lunedì 18 dicembre 2023

Il collegio La Delizia di Renato Simoni e Antonio Rubino

"Il collegio La Delizia" di Renato Simoni (che si firma con lo pseudonimo di RE SI) e con trenta tavole illustrate da Antonio Rubino è un libro in rima pubblicato nel 1985 che originariamente uscì a puntate sul Corriere dei Piccoli nel 1913, un piccolo pezzo di storia che ho voluto recuperare visto che non ne ho mai sentito parlare.

Sopra: Sulla copertina compaiono il Direttore Pandispagna e Saetta, il quale stringe in mano il cartello con scritto "Libri e pane", motto della futura rivolta scolaresca.

La storia nasce come parodia sulla vita in collegio e come beffa alla minaccia dei genitori di mettere i propri pargoli in collegio se non si fossero comportati adeguatamente: "La minaccia di essere mandato in collegio era, infatti, allora, per un ragazzo svolgiato o impertinente, molto più grave degli scapaccioni e delle cinghiate che il suo babbo non gli lesinava [...]. Il collegio aveva fama di significar disciplina continua ed esigente, mai temperata dalle tenerezze materne; bacchettate impietose dispensate da maestri che, in loco parentis, applicavano vigorosamente la pedagogia della verga; cibi manipolati da cucinieri  che tutt'al più avevano imparato l'arte nelle caserme del Reggio Esercito; vessazioni innumerevoli, infine, come pesi, divieti di parlare con i compagni, esclusioni dalla ricreazione, e via di seguito."
I due autori "s'impegnarono dunque a smantellare quella bieca reputazione. e per venticinque puntate diedero vita a una pirotecnica di sberleffi, senza risparmiare nessuno, nè docenti, nè collegiali, nè bidello, nè materie di studio...". Il Collegio La Delizia infatti è una specie di Pese dei Balocchi di collodiana memoria, un luogo in cui non si studia n'è si legge, ma dove ci si riposa, ci si diverte, si gioca e si mangiano un sacco di dolci.

I.
"Nel paese di Cuccagna
c'è il Collegio <<La Delizia>>,
direttore: Pandispagna,
e bidello: Liquerizia.

Il programma della scuola, 
cari amici, è presto detto:
a poltrir tra le lenzuola
la mattina si sta a letto.

Sia ciascuno preparato,
al suonar dei dieci tocchi,
per un corso accellerato
di rottura dei balocchi.

Poi si studia matematica,
che, per dirla senza ciarle,
è la scienza dolce e pratica
di contar chicche e mangiarle.

Poi c'è un corso di pittura
con gran premio a chi è più destro
a dipinger sulle mura
il ritratto del maestro.

Con un po' d'inappetenza
a pranzare ognun si pone:
dieci punti in diligenza
a chi fa un'indigestione."

Come potete leggere i testi sono tutti in rima alternata (AB AB) per cui tutta la storia risulta sempre molto orecchiabile e piacevole da ascoltare, pur utilizzando a volte dei termini che per noi oggi possono risultare un po' inconsueti.
Tutto sembra filare liscio nel Collegio, finché uno dei bambini fa scoppiare una rivolta: "sotto il segno della fiducia verso i lettori, dunque, si sviluppano gli episodi della congiura, di stampo romantico e carbonaro, e della ribellione che avviene in un clima culturale ed eroico nel quale affiorano reminescenze classiche, ciceroniane e manzoniane per esempio, memorie di fatti storici rinascimentali, ma anche freschi ricordi della guerra di Libia conclusasi l'anno prima". Ma perchè scoppia una rivolta? Ebbene un bambino di nome Saetta, stufo di mangiare solo dolci e di giocare, chiede al bidello di poter leggere un libro. Ciò provoca un grande scandalo tra i professori, che condannano il comportamento del bambino, ma ben presto anche altri si uniscono a lui per dar vita a una rivolta.

XIV.
"Dissipata la paura,
tornan tutti al loro posto,
e ripiglian la congiura.
L'orator riprende tosto:
 
<<Siamo stanchi di dolciumi,
di balocchi e di pigrizia.
Noi vogliam pane e volumi,
nel Collegio <<La Delizia>>.
 
<<Quatti quatti ora scendiamo,
ad armarci fino ai denti,
e d'assedio circondiamo
direttore ed insiervienti.
 
<<Quuesta vita molle, apatica
finirà domani stesso!
Studieremo la grammatica!
Mangeremo il manzo allesso!>>
 
Cento mani n un momento
s'alzan verso il cielo scuro,
e con alto, fiero accento
gridan tutti: <<Giuro! Giuro!>>.

Prendon qualche accordo ancora,
e ad armarsi corron poi...
Nel cortile, dopo un'ora,
pronti son cinquanta eroi".


Sopra: L'inzio della storia, dove a sinistra si vede un'illustrazione che rappresenta proprio il collegio.

Il libro contiene 30 tavole illustrate da Antonio Rubino, le quali ricordano molto lo stile dei cartoni degli anni Venti, con personaggi dai tratti tondeggianti e molto caricaturali che conferiscono loro un aspetto buffo. Sono soprattutto i professori coloro che hanno un aspetto maggiormente esagerato, mentre per gli studenti tutto sommato la cosa è meno accentuata, anche se pure loro mantengono dei nasi molto lunghi e sporgenti (ad eccezione di Saetta che invece ha un piccolo naso a patata), una testa molto tondeggiante e delle orecchie molto grandi.
Per colorare le tavole sono stati scelti solamente tre colori: il bianco, il nero e un rosso/arancio, il quale è usato a volte in modo più intenso, ad esmepio quando tinge degli abiti o oggetti, oppure in modo più delicato, quando serve per colorare gli sfondi (muri e pavimenti)
Segnalo che in un paio di tavole compare anche una persona africana, per cui di pelle scura, rappresentata in un modo che, attualmente, verrebbe etichettato come razzista, in quanto disegnata secondo degli stereotipi razziali, con una caricatura dei tratti somatici tipici delle persone africane, la cosiddetta "blackface": la testa rasata, una pella molto scura, praticamente nera, delle labbra molto grandi, sporgenti e rosse, un grosso nasone, grandi occhi sgranati bianchi, e le mani di colore chiaro (anche se non vengono fatti indossare dei guanti bianchi). All'inizio non si capisce bene come mai in un paio di disegni compaiano queste persone così rappresentate, in quanto non sembrano studenti della scuola, poi in una delle filastrocche ci si riferisce a loro con il termine "Ascari". A quanto pare l'ascaro era un militare eritreo dell'Africa Orientale Italiana inquadrato come componente regolare nei Regi Corpi Truppe Coloniali (le forze coloniali italiane in Africa). Questi personaggi sono quindi un riferimento dell'illustratore alla guerra in Libia che, come scritto nell'introduzione, si era conclusa l'anno prima (nel 1912). 
Ricordiamoci comunque che, quando i disegni furono pubblicati inizialmente (nel 1913) la blackface non era ancora diventata sinonimo di stereotipo razziale, sarà solamente negli anni Sessanta, con il movimento dei diritti civili degli afroamericani e con Martin Luther King, che essa verrà giudicata in tal senso, portando tra l'altro anche alla censura di diversi cartoni, risalenti ai primi decenni del Novecento, in cui se ne faceva ampio uso, magari per prendere in giro la popolazione e la cultura africana (intento che l'illustratore di questo libro illustrato invece evidentemente non aveva). Se volete conoscere alcuni cartoni in seguito censurati e vietati guardatevi questo video: "11 cartoni proibiti".

 

 
Sopra: Alcune tavole disegnate da Rubino (probabilmente nel 1939, poichè quando la storia uscì sul Corriere dei Piccoli nel 1913 aveva altre illustrazioni) colorate di bianco, nero e rosso. In quella in alto a sinistra si vede la scena del processo a Saetta, a destra e in basso a sinistra alcune scene della rivolta, mentre in basso a destra si vede il processo degli studenti ai professori. Notate come nella penultima immagine, tra i ranghi degli studenti soldato, compaiano anche de i soldati della Libia, rappresentati con delle blackface.
 
"Il collegio La Delizia" di Renato Simoni è un bel libro che narra, in rima, una storia divertente ed ironica che vuole parodizzare la vita in collegio. Se i collegi avevano fama di essere luoghi molto severi, in cui bisognava studiare ed essere ligi al dovere e alle regole, quello proposto da Simoni è tutto il contrario. È un luogo in cui ci si diverte, si poltrisce quanto si vuole, si può disegnare sui muri, rompere i giocattoli e mangiare dolci in gran quantità. Ma prima o poi anche dei dolci, se si mangiano solo quelli, ci si stanca, e ci viene voglia magari di mangiare del semplice pane, peccato che Saetta non ne trovi da nessuna parte e, quando desidera bere dell'acqua per riprendersi da tutti quegli zuccheri nel sangue, il bidello gli porti solo bevande zuccherate. Ad un certo punto perfino di giocare e distruggere cose si stanca, così gli viene voglia di leggere un libro, cosa che nel Collegio La Delizia è severamente proibita, così i ragazzi mettono in atto una rivolta.
Come scritto nell'introduzione: "I ragazzi (è questa la tesi?), insomma, sono golosi, dosobbedienti, pigri, gli piace divertorsi, sdegnano lo studio, ma se gratti un po' questa crosat di luoghi comuni trovi che sanno di lettere e storia e magari di scienze, e che partecipano con slancio patriottistico, sia pure con le mdoalità che sono loro più congeniali agli eventi sui quali l'Italianetta fonda le proprie speranze di diventare grande".
I testi sono composti da rime alternate, che li rendono molto piacevoli da ascoltare in qaunto molto musicali all'orecchio,  pur utlizzando a volte dei termini che per noi oggi possono risultare un po' inconsueti in quanto "vecchi": balocchi, ciarle (chiacchere), chicche (per indicare le ciambelle), verzura, m'impippo, marameo, pinocchiato (dolce a base di pinoli e zucchero caramellato), sollucchero, marenata (antica merenda della tradizione piacentina), poscia, ligneo palafreno, guantiera (contenitore per guanti), giocondo, allesso (per dire lesso), fantaccini, scuria (frusta),... 
I testi sono comunque ricchi di termini che non rientrano nel vocabolario di base dei bambini di oggi, e che risultano per loro già un po' più ricercati: inappetenza, torpore, lavabo, stridio, crinale, schietta, tedio, mestizia, sdegno, acume, convittori, biasimo, ardisce, ingombre, carponi, apatica, oratore, crogiolandosi, bofonchia...
I testi quindi possono benissimo rappresentare un'ottimo spunto per poter apprendere dei nuovi vocaboli e per riscoprirne alcuni caduti in disuso: da quanto tempo non sentivo la parola "Marameo"!, mentre del pinocchiato e della marenata non avevo mai sentito parlare.
I testi sono suddivisi in trenta parti, ognuna delle quali accompagnata da un'illustrazione in bicolore di Antonio Rubino. I disegni mostrano una scena narrata nei testi (e i testi che si riferiscono ad essa vengono proprio riportati sotto l'illustrazione), con dei personaggi rappresentati in modo abbastanza caricaturale, anche se molto curati e facendo ben attenzione a cosa riportano i testi.  Ad esempio quando nei testi si dice: "manda gli ascari ad accendere in cantina i caloriferi" nella vignetta compare un soldato eritreo dell'Africa, una rappresentazione che richiama i tratti della così detta "blackface", oggi considerata una rappresentazione offensiva degli africani, poichè stereotipata e fonte di stereotipi razziali. Antonio Rubino probabilmente non voleva offendere le persone africane e ha rappresentato così questi soldati africani perchè all'epoca (primi decenni del Novecento) si usava disegnarli in quel modo, ricordo infatti che anche gli altri personaggi hanno un aspetto caricaturale, sebbene non così standardizzato. Essi inoltre sono stati inseriti come citazione e riferimento culturale della guerra di Libia (conclusasi l'anno prima, ricordiamo) e non come parodia degli africani.
Tenendo presente questo disclaimer sulle blackface (cosa che probabilmente i bambini neanche noteranno, così come accade in un altro albo illustrato, in cui è stato inserito un'avviso all'inizio riguardante proprio la blackface: "La storia Pik Badaluk") consiglio comunque questo libro, che presenta una storia divertente, ironica, ma che comunque fa riflettere, e che in un certo senso si intreccia alle vicende storiche dell'epoca. Nel finale tutto si conclude per il meglio, grazie all'intervento di un certo Buonsenso, che rimprovera per il loro comportamento entrambe le fazioni (professori e bambini), anche se loda la rivolta "contro la poltroneria", tanto che il Collegio La Delizia si trasformerà nel Collegio Il Dovere: "Il Collegio "La Delizia" / niun potrà mai più vedere; / un Collegio ora s'inizia / ch'ha per titolo <<Il Dovere>>".
Finale forse un po' buonista, nell'introduzione viene definito "pinocchiesco" e anche un po' ipocrita ("Il Buonsenso, che dà l'avvio a un finale un po' pinocchiesco, con tanti buoni proponimenti e persino la trasformazione del "Collegio La Delizia" nel "Collegio Il Dovere"), ma che tutto sommato si fa apprezzare e che sicuramente piacerà agli adulti.

Questa raccolta è stata pubblicata nel 1985 dalla Giunti MAZZOCCO, ha 107 pagine, la copertina rigida e misura 24,7 cm d'altezza e 17 cm di lunghezza e costava 15 000 lire.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 14 dicembre 2023

Le piacevoli notti parte I e II di Gian Francesco Straparola

"Le piacevoli notti" di Gian Francesco Straparola sono il cinquantunesimo e il cinquantasettesimo libro della collana della RBA uscita in edicola e che si intitola : STORIE MERAVIGLIOSE
Una collana che riunisce classici "frutto di prestigiosi autori del calibro di Oscar Wilde, Lewis Carroll, Charles Dickens e William Shakespeare. Altri provengono dalla tradizione e sono stati magnificamente rielaborati dai fratelli Grimm, H. C. Andersen o Charles Perrault, ma tutti occupano un posto speciale nella tua memoria". Una collana dedicata all'infanzia insomma, ma che propone quei libri che sono rimasti nel cuore da bambini e che continuano a farsi amare e apprezzare anche dagli adulti.  
 
 
 Sopra: A sinistra la copertina del primo volume, di colore blu, mentre a destra quello del secondo, di colore rosa. Entrambi mostrano scritte e decori dorati, come la coda della sirena del primo volume e il corpo della ragazza che cavalca il cavallo alato nel secondo.
 
"Le piacevoli notti" è una raccolta di 75 novelle composte dallo scrittore italiano Giovanni Francesco Straparola negli anni '50 del XVI secolo, e pubblicate a Venezia a partire dal 1550. 
Il primo volume della RBA contiene venticinque di queste squisite storie (due delle quali nel dialetto dell’epoca) pubblicate originariamente a Venezia nel 1550 dallo scrittore e collezionista di racconti. 
Il secondo volume raccoglie i 49 racconti che compongono la seconda parte di "Le piacevoli notti", pubblicata per la prima volta nel 1553, tre anni dopo la fortunata prima parte. I testi dell'edizione RBA sono quelli scritti da Straparola nel 1550 circa.
Le novelle sono accompagnate da 75 enigmi in ottava rima (non di rado osceni), e sono raccordate mediante una cornice narrativa di ispirazione boccaccesca, che comprende anche indovinelli e altri racconti. A narrare le novelle sono tredici donne, che fanno parte di una brigata riunitasi a Murano per festeggiare il carnevale veneziano (probabilmente quello del 1536). Tra i presenti ci saranno anche, nel secondo libro, Pietro Bembo e il suo discepolo Bernardo Cappello.
Nel corso delle prime 12 notti vengono narrate 5 novelle per notte; nella tredicesima notte le novelle raccontate sono 13, per un totale di 73. Nell'edizione definitiva del 1556 venne rimossa, probabilmente per motivi religiosi, la quinta novella dell'ottava notte, e al suo posto ne vennero collocate altre due. 


Sopra:
Più in alto due pagine interne iniziali del primo volume edito dalla RBA sulle fiabe di Straparola, con copertina e decori interni blu, in basso invece le prime pagine del secondo libro, con decori rossi e la copertina rosa. 

Le illustrazioni che accompagnano il testo provengono dalla prima edizione in inglese del libro, di cui vennero pubblicate soltanto 210 copie numerate, pubblicata da Lawrence and Bullen nel 1894, nella quale fu coinvolto l’artista britannico Edward Robert Hughes (1851-1914) con i suoi delicati pennelli.
Con la sua tavolozza di colori tenui e lo stile romantico i disegni di Edward Robert Hughes catturano magistralmente l’atmosfera misteriosa e fantastica delle storie, peccato che in questa edizione siano state riprodotte non a colori ma in "bianco e nero", cioè in questo caso bianco e blu o bianco e rosso, con la tinta che riprende quella della copertina, in questi casi appunto il blu e il rosa. 
Sono illustrazioni per adulti, dall'aspetto molto realistico, come se si trattasse di dipinti anziché di disegni e talvolta vi compaiono anche persone nude. Tali immagini sono solo a pagina intera e raffigurano scene descritte nei testi, conferendole un tono sempre piuttosto drammatico; talvolta sono inserite all'interno di una cornice di foglie e sotto vi è una frase che fa riferimento al testo.

 

 

Sopra: Più in alto alcune illustrazioni di Edward Robert Hughes in blu perchè tratte dal primo volume, mentre al ventro e in basso le immagini sono di colore rosso poichè proventienti dal secondo.
 
"Le piacevoli notti" di Gian Francesco Straparola sono due raccolte che propongono al pubblico italiano le fiabe scritte sa Staparola così come lui le scrisse, per cui la lettura di questi racconti non è sempre facilissima, vi riporto ad esempio l'inizio della terza favola: "Il fine della favola di Alteria precedentemente raccontata mi dà materia di divere raccontarne una, la quale vi fia non men piacevole che grata; ma sarà differente in uno: che in quella pre' Severino fu da Cassandrino gabbato, ma in questa pre'Scarpacifico più volte gabbò coloro che lui gabbare credevano,  sì come nel discorso della mia favola a pieno intenderete".
Nei testi sono presenti piuttosto spesso anche delle poesie o filastrocche, come questa: 
 
"Nacqui tra duo serragli incarcerata;
e di me nacque dopo un tristo figlio,
grande come sarebbe, ohimè ,mal nata!
un picciol grano di minuto miglio:
da cui per fame fui poi divorata,
senza riguardo alcun, senza consiglio.
O trista sorte mia dura e proterva,
di madre non restar pur serva!"

Sebbene i testi non siano di facile e immediato approccio questo permette però ai lettori di leggere le novelle nella loro versione originale, di cui non è neppure facile trovare edizioni recenti, o comunque belle edizioni illustrate, in quanto quelle che ci sono in circolazione sono tutte piuttosto vecchie e prive di immagini. La più recente è quella delle edizioni Salerno per la collana "I novellini", edita nel 2000, mentre le altre risalgono agli anni Settanta o anche agli anni Venti del Novecento.
Queste fiabe in realtà sarebbero delle novelle, cioè delle narrazioni brevi di fatti reali o immaginari, questi ultimi comunque sono inseriti sempre all'interno di una cornicerealistica e credibile. I personaggi di queste storie ad esempio hanno sempre dei nomi propri precisi e le avventure che vivono possono essere anche risvolti di vita quotidiana, in particolare ruotano quasi sempre attorno a vicende amorose con uomini che devono conquistare il cuore dell'amata (a volte sottraendola ad un altro uomo), mariti che hanno rapporti conflittuali con le mogli, oppure che hanno relazioni con donne sposate e rischiano di venire scoperti. Non mancano tuttavia anche storie di viaggi, in cui il protagonista abbandona la propria dimora per mettersi in viaggio talvolta venendo ingannato o riuscendo a fare lui fortuna ingannando qualcun altro, oppure riuscendo alla fine a trovare moglie e fortuna.
 
Questi volumi sono stati stampati e pubblicati (nel senso di distribuiti nelle edicole) nel 2023 dalla RBA Italia; hanno una copertina rigida, il primo ha 344 pagine entre il secondo 316, misurano 18,5 cm d'altezza e 13,6 cm di lunghezza e costano entrambi 12 euro.

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lunedì 11 dicembre 2023

Carmen di Prosper Mérimée e Benjamin Lacombe

E anche quest'anno torna l'appuntamento con un'uscita italiana di qualche volume illustrato da Benjamin Lacombe. Se l'anno scorso avevamo avuto L'Ippocampo che si era data da fare proponendoci: "Il gobbo di Notre Dame" di Victor Hugo (27 ottobre 2022) o "Streghe" di Cécile Roumiguière (26 novembre 2022) o ancora "La Sirenetta" di Hans Christian Andersen (29 novembre 2022), mentre la Rizzoli l'anno scorso ci aveva portato il secondo volume di "Racconti Macabri" di Edgar Allan Poe (25 ottobre 2022), quest'anno è proprio la Rizzoli a lanciare sul mercato italiano un altro titolo da noi inedito illustrato da Lacombe: "Carmen" di Prosper Mérimée.
 
 
 Sopra: La copertina (che in entrambi i casi gioca sui toni del rosso e del nero) a sinistra è quella originale dell'edizione francese, dove il pizzo attorno al volto di Carmen è del vero pizzo nero, mentre nella copertina dell'edizione italiana, a destra, il pizzo è semplicemente disegnato e ricoperto di una lacca lucida.
 
Questa è la novella scritta da Prosper Mérimée pubblicata nel 1845, da cui è tratta l'omonima opera di Georges Bizet. 
La novella comprende quattro parti e l'autore, Mérimée, racconta i fatti come se gli fossero realmente accaduti durante un viaggio in Spagna nel 1830.
Parte prima: Durante il viaggio Mérimée incontra un uomo; la sua guida gli dice che l'uomo è un criminale, Don José Navarro, ma il narratore offre al bandito del cibo e dei sigari e così i due fanno amicizia e alloggiano nella stessa locanda. Durante la notte Mérimée avvisa Don José che la guida vuole denunciarlo e Don José scappa.
Parte seconda: A Cordova Mérimée incontra Carmen, una zingara, che gli predice la sorte nella propria casa. Ad un certo punto arriva Don José che li interrompe e porta via Mérimée nonostante la contrarietà di Carmen. Qualche mese dopo Mérimée scopre che Don José sarà giustiziato il giorno successivo. Va a fargli visita e ascolta il racconto della sua vita.
Parte terza: Il cuore del romanzo, dove  Don José, il cui vero nome è José Lizarrabengoa, racconta la sua vita e di come sia cambiata grazie all'incontro con carmen. Dopo aver ucciso un uomo durante una rissa per futili motivi ed è costretto a scappare e a cambiare nome e a Siviglia si è unisce ad un plotone di "dragoni", soldati con funzioni di polizia. Un giorno Don José incontra Carmen, che lavora nella fabbrica di sigari che lui deve controllare. Carmen cerca di sedurlo, ma poche ore dopo Don José l'arresta per aver ferito una collega durante un litigio; Carmen però riesce a convincerlo a lasciarla libera, in compenso sarà Josè a finire in carcere per un mese come punizione per aver fatto scappare la prigioniera. Don José tuttavia non riesce a dimenticare la donna e, quando la rivede, decide di intrattenere con lei una breve relazione, ma poco tempo dopo lui la vede entrare in casa con il suo tenente e lo uccide; è così costretto ad unirsi alla banda di fuorilegge di cui fa parte anche Carmen. Durante la permanenza all'interno della banda Don José scopre che Carmen è sposata e ne uccide anche il marito. Carmen però si innamora di Lucas, un giovane picador. Don José la supplica di emigrare con lui in America, ma Carmen rifiuta ...
Parte quarta: è composta da appunti sugli usi e costumi degli zingari.
 
 Sopra: Un disegno a doppia pagina che ritrae il primo incontro tra don Josè e Carmen, raffigurata nella scena con un abito rosso, un velo nero di pizzo e con in bocca un fiore che regalerà a Josè.
 
La storia prende vita in questo volume illustrato di grande impatto, che sublima l’amore tragico e la gelosia attraverso le splendide illustrazioni di Benjamin Lacombe, perette per rappresentare Carmen, la donna fatale, libera e seducente.
Per rendere meglio la sua natura di donna seduttiva e di strega l'artista la associa spesso alla figura del ragno, e in particolare alla vedova nera, un ragno piccolo, dal corpo tondeggiante e dalle gambe lunghe e sottili. A volte è la figura dell donna ad essere circondata dai ragni, mentre altre volte è lei stessa a essere ritratta nelle sembianze di una donna-ragno, intenta a tessere le sue ragnatele attorno a un uomo. Un modo per l'artista di sottolineare la natura seduttiva e manipolatrice della donna, a cui nessun uomo riesce a rinunciare.
Lo stile di Lacombe è incantevole, molto raffinato, elegante, evocativo, suggestivo, estremamente curato e ricco di dettagli. Le immagini a colori hanno delle tinte forti, intense e brillanti, che vanno però a creare delle scene spesso cupe, con luci ed ombre che danno corporeità  e volume ai personaggi.  
Oltre alle illustrazioni a colori, che possono essere sia a doppia pagina che a pagina intera, ve ne sono anche altre in bianco e nero, a volte a pagina intera ma più spesso inserite assieme ai testi. Questi disegni non hanno sfondo, ma spiccano su quello nero della pagina; in queste immagini i tratti neri sono come ricoperti di una patina lucida (la stessa che riveste anche il pizzo attorno al volto di carmen sulla copertina) che serve a farli risaltare sulla pagina anch'essa nera.
 


 

Sopra: Alcune illustrazioni di Lacombe che raffigurano Carmen, alcune a doppia pagine altre a pagina intera, raffinate, evocative e suggestive. Alcune sono a colori, mentre altre, quelle in mezzo ai testi, sono in bianco e nero, con le parti nere ricoperte da una vernice lucida che fa risaltare il disegno sullo sfondo nero della pagina.
 
Come scritto nella Prefazioen "Nel tempo Carmen è diventata un mito, un'icona della cultura pop" il cui si può trovare traccia in canzoni e poesie; è la incarnazione della donna fatale, donna libera e seducente di grande bellezza. Ella è descritta così dall'autore: "Aveva tra i capelli un folto mazzetto di gelsomini, i cui petali la sera sprigionavano un profumo inebriante. Era vestita in maniera semplice, forse povera, tutta di nero, come usa fare la maggior parte delle sartine la sera. [...] Quando mi fu vicina, la bagnante si lasciò scivolare sulle spalle la mantiglia che le copriva la testa e,all'oscuro chiarore che cade dalle stelle, vidi che era minuta, giovane, ben fatta, e che aveva occhi molto grandi. [...] Dubito molto che la signorina Carmen fosse di razza pura, perlomeno era infinitamente più graziosa di tutte le donne della sua gente che abbia mai incontrato. Affinché una donna sia bella, dicono gli spagnoli, deve riunire trenta sì, o, se si vuole, che si possa definirla mediante dieci aggettivi applicabili ciascuno a tre parti della persona. [...] La mia zingara non poteva aspirare a tanta perfezione. La sua pelle, perfettamente liscia, si avvicinava molto al colore del cuoio. i suoi occhi erano obliqui, ma con un taglio magnifico; le sue labbra un po' grosse, ma ben disegnate e lasciavano vedere denti più bianche delle mandorle spelate. I capelli, forse un po' grossi, erano neri, dai riflessi blu come l'ala di un corvo, lunghi e lucenti. Per non stancarvi con una descrizione troppo prolissa, vi dirò insomma che a ogni difetto univa una qualità che risaltava forse in maniera più decisa proprio grazie al contrasto. Era di una bellezza strana e selvaggia, un viso che all'inizio stupiva, ma era impossibile dimenticare. I suoi occhi soprattutto avevano un'espressione al tempo stessa voluttuosa e crudele che non ho mai trovato in alcuno sguardo umano."
Fin dalla sua apparizione Carmen quindi ci viene presentat sì come una donna molto bella, ma dotata di una bellezza non banale o scontata, una bellezza risaltata da quelle che si potevano considerare delle imperfezioni ma che la rendevano particolare ed esaltante, difficile da dimenticare.
Anche la sua personalità non è di certo da meno: Carmen è una donna forte e determinata, furba e indipendente, abituata a godere di molta libertà e di imbrogli, sa bene come raggirare gli uomini i quali, per quanto possa amare, non amerà mai nessuno più di se stessa, e di conseguenza della sua libertà e del suo diritto a decidere per lei. Interessante ed esplicativo ad esempio questo dialogo che ella ha con don Josè: "<<Lo sai>> mi disse <<che da quando sei il mio rom per davvero, ti amo meno di quando eri il mio minchorro? Non voglio essere infastidita, soprattutto non voglio essere comandata. Quello che voglio è essere libera e fare ciò che mi piace. Stai attento a non esasperarmi. Se mi infastidisci, troverò un bravo ragazzo che ti farà quel che tu hai fatto al Guercio.>>" (cioè ucciderlo).
Carmen non è certamente una santa, anzi si rifiuta di esserlo, a lei la vita dell'illegalità piace ed sa di essere brava in quel campo, essendo furba e capaci di raggirare gli altri con facilità, cosa grazie alla quale riesce ad ottenere preziose informazioni da inviare al suo gruppo di ladri e contrabbandieri. Sicuramente però carmen è una donna indipendente, che non dipende da nessun uomo e sa badare a se stessa, anzi, di uomini lei sa che può trovare tutti quelli che vuole. E in un certo senso è proprio questo ad esercitare sugli uomini un grande fascino, poiché ciò fa scattare in loro un ancora maggiore desiderio di possesso (che sfocia a volte anche con l'eliminazione dei rispettivi rivali), che però porta Carmen invece ad allontanarsi e a prendere le distanze da coloro che la vogliono limitare. D'altronde fin dal primo incontro lei dice a Josè che è meglio se non la rivede più, perchè lei è una donna pericolosa, ed è lui invece ad insistere per continuare la relazione, è lui che cerca di cambiarla, mentre Carmen se stessa e la sua vita piacciono così come sono.
Una storia intrigante, e neanche troppo lunga, di amore, in una forma quasi ossessiva, seduzione, inganno e violenza, racchiusa in una splendida e raffinata edizione accompagnata dalle illustrazioni raffinate, eleganti e seducenti di Lacombe. Egli associa la figura di Carmen a quella del ragno, capace di tessere la sua tela attorno alle sue vittime le quali diventano incapaci di fare a meno di lei e del suo amore. Un racconto pensato da Prosper Mérimée per degli adulti, anche se violento può essere approcciato da ragazzi a partire verso la fine delle scuole secondarie di primo grado. I testi sono accompagnati anche da delle note, le quali sono parecchio utili per capire alcuni termini specifici, modi di dire, particolarità culturali oppure per i riferimenti geografici.
 
Quest'opera è stata edita in originale nel 2017 sempre col titolo "Carmen", dal gruppo editoriale  Luis Vives ; è poi stata pubblicata in italiano nel 2023 dalla Rizzoli. L'opera ha 184 pagine, la copertina rigida e misura 28 cm d'altezza e 20 cm di lunghezza e costa 28 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 7 dicembre 2023

Felice come un re: a child's garden of verses di Robert Louis Stevenson

Come scritto nell'introduzione: "Stevenson è famoso al mondo perché nel 1883 scrisse "L'isola del tesoro" e tre anni dopo "Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde". Nell'intervallo di tempo tra i due capolavori, l'autore si dedicò a più riprese alla scrittura di "A Child's Garden of Verses", raccolta di 64 poesie per bambini. Il volume fu ristampato in tantissime versioni e illustrato dai più famosi illustratori di ogni epoca e, ad oggi, viene considerata una delle opere più influenti del XIX secolo".
Oggi vi parlerò proprio di questa raccolta di rime "Felice come un re: a child's garden of verses" scritte da Robert Louis Stevenson e per l'occasione illustrate da Jessie Willcox Smith.
 
 Sopra: Sulla copertina vediamo comparire un cancello con le porte chiuse, che sembra dare acesso ad uno splendido giardino.
 
La versione di questa raccolta di poesie scritte da Robert Louis Stevenson, che ripropone la casa editrice Pulce, è quella originale del 1905, oggi ritradotta dalla pluripremiata autrice Elisa Mazzoli. 
L'opera è divisa in tre parti:
  1. La prima è anche qualla più ampia, in quanto conta 41 poesie, e non ha un vero e proprio titolo. In essa sono contenute tutte quelle poesie che parlano della vita quotidiana dei bambini e che trattano temi ad esempio come i pensieri notturni, i pensieri felici, i doveri di un bambino, la pioggia, l'estate, i sogni, l'ombra, il vento, l'ombra, i giochi, il canto, ecc...
  2. La seconda si intitola "Il bambino per conto suo" parla di bambini che se ne stanno, come dice il titolo, per conto proprio. Li vediamo quindi intenti a svolgere attività in solitudine come leggere libri illustrati, guardare dentro la propria scatola dei tesori, viaggiare con l'immaginazione ma, soprattutto, giocare: giocare con il proprio amico immaginario, con una barca di legno, con delle costruzioni, con i soldatini ecc...
  3. La terza ha come titolo "Giorni in giardino" è contiene 8 poesie che vedono come protagonisti i bambini all'esterno delle loro case, mentre giocano ed esplorano il giardino di casa, diverse comunque sono dedicate proprio ad elementi che si possono trovare in giardino come le uova di un nido di uccelli, i fiori, il sole, ce n'è anche una dedicata al giardiniere.
  4. "Commiato" è invece l'ultimo capitolo della raccolta, che conta solamente 5 poesie, ognuna delle quali è una dedica da parte dell'autore a un suo familiare o a un suo conoscente; c'è quella per la zia, per la madre, per un bambino che si chiama Louis Sanchez ...
Tutte le poesie sono molto belle e molto musicali, scritte talvolta in rima baciata e a volte alternata.
 
Piccoli pensieri notturni
 Tutte le notti e per tutta la notte,
dopo che ho detto la buonanotte,
vedo marciare qualcuno intorno
come se fossimo in pieno giorno.
 
"Facciate largo signore e signori,
siamo soldati e imperatori
siamo giullari, giraffe, elefanti
portiamo doni a tutti quanti!" 
 
Uno spettacolo così grandioso
non si era mai visto in un giorno radioso
perchè ogni bestia e persona ora sfila
in quella fantasmagorica fila.

Prima, all'inizio, andavano piano
poi più veloci, son già lontano
e io rimango vicino a loro
finchè non faccio dei bei sogni d'oro.


Libri illustrati in inverno
 E' quasi inverno, l'estate è svanita
mattine gelide, freddo alle dita
sul davanzale uccellini piumati
 e io con i miei libri di storie illustrati.

L'acqua del fiume è tutta gelata
cia bbiamo fatto una passeggiata
se voglio fiumi non più ghiacciati
leggo i miei libri di sotrie illustrati.

[...]
 
Oh, com'è dolce ricordare
il gran piacere di sfogliare
nei nascondigli più disparati
tutti i miei libri di storie illustrati!

 Sopra: Due pagine in cui a destra vediamo un'illustrazione a colori a pagina intera, mentre a sinistra c'è la poesia di stevenson che parla di un bambino che sfoglia un llibro illustrato, così come ci viene mostrato anche nei disegni presenti in queste pagine.
 
Le poesie sono accompagnate dalle delicate e incantevoli illustrazioni di Jessie Willcox Smith, un'illustratrice statunitense nata nel 1863 e morta nel 1935, famosa per i suoi lavori in riviste come Ladies Home Journal e per le illustrazioni di libri per bambini.
Tra i libri da lei illustrati troviamo appunto anche "A child's garden of verses", in cui troviamo due tipi di disegni: quelli a colori e quelli in bianco e nero.
I primi sono quelli a tutta pagina, di grandi dimensioni, è rapprentano i bambini mentre svolgono delle attività in camera o all'aperto, immersi in sfondi precisi: sotto le coperte del letto, in giardino in mezzo ai fiori, sdraiati in mezzo al fieno, mentre si specchiano nelacqua di un laghetto ecc... Queste pagine sono molto colorate, con tinte accese e brillanti, talvolta più intese ed alte più delicate, anche se non sempre i colori sono proprio nitidi, a volte si ha la sensazione di gardare una vecchia illustrazioni i cui colori stanno un po' invechiando perdendo di nitidità.
Il secondo tipo di illustrazioni invece sono in bianco e nero e rappresentano solamente i bambini, sempre mostrati mentre svolgono delle attività (coerenti con quelle di cui si sta parlando nella poesia associata ad un certo disegno), senza che però venga rappresentato anche lo sfondo in cui le scene si svolgono. Solitamente questi disegni sono inseriti accanto alle rispettive poesie, anche se può capitare che a qualcuno sia stata riservata un'intera facciata. I tratti che tracciano tali immagini sono molto netti e ben precisi, anche se i disegni sono comunque piuttosto dettagliati.


 

 Sopra: Alcune pagine interne che mostrano le illustrazioni della Smith, alcune a pagina intera e a colori, mentre altre in bianco e nero, inserite accanto ai testi delle poesie.
 
"Felice come un re: a child's garden of verses" di Robert Louis Stevenson è una bellissima e delicata raccolta di poesie che ha come protagonisti i bambini e l'infanzia. Già solo il fatto che la prima poesia sia una sorta di dedica che l'autore rivolge alla propria tata è un po' commovente: "Per le nottate e le lunghe ore / per per le tue cure e per il tuo amore / per la tua mano che mi consolava / e nei malanni mi accompagnava / per tutti i libri di storie che hai letto / per le parole damore che hai detto / e per la gioia e la compassione / sia nella noia che nell'afflizione/ seconda mamma mia prima sposa /  angelo che mi abbelliva ogni cosa / il bimbo malato, ora grande e più sano / ha scritto per te questo libro che hai in mano! / A chi lo legge il cielo conceda / una presenza che culli e che veda / e dia a chi avrà le mie rime di sera / in una dolce e calda atmosfera / voce soave e parole gentili / come ebbi io nei miei giorni infantili".
Interessante il fatto che tale poesia sia dedicata alla tata piuttosto che alla madre, anche se per quest'ultima c'è comunque una poesia di dedica, nella sezione"Commiato". In effetti alla figura materna non viene dato particolare rilievo, se non lo stesso conferito anche a tutte le altre (poche) figure adulte citate nei testi, forse perchè questa è un'opera con poesie dedicate proprio ai bambino e non al rapporto madre-figlio.
Come scritto nell'introduzione: "Quello che rende questo libro un gioiello è il punto di vista dell'autore bambino che guarda il mondo dalla sua altezza e ne scorge infinite possibilità di gioco e immaginazione. Piccole storie in miniatura, tanti fermo immagine di un'infanzia felice che gioca a essere i personaggi avventurosi delle storie dei libri o che stringe d'assedio una poltrona, come fosse un castello. Pensieri trasversali alla soglia del sonno, isole di tesori e un letto che è già una nave. Un libro che è uno scrigno, uno specchio, un'eco e un grandissimo inno ai bambini, liberi di essere solo quello che sono."
Le poesie sono tutte molto belle e melodiche e, nonostante la semplicità delle rime dagli schemi baciati e alternati, ascoltandole si percepisce che i testi non sono mai banali, usando l'autore anche un liguaggio abbastanza ricco e una costruzione sintattica facilmente comprensibile ma non scontata.
Ciò che mi sorprende maggiormente riguardo tale opera è che, nonostante sia stata scritta più di un secolo fa, essa risulta perfetta da leggere ancora oggi, per nulla anacronistica come si potrebbe pensare visto che comunque la visione dell'infanzia nell'ultimo secolo è piuttosto cambiata. 
Se alcune visioni sono cambiate ci sono invece alcune cose che rimangono sempre le stesse, come dimostrano queste poesie: il desiderio di giocare e il potere dell'immaginazione infantile non cambieranno mai. Questo perchè l'autore spesso fa riferimento a giochi o attività come leggere, cantare, sognare, giocare in giardino o in cameretta ecc..., tutti comportamenti che si praticano ancora oggi. Certo, magari c'è qualche differenza, ad esempio oggi è meno frequente che un bambino giochi con dei soldatini, ma il senso profondo del gioco, e della poesia, non cambia. In alcune poesie poi magari emerge la visione dell'infanzia dell'epoca, legata a un'educazione più rigida di quello che è la nostra visione attuale, in "Bambini buoni, bambini cattivi" si classifica come bambini buoni coloro che sanno: " [...] Mangiare bene, esser brillanti / e attraversare i labirinti / rimanendo onesti e leali / trabquilli, semplici, esemplari. / Cuori contenti e facce felici / giochi all'aperto con gli amici / ecco come si arriverà (alla saggezza e all'onestà." Mentre i bambini cattivi sono sgarbati, maleducati, coloro che mangiano troppo e parlano sguaiato, che sono "bizzosi / impertinenti e capricciosi". Ecco sicuramente al giorno d'oggi un bambino che mangia troppo non verrebbe mai classificato come "cattivo" e anche per quanto riguarda i capricci si tende ad essere più tolleranti (forse talvolta anche troppo?). Comunque un bambino che fa i capricci è semplicemente visto come un bimbo che sta facendo il bambino (ancora incapace di controllare le proprie emozioni), non certo come un bambino "cattivo". Tali poesie un po' più moraliste comunque sono pochissime all'interno del volume e spesso l'argomento è trattato dall'autore in maniera anche un po' ironica, come nella poesia "Il dovere di un bambino": "Un bambino se è ben educato / risponde quando è interpellato, / sta ben composto, dice la verità... / fin quando almeno ce la fa."
Riprendendo quanto scritto nell'introduzione: "Un libro che è uno scrigno, uno specchio, un'eco e un grandissimo inno ai bambini, liberi di essere solo quello che sono. Un libro necessario oggi ancor più di ieri perché i nostri tempi velocizzati e tecnologici tendono ad appiattire l'infanzia e a non darle il giusto sguardo. Questo libro è una realtà ma sembra una magia perché le proiezioni mitiche di un mondo perduto vengono recuperate solo grazie alla capacità dell'autore che non obbedisce agli imperativi del realismo, ma lascia libero il bambino che è in lui".
A contribuire alla bellezza di quest'opera vi sono le incantevoli e delicate illustrazioni di Jessie Willcox Smith, dove i protagonisti sono sempre i bambini, perfette per accompagnare queste poesie che, pur narrando delle attività e dei pensieri dei bimbi, hanno dei testi di carattere più riflessivo che non d'azione, dove regna la felicità, la tranquillità, la serenità e l'immaginzione, andando a creare poesie davvero incantevoli e coinvolgenti.
 
Questo libro è stato pubblicato originariamente nel 1905 col titolo "A child's garden of verses" dalla Charles Scribner's Sons. L'attuale edizione è stata edita nel 2022 (anche se all'interno del libro viene riporto come anno di edizione il 2021) dalla Pulce Edizioni, ha 108 pagine, una copertina rigida, misura 28 cm d'altezza e 20,5 cm di lunghezza e costa 18 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 4 dicembre 2023

Storie da paura di AA.VV.

"Storie da paura" è una raccolta di racconti dell'orrore scritti da vari autori quali: Christian Antonini, Pier Domenico Baccalario, Giuditta Campello, Manlio Castagna, Daniele Daccò, Igor De Amicis, Antonio Ferrara, Alessandro Q. Ferrari, Barbara Fiorio, Barbara Gozzi, Christian Hill, Gisella Laterza, Paola Luciani, Marco Magnone, Fiore Manni, Jacopo Olivieri, Lucia Perrucci, Davide Sarti, Guido Sgardoli, Valentina Torchia.
I racconti sono accompagnati da illustrazioni in bianco e nero di Sabina Sodaro.
La raccolta fa parte di una serie di libri che affrontano argomenti legati alle festività, gli altri due titoli ad esempio parlano del Natale e delle vacanze estive: "Racconti sotto l'albero" e "Racconti sotto l'ombrellone".
 
Sopra:Una copertina ricca di molti elementi, che mostra tre ragzzi mentre sfogliano un libro circondati da diversi fantasmi.
 
Il volume contiene 19 storie dell'orrore scritte tutte da autori differenti.
  1. "Nel campo di sorgo" di Manlio Castagna: E' il 1996 ed Elia, per una scommessa, deve andare a prendere un pezzo di corteccia dall'albero dei violini, il quale sorge nel mezzo di un campo di sorgo rosso sorvegliato da sedici spaventosi spaventapasseri. Peccato che si dica che gli spaventapasseri siano in realtà dei guardiani infernali, messi a sorveglianza dell'albero che custodirebbe l'anima di un violinista che aveva stretto un patto col demonio.
  2. "Il mistero della casa vivente" di Davide Sarti: Enrico si è appena trasferito una nuova casa, in cui sei mesi prima era scomparso un ragazzo, ma già la prima notte comincia a sentire strani rumori.
  3. "Vampyroteuthis infernalis" di Lucia Perrucci: Una ragazza si risveglia in una pozza d'acqua circondata dai cadaveri di insegnanti e compagni di classe. Cosa sarà successo?
  4. "Jack O'Jack" di Pier Domenico Baccalario: Jack O'Malley è un bambino normale, anche se perde spesso le cose, solo un po' solitario e senza amici, per questo ha desiderato di averne uno. Tutto ebbe inizio quando Jack iniziò a sentire dei colpi provenire dal muro della sua camera ...
  5. "L'impostore" di Gisella Laterza: Luca, Ema, Sara, Lory, Chang e Dani stanno giocando ad Among US sul cellulare durante l'ora di lezione; un gioco in cui i membri della squadra devono scoprire chi tra loro ricopre il ruolo dell'Impostore, colui che ha il compito di eliminare di nascosto gli altri giocatori. Durante la partita compare un altro giocatore sconosciuto di nome Nihil. Durante una partita Emanuele viene ucciso e, a partita terminata, gli altri giocatori scoprono che è scomparso veramente, e nessuno si ricorda di lui.
  6. "Mi sveglio!" di Giuditta Campello: Filippo si ritrova in una casa abbandonata, continua a girare per le stanze senza trovare un'uscita, quando in un angolo di una stanza vede un'ombra che salta fuori e... all'improvviso il ragazzo si sveglia in classe. Tutto sembra normale ora,  se non fosse per una crepa che è apparsa in fondo all'aula... e che continua a ingrandirsi a vista d'occhio.
  7. "L'incidente" di Guido Sgardoli: Hans si risveglia in seguito ad un incidente in carrozza con i suoi genitori, che è stata colpita da un albero ed è rotolata giù da un dirupo. Probabilmente è svenuto in seguito alle ferite e poi si è svegliato... ma perchè è tutto buio attorno a lui?
  8. "Delirium tremens" di Jacopo Olivieri: è stata di Mauro l'idea di setacciare il dark web alla ricerca di un modo per evocare un demone; a Teddy era toccato il compito di fare da assistente e preparare il rituale, anche se non è particolarmente bravo. Il rituale comunque funziona e i due riescono a evocare un demone.
  9. "La finestra nera" di Christian Antonini: Antonella è in punizione e, frustrata, mentre sta tornando a casa si mette a spaventare e a rincorrere un gatto nero, che la conduce fino a una vecchia casa dove la sporcizia ha disegnato su una finestra una strana e mostruosa faccia.
  10. "Jack ha iniziato a seguirti" di  Valentina Torchia: Sara non è potuta andare alla festa di halloween dei suoi compagni scuola perché è dovuta rimanere a casa a badare al fratellino. Mentre gira sui social le compare la notifica "Jack ha iniziato a seguirti", ma chi è questo Jack?
  11. "Alle ossa" di Christian Hill: quattro ragazzi decidono di andare a visitare un cripta piena di ossa la notte del 31 ottobre. Peccato che dentro ci sia qualcuno: il fantasma di una ragazzina morta molti secoli fa e tanti altri fantasmi, che durante la notte di Halloween si animano per ballare.
  12. "Mai dire non esiste" di Barbara Gozzi: Alex si è recato in montagna assieme a tre amici e alla nonna per festeggiare Halloween. Mentre gli altri vanno alla festa giù in paese Alex vuole rimanere a casa, nonostante la nonna lo abbia avvertito che stare da soli la notte del 31 ottobre è pericoloso, poiché in quel versante della montagna secoli fa si dice che sia stata sepolta una creatura malvagia.
  13. "Simmetria" di Daniele Daccò: I genitori di Diego non stanno passando un bel periodo, dopo il GL (grande litigio, come lo chiama Diego) il padre non vive più assieme a loro. Inoltre Diego avverte qualcosa di strano nella villetta di fronte alla casa dove abita, che è vecchia e rovinata (tanto che Diego la chiama la casa marcia): ad un certo punto lui vede nella stanza dell'altra casa, quella che corrisponde alla sua camera, un'ombra che si muove esattamente come lui.
  14. "Il guardiano" di Fiore Manni: Cassie ed un suo amico durante una gita scolastica si separano dagli altri ed esplorando il museo si imbattono in un pietra spezzata. A Cassie ad un certo punto è sembra che le parole incise sulla pietra abbiano inizia brillare. Poco dopo la ragazza e l'amico voltandosi si accorgono che c'è qualcun altro nella stanza con loro, un ragazzo dal volto deforme.
  15. "Belial Toys" di Alessandro Q. Ferrari: Il padre di Tommaso e Germano è cambiato, ma solo Tommaso, il fratello maggiore sembra essersene accorto. Quando ritorna dai suoi viaggi di lavoro porta loro sempre molti giocattoli, tra cui dei videogiochi di una marca mai sentita: Belial Toys. I fratelli posso giocarci tuttavia solo in presenza del padre, quando lui non c'è i giochi rimango chiusi in una stanza dove i bambini non possono entrare. Ma un giorno Tommaso è costretto dalla lagne del fratellino ad aprire la stanza per giocare con i giocattoli.
  16. "I bulli sono buoni solo cotti" di Barbara Fiorio: Greta è la sorella di Anselmo, lei 11 anni lui 13. Anselmo è un bullo: rompe le cose di sua sorella, fuma di nascosto, dice parolacce e minaccia la sorella. La notte si Halloween è uscito per andare a rubare i dolci in casa della Vecchia, una signora inquietante ma che durante la notte del 31 ottobre distribuisce ai bambini dei dolci buonissimi. Peccato che il fratello sia via da tre ore e non è ancora tornato, così Greta decide di andare a cercarlo a casa della Vecchia.
  17. "Creatura assassina" di Antonio Ferrara: Il protagonista vive in una fattoria assieme ai genitori e alla sorellina, tutto procede tranquillo finché qualcosa inizia ad uccide gli animali lì attorno: prima delle talpe, poi il cane e il gatto... Chissà se poi toccherà a uno della famiglia.
  18. "Le stanze della paura" di Igor De Amicis e Paola Luciani: Fabio e Nina entrano a Villa delle Rose, una villa abbandonata da decenni, dopo che i proprietari sono misteriosamente scomparsi dal giorno alla notte.
  19. "Baciami" di Marco Magnone: Mentre Gabi sta passeggiando sul lungofiume vede una bellissima ragazza, che però inizia a fargli dei discorsi strani su come sa bello vedere morire le formiche.
 
 Sopra: Le pagine che introducono al primo racconto "Nel campo di sorgo", di cui vediamo l'inizio nella pagina a destra, mentre a sinistra potete vedere un'illustrazione a pagina intera dedicata al racconto.
 
I racconti sono accompagnati da illustrazioni in bianco e nero di Sabina Sodaro, le quali hanno uno stile perfetto per queste storie, in quanto i disegni, piuttosto dettagliati anche se non dall'aspetto eccessivamente realistico, fanno tutti abbastanza paura e sono piuttosto inquietanti. Per ogni storia è preceduta da un'illustrazione a pagina intera, che mostra un momento importante all'interno del racconto, solitamente un momento pauroso; anche per questo i disegni hanno un aspetto inquietante, proprio perchè rappresentano anche dei momenti paurosi con mostri affacciati alla finestra, scheletri che ballano, mostri che guidano l'autobus, pentagoni, cadaveri nell'acqua...
Non per tutte le storie, ma alcune hanno anche delle illustrazioni poste alla fine, stavolta non più a pagina intera, ma più piccole (grandi magari una mezza pagina) dove lo sfondo è accennato ma mai del tutto presente. Questi disegni mostrano più nel dettaglio un elemento particolare di una storia, ma talvolta anche un momento di suspense o di inquietudine (come un ragazzo che apre una porta in una stanza buia o una ragazzina che si nasconde sotto le coperte nel suo letto).
 
 



 Sopra: In alto alcune illustrazioni a pagina intera poste all'inizio dei racconti di "Vampyroteuthis infernalis", "La finestra nera" e "Alle ossa"; più in basso due disegni finali, il primo proveniente dal racconto "Alle ossa" e il secondo da  "Mi sveglio", essendo i disegni finali nelle pagine a destra potete vedere il titolo del racconto successivo.
 
"Storie da paura" è una raccolta di 19 racconti di paura che effettivamente sono spaventosi e sono stati scritti per inquietare i lettori, anche se esse sono rivolte ad un pubblico di bambini e ragazzi, a partire dai 9/10. D'altronde nell'introduzione viene proprio scritto: "Le storie di fantasmi devono essere spettrali. Le storie di creature oscure devono essere mostruose. In poche parole: le storie di paura devono spaventare. E' questo il senso che mi spinge a scrivere romanzi e racconti horror, anche quando sono indirizzati a un pubblico di giovanissimi". Ed è proprio con queste "peggiori intenzioni" che Manlio Castagna ha chiamato una serie di autori e autrici per far loro scrivere delle "brevi narrazioni capaci di far nascere qualche brivido sulla pelle dei piccoli lettori".
Le storie comprese in questa raccolta possiedono ambientazioni contemporanee e iniziano con situazioni quotidiane, che fanno parte delle nostre vite, poiché, come scritto sempre da Castagna "Niente è più (per)turbante di uno scenario che conosciamo bene e di solito ci rassicura". Nella quotidianità dei protagonisti di questi racconti però ad un certo punto si introduce qualcosa di misterioso e strano, anche pericoloso, che rende il mondo che hanno conosciuto fino a quel momento sconosciuto ed estraneo, e quindi di conseguenza pauroso e imprevedibile.
La maggior parte dei racconti ha una fine non positiva per i protagonisti, un po' come accadeva per quelli della serie "Racconti di mezzanotte", anche se però ci sono alcune storie maggiormente a lieto fine, dove i protagonisti riescono a salvarsi dal pericolo. Comunque li ho trovati tutti dei racconti molto piacevoli e veloci da leggere, in quando ognuno si finisce in pochi minuti e questo contribuisce sicuramente a invogliare anche i giovani lettori, a partire dai 9/10 anni, a continuare nella lettura, tanto che probabilmente arriveranno alla fine senza quasi accorgersene.
Molti sono ambientati durante la notte di Halloween, ma tutto sommato alla fine i racconti offrono una buona varietà di situazioni: sostituzioni, presenze malefiche, case possedute, creature pericolose, demoni invocati, incubi che diventano realtà, trasformazioni improbabili, sfide che sarebbe stato meglio non fare, persone o entità da non disturbare, incidenti...
Insomma ce n'è un po' per tutti i gusti, dagli argomenti e situazioni più classiche come spaventapassri viventi in un campo ad altre più originali come quelle di "Il bacio", in cui il bacio con una strana ma bellissima ragzza ha delle consuenze davvero inattese; non mancano poi racconti di paura che vedono come protagonisti i social, come nel caso "Jack ha iniziato a seguirti", i quali volendo sono uno stumento che si presta bene a creare delle intriganti storie di paura. 
 
Questo libro è stato pubblicato nel 2023 dalla Gallucci Editore, ha 272 pagine, una copertina flessibile, misura 21 cm d'altezza e 15,2 cm di lunghezza e costa 14,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 30 novembre 2023

Qui non ci sono mostri di Kory Merrit

Ecco un altro libro perfetto per Halloween poichè ricco di tanti mostri spaventosi che fanno sparire i bambini: "Qui non ci sono mostri" scritto e illustrato Kory Merrit.
 
Sopra: Copertina violacea su cui spicca il titolo giallo. L'aspetto dei due bambini è anche simpatico, a differenza di quello del mostro che capeggia sopra di loro, che è abbastanza pauroso.

Nella perfetta cittadina di Cowslip Grove, sta succedendo qualcosa di terrificante. Alcuni bambini iniziano a sparire e nessuno sembra rendersene conto. Nessuno li ricorda: non i loro amici, non i loro insegnanti, nemmeno le loro famiglie. Tutti sembrano averli dimenticati, tranne Levi e Kat. Levi è un bambino tranquillo, che si è trasferito nella cittadina da un anno, ma non è riuscito a farsi molte amicizie. Kat invece è una bambina molto vivace e strampalata, per questo anche lei non ha molti amici, per cui non sorprende che decida di passare le sue giornate assieme a Levi, il quale ha accettato la sua compagnia. Questa improbabile coppia di amici capirà che tutti sono in terribile pericolo quando cala la notte. La prima a notare qualcosa di strano è Kat, che si ricorda di un fratello di un compagno di scuola di cui però nessun altro sembra avere memoria. Poi anche Levi si unirà a Kat, quando sua sorella minore scompare senza lasciare tracce o ricordi della sua esistenza.
Ora tocca a loro combattere e salvare i bambini scomparsi prima che qualcosa di molto spaventoso inghiotta l’intera città.
 
 Sopra: In queste pagine potete ammirare i due protagonisti: la ragazza con i capelli corti e biondi è Kat, mentre il ragazzino con i capelli neri è Levi.
 
In questo libro le illustrazioni svolgono un ruolo molto importante, in quanto sono parte integrante della storia. In effetti il libro, anche se non si può definire un fumetto in quanto non ci sono baloon e i testi sono scritti in prosa accanto alle immagini, presenta veramente tantissime immagine. Possono essercene da una a tre per ogni facciata, molto spesso i disegni sono inseriti assieme ai testi, ma alcune volte ci sono anche solo pagine con illustrazioni.
I disegni servono a mostrare l'aspetto dei vari personaggi coinvolti nella vicenda, ma anche a mostrare al lettore quali azioni compiono, azioni che spesso non sono descritte nei testi, poichè le illustrazioni sono così numerose che l'autore ha fatto in modo che il lettore capisca cosa sta accadendo proprio tramite le immagini, per cui i testi sarebbero superflui se si mettessero a descrivere cosa fanno i personaggi, poichè il lettore può già vederlo da sè.
I disegni di Merrit sono molto belli e si adattano perfettamente alla storia come stile: i personaggi umani sono disegnati in modo abbastanza semplice e non troppo realistico, anzi anche un po' caricaturale, con teste tonde, bocche gradi, nasi a patata e grandi occhi a pallache contribuiscono a rendere i loro volti molto espressivi, anche perchè spesso assumono delle espressioni piuttosto esagerate, in particolare Kat.
I paesaggi e gli ambienti, ma anche i mostri, sono disegnati in modo molto curato e con molti particolari; adoro il modo in cui sono stati rappresentati i mostri, i quali hanno un aspetto sbarazzino, un po' strambo, ma anche effettivamente pauroso e inquietante. Il loro aspetto mi ricorda un po' quello dei mostri rappresentati da John Kenn Montersen (se non sapete di chi sto parlando guardate qui uno dei suoi lavori: "Sticky monsters" e il suo seguito (in lingua francese) "Un poil plus de monstres pende-bete"), anche se quelli di Merrit sono un po' meno spaventosi.
Il fatto che le illustrazioni poi siano completamente in bianco e nero aumenta ancora di più la mostruosità di queste creature, le quali a volte emergono da nero della pagina.
 


 
 Sopra:Alcune pagine del libro in cui potete vedere come i testi siano strettamente legati alle illustrazioni, le quali compaiono in ogni pagina.
 
"Qui non ci sono mostri" scritto e illustrato Kory Merrit è un bel libro che racconta una storia intrigante dove, in una tranquilla cittadina con villette dai giardini perfettamente tagliati, i due protagonisti Kat e Levi si accorgono della sparizione di alcuni bambini. Peccato che siano gli unici a rendersene conto, in quanto il mostro che li fa sparire ha lo straordinario potere di cancellarne l'esistenza anche dai ricordi di tutti coloro che li conoscevano, genitori, amici e insegnanti compresi. Purtroppo anche i due ragazzini diventeranno vittime del mostro, pur riuscendo a non venire rapiti, peccato che nessuno si ricordi di loro e perfino i loro genitori li cacciano di casa credendoli degli intrusi.
Sarà una loro anziana vicina di casa ad accoglierli e spiegar loro la situazione:
 "Le persone che pensano che il mondo sia stato fatto per loro hanno dimenticato com'era un tempo ... un posto selvaggio. [...] Un'epoca differente. Quando le notti erano oscure, e le foreste profonde e piene di quelli che voi chiamate mostri. Denti, becchi, zampe e artigli, veleno e tentacoli...
Era un epoca in cui l'intelletto doveva essere acuto e i sensi affinati. In cui gli istinti potevano essere attivati dalla minima brezza, e le persone sapevano di dover rispettare le ombre, temere le acque oscure, e che il ferro poteva essere usato contro gli spauracchi e i baubau.
E le persone erano astute. [...] Divennero tante. Divennero più audaci. Abbatterono le foreste, prosciugarono le paludi e bruciarono le giungle per fare spazio a case e strade. Sterminarono le bestie più terrificanti, e quelle che rimasero furono domate e ridotte a peluche viventi. Poi vennero le luci elettriche, che esiliarono le ombre sopravvissute, radunandole e relegandole ai margini della società.
Le giovani menti possono ancora avere paura delle ombre. Forse è una cosa istintiva, come se parte del cervello ricordasse quando l'oscurità era radicata più nel profondo.
Ma oggi le ombre non sono più così intense da rappresentare un vero pericolo, e i mostri sono spariti.
O... forse no. Nessuno si aspettava il Charun."
Una storia avventurosa, un po' spaventosa ma anche divertente e che fa riflettere, una storia sull'amicizia vera e sincera, che vede due ragazzini dover lottare da soli contro una schiera di terrificanti mostri per poter salvare un'intera cittadini e i suoi bambini. La presenza delle illustrazioni ne rendono adatta la lettura anche a quei bambini, a partire dagli 8/9 anni, un po' refrattari ai libri, soprattutto a quelli che hanno un debole per l'horror e le storie di paura. Le illustrazioni sono molto belle e amo il modo in cui sono stati ritratti i mostri, in modo sbarazzino, divertente ma anche abbastanza spaventoso e creepy.
 
Questo libro è stato edito originariamente nel 2020 dalla Houghton Mifflin Harcourt Publishing con il titolo "No place for monsters" ed è stato pubblicato nel 2022 dalle Edizioni Il Castoro; ha 384 pagine, una copertina flessibile, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 18 euro.

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lunedì 27 novembre 2023

Nightmares! Non spegnete quella luce di Jason Segel e Kirsten Miller

"Nightmares! Non spegnete quella luce" scritto da Jason Segel e Kirsten Miller, con le illustrazioni di Karl Kwasny, ha per protagonista il giovane Charlie Lair, un bambino che dovrà imparare ad affrontare le proprie paure se non vorrà mettere in pericolo l'intera città in cui vive.
 
Sopra: La copertina è molto attraente, sui toni del viola con quelle scritte bianche che spiccano sopra una casa dall'aspetto sinistro.
 
Charlie Laird ha dodici anni, sua madre è morta da tre e nel frattempo suo padre si è risposato con una donna che è una strega, o almeno questo è quello che sospetta il ragazzino, visto che la donna è proprietaria di un negozio di erboristeria. 
Come se non bastasse, Charlie ha dovuto trasferirsi nella lugubre villa di lei, una casa alta, molto antica e completamente dipinta di viola. Ed è lì che le creature hanno bussato per la prima volta alla porta della sua cameretta. Ma quello che Charlie non sa è che i problemi sono appena cominciati. Perché all'improvviso le creature che infestano le sue notti prendono a scivolare fuori dai sogni e a confondersi con la realtà. 
Vi è in particolare una strega (che assomiglia molto alla sua matrigna, pelle verde a parte) che minaccia di volersi mangiare Charlie e di rapire e mangiarsi anche il suo fratellino, il quale alla fine viene effettivamente preso dalla megera e portato nell'Oltremondo.
Il protagonista si lancerà così all'inseguimento della strega nel tentativo di liberare e salvare il fratellino; inizia così una serie ininterrotta di spaventose avventure che trascinerà Charlie sempre più in profondità nell'Oltremondo. Un viaggio straordinario che lo costringerà a guardare dritto negli occhi il suo incubo peggiore. Prima di poter tornare a casa, prima di sentirsi finalmente a casa.
 
 Sopra: Le pagine che segnano l'inizio della storia, a destra vediamo il titolo e gli autori, mentre a sinistra potete ammirare un'illustrazione in bianco e nero che ritrarre proprio la strana casa in cui vive il protagonista (che poi è anche quella che si vede in copertina a colori).
 
La storia è accompagnata dal
le illustrazioni in bianco e nero di Karl Kwasn, che possono essere sia a pagina intera che in mezzo ai testi. 
I personaggi sono rappresentati con un aspetto non troppo realistico ma piuttosto curato e dettagliato, e sono ritratti mentre svolgono azioni descritte nei testi come: prendere qualcosa dal frigo, infilarsi a dormire nel letto assieme al fratello, essere seduti in macchina ecc...
Alcuni disegni sono delle silhouettes, quindi figure di cui si vedono solo i bordi esterni poichè l'interno è colorato tutto di nero.
In generale le immagini sono piuttosto scure e cupe, con zone in ombra dipinte proprio di nero (talvolta i disegni sembrano anche perdere un po' di colore).

 

 
Sopra: Alcune delle illustrazioni in bianco e nero di Karl Kwasn presenti all'interno del libro, di cui la prima in alto a sinistra ci mostra la matrigna di Charli, quella destra Charlie assieme al fratello Jack, quella in basso a sinistra la casa di Babà Jaga e l'ultima il Buio.

"Nightmares! Non spegnete quella luce" scritto da Jason Segel e Kirsten Miller è un libro intrigante, che vede come protagonista Charlie, un ragazzino di 12 anni che ha perso la madre quando ne aveva 8. Il padre si è risposato da un anno con Charlotte, un erborista nonché proprietaria della più strana casa del paese. 
Charlie odia Charlotte, perché secondo lui suo padre l'ha sposata troppo presto, senza conoscerla abbastanza, sostituendo sua madre. Il ragazzo non fa segreto del fatto che non gli piace la sua matrigna, e si sente frustrato dal fatto che il padre e il fratellino non lo capiscano. Il suo umore è anche peggiore a causa della mancanza di sonno, sono mesi infatti che Charlie dorme male, eppure lui dorme tutte le sere, ma quando si addormenta fa degli orribili incubi che non gli permettono di risposare. Quello che il ragazzo non sa è che in realtà quando lui sogna entra nell'Oltremondo.
Diciamo che inizialmente Charlie non ha una carattere facile, è infatti arrabbiato e triste e questo lo porta a essere sgarbato, soprattutto con la matrigna, ma anche con il fratellino e il padre, e a volte anche con gli amici. Questi ultimi si preoccupano anche per lui, e della sua mancanza di sonno. In effetti una cosa che mi ha stupito all'inizio è di come nessuno degli adulti si preoccupi seriamente o decida di fare qualcosa riguardo al fatto che il ragazzino non riesce a dormire. Viene fatto capire chiaramente che la mancanza di sonno di Charlie è ormai ben visibile dal suo aspetto, oltre al fatto che il ragazzo anche a scuola non riesce a concentrarsi e rischia si addormentarsi spesso anche durante le lezioni. Eppure nessuno degli adulti sembra preoccupato dal fatto che questo infici la sua salute, o che influisca sul suo umore. Il padre a colazione nota che il figlio non dorme abbastanza, ma si limita semplice chiedergli se sia perché gioca troppo ai videogiochi di notte e quando Charli gli risponde negativamente (perché è la verità) il padre mette da parte la questione senza indagare oltre. Non so... la mancanza di sonno è una cosa seria e anche pericolosa, sia negli adulti e ancora di più nei bambini e Charlie fa fatica a dormire da ormai tre mesi, credo che il padre avrebbe dovuto un attimo approfondire la faccenda, così sembra che non si curi più di tanto del figlio maggiore.
"Charlie lanciò un'occhiata alla matrigna e stava per dirle di farsi i fatti suoi quando intervenne suo padre.
<<Quel è il problema, Charlie?>> gli chiese con gentilezza, anche se si percepiva l'esasperazione nella sua voce. <<Sei scontroso e cattivo e hai l'aria si uno che non dorme da settimane. Passi la notte a giocare con i videogiochi?>> [...]
<<No>> rispose. Non gli fece notare che la domanda era ridicola. I suoi videogiochi non erano mai usciti dagli scatoloni. Si infilò una forchetta si pancake in bocca. Sapeva di erba, ma si costrinse a masticare.
<<Sei sicuro?>> Suo padre non gli credeva. Non gli creda più ormai.
<<Lascialo in pace, caro>> disse Charlotte on una voce così leziosa e sdolcinata che a lui venne il voltastomaco."
Se la prima metà del libro è ambientata nel mondo normale l'altra è ambientata invece nell'Oltremondo, il luogo in cui vivono gli incubi. Qui Charlie dovrà affrontare le sue paure, ma non sarà solo: alcuni incubi lo aiuteranno, e poi troverà anche i suoi amici, anche loro perseguitati dalle loro paure mentre stanno sognando.
Un libro con una storia carina e originale, che consiglio dai 9/10 anni, accompagnata dalle illustrazioni di Karl Kwasny che sono carine e piacevoli da trovare mentre si sta leggendo. Un romanzo che sprona i lettori ad affrontare le loro paure e a tranquillizzarli riguardo i loro incubi, perché quelli dell'Oltremondo in fondo non sono tutti cattivi, fanno solamente il loro mestiere: spaventano per un po' le persone prima di lasciarle tornare alla loro vita reale, ma basta affrontarli per farli sparire. Nel libro ogni personaggio deve affrontare e sconfiggere la propria paura (di essere preso in giro, del buio, dei compiti in classe...), e il protagonista deve accettare la perdita della madre, per cui la storia cerca di parlare anche del superamento di un lutto.
 
Questo libro è stato edito originariamente nel 2014 dalla Delacorte Press (Random House Children's Books) con il titolo "Nightmares!" ed è stato pubblicato nel 2018 dalla  De Agostini; ha 411 pagine, una copertina rigida, misura 21,8 cm d'altezza e 14,8 cm di lunghezza e costa 14,90 euro.
 
In italiano è stato pubblicato solo questo volume, ma ho scoperto che in inglese questo è solo il primo di una trilogia, di cui gli altri titoli sono:
  • "NIGHTMARES: The stepwalker Tonic" (2015): Charlie Laird ha una vita da sogno:  Ha una matrigna strana che gestisce un erbario; vive in una villa viola con un portale per l'Oltremondo;  da quando sono fuggiti dall'Oltremondo, lui e i suoi migliori amici dormono come bambini.  Ma Charlie non riesce a scrollarsi di dosso la sensazione che qualcosa di strano sia in atto. L'erbario di Charlotte era uno dei negozi più frequentati di Cypress Creek. Ora il suo fedele seguito si sta dirigendo a Orville Falls per le loro pozioni a base di erbe. Ancora più strano, però, è che Orville Falls si riempie improvvisamente di . . . zombie? Almeno, sembrano sicuramente dei morti che camminano. Si dice che nessuno dorma a Orville Falls. E Charlie sa cosa significa. Le cose stanno diventando di nuovo strane.
  • "NIGHTMARES: The lost lullaby" (2016): Charlie Laird ha una brutta sensazione: c'è una nuova ragazza a scuola, e Charlie e i suoi amici l'hanno sicuramente vista prima; ha sentito strani rumori dopo il tramonto, il che non è mai un buon segno;  gli incubi sono tornati e sono più strani che mai. Da quando ha affrontato le sue paure, Charlie non aveva mai fatto così tanti brutti sogni. Ogni volta che si addormenta, si ritrova in un campo infernale, circondato da un gregge di inquietanti pecore nere. Non contano le pecore. Si rifiutano di saltare. In realtà non fanno molto. Ancora più strano però è che non è l’incubo di Charlie. In qualche modo è intrappolato nel brutto sogno di qualcun altro. Ed è abbastanza sicuro che i responsabili siano i gemelli ICK e INK. Charlie e i suoi amici pensavano di aver sconfitto i gemelli, ma sembra che non abbiano ancora finito il lavoro. Ora i WOOLLY NIGHTMARES si stanno avvicinando e INK è arrivato alla scuola elementare di Cypress Creek! Charlie è convinto che INK non abbia buone intenzioni. E se ha ragione, potrebbe passare molto tempo prima che i sogni di qualcuno tornino ad essere dolci.

Sopra: Le copertine inglesi (poiché in italiano è stato tradotto solo il primo titolo) della trilogia.

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