Dopo l'edizione di "Frankenstein" di Mary Shelley, in questa edizione illustrata da
Marco Calvi, torno a parlarvi di un'altra nuova uscita delle Edizioni Rebelle, sempre goticheggiante, ma stavolta a tema vampiresco: "Il museo dei vampiri" scritta da Gabriella Giliberti e con le illustrazioni di Lisa Merletti.
Sopra: Un copertina molto bella ed elegante, sui toni del viola e del nero e sui cui spicca l'immagine della Curatrice nella sua bara, in attesa di essere risvegliata per farci iniziare il nostro viaggio nel suo Museo.
Il museo dei vampiri reinventa il mito del vampiro: invece di una
semplice enciclopedia, il lettore viene guidato in prima persona dalla
vampira-narratrice, che commenta con ironia e malinconia leggende, casi
storici e trasformazioni letterarie e cinematografiche.
Ecco come accoglie noi lettori: "<<Benvenuto in casa mia. Entrate pure... e lasciate un po' della felicità che recate.>> o almeno così diceva un vecchio conte, con una passione per le entrate teatrali.
Suona vetusto, lo so. Però capiscimi, quando vivi abbastanza a lungo da vedere i nomi delle strade e le mode del terrore rinnovarsi, impari a conoscere ciò che resiste alle pieghe del tempo. Certe citazioni, ad esempio, come le creature notturne si consumano, si trasformano, ma restano in piedi. Oggigiorno si urla al grande ritorno del mostro, ma mi domando se ce ne siamo mai davvero andati. In ogni caso, non temere, l'invito tra le tue mani non è una maledizione... [...]
Perciò ti sto invitando.
Oh, che sciocca! Saltando tra discorsi sconclusionati, ancora non ti ho rivelato il mio nome. Col tempo ne ho collezionati molti. Alcuni li ho indossati come abiti per non dare nell'occhio; altri mi sono stati cuciti addosso con la fretta con cui i mortali etichettano ciò di cui hanno timore perchè sconosciuto. Ma tu chiamami pure Curatrice.
Curatrice di una casa-museo, di un archivio vivente. Curatrice - e qui ti sorrido- di un certo tipo di appetito, perchè la fame, cher, è un'educazione severa: ti insegna a scegliere, a conservare. Impone regole d'eleganza, se ci tieni abbastanza a non spaventare i tuoi ospiti.
Se non la riempi con qualcosa di più interessante del semplice sopravvivere, l'eternità è una prigione di noia. [...]
L'immortalità ricorda un salone troppo grande, se non lo arredi con un senso, non ti resterà altro che l'eco dei tuoi passi. Per scongiurare questo epilogo, ho iniziato a studiare me stessa attraverso la storia che i secoli ci hanno ricamato addosso. Ho seguito piste e dicerie con ostinazione e piacere, con quella punta di crudeltà degli studiosi quando la verità non vuole farsi afferrare. [...]
Questa casa è il risultato di quel viaggio. Ogni stanza è un periodo, il deposito di miti accatastati gli uni sugli altri, dove i confini della realtà si intrecciano a quelli del folcklore. Troverai appunti, quadri, bozzetti, reliquie. Li ho raccolti io stessa, sì. Strappati alla polvere, ai roghi, alle mani sbagliate."
Dal Medioevo
fino ai vampiri pop contemporanei, ogni “stanza” del libro racconta un
aspetto diverso: le origini mitologiche, le superstizioni e le epidemie, i
grandi personaggi storici, i vampiri del mondo e quelli romantici della
letteratura, fino al cinema e alla TV. La protagonista, parzialmente
inaffidabile ma irresistibile, invita il lettore a esplorare cripte,
biblioteche e villaggi infestati, smentendo cliché e interpretazioni
umane e lasciando filtrare il fascino e la solitudine eterna della sua
specie. Con un tono gotico, ironico e malinconico, il libro unisce
rigore divulgativo e piacere narrativo, trasformando il mito in
un'esperienza immersiva e visivamente straordinaria
Sopra: Le prime pagine in cui a destra veniamo accolti nell'anticamera, mentre a sinistra vediamo un ritratto della Curatrice, la vampira che ci accompagnerà durante la lettura per illustrarci tutti i segreti dei Vampiri.
Per questa edizione i testi sono
accompagnati dalle illustrazioni di Lisa Merletti, che sono veramente molto belle in quanto questa artista possiede
uno stile
dettagliato, dai tratti delicati, raffinati ed eleganti, dalle
suggestioni vittoriane e gotiche, in cui è
possibili notare anche una leggera influenza dal genere dei manga.
In passato aveva già illustrato anche altre opere per le Edizioni Rebelle, tra cui "Beatrice Cenci: La storia, la tortura, l'esecuzione" di Alexandre Dumas e "La ragazza invisibile" di Mary Shelley.
Nel
testo ci sono disegni sia a pagina intera che a doppia pagina,
oppure inseriti in mezzo ai testi. La maggior parte rappresentano dei
personaggi menzionati nel libro, come la Curatrice ma, soprattutto tutti i vari vampiri di cui quest'ultima ci spiega l'esistenza. Tra i personaggi ritratti troviamo ad esempio antenati famosi come Ruthven (protagonista del "Vampiro" di Polidori), Carmilla, il conte Dracula, ma non mancano anche rappresentazioni di vampiri più antichi, provenienti spesso da varie parti del mondo. Abbiamo poi perfino rappresentazioni di vampiri cinematografici, tra cui lo stesso Dracula, in varie versioni, ma anche i vampiri di Twilight o di Buffy.Grazie al proprio stile l'artista riesce a rende questi vampiri allo stesso tempo spaventosi e inquietanti (alcuni addirittura mostruosi) ma anche belli e sensuali
Oltre ai personaggi spesso vengono ritratti anche oggetti, ovviamente sempre legati ai vampiri in un modo o nell'altro: abbiamo così paletti di biancospino, pietre che venivano inserite nella bocca dei defunti, ampolle di acqua benedetta, tinozze piene di sangue, lampade ad olio, ritagli di giornali, ecc...
In ogni caso
comunque c'è sempre un certo focus sui personaggi, in quanto gli sfondi e
gli ambienti, anche quando presenti, non sono mai molto dettagliati o
particolari, spesso si fanno anche fatica a intravedere.
Alcune
immagini sono a
colori, anche se Merletti ha scelto comunque delle tinte dai toni delicati,
quasi scoloriti a volte, spenti e desaturati, che
quindi non risultano mai troppo brillanti o accesi, anche se talvolta possono essere stese con intensità, soprattutto in alcune zone. La pelle delle
persone, ad esempio, è di un rosa molto pallido, quasi
bianco, che risalta in confronto agli sfondi scuri dei fondali.
Oltre a non usare tonalità particolarmente
brillanti o vivaci anche la scelta delle tinte è piuttosto limitata, in
particolare al nero, al bianco, al blu, al marrone, al rosso (che rimane comunque un rosso scuro, non brillante).
Sono presenti anche dei disegni in bianco e nero, in cui però è solitamente il nero a prevalere, tanto che l'interno delle figure è tinto di nero mentre sono le linee delle figure a essere tracciate col bianco, probabilmente per creare un effetto maggiormente oscuro e drammatico.
Le illustrazioni accompagnano i testi arricchendoli e sono imprescindibili da essi in quanto legati da uno stretto legame. Ad esempio quando la Curatrice cita e invita il suo accompagnatore (e noi lettori) a osservare alcuni ritratti di antenati oppure specchi che riflettono i vampiri del cinema lo fa rivolgendosi alle illustrazioni presenti nel libro, le quali possono anche essere accompagnate da qualche spiegazione, ma rimangono comunque imprescindibili per la corretta e piena comprensione di ciò che la Curatrice vuole mostrarci.




Sopra: Alcune illustrazioni interne di Lisa Merletti, dai colori spenti e desaturati, che mostrano varie stanze del Museo come: la sala delle Metamorfosi, quella delle Epidemie e delle Superstizioni, delle Carte dal Mondo e dalla Biblioteca dei Romantici (l'immagine in basso a sinistra raffigura proprio Carmilla e Laura).
"Il museo dei vampiri" di Gabriella Giliberti e Loputyn è un volume molto bello dedicati ai Vampiri, che impareremo a conoscere abbastanza a fondo grazie alla nostra guida: la Curatrice, una vampira che ha deciso di rendere la propria dimora un museo dove dedicare ogni stanza a una certa epoca e ad un certo aspetto di queste creature. Come lei stessa ricorda al suo lettore/visitatore: "Tutto ciò l'ho chiamato museo con fare presuntuoso, ma non lasciarti ingannare dalla parola. Un museo di solito dorme. Questa casa no. Prima di continuare, lasciami essere chiara: non esiste un solo vampiro o un unico termine rappresentativo. Esistono famiglie, vizi, genealogie, superstizioni. Differenze sottili ed abissali. Dialetti del sangue; modi diversi di volere, predare, amare e sopravvivere. Esistono bugie che abbiamo tessuto talmente bene da restarci incastrati.
Forse ti aspetti un mostro con un volto preciso. Io ti offrirò una mappa piena di variazioni, in quanto il vampiro, più che una creatura, è una lente. Cambia forma a seconda di chi lo guarda e di cosa non vuole ammettere. A volte è coraggio, altre aristocrazia. Altre ancora fame, erotismo, colpa, potere, libertà. La scusa perfetta di ciò che una società teme e desidera."
Ed è proprio questo a rendere questo volume così interessante, in quanto non è una semplice enciclopedia sui vampiri, ma anche un invito a una riflessione più profonda che invita a guardare a questa creatura attraverso uno sguardo nuovo: non come semplice mostro, ma come lo specchio della cultura e della società umana, delle sue paure, ma anche dei suoi desideri, e di come essi siano mutati ed evoluti nel corso del tempo.
La Curatrice infatti ci porterà a conoscere la figura del vampiro attraverso un percorso storico: si parte dalla sala delle origini con riferimenti alla religione cristiana e a quella egizia, per poi passare alla figura del revenant (il morto che torna in vita); si passa poi alla sala delle Epidemie e delle Superstizioni, poi a quella delle Metamorfosi, dove la figura del vampiro di mischia a quella del licantropo; alla galleria degli zii famosi, dove conosceremo figure storiche come Erzsébet e Vlad; poi il Gabinetto dei Lumi, in cui arriviamo al XVIII secolo, dove l'uomo cerca di analizzare tutto con raziocinio; per poi passare alle Carte dal mondo, dove sono racchiusi tutti i vari parenti dei vampiri provenienti da tutte le parti del mondo; giungiamo poi alla Biblioteca dei Romantici, in cui il periodo del romanticismo riporta alla ribalta la figura del vampiro conferendole un nuovo aspetto e un nuovo fascino; infine giungiamo alla Sala degli Specchi, i quali contengono, sempre suddivisi per periodo storico le rappresentazione dei vampiri provenienti dalle più famose pellicole cinematografiche, da Nosferatu di Murnau (1922), passando per "The lost Boys" del 1987 fino a "Twilight" e "I Peccatori" del 2025.
Ho trovato ad esempio molto interessante l'analisi che l'autrice fa riguardo alla figura del vampiro che nasce come revenant, cioè come morto che risorge e che cioè si comporta esattamente all'opposto di come dovrebbe fare un cadavere. In questo caso il revenant veniva visto come un'anima in pena , magari per qualche torto subito e, come spiega la Curatrice: "Un morto assassinato è una ferita collettiva, un morto suicida è uno scandalo teologico e privato insieme. Il revenant nasce nel punto in cui la vergogna e il lutto si fondono in un problema pubblico, tramutando il terrore nell'ossessiva ricerca di un potenziale colpevole." Così il vampiro nasce per dare un volto alla paura, per poi proseguire diventando, in periodo di epidemie, la loro causa: "Pertanto, in un clima di tale disordine, la diceria e la superstizione si diffondono a macchia d'olio, esattamente come fanno le epidemie. Nei resoconti folklorici e nelle ricostruzioni storiche, le scene tendono a ripetersi con una regolarità inquietante: prima una dipartita successiva a una febbre; poi una catena di decessi ravvicinati; infine, il sospetto verso un cadavere ben conservato, la cui stessa perdita e avvolta dal mistero." Ovviamente l'analisi continua, fino ad arrivare a tempi piuttosto recenti, dove si inizia a provare un certo fascino e anche una certa empatia verso questa creatura: "Dopo Dracula avete cominciato a guardarci con un'attenzione differente. Creature con emozioni ferite, non solo un male da stanare. Chissà, vi siete ricordati che, in fondo, siamo stati umani anche noi.
La letteratura, nei decenni a seguire, intuisce che il vampiro può essere qualcosa di più di un antagonista, un emblema cangiante anche per l'esclusione, la diversità, il dolore."
E' proprio tutta questa analisi sociale e antropologica sulla figura del vampiro la parte che mi ha più affascinato di quest'opera, oltre al fatto che essa contiene comunque molte informazioni di varia natura su questa creatura, andando a citare folklore, miti, leggende, resoconti storici, perfino la Bibbia, ma anche romanzi letterari e versioni cinematografiche.
Un'opera molto interessante ed affascinante, che porta anche a riflettere sul pensiero, la psicologia e la natura umana, il tutto accompagnato dalle splendide, delicate, graziose ma allo stesso tempo inquietanti e affascinanti illustrazioni di Merletti.
P.S. Prima di abbandonarvi volevo segnalarvi però che molte informazioni contenute in questo testo le ho trovate anche in un altro, pubblicato antecedentemente: "I segreti dei vampiri" di Julie Légère, Elsa Whyte e Laura Pérez, edito nel 2022 da IL CASTELLO. Vi basterà osservare il sommario per rendervi conto che quasi tutti i titoli coincidono: si parte con i vampiri di tutto il mondo e da quelli delle origini, passando a quelli medievali, con le loro epidemie, per poi passare al Rinascimento (dove si parla di vampiri e lupi mannari, citando pure la famiglia Gandillon) e all'Europa Centrale (dove vengono citate le figure di Vlad e Bathory). Arriva poi l'Illuminismo (dove viene menzionato il lavoro di di Calmet e la lettera dell'arcivescovo Benedetto XIV) per poi passare alla figura del vampiro nella letteratura (con Polidori, Le Fanu e Stoker) per arrivare ai vampiri di nuova generazione, compresi quelli del cinema (tra cui quelli di "Intervista col Vampiro", Buffy e "Twilight").
Quest'opera è stata edita nel 2026 dalle Edizioni re-belle, ha la copertina rigida, ha 190 pagine,
misura 24,5 cm d'altezza e 17,2 cm di lunghezza e costa 23 euro.
Tutti
i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento
di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a
scopo puramente informativo.
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