mercoledì 11 settembre 2024

Tocca il cielo con un mito di Arianna Di Pietro e Valeria de Leo

Qualche tempo fa vi avevo già parlato dell'autrice Arianna di Piero, la quale aveva pubblicato un libro di miti in rima intitolato: "Storie in rima dei supereroi di prima: i miti greci raccontati in filastrocche".
Oggi vi parlo del secondo suo volume, che vi avevo preannunciato anche nell'altra recensione: "Tocca il cielo con un mito" di Arianna Di Pietro e con le illustrazioni, questa volta, di Valeria de Leo.
Questo volume stavolta non è un selfpublishing, ma è edito da una piccola casa editrice chiamata: Gattomerlino Edizioni, la quale nasce nel dicembre 2010, nell'ambito delle edizioni Superstripes Press, che pubblicano testi scientifici in inglese. Gattomerlino, curata e diretta dalla scrittrice Piera Mattei, parte dalla consapevolezza che "l'invenzione" ha caratteristiche analoghe nei diversi ambiti del sapere, e accetta la sfida di mediare il rapporto tra cultura scientifica e letteratura, tra scienza e intuizione e produzione poetica, facendo nascere in uno stesso ambito testi poetici in traduzione, saggi sulla poesia e brevi saggi di divulgazione scientifica di importanti scienziati.
Negli anni il suo progetto si è ampliato e pur conservando quella duplice anima poetico-scientifica Gattomerlino edizioni ha aperto una collana di Prose e racconti, una di Diari, Lettere, autobiografie, documenti e due collane per i ragazzi. La prima, "Capricci", comprende sei storielle filosofiche a firma di Mara Tipetei che è anche autrice delle illustrazioni. La seconda serie "Le avventure nel tempo" si compone a tutt'oggi di due volumi di storie che riportano gli eroi (Robin, un ragazzino, la sua Nonna e il Gatto Saladino, appassionato di storia) ai tempi delle Crociate, del vecchio della Montagna e dei Templari. Negli anni la serie Blu di poesia in traduzione si è arricchita di poesie americane, russe, lettoni, estoni, finlandesi, olandesi, tunisine, spagnole, honduregne, messicane, colombiane, uruguaiane, boliviane.
Tale volume sarebbe inserito nella collana Azzurra, che è quella dedicata a bambini e ragazzi, e in cui si inseriscono anche le collane "Capricci" e "Le avventure nel tempo".
 
Sopra: In copertina potete vedere un'illustrazione interne del libro, in particolare quella dedicata all'ultima poesia "La fine del mondo".
 
Il libro è una raccolta di poesie in rima dedicati ai miti e ai loro luoghi, personaggi e protagonisti. Le filastrocche sono, più nello specifico, suddivise in 5 parti:
  1. Miti scolpiti: poesie dedicate alle statue greche o altre sculture come la Bocca della Verità, la Fontana di trevi, gli obelischi romani, ecc...
  2. Mitici luoghi: poesie dedicate ai luoghi dei miti, veri o reali che siano, come la Magna Grecia, il Vesuvio, la via Laurentina, Pompei...
  3. Mitici tempi: poesie dedicate al tempo e ai modi umano di scandirlo, quindi attraverso i mesi ("Filastrocca di gennaio"), gli anni, le stagioni (in "La primavera di Persefone" o "L'autunno di Bacco"), ma facendo anche riferimento a festività antiche comparate con quelle moderne (tipo il Sol Invictus e il Mundus Patet).
  4. Miti e favole: poesie che raccontano dei miti come quello della nuda Verità, la favola di Esopo "Le rane chiedono un re", o "I tre setacci di Socrate"...
  5. Esseri perfetti: poesie dedicate alle divinità greche.
Le poesie sono molto carine e tutte molto orecchiabili grazie all'uso delle rime baciate che rendono i testi molto musicali e piacevoli da ascoltare.
 
 L'occhio di Polifemo
"Siamo noi Polifemo, 
quel gigante un po’ scemo 
che, credendo a Nessuno, 
è rimasto a digiuno. 
 
Ma la colpa è la sua 
se si è fatto la bua, 
perché un occhio soltanto 
non s’accorge di quanto 
sia un po’ troppo estremista 
solo un punto di vista. 
 
Solo i lungimiranti 
sono i veri giganti"
 
 
 La fine del mondo
"Per i greci la fine del mondo
era presso uno spigolo in fondo,
dove il mare finiva all'ingiù,
perso nell'universo più blu.
 
Una pioggia su altri pianeti,
una doccia su mondi segreti.
COme l'acqua che, dentro alla vasca,
giunge al bordo, la supera e casca.
 
Lì fu posto il confine agli umani,
quando Ercole con le sue mani
volle issare due enormi colonne:
"da qui in poi nn più uomini o donne!"
 
E a tutt'oggi ricorda la Terra,
sullo stretto che c'è a Gibilterra,
quell'antico confine del mare
che fu solo paura d'osare."
 
 Sopra: Le pagine con l'illustrazione la poesia dedicata alla Bocca della Verità, un antico mascherone in marmo, che un tempo fungeva da tombino, murato sulla parte della chiesa di San Maria in Cosmedin a Roma.
 
Questa volta le illustrazioni sono affidate a Valeria De Leo, un'artista italiana che ha realizzato per questo libro delle tavole semplici ma molto graziose, carine e colorate, e anche dal tocco un po' umoristico, ben in linea con lo stile delle poesie qui proposte.
Le illustrazioni, tutte a pagina intera, non hanno uno stile particolarmente realistico e ricercato, anzi parte del loro fascino sta nella loro semplicità e genuinità, oltre alla loro ironia. Esse rappresentano i soggetti descritti in questa o in quella poesia aggiungendovi un pizzico di umorismo, per cui: nell'illustrazione dedicata alla poesia sul Halloween romano vediamo uno scheletro seduto su un triclinio mentre mangia dell'uva; oppure nel mito di Persefone vediamo la ragazza contesa tra Ade e la madre; nella poesia dedicata ad Europa, vediamo la fanciulla seduta in groppa a un toro (che rappresenta Zeus) mentre esce fuori da una moneta, poiché essa viene raffigurata sulle monete degli euro...
Le illustrazioni, dai colori accesi, vividi e brillanti, stavolta sono ben fatte e, come dicevo, molto carine, accompagnando con leggerezza e in modo simpatico le poesie dell'autrice.

 

Sopra: In alto a sinistra il disegno dedicato alla poesia "In occasione del Vesuvio innevato" che parla del dio Efesto, a destra quella di "Mundus patet (ovvero Halloween a Roma) e in basso le pagine della poesia "La primavera di Persefone"
 
 "Tocca il cielo con un mito" di Arianna Di Pietro è libricino molto carino con 42 filastrocche dedicati a luoghi, personaggi e storie dei miti greci.
Rispetto alla precedente opera pubblicata in self-publishing questo volume presenta decisamente una maggiore qualità sebbene pubblicato da una casa editrice piccolina e poco conosciuta. Il miglioramento si vede subito nelle illustrazioni, che questa volta sono opera di Valeria de Leo, le quali sono molto carine, graziose, simpatiche, con dei colori accesi e brillanti, e rappresentano quanto narrato nei testi con un tocco di ironia che non guasta.
Le poesie sono anch'esse molto carine anche loro sono migliorate rispetto a quelle del precedente volume, che se vi ricordate, pur essendo anch'esse piuttosto ben fatte, ogni tanto presentavano qualche scivolone con il linguaggio, vendo usati dei termini troppo colloquiali e poco eleganti che un po' stonavano con il tono generale delle poesie. 
Stavolta la scelta dei temini e anche della metrica mi sembra essere stata più accurata. Le poesie risultano spesso anche più corte, forse perchè la maggior parte non racconta più di storie complete, piuttosto lunghe, ma molte sono dedicate a un personaggio, a un luogo o aun oggetto particolare.
Molte si caratterizzano ancora per un po' d'ironia (come le poesie su Poseidone che avrebbe voluto fare il surfista, o quella di Atlante che si lamenta di portare sulla schiena degli ignoranti convinti che la terra sia piatta) e anche per dare qualche piccolo insegnamento: come quella su Polifemo in cui si afferma che "Solo i lungimiranti / sono i veri giganti", oppure quella di "Il letto di Procuste" dove si dice che "Quando c'è un tipo che / è più o meno di te / attira le tue ire, / ma questo non vuol dire / che sia per forza meglio, / più in gamba, bello o sveglio, / è solo differente, / dai guai neanche lui esente. / Impara a farci i conti / e non temer confronti."
Un testo molto carino che, attraverso varie filastrocche che, a volte anche con un po' di ironia e simpatia, finiscono per insegnarci tante cose swl nostro paese e della nostra cultura: tipo cos'è la Bocca della verità, vari monumenti e statue importanti e amate, alcuni fatti storici, l'esistenza di antiche festività, il nome e il ruolo di alcune divinità greche, alcuni miti greci, ecc...
Anche in questo caso un libro da poter proporre a partire dai 4/5 anni, andando poi magari a spiegare alcuni fatti o monumenti che i bambini magari non possono ancora conoscere. Può essere carino anche per dei bambini di 10 anni che magari a scuola stanno affrontando i greci, così da proporgli qualche approfondimento o curiosità in maniera simpatica e leggera.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2024 dalla Gattomerlino Edizioni, ha una copertina flessibile, ha 82 pagine, misura 17 cm d'altezza e 20,5 cm di lunghezza e costa 15 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 9 settembre 2024

SPECIALE : Libri non illustrati (SUPER BRIVIDI di Tom Becker e Johnny Rosso)

In questo speciale dedicato ai libri non illustrati (mentre il mio blog sarebbe specializzato in quelli illustrati) vi parlerò di alcuni libri dei "SUPER BRIVIDI" una collana di romanzi per ragazzi di ambientazione horror pubblicata dalla Mondadori Editore dal 2002 al 2014.  
Nei "SUPER BRIVIDI" sono state pubblicate storie tratte da altre serie di Stine (per esempio da Mostly Ghostly) e di altri autori come Scott Hughes, Robert Swindells, Darren Shan, Celia Rees e Johnny Rosso (pseudonimo di Carlo Martigli). La serie è orientata a un pubblico in una fascia di età superiore rispetto a quello di "Piccoli Brividi" (10-13 anni).
I libri di cui vi parlerò io ad esempio comprendono la trilogia di "Darkside" di Tom Becker (in inglese in realtà esistono cinque libri, di cui gli ultimi due sono: "Timecurse" e "Blackjack");  il secondo titolo di "La trilogia della morte", che comprende anche i volumi di "L'agriturismo della morte" e di "La signora della morte" e il terzo di "La trilogia degli zombie" (ambientati in una strana scuola nella quale gli allievi sono giovani zombie, ma non sanno di esserlo) di cui i primi titoli sono: "La scuola degli zombie" e "La clinica degli zombie".
 

47 - "DARKSIDE: La città del male" di Tom Becker con 288 pagine, edito nel 2008 dalle Mondadori Editore (costo di 5,90 euro. Titolo originale: "Darkside", 2007).
Jonathan e Ricky vivono a Londra, non si conoscono ma c'è qualcosa che li lega: i due ragazzi infatti ancora non sanno che spietati cacciatori sono sulle loro tracce! Un giorno, durante una gita scolastica, Ricky scompare. La polizia indaga, ma il ragazzo sembra svanito nel nulla. Jonathan, alla ricerca della verità sul mistero della sua famiglia (sua madre Theresa è morta quando lui era piccolo, ma sua padre non ne parla mai, mentre suo padre è spesso malato e ricovrato in ospedale), scopre un mondo oscuro e pericoloso, popolato da strane creature al di fuori del tempo e delle leggi umane... un mondo dove regna il male, da dove è quasi impossibile uscire. Quasi.
A quanto pare il padre di Jonatha, Alain, vi si recava spesso, a Darkside, ma una dozzina d'anni prima un crollo bloccò l'unico ingresso che Alain conosceva per accedervi e da allora non ha fatto altro che cercare un nuovo passaggio, fino a stare sempre più male. Ed ora qualcuno si è messo sulle sue tracce e su quelle di Jonathan, che si vede costretto a recarsi da un certo Carnegie, nome che suo padre ha pronunciato poco prima di sparire dall'ospedale. Per sfuggire da questi cacciatori Jonathan decide di recarsi a Darkside da Carnegie, ma la cosa si rivela meno facile del previsto in quanto Darkside è come una città sotterranea, una Londa ferma ancora al 1800, abitata da persone poco raccomandabili, i cui predecessori provenivano dalla Londa "di sopra": "Anche le nostre famiglie vivevano nella tua parte di Londra, sai. Ma molti anni fa, durante il regno di quella strega di Vittoria, le autorità decisero di ripulire le strade, La loro scintillante città era troppo preziosa per quelli del nostro stampo. Così radunarono i nostri nonni - tutti i drogati, i corrotti e i criminali che potevano trovare -e li rinchiusero in questa zona. Noi siamo i loro discendenti. Tutti a Darkside hanno il male nle sangue e alcuni ne hanno più di altri. [...] Le autorità non vogliono che si sappia dell'esistenza di un mondo pieno di pericoli a un passo dalle loro belle casette sicure. SI scatenerebbe l'inferno." Oh, e a quanto pare coloro che misero a capo della città era Jack lo squartatore, tanto che anche attualmente a capo dell città vi è suo nipote, Thomas Ripper. Inoltre a Darkside c'è proprio un'altra aria, per cui le persone che provengono da Lightside (dalla città di sopra) si sentono male quando cercano di raggiungere la città sotterranea: "C'è così tanta malvagità nell'aria che devi essere in grado di comprenderla o ti farà uscire pazzo. Gran parte delle persone non può fronteggiarla. Crolla, impazzisce...". Fortunatamente Jonathan è in parte di Darkside, e questo gli consente di adattarsi velocemente all'ambiente senza subirne conseguenze nefaste.
Per fortuna Jonathan viene aiutato da una ragazza che, oltre a salvarlo da un borseggiatore, gli indica dove vive Carneige, un investigatore privato e... un licantropo. Jonathan rischia quasi di venire sbranato, fortunatamente l'investigatore riconosce una pallottola in possesso del ragazzo e così si ricrda di Alain, suo padre, e si calma, decidendo di aiutare Jonathan a capire costa sta succedendo e a tirarlo fuori da questa situazione pericolosa.
Una storia molto avvincente e appassionante, fatta di misteri su cui indagare (tra cui scoprire le origini della propria famiglia, di chii Jonathan è sempre stato tenuto all'oscuro), inseguimenti, fughe, mostri, criminali, cacciatori di taglie pronti a tutto... Bella e interessante anche l'ambientazione, con questa città sotterranea stile Londra del 1800 in cui vivono principalmente criminali.
 
 
 Sopra: Sulla copertina vediamo un bambino (Jonathan o Ricky) in trappola dentro una gabbia, assieme a molti altri animali, sempre intrappolati. A destra altre copertine inglesi/americane.
 
49 - "DARKSIDE: La morte in agguato" di Tom Becker con 272 pagine, edito nel 2008 dalle Mondadori Editore (costo di 5,90 euro. Titolo originale: "Lifeblood", 2007).
In un quartiere segreto di Londra affollato di creature malvagie Jonathan affianca l'uomo mannaro Carnegie, investigatore privato, nell'indagine sui misteriosi Gentiluomini di cui si era occupata anche sua madre, ora scomparsa. 
I due infatti vengono ingaggiati per scoprire l'identità di una vittima sconosciuta; secondo quanto riportato da Arthur, il direttore del giornale: "In mezzo alla viuzza giaceva il corpo di un uomo, o ciò che ne rimaneva: sembrava essere stato dilaniato da un branco di animali selvatici. Quella vista mi ha quasi nauseato. [...] Ed è qui che entra in scena lei, Carnegie. vogliamo che ci aiuti a scoprire chi è quell'uomo e che cosa gli è successo.". Il problema è che la vittima è stata assassinata nello stesso modo di un altro uomo dodici anni fa, un certo James Arkel, che era stato un erede al trono di Jack lo Squartatore (Darkside è infatti governata dai discendenti di quest'ultimo, come Jonathan ha appreso nella prima avventura). Quando l'attuale sovrano muore, la sua prole deve combattere la Successione all'Ultimo Sangue, una lotta all'ultimo sangue senza esclusione di colpi in cui il vincitore diventerà il nuovo sovrano di Darkside: "... il rito di passaggio che determina ogni nuovo governante di Darkside. La Successione all'Ultimo Sangue ebbe inizio con il primo governante di Dark side, Jack, che nella sua diabolica saggezza decretò che i suoi figli avrebbero dovuto combattere fino alla morte per determinare chi sarebbe stato l'erede designato. Si sarebbe potuta inseguire la vittoria, lecita o ignobile che fosse, finché si rispettava una sola regola: la battagli doveva aver luogo a Lightside, dopo la morte di Jack. Questo per ricordare le origini del nuovo Rupper di Darkside, e degli abitanti di Lightside irrisoluti e timorosi che li avevano un tempo banditi dal resto di Londra. PEr evitare che scoppiasse una guerra senza quartiere prima della sua scomparsa, Jack decretò inoltre che i suoi eredi vivessero a Darkside sotto falso nome e giurassero di nascondere la loro vera identità fino al giorno della Successione."
 Quando la vittima dell'omicidio di dodici anni prima si rivela essere un erede nascosto dello Squartatore, la città è esplode in un tumulto.
Jonathan e Carnegie vengono aiutati dai membri del giornale di Darkside: "L'Informatore": "Era l'unico quotidiano di Darkside ed era vecchio quasi quanto lo stesso quartiere. Data la generale tendenza verso chi faceva domande e curiosava negli affari degli altri, era stupefacente fosse riuscito a tirare avanti per così tanto tempo. La sua sopravvivenza in parte era dovuta all'insaziabile desiderio del pubblico di leggere di audaci crimini e piani scellerati. Il giornale però svolgeva anche una funzione pratica: in un mondo senza televisione, il modo migliore per vendere qualcosa era pubblicizzarla nelle sue fruscianti pagine di colore marrone.
Anche se tollerato, il giornale non era certo popolare. A Darkside il giornalismo era un modo pericoloso di guadagnarsi da vivere."
Qui Jonathan scopre che la madre scomparsa era una loro reporter, e che è scomparsa più o meno nello stesso periodo in cui è avvenuto il famigerato omicidio. Jonathan è certo che i due eventi debbano essere collegati, per cui se riescono a risolvere l'ultimo crimine, forse possono scoprire cosa è successo a sua madre.
Jonathan torna a Lightside per scoprire altre risposte, scoprendo che, ancora una volta, qualcuno non è chi dice di essere.
Un'altra storia ricca di azione, ma anche di misteri, dove questa volta Jonathan si ritrova a fare un po' da assistente/aiutante all'investigatore privato Carneige (e vediamo approfondirsi anche il loro rapporto di amicizia), ed insieme si ritrovano a dover risolvere un interessante e complicato caso in cui si vede implicata addirittura la successione al governo della città di Darkside. Caso complicato perchè gli abitanti di Darkside sono soliti nascondere sempre qualcosa e questa volta l'evento vede implicato anche una creatura sovrannaturale: la Fenice Nera.
Questo libro ci permette ulteriormente di approfondire l'affascinante ambientazione della città di Darkside, che nel primo libro dava un po' l'impressione di non essere poi un'ambiente così ricco di malvagità. In questo l'autore ha introdotto nuove notizie che rendono effettivamente gli abitanti della città sotterranea più sanguinari, come la Successione all'Ultimo Sangue o il modo in cui i giornalisti sono trattati nella città.

     
 Sopra: In copertina vediamo comparire la Fenice Nera, con le sue piume nere e gli artigli e  il becco sporchi di sangue. A destra altre copertine inglesi/americane del 2007 e del 2008.
 
51 - "DARKSIDE: Trappola nelle tenebre" di Tom Becker con 288 pagine, edito nel 2009 dalle Mondadori Editore (costo di 6,50 euro. Titolo originale: "Nighttrap", 2008).
Le forze del male di Darkside sono tornate all'attacco. Il vampiro Vendetta ha rapito la signora Elwood, la donna che ha fatto da madre a Jonathan dopo la scomparsa di Theresa Starling, e per liberarla chiede un riscatto altissimo: un gioiello di inestimabile valore, la famosa Pietra Scarlatta. Toccherà a Jonathan il compito di procurarselo, come gli fa capire per bene il vampiro Vendetta: "- Non preoccuparti, è al sicuro, per ora. Che continui ad esserlo dipende da te.
- Che cosa vuoi? - chiese Jonathan a denti stretti.
Il vampiro fece un cenno rapido a Raquella.
- Dagli il ritaglio.
La ragazza gli allungo la prima pagina di una copia dell?Informatore di Darkside, occupata interamente da un unico articolo.
 
LA PIETRA SCARLATTA E STATA RITROVATA!
RICCO EREMITA SI AGGIUDICA L'AMBITO TESORO DI DARKSIDE.
di Arthur Blake

[...] Jonathan alzò un sopracciglio confuso.
- E allora? - disse.
Il vampiro rimase immobile con gli occhi fissi sulle creature che stridevano i denti davanti a lui.
- Avrai notato che sia io che Marianne non siamo riusciti nell'intento di accaparrarci la preziosissima pietra. L'intervento di Xavier è giunto del tutto inaspettato. È rimasto nascosto per anni nels suo palazzo a Lightside, si diceva addirittura che fosse impazzito. Ma, a quanto pare, gode di perfetta salute. E ora io e Marianne abbiamo unito le forze per cercare di carpire la pietra dalle sue mani avvizzite.
- E io cosa c'entro in tutto questo?
- Non hai capito? Sarai tu che recupererai la pietra per noi, Jonathan! [...]
- Hai una settimana di tempo - disse freddamente il vampiro. - Consegnaci la pietra entro la mezzanotte di giovedì prossimo o la tua amata signora Elwood conoscerà il significato della parola dolore."
Peccato che la debba rubare dalla cassaforte di Cornelius Xavier, un losco individuo, tanto ricco quanto diabolico, che ha fatto una fortuna dirigendo delle fabbriche di seta a Darkside (de luoghi orribili a quanto pare: "dove la gente lavorava venti ore al giorno e i bambini venivano stritolati dalle macchine"), che vive rinchiuso in una dimora super protetta come una fortezza. Sarà un'impresa a dir poco impossibile, e Jonathan lo sa. Ma per salvare la signora Elwood è disposto a rischiare la vita e assieme a lui ci saranno anche investigatore privato nonché uomo lupo Carneige e Raquella, una ragazza amica di Jonathan che lavora come cameriera al servizio di Vendetta, e che è stata incaricata da quest'ultimo di aiutare il ragazzo nell'impresa, d'altronde come lui afferma: "Sembri sempre così ansiosa di aiutare il ragazzo che ho pensato di venirti incontro e risparmiarti la fatica di tradirmi un'altra volta. Non sono forse un padrone gentile e generoso?".
Così Jonathan e Carniege si ritrovano coinvolti in un altro caso, anche se questa volta dovranno prepararsi a compiere un furto in casa di una persona che sembra innocua (alta "poco più di un metro e mezzo, la postura dolorosamente incurvata", il ventre prominente e la pelle flaccida), ma che in realtà, così come Jonathan ha imparato vivendo un po' a Darkside, non è per nulla ciò che sembra 
Qui conosceremo altri luoghi della città di Darkside, tra cui gli Slattens Garden, un quartiere specializzato nella compra-vendita di gioielli e dove solo le donne vi possono accedere, e dove il trio si reca per cercare informazioni riguardo alla Pietra Scarlatta, il gioiello più prezioso e ambito di tutta Darkside.
Un'altra avvincente avventura ricca di azione (e qualche colpo di scena finale), dove Jonathan si ritroverà a doversela vedere con un'altra mostruosa creatura, che dovrà riuscire a battere se vuole salvare la sua madre adottiva, i suoi amici e ...se stesso, facendo attenzione che nessuno cerchi di tirare loro qualche brutto tiro, d'altronde non ci si può fidare degli abitanti di Darkside.

 
Sopra: A destra la copertina italiana, che mostra Jonathan fuggire da un'orrenda creatura aracniforme, mentre a destra l'edizione inglese del 2008.
 
57- "SUPER BRIVIDI: scuola di morte" di Johnny Rosso con 238 pagine, edito nel 2010 dalle Mondadori Editore.
La vita di Paul Tantum è cambiata. Ha compiuto quattordici anni, e ora sa di appartenere a una famiglia di mutanti. Sa anche che quando muta si trasforma in un licantropo, veloce e fortissimo. Ma l'idea di andare in una nuova scuola, per giunta per mutanti, lo spaventa non poco: "Una scuola tutta nuova alla quale i miei genitori mi avevano iscritto dopo che avevo compiuto i quattordici anni e avevo scoperto di essere un mutante. E i mutanti, anche se non sono obbligati, normalmente frequentano scuole speciali, tutte per loro."
Inoltre, come gli ha spiegato suo padre: "Semplicemente stai per andare in un istituto adatto a te, dove tra l'altro incontrerai altri ragazzi con il tuo stesso dono. È importante che tu ci vada perchè solo così imparerai a controllare veramente i tuoi poteri. È il momento giusto. Alla stessa cosa abbiamo fatto la stessa cosa tua madre e io, e anche tua sorella." 
D'altronde anche se è una scuola per mutanti non esistono due mutanti uguali, e ognuno deve imparare a controllare il suo potere e frequentarla è come vivere un'avventura, come gli dice suo padre all'inizio.
Quando poi sale sullo scuolabus guidato da uno scheletro in divisa Paul capisce che l'avventura è appena cominciata: "Quello scuolabus sembrava uscito da un film dell'orrore da quanto era lugubre. Secondo me portava anche male e lo intuii dal brivido di freddo che mi scorse lungo la schiena. Qualche mente malata e depravata lo aveva dipinto di un viola brillante, che mi riportò alla mente la tinta della fodera delle casse da morto. E già solo uel colore dava sensazioni poco piacevoli.
Ma non era solo quello a inquietarmi, anche la sua forma non era per nulla rassicurante. Sembrava una lunga, lunghissima automobile delle pompe funebri, solo molto più grande. [...] vidi l'autista e per poco non mi piglió un colpo. Era un tipo alto, con addosso una specie di divisa, una tuta lisa, che un tempo doveva essere azzurra, con qualche rammendo. La sua magrezza era tale che era facile immaginare, sotto quella tenuta lurida, uno scheletro senza carne. Il particolare che mi tolse ogni residuo di goccia di saliva dalla bocca furono gli occhi: le sue pupille rosso fuoco mi fissavano come se fossi coperti da scarafaggi."
Peccato che durante il viaggio d'andata in autobus una ragazza comincia a urlare perdendo sangue dagli occhi... e Paul capisce che le cose si stanno già mettendo davvero male. L'autista e un altro ragazzo cercano di aiutare, ma sarà una ragazza di nome Edda risolvere la situazione. Una ragazza che Paul aveva già notato sull'autobus, con: "lunghi capelli neri, lisci come la seta brillavano di riflessi azzurri. Il suo viso, un ovale perfetto possedeva delle deliziose fossette ai lati della guancia. E i suoi occhi, verde smeraldo, erano come quelli di un gatto nero, un taglio leggermente orientale."
Così Paul i ritrova proprio in mezzo a un'avventura, una che non avrebbe mai pensato di vivere.
Fortunatamente già il primo giorno di scuola Paul si fa un nuovo amico: Goroff Cleveroff, una specie di uomo-bestia gigante di quattordici anni, dotato di una forza straordinaria. Adattarsi alla nuova scuola non è facile, soprattutto se una professoressa, la Lugosi, sembra averlo preso di mira poiché teme che lui si ritenga avvantaggiato poiché è un Tantum, inoltre sembra avere dei pregiudizi su di lui e crede che sia lui il colpevole per ciò che è accaduto alla ragazza sull'autobus. La professoressa Lugosi suggerisce addirittura di metterlo in isolamento e questo fa trasformare Paul, che rischia di aggredire la donna. Il preside Tantum comunque chiede a Paul di aiutarlo a capire che cosa sta accadendo all'interno della scuola, poiché sospetta che alcuni demoni vogliano prenderne il controllo. In effetti a scuola sembrano succedere cose strane, e Paul non riuscirà a tenersi fuori dai guai a lungo, e anche Edda non sembra raccontarla giusta ... ma ben presto Paul scoprirà che lei non è l'unica a nascondere qualcosa...
Una storia ricca di avventura, con tanti segreti e identità segrete, in cui parecchi sembrano non essere quello che dicono. Inoltre mi è piaciuta l'ambientazione scolastica, con la scuola di mutanti, i quali a quanto pare proteggono gli umani e la Terra dai demoni, ma in questa avventura Paul scoprirà che le regole del gioco non sono così semplici e che non tutti i demoni sono cattivi e non tutti i mutanti sono buoni.
  
 
 Sopra: Al centro della copertina vediamo l'autista della scuola (viola) per mutanti dove anche il protagonista deve recarsi: una creatura demoniaca e dall'aspetto tutt'altro che rassicurante.
 
63 - "SUPER BRIVIDI: Zombie Kombat" di Johnny Rosso con 224 pagine, edito nel 2012 dalle Mondadori Editore.
Per la scuola degli zombie arriva uno dei momenti più belli dell'anno: la gita! Nella scuola di Matteo tutti sono degli zombie, tranne il preside, chiamato il Giallo, per via del colore della sua pelle: "Il Giallo era il preside, lo chiamavano così epr via del suo colore, non proprio quello di una persona sana. Aveva la pelle come il cuoio, ma bisognava anche capirlo. Un essere umano come lui, che aveva scelto di vivere con noi e di dirigere la scuola, senza mai uscire o quasi, non poteva avere una pelle fresca e delicata come gli esseri umani che vivevano alla luce del sole, in mezzo al verde, o vicino al mare, a respirare l'aria pura."
Matteo e i suoi compagni saranno protagonisti di un gemellaggio con un'altra prestigiosa scuola di zombie e non vedono l'ora: "D'altra parte, non capitava tutti i giorni che la nostra scuola fosse sfidata in una serie di gare da un'altra scuola. 
E' vero, sono cose che capitano molto spesso, ma solo agli studenti umani. Per noi giovani zombie questa era un'occasione unica. Un modo per uscire da quel maledetto tran tran di tutti i giorni, dalla noia mortale, da morti, appunto, quali siamo noi.
Morti speciali, che vivono una vita strana, chiusi all'interno di una scuola, nel sottosuolo di un cimitero, nascosti alla vista degli esseri umani. Un po' per non spaventarli e un po' perchè non siano loro a cacciarci e a farci morire definitivamente. Ma anche per evitare che si mettano a studiarci come fenomeni da baraccone."
La scuola è stata creata dopo che il preside ha scoperto il segreto per ridare la vita alla figlia defunta, Giada, e poi ha ridato la vita anche ad altri ragazzi zombie per farle compagnia e per dare anche ad altri ragazzi l'opportunità di vivere anche dopo la loro morte. Tra l'altro Matteo ha un certo debole per Giada.
Gli studenti sono tutti felici che esista un'altra scuola come la loro, con dei morti viventi come studenti, ma l'entusiasmo si trasforma in puro terrore appena mettono piede nell'edificio. C'è qualcosa di molto strano negli studenti, nel preside e soprattutto nella mensa... E sarà proprio la cucina della scuola a riservare non poche e orride sorprese. 
L'altra scuola è più bella essendo una vecchia villa, anche perchè dà agli studenti la possibilità di stare all'aperto, dentro un giardino con alberi e piante, e offre agli studenti del cibo molto più buono, ma che ha ... qualcosa di strano, qualcosa che rende gli studenti più forti e dall'aspetto più sano, ma che sembra creare anche una serta dipendenza. Inoltre il cibo viene portato in mensa su dei carrelli elevatori in quanto tra gli studenti e il cuoco c'è una sorta di patto: "noi dobbiamo stare alla larga dalla cucina, il cuoco però deve stare alla larga da noi!".
Fortunatamente Marco non ha mai mangiato quella strana carne, anche perchè lui è già abbastanza forte di suo, da quanto il Dottor Morte lo aveva "trasformato in una specie di Mister Muscolo", donandogli una forza anomala, anche se come come spiega Marco: "All'inizio sarei voluto ritornare magro come un tempo e avevo odiato questo mio nuovo corpo. Ma a mano a mano mi ci ero abituato e ora non mi accadeva più di pensarci con rimpianto. tutti mi rispettavano e, dato che non approfittavo mai della mia forza, tutti mi volevano ancora bene come prima."
Proprio per il suo aspetto più forzuto sembra che Matteo sia subito preso di mira da Gaspare che si autodefinisce il "capo della scuola": "Era grosso, con le spalle larghe e un collo che sembrava quello di un toro. Aveva la pelle di un rosso chiaro, quasi umana, un cranio completamente pelato, su cui sfoggiava una strana scritta. Ero leggermente più alto di lui, per cui riuscii a leggere tre lettere: una emme, una d e una u. MDU. Chissà che cavolo voleva dire. Quando fu a pochi passi da me mi squadrò da capo a piedi, con l'aria di chi annusa un avversario. Mi porse la mano e quando gliela strinsi mi accorsi che aveva sei dita.
Lui mi guardò e aprì la bocca. Non voleva sorridermi, ma soltanto farmi notare i suoi denti d'acciaio, che brillavano in modo sinistro."
Anche il preside dell'altra scuola, Mortimer, non sembra un tipo molto raccomandabile, anzi, è qualcuno che crede nella legge del più forte e che "la vita è piena di sfide e che sopravvive solo il più forte." Infatti i giochi organizzati da lui in realtà non si rivelano essere proprio dei giochi nel senso divertente e amichevole del termine, ma più delle sfide pericolose e all'ultimo sangue (anche se a competere sono degli zombie) come: lotte all'ultimo sangue; una gara di scavo di una fossa con le unghie, in cui il vincitore doveva buttare dentro il perdente ricoprirlo con la terra scavata; prendersi a frustate con vipere vive; ecc...
Quella che doveva essere una specie di gita scolastica, con l'occasione di conoscere dei nuovi amici e altri simili a loro, si trasforma in una trappola mortale, e Matteo e i suoi compagni si ritroveranno a dover affrontare prove terribili, che li spingeranno a lottare duramente per sopravvivere, e a dover scoprire un segreto terrificante. Fortunatamente ad aiutare Matteo c'è anche suo ratto zombie Zuppo, che a volte racconta al lettore le cose dal suo punto di vista, ed è proprio lui a capire che c'è qualcosa di strano nella carne offerta dalla mensa della scuola del dottor Mortimer: "... era come se su quale prosciutto avessi visto la figura di un teschio, con la bocca aperta e i denti di fuori, che mi diceva di mangiarlo e nello stesso tempo sarei impazzito se lo avessi fatto."
Una bella storia interessante, con dei protagonisti inusuali e alquanto memorabili: degli zombie, e che contiene al suo interno una certa dose di violenza e di horror (indovinate da dove proviene la carne di cui si nutrono gli zombie), sebbene sempre adatta a lettori della scuola secondaria. Questo è l'ultimo titolo della trilogia, e devo dire che sono riuscita a leggerlo abbastanza tranquillamente senza aver prima letto gli altri, anche perchè il protagonista fornisce degli indizi e delle informazioni su cosa è capitato nei precedenti volumi, per cui non ho avuto problemi a seguire la trama. Nonostante questo sia l'ultimo titolo in realtà avrei apprezzato se ce ne fossero stati altri, anche perchè il finale, che conclude definitivamente questa storia della scuola di Mortimer, sembra promettere altri risvolti interessanti.

 Sopra: Al centro della copertina vediamo alcuni zombie che non sembrano avere per nulla buone intenzioni
 
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venerdì 6 settembre 2024

Dieci piccoli inquilini di Pierdomenico Baccalario, Alessandro Gatti e Andrea Dalla Fontana

"Dieci piccoli inquilini" è un libro scritto da Pierdomenico Baccalario, Alessandro Gatti e Andrea Dalla Fontana che fa parte della collana "GIALLO E NERO" delle Edizioni PIEMME inaugurata nel 2018, che contiene una serie di romanzi gialli per ragazzi ricchi di suspence, crimini ed enigmi.
Ogni libro è indipendente l'uno dall'altro e in questo vedremo il commissario Asgren cercare di risolvere un caso di omicidio nel condominio Cenere.
 
Sopra: La copertina sui toni del giallo e del nero, che danno anche il nome alla collana. Su di essa vediamo disegnato l'edificio e, dentro ogni finestra, i dieci inquilini di cui parla il titolo, i quali sono ritratti abbastanza accuratamente, secondo le loro mansioni (pianista, antennista, inventore, esploratore, pittrice ecc..)
 
Il commissario Lucius Asgren viene chiamato al condominio Cenere per risolvere un caso di omicidio. Uno dei dieci inquilini infatti è stato ucciso senza un motivo apparente: "La vittima si chiamava Jansko, portava il parrucchino e faceva l'orologiaio. A giudicare dalla tazza che tiene ancora stretta in mano, la morte dev'essere stata istantanea. Nessuna colluttazione. Altrimenti dovrebbe esserci caffè sparso ovunque. Ipotizzo un primo colpo fatale. E gli altri? L'assassino si è accanito sul morto o ha preferito non correre rischi? Il pover'uomo è stato ridotto a un colabrodo. 
Trattandosi di un orologiaio, il movente più ovvio è il furto. Qualche orologio antico, di gran pregio, oppure uno di quei gioiellini tempestati di pietre preziose che le dame dell'Ottocento si divertivano ad appuntarsi al petto come una spilla." 
Dal condominio nessuno è uscito, nessuno è entrato. È chiaro che il colpevole è uno degli inquilini. Ma, man mano che Asgren interroga i dieci, questi vengono trovati morti, uno alla volta. Il cerchio si stringe, in una trappola spietata che riunisce sotto lo stesso tetto l'assassino e le sue vittime.
I dieci coinquilini sono:
  1. Jansko: un orologiaio, nonché la prima vittima.
  2. Jerome Poussin: un antennista in pensione, che abita di fronte alla vittima, al pian terreno.
  3. Yvonne Piccoli: una vecchietta sugli ottant'anni, è terrorizzata da un trio di bambini che le fanno sempre brutti scherzi.O come, la descrive il commissario: "È una vecchietta incartapecorita che sente la voce di Dio ed è fuggita in lacrime dopo il terribile scherzo dei tre monelli. [...] Parla molto, una vocina diafana e il tono amorevole e smemorato della vecchia zia che vai a trovare due volte all'anno."
  4. Graham: un inventore "di una certa fama" come dice lui stesso.
  5. Quilleran: l'inquilino dell'ultimo piano, un accordatore con sette pianoforti e "nessuno sa come ce li abbia portati...". Una specie "di gigante ricoperto di tatuaggi, con addosso solo un grembiule di cuoio bisunto e un paio di pantaloncini sgualciti."
  6. I signori Loeb: gli altri inquilini dell'ultimo piano, che affermano di essere una coppia felice.
  7. Giselle Tardi: pittrice
  8. Miriam Lovelace: controfigurista delle star di Hollywood, con un "corpo mozzafiato" che "fa passare in secondo piano il particolare bizzarro delle bende", in quanto è ricoperta di garze dalla testa ai piedi.
  9. Fortunato: un esploratore.
Come dice il commissario: "Mi hanno mandato fin qui per indagare sull'omicidio di un orologiaio ridotto a un colabrodo, evidentemente da qualcuno di molto arrabbiato, e i primi tre condomini che ho conosciuto mi sembrano uno più suonato dell'altro. Un antennista che parla troppo, come uno di quegli studenti in preda al panico e che continuano a mettere una parola dopo l'altra per paura che il professore li interrompa. Una vecchia svitata che vaneggia di streghe presa di mira dai soliti delinquentelli; e un inventore rancoroso, che chissà poi che cosa ha inventato. Proprio un bel circo E' chiaro che si conoscono tutti da molto tempo e da bravi condomini si odiano dal profondo."
Il commissario procede nelle indagini parlando con tutti gli inquilini, per conoscerli e farsi un quadro della situazione, mentre una voce sconosciuta sembra seguire ogni sua mossa, in attesa della successiva.
 
 Sopra: Le pagine che segnano l'inizio del caso dell'ispettore Asgren.
 
A differenza degli altri titoli che fanno parte di questa collana questo volume è corredato da disegni in bianco e nero, anche se non sono riuscita a trovare il nome dell'artista.
I disegni sono molto frequenti all'interno del libro e sono parte integrante della storia, in quanto spesso sono proprio sequenze a fumetti in cui i personaggi dicono qualcosa, oppure vengono mostrati compiere qualche azione particolare. Praticamente è come se alcune parti anziché essere narrate per iscritto siano state rappresentare visivamente, anche se non sono sicura del perché, in quanto non mi pare che nelle immagini ci siano indizi nascosti per trovare il colpevole, se non proprio verso la fine, in cui ci vengono mostrati dei ritratti di qualcuno che non conosciamo e che solamente dopo, grazie ai disegni, arriviamo a scoprire chi è.
Lo stile dei disegni non è realistico, anzi i personaggi sono ritratti in modo piuttosto esagerato e caricaturale, come ad esempio il commissario, col suo grosso nasone aquilino, la fronte ampia, le basette, i folti baffi scuri, le sopracciglia spesse che gli coprono la maggior parte degli occhi conferendogli un'espressione severa e corrucciata, il viso squadrato. Tra i condomini c'è la vecchietta alta e magra, con il viso secco e allungato; i ragazzini bassi, senza collo e rotondetti; il vecchietto basso, tozzo e con un paio di occhiali giganti ...
Nelle scene sono presenti molte parti di un nero intenso, anche perchè molto spesso gli sfondi sono neri, ma anche i personaggi sono colorati spesso totalmente di nero, soprattutto se si trovano sullo sfondo, il che conferisce loro un aspetto un po' inquietante con i loro occhi che sono dei puntini completamente bianchi.
Delle illustrazioni in stile molto noir, perfette per questa storia, di cui alcune sono a tutta pagina, mentre altre sono collocate in mezzo ai testi.


 
Sopra: Alcune delle sequenze illustrate, narrate come se fossero dei fumetti.
 
"Dieci piccoli inquilini" è un libro avvincente, scritto da Pierdomenico Baccalario, Alessandro Gatti e Andrea Dalla Fontana, il cui titolo riprende ovviamente il ben più famoso giallo scritto dalla Agatha Christie: "Dieci piccoli indiani". Come nel libro della Christie, in cui 10 persone venivano portate su una casa su un'isola, dopo essere state invitate con varie scuse, e morivano una dopo l'altra anche qui, dopo il primo omicidio,gli inquilini di questo appartamento iniziano a morire uno dopo l'altro.
A differenza che nell'opera della Christie, in cui non c'era nessun poliziotto o detective a poter risolvere il caso, qui abbiamo il commissario Asgren, il quale a quanto pare ha un modo di indagare piuttosto singolare: egli rimane sul posto, o nelle immediate vicinanze, per poi risolvere il caso entro ventiquattro ore.
Un poliziotto, un morto e 9 possibili sospetti, tutti piuttosto singolari: un antennista petulante e innamorato, un inventore paranoico, una vecchietta che crede di sentire Dio parlarle attraverso la pendola, un esploratore che non si è mai mosso da casa, una controfigura completamente avvolta nelle bende, una coppia di innamorati non così innamorati, un accordatore che parla una lingua incomprensibile e una pittrice accumulatrice seriale, che forse non abita da sola nel suo appartamento...
La storia scorre piuttosto snella, con i vari condomini che muoiono uno dopo l'altro, e nessuno può sapere chi sarà il prossimo, mentre intanto il poliziotto continua le sue indagini e i suoi interrogatori, facendo le proprie ipotesi.
Ogni tanto inoltre si sente la voce dell'assassino che parla con se stesso, facendo finta di rivolgersi al commissario, il che crea maggiore suspense e aumenta la tensione.
Libro carino adatto a lettori non troppo forti dagli 11 anni, più che altro perchè si parla di tanti omicidi, di relazioni extraconiugali e tradimenti, inoltre il linguaggio usato non sempre è proprio delicato, a volte compare anche il termine basta**o.  Se non fosse per questi elementi che alzano la fascia d'età i testi sarebbero adatti anche a lettori di 9 anni, visto anche la presenza di diverse illustrazioni e fumetti, che illustrano proprio delle parti della storia, rendendola facilmente fruibile e appetibile anche da quei lettori non particolarmente forti.
Un caso che non può che finire con un colpo di scena, pure ben congegnato se proprio vogliamo, anche se un po' capzioso forse, devo dire che mi ci è voluto un po' per capirlo, ma interessante come conclusione.
 
Questo volume è stato pubblicato originariamente nel 2022 dalle Edizioni PIEMME; ha una copertina flessibile, ha 193 pagine, misura 21 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza e costa 8,20 euro.

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mercoledì 4 settembre 2024

Una mano bianca nel lago nero di Chiara Rapaccini

"Una mano bianca nel lago nero" scritta e illustrata da Chiara Rapaccini, che fa parte di una collana delle Edizioni El chiamata "Le letture", suddivisa per fasce d'età: rossa per chi comincia a leggere, verde per chi si sente un po' più bravo, blu per chi legge con facilità, giallo per chi vuole qualcosa di difficile e arancio per chi ormai legge tutto, o quasi.
Come potete vedere dalla copertina, questo volume è nella fascia arancione e vede come protagonista Michele, detto Lele, che si mette a rivolgere un mistero legato ad un lago.
 
 
Sopra: La copertina con bordo arancione indica che il libro è indicato per lettori già esperti, anche se l'illustrazione di copertina, per quanto il soggetto sia un po' inquietante, farebbe pensare che il libro, erroneamente, sia indirizzato ad un pubblico decisamente più giovane.
 
Durante le vacanze in giugno al lago di Nemi insieme al padre Francesco e alla sua compagna Betty, che ha portato con sé la figlia Vanessa, Lele, 10 anni e mezzo, tenta di far luce sull'inquietante scomparsa nel lago di alcuni bambini. 
È vero che Lele se ne intende di morti, ma questa volta è alle prese con un mistero misteriosissimo, nascosto in un piccolo lago fuori Roma: "Quello di Nemi poi è molto profondo perché di origine vulcanica. Le sue acque sono scure e limacciose e pare che nascondano tanti segreti. Gli abitanti del posto parlano di cadaveri di annegati mai ripescati che di notte ululano alla luna, ma sono solo scemenze."
Assieme a Lele e ai suoi parenti c'è anche Lourdes, la tartaruga domestica del ragazzino, che gli è "apparsa ad agosto sulla spiaggia della Versilia (luogo divinoooo!) all'improvviso, come la Madonna a Bernadette."
Dove sono andati a finire i bambini scomparsi sulle rive del lago di Nemi? Sono davvero annegati? La soluzione galleggia in quelle cupe acque melmose. Tutto alla fine sembra risolversi, ma poi...
 È vero che Lele se ne intende di morti, ma questa volta è alle prese con un mistero misteriosissimo, nascosto in un piccolo lago fuori Roma. Dove sono andati a finire i bambini scomparsi sulle rive del lago di Nemi? Sono davvero annegati? La soluzione galleggia in quelle cupe acque melmose e Lele è deciso a trovarla, specialmente dopo che scompare all'improvviso anche la sua sorellastra.
Tutto alla fine sembra risolversi, ma poi...
 
 
 Sopra: Un disegno della Rapaccini che raffigura Michele, in compagnia della sua tartaruga Lourdes, il quale ha un'espressione sorpresa dopo aver visto delle gambe in acqua che non si sa a chi appartengono.
 
 La storia è accompagnata dai disegni in bianco e nero di Chiara Rapaccini, quindi opera della stessa autrice. Rapaccini è un'artista, illustratrice, designer e scrittrice italiana, laureta in pedagogia nel 1978.
Sono dei disegni dallo stile assolutamente non realistico, con personaggi dai volti spigolosi, dalla forma dei visi a triangolo rovesciato, quando visti di fronte, mentre se visti di lato sono il naso e il mento ad essere praticamente dei triangoli, in quanto le loro punte sono molto appuntite. Altra cosa che caratterizza il volto di queste persone solo le guance colorate e la punta del naso paonazza, quindi un po' più scura rispetto al resto della pelle, se vista di lato.
Il resto del copo è composto da linee nette e ben definite, anche se nell'insieme la figura risulta abbastanza curata, pur assumendo a volte delle pose un po' spigolose oppure, al contrario, delle linee molto tondeggianti, soprattutto per quanto riguarda quelle del sedere e delle cosce.
I disegni possono essere sia a pagina intera che a mezza pagina e, nel primo caso, vengono ritratti anche gli sfondi, i quali sono dipinti anch'essi con un aspetto piuttosto semplice, caratterizzati da pochi elementi tratteggiati con linee nette e spesse che possono essere, ad esempio: un triangolo per fare una montagna, delle linee ondulate per le onde del mare, dei triangolini più lunghi e sottili per fare delle alghe, un rettangolo per una porta, ecc...
 
 
 


   
Sopra: Alcune illustrazioni della Rapaccini, quelle più in alto a pagina intera con sfondi, mentre quella in basso a sinistra è a mezza pagina.
 
"Una mano bianca nel lago nero" di Chiara Rapaccini, nonostante le illustrazioni dall'aspetto un po' infantile e abbastanza simpatico, è una storia misteriosa e un po' inquietante.
Già l'aspetto del lago dove Lele si trova in vacanza non è molto invitante: "Come descrivere l'acqua del lago? Cominciamo dal colore. É quello del cielo plumbeo che ci si riflette. Quindi colori grigio talpa con riflessi marroni. Trasparenza, zero assoluto. Non puoi vedere la tua stessa mano a pochi centimetri sotto il pelo dell'acqua. Passiamo a un altro senso.  Il tatto. Provate a immergervi seminudi in un minestrone tiepido. [...] Aggiungete un odore fetido di acqua stagnante che ben ricorda quello dell'odiata minestra. Ecco il lago."
E in questo lago sembrano avvenire dei fatti piuttosto strani, come quando Lele avvista delle gambe che però sembrano non appartenere a nessuno: "Sto per tornare in superficie ma scorgo a una decina di metri le gambe di Vanessa. Mi avvicino e le pizzico. Torno su, non vedo l'ora di vedermi la sua faccia terrorizzata. Ma lei non c'è. Vanessa non è in acqua. È a riva seduta su una roccia, china sul Tamagotchi. Non capisco, se non erano di Vanessa, si chi erano quelle gambe?"
E un'altra volta gli capita di pescare, assieme a un'altra bambina, un braccio!: "... Ecco sta venendo su... Ma è un pezzo di stoffa a quadretti rossi... é una manica... dentro c'è qualcosa... ecco... Dio mio... ma è un braccio! Ahhhhhhh! Ho appena fatto in tempo a vedere tra le onde un braccio umano. Mollo all'istante l'orribile presa, non voglio sapere a quale corpo sia attaccata e mi metto a remare come un forsennato contro la corrente."
Senza contare che dalle parti del lago sembrano sparire parecchi bambini. Peccato però che Lele sia convinto che il braccio pescato nel lago non fosse quello di un cadavere, sembrava quello di una persona viva... ma come sarebbe possibile?
Lele si mette a indagare con l'aiuto della sua nuova amica Carlotta, mentre cerca di liberarsi dalla pesante presenza della sorellastra: Vanessa, una bambina piuttosto petulante e abbastanza rompi scatole, di quelle che si sopravvalutano credendosi super brave e buone, sminuendo gli altri (prende in giro Lele perchè a volte balbetta un po'), e che vogliono comandare gli altri ed aver sempre ragione: "No, voglio fare il bagno. Con te. Ha detto la mamma che è ora che tur ti occupi un po' di me. Ha detto che siccome io sono buona, anche tu potresti diventarlo, invitandomi. Poi ha aggiunto che se tu diventi più buono ti insegna il passo a due..." 
Ovviamente se lei si comporta così è colpa della madre, Betty, che lei non esita a chiamare appena ha qualche battibecco con Michele. Betty inoltre è una donna a cui piace fare shopping ed è fissata con la danza, le diete, il cibo sano, mentre il padre si Lele è un archeologo, per cui i due adulti non sembrano una coppia molto ben assortita, cosa che entrambi i figli percepiscono: Lele vorrebbe che il padre tornasse assieme alla madre, mentre Vanessa afferma che sua madre starebbe meglio con qualcuno della TV.
"- Ma Betty, io mi annoio al museo! E poi oggi c'era Saylor Moon alla tele... Dio che posto squallido, solo cocci e piattini...
- Povero amore mio, hai ragione Vanessina, anch'io detesto i musei, specialmente quelli romani che sono tutti identici... ma sai com' è Francesco, lui adora la cultura...
- Mamma, te l'ho detto che lui non è l'uomo per te. E a me. Lui pensa solo a quella stupida, inutile arcologia...
- Archeologia...
- Beh, quello che è. E pensare che per te io sognavo qualcuno della Tv, un presentatore o un ballerino, o magari un calciatore... così ci si poteva divertire un sacco, in giro per il mondo a fare compere..."
Comunque, per quanto possa essere fastidiosa Vanessa, anche Lele è d'accordo nell'affermare che non merita di sparire nel nulla, così assieme alla sua nuova amica Carlotta decide di andare a cercarla sul fondo del lago, con una tuta da sub, convinto che anche lei, come gli altri bambini, non sia morta.
Storia piuttosto intrigante, con bambini scomparsi che sembrano riapparire misteriosamente nelle acque del lago, relitti sommersi appartenuti all'imperatore Caligola, un lago dalle acque scure e melmose, un tesoro sommerso, e qualcosa nascosto nelle profondità del lago...
Mi è dispiaciuto comunque vedere come tutti abbiano incolpato della scomparsa di Vanessa Lele, il quale stava giocando con Carlotta e la sorellastra, appunto, nel lago, quando quest'ultima semplicemente si è immersa e non è più riemersa. Quindi non si può dire che sia stata colpa sua se la bambina è scomparsa, anche perché non era lui che doveva sorvergliarla, ma la madre al massimo, non trovo giusto che si addossino ai bambini responsabilità di adulti. Anche il fatto che il padre lo metta in punizione ha poco senso: non è che l'ha fatto apposta a o che sia stato lui a far sparire la sorella, mentre qua sembra che la colpa sia tutta sua. Se ci si pensa neanche quando a un genitore sparisce il figlio egli viene punito in qualche modo, neanche dalla legge, perchè appunto possono essere cose che capitano, quindi perchè un bambino di 10 anni dovrebbe essere punito per questo?
Vabbeh che francamente non mi sono trovata d'accordo con diverse scelte educative attuate dal padre di Lele, tipo quando Francesco rimprovera il figlio dicendogli: "Ma è possibile che in questi pochi giorni che possiamo stare assieme tu non possa comportarti da uomo? E poi che dire dei continui litigi con Vanessa? E' piccola, non capisci? Devi avere pazienza con lei e smetterla una volta per tutte di metterti al suo livello!" Allora, primo, già pretendere che uno di dieci anni si comporti da uomo non ha senso, non si può pretendere che un ragazzino si comporti da adulto, tra l'altro quando spesso sono gli stessi adulti a non comportarsi come tali (vedere atteggiamenti di Betty, la nuova compagna che il padre ha scelto). Secondo, questa cosa che un bambino più grande deve essere paziente con uno più piccolo non ha molto senso, comunque sono entrambi bambini, e poi la cosa può valere se si parla di bambini di 0-3 anni, ma la sorella di Lele ne ha sette e mezzo, è in grado di intendere e di volere, se si comporta male o l'adulto la deve riprendere oppure lasci che il bambino di 10 anni risolva la faccenda a modo suo, anche perchè gli scherzi di Vanessa sono voluti, non sono comportamenti dettati dall'ingenuità o commessi per sbaglio, cosa che potrebbe giustificare il fatto che è piccola.
Ovviamente, se già il comportamento del padre di Lele mi lascia perplessa, non è possibile sperare in un atteggiamento maturo da parte di Betty, che è sconvolta per la perdita della figlia e se la prende con Lele, ma arriva anche a offenderlo, in un momento in cui tra l'altro lui cercava di essere gentile con lei, chiamandolo "Schifoso lurido e grasso bambino!" e gli tira un pure un ceffone. Anche il padre di Lele comunque gliene avrebbe volentieri tirato uno, se non fosse che il bambino lo ha schivato, per aver rovesciato il budino sulla tovaglia (cosa che in realtà ha fatto apposta come segnale per Carlotta). Comunque il padre di Lele ha tirato una sberla anche a Betty dopo che quest'ultima ha offeso ulteriormente Lele dicendogli che è un buono a nulla e dando della sgualdrina a sua madre. In effetti non capisco come il padre di Lele non abbia mollato immediatamente questa donna dopo che tra l'altro lei lo ha chiamato "piccolo uomo insignificante che non farà mai carriera e non sarà mai qualcuno", dicendogli che le fa pena e che lei avrebbe potuto avere di meglio...
Diciamo che la situazione familiare affrontata nella storia è abbastanza pesante, con il protagonista deciso a ritrovare la sorellastra anche per liberarsi della sua colpa... che poi al massimo quelli che sarebbero da rimproverare sarebbero gli adulti, è vero che lui era insieme a Vanessa quando è scomparsa, ma non era responsabile di quanto le è accaduto e comunque non era sua responsabilità sorvergliarla. 
A livello di linguaggio e termini si vede che il libro è stato scritto negli anni Novanta, in quanto il protagonista a volte usa dei termini non esattamente eleganti, a parte la parola "tette" che ok, magari non è un termine elegante ma è corretto, il protagonista dice anche "sfottermi", "bastardo", "rompe le palle" e "che palle", termini non proprio edificanti, che magari a qualcuno potrebbero dare fastidio, anche se comunque il libro è indirizzato a una fascia di lettori già grandicelli (ma non è uno young adult).
A tale proposito la scelta dello stile delle illustrazioni, che poi è anche quello del disegno in copertina (che mi ricoda un po' quello dell Nicoletta Costa la quale, per dire, crea libri di età prescolare), forse è troppo infantile, non pienamente adatto alla storia, che dovrebbe essere indirizzata a una fascia d'età di 9/10 anni.
La storia è anche interessante, avvincente e sicuramente ha delle parti adrenaliniche, segnalo però che trovo la relazione genitori/figli un po' pesante e disfunzionale (e non sono sicura che l'autrice volesse davvero rappresentarla in questo modo, almeno per quanto riguarda la figura del padre, mentre quella di Betty è ovviamente volutamente negativa). Inoltre alla fine, quando la situazione si risolve, l'autrice non descrive la reazione di Francesco o Betty al salvataggio operato da Michele, non so... dopo averlo colpevolizzato così tanto sarebbe stato il caso di vedere un dialogo con loro, magari far vedere che Betty si scusa. 
Alcune parti della trama poi sono un po' forzate, come il fatto che due bambini riescono a trovare al primo colpo una nave in fondo a un lago dopo che, in anni di ricerche, centinaia di persone e di esperti subacquei hanno provato a cercala fallendo; oppure il fatto di scrivere un messaggio di aiuto per la polizia affidandolo a una tartaruga; per non parlare della facilità con cui il cattivo si lascia convincere a fuggire lasciando tutti gli ostaggi. Anche la storia dietro la scomparsa dei bambini è abbastanza pazza, ma qui possiamo far entrare in gioco in parte la sospensione dell'incredulità, rendendola accettabile, anche se bizzarra (vi dico solo che ha a che fare con uno scienziato pazzo). Alcune cose però sono lasciate un po' troppo all'incredulità del lettore, semplicemente da accettare senza farsi ulteriori domande: tipo come funziona la storia dell'iniettarsi sangue di bambini per mantenersi giovane, o come hanno fatto alcuni bambini a riuscire a fuggire (il luogo dove si trovano è in profondità sott'acqua, come hanno fatto a risalire in superficie senza bombola di ossigeno?) in un primo momento (quando Michele ha visto le gambe e il braccio) per poi essere riacchiappati subito dopo senza che nessuno si accorgesse di nulla. La figura dell'antagonista è sicuramente piuttosto crudele e malvagia, una persona senza scrupoli che non si fa problemi a far soffrire dei bambini, però è anche molto piatta e monodimensionale, per nulla approfondita.
Il finale poi racchiude un colpo di scena, decisamente inaspettato, un po' di quelli alla Piccoli Brividi che però boh, non dico che non abbia proprio senso, però mi lascia perplessa...
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 1999 dalle Edizioni EL, ha 160 pagine, la copertina flessibile e misura 17,5 cm d'altezza e 10,8 cm di lunghezza e costa 11.000 LIRE.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 2 settembre 2024

Il giardino di mezzanotte di Philippa Pearce (due edizioni a confronto)

"Il giardino di mezzanotte" di Philippa Pearce è un romanzo scritto nel 1958 da Philippa Pearce e che attualmente è considerato quasi un classico per l'infanzia, anche se non è più famosissimo come libro, nonostante quando uscì ebbe molto successo.
Il romanzo viene però più volte citato nel saggio: "IN CERCA DI GUAI: studiare la letteratura per l'infanzia", e definito da Laforest un "romanzo centrale del periodo". Questo volume è composto da diversi saggi che affrontano vari aspetti della letteratura per l'infanzia e "Il giardino di mezzanotte" viene citato in "Sulla fine dell'infanzia" di Laforest a pagina 93 riguardo al concetto del passaggio tra due mondi attraverso una soglia non sono spaziale ma anche temporale; in "In loco. Leggere lo spazio per Leggere la letteratura per l'infanzia" di Varrà, a pagina 115, riguardo al legame tra spazio, infanzia e memoria, dove l'autore spiega come il giardino che compare nel libro della Pearce è "un confessato omaggio alla casa del padre e al suo giardino" e poi cita nuovamente l'opera, a pagina 139, parlando dell'irriducibilità tra linguaggio ed esperienza; e se ne parla anche in quello "Grandi scrittrici, grandi lettere nella letteratura per l'infanzia" a pagina 166, per quanto riguarda il "potere del margine", del qui e dell'altro, della "possibilità di entrare in contatto con chi è venuto prima di noi".
Sempre questo romanzo è citato anche nel saggio: "La letteratura invisibile" a cura di Emily Beseghi e Giorgia Grilli, a pagina 29, dove si parla di cose che solo i bambini riescono a vedere: "considerato da molti uno dei migliori romanzi per bambini del Novecento, dove ciò che il piccolo protagonista - e solo lui- in maniera tanto coinvolgente "vede" dà propriamente vita all'intera trama della vicenda."
Il romanzo vede come protagonista un ragazzino di nome Tom costretto a passare l'estate dagli zii a causa del morbillo contratto dal fratello, annoiandosi a morte, finché di notte non accade qualcosa di straordinario.
 
   
 Sopra: Le copertine di varie edizioni di questo romanzo, diventato un mezzo classico della letteratura per l'infanzia. A sinistra la copertina dell'edizione in ridida della Mondadori del 2018, poi due edizioni Salani di cui quella centrale del 2005 e quella a destra del 1988.
 
Tom è costretto a passare le vacanze estive dagli zii: suo fratello Peter è malato di morbillo e deve stare in quarantena. Gli si prospettano interminabili giorni di noia e solitudine: gli zii abitano in un piccolissimo appartamento senza giardino. Tra l'altro non può neanche incontrare altre persone perché potrebbe già essere contagiato: "... era in isolamento, non doveva stare vicino a Peter perché poteva prendere il morbillo, e non doveva neppure avvicinare altre persone, perché poteva essere già stato contagiato. Per fortuna, però, gli zii Kitson il morbillo lo avevano già avuto."
Tom è ormai rassegnato al suo destino quando una notte, nel silenzio della casa, sente l'antica pendola dell'ingresso battere la tredicesima ora. Tom scende al piano inferiore per vedere quel bizzarro orologio, ma viene attratto dalla porta sul retro. Lì, di fronte a lui, si apre un immenso, magico giardino, laddove di giorno si trova soltanto uno squallido cortile pieno di bidoni dell'immondizia: "Solo un grande prato con aiuole in fiore, un abete maestoso e tassi frondosi, accigliati, che si curavano su due lati del prato; sul terzo lato, a destra, c'era una serra grande quasi come una casa; e da ogni angolo del prato si snodava in sentiero, serpeggiando verso le profondità di altri giardini, di altri alberi." 
Quando però Tom decide di ritornarci alla luce del giorno non vede nulla di tutto ciò: "Sul retro della casa non c'era altro che uno stretto passaggio, limitato da uno steccato di legno, con uno sbocco verso la strada. C'erano cinque bidoni della spazzatura; vicino era parcheggiata una vecchia automobile sotto la quale si intravedevano un paio di gambe rivestire di pantaloni. Un foglio di giornale svolazza qua e là spinto dal vento; aleggiava un odore di sole sulle pietre e sul metallo, misto alla vernice dello steccato."
Tom decide di ritornare il giardino la notte successiva e lo ritrova così come l'aveva visto la prima volta. Dopodiché tornerà nel giardino ogni notte: "Vide il giardino in differenti ore e in differenti stagioni: l'estate era la stagione che preferiva, quando il tempo era perfetto. All'inizio dell'estate c'erano ancora giacinti nelle aiuole a forma di mezzaluna e viola ciocche gialle in quelle rotonde. Poi i giacinti si piegavano e morivano, le violacciocche gialle venivano sradicare e al loro posto fiorivano violacciocche color porpora e astri. [...] Quando l'estate era più avanzata, le pere che crescevano lungo il muro venivano avvolte in sacchetti di mussola perché maturassero al sicuro."
Il giardino di mezzanotte è magnifico, rigoglioso e pieno di piante, profumi, animali, nascondigli da costruire e alberi da scalare, insieme a Hatty, una bambina vittoriana coraggiosa e indipendente, Tom vivrà mille incredibili avventure, per arrivare infine a risolvere il mistero che avvolge il giardino e la sua compagna di giochi.
 
 Sopra: Due pagine tratte dal terzo capitolo dell'edizione Salani del 1988, in cui vediamo Tom entrare per la prima volta nel giardino del titolo.
 
Ogni capitolo è accompagnato da un'illustrazione introduttiva opera di Susan Einzig, posta subito prima del titolo del capitolo. 
Sono disegni in bianco e nero dall'aspetto abbastanza realistico e curato, ricche di dettagli, tra cui ad esempio le varie foglie e rametti che costituiscono la rigogliosa vegetazione del giardino misterioso. Le illustrazioni sono grandi circa mezza pagina e ritraggono scene che accadranno nel capitolo, anche se spesso vi vediamo Tom, il protagonista, ed Hatty, l'amica che trova nel giardino.
 
 

 
 Sopra: Questi disegni collocati prima di ogni capitolo mostrano in particolare Tom ed Hatty (sia da bambina che da donna).
 
In un'altra edizione del libro del 2005, sempre nella collana di "Gli Istrici", sono presenti delle nuove illustrazioni, opera di Fabian Negrin. 
Queste sono illustrazioni sempre in bianco e nero, ma a tutta pagina, inserite in mezzo ai capitoli, a differenze di quelle dell'edizione precedente che invece precedevano ciascun capitolo.
In realtà le immagini sembrano essere di fue tipi: alcune sembrano essere realizzate con dei colori più pastosi, che creano zone d'ombra più omogenee; altre invece sembrano essere realizzate stile incisioni, con un pennino e della china, poiché gli elementi sembrano essere stati tracciati con molteplici linee sottili, e le zone d'ombra riscontrano un maggior numero di questi tratteggi, sovrapposti tra loro in modo più o meno fitto.
 
 

 
Sopra: Alcune illustrazioni di Negrin, tratte dall'edizione del 2005, notate come quelle in alto siano differenti rispetto a quelle più in basso, che sembrano realizzate con un pennino e della china, mentre quelle in alto sembrano esser state fatte con un'altra tecnica.

"Il giardino di mezzanotte" di Philippa Pearce è un bel romanzo con elementi onirici e misteriosi, che l'autrice mescola sapientemente, aggiungendovi gradevoli descrizioni, estremamente vivide, dei luoghi visitati da Tom, per creare una storia indimenticabile.
 La storia inizia con il povero Tom che viene spedito a passare alcune settimane dagli zii perché suo fratello Peter ha preso il morbillo e quindi Tom deve stargli distante. Ovviamente il bambino non è assolutamente contento dell'idea, anche perché i suoi zii non gli stanno particolarmente simpatici e vivono in un noioso appartamento privo di giardino. 
Appena entrato nella palazzina Tom nota un orologio a pendolo: "un grande orologio antico a colonna."
Gli zii non sono cattivi, e la zia Gwen è anche una brava cuoca, ma Tom inizia ad avere difficoltà a dormire durante le notti, forse per i pasti troppo abbondanti o forse anche perché durante il giorno non face abbastanza esercizio fisico "sempre chiuso in casa a risolvere parole incrociate e puzzle, senza mai aprire la porta". Non può neppure leggere fino a tardi, poichè lo zio Alan glielo ha proibito. Per lui il nipote deve andare a letto alle 9 di sera e svegliarsi alle sette di mattino.
Così, una sera, annoiato a causa della mancanza di sonno, sentendo l'orologio battere tredici rintocchi decide di uscire dall'appartamento degli zii e di andare dall'orologio. Nel cercare di vedere come aprirlo il bambino apre la porta sul retro e vi scopre un meraviglioso giardino. Il giardino nella letteratura è un ambiente interessante perché permette di stare in contatto con la natura, di sperimentare la libertà, ma in un luogo non eccessivamente ampio o comunque delimitato, e quindi un luogo protetto, sicuro, a differenza del bosco. Il bosco infatti lo troviamo spesso nelle fiabe come luogo prediletto in cui i personaggi si perdono o dove incontrano pericoli e insidie. Chi attraversa un bosco si ritrova di solito in un luogo distante da casa, per cui il bosco è di solito un luogo misterioso e ricco di insidie, anche se al contempo anche più ricco di opportunità, senza confini. Il giardino invece è una cosa più intima, è uno spazio umanizzato, un luogo di pace e si riposo, una specie di paradiso o luogo ideale; spesso può essere anche segreto, come quello di "Il giardino segreto" della Burnett. A volte può essere un luogo proibito a chi non ne è proprietario, come capita sovente nelle fiabe, dove magnifici giardini appartengono a fate, streghe, sovrani, oppure mostri. I giardini comunque possono essere luoghi ricchi di misteri e di meraviglie, proprio come quello visitato da Tom. Il quale da allora continua a visitare il giardino ogni notte, finché incontra anche delle persone, che però non riescono a vederlo né sentirlo, tra cui: una servetta, un giardiniere, e quattro giovani. Si tratta di 3 ragazzi (Huber, James ed Edgar) e una bambina, Hatty.
Tom inizia a trascorrere tutte le sue giornate/nottate nel giardino giocando con Hatty, anche se a volte la bambina si mette nei guai, mentre nessuno sembra accorgersi della sua esistenza, è come se fosse invisibile agli occhi degli altri abitanti della casa. 
Inizialmente Tom non riesce a rendersi conto di cosa gli accade, anche se col passare del tempo inizia a farsi delle domande su chi potrebbe essere Hatty e dove si trovi in realtà questo giardino. In base agli abiti deduce che Hatty vive nell'epoca vittoriana, per cui inizialmente pensa che sia un fantasma, ma ben presto capisce che non è esattamente così. 
Hatty in realtà vive in un altro tempo rispetto a Tom, un tempo passato, un epoca in cui il tempo scorre diversamente da quello del presente di Tom. Infatti Hatty e i suoi cugini crescono, mentre Tom rimane sempre lo stesso, in quanto per lui tra una visita e l'altra passa solo un giorno, mentre per Hatty passano dei mesi: "<<Ci vediamo domani>>.
Hatty sorrise. <<Dici sempre così, e poi passano mesi e mesi prima che ti riveda>>.
<<Ma se vengo ogni notte!>> protestò Tom."
Tom vorrebbe svelare il segreto dell'orologio, ma il tempo passa inesorabile e lui non potrà rimanere in eterno dagli zii, anzi ha già protratto la sua visita più a lungo del previsto, tanto che il fratello si è completamente ripreso e non vede l'ora che Tom torni a casa.
Anche l'avventura di Tom giungerà alla fine e le sue domande troveranno finalmente risposta: chi era Hatty, che fine ha fatto, perché l'orologio si trova nell'atrio del palazzo degli zii, da dove viene il giardino...
Una bella storia un po' misteriosa, che permette ai lettori di entrare nelle pieghe del tempo, di perdersi e giocare tra passato e presente, tra sogno e realtà, entrando dentro una dimensione forse più onirica che reale, ma comunque estremamente vivida per Tom, e per i lettori. Tanto che Tom stava iniziando a preferire il sogno alla realtà, iniziando a vivere distaccato da essa (passa le giornate a pensare a quando potrà ritornare nel giardino), ma alla fine dovrà imparare che non si può fuggire dalla realtà per sempre e rifugiarsi in un sogno. Perchè la vita è una e bisogna viverla al massimo e al meglio. E alla fine anche Tom si scoprirà contento di tornare a casa, e ritrovare il suo fratellino e la sua famiglia, che aveva anch'essa sentito la sua mancanza. Se l'inizio del libro è stato segnato da un distacco è giusto che la fine invece si caratterizzi per un incontro, anzi, due incontri.
Un classico attualmente un po' dimenticato, anche se so che quando venne pubblicato ebbe parecchio successo, adatto a bambini e ragazzi dai 9 anni in su, che meriterebbe di venire riscoperto e consigliato più spesso poiché parla di desideri, di sogni, di speranze, di misteri, di paure, di giochi, di spensieratezza, di libertà, di crescita e di si amicizie che possono sopravvivere al tempo e allo spazio, arrivando a legare in modo indissolubile generazioni distanti tra loro.
 
Quest'opera è stata pubblicata originariamente nel 1958 dalla University Press col titolo "Tom's midnight garden" ed è stato edito in italiano nel 1988 dalla Salani Editore, ha 224 pagine, la copertina flessibile e l'edizione della colla "Gli istrici" misura 18,7 cm d'altezza e 12,3 cm di lunghezza e costava 12.000 LIRE, mentre quella edita nel 2005, con 207 pagine, costa 8 euro
Quella più recente della Mondadori, del 2023 in flessibile (ma ne esiste anche una in copertina rigida del 2018), costa 11 euro.
 
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