lunedì 31 luglio 2017

Animals real and imagined di Terryl Whitlatch

"Animals real and imagined" è un artbook contenente diversi lavori di Terry Whitlatch, una concept illustrator e una creator designer che ha creato animali, reali o fantastici, per film (tra cui "Jumanji", "DragonHeart", "Star Wars: Episode 1"), cartoni (come "Brother Beare", della Disney) e videogiochi.

Sopra: La copertina di "Animals real and imagined" mostra, su uno sfondo totalmente bianco, alcune delle creature che il lettore potrà scoprire all'interno dell'opera.

Questo libro è composto da vari capitoli:
- Il primo si intitola "Animals … themselves" e in esso sono raccolti dipinti e illustrazioni che ritraggono in modo molto realistico animali reali quali: canguri, pavoni, scimmie, rane, varani, volpi, animali australiani, e animali marini.
- Il secondo, dal titolo "Animals … imagined", contiene tutta una serie di illustrazioni i cui soggetti (sempre animali ovviamente) sono però frutto di incroci immaginari. In questa parte l'artista ha inserito bestie frutto della della sua fantasia, anche se la maggior parte delle quali nate dall'incrocio tra qualche animale attualmente esistente e alcuni ormai estinti (come ad esempio i dinosauri).
- Il terzo capitolo, dal titolo "Sketchbooks and demos", raccoglie tutta una serie di schizzi (la maggior parte comunque molto dettagliati) che l'artista ha realizzato sia su animali reali che su bestie immaginarie, adottando talvolta uno stile più realistico ed altre uno più cartunesco.
- Nel quarto ("Stylized and animated characters") sono presenti i disegni dell'artista che rappresentano personaggi animati o comunque provenienti da cartoni. Gli animali di questo capitolo (sia reali che immaginari) hanno quindi un aspetto più cartunesco, divertente e stilizzato, meno realistico, talvolta addirittura caricaturale.
- L'ultimo capitolo, infine, si intitola "Creating worlds: justifying the design acknowledgements" e contiene schizzi e disegni completi di altre bestie immaginarie. Questo capitolo si concentra in particolare su una creatura immaginaria creata dall'artista: il Behemoth, per il quale la Whitlatch ha creato un habitat e tutta una serie di altri animali che potrebbero vivere a contatto con esso, perché, come spiega lei stessa all'inizi del capitolo, gli animali e le creature non esistono isolate.

Sopra: Un'illustrazione proveniente dal secondo capitolo ("Animals … imagined"), dal titolo "Yangzan", cioè il nome della bestia alata che l'artista ha rappresentato in questa scena mentre viene catturata da una creatura immaginaria acquatica.

Le illustrazioni presenti nel libro sono molto belle, specialmente quelle che ritraggono gli animali in maniera realistica (sia quando si tratta di bestie reali che di ibridi o creazioni immaginarie), poiché sono ricche di dettagli, molto curate e accurate (anche anatomicamente parlando), tanto da essere perfettamente credibili.

Sopra: Un ritratto presente nel primo capitolo del volume ("Animals … themselves") che rappresenta un paio di pavoni "Jade and Snow", come riporta il titolo del dipinto.


Sopra: Due degli animali inventati dall'artista. Quello più in alto è un maschio di Rino-Dino drago (di cui la Whitlatch ha rappresentato anche lo scheletro) frutto dell'incrocio di un drago e un dinosauro, mentre quello più in basso (The questing beast) è frutto della fusione tra un cobra e un ghepardo con le zampe di mucca. Notare la ricchezza dei dettagli e l'accuratezza della struttura anatomica, che conferiscono grande realismo a queste bestie, facendole risultare perfettamente credibili.

Anche i disegni degli animali per i cartoni (spesso antropomorfi) sono interessanti da vedere, in quanto presentano uno stile molto differente rispetto a quelli disegnati in maniera realistica, con movenze, espressioni e un aspetto particolari, più fantasiosi, dinamici e divertenti (e talvolta anche assurdi).

  
Sopra: Un paio di pagine, provenienti dal quarto capitolo ("Stylized and animated characters") in cui l'artista ha rappresentato gli animali disegnati con uno stile più cartunesco e stilizzato, ma anche più assurdo e divertente.

Anche gli schizzi e le illustrazioni in bianco e nero sono molto belle da osservare, in quanto anch'esse sono ricche di dettagli e sfumature, e spesso accompagnate da molte note.

  
Sopra: Alcune pagine, provenienti dal terzo capitolo, con alcuni degli schizzi realizzati dall'artista. Come si può vedere in queste pagine i disegni rappresentano sia animali reali che immaginari, disegnati con uno stile realistico e stilizzato, da notare comunque la ricchezza di dettagli presenti in ogni schizzo, nonché la notevole quantità di note dell'artista.

Quest'opera è un'ottima raccolta di illustrazioni e schizzi di Terryl Whitlatch, molto ben realizzati. Tutti i diversi tipi di illustrazioni hanno qualcosa da offrire al lettore: quelle degli animali reali a colori sono molto belle da vedere; quelle degli animali fantastici, oltre che belle, sono molto interessanti e fantasiose, capaci di suscitare sorpresa, stupore e meraviglia; gli schizzi possono fornire spunti interessanti all'osservatore e i disegni degli animali più cartuneschi sono divertenti, bizzarri, assurdi e colorati da vedere.
Una raccolta sicuramente capace di intrattenere il lettore e magari anche capace di fornire molti spunti e idee.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2010 dalla Design Studio Press; ha 160 pagine, la copertina flessibile, e misura 22,8 cm d'altezza e 27,8 cm di lunghezza e costa 34,95$.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 17 luglio 2017

Shakespeare illustrated: art by Arthur Rackham, Edmund Dulac, Charles Robinson and others di Jeff A. Menges

"Shakespeare illustrated: art by Arthur Rackham, Edmund Dulac, Charles Robinson and others" è una raccolta di 120 illustrazioni e disegni selezionati da Jeff A. Menges realizzati da una moltitudine di artisti (alcuni molto famosi e conosciuti come Arthur Rackham, Edmund Dulac, Walter Crane, Henry Fuseli, Charles Robinson, John Austen...) dei racconti di William Shakespeare.

Sopra: La copertina di "Shakespeare illustrated: art by Arthur Rackham, Edmund Dulac, Charles Robinson and others" mostra l'illustrazione del 1915 di Charles Robinson (1870-1937) dal titolo "Winter".

Il volume comincia con un'introduzione sul perché il lavori di Shakespeare hanno da sempre riscosso tanto successo, un successo che, anche col passare dei secoli, non si è mai affievolito. Non sorprende quindi che, nel 1786, lo stampatore e incisore John Boydell decise di cimentarsi nella cosiddetta Shakespeare adventure, un progetto (di durata più che decennale) che comprendeva: produrre una grande edizione illustrata dei lavori di Shakespeare (pubblicata dal 1791 fino al 1805), una galleria pubblica di dipinti che rappresentavano scene di teatro e il rilascio di un folio di stampe raffiguranti scene che provenivamo dalle opere del grande scrittore.
Nel 1807 Charles e Mary Lamb produssero poi il volume "Tales from Shakespeare", che conteneva venti suoi racconti scritti con un linguaggio più vicino ai lettori di quel tempo, ma che cercava al contempo di preservare i testi originali evitando moderne parafrasi. Questo libro ebbe un immediato successo e presto ne venne prodotta un'edizione illustrata in cui vennero usate proprio le immagini di Boydell. Verso la fine del diciannovesimo secolo la qualità dei racconti di Shakespeare fu altamente  riconosciuta, così l'autore divenne un simbolo della cultura Britannica. Ciò ha fatto in modo che le opere di questo autore fossero considerate dei soggetti pregiati, degni di essere rappresentati, attirando così nuovi artisti. I soggetti, i costumi e le ambientazioni dei racconti di Shakespeare erano inoltre considerati un interessante soggetto visivo con cui gli artisti potevano cimentarsi.
Quest'opera vuole quindi essere una raccolta delle illustrazioni dei racconti di Shakespeare provenienti dal diciottesimo secolo fino all'epoca d'oro dell'illustrazione, "A welcome assembly (assemblea di benvenuto) of visual information for the admirer (ammiratore) of Shakesteare's stories, the lover (amante) of the theater, and the artist who seeks (cerca) both reference and inspiration."
Le illustrazioni contenute in questo volume appartengono alle storie di: "Romeo and Juliet" (1592), "The two gentleman of Verona" (1592-1593), "A Midsummer night's dream" (1594-1595), "The merchant of Venice" (1596), "As you like it" (1599), "Hamlet, the prince of Denmark" (1599), "The merry wives of Windsor" (1597-1599), "Much ado about nothing" (1598), "Twelfth night"(1599-1601), "King Lear" (1605), "Macbeth" (1605), "The tempest" (1611).
All'inizio di ogni capitolo (che contiene alcune illustrazioni riguardanti un certo racconto) vi è un breve riassunto della storia a cui i le illustrazioni fanno riferimento.

Sopra: Una delle illustrazioni presenti in quest'opera. Questa, in particolare, rappresenta una scena della tragedia di "Romeo and Juliet" ("Romeo e Giulietta"), ed è stata realizzata da Artus Scheiner (1863-1938) nel 1914 e si intitola "Here Romeo took his last leave of his lady's lips".

Le illustrazioni presenti in quest'opera sono state realizzate dai seguenti artisti: Edwin Austin Abbey, John Austem, John and Josiah Boydell, Ford Madox Brown, Lucy Madox Brown, Walter Crane, Eugene Delacroix, Walter Howell Deverell, Edmund Dulac, Charles Folkward, Henry Fusely, John Gilbert, William Hatherell, William Holman Hunt, Frederic Lord Leighton, Sir John Everett Millais, William Mulready, Walter Paget, Frank C. Papè, Noel Joseph Paton, Matthew W. Peters, Maud e Miska Petersham,  Norman Price, Arthur Rackham, Louis Rhead, Charles Robinson, W. Heath Robinson, John Singer Sargent, Artus Scheiner, Frank Schoonover, Charles Sims, John Simmons, George Soper, Hugh Thomson, Henry Willis, John William Waterhouse.
Le varie immagini hanno ovviamente uno stile differente le une dalle altre, essendo state realizzate da diversi artisti. Alcune, inoltre, sono in bianco e nero, mentre altre sono a colori. Sotto ciascuna immagine è riportato il titolo della medesima, l'anno in cui è stata fatta, il nome dell'artista che l'ha realizzata e il nome dell'opera da cui è tratta.

  
Sopra: Due illustrazioni in bianco e nero, entrambe tratte dalla commedia "The two gentlemen of Verona" ("I due gentiluomini di Verona"), di cui quella a sinistra realizzata da Franke Papé (1878-1972) e quella a destra da John (1720-1804) e Josiah (1752-1817) Boydell. 

  
Sopra: Altre due illustrazioni in bianco e nero presenti in quest'opera. Quella a sinistra è stata realizzata da John Austen (1886-1948) nel 1914 ed è tratta dal racconto "Hamlet" ("Amleto"), mentre quella a destra, realizzata nel 1914 da Health Robinson (1872-1944) proviene da"A midsummer night's dream" ("Sogno di una notte di mezza estate").

  
Sopra: Due illustrazioni a colori. Quella a sinistra, del 1911 e tratta dalla tragedia di "Romeo and Juliet", è opera di Charles Folkward (1878-1963) mentre quella a destra (del 1861), tratta da "A midsummer night's dream" ("Sogno di una notte di mezza estate"), è di John Simmons (1823-1876).

     
Sopra: Altre due immagini a colori. Quella a sinistra (del 1908) è di Edmund Dulac (1882-1953) ed è tratta dall'opera teatrale "The tempest" ("La tempesta"); quella destra (del 1894) è tratta da "Hamlet" ("Amleto") ed è opera di William Waterhouse (1849-1917).

Questa è un'ottima raccolta di illustrazioni, selezionate da varie fonti, eseguite da grandi artisti del passato come: Arthur Rackham, Edmund Dulac, Walter Crane, Charles Robinson, John Austen, W. Heath Robinson, Henry Fuseli e molti altri. Coloro che amano le illustrazioni e le opere di Shakespear potranno così trovare in quest'opera più di 120 illustrazioni realizzate da 36 artisti differenti artisti.

Questa raccolta è stata edita nel 2011 dalla Dover Publications, ha 126 pagine, la copertina flessibile, misura 27,8 cm d'altezza e 21,2 cm di lunghezza e costa 19,95$. 

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 10 luglio 2017

Gris Grimly's tales from the Brothers Grimm di Gris Grimly

"Gris Grimly's tales from the Brothers Grimm" è una raccolta di quarantatré fiabe di Jacob e Wilhelm Grimm, ma non una raccolta di fiabe qualsiasi, ma bensì le versioni della prima edizione delle loro storie, quella del 1812.

Sopra: Sulla copertina di "Gris Grimly's tales from the Brothers Grimm" si vede un uomo anziano, col volto coperto, mentre sta leggendo un libro (probabilmente un libro di racconti dei Grimm) circondato da numerose creature provenienti da diverse fiabe (possiamo vedere il principe ranocchio, uno dei tre porcellini, il lupo …)

Come tutti sappiamo le fiabe dei fratelli Grimm sono dei classici che ogni bambino si è sentito  (o ha sentito) raccontare almeno una volta. Tuttavia quasi tutte le versioni in circolazione, quando non sono versioni modificate o riadattate, sono quelle dell'ultima edizione (la settima) del 1857, che si presentano comunque più edulcorate rispetto a quelle originarie.
Come è scritto sull'aletta anteriore di questo libro: "The name alone (da solo) is enough (abbastanza) to call to mind any number of timeless (senza tempo) fairy tales collected by brothers Jacob and Wilhelm in the early nineteenth century. These folktales have been told and retold in many forms for over two centuries, and while (mentre) the particular mix of fantasy, adventured, and wonder  (meraviglia) that defined their seven-volume collection has endured (resistito), the terror, violence, and darkness (oscurità) of the original stories have often been lost (persa) in translation".
Questa raccolta vuole quindi far riscoprire ai lettori (in questo caso inglesi) lo spirito originario delle fiabe dei Grimm, così come era successo per noi italiani con la raccolta edita dalla Donzelli nel 2015 di "Tutte le fiabe" di Jacob e Wilhelm Grimm (trovate il link della recensione che ne avevo fatto più sotto).
Facendo un confronto proprio con questa edizione della Donzelli ho potuto vedere come anche in "Gris Grimly's tales from the Brothers Grimm" sia stata rispettata la fedeltà del materiale originario, anche se in alcuni punti vi sono delle differenze di traduzione tra una versione e l'altra. Proviamo a mettere a confronto l'inizio delle due versioni della fiaba di "Raperonzolo":

Versione tratta da "Gris Grimly's tales from the Brothers Grimm":
"There were once (C'erano una volta) a man and a woman who had long in vain wished (desiderata) for a child. At length the woman hoped that God was about to grant (accordare, concedere) her desire. These people had a little window at the back of their house from which (dalla quale) a splendid garden could be seen, which was full (pieno) of the most beautiful flowers and herbs."

Versione tratta da "Tutte le fiabe. La prima edizione integrale 1812-1815":
"C'erano una volta un uomo e una donna: da tempo desideravano un figlio, ma niente, non arrivava. Finché un giorno la moglie cominciò a sperare per il meglio. Nel retro della casa di questa brava gente si apriva una finestrella che dava sul giardino di una fata. Era pieno di fiori ed erbe di ogni tipo, ma nessuno poteva osare metterci piede."

Le fiabe presenti nella verisone illustrata da Gris Grimly sono: "The frog king, or Iron Henry", "Cat and mouse in partnership", "Faithful John", "Our Lady's child", "The story of the youth who went forth to learn what fear was", "The wolf and the seven little kids", "Rapunzel", "The wonderful musician", "The twelve brothers", "The pack of Pagamuffins", "Little brother and little sister", "The devil with the three golden hairs", "The three spinning women", "Hansel and  Gretel", "The three snake leaves", "The white snake", "The straw, the coal, and the bean", "The fisherman and his wife", "Cinderella", "The three little men in the forest", "The mouse, the bird, and the sausage", "Clever Hans", "Little Red-Cap", "The seven ravens","The riddle", "The Bremen Town musicians", "The singing bone", "The valiant little Tailor", "The Tailor in heaven", "The louse and the flea", "The girl without hands", "The elves",  "Mother Holle", "Clever Elsie", "The wishing table, the gold ass, and the cudgel in the sack", "Thumbling", "The wedding of Mrs. Fox", "The three languages", "The robber bridegroom", "Herr Korbes".

Sopra: Un' illustrazione di Gris Grimly tratta dalla fiaba di "Little Red-Cap", uno dei racconti contenuti all'interno di questa raccolta. Da notare le tinte poco brillanti e la prevalenza di tonalità che richiamano il marrone, ad eccezione del colore del cappello rosso della protagonista, che spicca subito nella scena.

Ad accompagnare le fiabe dei Grimm vi sono le belle e macabre illustrazioni di Gris Grimly, che possiede uno stile alquanto particolare, dai tratti macabri e sinistri, ma al contempo divertenti e strampalati.
All'interno dell'opera vi sono due tipi di illustrazioni: quelle a colori (10) realizzate a tutta pagina su fogli a parte, fatti di una carta diversa (più patinata) rispetto a quella maggiormente grezza del resto del volume, e quelle in bianco e nero, di cui alcune sono comunque a tutta pagina (16), mentre altre sono di dimensioni più ridotte (57) e integrate con il testo.
Le illustrazioni a colori non presentano comunque mai tinte troppo vivaci e brillanti, anzi i colori  e le tonalità che l'artista ha utilizzato sono molto smorzati, e virano molto sui toni del marrone.

Sopra: Un'illustrazione a colori presente nel libro, in questo caso tratta dalla fiaba "Hansel and  Gretel". Da notare i toni smorzati e poco brillanti scelti dall'artista, di cui spiccano quelli del marrone e del grigio.

  
Sopra: Nell'opera sono presenti, oltre a quelle a colori, anche molte  illustrazioni in bianco e nero. Quest'ultime possono essere sia a tutta pagina (come quella a sinistra della fiaba "The seven ravens") oppure di dimensioni più ridotte, comprese nei testi, (come il disegno a destra, tratto dalla fiaba "The wolf and the seven little kids").

"Gris Grimly's tales from the Brothers Grimm" è un'ottima raccolta di fiabe dei fratelli Grimm (dalle più alle meno famose), selezionate nella loro versione originale e accompagnate dalle inimitabili illustrazioni dell'artista Gris Grimly, il cui stile ben si adatta all'atmosfera magica ma spesso macabra di questi racconti. Come è scritto sull'aletta anteriore di questo volume: "The result is a Grimm collection unlike (come) any other (nessun'altra), set in a world that is whimsically (capricciosamente) sinistre, darkly (oscuro) , vivid, and completely unforgettable (indimenticabile)."
E' interessante poter confrontare quest'opera con una analoga pubblicata però in italiano dalla Donzelli Editore: sto ovviamente parlando della già citata "Tutte le fiabe. La prima edizione integrale 1812-1815" di Jacob e Wilhelm Grimm, di cui avevo parlato in un post qui. D'altronde il confronto è inevitabile poiché sono entrambe versioni che si sono impegnate a pubblicare le fiabe dei Grimm nella forma della loro prima edizione (anche se nell'edizione italiana sono tutte presenti, mentre in quella inglese ne sono state selezionate solo alcune), accompagnandole inoltre da illustrazioni di grandi artisti contemporanei: per l'edizione inglese Gris Grimly e per quella italiana Fabian Negrin.
Entrambe le edizioni sono delle ottime opere che permetteranno ai moderni lettori di scoprire le fiabe dei Grimm in una veste che risulterà molto probabilmente nuova a moltissime persone.

  
Sopra: Ho qui voluto mettere a confronto due illustrazioni provenienti da due edizioni differenti e realizzate da due artisti diversi, ma che ritraggono una scena molto simile: la prima (quella a sinistra) è tratta dalla fiaba "The valiant little tailor" e la seconda (a destra) da "Il signor Dettofatto". L'immagine a sinistra, realizzata ovviamente da Gris Grimly, è tratta da "Gris Grimly's tales from the Brothers Grimm" della Balzer + Brain, mentre quella a destra, di Fabian Negrin, proviene da "Tutte le fiabe. La prima edizione integrale 1812-1815" della Donzelli.

Questa raccolta di fiabe è stata pubblicata nel 2016 dalla Balzer + Brain; ha 288 pagine, la copertina rigida dotata di sovracopertina. Essa misura 23,5 cm d'altezza e 18,2 cm di lunghezza e costa 17,99$.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 26 giugno 2017

Guida pratica ai draghi di Sindri Acchiappasole

"Guida pratica ai draghi" è un libro che fa parte di una collana pubblicata dalla Mirrorstone che conta in tutto cinque titoli. Gli altri volumi della collana sono:
- "A practical guide to monsters" (2007)
- "A practical guide to dragons riding" (2008)
- "A practical guide to wizardry" (2008)
- "A practical guide to dragon's magic" (2010).
Tali libro sarebbero dei volumi spin-off di una serie che si intitola: "Dragonlance: the new adeventures", basata su una famosa serie di romanzi fantasy per adulti "Dragonlace" di Laura e Tracy Hickman.

Sopra: La copertina del volume "Guida pratica ai draghi" (di cui qui ho messo l'immagine dell'edizione inglese perché di quella italiana non ne ho trovato nessuna, anche se comunque cambia solo la scritta del titolo) mostra un drago della razza dei draghi verdi che troneggia sopra il titolo.

Come si può intuire dal titolo quest'opera è una guida illustrata sui draghi, scritta da Sindri Acchiappasole (l'autore implicito del testo, dietro cui si cela Lisa Trutkoff Trumbauer), un apprendista mago kender che ha imparato a conoscere i draghi nel corso delle sue avventure e grazie agli insegnamenti del suo maestro: il mago Maddoc. Il libro si apre infatti con una lettera di Sindri indirizzata alla zia in cui le racconta alcune delle sue avventure, spiegandole che sta apprendendo molto presso Maddoc. Il protagonista ha così deciso di scrivere questo testo poiché, come spiega lui stesso: "Potrei riempire cento pergamene con tutte le cose che Maddoc mi ha insegnato finora, ma dato che i draghi sono ritornati nel nostro mondo solo da poco, ho pensato che a te e a tutti gli altri parenti sarebbe piaciuto vedere questo libro che ho messo insieme per raccontare tutto ciò che Maddoc mi ha insegnato sulle grandi bestie".
Il volume è suddiviso in vari capitoli: "L'anatomia dei draghi", "Draghi in combattimento", "Società dei draghi", "La lingua dei draghi", "La vita di un drago" e infine vi è il capitolo intitolato "Tipi di drago", il quale elenca, spiegandole, tutte le varie razze di draghi che esistono nel mondo fantastico in cui abita il protagonista.
Le razze di draghi presenti in questo libro sono distinte in base al colore e si dividono tra draghi cromatici, che sono: il drago bianco, il drago blu, quello nero, quello rosso, il verde e draghi metallici: il drago d'argento, di bronzo, d'oro, d'ottone, e di rame.
Per ogni razza è riportata una tabella in cui sono indicati: l'altezza massima, il peso massimo, l'apertura alare massima, l'arma a soffio, i cibi preferiti, l'habitat, i nemici e il tesoro preferito. Di ogni drago vengono inoltre descritti i tratti distintivi (che comprendono la descrizione delle uova, dei cuccioli e infine degli adulti), la tana e le modalità di combattimento.

Sopra: Nelle prime pagine viene rappresentata la razza del drago (con un'illustrazione a tutta pagina), accompagnata anche da una tabella (che si può facilmente vedere nell'immagine qui sopra) che contiene alcune caratteristiche della razza.

I testi che descrivono le caratteristiche dei vari draghi sono accompagnati da delle belle illustrazioni realizzate da diversi artisti: Emily Fiegenschuh, Todd Lockwood, Jim Nelson, Vinod Rams, Darrell Riche, Eva Widermann e Sam Wood.
Tali illustrazioni servono a mostrare quando riportato nei testi, infatti alcuni disegni hanno accanto delle scritte che spiegano alcune caratteristiche del drago (magari qualche particolare) usando proprio l'immagine come riferimento.
Le illustrazioni che hanno delle scritte accanto non sono state colorate, per dare l'idea che si trattassero di schizzi, mentre le altre (come quelle a tutta pagina in cui viene mostrata la razza del drago e quelle in cui vengono mostrate la forma da cucciolo e da adolescente del drago) sono a colori.
I disegni hanno delle tinte accese e brillanti, l'ideale poiché in questo libro i draghi vengono contraddistinti proprio per i loro colori.

  
Sopra: All'interno del volume si possono trovare illustrazioni a tutta pagina (come quella a sinistra, che mostra al lettore un drago blu), che solitamente mostrano la razza di draghi, e altre sia a colori che in bianco e nero, quest'ultime accompagnate solitamente da scritte e descrizioni (come si può vedere nell'immagine a destra).


Sopra: L'illustrazione a tutta pagina usata per presentare al lettore la razza dei draghi d'argento; da notare l'uso di colori accesi e brillanti.

Quest'opera è un bella guida, ricca di illustrazioni e informazioni, al mondo e alle razze di draghi dell'universo di Dragonlance (a tale proposito vedere il P.S. in fondo al post). Un libro per coloro che sono interessati al mondo di Dragonlance, ma anche per quelli a cui semplicemente piacciono i draghi e che vogliono conoscere un differente modo in cui queste creature sono state rappresentate e classificate.

Quest'opera è stata pubblicata originariamente nel 2006 col titolo "A pactical guide to dragons" dalla MIRRORSTONE della Wizards of the Coast. L'opera è stata edita in italiano nel 2006 sempre dalla MIRRORSTONE, ha 80 pagine, la copertina rigida, misura 28,2 cm d'altezza e 22 cm di lunghezza e costa 19,95 euro.

P.S. In fondo al libro Sindri racconta di aver conosciuto un bardo di nome Tim Waggoner che gli ha chiesto di poter raccontare le sue avventure "Affinché il mondo potesse condividerle". Viene anche scritto che il titolo che Waggoner darà all'opera sarà "Il tempio degli ammazzadraghi". Facendo una ricerca ho scoperto che Tim Waggoner ha effettivamente scritto quest'opera, che si intitola "Temple of the dragonslayer", che fa parte della serie "Dragonlance: the new adeventures", basata sulla famosa serie di romanzi fantasy per adulti "Dragonlace" di Laura e Tracy Hickman. "Temple of the dragonslayer" è il primo di una serie di 8 titoli iniziata nel 2004 e conclusa nel 2010. Questa serie tuttavia non è mai stata tradotta in italiano da quanto mi risulta.
La serie delle "Practical guide" sarebbe stata scritta da Sindri dopo gli eventi della Elidor Trilogy e prima dell'inizio delle nuove avventure della Suncatcher Trilogy (Suncatcher è il cognome originale di Sindri Acchiappasole).

Sopra: La copertina del primo libro della saga di "Dragonlance: the new adventures", saga su cui questo libro illustrato si basa.

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lunedì 19 giugno 2017

Ti conosco, mascherina di Francesca Rossi

"Ti conosco, mascherina" è un libricino di Francesca Rossi, un'artista che ha illustrato anche molte fiabe (tra cui "La bella e la bestia", "La bella addormentata nel bosco", "Cenerentola", "Cappuccetto Rosso", "Raperonzolo", "Biancaneve", "La sirenetta"….). Quest'opera si discosta un po' dal genere di libri solitamente illustrati da questa artista (soprattutto fiabe e classici della letteratura), essendo un volume che presenta ai giovani lettori i personaggi che costituiscono le maschere della Commedia dell'Arte.

Sopra: Sulla copertina di "Ti conosco, mascherina" sono presenti i personaggi di Arlecchino e Colombina. 

Il libro inizia con l'arrivo in città di un carrozzone pieno di attori, pronti a mettere in scena uno spettacolo. Si prosegue scoprendo cosa sta succedendo all'interno di questo carrozzone, in cui gli attori e le attrici si stanno preparando per lo spettacolo, che verrà poi messo in scena la sera stessa. Il giorno dopo la gente del villaggio in cui il carrozzone si è fermato nota la presenza di gente sconosciuta: sono gli attori, ma senza trucchi e abiti di scena.
Dopo questa prima parte introduttiva si susseguono le presentazioni, con relative descrizioni, dei vari personaggi tipici della Commedia dell'Arte: Arlecchino, Pulcinella, Colombina, Pantalone, Balanzone, Isabella, Brighella e Capitan Spaventa.
Alla fine vi è anche una breve spiegazione della Commedia dell'Arte (cos'è, dove e quando nasce, come si è sviluppata ecc….).
La particolarità di questo libro è che i testi sono scritti in rima, per cui anche la presentazione delle varie maschere risulta più piacevole e leggera. Ecco, ad esempio, una parte della descrizione del personaggio di Brighella:
"Brighella è servo saggio e fedele
con veste bianca e sincera espressione
schiena diritta, cappello sul cuore
<<Padrone, comandi!>> è la sua vocazione.
da sempre al servizio della famiglia
esegue gli ordini senza imbrogliare.
Il padrone sospira e langue d'amore?
Brighella si fa messaggero discreto
e porta la storia al suo fine lieto
(…) "
Le varie poesie seguono uno schema di rime libero, tanto che alcuni versi non ne presentano neppure di rime, tuttavia il risultato complessivo è comunque piacevole.
In realtà la descrizione che qui viene fatta di Brighella (quella che vi ho appena riportato sopra) è scorretta, in quanto questo personaggio della Commedia dell'arte viene descritto sì come un servo, in grado di svolgere un'infinità di mestieri, ma è soprattutto un personaggio dall'ingegno acuto sempre pronto a escogitare qualche inganno per il puro e semplice gusto di ingannare gli altri (ben lungi dall'essere un servo fedele). A parte la descrizione di questa maschera, comunque, quelle degli altri personaggi sono rimaste fedeli: Balanzone è saccente, Pantalone è il vecchio avaro, Colombina la servetta dal carattere libero e insolente, Isabella l'innamorata ….

  
Sopra: La rappresentazione della Francesca Rossi di Brighella rispecchia quella tipica del personaggio, come si può vedere confrontandolo con l'immagine a destra.

Le varie illustrazioni della Francesca Rossi (carine e molto colorate, dalle tinte vivaci) che accompagnano i testi servono a presentare e a mostrare al lettore i vari personaggi, oggetti ed eventi della storia. In particolare, ogni descrizione dei personaggi che costituiscono la Commedia dell'arte è accompagnata da un disegno che mostra il personaggio e la maschera in questione. Talvolta i disegni sono inoltre accompagnati da brevi descrizioni su alcuni particolari aspetti o curiosità del personaggio rappresentato.

  
Sopra: A sinistra l'illustrazione della Rossi che rappresenta Arlecchino e a sinistra quella di Isabella. Da notare i colori vivaci e allegri, nonché la presenza di informazioni aggiuntive che accompagnano il disegno dei personaggi (nel caso di Arlecchino sul suo abbigliamento, mentre nel caso di Isabella la sua toeletta).

La Rossi ha rappresentato i vari personaggi e le loro rispettive maschere in modo fedele, rifacendosi ai costumi e alle rappresentazioni classiche.

  
Sopra: La Francesca Rossi ha rappresentato la sua Colombina con il vestito della serva (così come è vestita nell'immagine a destra), tuttavia in alcuni casi ella viene rappresentata anche con un vestito simile a quello di Arlecchino (a pezze colorate).

  
Sopra: Anche il personaggio di Pantalone, il vecchio avaro, è stato rappresentato dall'artista in modo fedele al suo costume e alla sua maschera tradizionale (immagine a destra).

"Ti conosco, mascherina" è un libricino molto carino, accompagnato da illustrazioni allegre e colorate, utile per presentare ai bambini i vari personaggi e le origini della Commedia dell'arte, e per dar loro un piccolo assaggio sulle origini delle maschere più classiche del Carnevale.

Questo libro illustrato è stato pubblicato nel 2011 dalla Edizioni corsare; ha 32 pagine, la copertina flessibile, misura  23,5 cm d'altezza e 16,7 cm di lunghezza e costa 14,00 euro (anche se ora il prezzo è stato abbassato a 10).

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lunedì 12 giugno 2017

Dracula di Agnese Baruzzi

Agnese Baruzzi è una scrittrice e un'illustratrice laureata in Progettazione Grafica; dal 2014 ha realizzato una serie di libri (dei libri-teatro) che si potrebbero definire dei capolavori di ingegneria cartotecnica, dotati di immagini pop up (che fuoriescono dal libro), realizzate anche tramite il paper cutting (la tecnica di intaglio della carta), che vanno a creare dei piccoli teatrini.
Il volume realizzato dalla Baruzzi di cui vi parlerò in questo post è "Dracula", tratto dal romanzo di Bram Stoker.

Sopra: La copertina del libro illustrato di "Dracula" di Agnese Baruzzi riprende i colori (nero, viola, rosso e bianco) e lo stile dei disegni (creati come silhouettes) che si trovano anche all'interno dell'opera.

Come ho detto all'inizio (e come si può capire dal titolo del libro), il romanzo da cui è tratta quest'opera è "Dracula" di Bram Stoker. Il romanzo è stato qui riportato in otto pagine, per cui alcuni eventi sono ovviamente stati omessi e molti sono stati riassunti.
L'opera della Baruzzi si apre con alcuni pezzi del diario dell'avvocato Jonathan Harker che vanno dal 5 all'8 maggio (mentre nel romanzo il diario di Harker inizia dal 3 maggio). In questi pezzi di diario il protagonista racconta del suo viaggio per giungere al castello del Conte dopo che il suo capo lo ha inviato in Transilvania per curare l'acquisto, proprio da parte del Conte, di un'abitazione a Londra. Gli stralci di diario si concludono con i propositi di fuga di Harker dopo che costui si è reso conto di essere ormai prigioniero del vampiro.
In questa prima parte alcuni pezzi del testo sono riportati alquanto fedelmente rispetto all'opera originale, come, ad esempio, questo passaggio:
Versione di Agnese Baruzzi: "Sto scrivendo queste righe mentre aspetto la diligenza che, naturalmente, è in ritardo. Porto ancora la croce al collo. Non so se è a causa delle paure della locandiera, delle molti, lugubri tradizioni di questi luoghi, o addirittura della crocetta, fatto sta che mi sento i quieto come non mai. Se questo quaderno dovesse venire a Mina prima che io torni da lei, le rechi il mio addio".
Versione di Bram Stoker: "Scrivo questa parte di diario mentre aspetto la carrozza che, naturalmente, è in ritardo; porto ancora il crocifisso intorno al collo. Non so se sia a causa del terrore della vecchia signora, ma non mi sento davvero a mio agio come al solito. Se questo diario dovesse arrivare a Mina prima di me, che le porti il mio addio."
Dopo le prime due facciate, in cui sono presenti le parti scritte sotto forma di diario, le altre pagine di testo che seguono sono invece scritte in terza persone (mentre il romanzo di Stoker è internante scritto sotto forma di stralci di diari e lettere). In queste pagine sono stati narrati gli eventi principali del romanzo: un altro paio di confronti di Harker con il Conte; l'esplorazione del giovane della cappella diroccata con all'interno le casse riempite di terra; la fuga di Harker dal castello del Conte (anche se nell'opera della Baruzzi questa avviene prima rispetto a quanto accada invece nel romanzo);  l'arrivo di Mina alla casa dell'amica Lucy; l'arrivo al porto di una nave su cui tutti i marinai erano scomparsi ad eccezione del capitano ritrovato morto legato al timone; alcuni strani comportamenti di sonnambulismo di Lucy, nonché la comparsa di due ferite sul collo di questa; l'arrivo del professor Van Helsing a seguito della chiamata del dottor Seward; il matrimonio di Mina con Harker; la morte di Lucy ecc….
Così come nel romanzo di Stoker anche l'opera della Baruzzi si conclude con la morte del conte Dracula, che si trasforma in cenere. Nel romanzo, tuttavia, Dracula viene ucciso con un coltello in seguito ad un combattimento con Jonathan Harker e Quincey Morris, mentre nella versione della Baruzzi il vampiro muore a causa dei raggi del sole che lo colpiscono in seguito ad uno scontro con Van Helsing. In quest'ultima versione, inoltre, non sono presenti i personaggi di Morris e di Holmhood (due dei tre spasimanti di Mina, di cui il primo è anche l'artefice della morte di Dracula), e neppure Renfield (un pazzo seguace del Conte, ricoverato in un manicomio).

Sopra: L'ultima scena rappresentata nel libro della Baruzzi mostra al lettore la morte del Conte Dracula.

Come ho detto all'inizio sono però le pagine pop-up ritagliate che costituiscono la parte forte di quest'opera. Esse infatti sono state realizzate dall'artista tramite la sovrapposizione di tre fogli: quello più indietro funge da sfondo, gli elementi ritagliati nel secondo foglio tramite il paper cutting danno profondità alla scena aggiungendo elementi al paesaggio e, infine, il foglio più esterno forma la cornice dell'intera scena rappresentata, mostrando al lettore anche gli elementi in primo piano. 
Il particolare effetto teatrale è dato dal fatto che il foglio più esterno e quello di mezzo che compongono la scena sono più corti rispetto a quello dello sfondo, per cui risulta impossibile aprire completamente il libro, riuscendo così a dare una reale profondità alla scena.
Per quest'opera l'artista si è inoltre limitata ad utilizzare solo alcuni colori: il rosso, il nero, il viola e il bianco. Queste tinte sono state usate sia nelle scene pop-up, che nei disegni che accompagnano i testi (i quali presentano anche qualche altro colore, come il grigio, il marrone e il verde, sebbene comunque i primi quattro rimangano quelli predominanti).

  
Sopra: Come si può vedere anche da queste foto alcune pagine del libro sono state realizzate tramite la creazione di veri e proprio "teatrini", creati tramite la sovrapposizione di tre fogli (due dei quali ritagliati tramite il papper cutting), ognuno dei quali conferisce un diverso senso di profondità alla scena. Da notare anche la limitata scelta di colori compiuta dall'artista; nero, bianco, viola e rosso.

Le pagine pop-up (6 in tutto) sono intervallate anche da alcune pagine normali di testo sulle quali sono presenti alcuni disegni, sempre realizzati dalla Baruzzi, che servono ad accompagnare il testo. Lo stile di queste illustrazioni riprende quello utilizzato anche nelle scene pop-up: le figure che vi compaiono (umane o animali) sono sempre delle silhouettes e gli altri elementi di sfondo sono resi in modo semplice ed immediato, alquanto stilizzato.

  
Sopra: Le pagine pop-up sono intervallate da normali pagine di testo, come queste che vi ho riportato qui sopra, sulle quali sono presenti anche delle illustrazioni realizzate con la tecnica delle silhouette. Illustrazioni che presentano comunque una scelta limitata di colori, così come avviene per le pagine pop-up.

"Dracula" di Agnese Baruzzi si presenta come un'opera elegante, innovativa e coinvolgente capace di approcciare anche i più giovani per far loro conoscere uno dei più celebri classici della letteratura horror, servendosi di straordinarie illustrazioni di carta ritagliata, veri e proprio palcoscenici in cui le scene del romanzo prendono vita davanti agli occhi del lettore.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2014 dalla White Star Kids. Il libro ha 34 pagine, la copertina rigida, misura 30,8 cm d'altezza e 21,8 cm di lunghezza e costa 22 euro.

P.S. Gli altri libri-teatro realizzati dall'Agnese Baruzzi sono:
- "Peter pan" di James M. Barrie (2014)
- "Il Libro della giungla" di Rudyard Kipling (2014)
- "Frankenstein" di Mary Shelley (2014)
- "Cappuccetto Rosso" di Charles Perrault (2016)

       
Sopra: Le copertine degli altri libri-teatro creati dall'Agnese Baruzzi. 

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