venerdì 14 novembre 2025

SPECIALE: Saggi sugli stereotipi di genere nella letteratura per l'infanzia

In passato vi avevo già fatto un post in cui vi parlavo di saggi sulla letteratura per l'infanzia. Ebbene, ho trovato di recente alcuni saggi sempre dedicati alla letteratura perl'infanzia ma che si focalizzano su un argomento particolare e molto interessante: gli stereotipi di genere.
Tutto ebbe inizio nel 1973 con "Dalla parte delle bambine" di Gianini Belotti, che fece notare come i libri per l'infanzia contenessero tanti stereotipi di genere e di come "la letteratura per l'infanzia abbia rafforzato l'apprendimento di stereotipi sessisti. A cominciare dalle illustrazioni..." (Angelo Nobile, Dizionario di letteratura Giovanile, Brescia, Scholè, p.129).
Da allora però anche altri saggia riguardo sono stati redatti in proposito, e visto che ce ne sono diversi a parlare di questo argomento ho deciso di presentarveli in un post dedicato. È infatti stato dimostrato che la letteratura per l'infanzia è uno strumento che può educare l'infanzia e l'adolescenza alle differenze.
 

DALLA PARTE DELLE BAMBINE
Autrice: Elena Gianini Belotti
Anno di Edizione: 1973
Casa editrice: Feltrinelli Editore
Numero di pagine: 192
Prezzo: 15,00 euro  
La tradizionale differenza di carattere tra maschio e femmina non è dovuta a fattori "innati", bensì ai "condizionamenti culturali" che l'individuo subisce nel corso del suo sviluppo. Questa la tesi appoggiata da Elena Gianini Belotti e confermata dalla sua lunga esperienza educativa con genitori e bambini in età prescolare. Ma perché solo "dalla parte delle bambine"? Perché questa situazione è tutta "a sfavore del sesso femminile". La cultura alla quale apparteniamo - come ogni altra cultura - si serve di tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere dagli individui dei due sessi il comportamento più adeguato ai valori che le preme conservare e trasmettere: fra questi anche il "mito" della "naturale" superiorità maschile contrapposta alla "naturale" inferiorità femminile. In realtà non esistono qualità "maschili" e qualità "femminili", ma solo "qualità umane". L'operazione da compiere dunque "non è di formare le bambine a immagine e somiglianza dei maschi, ma di restituire a ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene".
Il libro analizza il comportamento messo in atto dagli adulti nei confronti dei bambini di varie età (atteggiamenti, aspettative e richieste) e in diversi luoghi e contesti. Comportamenti che spesso sono diversi se l'adulto si rivolge nei confronti di una bambino o di una bambina, mettendo in luce come, spesso senza rendersene conto, si trasmettono ai bambini e bambine alcuni stereotipi che si pensano essere "naturali" ma che in realtà sono frutto di un'influenza costante, finchè non vengono interiorizzati. Tali stereotipi sul genere partono prestissimo, prima ancora che il bambino nasca, anche solo per quanto riguarda la prefenza del sesso del neonato (ad esempio di solito le femmine sono meno desiderate), e sono destinati a pedurre per tutta la vita influenzandone ogni ambito (dalle femmine ad esempio si pretende più autocontrollo e pazienza, mentre dai maschi si tollerano, quasi si desiderano, molto di più i tentativi di indipendenza e autodeterminazione).
Tra  vari ambiti affrontati vi sono anche vi sono anche quelli del gioco, dei giocattoli e della letteratura (in cui sembra essere trasmessa l'idea di come i maschi siano dominanti, coraggiosi, intrapendenti mentre le femmine sono buone e passive, e dove tra l'altro i maschi sono predominanti nelle storie).
 
    

 
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione del 1973, al centro una del 2013 e a destra la copertina dell'edizione 2023.
 
 
ANCORA DALLA PARTE DELLE BAMBINE
Autrice: Loredana Lipperini
Anno di Edizione: 1 aprile 2014
Casa editrice: Feltrinelli Editore
Numero di pagine: 288
Prezzo: 15,00 euro  
Le eroine dei fumetti le invitano a essere belle. Le loro riviste propongono test sentimentali e consigli su come truccarsi. Nei loro libri scolastici, le mamme continuano ad accudire la casa per padri e fratelli. La pubblicità le dipinge come piccole cuoche. Le loro bambole sono sexy e rispecchiano (o inducono) i loro sogni. Questo è il mondo delle nuove bambine. Negli anni settanta, Elena Gianini Belotti raccontò come l'educazione sociale e culturale all'inferiorità femminile si compisse nel giro di pochi anni, dalla nascita all'ingresso nella vita scolastica. Le cose non sono cambiate, anche se le apparenze sembrano andare nella direzione contraria. Ad esempio, libri, film e cartoni propongono, certo, più personaggi femminili di un tempo: ma confinandoli nell'antico stereotipo della fata e della strega. Sembra legittimo chiedersi cosa sia accaduto negli ultimi trent'anni, e come mai coloro che volevano tutto (il sapere, la maternità, l'uguaglianza, la gratificazione) si siano accontentate delle briciole apparentemente più appetitose. E bisogna cominciare con l'interrogarsi sulle bambine: perché è ancora una volta negli anni dell'infanzia che le donne vengono indotte a consegnarsi a una docilità oggi travestita da rampantismo, a una certezza di subordine che persiste, e trova forme nuove persino in territori dove l'identità è fluida come il web.  
Questo è un aggiornamento del saggio della Belotti pubblicato negli anni Settanta poiché, come evidenziato dall'autrice del precedente volume: "Agli strumenti concreti in uso trent'anni fa per modellare la mente delle bambine, tutti sopravvissuti - letteratura per l'infanzia, libri scolastici, giornali, fumetti, pubblicità, televisione -, l'autrice aggiunge l'analisi minuziosa della rete Internet, a quel tempo non ancora apparsa all'orizzonte, ma oggi diventata di uso comune fin dall'infanzia: i blog, i forum, le chat, i siti, i diari on line, i videogiochi, i personaggi virtuali. I quali tutti, senza eccezione, spingono le bambine e le preadolescenti a concentrare la loro attenzione in maniera ossessiva unicamente sul proprio aspetto fisico, sulla bellezza, sul corpo."
 
 
  
 Sopra: In alto la copertina on l'immagine di una bambina che sembra venerare l'immagine di una donna-bambola. In basso un paio di pagine interne, che nn presentano immagini, ma si trovano alcuni elenchi puntati.
 
 
EDUCAZIONE SESSISTA: STEREOTIPI DI GENERE NEI LIBRI DELLE ELEMENTARI
Autrice: Irene Biemmi
Anno di Edizione: 2011 la prima edizione e 2017 l'edizione aggiornata
Casa editrice: Rosenberg & Sellier
Numero di pagine: 256
Prezzo: 18,00 euro  
Esiste un mondo popolato da valorosi cavalieri, dotti scienziati e padri severi ma anche da madri dolci e affettuose, casalinghe felici, streghe e principesse; in questo stesso mondo i bambini sono indipendenti, coraggiosi e dispettosi mentre le loro coetanee – bionde e carine – vestono di rosa, sono educate e servizievoli, a tratti pettegole e vanitose. Questo universo fantastico è quello con cui si interfacciano quotidianamente i bambini e le bambine che frequentano le elementari, quando leggono le storie raccolte nei loro libri di lettura. 
All’inizio del Duemila la scuola italiana continua a tramandare modelli di mascolinità e femminilità rigidi e anacronistici, sulla base dei quali gli alunni dei due sessi andranno a strutturare le rispettive identità di genere. Il progetto POLITE (Pari opportunità nei libri di testo), nato sulla scia della Piattaforma di Pechino del 1995, aveva elaborato un Codice di Autoregolamentazione per gli editori, affinché la prospettiva di genere diventasse criterio orientativo nella stesura dei libri di testo, ma pare che le sue indicazioni non siano state accolte. 
Occorre allora che maestri e maestre, educatori e educatrici, si dotino di strumenti utili a decostruire il fondamento sessista su cui si fondano i saperi trasmessi a scuola, per attivare a loro volta una lettura critica da parte dei propri studenti. Questo libro mette a disposizione di lettrici e lettori un kit di strumenti (di tipo sia quantitativo che qualitativo) che l’Autrice ha testato in una ricerca condotta su un campione di dieci libri di lettura della classe quarta elementare, di alcune delle maggiori case editrici italiane: De Agostini, Nicola Milano, Piccoli, Il Capitello, La Scuola, Giunti, Elmedi, Piemme, Raffaello, Fabbri. I risultati dell’indagine testimoniano l’urgenza di liberare le nuove generazioni da un immaginario di Principi Azzurri e Belle addormentate nel bosco, che inizia a stare un po’ stretto sia ai maschi che alle femmine.  
Il volume è strutturato in due parti: la prima è una rassegna della letteratura pubblicata in Italia sul tema del sessismo, con particolare riferimento alla lingua e ai libri di testo, inoltre qui si parla anche del progetto POLITE.  
La seconda parte del libro è dedicata alla ricerca sperimentale, riportando cioè i risultati di ricerca sui libri di lettura ella scuola elementare, prendendo in analisi prima i dati quantitativi, poi quelli qualitativi, per poi arrivare a una valutazione complessiva dei risultati della ricerca. Tra i dati quantitativi analizzati troviamo ad esempio il numero di protagonisti maschili e femminili, il numero di personaggi maschili e femminili, gli attributi fisici, gli ambienti in cui personaggi, protagonisti e protagoniste svolgono la loro esperienza, il tempo dove si ambienta la storia, l'età, i ruoli professionali, il ruolo parentale, gli interessi. Poi sono analizzate le immagini.
Nella seconda parte troviamo anche l'analisi qualitativa, per cui l'autrice ha elaborato la "scala del sessismo", che permette di verificare se nelle rappresentazioni di maschi e femmine si ricorre "a livelli tradizionali oppure se sono offerti modelli "nuovi" di uomini e di donne a cui bambini e bambine possono ispirarsi." Qui vengono analizzati singoli brani di diversi libri di diverse case e editrici prese in considerazione dall'autrice, per poi offrire una lettura critica complessiva con i risultati dell'analisi.
Il saggio propone sicuramente una ricerca interessante e che merita una profonda riflessione e una certa attenzione, ma ha il problema dalla sua parte: il tempo. Il libro infatti è stato pubblicato nel 2011 e sebbene ci sia una nuova edizione del 2018 in realtà questa non presenta significativo aggiornamenti, se non una nuova prefazione. 
Inoltre l'autrice spiega che i libri presi in analisi dalla sua ricerca non erano libri recente neppure per l'epoca dell'uscita del libro, ma si tratta infatti di libri che "sono stati editi in anni compresi tra il 1998 e il 2002". L'autrice poi dice di aver preso in esame i testi di 10 tra le maggiori "case editrici che operano nel settore scolastico nel nostro paese". Tra di esse quindi compaiono, oltre a case e storici molto arrive tutt'ora (come la DeAgostini, la Giunti, la Fabbri, la Raffaello, la Piemme, il Capitello), anche case editrici che attualmente io non ho mai sentito (tipo la Elmedi, la Nicola Milano o la Piccoli). Ho notato che non è stata considerata la Mondadori, la quale forse non è specializzata nel settore scolastico, ma è innegabile che molti suoi testi entrino sicuramente nelle scuole e nelle biblioteche scolastiche. 
Comunque sarebbe interessante se tale ricerca venisse aggiornata rifacendola su un nuovo campione di libri più recenti, perché per quanto riguarda perlomeno il numero di protagonisti e protagoniste mi sembra che forse la tendenza negli ultimi vent'anni sembra essersi se non invertita almeno bilanciata, in quanto negli ultimi anni ho visto fiorire intere serie di libri con protagoniste femminili, e magari qualcuno di questi testi è stato incluso anche nei sussidiari scolastici. Certo, non credo che questa tendenza sia abbia grazie al fatto che le case editrici abbiano deciso di seguire il Progetto Polite, ma per via del target dei lettori (e quindi degli acquirenti). Semplicemente credo si siano accordate del fatto che si sono rese conto che le femmine leggono più dei maschi, e quindi proporre libri con protagoniste incentivi anche le vendite. Senza contare che negli ultimi anni la figura della femmina forte, tosta e indipendente è diventata di moda, e le case editrici hanno imparato che seguire le mode aumenta le vendite. 
Tale ricerca andrebbe quindi rifatta alla luce dei cambiamenti sociali e culturali che sono avvenuto nel corso degli ultimi vent'anni nella nostra società, anche in seguito allo sviluppo dei social media. 
Un piccolo aggiornamento è avvenuto con l'aggiunta delle conclusioni nel 2017, in cui l'autrice sottolinea come negli ultimi anni in Italia ci sia stato un notevole rinnovamento dell'immaginario di genere, soprattutto negli albi illustrati, anche con la nascita di case editrici come Settenove o collane come "Sottosopra" della Giralangolo.
Dal punto di vista grafico il libro è scritto in una scrittura medio/piccola, con non troppo spazio tra una riga e l'altra; nei testi sono presenti grafici a torta per indicare le percentuali dei risultati di ricerca, mentre la griglia all'analisi dell'immagine è riprodotta molto piccola. Nel testo, nella parte che riguarda le illustrazioni, sono riprodotte alcune immagini, che però sono piccole e in bianco e nero.

   
 
 
Sopra: In alto a sinistra la copertina dell'edizione del 2017, a destra quella del 2011; più in basso alcune pagine interne in cui vediamo dei grafici e delle immagini.
 
 
LEGGERE SENZA STEREOTIPI: PERCORSI FORMATIVI 0-6 PER FIGURARSI IL FUTURO
Autrice: Fierli Elena Franchi Giulia Marini Sara
Anno di Edizione: 2015
Casa editrice: Settenove Editore
Numero di pagine: 192
Prezzo: 16,00 euro   
La percezione di sé, del proprio corpo e del proprio genere, i ruoli professionali e in famiglia, e la pluralità dei modelli familiari osservati attraverso la lente dell’albo illustrato. Rivolto a insegnanti, genitori, educatori ed educatrici che operano con la fascia 0-6, il volume analizza gli albi illustrati pubblicati in Italia e all’estero dal punto di vista della presenza o assenza degli stereotipi di genere relativi alla prima infanzia e propone attività pratiche – a partire dall’utilizzo dei libri – dirette al superamento degli stereotipi. 
Leggere senza stereotipi si articola in vari percorsi, ciascuno legato a un tema chiave per la costruzione dell’identità di genere di bambine e bambini, e declinabili ai diversi livelli scolastici. Tra i temi affrontati troviamo: il corpo, le emozioni, i ruoli, le fiabe, per poi trattare della pluralità dei modelli familiari e della sottorappresentazione.
Una breve trattazione teorica precede le schede dedicate agli albi (italiani ed esteri), le proposte di attività, gli approfondimenti e i suggerimenti bibliografici, per offrire un agile quaderno di lavoro anche a chi si avvicina per la prima volta a questi argomenti. 
La parte grafica è accattivante, le scritte sono abbastanza piccole ma molto ariose soprattutto sui margini, con alcune frasi scritte con un carattere più grande. I testi poi sono riccamente corredati da immagini a colori come le copertine degli albi citati, ma anche pagine interne o foto delle attività che sono state proposte ai bambini.
Ne risulta un libro piuttosto agile da leggere e coinvolgente (anche a livello visivo), che tratta tematiche molto interessanti e gettonate nella scuola, con tante proposte di lettura (ovviamente focalizzate sugli albi illustrati) ma anche di attività e laboratori, il tutto accompagnato da una discreta bibliografia e da tante proposte di letture di albi non discriminanti.
 
  
 

Sopra: In alto la copertina e più in basso alcune pagine con schede di libri e alcune sulla parte teorica degli albi sulle emozioni.
 

RACCONTARE IL GENERE: NUOVI MODELLI IDENTITARI NELL'ALBO ILLUSTRATO
Autrice: Dalila Forni
Anno di Edizione: 1 aprile 2022
Casa editrice: Unicopoli
Numero di pagine: 290
Titolo originale: /
Prezzo: 15,00 euro  
Il volume sceglie la forma dell'albo illustrato e si pone l'obiettivo di esplorare in profondità le rappresentazioni di genere, così da mostrare quali modelli sono oggi veicolati nella letteratura letta, ascoltata e osservata durante l'infanzia. L'immaginario proposto a bambine e bambini esercita un'influenza lungo l'arco dell'intera vita: le storie, in ogni forma, veicolano valori, ideali, possibilità future, chiudono o aprono porte, ripropongono o decostruiscono stereotipi. La comprensione critica dei modelli di genere presenti nelle narrazioni è pertanto fondamentale per educare, in modo indiretto ma efficace, oltre i preconcetti, fuori dai percorsi prestabiliti. 
Il volume vuole sottolineare i traguardi conquistati, ma anche esporre criticamente i passi ancora da compiere verso una Letteratura inclusiva, egualitaria, ricca di personaggi sfaccettati, diversi e unici. Il volume vuole quindi "esplorare proprio la più recente editoria "controcorrente", ovvero le opere di autori e  autrici che si stanno impegnando attivamente nell'offrire nuovi scenari e nuove dinamiche in ottica di genere." Infatti, come viene sottolineato proprio nell'introduzione, se negli ultimi decenni si è scritto abbastanza sulle rappresentazioni stereotipate nei libri per l'infanzia, mancava ancora un'analisi dei modelli positivi.
Tramite l'analisi delle opere, il libro offre una 'cassetta degli attrezzi' per riconoscere, decifrare e superare gli stereotipi di genere che ancora oggi, seppur in modo sempre più sottile, permeano la Letteratura per l'infanzia e l'immaginario socialmente condiviso. 
La ricerca si basa su un campione di più di cento albi illustrati pubblicati negli ultimi vent'anni da "case editrici italiane con la volontà, più o meno marcata, di riconsiderare i ritratti femminili e maschili proposti a giovani ettori e lettrici." La ricerca si basa sull'analisi di elementi come: le caratteristiche fisiche ed estetiche, le emozioni, le relazioni mostrate, gli spazi in cui i personaggi si muovono. Lo studio organizza quindi alcune categorie concettuali basati su elementi ricorrenti per esplorare  alcuni dei filoni più significativi in ottica di genere come le relazioni familiari e i ruoli parentali, l'utilizzo dei colori e la caratterizzazione visiva dei personaggi, oltre alla revisione del canone fiabesco (capitolo molto interessante, che era stato in parte affrontato anche nel libro "Leggere senza stereotipi" della casa editrice Settenove).
L'indagine mostra come, nonostante sia presente una nuova attitudine verso le sfaccettature identitarie, talvolta anche le storie più moderne presentano ancora dinamiche stereotipate, anche se in maniera più sottile. 
Oltre alla parte iniziale, in cui si fa una panoramica anche delle ricerche precedenti riguardo alla tematica degli stereotipi di genere, la parte della ricerca è molto interessante e dettagliata, analizzando molti fattori che possono essere influenzati dal genere (alcuni dei quali ripresi anche da precedenti ricerche, come la quantità di personaggi dei rispettivi sessi, il loro lavoro, l'ambiente dove sono collocati, gli aggettivi a loro riferiti, ecc..). 
Dal punto di vista grafico il volume presenta dei caratteri con una grandezza di scrittura medio/grande, anche se le linee sono piuttosto ravvicinate le une alle altre. La parte scritta è sicuramente preponderante, anche se verso la seconda metà del libro iniziamo a trovare anche alcuni grafici e tabelle per l'analisi dei dati, per poi arrivare a vedere, ogni tanto, anche qualche immagine in bianco e nero, che mostra, prima, alcune immagini stereotipate, e poi invece dei disegni co degli antistereotipi. Le immagini comunque, oltre a essere in bianco e nero, sono piuttosto piccole e non sono state riprodotto molto bene, in quanto mancano di nitidezza a volte, risultando perfino un po' sgranate. Sicuramente l'autrice avrebbe potuto inserire decisanete più immagini visto che ella effettua sia un'analisi testuale che visiva.
Alla fine è presente una bibliografia e anche la lista dei 105 albi che l'autrice ha analizzato per svolgere questa ricerca, la quale può sicuramente essere da spinto per i lettori.
 
 
 
 
 
Sopra:In alto la copertina e in basso due pagine interne, di cui una con dei grafici e l'altra con un'immagine di un testo che ribalta gli stereotipi di genere.
 
La lettura di questi saggi è stata molto interessante e voglio darvene un riscontro generale, partendo da "Dalla parte delle bambine" della Belotti. Questo è il volume che ha dato il via a tale dibattito, e che ha smascherato quanto i condizionamenti culturali operassero sullo sviluppo e sulla crescita delle femmine, in particolare delle bambine, che si sono viste imporre grossi limiti solo a causa di essere nate femmine. E' un libro che comunque non si concentra solo sulla letteratura per l'infanzia, ma affronta diversi ambiti  e può essere apprezzato anche da un pubblico generale, non per forza specializzato in letteratura per l'infanzia o pedagogia ecc... È tuttavia il punto di partenza delle seguenti ricerche (che poi hanno dato origine ai successivi saggi), infatti viene citato in tutte le opere che vedremo in seguito.
"Ancora dalla parte delle bambine" della Lipperini analizza nuovamente, in tempi più recenti, il problema dell'educazione di genere già affrontato dalla Belotti negli anni Settanta, riscontrando che purtroppo questi stereotipi e questa discriminazione nei confronti delle femmine sussiste ancora. Anche in questo caso l'autrice non analizza solo la letteratura per l'infanzia, ma anche tutta una serie di altri media (tra cui cartoni, pubblicità, giocattoli).
"Educazione sessista: stereotipi di genere nei libri delle elementari" della Biemmi è invece un saggio specificatamente dedicato ad analizzare gli stereotipi di genere nella letteratura per l'infanzia, e in particolare nei libri scolastici delle classi quarte, poiché anche nella scuola, che dovrebbe promuovere la libertà di pensiero, in realtà ci sono testi che veicolano ancora vecchi stereotipi. Il testo è l'unico a focalizzarsi a lungo anche sull'uso della lingua e sulla discriminazione di genere che deriva anche dal linguaggio. La ricerca è molto interessante ed approfondita, in un volume che è già più indirizzato a degli esperti del settore, in particolare agli educatori (senza comunque escludere anche i genitori), e dimostra come molti dei libri presi in esame dalla ricercatrice siano sessisti, presentano spesso stereotipi di genere o, talvolta, ignorando la questione. Sarebbe interessante aggiornare tale ricerca alla luce della nuova attenzione che anche i media hanno rivolto alla questione della parità di genere.
"Leggere senza stereotipi. Percorsi educativi 0-6 anni per figurarsi il futuro" di Scosse è un'ulteriore evoluzione dei precedenti studi. Infatti, se i libri precedenti mettevano in luce il problema degli stereotipi di genere, andando a ricercarli all'interno dei libri per l'infanzia, questo libro invece vuole consigliare "buoni libri per tutti". Tra l'altro questi libri sono principalmente albi illustrati, visto che ci si rivolge a una fascia d'età prescolare. 
Non stupisce quindi che nell'ultimo volume preso in considerazione, "Raccontare il genere: Nuovi modelli identitari nell'albo illustrato", l'autrice citi il precedente testo affermando che proprio da quello sono stati presi degli spunti per alcuni degli albi analizzati (lo definisce un "prezioso strumento nel segnalare possibili opere di analisi"). Quest'ultimo testo, oltre a specializzarsi anch'esso negli albi illustrati e a ricercare modelli positivi riguardo al genere, mette ancora più in risalto la necessità di superare gli stereotipi per entrambi i genere, sia quello femminile che quello maschile. Essendo anche il testo più recente l'autrice ha infatti potuto constatare come, mentre il modello femminile si stia pian piano evolvendo (dimostrando che c'è stata un'evoluzione rispetto a quando è stato pubblicato ad esempio il saggio della Biemmi), andando a impossessarsi di ruoli maschili, gli stereotipi legati alla mascolinità sono più recidivi, oltre ad essere stati meno indagati e presi in considerazione.
Si può quindi vedere proprio un'evoluzione per quanto riguarda questi studi sugli stereotipi di genere, che sono andati pian piano focalizzandosi su vari settori, tra cui la letteratura per l'infanzia, In tutti i testi tuttavia si sottolinea come questa sia importante poiché in grado di condizionare, anche profondamente, la formazione di un individuo, dato che si rivolge esplicitamente a un individuo ancora in formazione. I libri quindi sono visti come un vero e proprio motore di cambiamento ed è per questo che esistono diversi saggi (anche stranieri) che si sono concentrati nell'analizzare gli stereotipi di genere nella letteratura per l'infanzia.
È interessante notare come gli ultimi studi si siano indirizzati verso l'analisi più che altro degli albi illustrati, probabilmente perché risultano più veloci da leggere e sono indirizzati a una fascia d'età più ampia che coinvolge anche i più piccoli.
Per quel che mi riguarda mi piacerebbe vedere un'ulteriore analisi sugli stereotipi di genere affrontata di recente non solo sugli albi illustrati ma anche sui libri per i più grandi (tipo 7-13 anni), andando a prendere i considerazione, magari, la produzione recente (come è stato fatto per l'analisi degli albi illustrati), poiché gli studi della Biemmi prendevano in analisi tesi dal 1998 al 2002 tratti inoltre da sussidiari scolastici. Sarebbe interessante anche analizzare il fenomeno dei romantasy e dei romance con elementi spicy (molti dei quali si è visto presentare relazioni tossiche) che sono andati molto di moda in questi ultimi tempi, venendo letti anche da ragazzine per cui non erano stati pensati (più giovani rispetto al target indicato).
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

giovedì 13 novembre 2025

La strega della montagna di Gloria Cecilia Diaz

"La strega della montagna" è un libretto scritto da Gloria Cecilia Diaz che parla di una strega che ha difficoltà a volare con la scopa, inserito nella collana del Battello a Vapore nella serie bianca, adatta ai primissimi lettori.
    
  
Sopra: A sinistra un'edizione più recente del 2014 e a destra una più vecchia. In entrambe vediamo la strega mentre cade dalla scopa, solo che in quella sinistra è presente anche il paesaggio.

La strega Alina ha un grosso problema: non sa viaggiare con le scope volanti! Ogni volta finisce contro gli alberi del bosco, e allora si graffia e si arrabbia: "La strega della montagna più piccola raccolse il suo cappello e guardò con tristezza la scopa volante.
Non avrebbe più potuto usarla, ormai, perchè era appena andata a sbattere contro uno degli alberi che circondavano la sua capanna. La scopa era andata in pezzi ed era la quinta scopa che faceva quella fine." 
Decide così di abbattere tutti gli alberi e di costruire una pista d'atterraggio: "Furente urlò:
- Abbatterò tutti questi alberi! Tuti!
Nell'udire quella minaccia gli alberi rabbrividirono. I loro rami si agitarono impauriti. [...]
- Vi abbatterò! -  ripeteva.
- Non posso spaccare altre scope. Le scope volanti costano troppo. Non rimarrà un solo albero su questa montagna! 
Quando la strega si stancò di urlare e minacciare entrò nella capanna.
La montagna era veramente disperata." 
Ma gli animali del bosco non sono d'accordo in quanto loro amano quella montagna, essendo cresciuti lì d quando esono nati. Gli animali indicono così una riunione e decidono di contattare le altre streghe per avvertirle della cosa.

 
Sopra: Due pagine che mostrano la strega Alina mentre si lamenta dopo uno dei suoi unnumerevoli incidenti a bordo della scopa volante.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni da Emilio Urberuaga le quali servono a mostrare le varie scene della storia, narrate nei testi. Sono disegni dai tratti non troppo realistici ma un po' caricaturali, con la strega rappresentata con un lugo nasone, due cerchietti bianchi per gli cchi con dentro un puntino nero, una sottile linea per la bocca. I personaggi sono tratteggiati con linee nere nette ma molto sottili e un po' tremolanti, altri elementi del paesaggio 8tipo il sole o le chiome degli alberi) sono invece disegnati direttamente con gli acquerelli, senza nessun contorno a delimitarli.
Tra le scene che vediamo rappresentate la strega appena spevlia che fa colazione a letto, lei che si avvia ad abbattere gli alberi, gli animali del bosco che discutono su come salvare la loro quercia, le altre sgtreghe che insegnano alla protagonista come volare senza cadere, ...
I disegni hanno dei colori piuttosto viva e accesi, e di solito ogni tavola si caratterizza per un colore predominante come il giallo, l'azzurro/blu (usati soprattutto durante le scene notturne) o il verde. 
 




 
Sopra: Alcune delle pagine illustrate da Emilio Urberuaga, alcune delle quali caratterizzate da tinte calde (sui toni del giallo soprattutto) o fredde (sui toni del blu e del verde).
 
"La strega della montagna" di Gloria Cecilia Diaz è un libro che parla di streghe, ma la cui storia si focalizza in realtà su altre questioni, come ad esempio quella ecologica, sul rispetto per l'ambiente e, in particolare, per gli alberi e gli animali che vivono su di loro. Alina la strega, siccome è imbranata sulla scopa, ogni volta finisce addosso agli alberi della foresta che circonda la sua casa. Decide così di abbattere tutti gli alberi, compresi anche alcuni esemplari secolari, provocando il terrore tra gli stessi alberi della foresta e tra gli animali del bosco. Fortunatamente intervengono le altre streghe sue amiche, che la fanno desistere dall'impresa ricordandole come la presenza della foresta sia importante per tanti motivi: per gli animali che altrimenti abbandonerebbero la zona, per i fiori che morirebbero: "Senza gli alberi la montagna non sarebbe più stata la stessa".
Invece di abbattere gli alberi le altre streghe si offrono di aiutare Alina a migliorare le sue capacità di atterraggio (e la cosa mi ha ricordato un proverbio che dice: "Volare è utile, atterrare necessario"). Si inserisce in questo modo nella storia anche la tematica dell'aiuto reciproco e del provare a migliorarsi, senza arrendersi di fronte alle difficoltà. Dopo un'intera settimana di intense lezioni, e tante cadute e capitomboli, alla fine Alina riesce finalmente a imparare ad atterrare senza rompere nemmeno un ramo. 
Una storia semplice e carina, che parla di una strega che deve superare le proprie difficoltà nel volare e capire che a volte il problema siano noi stessi e non gli altri o l'ambiente. E che a volte, se non riusciamo a fare qualcosa, possiamo chiedere aiuto e che è bello avere degli amici o amiche che ci aiutano a superare le nostre difficoltà.
Una storia semplice adatta a lettori a partire dai sette anni per la lettura autonoma, mentre in lettura condivisa dai 4/5.
 
Questo volume è stato pubblicato originariamente nel 1990 col totolo "La bruja de la montana" dalle Ediciones SM. E' poi stato edito nel 1994 dalle Edizioni PIEMME, ha una copertina flessibile, ha 64 pagine, misura 18,8 cm d'altezza e 12 cm di lunghezza e al costo di 11.500 LIRE.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 10 novembre 2025

La scuola dei lupi cattivi di Janathan Allen

"La scuola dei lupi cattivi" è un libretto scritto e illustrato da Jonathan Allen che parla di un cucciolo di lupo che viene mandato alla scuola per diventare dei Lupi cattivi. E' un volume inserito nella collana del Battello a Vapore nella serie bianca, adatta ai primissimi lettori.
    
  
Sopra: Sulla copertina vediamo il maestro lupo cattivo che stafacendo lezione ai lupacchiotti.

Un giovane lupacchiotto spaurito e tremante viene trovato da una coppia di lupi nella foresta. Impietositi, i due decidono di adottarlo. Tuttavia ben presto si rendono conto che il trovatello è totalmente privo di quella ferocia di cui nessun vero lupo può fare a meno. Consigliati dal capobranco, lo iscrivono alla scuola dei Lupi Cattivi, sperando che le sei lezioni fondamentali possano fare di lui un lupo cattivo in piena regola. 
Purtroppo Edoardo non mostra di possedere nessuna abilità lupina, per non parlare della predisposizione: "Poi venne il momento di imparare la lezione numero Uno: Sguardi Feroci. L'istruttore mise gli allievi in fila davant a un grosso quadro della foresta e spiegò come fare.
- Ok, Grandi Lupi cattivi. Vediamo come ve la cavate con gli sguardi feroci.
Tutti lanciarono sguardi feroci con il massimo dell'impegno. L'istruttore fu abbastanza soddisfatto tranne che di Edoardo.
Questi non aveva la minima idea di come svolgere l'esercizio."
Improvvisamente, nel corso dell'ultima esercitazione, il lupacchiotto svela la sua vera natura. Anche lui potrà finalmente eccellere, ma in una scuola più adatta.

Sopra: Due pagine che mostrano gli altri lupi che giocano alla lotta mentre Edoardo vuole fare amicizia con le cretaure del bosco.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni da Janathan Allen le quali servono a mostrare le varie scene della storia, narrate nei testi. A volte può corrispondere un'immagine anche ad una sola frase, tanto che a volte ci sono due immagini nella medesima pagina, a mostrare due scene differenti, mentre altre volte i disegni sono a pagina intera. Solitamente i disegni sono sempre posti sotto alla frase di riferimento, così che, appena il bambino ha finito di leggere può subito vedere cosa sta accadendo.
I disegni non solo accompagnano i testi, ma spesso sono arricchiti anche da dei fumetti con frasi che pronunciano i vari personaggi. 
Sono disegni dai tratti non troppo realistici ma un po' caricaturali, con lupi dai testoni grandi e un po' squadrati e col muso triangolare, occhi piccoli e bianchi con dentro un pallino nero, corpi piuttosto tozzi. 
I personaggi e gli ambienti sono tratteggiati con linee nere nette, sottili ma ben definite, anche se il focus rimane quasi sempre sui personaggi, mentre i paesaggi sono dei generici boschi in cui vediamo dei tronchi d'albero e dei cespugli.
Tra le scene che vediamo rappresentate c'è il lupacchiotto che cerca di fare amicizia con gli erbivori della foresta, lui che viene mandato alla scuola dei lupi cattivi, alcune delle lezioni che si insegnano a scuola, il piano dei lupi per infiltrarsi in un gregge, ecc...
Nei disegni predominano soprattutto i marroni e i verdi, a volte poi c'è qualche lupo grigio, ma diciamo che pur avendo delle tinte piuttosto accese e brillanti i colori non spiccano particolarmente, se non il rosso di alcuni oggetti (sedie, telefoni, un cappello).
 




Sopra: Alcune delle pagine interne che mostrano come i disegni siano molto numerosi, accompagnando costantemente i testi.
 
"La scuola dei lupi cattivi" di Jonathan Allen è un libretto carino adatto per le prime letture in autonomia, a partire dai sette anni, oppure in lettura condivisa dai 4/5 anni.
La storia vede come protagonista un giovane lupacchiotto orfano, che però non riesce a essere come gli altri lupi, così viene andato in una scuola per diventare un Lupo Cattivo. Il giovane lupo però è evidentemente negato ad essere un Lupo Cattivo, proprio non gli riesce, e si sente pure a disagio nel cercare di esserlo.
Alla fine si scopre che Edoardo non può essere un lupo cattivo semplicemente perchè non è nella sua natura, in quanto egli è in realtà un cane da pastore.
Una stori insomma di crescita e sul capire veramente chi siamo, e devo dire che l'autore spezza una lancia a favore anche dell'istruttore della scuola dei lupi, il che non era scontato. Mi sarei aspettata infatti che il lupacchiotto venisse scacciato da scuola e che capisse da solo la propria natura, mentre in realtà è proprio l'istruttore della scuola dei Lupi Cattivi a comprendere che Edoardo è in realtà un cane, ma anche dopo verlo scoperto non lo tratta male, anzi, chiama la Scuola Superiore dei Cani da Pastore e, dopo aver parlato col preside, gli fa cambiare scuola. In effetti Edoardo scopre di essere un pessimo Lupo Cattivo, ma un ottimo cane da pastore, riuscendo comunque a rendere orgogliosi i suoi genitori adottivi (che sono dei lupi).
E' carino anche il fatto che i genitori, adottivi, pur essendo dei lupi, non si risentano col figlio per non essere diventato un lupo, ma sono orgogliosi di lui anche se è un cane da pastore, dimostrando ai genitori (che magari stanno leggendo la storia ai figli), come bisogna supportare i propri figli e spingerli a essere il meglio di loro stessi, piuttosto che volerli piegare ad essere come vogliono i genitori e sentirsi delusi se ciò non avviene.
Una storia breve quindi, accompagnata da delle simpatiche illusrazioni, ma che insegna delle lezioni importanti in modo semplice e carino. 
 
Questo volume è stato pubblicato originariamente nel 1997 col totolo "Wolf academy" dalle Orchard Books. E' poi stato edito nel 1997 dalle Edizioni PIEMME, ha una copertina flessibile, ha 44 pagine, misura 18,8 cm d'altezza e 12 cm di lunghezza e al costo di 11.500 LIRE.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 7 novembre 2025

SPECIALE: Libri non illustrati

Questo è uno speciale in cui vi parlo dei libri non illustrati (mentre il mio blog sarebbe specializzato in libri con immagini) ce ho letto. 
I tre libri che vi recensirò sono un po' difficili da classificare, anche se tutti hanno l'elemento comune di essere rivolti a una fascia d'età adolescenziale a partire dai 12 anni in su, e infatti hanno tutti per protagonisit degli adolescenti o comunque dei ragazzini, i quali si ritrovano a vivere le situazioni più disparate: in "The skeleton tree" il protagonista si ritroverà a dover sopravvivere in una terra deserta dopo un naufragio, in "La folle guerra dei bottoni" il protagonista si ritrova coinvolto in un pericoloso gioco in cui bisogna collezionare i bottoni più belli delle giacche dei militari (la vicenda è ambientata durante la seconda guerra mondiale), in "Yough Gothic" vediamo quattro ragazzi (3 maschi e una femmina) invitati a trascorrere un'estate a Villa Diodati (il luogo dove Mary Shelley concepì il romanzo di "Frankenstein") dove inizieranno a capitare cose strane, inspiegabili e paurose.



"LA FOLLE GUERRA DEI BOTTONI" di Avi con 192 pagine, edito nel 2018 dalla Feltrinelli Editore (costo di 15 euro. Titolo originale: "The button warn", 2018).
Per quello che Patryk ricorda, nel suo villaggio polacco i soldati russi ci sono sempre stati. Patryk ha dodici anni e vive una vita serena, scandita dalle avventure con la sua banda di amici, fino al giorno in cui i tedeschi sganciano una bomba sulla scuola. La Grande Guerra irrompe così nella vita dei ragazzi. Nonostante la paura, il gruppo di amici vede l'arrivo dei tedeschi come un'opportunità per rendere più interessante la loro guerra dei bottoni, una sfida a chi riesce a rubare il bottone più speciale dalle divise dei soldati. 
La sfida era stata lanciata da Jurek, un ragazzino molto povero che vive con la sorella in un baracca e che diventa ossessione da questa gara dei bottoni, poiché chi la vincerà diventerà "re" e gli altri dovranno inchinarsi a lui.
I ragazzi che partecipano alla sfida sono 7: Drugi, Jureck, Makary, Raclaw, Ulryk, Wojtex e Patryk, il protagonista e voce narrante. Come spiega Patryk: "Se noi sette avevamo un capo, era Jureck. Era lui a venire e fuori con nuove idee sulle cose da fare. Vivendo in un piccolo villaggio,nera difficile farsi venire in mente nuove idee. Invece lui in questo era proprio bravo. Alcuni progetti di Jureck erano belli: corse, gare di pesca, costruzione di forti. Altri non così carini: abbattere l'antico melo del signor Konstanty, imbottire di paglia il camino della casa del magistrato, scappare via e nascondersi nella foresta per una settimana senza dire niente a nessuno. Non proprio malvagio, ma quasi. [...] Le sfide erano il modo in cui ci confrontavano, ci mettevano alla prova, chi era forte, chi era debole." Ed è così che Jurek ha lanciato questa nuova sfida dei bottoni, a cui ora ai bottoni russi si aggiungono quelli tedeschi. Jurek – che del gruppo di amici è il più povero, senza genitori, affidato a una sorella con cui litiga continuamente – prende la sfida troppo sul serio e convince gli altri a non fermarsi davanti a nulla. Prima c'è il furto dei bottoni dalle divise dei soldati tedeschi ospitati a casa dei ragazzi, poi da un cadavere trovato nel bosco. L'escalation sembra non avere fine, ma Patryk non riesce a tirarsi indietro: ha capito che c'è qualcosa di insano e malato nell'amico e non può permettere che diventi re...
La storia è molto interessante e scorre velocissima nella lettura, anche grazie ai capitoli numerosi ma molto brevi da cui è composta, e da un ritmo serrato. Una storia che mostra tutta la violenza e la brutalità della guerra, e anche la follia che questa può fare emergere in certe persone. Persone come Jurek, che sentono di non aver nulla da perdere e sono pronte a tutto per raggiungere i loro piccoli e egoistici scopi, senza mai assumersi la responsabilità dei guai che provocano, anche indirettamente. Uno dei ragazzi, ad esempio, viene ucciso dai tedeschi poiché che lo credono uno spia russa poche aveva in tasca un loro bottone. Un altro umore dopo essere stato pestato da un soldato che lo aveva sorpreso a cercare di rubargli un bottone dal cappello. Poiché Jurek fa la spia Raclaw viene preso dai soldati tedeschi per farsi dire dove i ragazzi hanno visto i soldati russi. Questi ultimi hanno intenzione di tendere ai tedeschi un'imboscata e nello scontro Raclaw finisce ferito da un pallottola. Sarà Patrick a trovarlo e riportarlo indietro in salvo dalla famiglia, che poco dopo deciderà di fuggire dal villaggio, ormai diventato teatro di scontro tra le due fazioni nemiche. Mentre riporta indietro Raclaw, Patryk troverà una pistola, che prende per proteggersi. La pistola gli viene però in seguito rubata da Jurek il quale la userà per sparare a delle persone, con l'unico obiettivo di essere il vincitore della gara.
La figura di Jurek sarà sicuramente capace di colpire i lettori, grande loro riflettere sui suoi comportamenti e sulle sue motivazioni, le motivazioni di quello che alla fine è una specie di folle, che si ritrova a diventare "il re" ed è contentissimo di esserlo senza rendersi conto che non è il re di nulla, dato che il villaggio è distrutto e i suoi amici sono morti oppure hanno abbandonato il villaggio e quindi non si rivedranno più. E mi è dispiaciuto che l'autore non abbia detto cosa sia successo ai personaggi in futuro, perché sarei stata molto curiosa di sapere che fine avessero fatto.
Una lettura molto rapida, intrigante e coinvolta, che fa riflettere sulla violenza della guerra, mostrando come spesso siano le persone comuni ad esserne le principali vittime, tra le quali non si fanno sconti neppure ai bambini.
 
Sopra: Sulla copertina (che devo dire non mi piace granchè) vediamo quello che probabilmente è un tessuto di una giacca militare con sopra diversi bottoni, di cui uno a forma di teschio.
 
"THE SKELETON TREE" di Iain Lawrence con 288 pagine, edito nel 2019 dalla San Paolo Edizioni (costo di 18 euro. Titolo originale: "The skeleton tree", 2016).
Meno di quarantotto ore dopo la partenza per un viaggio dall’Alaska fino a Vancouver, la barca in cui si trovano Chris, suo zio Jack e Frank, affonda. Nel naufragio lo zio perde la vita e i due ragazzi – senza radio funzionante, razzi di soccorso e cibo – si ritrovano su un’isola deserta e devono imparare rapidamente a sopravvivere e difendersi dalla minaccia di un orso gigante. "Ho paura, quando mi sveglio la nott. Resto disteso nell'oscurità e ascolto ogni singolo suono proveniente dalla foresta. [...]
Ero sempre spaventato e la notte era il momento peggiore. Quando calava il sole mi sarei messo a urlare. Ora non sono più così. Ho imparato un sacco di cose sulla foresta e sul mare e anche un sacco di cose su me stesso. m quando mi sveglio al buio, ho paura.
Fuori, nella foresta, qualcosa è in attesa. Sta fermo e silenzioso come me, siamo entrambi in ascolto. 
Si tratta forse dell'orso grizzly? Riesco a immaginarlo accanto alla capanna, enorme e irsuto, separato da me soltanto dallo spessore della parete. ma potrebbe essere un lupo. Li abbiamo sentiti ululare, ogni notte un po' più vicini. Potrebbe essere un uomo. O addirittura uno scheletro. Li ho sentiti rigirarsi nelle loro bare." 
La situazione è parecchio complicata e quasi tragica e, sebbene siano in due, in realtà Frank non è di molto aiuto. Frank non sopporta Chris, sembra che lo detesti fin dall'inizio, quando si sono visti per la prima volta sulla barca dello zio, e anche in situazione di emergenza, quando arrivano sull'isola, non presta il minimo aiuto a Chris: ance se quest'ultimo è senza scarpe l'altro non rallenta o si ferma neppure una volta a controllare come stia procedendo, gli si rivolge in maniera sprezzante, come se parlasse con uno stupido, facendo il saccente, il prepotente e avendo degli scatti di collera. In realtà neppure durante il naufragio della barca è stato di grande aiuto, anzi, se non fosse stato per Chris probabilmente sarebbe morto, visto che, sulla scialuppa dove lo aveva spinto lo zio, è rimasto imbambolato per tutto il tempo, ed è stato Chris a dover remare fino a riva. 
Mentre sono sull'isola trovano una vecchia capanna con dentro un corvo morto, ed è lì che il protagonista conosce per la prima volta un corvo con cui si ritrova a stringere amicizia, che ribattezza Giovedì. L'isola però nasconde un particolare inquietante, infatti durante le loro perlustrazioni i ragazzi si imbattono in un misterioso albero con delle scatole di legno appoggiate sui rami, al cui interno ci sono delle ossa, lo Skeleton Tree: "L'erba ingiallita si piegava al vento e un albero solitario si spiegava nero e scheletrico verso le nuvole. le tempeste ne avevano forgiato il tronco facendolo sembrare una corda attorcigliata e i rami parevano dita filiformi. Annerito dal tempo, quasi privo di aghi, sembrava una vecchia storpia, una megera vestita di svolazzanti brandelli di muschio.
Strizzando gli occhi per il riflesso del sole al tramonto, vidi quattro scatole di legno appoggiate dove i rami s'incrociavano. [...] Due si erano aperte e le loro estremità erano collassate. Al loro interno potevo vedere femori e costole e la tonda sommità di un teschio. Erano casse da morto." 
Nella notte, Chris sogna il padre defunto che gli annuncia: “Arriverà un uomo e dopo sette giorni verrete salvati”. Il giorno dopo Frank sta male per un’infezione e Chris, nella speranza di trovare un aiuto, scala la montagna che li sovrasta, ma scopre che si trovano su di un’isola. Solo il ritorno allo Skeleton Tree e la scoperta di un improbabile filo che unisce Chris e Jack gli permetterà di trovare la salvezza. 
Un libro con una storia veramente bella e coinvolgente, una storia che parla di sopravvivenza, anche anche di legame con la natura selvaggia e di rapporti familiari. Mentre si trova sull'isola infatti Chris ripenserà spesso al padre (oltre che allo zio Frank), morto da non molto e proverà a fare domande anche a Frank sulla sua famiglia, sebbene quest'ultimo si mostri sempre molto restio a rispondere. Verso la fine del libro comunque comprenderemo come mai il ragazzo si sia sempre dimostrato così odioso e antipatico nei confronti del protagonista.
I ricordi del passato si intrecciano così a quelli in cui Chris ci racconta cosa è successo sull'isola nei quaranta giorni in cui lui e Frank hanno dovuto risiedervi, e pian paino noi lettori conosceremo sempre meglio il protagonista, dato che la storia è pure raccontata in prima persona da lui stesso, fin quando egli non capirà un'importante sconvolgente verità che riguarda proprio suo padre.
Molto bello anche il rapporto che si sviluppa tra Chris e il corvo da lui chiamato Giovedì, un corvo molto intelligente e che sembra amare la compagnia di Chris, anche se invece Frank non lo sopporta e spesso capita che abbia scatti d'ira nei suoi confronti, cercando di mandarlo via. Nonostante le rimostranze di Frank in realtà il rapporto con il corvo si mostrerà essenziale, se non decisivo, per la salvezza dei ragazzi.
Scopriremo poi anche che fine ha fatto il tipo che viveva nella capanna, anche se non verremo a sapere chi fosse di preciso o chi fossero le persone sepolte sull'albero degli scheletri. Non nego che sarebbe stato molto interessante scoprirlo, tuttavia riconosco che erano delle informazioni non necessarie allo sviluppo o alla conclusione della vicenda, anche perchè non c'era modo per Chris di poterlo scoprire, a meno che l'autore non ricorresse al solito stratagemma del diario ritrovato, ma sarebbe stato poco credibile, e credo che fosse proprio nelle intenzioni dell'autore non svelare proprio tutto, ma lasciare anche qualche mistero. 
Veramente una bellissima lettura, coinvolgente, interessante, avventurosa, con dei protagonisti ben caratterizzati e approfonditi, che cercano di sopravvivere in un ambiente selvaggio tra orsi e lupi, tra paure reali ma anche irrazionali, crescendo e stringendo un legame profondo e molto bello con questo corvo a cui i lettori non potranno non affezionarsi.
 
Sopra: Sulla copertina vediamo un promontorio che si staglia su un bosco di conifere, con sopra i due personaggi che si sono arenati su quest'isola.
 
"YOUNG GOTHIC: GLI EREDI DI VILLA DIODATI" di M.A. Bennett con 528 pagine, edito a settembre del 2025 dalla De Agostini Edizioni (costo di 19,90 euro. Titolo originale: "Young Gothic", 2024).
Selciati tagliati ad arte, tramonti spezzati dall’orizzonte del lago, lussureggianti salotti coperti da una patina di mistero… Quando i giovani Eve, Hal, Griffin e Ren varcano la sontuosa soglia di Villa Diodati, sanno che la loro vita sta per cambiare per sempre. Duecento anni prima, tra quelle stesse mura, erano stati concepiti romanzi come Frankenstein di Mary Shelley e Il Vampiro di John Polidori ed è per questo che loro sono lì: scelti per la loro voce letteraria, destinati a scrivere il prossimo capolavoro del gotico. Ma ogni atto di creazione non avviene senza un sacrificio. 
I quattro sono stati accuratamente selezionati dalla fontazione Diodati, che si occupa della villa, per trascorrervi un'intera estate serviti e riveriti, come spiegato in un annuncio sul giornale scritto dalla fondazione: "Per l'estate in arrivo la Fondazione Diodati, ente benefico culturale che cura e mantiene Villa Diodati, offre un'opportunità unica a quattro ciovani creativi. Il programma Young Gothic mira a coltivare giovani talenti nelle arti letterarie e performative, e anche a porre la domanda: quali sono i mostri della nostra epoca? Di cosa abbiamo paura, ai giorni nostri?
Vogliamo che tu, duecento anni dopo, reinventi quell'estate al lago e crei le tue storie dell'orrore; in forma di racconto, pezzo teatarale, opera poetica o cinematografica. Trascrrerai l'etsta e avilla Diodti come se fosse casa tua. Eì prevista la copertura di tutte le spese, e la villa è completamente attrezzata a erifornita. Saranno organizzate escursioni per ricreare le avventure dei giovani poeti, incluso il bellissimo Chateau Chillon in mezzo al lago di Ginevra. Ma, soprattutto, sarai libero di stringere amicizie durature, creare i tuoi personali mostri da salotto e scoprire la tua ver natura.
I candidati devono avere un'età compresa tra i diciotto e i ventuno anni e devono essere cittadini britannici, come i quattro poeti originali. Non ci sono limitazioni di etnia, classe o religione."
Mentre i quattro ragazzi iniziano a scavarsi dentro alla ricerca di una storia da raccontare, il loro passato riaffiora sotto forma di visioni terrificanti: arti mancanti, morti che parlano, mistiche apparizioni. E quando questi si trasformano in incubi reali e la finzione letteraria si confonde con la realtà, Villa Diodati si tinge di rosso. Durante una notte buia e tempestosa, un cadavere viene rinvenuto nel bosco. Prima che il panico prenda il sopravvento, amori e alleanze sbocciano tra le mura della villa e scioccanti rivelazioni fanno capolino dagli anfratti più bui dell’enigmatica magione. C’è qualcuno che li osserva. Qualcuno che sa. Ma la vera domanda è una: possono ancora salvarsi o qualcuno ha già scritto le loro storie?  
Una storia bella e ricca di citazioni sia letterarie che cinematografiche, che vanno da romanzi come "Frankenstein", "Il Vampiro" di Polidori, "Fantasmagoriana", "L'uomo invisibile" di Wells, "Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mr Hyde" di Stevenson, a film come "Alien", "Scooby Doo", "Quella casa nel bosco", ecc..  
I quattro protagonisti, sono tutti ben caratterizzati e approfonditi e, man mano che li conosceremo andando avanti nella storia, scopriremo che nascondono tutti qualche segreto: c'è Eve che ha subito varie operazioni e il cui cuore si è fermato per qualche minuto prima di ripartire grazie all'elettricità del defibrillatore; Hal ha la passione per i film horror ed è in contrasto con Eve a causa di alcuni scontri tra i loro canali YouTube; Griffin è un ragazzo bisessuale che ama vestirsi in maniera vistosa e che sta per cominciare una scuola di recitazione, mentre sua nonna (unica sua parente rimasta in vita, poichè i genitori sono morti che lui era piccolo) è recentemente deceduta;  Griffin invece è un giovane afroamericano che ha fatto recentemente successo grazie alle sue canzoni, ma che ora sembra fuggire da un problema, una fan, che lo perseguita...
Una vicenda emozionante, ricca di colpi di scena e molto interessante, che vede per protagonisti questi quattro ragazzi ognuno dei quali collegato a un famoso personaggio/mostro di un classico della letteratura gotica, ed è bello vedere come l'autore abbia collegato ciascuno di loro alla loro controparte letteraria. Nel romanzo ci sono dei Pov (punti di vista) per ciascuno dei quattro personaggi, per cui il lettore potrà conoscere i pensieri e i segreti di ciascuno di loro, il che rende l'esperienza di lettura più emozionante e coinvolgente. Il finale forse è un po' affrettato, ma fornisce ai lettori tutte le risposte di cui avevano bisogno, preparandoli poi per un sequel.
 
Sopra: La bella copertina sui toni del nero e del rosso ci mostra Villa Diodati e il suo cancello, che ha la forma di un teschio. Molto belli anche gli edges colorati.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.   

mercoledì 5 novembre 2025

Una storia in 5 minuti: A scuola, fantasmini!

"A scuola, fantasmini!" è un altro testo scritto e illustrato da Febe Sillani che fa parte della collana "Una storia in 5 minuti", così come lo era "La scuola dei vampiri", di cui vi ho già parlato.

 Sopra: Sulla copertina è ben visibile il titolo della collana, ed è specificato che si tratta di una storia "per i primi lettori"
 
"È mezzanotte e gli alunni vanno a scuola. Ma no, i bambini vanno a scuola di giorno! Sì, ma i fantasmi vanno a scuola di notte e questi alunni sono fantasmi!”. 
Mentre però stanno facendo lezione i fantasmini e la loro maestra sentono dei rumori: "Un momento! C'è davvero qualcuno che bisbiglia. Dove? In corridoio!
La maestra e i fantasmini si affacciani a vedere. E che cosa vedono?
Due tipi, con vestiti scuri, che bisbigliano così:
- Frughiamo dappertutto! Rubiamo quasi tutto!
I anchi e le lavagne,
di libri due montagne,
la sedia dei bidelli,
pastelli e pennarelli!
E poi ce la filiamo!
Nel covo ritorniamo!" 
La maestra fantasma non ci pensa due volte e decide di usare i due ladri come cavie per la lezione numero tre: quella dello spavento tremendo! 
  
Sopra: I piccoli fatasmi si recano a scuola... ovviamente a mezzanotte!
 
I testi sono riccamente accompagnati dalle illustrazioni opera sempre di Febe Sillani, che sono molto numerose all'interno dei testi, tanto da essere quasi preponderanti rispetto a questi ultimi. Non c'è pagina infatti che non sia occupata almeno per metà da un disegno e alcuni sono proprio a pagina intera.
Sono immagini che servono a mostrare ai lettori ogni singola scena descritta nei testi, anche perchè quest'ultimi, essendo piuttosto scarni e brevi per poter essere letti appunto in 5 minuti, non contengono praticamente nessuna descrizione, per cui l'aspetto dei personaggi e degli ambienti è desumibile solamente dai disegni.
Le illustrazioni di Sillani hanno uno stile piuttosto personale, dall'aspetto abbastanza esagerato, simpatico e buffo, con dei fantasmi dall'aspetto piuttosto classico, di quelli che sembrano indossare un lenzuolo bianco. C'è da dire che però l'artista ha cercato di rendere l'aspetto di ciascun fantasma un minimo personalizzato. Abbiamo ad esempio la maestra, che ha le ciglia lughe e il rossetto, oltre ad esserel'unica ad indossare quello che sembra un vestito svolazzante. Anche i fantasmini di solito indossano qualcosa che li caratterizza (fiocchi di vari colori, occhiali, farfallini...), oltre a ciò però l'artista ha cercato di dare a ciascuno anche una forma diversa: c'è chi ha la testa tonda, chi più a goccia, chi ha la parte finale del corpo aperta a onde oppure chiusa. Tutti i fantasmi tuttavia hanno un aspetto piuttosto carino. 
I disegni sono tracciati dall'autrice con poche linee dai tratti chiari, netti e precisi, che vanno a creare teste tonde, occhi a palla con un puntino nero come pupilla, nasi piuttosto imponenti e esagerati (a volte lunghi e sottili ed altre volte grandi, tondi e tozzi), bocche grandi...
Tutte le immagini risultano inoltre molto colorate, con tinte chiare, accese e brillanti, a volte più intense ed altre più chiare e pallide (come nel caso dell'incarnato dei fantasmi che tende al bianco con alcune sfumature azzurre).
 
 


Sopra: Alcune pagine in cui vediamo i fantasmini e la loro insegnate, oltre che i due ladri, notate i colori brillanti e il modo in cui l'artista ha personalizzato ciascun fantasma.
 
"A scuola, fantasmini!" di Febe Sillani è un testo molto semplice e veloce da leggere, proprio come specificato dal titolo della collana, in quanto si può leggree in 5 minuti (e forse anche di meno).
La storia in effetti può sembrare un po' banale ma è ottima per quei bambini che stanno imparando a leggere, in quanto scritta tra l'altro in stampatello maiuscolo. Se in "La scuola dei vampiri" il lettore seguiva le lezioni di una classe di giovani vampiri, qui la vicenda parla di una classe di fantasmi e delle loro lezioni, le quali però vengono interrotte dall'irruzione nella scuola di due ladri che vogliono rubare materiale, libri e mobili scolastici... per fortuna che ci sono i fantasmi pronti ad intervenire!
Alla fine del libro poi ci sono anche alcune pagine "di esercizi" sulla comprensione del testo. 
A rendere carina la lettura sono soprattutto i disegni della Sillani, semplici, simpatici e molto colorati, i quali accompagnano i giovanissimi lettori passo passo e li supportano nella lettura. Una storia in 5 minuti per chi legge lo stampatello maiuscolo e un testo breve e semplice, perfetto per le prime letture.
 
Tale libro illustrato è statopubblicato nel 2025 dalla EMME Edizioni (un marchio di Edizioni EL). Ha una copertina flessibile, misura 18 cm d'altezza e 13,8 cm di lunghezza, ha 40 pagine e costa 5,90 euro (poi aumentato a 6,90).
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.  

lunedì 3 novembre 2025

Il piccolo libro dei mostri a scuola di Febe Sillane

"Il piccolo libro dei mostri a scuola" è un libro scritto e illustrato da Febe Sillani che fa parte di una collana che si chiama "Libri mostruosi per lettori coraggiosi" di cui vi avevo gia parlato recensendovi il volume "Mostri mostruosi per lettori baldanzosi", il quale raccoglieva tre volumi della serie: "Il piccolo libro degli orchi", "Il piccolo libro dei vampiri sanguinosi" e "Il piccolo libro degli unicorni".
 
 Sopra: Sulla copertina viene mostrata la classe di mostriciattoli con la preside.
 
Da piccoli, anche i mostri vanno a scuola per sviluppare i loro speciali talenti, come viene spiegato all'inizio del volume: "Anche i mostri da piccoli devono andare  scuola per imparare a usare le loro mostruose qualità. 
e lezioni sono tenute dai maestri più feroci e cattivi che ci siano al mondo; insegnano a terrorizzare, inseguire, sbranare e tante altre cose orribili.
Come in ogni scuola che si rispetti c'è un direttrice che vigila su tutto; si chiama signoria Porpora, ha più di trecento anni ed è uno spettro."
Grazie a questo libro assisteremo ad alcune delle lezioni a cui partecipano i piccoli mostri: l'arte dello spavento durante le lezioni di terrore con il maestro Pietro spettro (specializzato in urla agghiaccianti), gli esercizi di cattiveria con la Suprema strega nera (per imparare a mostrarsi crudeli e senza cure in ogni occasione), lo studio delle trappole col maestro orco Magnus (per costruire trappole efficaci con cui catturare le prede), le lezioni di bruttezza (dove gli alunni si esercitano a fare smorfie orripilanti davanti allo specchio) e le attività sportive col maestro Valdo (che insegna ai vampiri come trasformarsi in pipistrelli e alle streghette a volare con la scopa) sono le materie più importanti. 
Faremo poi una visitina anche alla mensa della scuola, dove lavorano due cuoche straordinarie: Orchessa Ortica e Triglia Troll, che preparano cibi apposta per ogni tipo di studente. 
Ottenere il diploma di mostro valoroso non è facile! Bisogna studiare, esercitarsi e alla fine superare l'ultimo ostacolo: le temutissime prove di coraggio!

Sopra: Alcune pagine inizialidel volume, le quali ci mostrano, a destra, la direttrice della scuola, la signorina Porpora.
 
I testi sono riccamente accompagnati dalle illustrazioni opera sempre di Febe Sillani, che sono molto numerose all'interno dei testi, tanto da essere preponderanti rispetto a questi ultimi. Non c'è pagina infatti che non sia occupata almeno per metà da un disegno e alcuni sono proprio a pagina intera.
Vi è ad esempio un piccolo disegno sotto ogni titolo, che serve a comprendere di cosa parla appunto il titolo e quindi il capitolo che si andrà a leggere. Anche le immagini a pagina intera servono ad aiutare il lettore nella comprensione dei testi, nonché a visualizzare i diversi personaggi e scene descritti nei testi a volte aggiungendo anche qualche informazione. Ad esempio quando dicono che le punizioni sno severissime, nei testi viene detto che chi non si comporta bene viene rinchiuso nella stanza delle torture di Miss piovra "che è famosa per la sua fredda e spietata cattiveria" qualcuno potrebbe immaginarsi il peggio, invece nel disegno si vede la piovra mostruosa con in mano un attrezzo per fare il solletico. In altre immagini invece vediamo l'aspetto dei vari insegnanti oppure le scene con gli alunni durante le lezioni.
Le illustrazioni di Sillani hanno uno stile piuttosto personale, dall'aspetto abbastanza esagerato, simpatico e buffo, con dei mostri quindi che, pur riprendendo le sembianze di quelli classici, non fanno assolutamente paura, ma hanno un aspetto bruttino (nel senso positivo del termine) ma carino. I disegni sono tracciati dall'autrice con poche linee dai tratti chiari, netti e precisi, che vanno a creare teste tonde, occhi a palla con un puntino nero come pupilla, nasi piuttosto imponenti e esagerati (a volte lunghi e sottili ed altre volte grandi, tondi e tozzi), bocche grandi...
Tutte le immagini risultano inoltre molto colorate, con tinte chiare, accese e brillanti, a volte più intense ed altre più chiare e pallide (come nel caso dell'incarnato dei vampiri che tende al bianco).
 
  
 
 

 Sopra: Alcune illustrazioni tratte dalle parti sulle lezioni di terrore, di bruttezza e di cattiveria, mentre l'ultima doppia pagina ci mostra i mostriciattoli in mensa.
 
"Il piccolo libro dei mostri a scuola" di Febe Sillani è un libro semplice e grazioso che parla di mostri ma in maniera (abbastanza) simpatica (se non fosse che le punizioni alla scuola dei mostri sono piuttosto severe). La cosa che può risultare particolarmente interessante per un bambino, visto che queste storie sono rivolte ai primi lettori, credo sia il fatto di vedere che anche i mostri vanno a scuola, e come sono fatte le loro scuole, qual è la loro routine. 
In questo libro vedremo i mostriciattoli assistere a varie lezioni, nessuna delle quali riguarda imparare a leggere, a scrivere, la matematica o altre materie a noi familiari (l'unica è la ginnastica), ma si tratta di materie come cattiveria, bruttezza, terrore e l'uso delle trappole.
Oltre alle lezioni assistiamo anche al momento della mensa o a quello in cui i piccoli mostri ci raccontano cosa fanno quando non sono a scuola. 
I testi sono piuttosto semplici, scritti in modo chiaro, con una buona spaziatura tra le righe e con un carattere di grandi dimensioni, tuttavia sono un po' più lunghi e complessi rispetto a quelli che ho visto in "La scuola dei vampiri" e "A scuola, fantasmini!" sempre della Sillani. La grande presenza di illustrazioni, dallo stile semplice, buffo, colorato e simpatico, rendono questo libro (e quelli singoli della serie) adatto già per lettori molto giovani, a partire dai 7 anni/7 anni e mezzo per la lettura autonoma, 4/5 per quella condivisa.
 
Quest'opera è stata pubblicata dalla Emme Edizioni (Edizioni EL) nel 2020, il libro ha 44 pagine, la copertina flessibile, misura 20 cm d'altezza e 15 cm di lunghezza e costa 8,50 euro.
 
Ecco gli altri titoli che Febe Sillani ha scritto per la collana "Libri mostruosi per lettori coraggiosi":
  1. "Il piccolo libro dei mostri" (2016)
  2. "Il piccolo libro degli orchi" (2016)
  3. "Il piccolo libro delle streghe" (2016)
  4. "Il piccolo libro dei fantasmi" (2016)
  5. "Il piccolo libro dei mostri mostruosi" (2016)
  6. "Il piccolo libro dei vampiri" (2016)
  7. "Il piccolo libro dei vampiri sanguinosi" (2017)
  8. "Il piccolo libro dei draghi" (2017)
  9. "Il piccolo libro degli unicorni" (2019)
  10. "Il piccolo libro dei mostri a scuola" (2020)
  11. "Il piccolo libro dei fantasmi da brivido" (2021)
 
     
Sopra: Quattro copertine dei libri di questa serie, per farvi un'idea dell'aspetto dei singoli volumi.
 
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