lunedì 18 settembre 2023

I misteri di Crampton Rock: La mano di ghiaccio di Chris Mould

"I misteri di Crampton Rock: La mano di ghiaccio" scritto e illustrato da Chris Mould (autore della forse più celebre trilogia di "Un bambino chiamato Natale") è il secondo volume della serie (che in realtà in italiano conta solo due titoli) di "I misteri di Crampton Rock". Il primo si intitolava "Il segreto dell'Ibis" ed era ambientato in estate, mentre questo è ambientato in inverno: "Crampton Rock sembrerebbe il posto ideale per trascorrere una lunga vacanza estiva, ma ce sempre qualcosa che va di traverso! Perché i cani hanno solo tre zampe? Davvero c'è un lupo mannaro a piede libero? E, soprattutto, cosa diavolo vogliono quei tre feroci pirati da Stanley Buggles?".
 
Sopra: Il secondo volume dedicato ai misteri di Crampton Rock ha lo sfondo azzurro essendo ambientato in inverno (il primo invece era ambientato in estate). In alto, all'interno di una pergamena rovinata, campeggia il titolo della serie, mentre più sotto, al centro si vede il protagonista e, più in basso ancora, uno degli antagonisti.
 
Stanley Bruggles è ritornato a Crampton Rock per le vacanze invernali, dove sei mesi prima aveva ereditato Candlestick Hall dal suo prozio: l'Ammiraglio Bartholomeuw Swift, ucciso da un lupo mannaro. A Candlestick Hall è conservato un luccio in una teca, al cui interno è nascosto l'Ibis, un talismano che in precedenza tre temibili pirati avevano provato a rubare durante l'estate. 
Peccato che nel momento in cui Stanley aveva toccato l'ibis "a tremila miglia da lì una grossa crepa si era aperta nel ghiaccio. Un mese dopo un primo sbuffo di fiato condensato filtrò nell'aria gelata. Qualcosa, da qualche parte, si era rianimato e stava lentamente tornando in vita. In poco tempo, l'entità avrebbe intrapreso il suo lungo viaggio verso sud dove, lo sentiva, era nascosto il suo tesoro perduto. Una mano gelida e scheletrica fremette di energia producendo un'altra crepa nella spessa lastra ghiacciata che gravava come una tomba. Una serie di brevi, secche vibrazioni ed ecco che con uno schianto, la morsa di ghiaccio esplose in una miriade di schegge. Il prigioniero i era liberato. Il suo corpo sussultò mentre la vita fluiva in lui, riempiendo il suo scheletro vuoto e conferendogli un aspetto tremendo."
Stanley dovrà a tutti i costi proteggere l'Ibis e fare in modo che i due pirati fantasma non se ne impossessino.
 
 Sopra: In alto la cartina presente a inizio volume, che rappresenta, mostrando ai lettori, Crampton Rock.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero di Chris Mould che sono solitamente collocate in mezzo ai testi, sebbene le loro dimensioni siano abbastanza grandi, tanto che a volte possono arrivare ad occupare anche metà pagina o quasi due pagine.
Sono disegni dai tratti sbarazzini ma comunque curate e ricche di dettagli, con uno stile che mi ricorda un po' quello di Chris Riddel, anche se Mould ritrae i suoi personaggi in modo più pittoresco e con delle proporzioni talvolta alquanto particolari. Il protagonista Stanley, ad esempio, ha un aspetto magro e allampanato, con un viso molto espressivo, la testa un po' allungata e gli occhi grandi a palla con due  semplici palline nere come pupille. Stanley tuttavia è quello che ha un aspetto tra i più normali, a differenza dell'Ammiraglio, che ha un corpo estremamente tozzo, di forma praticamente quadrata, su cui sopra poggia una testa (senza collo) dalla forma di una palla da rugby, dalle folte sopracciglia e le basette scompigliate.
I disegni servono a illustrare scene descritte nei testi, ma anche a mostrare al lettore l'aspetto dei vari personaggi, i quali sono tutti piuttosto pittoreschi e strampalati da ammirare. In certi casi comunque l'artista non ha disdegnato di rappresentare anche solamente ambienti, come baite innevate o stanze disordinate.
 



 Sopra: Alcune illustrazioni in bianco e nero realizzate da Mould per la storia, dallo stile curato, ricco di dettagli ma anche un po' sbarazzino.
 
"I misteri di Crampton Rock: La mano di ghiaccio" scritto e illustrato da Chris Mould è una bella avventura che vede il protagonista Stanley alle prese con due pirati fantasma risorti dalla tomba per impossessarsi del prezioso amuleto dell'Ibis (che a quanto pare ha il potere di riportate in "vita" i morti).
Come ho detto in realtà questo è il secondo volume, per cui vengono citati fatti ed eventi accaduti nel primo, ambientato in estate, per cui, anche se io non ho avuto particolari problemi a leggere prima questo secondo capitolo, consiglio ai giovani lettori (dagli 8 anni) di iniziare dal primo.
I personaggi buoni sono tutti piacevoli e abbastanza ben delineati, primo fra tutti il protagonista; la storia che si dipana in questo libro è piuttosto avvincente, ricca di cose ale fatti stravaganti ma intriganti: lucci impagliati che parlano, pirati fantasma che resuscitano dai ghiacci, il fantasma di un antenato che reclama la sua testa finita in fondo a un lago, un lupo mannaro fantasma ... 
Stanley però ha anche amici normali, come la giovane Daisy, una sua coetanea nipote di Mr Grouse, il custode del faro, che sarà di supporto al protagonista nell'affrontare una difficile situazione. Perché cercare di sconfiggere due spettri vendicativi non è una faccenda facile!
Le illustrazioni realizzate proprio dall'autore si intonano bene alla storia, pue essendo in bianco e nero, con il loro stile molto curato, un po' sbarazzino e accattivante aiutano i giovani nella lettura della storia, rendendola più piacevole anche visivamente.
Un'edizione bella e curata, dal prezzo anche piuttosto contenuto e una storia avvincente e accattivante.
Peccato che il finale faccia intendere che la storia avrebbe dovuto continuare almeno con un altro libro (la serie completa, in inglese ne conta in tutto sei) in quanto il volume termina con un cliffhanger, libro di cui però non c'è traccia in italiano.
 
Sopra: La copertina del precedente volume della serie, sulle tinte del rosso, dove in basso a destra sono mostrati i tre antagonisti.
 
Il volume è stato pubblicato originariamente nel 2007 dalla Hodder Children's Books col titolo di "Something wickedly weird: The icy hand". È stato poi edito in italiano nel 2009 dalla Nord-Sud Edizioni per la Salani Editore, è dotato di una copertina rigida, ha 180 pagine, misura 18,3 cm d'altezza e 13 cm di lunghezza e costa 10 euro. 
 
Nonostante in italiano siano stati tradotti solo i primi due volumi, in inglese la serie, che porta il titolo di "Something wickedly weird" (inizialmente ho fatto fatica a trovarla perchè il titolo italiano non corrispondeva a quello inglese),  è composta da ben 6 libri:
  1. "The wooden mile" (2007) o "The werewolf and the ibis" (2010): Crampton Rock è un tranquillo villaggio di pescatori su un'isola remota, accessibile solo con la bassa marea. Quando Stanley Buggles eredita la casa del suo prozio a Crampton Rock, sembra il luogo perfetto per una lunga vacanza estiva. Ma c'è sempre qualcosa che rovina tutto, non è vero? Qual è l'oscuro segreto del misterioso proprietario del negozio di dolciumi? Perché tutti i cani hanno tre zampe? Esiste davvero un lupo mannaro in libertà? E cosa vogliono dei vecchi bucanieri da Stanley?
  2. "The icy Hand" (2007) o "The ice pirates" (2010): Tutto sembra fresco e accogliente mentre Stanley Buggles si prepara per l'inverno. Ma qualcosa di malvagio è arrivato con il vento. Cosa vuole disperatamente dire a Stanley il fantasma senza testa? E chi sono i pirati mortali, che marciano attraverso l'imminente bufera di neve?
  3. "The silver casket" (2007) o "The buccaneer's bones" (2011): Ma Stanley ha risvegliato il mondo spettrale dei pirati morti da tempo e sepolti - e loro stanno andando a incontrarlo...
  4. "The darkling Curse" (2008) o "The curse of the wolfe" (2011) : L'isola di Crampton Rock è emersa dalla battaglia dei pirati. Ma qualcosa di molto più sinistro è in movimento... Che diritti ha la famiglia Darkling sulla casa di Stanley Buggles?
  5.  "The Smuggler's mine" (2008) o "The smuggler's secret" (2011): Stanley Buggles possiede la chiave della mappa dei contrabbandieri. Ma osa svelarne gli antichi segreti? Cosa accadrà se si avventurerà negli insidiosi tunnel? E chi lo segue...?
  6. "The treasure keepers" (2009) o "The golden labyrinth" (2011) : Con un lupo mannaro ancora in libertà, Stanley Buggles sa che Crampton Rock è in pericolo mortale. Chi affronterà il criminale fuggito che vaga per la brughiera selvaggia e ventosa? E come faranno i custodi del tesoro a proteggere la miniera d'oro dalla minaccia della pirateria...?
 
     

 

     
 
 

Sopra: Qui in alto potete vedere tutte le copertine delle varie edizioni che la Hodder Children's Books ha fatto di questa serie nel corso del tempo. In alto la prima edizione del 2007-2009, al centro quella del 2008-2010 edita dalla Roaring Brook Press, e infine quella in flessibile del 2010-2011, in cui i titoli del libri sono stati cambiati.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 15 settembre 2023

WILL MOOGLEY AGENZIA FANTASMI: Hotel a cinque spettri e Il re del brivido di Pierdomenico Baccalario

"Will Moogley: AGENZIA FANTASMI" è una serie per bambini/ragazzi scritta da Pierdomenico Baccalario (con le illustrazioni di Mattia Piana) che conta 7 volumi. Protagonista della serie è Will Moogley e la sua sbrindellata agenzia, la quale si occupa di...fantasmi: "cerchi uno spettro per infestare un castello? Hai bisogno di un'apparizione per fare colpo? Vuoi un Poltergeist per animare una festa? Una catena di alberghi vuole trasformare un vecchio maniero in un hotel per ricconi in cerca di brividi? L'Agenzia di collocamento per fantasmi Willard Moogley è quello che fa per te!" 
Oggi vi parlerò nello specifico di due titoli della serie: il primo "Hotel a cinque spettri" e il sesto "Il re del brivido".
  
  
 Sopra: Le copertine dei due volumi di cui vi parlerò in questo post, a sinistra il primo libro, dalla cornice rossa e in cui vediamo il protagonista dentro un hotel; a destra il sesto, con la corniche verde chiaro, dove compaiono il protagonista Will e il suo amico Tupper.
 
Will Moogley è un ragazzino (di età non meglio specificata, probabilmente frequenta le medie) rimasto orfano, il quale però non vive in un orfanotrofio, ma in un grande appartamento che ha ereditato dallo zio, assieme ad un'agenzia chiamata "Agenzia Fantasmi Moogley", di cui ha promesso di occuparsi. L'agenzia ha il compito di fornire ai clienti che lo richiedono dei fantasmi per qualsiasi tipo di occasione, solitamente spaventare qualche vicino o concorrente indesiderato.
Nel primo volume "Hotel a cinque spettri" tutto ha inizio durante un grigissimo pomeriggio d'autunno a New York. E ancor più grigio è l'umore di Will Moogley. Appena tornato a casa (bagnato fradicio), si è trascinato fino alla sua poltrona (sfondata) giusto in tempo per apprendere l'ennesima cattiva notizia: la sua scorta di crema ChocoSmash al triplo cioccolato è finita! È il K.O. definitivo. Per fortuna arriva il suo fedele amico Tupper a tirargli su il morale. Tra le mani stringe una copia del Corriere dello Spettro dove in prima pagina campeggia una notizia a caratteri cubitali: una famosa catena di alberghi vuole trasformare un vecchio castello fuori New York in un hotel a cinque stelle a tema fantasmatico per clienti ricconi in cerca di brividi e ha quindi indetto un concorso per trovare gli spettri giusti da assumere... Sembra un'ottima occasione per risollevare le sorti della sbrindellata Agenzia Fantasmi Moogley
Il sesto volume "Il re del brivido inizia anch'esso con un'atmosfera non proprio positiva: c'è infatti aria di crisi in casa Moogley: gli affari sono scarsi e sembra che nessuno abbia più bisogno dei fantasmi… Ma la colpa è della Mostri, Mostriciattoli & Co., la nuova agguerritissima agenzia che si è lanciata sul mercato dello spavento. La società, infatti, offre ai suoi clienti mostri di ogni tipo che tolgono lavoro ai fantasmi di una volta. Ma Will e il suo fedele assistente Tupper non hanno intenzione di arrendersi!
 
 Sopra: In queste pagine sono mostrati e presentati al lettore tutti i personaggi principali della saga. Queste pagine compaiono fin dal primo volume, sebbene presentino personaggi che compariranno solo più avanti, come la zia Maud e Frida.
 
I volumi sono accompagnati dai disegni in bianco e nero di Matteo Piana, che rispecchiano piuttosto bene l'ironia dei testi. Sono delle illustrazioni anche piuttosto dettagliate e ricche di particolari, soprattutto quelle a pagina intera o a doppia pagina, in cui vengono rappresentati con cura anche gli ambienti, i quali sono ricreati proprio come descritti nei testi. 
I personaggi e i fantasmi hanno un aspetto piuttosto dinoccolato, con mascelle spesso sporgenti, bocche larghe e corpi magri, braccia lunghe e secche. Il protagonista, in particolare, ha un aspetto un po' emo con i capelli neri lunghi sul davanti e il corpo alto, molto magro e allampanato; il che si intona bene al suo carattere spesso malinconico.
I disegni possono essere sia a pagina intera, che a doppia pagine oppure in mezzo ai testi, questi ultimi di solito servono a rappresentare un determinato personaggio e a mostrarlo al lettore (anche se comunque l'aspetto dei personaggi principali  viene mostrato già nelle prime pagine, dove vengono presentati al lettore). Le immagini comunque servono a mostrare scene descritte nei testi, con tanto di personaggi e ambientazioni, per aiutare i lettori nella lettura.
 


 
Sopra: Alcuni disegni in bianco e nero di Matteo Piana presenti nel primo e nel sesto volume, che rispecchiano piuttosto bene l'ironia dei testi. Sono delle illustrazioni anche piuttosto dettagliate e ricche di particolari, soprattutto quelle a pagina intera o a doppia pagina, in cui vengono rappresentati con cura anche gli ambienti.
 
"Hotel a cinque spettri" e "Il re del brivido" sono due libri adatti per i lettori a partire dagli 8/9 anni che vedono come protagonista Will Moogley, il proprietario di questa sgangherata agenzia di collocamento fantasmi. Nel primo volume in realtà le informazioni forniteci su Will e la sua agenzia non sono tantissime, ad esempio l'autore ci fa capire che Will possiede questa agenzia eredita dallo zio, il quale è morto da qualche tempo e ora vive alle Hawaii. Ci viene detto che Will è orfano e che non ha mai avuto dei genitori "e viveva in quella casa solo perchè aveva accettato di occuparsi dell'Agenzia Fantasmi di suo zio Alvin". Sebbene quindi venga fornita al lettore qualche informazione sul protagonista e la sua agenzia l'autore non ci presenta un quadro chiaro e completo della situazione, ad esempio parrebbe che Will non sia veramente imparentato con lo zio Alvis, ma che sia stato adottato da quest'ultimo; inoltre ogni tanto viene citata anche una certa insopportabile zia Maud, probabilmente la sorella di Alvin, ma dei genitori di Will non si fa mai menzione. Will vive da solo in un grande appartamento che funge anche da ufficio per l'agenzia, viene detto che a volte gli impiegati del centro assistenza sociali vengono a trovarlo "per parlare coi suoi genitori", ma la questione non è approfondita e quindi non si capisce bene di cosa si stia parlando e come mai un ragazzino minorenne viene lasciato vivere da solo in un appartamento e a gestire un'agenzia. Nel primo libro non si menziona mai neppure la scuola, per cui inizialmente non sappiamo se Will sia obbligato ad andarci o se la frequenta; nel sesto volume tuttavia viene accennato al fatto che effettivamente Will vada a scuola, anche se comunque non sembra avere molti amici. In effetti ha solo un amico: Tupper, un ragazzo simpatico, ingenuo e un po' imbranato ma che è sempre pronto ad aiutare il suo amico Will e a tirargli su il morale. Ah, e a quanto pare Tupper è anche un appassionato lettore della serie "Ulysses Moor", serie di libri che esiste veramente, edita dal 2004 al 2016, e che è stata scritta sempre da Baccalario e che attualmente conta 18 volumi. Nel primo libro dell'agenzia fantasmi viene infatti detto che Tupper trova al supermercato il sesto volume della serie, appena pubblicato.
Nel primo volume quindi ci vengono fornite alcune informazioni, ma non tutto viene spiegato, forse perchè alcune questioni verranno affrontate nei volumi successivi, sicuramente questo non è uno di quei libri in cui ci sono molti spiegoni. Ogni libro si concentra su un'avventura differente: nel primo l'agenzia vuole rimettersi nel giro degli affari grazie ad un Hotel che vuole lavorare con degli spettri, mentre nel sesto deve combattere contro degli agguerriti rivali che gli soffiano tutti i lavori.
Sono due volumi piuttosto carini e simpatici, che fanno dell'ironia il loro punto forte, presentando dei fantasmi in maniera tranquilla e divertente, con spettri che amano ballare al ritmo della musica metal piuttosto che mettersi a spaventare le persone, oppure che cercano di abbronzarsi sotto i raggi del sole delle Hawaii (lo zio Alvin vuole essere il primo fantasma ad abbronzarsi). A differenza che in altre storie con fantasmi, in cui questi sono rappresentati come spaventosi o amichevoli, in questo caso essi non sono per nulla paurosi ma non sono neppure propriamente amici del protagonista, in quanto vengono chiamati (o evocati) da lui solo in caso di necessità come dipendenti o alleati.
 
"Hotel a cinque spettri" è stato pubblicato nel 2008 mentre "Il re del brivido" nel 2010 dalla PIEMME Junior; hanno una copertina flessibile, hanno 160 pagine, misurano 21,5 cm d'altezza e 14,8 cm di lunghezza e il primo volume costa 9,90 mentre il sesto 11 euro. Nel 2019 hanno iniziato a ristampare la saga (arrivando però a quanto pare solo fino al quarto libro), cambiando il titolo del primo volume intitolandolo "Buon lavoro, Will Moogley!"
 
Ecco tutti i titoli compresi nella serie:
  1. "Hotel a cinque spettri" (2008)
  2. "Una famiglia ... da brivido!" (2008): Will e il suo amico Tupper sono alle prese con un caso insolito. Jerrold, uno spettro che da vivo faceva il guardiano notturno in un museo, ha un unico desiderio: riuscire finalmente a dormire! Ma neanche da fantasma il poveretto riesce ad avere un attimo di pace: la sua vecchia casa, infatti, è abitata dalla rumorosissima e insopportabile famiglia Clifford. Ecco quindi lo strano incarico che Will ha accettato: disinfestare la casa di un fantasma… dai vivi!
  3. "Il fantasma del grattacielo" (2008): Un fantasma sta infestando l'Empire State Building,il più celebre grattacielo di New York! L'unico che può farlo sloggiare è Will, il proprietario dell'Agenzia Fantasmi Willard Moogley. Will e il suo amico Tupper accettano subito l'incarico: è un'occasione d'oro per sperimentare una nuova trappola per fantasmi di loro invenzione, il Catafalco Fantastropico. Peccato che sul fantasma del grattacielo non abbia alcun effetto.Vuoi vedere che... c'è sotto qualcosa?
  4. "Anche i fantasmi tremano"(2009): A casa Moogley non c'è mai un attimo di pace!Nel cuore della notte arriva il fantasma della signora Turricane: suo fratello (fantasma pure lui, ovviamente) è scomparso. Nella soffitta che Turricane stava infestando, Will e il suo amico Tupper trovano uno strano liquido bluastro,la lyxospectrina, temibilissimo componente usato nelle Macchine risucchiaspiriti. C'è una sola spiegazione: in città è arrivato un acchiappafantasmi… Per l'Agenzia Moogley scatta l'emergenza!
  5. "Un mostro a sorpresa" (2009): Will è caduto in depressione: la sua amata Susan trascorrerà le vacanze estive nell'elegante località sciistica di Aspen, insieme allo spocchioso e insopportabile Rick Fullerton. Niente sembra sollevare il suo morale: né l'arrivo sul mercato di un nuovo snack ripieno della sua crema al cioccolato preferita, né le promesse di Zia Maud di essere meno bellicosa in futuro. A correre in suo aiuto è il fidatissimo Tupper che, in combutta con lo zio Alvin, organizza una finta missione: far cambiare aria all'abominevole mostro Yetus, portandolo in montagna. Will, Tupper, Yetus e l'amico Leo Miggins partono per Aspen, dove incontrano Rick e Susan. Sostenuto dal prezioso aiuto di Yetus, Will riesce a terrorizzare Rick sulle piste da sci e a mettersi in luce agli occhi della sua amata. Tutto sembra filare per il meglio, quando un vero e proprio fantasma fa una strana e inquietante apparizione..
  6. "Il re del brivido" (2010)
  7. "Terrore in casa Tupper" (2010): Will ha appena ricevuto una notizia bomba: il suo assistente sta per trasferirsi fuori Manhattan. Certo, Tupper è un impiastro totale, ma Will si rende conto all'improvviso che non può fare a meno del suo unico, fedele amico. Bisogna dunque convincere i genitori di Tupper ad abbandonare l'idea di traslocare in una villetta del New Jersey. E quale migliore mezzo di dissuasione dei fantasmi Fetontes l'Eterno Puzzone, l'inquietante Liquidonius e il temibile Rattila?

     

   

     
Sopra: In alto le copertine di tutti i libri della prima edizione del 2008-2010, in basso quelle dell'edizione più recente del 2019. In realtà la copertina del primo volume della nuova edizione non centra molto con la storia ed inoltre vediamo stranamente comparire Frida, personaggio che farà la sua apparizione solo nel quarto libro e che quindi nel primo non è proprio presente.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 13 settembre 2023

Poesie del camminare di Carlo Marconi e Serena Viola

"Poesie del camminare" scritto da Carlo Marconi e con le illustrazioni di Serena Viola è un albo dedicato alle poesie sul camminare, dove poesia e illustrazione dialogano costantemente, per restituire al lettore l’esperienza immersiva del cammino. Questo libro nasce come invito a intraprendere un viaggio, a cogliere ogni aspetto di quell’avventura che ci attende poco oltre la soglia di casa e che si chiama vita.
 
 
 Sopra: Una copertina dallo sfondo bianco, come le pagine del libro, su cui compare un'illustrazione di Serena Viola, dove spicca questo bambino vestito di rosso presente nell maggior parte dei disegni.
 
"Il cammino è un invito all'avventura che ci attende oltre la soglia di casa. È coraggio e scoperta sul sentiero, è conquista e stupore tra le foglie. Il cammino è poesia che si fa vita." Queste sono le parole che possiamo trovare sul retro della copertina di questo albo illustrato ricco di poesie e rime sul camminare.
In che senso poesie sul camminare? Sono poesie che hanno come tematica il muoversi, lo spostarsi, ma anche il crescere, il coraggio, l'affrontare il mondo e il futuro. In particolare all'interno troviamo rime dedicate ai passi, alla noia, all'uscire a fare quattro passi, alle pozzanghere, alla pazienza, al pellegrino, a Cappuccetto Rosso, agli animali che si potrebbero incontrare in un bosco, alla staffetta partigiana, alle rondini, al gioco della campana, al fare pace, alle impronte sulla spiaggia, al villaggio, ai confini, alla meta, ai modi di dire, alle scarpe...
Le poesie sono tutte molto belle e molto orecchiabili, anche grazie alle rime baciate (AA BB) o alternate  (AB AB) di cui sono composte, ma non per questo risultano banali o troppo semplici, in quanto, anche come tematiche, sono molto intriganti. Sono tutte poesie composte da tre strofe di cui le prime due di 4 versi e l'ultima di due.

Nel mezzo del cammino
Qualcuno, nel bel mezzo del cammino, 
si è accorto che la strada era sbagliata,
ha detto "torno indietro pian pianino"
ma la diritta via era sbarrata.

Dapprima ha visto un'orrida bestiaccia,
poi streghe, belve, diavoli ed un mostro,
creature sfigurate nella faccia,
barbacce nere fatte con l'inchiostro.

Se ti accorgessi che io mi allontano,
corrimi dietro e prendimi la mano.

Cappuccetto Rosso
Passeggio in mezzo al bosco senza fretta
da solo, senza dare confidenza;
a un tratto c'è qualcuno che fischietta:
mi fermo ad osservare con prudenza.

E' una bambina con un cestino in mano
ed una bella giacchettina addosso,
sorride e si avvicina piano piano,
poi dice: SONO CAPPUCCETTO ROSSO.

Sapete com'è andata la faccenda...
io che volevo solo far merenda!
 
Filastrocca della pazienza
La strada si fa passo dopo passo
la casa con mattone su mattone
di piume e molle è fatto il materasso
di note e di parole la canzone.

Colore e poi colore fa pittura
la primavera è fiore accanto a fiore
la zuppa ortaggi e spezie più verdura
la vita sono battiti del cuore.

Riprendere il cammino fa partenza:
le imprese sono fatte di pazienza.

Sopra: Le pagine dedicate lla poesia Filastrocca della pazienza, dove vediamo un bambino vestito di rosso mentre si allontana lungo un sentiero (che percepiamo ma effettivamente non vediamo) accompagnato da delle note.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Serena Viola, che hanno un aspetto piuttosto peculiare, in cui gli elementi da lei disegnati non sembrano aver bisogno di stare dentro delle linee, dei margini, dei confini precisi, ma sono "liberi". In molti casi gli elementi che compaiono sono più che altro degli schizzi, delle macchie di colore a cui è stata data una forma appena abbozzata. Nessuno di questi elementi tuttavia è presente sulla pagina casualmente, essi sono scelti accuratamente in base ai testi e alle parole scelti e adottati nella poesia che devono accompagnare: se in un'immagine c'è un bimbo in bicicletta è perchè nella poesia viene detto "Ti spiace pedalare un po' più piano?"; se nella pagina sono disegnate delle note è perchè nei testi viene detto "La strada si fa passo dopo passo / la casa con mattone su mattone [...] / di note e di parole la canzone"; o se compare un cavallo è perchè la poesia esordisce con "Viaggiano a cavallo della voce" ...
C'è comunque un elemento ricorrente in quasi tutti i disegni: un bambino vestito con una tutina e un cappuccio rosso, tinta che lo fa spiccare sempre all'interno di ogni illustrazione, poiché è lui il protagonista di queste poesie. Un personaggio dal valore simbolico che probabilmente rappresenta IL bambino, protagonista e destinatario di questi testi, anche se qualche volta viene ritratto assieme a un adulto (probabilmente un genitore o la figura di riferimento).
L'artista ha scelto di utilizzare dei colori intensi, vivaci, accesi e brillanti, scegliendo in particolare di vestire di rosso il bambino, in modo di catturare subito su di lui l'attenzione, mentre la vegetazione è dipinta di verde, altre due tinte che compaiono molto spesso sono poi il giallo e l'azzurro, e qualche volta pure il fucsia.
 


 
Sopra: Alcune illustrazioni di Serena Viola dai colori accesi, intensi e brillanti, in cui sono utilizzati in particolare il rosso (con cui viene sempre dipinto il bambino con il cappuccio), il verde, l'azzurro e il giallo.

"Poesie del camminare" scritto da Carlo Marconi e con le illustrazioni di Serena Viola è veramente una bella raccolta di poesie su un tema abbastanza particolare e sicuramente non banale, sebbene sia qualcosa per tutti noi familiare: il camminare. Camminare, passeggiare, correre, muoversi, spostarsi ... sono tutte azioni quotidiane, così familiari per noi e tanto di più per i bambini, azioni che l'autore è riuscito a declinare in 27 poesie che trattano, oltre al camminare, anche altre tematiche.
Tematiche sempre inerenti al camminare o ai passi, ma a volte anche più profonde e nascoste, talvolta anche con dei riferimenti a fiabe o classici della letteratura. Mi sono piaciute tantissimo le poesie dedicate ad esempio a Cappuccetto Rosso, raccontata dalla parte del lupo che voleva solo fare merenda, o quella (più sottile) ispirata invece a Dante e alla sua Divina Commedia di cui riprende esplicitamente alcune espressioni come: "nel bel mezzo del cammino" e "diritta via", e che diventa un monito del bambino ai genitori per dirlo di guidarlo lungo la crescita e che, se vedessero che si sta allontanando dalla parte sbagliata, di riaccompagnarlo su quella giusta.
Bella anche quella sui modi di dire riferiti al camminare, che gioca con le parole: "Per non rischiare di segnare il passo, / la soluzione è pronta lì a due passi: / occorre con tenacia stare al passo / e, se non basta, fare i propri passi. / Si può restare incerti sul da farsi / tra il passo falso e il passo dei giganti, / allora è sufficiente accontentarsi / di fare soltanto un passo avanti. / E se alla fine poi ci ripesassi / puoi ritornare sempre sui tuoi passi".
Ci sono anche poesie più metaforiche che accostano il camminare alla crescita e alla vita: "[...] Un ragazzino inventa e costruisce, / cammina, salta, si arrampica mai domo, / osserva allegro il mondo e si stupisce, / sa stringere la mano e adesso è un uomo", oppure dalla poesia "Il gioco della campana": "Sei piccolo per arrivare in fondo; sei grande, dopo il giro intorno al mondo". 
Le tematiche affrontate comunque sono molte, c'è ad esempio anche quella storica  sulla guerra in "Staffetta partigiana": "Parti e mi raccomando sii prudente, / nascondi sopra il cuore il tuo messaggio, / non ti fermare mai e non dire niente, / fa' di ogni passo un atto di coraggio. / Parti con la certezza che mentire / non è un oltraggio alla tua onestà / perchè qualche bugia si può anche dire / se ci si batte per la libertà. / Ricordati,staffetta partigiana: / più corri più la guerra si allontana".
Fiabe, classici, pace, pazienza, preghiera, crescita, sbucciature, confini, accoglienza, identità, ricordi, legami, ecc... tante tematiche su cui i lettori potranno soffermarsi a riflettere o anche solo gustarsi tramite le parole dell'autore, assieme alle illustrazioni piuttosto particolari di Serena Viola, dallo stile libero e molto colorato.
Delle poesie molto coinvolgenti, adatte a partire dai 4/5 anni, che scatenano varie emozioni e toccano varie corde e molteplici tematiche, su cui il lettore potrà fermarsi a riflettere oppure semplicemente rilassarsi nell'ascoltarle, in base anche alla propria età, anche se è sempre l'esperienza del bambino a mantenersi come fulcro dell'attenzione nella varie poesie (con le sue esperienze, i suoi ricordi, i suoi interessi, le sue curiosità, i suoi desideri, i suoi bisogni). A tale proposito l'unica eccezione è la poesia "Staffetta partigiana", che racconta appunto un fatto storico che difficilmente un bimbo potrebbe conoscere e porta a delle riflessioni (il fatto che a volte va bene mentire) che un piccolo difficilmente potrebbe capire.
 
Il libro è stato pubblicato nel 2022 dalla Lapis Edizoni; ha una copertina rigida, misura 23,7 cm d'altezza e 16,5 cm di lunghezza, ha 62 pagine e costa 14,15 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 11 settembre 2023

Sulle ali del Vento del Nord di George MacDonald

"Sulle ali del Vento del Nord" scritto da George MacDonald e illustrato da Jessie Willcox Smith, è il trentaduesimo libro della collana della RBA uscita in edicola e che si intitola : STORIE MERAVIGLIOSE. Una collana che riunisce classici "frutto di prestigiosi autori del calibro di Oscar Wilde, Lewis Carroll, Charles Dickens e William Shakespeare. Altri provengono dalla tradizione e sono stati magnificamente rielaborati dai fratelli Grimm, H. C. Andersen o Charles Perrault, ma tutti occupano un posto speciale nella tua memoria". Una collana dedicata all'infanzia insomma, ma che propone quei libri che sono rimasti nel cuore da bambini e che continuano a farsi amare e apprezzare anche dagli adulti.
 
Sopra: La copertina di questo volume della RBA è di colore viola e mostra scritte e decori dorati, in questo caso spicca in particolare l'immagine di Vento del Nord mentre tiene in braccio Diamond, raffigurata come una giovane e bella donna dai lunghi capelli.

Romanzo pubblicato a puntate nel 1868 sulla rivista per bambini Good Words for the Young e per la prima volta in forma di libro nel 1871. Quest’ultima versione, integrale, è quella proposta in questa curata edizione, con la traduzione di Valentina Ballardini su licenza della Raffaelli Editore (2011). Questa magica storia vede come protagonista il piccolo Diamond, un bambino di 5 anni figlio di un cocchiere, in effetti "suo padre, che faceva il cocchiere, l'aveva chiamato come il suo cavallo preferito, e sua madre non aveva avuto niente da ridire". Il bambino dorme nella soffitta, che funge anche da fienile, proprio sopra al vecchio Diamond, il cavallo preferito del padre, a cui il bimbo deve il suo nome.
Una sera il piccolo Diamond fa un incontro straordinario che cambierà la sua vita: incontra Vento del Nord, un antico spirito che si mostra al bambino sotto le sembianze di una giovane e bella donna dai lunghissimi capelli neri, capace di mutare le proprie dimensioni a piacimento, diventando a volte piccola come un insetto e altre volte gigantesca.
"[...] Diamond, rapito dalla sua immensa bellezza, restava a fissarla ammutolito mentre la meraviglia si mescolava alla fiducia, i capelli cominciarono a raccogliersi dall'oscurità e a ricaderle intorno, e il suo volto finì per spiccare in mezzo ad essi come una luna tra le nuvole. Erano i suoi occhi a emanare la luce che permetteva a Diamond di scorgere il volto e i capelli, tutto quel che vedeva di lei."
Vento del Nord porta infatti il piccolo a fare dei viaggi con lei, visitando città, una cattedrale, il mare e mostrandogli anche cosa c'è al di là del Vento del Nord.
Oltre alle sue scorribande con la fata Diamond dovrà fare i conti anche con le difficoltà della vita quotidiana, in particolare quando l'uomo per cui il padre lavora perderà le proprie ricchezze e sarà costretto a licenziare il padre del protagonista, che dovrà trovarsi un nuovo impiego per continuare a mantenere la propria famiglia.
 
 Sopra: Due pagine interne iniziali del volume  edito dalla RBA; notate come nella pagina a sinistra si veda un'illustrazione di Jessie Willcox Smith che rappresenta li bambino protagonista assieme a Vento del Nord, mentre in quella a destra vi sono i tipici decori che accompagnano i volumi di questa collana, in questo caso di colore viola, come richiamo alla copertina del volume.
 
Le illustrazioni provengono dal volume realizzato nel 1919 dalla casa editrice statunitense David McKay che si rivolse a una delle illustratrici per bambini più famose dell’epoca: l'artista statunitense Jessie Willcox Smith, una delle più importanti esponenti dell'epoca d'oro dell'illustrazione nordamericana, considerata da molti la più grande illustratrice di libri per l’infanzia.
I suoi disegni hanno un aspetto molto curato e piuttosto realistico nel caso degli esseri umani e degli animali, in particolare i cavalli.
Lo stile di questa artista si caratterizza inoltre per un'aria naif e colori molto caldi e pastellosi, dai toni intensi, anche se in questo caso dalle tonalità piuttosto scure, probabilmente visto che la maggior parte delle scene rappresentate si svolgono di notte (momento nel quale Vento del Nord viene a prendere Diamond e lo porta in giro). Tali immagini a pagina intera raffigurano personaggi e scene descritte nei testi e talvolta sono inserite all'interno di una cornice di foglie e sotto vi è una frase che fa riferimento al testo. La maggior parte delle tavole vede come protagonista Diamond, ritratto ad esempio seduto nel proprio letto nel pagliaio in soffitta, oppure lui assieme a Vento del Nord, oppure lui con il fratellino o con Diamond cavallo. Il protagonista delle immagini è sempre lui (non vedremo mai nessun adulto, escluso Vento del Nord, neache i genitori), e forse è per questo che, in particolare dai disegni di questo libro, emerge la prospettiva femminile dell'artista, che ritrae Diamond in modo molto dolce, espressivo e carino, con un aspetto piccino e adorabile.
Questa volta non sono presenti anche i disegni più piccoli e monocromatici (che riprendevano lo stesso colore della copertina), come è consuetudine dei libri di questa serie, e che di solito venivano collocati in mezzo ai testi.
 
 

 
 Sopra: Le illustrazioni di Jessie Willcox Smith hanno un aspetto molto curato e piuttosto realistico, con colori molto caldi e pastellosi, anche se questa volta si presentano su dei toni un po' più scuri. Come potete vedere nell'immagine centrale e in quella più in basso, i testi sono accompagnati anche da disegni monocromatici, in questo caso verdi come la copertina, anche piuttosto grandi e sempre molto curati e ricchi di particolari.
 
"Sulle ali del Vento del Nord" di George McDonald fu il primo libro per l'infanzia scritto da questo autore, che ha scritto anche "La principessa e i Goblin" e "La principessa e Curdie", altri due titoli usciti sempre per questa collana e che vi avevo già recensito.
In quest'opera seguiamo le vicende di DIamond un bambino molto buono e gentile che entra in contatto con una creatura soprannaturale: il Vento del Nord, una specie di fata, anche se in realtà di tratta di uno spirito antico di qualche migliaio di anni molto potente e di cui verso la fine scopriremo un'altra identità. Mi piace il modo in cui l'autore caratterizza e tratteggia questo Vento del Nord, in quanto la fa essere sia calma e amorevole che però anche potente e temibile. Vento del Nord infatti si prende cura di Diamond, ma gli fa subito capire che lei ha del lavoro dal fare, in cui lui non può interferire, come ad esempio affondare una nave anche a costo di far annegare diversi uomini, cosa che sorprende non poco il bambino:
"- Quindi davvero vuoi affondare la nave con l'altro braccio?
- Sì
- Non è da te
 -Come fai a saperlo?
- Facile, sei qui che ti prendi cura di un povero ragazzino con un braccio e con l'altro vorresti affondare una nave? Non piò essere da te.
- Ah! Ma chi sono io? Non possono esserci due me, giusto?
- No. Non si possono avere due me.
- E allora, quale me sono io?
- Devo pensarci. Sembra che ce ne siano due"
Vento del Nord d'altronde si prende sì cura di Diamond, ma non è certo una mamma chioccia: la prima volta che lo lascia venire con lei alla fine lo lascia da solo nel cortile di casa perchè Diamond ha perso troppo tempo e lei non poteva stare lì ad aspettarlo; un'altra volta Vento del Nord porta Diamond in una cattedrale e lo fa camminare su una scalinata che corre tutto attorno alla parte centrale della chiesa "lungo le cornici delle finestre del cleristorio  e attraverso le aperture delle parti che dividevano le finestre. Era molto stretto, e a parte quando attraversarono il muro, Diamond non vide niente che gli impedisse di cadere nella chiesa. Ai suoi piedi si apriva una sorta di grande golfo silenzioso scavato nella pietra...". Diamond ha paura di cadere, ma Vento del Nord lo sprona ad essere coraggioso e gli spiega che lei lo proteggerà, ma il bimbo non si sente sicuro. Ad un certo punto quindi lo spirito lo lascia e lo fa camminare da solo, soffiandogli semplicemente sul viso un alito di aria fresca che  sembra infondergli coraggio. Quando quest'ultimo la ritrova le chiede come mai lo abbia lasciato andare e lei gli risponde che voleva che camminasse da solo e che lei non potrebbe tenersi "stretta al cuore un piccolo codardo".
Per quanto riguarda invece il nostro piccolo protagonista, come ho gia detto egli è un bambino molto buono e gentile, e probabilmente è per questo che Vento del Nord ha deciso di rivelarsi a lui. È una sorta di "bambino angelo", di quelli che non fanno mai capricci, non si lamentano e si dimostrano sempre molto comprensivi, generosi e pazienti, più anche degli adulti. Un personaggio del genere, se non costruito attentamente, corre il rischio di risultare estremamente sdolcinato e finto, tando da diventare antipatico ben presto al lettore, fortunatamente questo non è il caso di Diamond che risulta piuttosto adorabile e mai troppo sdolcinato. C'è da dire che l'autore dimostra al lettore di essere consapevole che il comportamento di Diamond non è proprio del tutto normale per un bimbo della sua età, ma giustifica la cosa spiegando che lui è così perchè è stato al di là del Vento del Nord. L'autore quindi non fa finta e non pretende che tutti i bambini debbano comportarsi come Diamond, anche se quest'ultimo per l'autore è sicuramente un modello auspicabile da seguire (anche per gli adulti però). La sua gentilezza appare strana perfino ai colleghi cocchieri del padre, che inizialmente pensano che sia un po' scimunito, anche se poi lo prendono in simpatia e capiscono che in realtà Diamond è un bambino intelligente: "Visto che aveva sempre un'espressione dolce e tranquilla  e aveva negli occhi un sorriso sveglio o assonnato, e visto che non dava mai retta alle loro parole cattive e ai loro scherzi grossolani, all'inizio gli uomini dicevano che non c'era del tutto, Intendevano dire che era un po' ritardato, ma in realtà lui c'era molto di più di quanto loro sapessero vedere".
Oppure, in un'altra scena Diamond si ferma a parlare con un signore assieme ad una bambina che spazza le strade e quest'ultima: "Mentre parlava si diede dei colpetti con l'indice sulla tempia.
- Cosa intendi?- chiese il gentiluomo. Diamond lo guardava sorridente.
- I vetturini lo chiamano il bambino di Dio , - sussurrò. - Non c'è tutto, è un po' tocco."
In effetti il comportamento del bambino è forse anche fin troppo perfetto, ma la gente attorno a lui se ne rende conto, così come l'autore che definisce proprio Diamond "un messaggero di Dio, proprio come gli angeli mandati a combattere il diavolo con una spada fiammeggiante. Il diavolo con cui Diamond aveva a che fare in quel momento era l'infelicità, e la affrontò nel migliore dei modi". Dopo essere stato al di là del Vento del Nord il protagonista non è più quindi un semplice bambino, ma è diventato qualcosa di più, pur continuando a conservare la sua gentilezza, il suo buon animo e la sua ingenuità. Andare al di là del Vento del Nord lo ha cambiato, conferendogli una sorta di elevazione spirituale che lo ha portato a una perfetta serenità interiore.
D'altronde il protagonista è una nota estremamente positiva in un mondo ricco di avversità. Come riportato nell'introduzione: "Lo sguardo infantile del piccolo protagonista, Diamond, permette di contemplare la dura e a volte crudele realtà attraverso un prisma di profonda bellezza e bontà." 
Durante tutta la durata del libro infatti non manca mai uno sguardo verso il mondo reale, con le sue difficoltà e le sue sofferenze, lo stesso protagonista si ammala diverse volte, ad esempio quando è stato al di là del Vento del Nord scopriamo che Diamond è rimasto una settimana a letto incosciente con la febbre. Oppure, durante un'uscita con Vento del Nord, egli incontra una bambina che per vivere deve spazzare le strada ma che, se non torna a casa in tempo (e la sua casa è molto distante dal posto in cui deve lavorare), sua nonna la chiude fuori e la lascia all'aperto tutta la notte. Quando il padre di Diamond si ammala è il bambino che decide di mettersi lavorare e a guidare la carrozza al suo posto per mantenere la famiglia (fa quasi strano pensare come all'epoca fosse legittimo che un bambino lavorasse anche al posto della madre, la quale non poteva guidare la carrozza in quanto non sapeva farlo e poiché non era un lavoro da donne). Viene affrontato anche il problema della dipendenza da alcol (un collega del padre di Diamond è un ubriacone che sperpera soldi al bar e poi alla sera picchia la moglie), viene detto che il signor Coleman (il padrone del padre di Diamond) è diventato avaro e ha iniziato a fare speculazioni. Aleggia sempre poi il problema della fame e della povertà, di non poter provvedere ai propri bisogni primari, ed emerge sempre, anche se in modo spesso sottile, la presenza della morte. Lo stesso luogo che si trova al di là del Vento del Nord in realtà sembrerebbe essere una sorta di paradiso dove le persone che vi rimangono definitivamente sono in realtà decedute: un luogo con alberi, prati e un fiume, dove non si avverte mai la fame o la sete e dove si vive in uno stato di eterna serenità.
Il tono del libro comunque non diventa mai eccessivamente triste o depressivo (anche se vi avverto che il finale non è propriamente allegro, ma piuttosto malinconico), anche grazie al protagonista che cerca per tutto il tempo di fare del proprio meglio per tenere su il morale ai familiari e conoscenti. Molto interessante poi la figura del Vento del Nord, che fa vivere a Diamond incredibili avventure e gli permette di fare sorprendenti scoperte, aiutandolo a crescere anche interiormente e a diventare più maturo e saggio (infatti mi ricorda molto il personaggio della principessa bis bis nonna di Irene, già vista nei due libri scritti da MacDonald "La principessa e i goblin" e il suo seguito). In realtà questa presenza si mostra a Diamond in modo, per così dire, tangibile solo per il primo terzo del libro, per poi ricomparire "fisicamente" solo alla fine, mentre in altri casi Diamond pensa di percepirne la presenza ma non la vede effettivamente e non le parla direttamente.
L'autore scrisse questo volume avendo in mente come pubblico di riferimento proprio dei bambini, infatti nei testi compaiono abbastanza spesso delle filastrocche e delle rime. Attualmente ne consiglierei la lettura dai 9/10 anni, essendo il libro piuttosto lungo e provvisto di poche illustrazioni, oltre a trattare situazioni e realtà del passato non proprio allegre (un po' come in "Piccole donne", dove si parla ad esempio di povertà e di guerra).
Il volume è molto bello anche esteticamente, con le illustrazioni dell'artista statunitense Jessie Willcox Smith, dall'aspetto molto dolce, tenero, curato e piuttosto realistico, anche se dai colori spesso un po' scuri, probabilmente perchè molte scene sono ambientate di notte. Credo che sia un bene che abbiano inserito questo titolo all'interno di questa collana perchè è piuttosto difficile reperire questa storia in italiano (ho pure provato a rintracciare il titolo nella rete delle biblioteche vicentine, ma l'unico libro di Macdonald presente nel sistema è unicamente quello di "La principessa e i goblin"), in quanto le uniche edizioni che trovato in internet risalgono una al 2011, della Raffaelli Editore collana DROMOS (traduzione di Valentina Ballardini), e l'altra al 2012, della Auralia Edizioni (traduzione di L. Vignola), attualmente entrambe non sono più disponibili.

 
 Sopra: A sinistra l'edizione Raffaelli del 2011, da cui la RBA ha tratto la traduzione, a destra quella del 2012  della Auralia Edizioni.
 
Questo volume è stato ideato/registrato nel 2022 e stampato nel 2023 dalla RBA Italia; ha una copertina rigida, ha 426 pagine, misura 18,5 cm d'altezza e 13,6 cm di lunghezza e costa 12 euro.

Curiosità: Da bambina guardavo da mia nonna materna un film d'animazione che si chiamava "La leggenda del Vento del Nord" (1992), di cui ho scoperto che esiste pure un seguito intitolato "Il ritorno del Vento del Nord" del 1993. 
Inizialmente, quando ho preso questo libro, pensavo che avesse qualcosa ache fare con il cartone, invece ho scoperto che i film non c'entrano assolutamente nulla con il libro di MacDonald. in questi utimi il Vento del Nord è un'entità malvagia dalla voce maschile capace di prendere possesso dei corpi umani. Questa la trama del primo film: "Mossi da un solenne giuramento e sostenuti dalla forza della loro amicizia, gli intrepidi fratellini Anna e Leo e il piccolo indiano Watuna dovranno affrontare un'incredibile avventura tra antiche profezie, fantastiche traversate e balene dall'infinita simpatia per combattere contro il malvagio Atanasio che si è impossessato del misterioso Vento del Nord, mettendo così in pericolo la vita stessa delle balene". 
Questa invece la trama del seguito: "Grazie al coraggio dei fratellini Anna e Leo, del piccolo indiano Watuna e delle loro amiche balene il terribile Vento del Nord è stato sconfitto. Tuttavia, anche rinchiuso all'interno del Sacro Vaso, il Vento del Nord non intende rinunciare al suo potere e sotto le sembianze del malvagio Atanasio prepara la vendetta. Si mette così sulle tracce dei tre ragazzi, ma in loro soccorso arriverà "Acqua", la signora del mare... ".

 
Sopra: A sinistra la locandina del primo film a destra quella del secondo film i quali, nonostante citino il Vento del Nord, non c'entrano nulla con il personaggio di MacDonald.

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giovedì 7 settembre 2023

Filastrocche a bocca piena di Massimiliano Maiucchi e Giulia Forino

"Filastrocche a bocca piena" di Massimiliano Maiucchi e Giulia Forino è una piccola raccolta di filastrocche e rime dedicate al cibo, per giocare con le parole e con i suoni e per scoprire il piacere di mangiare divertendosi.
 
Sopra: Sulla copertina dalla forma quadrata e dallos fondo blu compaiono i disegni di alcuni cibi e posate.
 
Come spiegavo anche sopra questa è una piccola raccolta di poesie e rime a tema cibo che contiene 14 filastrocche che trattano i seguenti argomenti: la colazione degli animali di una fattoria, la spesa fatta al mercato di Val Melaina, la storia di una bambina di nome Elisabetta che manga cioccolata, un bambino di nome Ugo alle prese con un pentolino pieno di sugo, la tavola apparecchiata per il pranzo, la polenta, la torta di mele, sull'educazione a tavola, una bambina di nome Donatella che per merenda decide di farsi un panino, la torta, la pasta, le fish and chips, crocchette e supplì.
Le filastrocche sono intervallate anche da alcune pagine a quadretti bianche in cui il lettore può scrivere una propria ricetta per la colazione, per il pranzo, per merenda e per la cena.
Alcune filastrocche sono molto brevi (di soli 4 versi), contenute in una sola facciata, mentre altre sono un po' più lunghe e ampliate, arrivando anche a 27 versi. Tutte le poesie comunque sono carine e molto orecchiabili, grazie alle rime baciate (AA BB) di cui sono composte la maggior parte delle filastrocche.

Un pranzo da favola
Si dice spesso che "il mare  una tavola!"
tutti seduti inventiamo una favola.

C'era una volta:
forchetta, coltello, e cucchiaio.
Erano cuoca, capitano e marinaio,
di una brachetta di coccio assai bella
che aveva la forma di una scodella.
 
[...]
 
Quando ad un tratto dal mare è arrivata
come una pentola la nave pirata.
La giovane cuoca e il capitano
pronti a combattere mi saltano in mano.
 
L'attacco è dall'alto:
<<Ma è minestrone!>>.
La barca è stracolma
<<Che gran confusione!>>.
Forchetta sviene, interviene cucchiaio,
che in quattro bocconi ci salva dal guaio.
 
Il nemico è sconfitto, la barca è ormai vuota,
resta sul fondo...
patata e carota.
Torna un gabbiano nel cielo giocondo,
continua la storia: è arrivato il secondo.
 
La torta
 Filastrocca dolce e corta,
filastrocca della torta.
Ad ognuno andrà una fetta
da gustare in tutta fretta
e le briciole su piatto
le daremo a un vecchio gatto.
È una torta assai squisita,
ma purtroppo è già finita.
Aspettando il suo ritorno,
nonna intanto accende il forno
e riempie la sua bocca
con un'altra filastrocca.
 
 Sopra: A sinistra la fine della filastrocca sulla frutta (che sta diventando troppo matura), mentre nella pagina a destra l'inizio della filastrocca delle torta.
 
I testi delle poesie sono accompagnati dalla simpatiche, sbarazzine e buffe  (con questi personaggi dalle teste grandi e tonde, gli occhi a palla, i nasi e le bocche grandi, che arrivano da occhio ad occhio) illustrazioni di Giulia Forino, le quali ritraggono quanto viene narrato nei testi, mostrando personaggi sia umani che animali intenti a compiere delle azioni che nella maggior parte dei casi hanno a che fare col cibo: un maiale che mangia, una bambina che corre a tutta birra dopo aver mangiato la cioccolata, un'altra bambina che prende delle fette di torta, un bambino che intinge del pane dentro il sugo, un'altro che mangia il minestrone, la nonna che inforna una torta, una pentola di acqua che bolle...
Una particolarità delle immagini contenute in questo libro è che alcune sembrano essere come dei negativi, in questi disegni lo sfondo è sempre tutto azzurro, mentre le linee con cui sono tracciati gli elementi del disegno sono bianche. Solitamente queste immagini di alternato a quelle più "normali" a colori, che presentano invece uno sfondo marroncino, personaggi dalla pelle bianca, le guance rosse, vestiti e utensili colorati con colori chiari e brillanti (in particolare verde e azzurro, ma non mancano nemmeno il giallo e il rosso, utilizzati soprattutto per i cibi).



Sopra: Le illustrazioni della Forino hanno uno stile simpatico e buffo; come potete vedere una particolari di questi disegni è il fatto che le immagini delle pagine a sinistra sono come in negativo, con disegni tracciati con linee bianche su sfondi azzurri, mentre i disegni sulla destra sono a colori.
 
"Filastrocche a bocca piena" di Massimiliano Maiucchi è una raccolta carina di filastrocche riguardanti il cibo, argomento piuttosto gettonato per i libri di poesie, in quanto anche i seguenti titoli sono tutte raccolte di rime a tema cibo: "Filastrocche da bere" e "Filastrocche da assaggiare" di Olivia Cauzzo, "Non piangere, cipolla" di Roberto Piumini, "Filastrocche da sgranocchiare" e "Filastrocche per diventare belli" di Corinne Albaute.
Le illustrazioni di Giulia Forino che accompagnano le poesie sono carine, buffe, dall'aspetto sbarazzino che risulterà sicuramente simpatico ai bambini.
Una piccola raccolta di rime a tema cibo, che si focalizza non tanto sulle singole pietanze, come accaduto in altre raccolte similari, ma anche sui momenti di convivialità (come lo stare a tavola, sul mangiare o sul fare la spesa) oppure, quando parla dei cibi, lo fa in modo divertente e fantasioso, inventandosi ad esempio battaglie con pirati, bambine che rubano fette di torta o animali che devono fare colazione.
 
Il volume è stato pubblicato nel 2009 dalla Sinnnos, è dotato di una copertina flessibile, ha 64 pagine, misura 14,5 cm d'altezza e 14,5 cm di lunghezza e costa 9 euro . 
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 4 settembre 2023

The Usborne Rhyming Alphabet di Felicity Brooks e Gareth Lucas

"The Usborne Rhyming Alphabet" di Felicity Brooks e Gareth Lucas è un abecedario in rima (sì un altro), stavolta però in inglese e così simpatico che non potevo non parlarvene.
 
 Sopra: Sulla copertina di un vivace sfondo di colore giallo spicca un grande orso blu in sella a una bici rossa, intento a parlare con due topolini.
 
Tutto ha inizio con due topini che vogliono scrivere e illustrare un abecedario: "When two little mice were designing this book, / they invited their friends to pop by for a look. / The friends weren't so happy with what had been done, but had lots of ideas to make it more fun...".
I due topi decidono di chiedere consiglio ai propri amici, i quali però non si mostrano molto d'accordo con le idee proposte dai topi e forniscono a questi ultimi altri suggerimenti di parole da poter scegliere, perchè quelle dei tue autori sono sì carine, ma spesso banali, per cui gli amici (che come i due autori topi sono anche loro tutti animali) finiscono per suggerirgli nomi di animali più esotici e particolari.
Vi sono quindi dei continui dialoghi tra i topi e i lor amici animali, tutti in rima. Solitamente ad ogni lettera è dedicata una facciata, che contiene una poesia di 8 versi divisa in due strofe. Ogni filastrocca si apre con un topo che presenta la lettera e la parola e si chiude con l'altro compare topo che fa qualche commento riguardo alle idee espresse dagli amici tipo: Va bene!, Potremmo considerarlo, Non riesco a decidere, Eccellente...
 
A is for Apple
"Oh no, NOT an apple!"
young Alpaca said.
"My name's got THREE As.
You could use ME instead."
 
"But mine starts with TWO As.
I've ALSO got three,"
old Aardvark announced.
"So, please, could it be me?"
 
oppure
 
D is for Dog
 "That dog is DELIGHTFUL!
I like what you've done!
But don't you think "Dinosaur"
seem much more fun? 
 
"But don't discount
"Dragon", or "Donkey"
or "Deer" We're all
DARING and DASHING. 
We'd do so well there!". 
 
Sopra: Le prime pagine dell'abecedario si aprono ovviamente con le lettere A e B, di cui per la prima vengono suggerite le parole "Alpaca" e Aardvark", mentre per la B "Bear" e "Bee".
 
Le illustrazioni di Gareth Lucas sono fondamentali ai testi, essendo questo libro proprio un albo illustrato, in cui c'è quindi una stretta interazione tra parole e immagini. Siccome la maggior parte dei testi sono in realtà dei dialoghi, le illustrazioni sono indispensabili per far capire ai lettori chi sta parlando e, soprattutto, che animale sta entrando in scena. I disegni sono infatti fondamentali anche per mostrare ai lettori di quali animali si sta parlando, e questa cosa vale sia per i madrelingua che, ovviamente in misura ancora maggiore, per gli stranieri (nel nostro caso italiani). 
Poichè il libro tratta e presenta anche diversi animali piuttosto particolari e poco conosciuti è un bene anche per i lettori madrelingua che essi siano rappresentati, poiché magari, specialmente i più piccoli, non è detto che li conoscano tutti, anche perchè alcuni sono davvero ricercati come: il Vicuna (un parente del lama e dell'alpaca), il tarsius, il narvalo, la rana xenopo o il cane Xolo (il cane nudo messicano, il cui nome completo sarebbe Xoloitzcuintle), o l'Umbrella bird ecc...
Se questo vale per i lettori madrelingua la presenza dei disegni risulta ancora più utile per i lettori non madrelingua, che così avranno la possibilità di riconoscere gli animali che già conoscono in italiano attraverso le immagini, inoltre potranno anche loro imparare il nome di qualche nuova creatura.Per la scuola la cosa si rivelerà ancora più efficace in quanto alcuni nomi di animali saranno già stati acquisiti negli anni precedenti (come quelli degli animali domestici tipo cane e gatto, di quelli della fattoria come asino o capra, e quelli selvatici del bosco o della savana come leone, zebra, cervo, orso ecc..) e questi testi daranno loro l'opportunità di impararne qualcuno di nuovo (alcuni dei nomi più particolari in realtà si dicono uguali, o comunque molto simili, anche in italiano, tipo: xenopo, Xolo, vicuna, tarsius...).
I personaggi sono rappresentati in modo abbastanza realistico ma non troppo, in quanto lo stile dell'artista rimane abbastanza sbarazzino e un po' stilizzato, creando animali che risultano subito molto simpatici (anche grazie ai colori vividi, intensi, accesi e brillanti) ed espressivi, il che è importante in quando nel breve periodo in cui questi parlano lo fanno comunicando sempre qualche emozione: c'è chi si mostra arrabbiato, seccato, annoiato, sorpreso, entusiasta, felice, intrigato, curioso, collaborativo, festaiolo, soddisfatto, fiero...
 


 Sopra: Alcune pagine che trattano le lettere C e D, E e F, T e U che ci mostrano sempre i due topini che introducono la lettera e fanno un commento alla fine, mentre vari animali suggeriscono loro varie alternative alla loro proposta iniziale.
 
"The Usborne Rhyming Alphabet" di Felicity Brooks è un libro illustrato che ho trovato fin da subito molto bello e divertente, in quanto presenta un'idea semplice ma a suo modo geniale e molto efficace, che può piacere sia ai bambini madrelingua inglese (a partire dai 4/5 anni) e a quelli italiani (a partire dagli 8 anni). Per questi ultimi secondo me i testi possono essere proposti in quarta o quinta primaria dall'insegnante per introdurre o ripassare le lettere dell'alfabeto (che sono, assieme allo spelling, programma di terza o quarta) e anche gli animali, ripassandone alcuni di già affrontati ma anche proponendone di nuovi, dai nomi anche un po' particolari e bizzarri.
I testi funzionano molto bene per vari motivi: primo fra tutti le rime, che donano un ritmo accattivante e li rendono molto orecchiabili ed espressivi; poi vi è anche la presenza di alcune allitterazioni, che solitamente vengono pure messe in risalto attraverso una scrittura in maiuscolo (ottime anche per far allenare la pronuncia e l'ascolto); la struttura ciclica, che si ripete regolarmente (topo che presenta la lettera, animali che suggeriscono altro e topo che fa un commento finale), rende i testi di più facile approccio e familiari.
Le illustrazioni di Gareth Lucas sono essenziali per i testi, in quanto servono a mostrare ai lettori l'aspetto dei vari animali e far anche capire loro quale personaggio sta parlando in quel momento. I personaggi sono rappresentati in modo abbastanza realistico ma non troppo, in quanto lo stile dell'artista rimane abbastanza sbarazzino e un po' stilizzato, creando animali che risultano subito molto simpatici (anche grazie ai colori vividi, intensi, accesi e brillanti) ed espressivi, il che è importante in quando nel breve periodo in cui questi parlano lo fanno comunicando sempre qualche emozione.
Un abecedario in rima molto simpatico e divertente, che propone un'idea semplice ma diversa dal solito e molto efficace con i bambini, che può essere loro utile anche per imparare parole nuove (sia per i madrelingua che per gli italiani), alcune anche piuttosto particolari come "Alpaca", "Aarvark" (armadillo), "Deer" (cervo), "Eel" (anguilla), "Flamingo" (fenicottero), "iguana", "Koala", "Kangaroo", "Lemur", "Lama, "Mole" (talpa), "Manatee" (lamantino), "Meercat" (suricato), "Magpies" (gazze), "Moth" (falena), "Moose" (alce), "Narwhal" (narvalo), "Ostric" (struzzo), "Otter" (lontra), "Puffin" (pulcinella di mare), "Pike" (luccio), "Quail" (quaglia), "Quetzal", "Racoon" (procione), "Torsier", "Toad" (rospo), "Umbrella bird", "Vicuna","Wren" (scricciolo), "Walrus" (tricheco), "Xenopus frog", "Xolo dog"... Tale varietà di nomi, alcuni anche molto particolari, mi fa ricordare un altro abecedario illustrato sugli animali, che conteneva anch'esso dei nomi di bestie molto particolari, tra cui il lemure, la rana Xenopo o lo Yak: "Filastrocche a quattro zampe" di Eleonora Pace.
Un libro bello e divertente che dà la possibilità ai bambini (ma anche agli adulti) di imparare qualche nuovo nome di animale, sia che si tratti di lettori madrelingua che di stranieri. Anche il finale è perfetto: dopo tutta una serie di amici che vogliono far cambiare ai due topolini i nomi con cui inizia ciascuna lettera, si arriva alla fine alla Z, che sta per Zebra. In effetti arriva proprio la Zebra, la quale non può che essere soddisfatta della scelta fatta esclamando: "Zebra is the best", e adoro il fatto che nell'ultima pagina si vedano i due topolini che si dicono: "<<Back to the drawing board, Mo!">> <<At least we can keep "Zebra">>" (Torniamo alla tavola da disegno. Almeno possiamo tenere "zebra"). Alla fine il libro si chiude con una domanda rivolta al lettore: "But if you made this book, / which words would you choose", per cui gli autori è come se passassero la palla ai lettori, il che può essere un ottimo spunto per proporre qualche attività in classe o per stimolare la fantasia e le conoscenze dei bambini (come ad esempio il vocabolario, in particolare quello sui nomi di animale).
 
Il libro è stato pubblicato nel 2022 dalla Usborne; ha una copertina rigida, misura 29,5 cm d'altezza e 24,5 cm di lunghezza, ha 32 pagine e costa 9,99$ (io l'ho pagato 11,95 euro).
 
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