti oscure, il Patronus).
  6. Ministero della magia e istituzioni notevoli: mostra luoghi come il Ministero della Magia, la Banca dei Maghi di Gringott, la prigione di Azkaban e i membri dell'Ordine della Fenice.
  7. Animali, creature e piante: ci presenta la fauna e la flora che popola il mondo di Harry Potter come gli animali da compagnia magici, i parassiti domestici, i draghi, le creature acquatiche, le creature di Hagrid, e i luoghi abitata da questi animali, come la Foresta Proibita, o la serra.
Segue poi un'appendice in cui sono elencati i personaggi che compaiono in ogni libro della saga, un elenco dei ministri della magia, un'enciclopedia dei colori, un listino dei prezzi del mondo magico e un elenco delle consegne speciali arrivate via gufo in ciascun libro.
 
 
Sopra: Due pagine interne del volume disegnate da Louise Lockhart che presentano le case di Grifondoro e Serpeverde.
 
Ciò che caratterizza questo libro è la ricchezza delle illustrazioni, le quali sono nella maggior parte dei casi molto belle e tutte molto colorate, con tinte dai colori, forti, accesi, intensi e brillanti, spesso anche piuttosto saturi, impossibile rimanerne indifferenti anche solo ad una prima occhiata.
Per questo volume sono stati impiegati ben 7 illustratori: Peter Goes, Louise Lockhart, Weitong Mai, Olia Muza, Pham Quang Phuc, Levi Pinfold (artista che ha illustrato splendidi albi come "Cane nero" e "La stagione dei frutti magici") e Tomislav Tomic (l'artista che ha illustrato anche il bellissimo albo illustrato "L'arca dei draghi").
Pur con degli stili differenti tutte le immagini risultano molto ricche di dettagli, anche se ogni artista si è occupato di illustrare elementi diversi: Lockhart si è occupata del'interno dell'Hogwarts Express, dei manici di scopa e degli abiti del Ballo del Ceppo; Goes si è occupato di ritrarre la Banca dei Maghi, la Mappa del Malandrino, la prigione di Azkaban e la biblioteca di Hogwarts; Mai ha rappresentato i personaggi del libro, il negozio dello speziale, la serra e gli oggetti magici; Muza ha realizzato le vie di accesso al Mondo Magico, i Wisley, il Natale a Hogwarts e le creature di Hangrid; Phuc si è occupato delle mappe magiche, del Quidditch e dei draghi; Pinfold ha dato vita al Nottetempo, le sale comuni delle Case e la Foresta Proibita; Tomic ha illustrato diversi luoghi magici come la Tana, il numero dodici di Grimmaul Place e l'ufficio di Silente.
Tra i miei artisti preferiti troviamo Pinfold, Tomic, Goes, Phuc che realizzano disegni molto dettagliati e curati, con immagini molto ricche (tra questi Pinfold probabilmente è quello con uno uno stile più cupo e realistico); mentre quella che ho apprezzato di meno è stata Weitong Mai, che ha uno stile forse più infantile rispetto agli altri artisti, meno definito e più pastelloso, con personaggi dai volti inespressivi e corpi statici, che sembrano quasi dei manichini.
 




Sopra: Alcune delle pagine illustrate del volume; partendo dall'alto queste pagine qui sopra sono state illustrate rispettivamente da Peter Goes, Olia Muza , Tomislav Tomic (che ha realizzato sia le notizie magiche che i Lupi Mannari) e da Pinfold.
 
"L'almanacco magico di Harry Potter: la guida magica ufficiale dei libri della saga di J.K. Rowling" è visivamente parlando un bellissimo libro illustrato, a tema Harry Potter. Come dicevo all'inizio nonostante la saga sia finita da tempo la fama del maghetto è ben lungi dall'esaurirsi e i detentori dei diritti ne approfittano a destra e a manca, per cui ogni anno non mancano mai nuovi materiali a tema potteriano, anche se si tiene conto solamente dei libri. Già, perchè se la saga principale si è ormai conclusa comunque continuano ad uscirne nuove edizioni con copertine diverse e da qualche anno hanno cominciato ad essere pubblicate anche delle edizioni illustrate (anche se quella di Kay forse non arriverà mai a contare tutti e sette i libri), inoltre sono usciti anche libri pop-up, artbook, libri dedicati ai film e vari manuali sui più vari argomenti. 
Di Harry Potter ammetto di avere solo guardato i film e, forse anche per colpa dello steso hipe suscitato dalla saga, non mi è mai scattata quella voglia particolare di intraprendere la (lunga) lettura della serie, per cui mi sono di conseguenza anche tenuta a distanza da tutto il materiale ad essa dedicata (compresi i libri illustrati), visto che tra l'altro è tanto e nella maggior parte dei casi parecchio costoso. Devo dire che però non ho resistito a questo volume appena ne ho visto l'edizione inglese, e ho aspettato con trepidazione l'uscita italiana, proprio perchè attratta dalle bellissime e coloratissime illustrazioni, opera di ben sette artisti differenti.
Ho deciso di prendere questo volume prima di tutto per il comparto grafico molto bello e accattivante (come prova la stessa copertina, di un intenso viola e giallo), ma anche perchè può fornire anche a me, che sono una profana, una conoscenza almeno generale del mondo di Harry Potter non trattando solo un elemento nello specifico ma un po' di tutto in generale. Un'opera indirizzata comunque ad un pubblico anche piuttosto giovane, a partire dagli 8 anni, eventualmente anche da prima se i lettori sono accompagnati da un adulto, poiché da quanto leggo e vedo ancora oggi ci sono un sacco di giovani lettori appassionati di Harry Potter (alcuni forse anche troppo giovani, già di 4/5 anni). Capita sovente in gruppi di letteratura per l'infanzia di vedere mamme chiedere se esistono edizioni ridotte di Harry Potter adatte per bambini della scuola dell'infanzia (non sto scherzando) che magari si sono fatti influenzare dai film o dagli amichetti che sono appassionati dei film e del franchise della serie (ma a qualcuno i genitori hanno pure già iniziato a leggere i libri, talvolta, purtroppo, con delle censure o delle riduzioni, in quanto lettura ovviamente non adatta a bambini dell'asilo). 
Un libro del genere può appagare la curiosità di quei giovani lettori, sebbene l'opera sia indirizzata soprattutto ai fan della serie che hanno effettivamente letto i libri. Questi ultimi infatti potranno ritrovarvi all'interno tutti gli elementi del mondo di Harry Potter che hanno tanto amato, e che grazie alle illustrazioni potranno ammirare in tutta la loro bellezza. Come ho detto sopra non ho letto i libri, per cui per me la lettura è stata piacevole e divertente, permettendomi di scoprire alcuni aspetti che, avendo visto solo i film, non conoscevo della saga. Ho visto però che alcuni lettori che conoscono invece bene i libri hanno notato che in alcune cose sia stata prestata poca attenzione ad alcuni elementi dei testi, per cui delle caramelle al limone sono state tradotte con "sorbetto al limone", oppure come legno della bacchetta di Voldemort è stato designato l'agrifoglio mentre in realtà sarebbe di tasso. Si tratta magari di piccole inesattezze, che però alcuni fan particolarmente attenti noteranno, starà a loro poi decidere se sorvolarvi sopra, cogliendo comunque la bellezza, ammetto in buona parte estetica, di quest'opera.
Credo comunque che attualmente questa sia l'opera più completa (anche se nessun elemento può dirsi trattato in maniera esauriente, per motivi di spazio, ma permette ai lettori di approcciarsi all'argomento) e più ampia sul mondo di Harry Potter, mentre altri materiali usciti di solito ne parlavano in modo più settoriale o si occupavano di un solo elemento specifico (tipo il Qidditch, le fiabe, le creature, i negozi, Hogwarts, le pozioni, ...), per cui secondo me vale la pena averlo nella propria libreria.
 
Quest'opera è stata edita in originale dalle Blumsbury Publishing nel 2023 col titolo "The Harry Potter wizarding almanac" ed è stata pubblicata in italiano a gennaio del 2024 (anche se all'interno è riportato  2023 come anno di edizione) dalle Adriano Salani Editore, ha 208 pagine, la copertina rigida e misura 27,3 cm d'altezza e 22,8 cm di lunghezza e costa 29,90 euro.

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lunedì 25 marzo 2024

Il libro d'oro delle filastrocche di Cristiana Giordano

"Il libro d'oro delle filastrocche" di Cristiana Giordano è una raccolta di filastrocche, ninne nanne, cantilene, conte, indovinelli popolari che l'autrice ha riunito in questo unico e grande volume.

Sopra: La copertina è completamente dorata, probabilmente in riferimento al titolo, e al centro, oltre al titolo, c'è solamente un disegno nero.

Nell'introduzione l'autrice spiega che "questo libro è dedicato a grandi e piccoli, adulti e bambini; è dedicato al bambino che è in ogni adulto e all'adulto che è in ogni bambino". In esso l'autrice ha voluto "raccogliere principalmente i testi popolari in lingua italiana", scegliendo di dedicare solo una piccola sezione alla tradizione dialettale, anche se, come lei stessa spiega "questa rappresenta una dimensione molto importante e molto vasta del mondo delle filastrocche, delle ninne nanne e dei componimenti in rima per l'infanzia in generale". D'altronde le filastrocche, figlie della tradizione popolare, sono nate inizialmente in dialetto e solo in seguito sono state trasformate e tramandate in lingua italiana.
Tale volume è nato dall'esigenza di raccogliere il maggior numero di matriale orale il quale, trattandosi appunto di materiale appartenente alla tradizione orale, "rischia col tempo di disperdersi, di varia e e, a volte, purtroppo, di scomparire." Inoltre, pur essistendo già diverse collezioni di filastrocche e ninne nanne italiane, spesso si tratta di raccolte parziali "che non si pongono lo scopo di fornire un materale abbondante", mentre l'autrice qui ha cercato di riunire più materiale possibile andando ad attingere da varie fonti come testi già esistenti in materia, testi didattici e riviste specializzate, ma soprattutto la memoria delle persone, in particolare molte maestre d'asilo ed elementari non più giovani. Non mancano però i contributi anche di varie nonne e zie "che non hanno mai smesso di raccontare e recitare filastrocche ai loro bambini".
Il volume è organizzato in vari capitoli che racchiudono tipologie particolari di filastrocche, in quanto il materiale è molto abbondante:
C'è una PRIMA PARTE dedicata alle FILASTROCCHE:
  • Degli animali, dei personaggi, delle cose, del cibo: qui troviamo filastrocche come
  • Filastrocche per imparare: componimenti in rima creati per aiutare i bambini a memorizzare varie conoscenze come le parti del corpo, l'alfabeto, i numeri e anche alcuni insegnamenti religiosi. Tra di esse troviamo ad esempio quelle di "Capra capretta", "Bella Piazza",  "Rondinella che vieni dal mare", "Cecco bilecco", "Il Mago zizo zago",  "La donnina piccina picciò",ecc...
Le letterine
Gioco a palla notte e dì
dritto e smilzo son la I.
Gamba qua, gamba là
mi presento son la A.
Tutto il giorno guardo in su
so curioso son la U.
Io sbadiglio altro non fo
questo, ohibò, è proprio la O.
Per dire "perchè"
hai bisogno di me,
sono la E.
  • Del tempo, delle stagioni del calendario: filastrocche sulle varie feste che scandiscono l'anno (tipo "Santa Lucia", "Gesù bambino", "Viene viene la Befana"), quelle dei mesi (come "I 12 mesi dell'anno", "I 12 fratelli"), dei giorni della settimana (come "La settimana", "La sfaccendata"), delle stagioni (come "Primavera", "La Candelora",  "Pioggia e sole"), e quelle dedicate alla luna, al sole e alle stelle (come "Tre stelline", "Sole solaio"). 
L'anno
Io sono il padre di dodici figli
e tutti quanti sono mortali;
vesto di rose, di fronde e di gigli,
io sono il padre dei dodici figli.
Non ce n'è uno all'altro uguale:
scema la notte e sale il dì.
poi scema il giorno e la notte sale;
il mondo è sempre fatto così.
  • Filastrocche brevi e filastrocche senza fine: qui sono riuniti componimenti particolarmente brevi (di un paio di strofe al massimo), accostati con quelli che potrebbero invece andare avanti all'infinito.
  • Filastrocche senza senso e alla rovescia: Un "capitolo molto divertente e ricco", come lo definisce l'autrice in cui "si troverà il mondo messo a gambe all'aria e la cosa non dispiacerà poi tanto". Tra di esse troviamo ad esempio "Volta la carta", "La donnina che scende dal monte",  "Trotta trotta cavallino", "Disse il sordo"... 
Volta la carta
La donnina che semina il grano
volta la carta e vede il villano,
il villano che zappa la terra
volta la carta e vedi la guerra,
e la guerra con tanti soldati
volta la carta e vedi i malati,
i malati con tanto dolore
volta la carta e vedi il dottore,
il dottore che fa la ricetta
volta la carta e vedi marietta,
Marietta che fila il suo lino
volta la carta e vedi Arlecchino,
Arlecchino che salta e che balla
volta la carta e c'è la farfalla,
la farfalla che vola sui fiori
volta la carta e ci sono i signori,
i signori che vanno a braccetto
volta la carta e vedi il galletto,
il galletto che fa chicchiricchì
volta la carta e finisce così.
  • Filastrocche per giocare: tutte le rime che accompagnano i giochi di gruppo e quelli individuali come "Oh che bel castello", "Madama Dorè",  "La battaglia di Magenta" ecc...
  • Canzoncine popolari: filastrocche come "Nella vecchia fattoria", "Tu scendi dalle stelle",  "La vispa Teresa"...
  • Girotondi: tra cui ad esempio "Casca il mondo", "Cavallo imperatondo",  "Uccellin che vai sul mare" ecc...
Cavallo imperatondo
Giro girotondo
Cavallo Imperatondi
cavallo d'argento
che mille cento
cento centocinquanta
la gallina canta
lasciatela cantare
che si vuole maritare
maritare in cima a un colle
con lo sguardo al cielo blu
dai un bacio a chi vuoi tu.

 Nella PARTE SECONDA troviamo INDOVINELLI, CONTE E SCIOGLILINGUA i quali "presentano caratteristiche loro proprie" per cui all'autrice è sembrato opportuno riservare loro una parte specifica:

  • Indovinelli: come "Non si vede / non si tocca / esce sempre dalla bocca / Indovina che cos'è?"oppure "Te lo dico, te lo provo, / te lo torno a dir di nuovo, / e se tu non capirai, / testa d'asino sarai; / indovina che cos'è?",
  • Conte: come "Ambarabà ciccì cocò / tre civette sul comò / che facevano l'amore / con la figlia del dottore. / Il dottore si ammalò: / ambarabà ciccì coccò" oppure "Uccellin che vien dal mare / quante penne puoi portare? / Può portarne almneo tre. / Uno, due, tre" ...
  • Scioglilingua: come "Chi seme di senape secca semina, / sempre seme di senapa secca raccoglie", "Tre tozzi di pane secco / che in tre strette tasche stanno",  "Il Papa pesa e pesta il pepe a Pisa / e Pisa pesa e pesta il pepe al Papa",ecc...

 Nella PARTE TERZA troviamo LE NINNE NANNE:

  • Ninne nanne italiane: parte dedicata alle ninne nanne solo in lingua italiana tipo "Stella stellina" o "Ninna nanna sei e venti"...

Nella PARTE QUARTA troviamo invece le FILASTROCCHE E LE NINNE NANNE DIALETTALI, le quali appartengono quasi tutte all'ambiente contadino e popolare, presentando quindi spesso tratti e particolarità simili:

  • Filastrocche dialettali: come "Lozla, Lozla", "Le tre ragazze",  "Maestra cencia" ecc...
  • Ninne nanne dialettali: come "Nanna tidoletto", "Ninna nanna sette e venti",  "Ninna la nonna", ecc...
 
Un'organizzazione che all'autrice "è sembrata abbastanza pertinente. [...] Mi sono lasciata in gran parte guidare dal materiale raccolto e ho fatto in modo che le filastrocche trovassero anche un po' da sole una loro collocazione all'interno di questa raccolta. [...] Va tenuto conto, però, anche la natura in parte incerta degli argomenti del componimento popolare che non ci permette di classificarlo in modo rigoroso; al contrario, proprio la sua natura libera e spontanea ci chiede di non classificarlo troppo". 
In fondo al volume è anche presente un'appendice in cui si parla della storia delle filastrocche, di queste come invenzione popolare antica, della "grammatica della fantasia" di Rodari, delle filastrocche didattiche, di cosa sono e come nascono indovinelli, conte, scioglilingua e ninne nanne.

 
Sopra: Due pagine della parte introduttiva, con un disegno in bianco e nero riguardante la filastrocca "Capra, capretta".

La raccolta è accompagnata dalle illustrazioni in bianco e nero di Nazanin Zandi (informazione riportata nel libro scritta in piccolissimo), le quali hanno sicuramente uno stile abbastanza particolare, che a me ricorda vagamente quello di Kandinskij per certi elementi. 
Ecco, se cercate un libro di filastrocche con tanti disegni grandi e colorati questo volume non fa per voi, in quanto qui i disegni passano evidentemente in secondo piano rispetto ai testi. Le immagini infatti sono molto semplici e riprendono i contenuti delle filastrocche e cantilene in modo abbastanza stilizzato, l'artista non mira a rappresentare ciò che che vuole in modo realistico, sebbene i lettori riconosceranno comunque ciò che è stato disegnato: abbiamo ad esempio molte persone (uomini, donne e bambini), animali, case, oggetti di uso quotidiano, ma anche rappresentazioni di elementi come gli astri celesti e piante.
In certi casi gli astri e le piante sono disegnate come delle personificazioni, con delle facce; tutti gli elementi rappresentati comunque hanno un aspetto spesso molto esagerato e caricaturale, e molto semplificato, quasi astratto.




Sopra: Alcune pagine con le illustrazioni in inco e nero di Nazanin Zandi. le auli come potete vedere sono molto semplici e dall'aspetto non realistico, ma quasi stilizzato

"Il libro d'oro delle filastrocche" di Cristiana Giordano è una bella raccolta di filastrocche popolari, comprese indovinelli, ninne nanne, conte, girotondi ecc... che quindi si dimostra anche piuttosto varia. Nonostante la notevole quantità di materiale ho apprezzato come è stata strutturata l'opera, divisa in tante parti, tutte ben chiare e precise, anche se, come dice l'autrice, magari qualche filastrocca sarebbe potuta essere inserita in più categorie.
Ho apprezzato anche l'introduzione iniziale, che spiega come è nato questo libro, cosa contiene e come è stato strutturato. Molte raccolte di poesie e rime infatti non hanno quasi mai una parte introduttiva, mentre questo ha addirittura anche un'appendice e una bibliografia, il che rende in parte quest'opera quasi un saggio, che spiega anche cos'è la filastrocca e come può aver avuto origine.
Un volume insomma molto ricco, in cui ogni lettore potrà trovare sicuramente alcune filastrocche a lui familiari, come è stato nel mio caso per: "Farfallina bianca" ("Farfallina bella bianca, /vola vola ma si stanca..."), "Occhio bello" ("Questo è l'occhio bello, / quest'altro è suo fratello..."), "Stella stellina" ("Stella stellina, / la notte si avvicina..."), "Rosso di sera" ("Rosso di sera, / bel tempo si spera..."), "C'era una volta un re" ("C'era una volta un re, / seduto sul sofà..."), "Un elefante" ("Un elefante si dondolava / sopra il filo di una ragnatela..."), "Volta la carta" ("La donnina che semina il grano / volta la carta e vede il villano ..."), "Trotta, trotta cavallino" ("Trotta, trotta cavallino, /mena l'asino al mulino..."), "Oh che bel castello" ("Oh che bel castello, Marcondirodirondello/ Oh che bel castello, marcondirondirondà..."), "La bella lavanderina" ("La bella lavanderina che lava i fazzoletti, / per i poveretti della città..."), "Nella vecchia fattoria" ("Nella vecchia fattoria, ia ia o /quante bestie ha zio Tobia, ia ia o..."), "Ambarabbà ciccì coccò" ("Ambarabà ciccì coccò, /tre scimmiette sul comò..."), "Questo bimbo a chi lo dò" ("Ninna nanna ninna-ò, / questo bimbo a chi lo dò..."). La maggior parte dei testi comunque non li avevo mai sentiti, per cui questo volume può sicuramente costituire un interessante arricchimento per chiunque, piccolo o grande che sia, soprattutto per chi sta a contatto con i bambini.
I componimenti, essendo filastrocche popolari, sono tutti molto orecchiabili, di solito composti da rime baciate proprio per rendere più facile la memorizzazione e per renderli piacevoli all'ascolto fin dal primo impatto, con semplicità. 
Le filastrocche sono inoltre accompagnate dalle semplici e stilizzate illustrazioni in bianco e nero di Nazanin Zand, le quali sono supportive, rappresentando in modo semplice alcuni elementi citati nelle filastrocche, rimanendo però in secondo piano rispetto ai testi. 
Un ottimo volume da tenere nelle proprie librerie per poterlo tirare fuori ad ogni occasione, anche visto che queste filastrocche toccano vari temi e sono di varie tipologie, o anche solo come arricchimento culturale sulla tradizione orale del nostro paese.

Questo libro è stato pubblicato originariamente nel 1999 e poi riedito nel 2005 dalle Edizioni PIEMME, ha 350 pagine, una copertina flessibile, misura 20,8 cm d'altezza e 12,8 cm di lunghezza e costa 11,50 euro.
 
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lunedì 18 marzo 2024

Il tempo dei tempi ... fiabe e leggende della Città di Sicilia di Emma Perodi.

In passato vi avevo già parlato di Emma Perodi (1850-1918), una giornalista e scrittrice italiana, autrice soprattutto di letteratura per l'infanzia. Se vi ricordate la sua opera principale fu "Le novelle della nonna", una raccolta di racconti fantastici ambientati nel Casentino, pubblicata tra il 1892 e il 1893. In precedenza vi avevo parlato del volume integrale pubblicato dalla Einaudi che si intitolava: "Fiabe fantastiche: Le novelle della nonna" e di una raccolta edita dalla Salani .
Quella che vi propongo oggi invece è un'edizione, sempre della Salani, che raccoglie 10 novelle di Palermo, intitolata "Il tempo dei tempi ... fiabe e leggende della Città di Sicilia", illustrate da Carlo Chiostri.

Sopra: Sulla copertina è riprodotta l'illustrazione originale di Carlo Chiostri presente anche nell'edizione, sempre Salani, del 1909.

L'opera, come scritto all'inizio, è una riproduzione fedele del testo dell'edizione Salani del 1909.
Come scritto all'inizio questo: "... è il primo di una serie di tre libri che l'autrice dedicò alle fiabe e alle leggende della Sicilia. Mentre gli altri volumi sono dedicati ai miti del mare e dei monti, questo riunisce le fiabe ispirate alle leggende della città." Sono dieci novelle che l'autrice sente direttamente dal popolo di Palermo, "riportandoci una realtà fiabesca che ha nutrito per secoli la fantasia della gente".
In questa edizione infatti è assente la parte riguardante la famiglia Marcucci, che fungeva da quadro narrativo, famiglia contadina con struttura patriarcale che abitava in un podere del Casentino e che, come d'abitudine, ogni domenica sera d'inverno, i familiari si radunavano davanti al focolare e la Nonna Regina raccontava ai nipoti, ai figli e alle nuore delle storie. 
Anche i racconti non sono più a sfondo religioso come quelli delle Novelle, in cui angeli e santi erano sempre pronti a difendere il malcapitato dal diavolo di turno. Se nelle novelle molte storie vedono come protagonisti figure religiose come frati, la Madonna, santi e sante in queste fiabe e leggende, l'elemento soprannaturale persiste ma non è più di tipo religioso, ma più fantastico. Al posto di sante e Madonne qui vi sono animali parlanti e fate, che tra l'altro non sempre sono benevole. Compaiono poi come personaggi anche re, regine, principi, principesse e cavalieri, mentre nelle novelle i personaggi erano principalmente gente del popolo, poveri o ricchi che fossero.
Le fiabe contenute in questo quarto volume sono: "Le due colombe fatate", "Il cortile delle sette fate", "Il cavalluccio fedele", "Il re superbo", "La bella ragazza", "Guglielmo il Malo e lo scudo d'oro", "La visione di Guglielmo il buono", "Donna Pepa e donna Tura", "Il fuso caduto" e "La calata sei Giudici".
  
Sopra: A sinistra un'illustrazione di Chiostro, tratta dal racconto "Il cortile delle sette fate".


Tale volume e corredato dalle illustrazioni di C.Vitoli Russo (1863-1939) è stato un pittore e illustratore italiano tra i primi illustratori di Pinocchio nel 1901. Chiostri lavorò anche per i testi di molti autori, fra i quali Alberto Cioci (Lucignolo, l'amico di Pinocchio), Luigi Capuana, Emma Perodi, Collodi Nipote, Emilio Salgari, Victor Hugo, Ida Baccini e Tommaso Catani, di cui illustrò tutte le opere.
I  questa edizione sono contenute ben 27 disegni in bianco e nero di Russo, un numero abbastanza buono, anche considerando che il volume ha poco più di 230 pagine. Le immagini ritraggono scene descritte nelle varie storie, e sotto ogni immagine è presente una frase ripresa proprio dai testi, per far comprendere al lettore su quale scena di preciso è basata la rappresentazione.
Le incisioni sono molto dettagliate e ritraggono scene con parecchie elementi, che quindi risultano sempre piuttosto piene, con personaggi e ambienti ritratto in modo realistico e accurato: ogni persona è accuratamente abbigliata con i vestiti dell'epoca e della propria classe sociale, e le ambientazioni possono ritrarre intricati boschi pieni di alberi e cespugli,  lussuosi palazzi, sprazzi di borghi e città ecc..
A differenza delle incisioni di Piattoli, a cui in parte assomigliano, quelle di Chiostri sono ambientate quasi tutte all'interno di abitazioni oppure di città, nessuna è ambientata in mezzo ai boschi o all'aperto, al massimo i personaggi sono ritratti su balconi o scalinate, qualche volta in mezzo a delle case. Questo è coerente col fatto che questo volume è appunto dedicato alle leggende ambientate in città, i cui ambienti sono delineati con abilità e cura dall'artista.
 
 
 
 
Sopra: Alcune incisioni tratte da alcuni racconti del libro: in alto a sinistra ne abbiamo una proveniente da "Il cortile delle sette fate", a destra una da "Guglielmo il malo e lo scudo d'oro", in basso a sinistra "Il cavalluccio fedele" e quella a destra è tratta da "La bella ragazza".

"Fiabe fantastiche: Le novelle della nonna" di Emma Perodi è un'interessante raccolta di storie passate, ricche di atmosfera e spesso contenenti elementi soprannaturali e fiabeschi. 
Come detto anche nell'introduzione, nelle novelle molte storie vedevano come protagonisti figure religiose, mentre in queste fiabe e leggende l'elemento soprannaturale persiste ma non è più di tipo religioso, ma più fantastico. Al posto di sante e Madonne qui vi sono animali parlanti fatati (come le due colombe di "Le due colombe fatate" o il cavallo sauro di Mariuccia in "Il cavalluccio fedele" o il porco fatato del Duca, in grado di volare, di "La bella ragazza") e fate (come le sette fate che trasformano il gobbo e brutto Ruggero in un bel cavaliere in "Il cortile delle sette fate", o come quella che trasforma Donna Tura, da brutta e vecchia, in un bella e ricca ragazza in "Donna Peppa e Donna Tura" ). Compaiono poi come personaggi anche re, regine, principi, principesse e cavalieri, mentre nelle novelle i personaggi erano principalmente gente del popolo. In "Le due colombe fatate" il protagonista è un "Principino" il cui migliore amico è un "Reuccio"; in "Il cortile delle sette fate" il protagonista gobbo si innamora di una principessa; in "Il cavalluccio fedele" la protagonista è una principessa di nome Mariuccia che organizza dei banchetti, dove lei si traveste da paggio, per scegliere il suo sposo; in "Il Re superbo" vi è appunto un re che chiede delle prove dell'amore che la figlia di un mercante dice di provare per lui; in "La bella ragazza" vi è un principe che vede da un Duca suo cognato un quadro con una bella ragazza, di cui si innamora, in "Donna Peppa e donna Tura" vi è un re che vuole al suo servizio solo donne giovani belle e pulite che gli puliscano e stirino la biancheria...
Non mancano comunque anche storie in cui compaiono figure religiose, come nel caso di  "La visione di Guglielmo il buono", dove re Guglielmo ha numerose visioni della Vergine Maria, il quale lo aiuta a trovare un tesoro con cui egli costruirà pure una cattedrale. Anche "La calata sei Giudici" vede come personaggio un sovrano, anche se questa storia è più di tipo "politico", una fiaba in cui si vuole esaltare la giustizia al servizio dei giusti e dei buoni, contrastando i corrotti e i bugiardi, che comprano i favori dei giudici con i soldi rubati.
Le storie sono comunque piuttosto affascinanti, dal sapore antico e fiabesco, mentre narrano spesso incredibili vicende.
Sono più simili come struttura alle fiabe classiche, con eventi che si succedono a ripetizione. In "Il Re superbo" vi è ad esempio un mercante che chiede per tre volte alle figlie cosa vogliono che lui porti loro da un viaggio, come accadeva in "La bella e la bestia"; in "Le due colombe" per tre volte il Reuccio e il Principino catturano e liberano due colombe che parlando tra loro svelano come il Reuccio rischia di morire; ...
Alcuni racconti finiscono anche con una chiusura in versi come: "E a me mi dettero un solo confettino / che è là ancora in quel buchino" oppure "Loro felici e contenti se ne stettero / e a noi nulla ci dettero", non manca neppure la celebre "Stretta la foglia, larga la via, / dite la vostra che ho detto la mia" ....
Alcune storie contengono invece veri e propri fatti già visti in altre fiabe più famose: in  "Il re superbo" vi è un mercante con tre figlie alle quali chiede, per tre volte, ogni volta che parte per un viaggio d'affari,  che cosa vogliono che porti loro in regalo, come ne "La bella e la bestia"; in "Donna Peppa e Donna Tura" vi sono due vecchie di cui una diventa giovane e bella e l'altra.muore scorticata come nella fiaba dei Grimm "La vecchia scorticata".
Alcune storie sono piuttosto cattivelle, per così dire, come quella di "Il cortile delle sette fate", dove alla fine le sette fate si vendicano di Ruggero ritrasformandolo in un brutto gobbo poiché ha rifiutato di sposare una di loro, preferendo la principessa. Un'altra fiaba con una certa dose di violenza è quella di "Donna Pepa e donna Tura", dove quest'ultima convince la sorella a farsi squaiare per poter diventare bella come lei (che invece era stata trasformata da una fata):
"- Buongiorno, -rispose l'altro - in che cosa posso servirvi?
- Vorrei che mi scorticaste il viso. - 
Il barbiere fece un salto.
- M'avete preso per un macellaio? Dovete sapere che io sono un maestro nell'arte, e chi si affida alle mie mani non ha neppure una scalfitura sulla pelle.
- Ma io voglio essere scorticata e pago bene, - e nel dir questo battè sul sacchetto delle monete. [...]
Prese il rasoio e iniziò a tagliarle una striscia di pelle in mezzo alla fronte.Ma appena dette il primo colpo di rasoio, la vecchia si mise a strillare come un'anima dannata.
- Ahi! Ahi! Ahi!
- Volete che smettiamo?- chiese il barbiere.
- No, no! Scorticatemi, che voglio apparir bella come la sorella mia, e dopo che mi avete scorticata, andrò dal cavadenti a farmi cavare le radici dei denti rotti, poi mi strapperò i cernecchi e allora a Palermo, nè in tutto il mondo ci sarà ragazza più bella e più fresca di me. -
Il barbiere rideva a più non posso. Egli dette un altro colpo di rasoio più giù. e la vecchia strillò più che poté...."
Un volume adatto a essere letto a partire dagli 8/9 anni in su (anche se il linguaggio utilizzato dalla Perodi si sente che è antiquato, per cui alcuni termini che magari un adulto può intuire per dei bambini  necessiteranno di una traduzione) che raccoglie alcune fiabe siciliane, che riprendono aspetti delle fiabe classiche che la Perodi ha calato nella realtà della città di Palermo, poco conosciute ma comunque affascinanti e intriganti, anche abbastanza lunghe e complesse.

Questo libro è stato pubblicato nel 1988 dalle Edizioni Salani, ha 240 pagine, una copertina flessibile, misura 28,5 cm d'altezza e 12,2 cm di lunghezza e costava 16000 Lire. Tale volume riproduce fedelmente il testo dell'edizione Salani del 1909, come scritto all'interno del libro.

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lunedì 11 marzo 2024

Il rossetto di Tass Imache

"Il rossetto" di Tass Imache è un altro volume (precedentemente vi avevo parlato di "La notte dei fantasmi" di Julien Green) che fa parte di una colla chiamata "Brivido", edita tra il 1990 e 1995 dalla casa editrice Sonda. La serie riuniva dei libri di genere giallo/horror, con caratteri grandi e illustrazioni, opera di vari autori, per cui ogni volume della collana è indipendente e autonomo.
Come cita la breve presentazione questa serie doveva essere: "La prima collana di libri gialli per bambini dai sette agli undici anni che non hanno paura di avere paura".
Ogni volume è illustrato da un disegnatore differente, in questo caso l'artista è Anne Tonnac.

 Sopra: Le copertine di tale collana si caratterizzano per disegni dai colori vivaci che spiccano su uno sfondo nero, così come accade per questo titolo, in cui vediamo la protagonista a sinistra mentre  guarda la bobina di un film tenuto in mano da una donna straniera che ha incontrato all'hotel del padre.
 
 La storia è raccontata da una bambina, che non riferirà mai il suo nome, anche se il padre la chiama "cerbiattino" perché, come dice lui: "Sembri un cerbiatto con quelle gambette sottili e gli occhi grandi così".
La vicenda è ambientata a Poggioli, dove il padre della bambina possiede un albergo, dove un giorno arriva una giovane donna bagnata fradicia in cerca di una camera, ma la stagione è finita, così viene mandata presso una camera in affitto. 
Il giorno dopo la bambina è sola in casa perché il padre è andato a caccia. La bambina sa che, se dovessero arrivare tre uomini da una collina lei deve uscire di casa di nascosto e andare a nascondersi nel ripostiglio. Queste persone a quanto pare sono gente losca con cui il padre della bambina aveva svolto un lavoro due anni fa e che "non hanno mai voluto che mi ritirassi in questo posto tranquillo, con te."
Quel giorno qualcuno apre la porta: è la donna del giorno prima, peccato che poi arrivino all'albergo anche i tre uomini pericolosi.
 
 Sopra: La prima illustrazione che troviamo nel libro, la quale mostra la giovane protagonista, nonché narratrice, mentre sta leggendo un libro in poltrona.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Anne Tonnac, che sono in bianco e nero, con delle forti zone di contrasto tra quelle chiare e quelle scure, in effetti ci sono alcune parti delle immagini che sono molto scure e in ombra.
 Lo stile della Tonna, artista algerina, sono abbastanza particolari, anche se hanno sicuramente un asoetto più realistico rispetto a quelle che abbiamo trovato in "La notte dei fantasmi", realizzate da Michelangelo Iaffaldano. A colpire subito il lettore è appunto il forte contrasto tra le zone chiare e i punti bui. Inoltre, sebbene i volti dei personaggi siano disegnati abbastanza chiaramente, con delle linee nette e ben visibili, il resto degli elementi è creato al contrario con tratti più "tremolanti" e rapidi, oppure a a volte la coproreità di certi elementi è data proprio dal contrasto tra bianco e nero più che per delle vere e proprio linee tracciate a segnarne i contorni.
Sebbene nei disegni gli elementi principali siano sempre ben visinili e identificabili (soprattutto le persone e i loro volti) nell'insieme, a primo impatto, i disegni danno una sensazione un po' confusionaria, come se ci fossero tanti elementi mischiati insieme, trasmettendo a volte (soprattutto nelle immagini a pagina intera) una sensazione un po' di pesantezza visiva.
Nonostante questo esse rimangono delle buone e valide illustrazioni, sicuramente dotate di un loro fascino, che hanno lo scopo di rappresentare ciò che viene descritto nei testi, riproducendo delle scene della storia e mostrando anche i personaggi coinvolti (la narratrice, suo padre, la straniera, i tre malviventi). Cinsiderando però che il libro è rivolto a una fascia d'età a aprtire dai sette anni non so quanto bambini di questa età apprezzerebbero dei disegni simili, perlomeno i bambini di adesso (il libro è stato pubblicato agli inizi degli anni Novanta invece), abituati a disegni dai tratti netti, semplici e precisi, molto colorati con tinte accese e brillanti.
 
 

 
 Sopra: Alcune delle illustrazioni in bianco e nero di Anne Tonnac presenti all'interno del libro.
 
"Il rossetto" di Tass Imache narra una storia raccontata in prima persona attraverso gli occhi della bambina protagonista, la quale vive in un tranquillo paese di montagna dove un giorno arriva questa donna straniera. Il titolo del libro si riferisce al fatto che tale donna, quando arriva all'hotel, non porta il rossetto, mentre le sue labbra sono violette per il freddo e la pioggia. E' la bambina a chiederle (senza sapere neanche lei perchè) se ha il rossetto, e la donna le risponde "No, mai  in primavera, mai. Invece in inverno metto un rossetto rosa e in estate quello rosso". Quando la bambina le chiede come mai mai in primavera la donna risponde: "E beh, in primavera, sai, vado in giro, certe volte mi perdo e prendo freddo, proprio come stasera, allora mi vengono le labbra violette da sole, senza metterci niente".
Anche questo libro racconta una storia abbastanza particolare, ma se "La notte dei fantasmi" era particolare perchè amnientata nel mondo dei sogni e dell'immaginazione, questa storia invece è particolare per la sua crudezza e per il realismo. Essa infatti riporta dei fatti storici, in particolare si fa riferimento alla guerra combattuta per la liberazione dell'Algeria dal dominio coloniale francese, che terminò nel 1962, con l'Ageria che ottenne finalmente l'indipendenza, seppure a caro prezzo.
La donna infatti era una delle vittime di questa guerra, tornata per vendicarsi di uno dei soldati che avevano provocato lo sterminio della sua famiglia, di cui lei è l'unica sopravvissuta. È stata lei ad assoldare i tre uomini, anche se poi, dopo aver conosciuto la bambina si pente del suo gesto.
Una storia abbastanza cruda quindi, seppur molto breve, narrata dal punto di vista della bambina che, come i lettori, è all'oscuro di tutto ed è convinta che il padre sia un bravuomo, capace di uccidere solo pernici, anche se alla fine il padre le promette di raccolntarle tutta la verità a proposito della guerra in Algeria.
La storia quindi è abbastanza cruda come dicevo, sebbene molto breve, illustrata e scritta con caratteri grandi e ben leggibili, che a prima vista parrebbero adatti ad essere letti anche da un settenne, mentre la storia per essere affrontata e compresa forse richiede dei lettori di almeno 8/9 anni. Anche le illustrazioni di Anne Tonnac d'altronde sembrano adatte per essere apprezzate da un pubblico più maturo rispetto a dei settenni, nonostante esse siano piuttosto numerose all'interno dei testi e di dimensioni abbastanza grandi.
Dopotutto l'età indicata per i volumi di questa collana è dai 7 agli 11 anni, una fascia d'età un po' strana poiché molto ampia se si pensa che essa si rivolge a dei bambini, le cui competenze e conoscenze cambiano tantissimo nel giro di poco tempo: c'è un'enorme differenza tra le competenze di lettura e comprensione del testo e le capacità di elaborazione emotiva e cognitiva di un settenne e quelle di un undicenne. Se nel precedente volume il formato del libro (lunghezza dei testi, grandezza dei caratteri, presenza di illustrazioni) e la storia poteva anche coincidere, in questa invece non molto, in quanto la storia è adatta ad un pubblico di lettori più maturi che però, vedendo l'aspetto del libro (piccolo e molto sottile, con tante immagini e con una scrittura grande e ariosa), raramente penso che lo prenderebbero in mano, a meno che non si tratti di lettori con delle scarse competenze di lettura e che quindi potrebbero essere attratti dalla speranza di una lettura molto rapida.
Per curiosità sono andata a guardarmi il titolo originale, e ho scoperto che esso era inserito in una collana (che continua anche attualmente) edita in Francia dalla Syros col titolo "Souris Noir", secondo la descrizione francese la collana "chiamata così in omaggio alla celebre “Série Noire”, è stata lanciata da Joseph Périgot e pubblica i più grandi autori del romanzo noir francese fin dalla sua creazione (nel 1986!). Lì troviamo investigatori sagaci e perspicaci, detective che si mettono sistematicamente nelle situazioni peggiori e persino eroi loro malgrado... Ma tutti vogliono che sia fatta giustizia!". Qui potete trovare il sito della casa editrice con i suoi titoli più recenti riguardo a questa collana.

     
Sopra: Le copertine originali francesi della collana "Souris Noir", la prima a sinistra è proprio quella di "Il rossetto".
 
Quest'opera è stata edita in originale dalle Syros nel 1988 col titolo "Le rouge à lèvres" ed è stata pubblicata in italiano nel 1992 dalle Edizioni Sonda, ha 34 pagine, la copertina flessibile e misura 20,5 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costava 9000 LIRE.

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giovedì 7 marzo 2024

Il Grande Nate e la casa stregata di Marjorie Weinman Sharmat e Marc Simont

"Il Grande Nate e la casa stregata" di Marjorie Weinman Sharmat e con le illustrazioni di Marc Simont è il settimo titolo della collana a lui dedicata e che si intitola proprio "Il Grande Nate", che ha iniziato ad essere pubblicata in italiano nel 2020 e che attualmente conta undici titoli. Il Grande Nate è un piccolo detective dal trench giallo e il cappello alla Sherlock Holmes, che adora i pancake e risolve qualunque mistero gli capiti a tiro, anche se di solito si tratta di casi di scomparsa o furti.

Sopra: Sulla copertina è riportata una delle illustrazioni interne del libro, in particolare quella dove Nate deve entrare nella casa stregata. Come potete ntare l'immagine è piuttosto cupa e parecchio scura, anche se l'attenzione del lettore è subito attratta dall'unica fonte di luce della scena (che finisce per mettere in evidenza anche la silhouette di Nate)

In questa indagine, ambientata nella notte di Halloween, Nate dovrà aiutare Rosamond a ritrovare uno dei suoi gatti, Malocchietto, svanito nel nulla. Rosamund possiede infatti quattro gatti: oltre a Malocchietto vi sono anche Malocchiaccio, Malocchione e Malocchioebasta, a questi ultimi la notte di Halloween piace andare nella casa stregata vicino alla casa di Nate per spaventare chi vi entra, mentre Malocchietto è spaventato dalla notte di Halloween. 
Il gatto ha seguito la padroncina e una sua amica fino a casa di un'altra amica, dove è scomparso, nonostante le ragazzine lo abbiano cercato in tutta la casa. Rosamund è preoccupata che esso possa essersi perso e così chiede l'aiuto di Nate (e del suo cane Fango). Gli indizi portano alla casa stregata, ma ci vorrà molto coraggio per portare a termine questo caso.

Sopra: In queste pagine vediamo Nate (girato di spalle) assieme al suo cane Fango (che si sta nascondendo sotto una sedia) che apre la porta trovandosi davanti a Zanna, il cane di Rosamund travestito da nonnina di Cappuccetto Rosso.

I testi sono accompagnati dalle illustrazioni ad opera di Marc Simont le quali sono piuttosto carine e graziose, con i volti dei personaggi tratteggiati in modo semplice e con pochi tratti essenziali ma efficaci nel conferire ai personaggi una buona espressività.
Le immagini possono essere di due tipo: le prime sono quelle a colori, anche se per questa avventura le tinte utilizzate dall'artista sono abbastanza cupe, sebbene vi siano degli elementi con dei colori che spiccano, come il rosso e il blu, un'altra tinta molto utilizzata (oltre al bianco e ela nero) è il marrone, che è molto present sia negli sfondi che addosso ai personaggi (Nate ad esempio indossa un impermeabile marrone). In generale comunque le scene dipinte sono piuttosto scure e cupe, a volte forse anche troppo, in quanto in certi casi si fa quasi fatica a vedere cosa sta accadendo.
L'altro tipo di immagini sono in bianco e nero, dipinte sempre con gli acquerelli, e possono rappresentare o piccole scene oppure elementi specifici del racconto tipo i gatti di Rosamund, i cestini per le caramelle. 
Le illustrazioni infatti possono essere sia a pagina intera che a mezza pagina, oppure inserite in mezzo ai testi, ma esse rimangono comunque piuttosto numerose all'interno della storia.


 

Sopra: Alcune illustrazioni interne, di cui quelle in alto in bianco e nero in mezzo ai resti, mentre le altre a colori (anche se abbastanza cupe) e di dimensioni maggiori.

"Il Grande Nate e la casa stregata" di Marjorie Weinman Sharmat è un libricino piccolo e breve, con scritte grandi e ben leggibile, accompagnate dalle numerosi illustrazioni di Marc Simont, le quali sono graziose anche se abbastanza scure in questo caso. 
La storia è semplice ma carina per dei lettori molto giovani, adatta alla lettura autonoma dai 6/7 anni mentre a quella condivisa giò dai 4/5, in quanto la storia è semplice, piuttosto breve (si legge in 10/15 minuti) e ricca di immagini.
I titoli che hanno come protagonista il Grande Nate sono parecchi e stanno venendo portati in Italia solo di recente, a partire dal 2020, mentre in realtà le storie furono scritte originariamnete ben negli anni Ottanta. in Questo volume comunque non si avverte minimamente però l'età della storia, in quanto non sono mai citati elementi tecnologici, ma la vicenda ruota attorno alla scomparsa di un gattino, che il piccolo grande detective dovrà ritrovare per tranquillizzare la sua padroncina. Un caso semplice, quasi un po' banale se letto da un adulto, ma pensato per essere apprezzato, come dicevo anche prima, da bambini piuttosto piccoli, i quali resteranno probabilmente soddisfatti dalla risoluzione del caso. La parte più "paurosa" in cui Nate entra nella casa stregata è relativamente breve e i momenti di tensione si basano più sull'atmosfera che non su elementi di autentica paura: Nate ha paura perchè si trova in una vecchia casa abbandonata e scricchiolante (con dei gatti a cui piace fare scherzi) ma non accade nessun evento soprannaturale.

Quest'opera è stata edita originariamente nel 1989 col titolo "Nate the Great and the Halloween hunt" ed è stata pubblicata in italiano previo accordo con la Harold Ober Associaties nel 2022 dalla Il Barbagianni Editore. Il volume ha 48 pagine, la copertina flessibile e misura 19,5 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costa 11 euro.

Ecco gli altri titoli che fanno parte della collana:
  1. Il grande Nate (2020)
  2. Il grande Nate e la lettera smarrita (2020)
  3. Il grande Nate e la falsa pista (2020)
  4. Il grande Nate e il caso insabbiato (2021)
  5. Il grande Nate e il caso appiccicoso (2021)
  6. Il grande Nate e la chiave scomparsa (2021)
  7. Il grande Nate e la casa stregata (2022)
  8. Il grande Nate e il mistero sotto zero (2022)
  9. Il grande Nate e la scatola che non c'è (2022)
  10. Il grande Nate e il mistero sdolcinato (2023)
  11. Il grande Nate e l'elfo gigante (2023)
 
       
 
     
 
 
Sopra: Le copertine di alcuni titoli di questa serie che vede per protagonista questo bambino biondo, il quale compare sempre in copertina, a volte assieme al suo cane Fango, spesso indossando un impermeabile giallo e uno strano cappello. Se ci fate caso le illustrazioni che accompagnano la serie sono caratterizzate da tinte chiare e delicate, l'unica eccezione è proprio il libro dedicato ad Halloween, che spicca subito rispetto agli altri per i suoi toni molto scuri.

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