lunedì 12 novembre 2018

L'albero Rosso di Shaun Tan

L'albo illustrato di cui vi parlerò oggi si intitola "L'albero rosso" ed è stato illustrato da Shaun Tan, uno scrittore e illustratore australiano che ha pubblicato diverse opere (tra cui, ad esempio, la graphic novel "L'approdo").

Sopra: Sulla copertina de "L'albero rosso" troviamo la protagonista della storia su una barchetta di carta mentre guarda con un'espressione triste una foglia rossa (la quale sarà presente in tutte le immagini interne) che galleggia sull'acqua.

Cercare di raccontarvi la trama di questa graphic novel non è facile, poiché la vicenda viene narrata soprattutto attraverso le immagini, le quali non sono di facile e immediata interpretazione (e d'altronde è anche questo che rende questo libro così interessante).
Tutto ha inizio con una bambina (ma potrebbe sembrare anche un maschio in effetti) che si sveglia un po' di malumore, senza la minima aspettativa, così decide di uscire a fare una passeggiata. Le cose tuttavia non sembrano migliorare anzi: "L'oscurità incombe. Nessuno ti comprende...". Quella che ci viene mostrata è una storia malinconica, sul vuoto e la paura del mondo, un mondo che viene paragonato a un congegno sordo, senza senso o ragione. Una storia di una giornata in cui senti i tuoi problemi scatenarsi tutti assieme, mentre le cose belle ti passano accanto, senza sapere cosa fare per cambiare le cose, o chi essere ... una giornata in cui non sai più neanche dove sei.
Anche questa giornata però volge al termine "E il giorno sembra finire così come era iniziato", lasciando però il posto a un altro giorno, questa volta più luminoso e ricco di speranza (rappresentato sotto forma di un albero dalle foglie rosse).
Per tutta la durata del libro noi lettori, come degli spettatori, seguiamo la bambina durante tutto l'arco della giornata, leggendo le righe di testo che sembrano esprimere lo stato d'animo della protagonista, anche se non viene mai reso chiaro se tali frasi sono dette dalla ragazzina stessa oppure da un narratore esterno, anche se, in entrambi i casi, i testi sembrano essere rivolti al lettore.

Sopra: L'illustrazione che accompagna la frase "A volte non sai proprio cosa fare", in cui la protagonista viene rappresentata su di un palco davanti a un pubblico.

Come ho detto all'inizio la vicenda viene narrata sopratutto attraverso le immagini realizzate da Shaun Tan, che in questo albo svolgono un ruolo essenziale, poiché sono molto belle e dense di significati che, secondo me, sono necessari per comprendere appieno le poche righe di testo presenti.
I disegni sono molto belli, particolari, originali, a tratti surreali e molto espressivi... meravigliosi.
I tratti che caratterizzano la figura della protagonista risultano alquanto essenziali (tanto che anche il sesso non risulta proprio così esplicito): un semplice abito viola con le maniche lunghe, un viso tondo con un naso e due pallini neri come occhi (da notare la mancanza di bocca sopracciglia o altri tratti) e dei capelli a caschetto arancioni. In effetti il colore dei capelli è la cosa che colpisce maggiormente il lettore e che caratterizza maggiormente la figura di questa bambina.
Colore che tra l'altro viene ripreso anche nelle foglie che andranno poi a comporre "l'albero rosso" che troveremo alla fine e che, ho notato, compaiono praticamente in tutte le illustrazioni del libro. Se all'inizio le foglie che vediamo entrare nella camera della ragazzina sono nere (come il suo umore probabilmente), una volta che lei esce dalla camera e comincia a visitare vari luoghi ho notato che in ciascuno di questi è presente una foglia arancione (in realtà la foglia arancione possiamo vederla anche nella camera della bambina, incorniciata dentro un quadro posto sopra il letto). Ovviamente spetta ai lettori interpretare la cosa...
[A tale proposito, siccome la foglia che compare nel racconto sembra quella di un acero rosso ho provato a cercare quale significato ha questa foglia: la foglia, in generale, simboleggia la crescita, la fertilità e il rinnovamento; mentre quella d'acero, in particolare, significa amicizia, supporto e comprensione, sostegno e lealtà].

 
Sopra: L'immagine a sinistra mostra un momento iniziale della giornata, quando la protagonista vede tutto nero (come le foglie che invadono la sua stanza; da notare la presenza della foglia arancione inserita all'interno del quadro nella stanza,) mentre quella a destra mostra quello finale, in cui la speranza torna a vivere.

   

     

   
Sopra: In questi ritagli di immagini che troviamo all'interno del libro vi mostro, cerchiata di rosso, la foglia arancione/rossa che, come vi ho detto sopra, è presente in tutte le illustrazioni di questo volume.

Sebbene l'aspetto della protagonista sia molto semplice e quasi essenziale (ma la bambina risulta comunque molto espressiva) le illustrazioni dell'artista risultano invece molto complesse ed articolate, ricche di dettagli. Le immagini giocano molto a livello simbolico, ad esempio: nel disegno accompagnato dalla scritta "L'oscurità incombe" vediamo un enorme pesce dalla pelle grigiastra e dall'aspetto malsano girare per le vie della città, proiettando sulla strada la propria ombra (nella quale si trova anche la bambina); nell'immagine in cui è presente la scritta "Nessuno ti comprende" vediamo la protagonista, che indossa un casco da palombaro, rinchiusa dentro una bottiglia di vetro abbandonata su una spiaggia di ciottoli...
Nel corso della vicenda ci vengono mostrati una buona varietà di scenari e ambientazioni: urbane o naturali, concrete o astratte, reali o fantastiche....

 
Sopra: A sinistra l'immagine con il pesce gigante che gira per le strade della città, a destra quella in cui la protagonista si trova all'interno di una bottiglia mentre indossa un casco da palombaro. Come potete vedere le immagini di Tan sono molto simboliche e suggestive.

Sebbene la maggior parte delle tavole di questo libro siano dominate da colori scuri e da atmosfere cupe e meste, vi sono anche alcune illustrazioni in cui predominano colori caldi (ma anche freddi), brillanti, vivaci e accesi. Abbiamo così tavole in cui troviamo un grosso utilizzo del grigio, del nero, del bianco o del marrone ed altre in cui predominano colori quali il blu, l'azzurro, il rosso, l'arancio... Ad esempio l'albero (quello a cui si riferisce anche il titolo) che vedremo spuntare alla fine del libro è di un rosso acceso e brillante, un colore che spicca subito rispetto agli altri utilizzati per la camera della bambina.



 Sopra: Le illustrazioni del libro presentano una gran varietà di colori e tinte. In quella più in alto predominano i grigi, i neri e i bianchi che creano un atmosfera triste e opprimente; in quella centrale troviamo colori brillanti ma dai toni prevalentemente freddi (come l'azzurro); mentre in quella più in basso predominano colori caldi come il rosso, l'arancio e il giallo.

"L'albero rosso" non è un libro che si può semplicemente raccontare, ma è un albo che ognuno deve guardare e interpretare a modo proprio, poiché le illustrazioni hanno un alto significato simbolico. E' un'opera che racconta una giornata storta, una di quelle giornate in cui vediamo tutto nero, in cui ci sentiamo ignorati, abbandonati, soli, sperduti e impotenti, incapaci di cambiare le cose e senza nessuno che ci possa aiutare. Alla fine, però, l'opera ci regala un bagliore di speranza, poiché ci dimostra come anche queste brutte giornate volgono al termine e che il giorno dopo potrà sempre essere un giorno migliore.
Quest'albo si rivela essere un opera profonda e complessa, non facile da interpretare (tanto più che anche la spiegazione che vi ho fornito io poco prima è solo una mia opinione, una delle tante interpretazioni possibili... alcuni potrebbero interpretare l'intera vicenda come un'allegoria della vita dell'uomo moderno). Una dimostrazione di come in poche pagine e con pochissimo testo si possano affrontare argomenti inusuali e "pensanti" (come la depressione), argomenti che difficilmente vengono affrontati, specialmente attraverso un albo illustrato.
Un albo ricco di significati, la maggior parte dei quali impliciti, molto poetico e profondo.

Quest'opera è stata pubblicata originariamente nel 2001 col titolo "The red tree" dalla Lothian Children's Book ed è poi stata edita in Italia nel 2017 dalla Tunué col titolo "L'albero rosso". Il libro ha 32 pagine, la copertina rigida, misura 31,5 cm d'altezza e 24 cm di lunghezza e costa 14,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 5 novembre 2018

Le fiabe di Hans Christian Andersen di Quentin Greban

"Le fiabe di Hans Christian Andersen", il libro di cui vi parlerò oggi, è un'altra raccolta di fiabe di Hans Christian Andersen (quella precedente, che avevo recensito, ormai un bel po' di tempo fa, è stata quella pubblicata dalla Taschen "Le fiabe di Hans Christian Andersen"), questa volta però illustrate dall'artista Quentin Greban.

Sopra: La copertina ci mostra alcuni dei personaggi presenti all'interno del volume, in particolare quelli provenienti dalla fiaba del "L'usignolo e l'imperatore".

La raccolta in questione non contiene tutte le fiabe scritte da Andersen, ma ne presenta al suo interno solo 3, quelle de: "La Sirenetta", "L'usignolo e l'imperatore" e "L'intrepido soldatino di piombo" (che sono poi tra quelle più famose di Andersen).
Andiamo ora ad analizzare l'adattamento dei testi di ogni fiaba:
I testi della versione illustrata da Greban de "La Sirenetta" sono più corti rispetto a quelli della versione originale, la quale presenta molte più parti descrittive, mentre quella illustrata da Greban è molto più sostanziale. Molte parti sono infatti state riassunte: ad esempio nella fiaba originale l'autore dà molto spazio all' esperienza delle sorelle maggiori della Sirenetta quando salgono per la prima volta in superficie, narrandola una ad una, mentre nella nuova versione viene semplicemente spiegato che: "Una ad una tutte le sorelle più grandi, al loro quindicesimo compleanno, poterono finalmente nuotare verso l'alto e vedere il mondo oltre le onde. Al loro ritorno raccontarono alla sorellina le straordinarie esperienze che avevano vissuto: avevano visto le città con il loro trambusto, le navi, le foreste, gli uomini. Una di oro era addirittura salita su un iceberg, lasciando che il vento le scompigliasse i lunghi capelli!".
Altre parti, invece, sono state eliminate nella nuova versione: come ad esempio quella in cui si spiega che la più giovane delle sorelle tiene nel suo pezzo di giardino una statua di marmo, oppure quelle in cui la protagonista interagisce con la nonna (personaggio assente in questa versione illustrata da Greban) o le sorelle, il momento in cui il principe viene soccorso dalla fanciulla che poi diventerà la sua sposa, il finale in cui la protagonista viene trasformata in una figlia dell'aria.
Nell'insieme questa versione di Greban riprende abbastanza bene i fatti principali della storia (l'unico momento secondo me molto importante che in questa versione non hanno messo, anche se avrebbero dovuto, è quello in cui il principe incontra quella che poi diventerà la sua futura moglie, colei che crede lo abbia salvato), anche se in maniera più riassunta ed eliminando alcuni elementi quali la presenza della nonna della Sirenetta e l'elemento dell'anima.
La versione de "L'usignolo e l'imperatore" è invece stata mantenuta molto molto simile a quella originale, anche se un po' più breve (sono state eliminate alcune parti descrittive e riassunte quelle che avevano uno scopo più che altro comico).
La versione de "L'intrepido soldatino di piombo" è quella più simile a quella scritta da Andersen, in cui molte parti sono state riprese pari pari e praticamente nessuna è stata eliminata.

Sopra: Un'illustrazione di Greban tratta dalla fiaba de "L'intrepido soldatino di piombo".

Le illustrazioni, disegnate a matita, di Quentin Greban sono belle, con tratti leggeri e delicati. Una particolarità è che l'artista ha deciso di ambientare la fiaba de "La Sirenetta" in oriente (in Cina o in Giappone) e io ho trovato molto interessante vedere la fiaba della Sirenetta con questa ambientazione differente dal solito. La fiaba de "L'usignolo e l'imperatore" invece era già ambientata in oriente, ambientazione che l'artista ha comunque deciso di mantenere.
I colori scelti da Greban variano a seconda della fiaba narrata e del momento in qui un evento si svolge: ad esempio per la prima parte della fiaba de "La Sirenetta" l'artista ha utilizzato principalmente colori freddi come il blu e l'azzurro (anche se sono presenti anche elementi dai colori più caldi come il giallo e l'arancione) mentre successivamente, quando la protagonista arriva al palazzo del principe, vediamo comparire anche colori molto più caldi e carichi (come il rosso e il rosa), inoltre in questa fiaba sono presenti sia tavole dalle tonalità alquanto cupe che altre dai toni più allegri e vivaci; nella fiaba de "L'usignolo e l'imperatore" vi è una buona varietà di colori che risultano sempre molto luminosi, anche se sempre delicati; anche nell'ultima fiaba l'artista ha utilizzato diversi colori dai toni sia caldi che freddi, delicati e luminosi.

   

Sopra: Le immagini più in alto provengono dalla fiaba de "L'usignolo e l'imperatore", mentre quella più in basso è tratta dal racconto de "L'intrepido soldatino di piombo". Da notare la delicatezza e la luminosità dei colori.

Interessante anche il modo in cui l'artista ha deciso di rappresentare le sirene: Greban ha infatti adottato un aspetto molto semplice e classico, tanto che non ha dotato le proprie sirene di nessun monile o abito da indossare (nemmeno una qualche sorta di reggiseno). Le sue sirene risultano inoltre alquanto piatte di seno e parrebbero non avere neppure capezzoli (in effetti sembrerebbero proprio non avere dei seni).

 
Sopra: Come potete vedere in queste immagini tratte dalla fiaba de "La Sirenetta" Greban ha scelto di rappresentare le proprie sirene in maniera molto classica e semplice, quasi essenziale, in quanto queste sirene non sono dotate di nessun oggetto o oggetto di vestiario a contraddistinguerle. Queste sirene sembrano inoltre essere praticamente prive di seni.

Come ho detto le illustrazioni sono belle e l'ambientazione è interessante e originale, l'unica cosa che non mi ha pienamente soddisfatto è stato l'aspetto della Sirenetta, perché l'avrei preferita più bella rispetto a come l'ha rappresentata Greban.
Nella fiaba, infatti, viene più volte ribadita la bellezza della protagonista tanto che già dall'inizio sappiamo che "Le principesse erano tutte incantevoli, ma la più giovane era la più bella" e poi, quando la ragazza giunge al castello del principe si dice esplicitamente che "Era la più bella fanciulla del castello". Nella versione originale scritta da Andersen anche la strega le dice inoltre che, anche senza la sua voce, le resterà comunque la sua bellezza. La Sirenetta di Greban la trovo invece carina (anche se forse un po' anonima), però non mi sembra molto più bella delle altre ragazze della fiaba che l'artista ha disegnato, ad esempio non la trovo più bella delle sue sorelle e nemmeno della sposa del principe.

Sopra: Un'illustrazione della Sirenetta di Quentin Greban.

"Le fiabe di Hans Christian Andersen" illustrate da Quentin Greban sono una buona raccolta di fiabe, alquanto carina, nella quale troverete tre dei più famosi racconti di Andersen. L'adattamento dei testi de "L'usignolo e l'Imperatore" e de "L'intrepido soldatino di stagno" è molto buono, mentre quello della fiaba de "La Sirenetta" lascia un po' a desiderare in alcuni punti. Le illustrazioni che accompagnano le fiabe sono belle e ben fatte, con colori nella maggior parte dei casi delicati, talvolta cupi e talvolta molto luminosi.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2014 dalla White Star Kids. Il libro ha 84 pagine, la copertina rigida, misura 36,5 cm d'altezza e 29 cm di lunghezza e costa 19,90 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 29 ottobre 2018

SPECIALE HALLOWEEN: Rappresentazioni della morte nei libri illustrati

Per la festa di Halloween ho deciso di fare un post un po' diverso dal solito: parlerò infatti di come è stata rappresentata la morte in alcuni libri illustrati, presentando quest'ultimi in ordine cronologico di pubblicazione in Italia.
Il tema della morte, soprattutto nei libri per bambini e ragazzi, è un tema delicato e spesso in queste opere viene trattato come tale. Come alcuni sapranno la narrativa (sia quella per bambini e per ragazzi che quella in generale per gli adulti) diventa formativa nel momento in cui soddisfa bisogni umani profondi, tra cui quelli di conoscere il mondo e la vita (e quindi anche la morte), di rispondere a domande e interrogativi esistenziali e di rispondere al bisogno di conferire un significato agli eventi. Attraverso libri illustrati di qualità le persone possono quindi riflettere su problematiche esistenziali importanti quali può essere quella della morte.
Come scritto nel saggio: "Di cosa parlano i libri per bambini" di Giorgia Grilli: "Ecco, se non tutto, se non nei termini in cui noi lo spiegheremmo, i bambini sanno. Che esiste il male, che il mondo è pieno di ingiustizie, che la realtà è fatta di cose spaventose, angoscianti, abnormi. proprio per questo hanno bisogno che qualcuno gliene parli, hanno bisogno di racconti, di storie che diano un senso a questi aspetti che non possono essere elusi e sui quali e dei quali più di chiunque altro, indifesi come si sentono, i bambini vogliono sentir narrare. [...] Gli interrogativi dei bambini (sia quelli espliciti che quelli inespressi) sugli aspetti della vita anche più cupi e misteriosi vanno accompagnati, rispettati, affrontati".

Partiamo quindi a parlare del primo libro: "L'anatra, la morte e il tulipano" di Wolf Erlbruch, il quale è stato pubblicato originariamente nel 1975 e poi edito in italiano nel 2007 dalla E/O. L'albo ha 32 pagine, la copertina rigida e costa 15 euro.

 
Sopra: La copertina de "L'anatra, la morte e il tulipano" mostra la protagonista della storia (l'anatra) mentre guarda verso l'alto, col collo proteso verso il titolo.

Protagonista di questa storia è un'anatra la quale un giorno si accorge della presenza della Morte accanto a lei. Inizialmente l'anatra è spaventata, ma col passare del tempo essa si abitua a quella strana presenza, iniziando anche a farci amicizia.
In questo albo illustrato la Morte viene rappresentata in un modo sia classico che originale: essa, infatti, mantiene l'aspetto di uno scheletro, ma non è vestita di nero e non tiene in mano nessuna falce. Erlbruch la disegna invece vestita con pantofole, un abito lungo e un paltò dalla fantasia quadrettata e in mano, anziché una falce, tiene un tulipano nero (il tulipano dovrebbe rappresentare, nel linguaggio dei fiori, il vero amore, anche se il significato può variare a seconda del suo colore). Il suo aspetto, quindi, non è affatto minaccioso e anche il suo comportamento è molto tranquillo e calmo. Inizialmente infatti l'anatra teme che la Morte sia venuta a portarla via e che quindi darà vita a qualche avvenimento che causerà la sua dipartita, ma la Morte le spiega che non sarà lei la causa diretta del suo decesso, ma la vita stessa: "All'incidente ci pensa la vita, come anche al raffreddore e a tutte le altre cose che possono capitare a voi anatre."
Quella di Erlbruch è una Morte molto "umana", con le proprie debolezze (non le piace l'acqua ad esempio poiché le fa sentire freddo), una Morte che segue il corso degli eventi, che sa attendere e che accompagna l'anatra nei suoi ultimi giorni di vita standole accanto come un'amica.
Come scritto nel saggio: "Di cosa parlano i libri per bambini" di Giorgia Grilli: "La rappresentazione della morte da parte di Erlbruch è qualcosa di davvero inedito. Da un lato è lo scheletro a cui ci ha abituati l'iconografia tradizionale; però, sopra le ossa, questo scheletro indossa una vestaglia da casa e due ciabattine di panno come fosse una magra vecchina appunto del tutto "domestica" di cui difficilmente si può avere paura. Nel senso del terrore, perché comunque una sorta di inquietudine al suo cospetto permane, non solo nell'anatra, ma anche nel lettore".

Sopra: La Morte disegnata da Wolf Erlbruch indossa un abbigliamento inusuale: pantofole, una lunga veste e un paltò a quadretti. Essa porta inoltre sempre con se un tulipano.

"La visite de petit mort" di Kitty Crowther è un albo illustrato pubblicato in francese nel 2005 da L'Ecole des Loisirs,  ha 27 pagine, la copertina rigida e costa 12 euro.

 
Sopra: La copertina di "La visite de petit mort" mostra la piccola morte, con mantello nero e falce, in compagnia di una bambina mentre passeggiano in un parco.

La piccola Morte è triste: le persone che porta nel regno della Morte sono tristi: sospirano, hanno freddo. Nessuno gli parla mai... Fino alla sera in cui la Piccola Morte viene a prendere Elsewise, una bambina che la accoglie con gioia, tanto da esclamare sorridendo: “Finalmente sei qui!".
Qui la Morte è rappresentata di piccole dimensioni (grande come un bambino di 8/10 anni) e con un aspetto gentile, umano, che non incute nessun timore, nonostante la presenza di due simboli tipici della sua simbologia: la veste nera e la falce.
Questa piccola morte ha un animo dolce e un cuore tenero, infatti si dispiace che tutte le persone a cui va a fare visita siano sempre tristi e infelici quando la vedono. Fortunatamente un giorno ella incontra una bambina che è contenta di vederla, perchè fino ad allora ha sempre sofferto, mentre da quando la morte è arrivata non sente più dolore. Le due diventano amiche e la morte si dispiace a doverla lasciare, ma, con sua sorpresa, la bambina non l'ha abbandonata, infatti torna a farle visita sotto forma di angelo, così ora la piccola Morte non si sentirà più sola. Una Morte molto umanizzata, che prova sentimenti molto umani quali la tristezza, la solitudine, ma anche la gioia e felicità.

 
Sopra: La morte rappresentata da Crowther ha l'aspetto quasi di un bambino, molto dolce e sereno, se non fosse per la veste nera e la falce che tiene sempre in mano.

"I pani d'oro della vecchina" di Annamaria Gozzi e Violeta Lopiz è un'opera pubblicata in italiano nel 2012 dalla Topipittori,  ha 32 pagine, la copertina rigida e costa 14 euro.

Sopra: La copertina de "I Pani d'oro della vecchina" mostra la vecchina circondata dai sui Pani Dolci.

Questa volta la protagonista della vicenda è una vecchina, una vecchina "Talmente vecchia da aver  perso il conto dei suoi anni", tanto da pensare che la Morte si sia dimenticata di lei. Un vecchina che sa cucinare benissimo tanto che, quando la Morte viene a prenderla, riesce a convincerla a posticipare la propria fine offrendo a questa i suoi dolci: prima dei Pani Dolci, poi dell'uvetta, poi delle mandorle, poi del torrone...
Ogni volta che la Morte viene a trovarla la vecchietta le offre qualche prelibatezza così buona da stordirla e convincerla a lasciare alla donna ancora del tempo per poter finire di preparare i propri dolci. Alla Morte però non si può sfuggire per sempre... e così, passato Natale, la vecchina acconsente ad allontanarsi con essa fino a scomparire al di là del fiume, non prima però di aver tramandato la ricetta dei suo Pani dolci ai bambini.
La Morte rappresentata da Lopiz ha un aspetto molto insolito e originale: essa infatti sembra un sacco con gambe e braccia. Un sacco nero con una grande apertura, che funge da bocca, al posto della testa. Questa Morte è una morte che desidera portare a termine il proprio dovere, ma che spesso, con la vecchina, non ci riesce, ripromettendosi di farlo però la volta successiva. E' una Morte golosa, che non sa resistere ai dolci che la donna le offre, una Morte gentile e curiosa di assaggiare qualche altra prelibatezza. Ciò però la fa sentire in colpa, in quanto essa è consapevole di avere un compito da dover portare a termine. E' una Morte che non sa rifiutare dei gesti di gentilezza nei suoi confronti da parte di una vecchina molto coraggiosa che di lei non ha nessuna paura e che, anzi, si comporta con lei sempre con dolcezza (facendole assaggiare i propri dolci, facendola sedere alla propria tavola, invitandola a scaldarsi vicino al fuoco...).
Questa Morte, comunque, per la vecchina non rappresenterà una fine, ma un uovo inizio poiché si dice che qualcuno l'abbia vista portare dolci ai bambini a gennaio...

Sopra: La morte rappresentata da Violeta Lopiz ha l'aspetto di un sacco nero con gambe e braccia.

"Jack e la morte" è un libro illustrato scritto da Tim Bowley e illustrato da Natalie Pudalov, pubblicato in Spagna nel 2012 dalla OQO ed in Italia nel 2013 dalla Logos, ha 28 pagine e costa 16,95 euro.

Sopra: Sulla copertina di "Jack e la morte" possiamo vedere il protagonista e la Morte, la quale è rappresentata sotto forma di corvo, notare inoltre la presenza del filo rosso, che la Morte stessa tocca con la mano.

La storia, che si basa una fiaba tradizionale britannica, ha come protagonista il giovane Jack, un bambino la cui anziana madre sta per morire. Durante una passeggiata verso la spiaggia però il ragazzino fa un incontro inaspettato: la Morte, la quale sta andando a prendere proprio la madre del bambino. Quest'ultimo, per salvare il genitore, con uno stratagemma riesce a imprigionare la Morte dentro una boccetta, senza però pensare alle conseguenze e a tutti i problemi che questo causerà al mondo. Ora, infatti, niente più muore e ciò non vale solo per le persone, ma anche per gli animali, gli insetti e perfino i vegetali. Nel giro di poco tempo la situazione diventa quindi disperata: le persone patiscono la fame in quanto niente può più essere mangiato (perché per mangiarlo bisognerebbe ucciderlo e ciò non è più possibile), patiscono le malattie in quanto mosche, pulci e zanzare si sono moltiplicate in brevissimo tempo, ma nessuno può morire...
Alla fine la madre di Jack viene a conoscenza di ciò che il figlio ha combinato e lo convince a liberare la Morte, la quale, finalmente libera, torna a fare il proprio lavoro... così, quando il bambino torna a casa trova la propria madre morta, con un sorriso dipinto sul volto.
La Morte rappresentata dalla Pudalov potrebbe sembrare quella che, tra quelle che vi presento in questo post, più si avvicina all'aspetto classico della Morte poiché quella della Pudalov ha una faccia scheletrica e indossa il classico mantello nero con cappuccio. Nel libro, d'altronde, essa viene descritta come "Una figura altissima , con un mantello nero e il viso nascosto sotto un cappuccio". Osservandola più attentamente il lettore potrà notare come in realtà questa Morte abbia un aspetto più interessante del previsto: pur indossando una tunica nera con cappuccio che le copre il viso (che ha effettivamente dei tratti scheletrici), essa indossa delle calze a righe e delle scarpe rosse e ha delle mani dall'aspetto umano, che però sono staccate dal corpo (gli mancano infatti le braccia). La Morte della Pudalov è inoltre accompagnata da molti riferimenti visivi simbolici: alla fine della sua tunica nera vediamo essere cucito un filo rosso (che simboleggia la vita) che qualche volta la Morte tiene pure in mano, la vediamo sempre accompagnata da corvi e anche da delle maschere (che potrebbero rappresentare i volti delle persone che ha già portato via o che è venuta a prendere).
Questa è una Morte molto indaffarata, con tanto lavoro e senza tempo da perdere (come spiega lei stessa a Jack), ma è anche una Morte un po' ingenua che si lascia ingannare e imprigionare in una bottiglia da un ragazzino. Non rimarrà comunque rinchiusa a lungo in quanto sa che la sua presenza nel mondo è necessaria, tanto che, quando Jack la libera, gli dice "Ora avrai compreso che non sono nemica della vita. Lei e io siamo due facce della stessa medaglia. Senza di me la vita non esisterebbe".

Sopra: La Morte disegnata dalla Natalie Pudalov indossa un lungo abito nero con un cappuccio che le cela il viso scheletrico, ma ha delle mani umani prive di braccia e indossa inoltre delle calze a righe e delle scarpette rosse.

"I piccini di Gushlycrumb" di Edward Gorey è un albo illustrato pubblicato originariamente nel 1998 dalla Houghton Mifflin Publishing Company ed che è stato edito in italiano nel 2013 dalla Adelphi. L'opera ha 64 pagine, una copertina rigida e l'edizione italiana costa 14 euro, mentre quella in inglese 10$ (circa 9,07 euro).

Sopra: La copertina del macabro e umoristico abecedario in rima baciata di Edward Gorey, sulla quale possiamo vedere la Morte rappresentata da Gorey.

Questo libro non narra una vera e propria storia, esso è infatti più che altro una sorta di macabro abecedario in cui ad ogni pagina corrisponde un'illustrazione in bianco e nero che immortala l'imminente o già avvenuta dipartita, accompagnata da una didascalia che la spiega o la predice, di uno bambino la cui iniziale del nome corrisponde a una lettera dell'alfabeto.
Sebbene l'argomento sia piuttosto macabro l'intera opera è accompagnata da un certo umorismo, basato sull'esagerazione dei luoghi comuni e sulla presa in giro delle paure dei genitori, nonché sulle molteplici e variegate morti di questi bambini immaginari.
Sebbene la morte sia un elemento costante e sempre presente in ogni pagina essa non compare mai fisicamente all'interno del volume, ma è possibile vederla solo sulla copertina. Gorey l'ha infatti rappresentata alta, con un volto scheletrico, mentre indossa un cappotto, dei guanti e un cappello a cilindro neri. In una mano regge un ombrello aperto, mentre sotto di lei si trovano tutti i bambini che sono presenti all'interno del libro. Questa Morte viene quindi mostrata come una sorta di presenza imminente che presto entrerà nelle esistenze di questi bambini che essa tiene sotto al proprio ombrello.

Sopra: Nell'immagine della copertina vediamo la Morte (rappresentata da Gorey con un aspetto scheletrico e completamente vestita di nero) incombere sui bambini che ritroveremo all'interno del volume.

"Mr Punch" di Stefano Bessoni è un libro che è stato pubblicato dalla Logos nel 2015, ha 56 pagine, una copertina rigida e costa 16 euro.

Sopra: La copertina di "Mr Punch" ci mostra uno dei protagonisti del libro, nonché il personaggio che dà nome al titolo.

Protagonisti di quest'opera di Bessoni sono due famosi personaggi del teatro dei burattini: Mr. Punch e Pulcinella, il primo inglese e l'altro italiano. Questi personaggi di Bessoni sono esseri deformi, nati da un uovo e che vivono nei bassifondi di Londra e Napoli, tra truffatori, ladri e prostitute.
Il libro si apre infatti con la storia di un uovo deposto da un gallo nero nei bassifondi di Londra, da questo uovo nascerà Mr Punch. Una volta cresciuto comincia a frequentare i quartieri più malfamati, vivendo di imbrogli e di violenza, e fidanzandosi con una prostituta di nome Judy, dalla quale avrà anche un figlio che però egli stesso finirà per uccidere. Mr Punch ucciderà anche la stessa Judy quando questa scoprirà cosa è successo al figlio, nonché anche un poliziotto e il boia. Alla fine interverrà il diavolo in persona a fermare l'ometto, trasformandolo in un burattino.
Nel frattempo, a Napoli, lo stesso gallo nero depone un altro uovo, dal quale uscirà Pulcinella, che verrà cresciuto da un alchimista. Pulcinella si fidanza con Teresina, la figlia del dottore, che però scopre avere un teschio sulla schiena. Pulcinella per trovare una cura si reca sulla luna, ma al suo ritorno scopre che la ragazza l'ha tradito con un altro uomo, che Pulcinella ucciderà per la gelosia. Venendo condannato egli ucciderà anche il magistrato e chiunque cercherà di fermarlo, finché non interverrà la Morte a fermarlo, trasformandolo in un burattino.
La Morte è un elemento molto caro a Bessoni, ma è in questo libro che essa compare per la prima volta con un aspetto fisico. La Morte rappresentata da quest'artista, che veste un abito nero, ha un aspetto raccapricciante, scheletrico, con un cranio quasi proporzionato. L'originalità dell'aspetto di questa Morte sta proprio nello stile dell'artista: grottesco, bizzarro, sgangherato, caricaturale e quasi deforme.
In questo albo la Morte non è la protagonista o una co-protagonista (anche se poiché il volume tratta temi quali la violenza e l'omicidio, essa in effetti è presente fin dall'inizio), essa compare solo alla fine come entità sopranaturale che ha il compito di riportare l'ordine e di mettere un freno al comportamento indisciplinato di Pulcinella, il quale sembra che, con tutte le morti che sta causando, le stia rubando il lavoro. Non a caso alla sua apparizione la Morte esordisce così: "Mio Pulcinella ti devi calmare! E' a me che spetta togliere la vita, è giunta l'ora di farla finita!". Per porre fine alla mattanza decide quindi di trasformare l'ometto in un burattino.

Sopra: La morte rappresentata da Stefano Bessoni ha un aspetto macabro, inquietante, scheletrico, grottesco, bizzarro, sgangherato, caricaturale e quasi deforme (con un cranio sproporzionato, le orbite e gli occhi uno più piccolo dell'altro ecc...).

"Cry, Heart, but never break" di Glen Ringtved e Charlotte Pardi è un libro che è stato pubblicato dalla Enchanted Lion Books nel 2016, ha 32 pagine e costa 15,55 euro. Ne è prevista la pubblicazione, per Orecchio Acerbo, anche in italiano per gennaio 2023 col titolo: "Piangi cuore, ma..."

Sopra: La copertina di "Cry, heart, but never break" mostra la scena, presente all'interno del libro, in cui una dei fratelli cerca di convincere la Morte a non prendersi la nonna.

Consapevoli delle gravi condizioni di salute della propria nonna, che è gravemente malata, quattro fratelli stringono un patto per impedire alla Morte di portarla via, ma quest'ultima arriva lo stesso. Convinti che questa agisca solo di notte decidono di continuare a riempire la sua tazza di caffè fino all'alba, pensando che a quel punto la Morte partirà senza la nonna. Ma questo non può fermare certo la Morte dal compiere il suo dovere, anche se i bambini cercano di convincerla a non farlo.
Questa Morte ha l'aspetto di un vecchio dalla pelle pallida e il naso grosso, avvolto in un abito nero con cappuccio, un aspetto amichevole, confortante, con un atteggiamento dolce e paziente che ricorda quello di un nonno. L'aspetto della Morte rappresentata da Pardi è ordinario, proprio a voler indicare come anche la morte stessa sia qualcosa di ordinario, che fa parte della vita
Quella disegnata da Pardi è una Morte dolce, tranquilla, gentile (tanto da lasciare la sua falce fuori dalla porta di casa per non spaventare i bambini), che arriva in anticipo per condividere con i quattro bambini una storia che li aiuterà a realizzare il valore della perdita di una vita e l'importanza di poter dire addio. E' una Morte che ama la vita ("Death’s heart [cuore] is as red as the most beautiful sunset [tramonto] and beats [batte] with a great love of life [vita]"), ma che è anche ben consapevole di come morire sia naturale e necessario perché, come lei stessa spiega: "What would life (vita) be worth (varrebbe) if there were no death (morte)? Who would enjoy the sun if it never rained? Who would yearn (vorrebbe) for the day if there were no night?".

Sopra: La Morte disegnata da Charlotte Pardi ha l'aspetto ordinario di un vecchio dalla pelle pallida e il naso grosso, avvolto in un abito nero con cappuccio.

"Sai chi sono?" di  Elisabeth Helland Larsen e Marine Schneider è un libro pubblicato dalla Edizioni Primavera nel 2019, ha 48 pagine e costa 16 euro.
 
Sopra: La copertina di "Sai chi sono io" ci mostra una morte simile a una bambina che gioca su un'altalena, mentre sparge fiori colorati.
 
Le guance rosee con un fiore tra i capelli. La morte cavalca una bici rosa, visita piccoli animali con pelliccia morbida e grandi animali con denti aguzzi. Si attarda con una gentile nonna mentre lavorano a maglia un'ultima sciarpa insieme. Come scritto sul retro di copertina: "Per i genitori di bambini che affrontano la perdita di un familiare, un amico o un animale domestico, questo libro trova le parole per esprimere ciò che è spesso così difficile da spiegare. Termina con una tale sensazione di elevazione e accettazione che i lettori di qualsiasi età gireranno l'ultima pagina con un sorriso e una lacrima. Un libro che affronta il delicato rapporto tra la vita e la morte". 
La morte qui è rappresentata come una bambina dagli occhi verdi in un mondo pastello, con fiori tra i capelli, che hanno lo stesso colore del suo abito, una bambina che corre in bicicletta e che fa visita a tante persone e animali. Vaga attraverso i dintorni di dolce bellezza e ci racconta chi è lei, del suo "lavoro", spiegandoci che, nonostante qualcuno chiuda porta e finestre sperando di vederla andarsene, lei sa che nessuno può nascondersi da lei (perfino coloro che sono ancora dentro la pancia, che non sono ancora nati). Una morte che ha consapevolezza del suo ruolo e che svolge il suo compito come una missione, con professionalità e competenza, ma anche con dolcezza e comprensione, perché essa è conapevole di far parte della vita.
 
 Sopra: Questa morte è rappresentata come una bambina che porta dei fiori tra i lunghi capelli, del medesimo colore del suo abito. Una bambina che ama andare in bicicletta e andare a trovare persone e animali ti tutti i tipi.
 
"Godfather Death" di  Sally Nicholls e con le illustrazioni di  Júlia Sardà è un albo illustrato pubblicato nel 2023 dalla Andersen Press, mentre in Italia è giunto nel 2024 edito dalla Gallucci Editore col titolo "Madrina Morte". L'opera ha 48 pagine, una copertina rigida e costa 15 euro.

 
Sopra: A sinistra la copertina inglese e a destra quella italiana. La copertina è piuttosto colorata, anche se utilizza un numero limitato di tinte: il bianco, il nero, il verde, l'arancione e il giallo. Al centro compare proprio la morte a cavallo.

Questo libro narra una commovente storia dei Grimm rivisitata dalla pluripremiata autrice Sally Nicholls e illustrata in modo inquietante da Júlia Sardà che incanterà ed entusiasmerà i lettori di tutte le età. Quando un povero pescatore sceglie la Morte come padrino di suo figlio, è sicuro di aver fatto una buona scelta, perché sicuramente non c'è uomo più onesto della Morte? Al battesimo, la Morte fa al pescatore un dono che all'inizio sembra essere la chiave della fortuna della famiglia, ma quando l'avidità vince il pescatore, scopre che nessuno può veramente ingannare la Morte. . .
Nessuno è più onesto della Morte: tratta tutti allo stesso modo, ricchi e poveri, uomini, donne e animali. Non si può corrompere, non si può ingannare e di certo non si può sfuggirle. L’umile pescatore che la sceglie come madrina per suo figlio lo scoprirà a caro prezzo.
La Morte è rappresentata dalla Sardà in modo molto classico, e il suo aspetto riprende quello che si vede nelle incisioni medievali: il classico scheletro con una cappa nera con cappuccio e la falce in mano. Per la Morte l'artista ha utilizzato solo il bianco e il nero, anche se la falce che tiene in mano ha il mancio arancione/marrone, così come per il suo cavallo, dal manto bianco e con i crini neri. La palette di colori la fa risaltare in mezzo alle tavole che invece presentano sfondi e ambienti colorati di arancione, giallo e di verde.
Una Morte che si sa dimostrare anche gentile e disponibile, pronta ad aiutare con semplicità in caso di bisogno, ma che non si fa prendere in giro, altrimenti ve ne farà pagare le conseguenze.


Sopra: La rappresentazione della morte è molto classica, e riprende quella che si vede nelle incisioni medievali: il classico scheletro con una cappa nera con cappuccio e la falce in mano.
 
Ecco dunque otto diverse rappresentazioni della Morte in otto diversi libri illustrati. Nonostante la Morte abbia ormai assunto un aspetto ben definito nel nostro immaginario trovo interessante come questi differenti artisti siano riusciti a dare ad essa un aspetto sempre diverso, a volte mantenendo alcuni suoi tratti tipici (l'aspetto scheletrico, l'abito nero con cappuccio, la presenza della falce), ma, al contempo, cambiandone altri e apportando così degli elementi innovativi.
Interessante anche confrontare i comportamenti e gli atteggiamenti che la Morte ha assunto di volta in volta nei vari titoli: una presenza tranquilla, naturale e perfino amichevole; una morte golosa e gentile; una morte ligia nello svolgere il proprio lavoro con serietà e dolcezza; una morte sensibile che soffre di solitudine e che vorrebbe vedere le persone felici anziché tristi; un'entità giunta a riportare l'ordine; un'entità la cui esistenza, per quando scomoda e dolorosa a volte, è necessaria allo scorrere della vita ...

P.S. Sarebbe inoltre interessante vedere come gli illustratori hanno rappresentato la figura della Morte Rossa che compare nel racconto di Edgar Allan Poe "La maschera della Morte Rossa" ("The masque of the Read Death").

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 22 ottobre 2018

Art of Over the Garden Wall

"Art of Over the Garden Wall" è l'artbook, con un'introduzione e il commento di Sean Edgar e Patrick McHale, di una miniserie televisiva di 10 episodi creata da Patrick McHale andata in onda per la prima volta su Cartoon Network nel 2014. La serie è stata trasmessa anche in Italia su Boing nel 2015 col titolo "Over the Garden Wall- Avventura nella foresta dei misteri".

Sopra: La copertina di "Art of Over the Garden Wall" ci mostra i due protagonisti della serie (Wirt e Greg") posti al di sotto del titolo in lettere dorate.

L'artbook di "Art of Over the Garden Wall" è composto da cinque parti, ciascuna suddivisa in vari capitoli:
0. Introduzione
1. Parte 1 "The road of the Unknown": In questa prima parte Nick Cross (l'art director) ci spiega come a Patrick McHale è venuta in mente l'idea per creare quella che poi sarebbe diventata la serie di "Over the Garden Wall" e qual era la sua idea iniziale per la serie (inizialmente, ad esempio la serie avrebbe dovuto intitolarsi "Tome of the Unknown" e un elemento centrale della storia sarebbe dovuto essere appunto questo "Tome of the Unknown").
2. Parte 2 "Tome of the Unknown": tratta gli iniziali approcci alla serie, quando il personale ha iniziato a lavorare al suo pilot. In questa parte si parla molto ad esempio dello stile che si è scelto e che si è voluto dare alla miniserie, del design, dell'aspetto e della rappresentazione dei personaggi e degli sfondi.
3. Parte 3 "Constructing the unknown": questa parte parla dell'inizio della creazione degli episodi, dopo la realizzazione e l'approvazione del pilot, della mini serie, degli sfondi, dell'aspetto degli alberi, dell'aspetto dei personaggi.
4. Parte 4 "The episodes": in questa parte troveremo dieci capitoli ognuno dei quali dedicato ad uno degli episodi della serie. Per ogni capitolo è presente una breve introduzione e una serie di disegni, schizzi e illustrazioni riguardo all'episodio di cui parla quel capitolo.
5. Parte 5 "Ephemera": quest'ultima parte parla delle musiche del cartone, dei fumetti ad esso correlati, degli oggetti reali su cui si sono basati i creatori per realizzare alcuni degli oggetti presenti nella serie (come, ad esempio, le forbici a forma di uccello, il mantello Wirt, ecc..) e delle opere (Illustrazioni, lavori ad uncinetto) create da altri artisti basandosi su questa serie.

Sopra: Queste pagine, che presentano il personaggio di Greg, sono tratte dalla prima parte dell'artbook.

Essendo un artbook quest'opera contiene moltissime illustrazioni che comprendono schizzi, bozzetti, sfondi, studi dei personaggi ma anche disegni finiti. Gli artisti che hanno lavorato a tutto questo materiale sono diversi tra cui lo stesso Patrick McHale (l'ideatore della serie), Phil Rynda (il direttore creativo e il character designer), Mikkel Sommel (character designer), Chris Tsirgiotis (background designer), Nick Cross (backgound painter)...
Naturalmente è molto interessante vedere, ad esempio, l'evoluzione del design dei personaggi (come sono cambiati rispetto all'inizio), l'evoluzione e i cambiamenti che una certa scena ha subito, le scelte che sono state fatte riguardo allo stile e all'atmosfera della serie, conoscere da cosa gli artisti hanno preso ispirazione per creare alcuni elementi del cartone.


 


Sopra: Alcune delle pagine illustrate del volume. Nelle due più in alto possiamo vedere lo studio di alcuni personaggi della serie, mentre nelle due più in basso possiamo osservare alcuni degli sfondi studiati e creati. Come potete vedere in queste pagine sono presenti sia disegni completi e finiti, a colori, sia schizzi, che illustrazioni in bianco e nero.

Dagli schizzi emerge inoltre lo stile originale dei diversi artisti che vi hanno lavorato, stile che in seguito hanno dovuto adeguare a quello che è stato scelto di seguire per il cartone, per dare a quest'ultimo un aspetto uniforme.

Sopra: In questa pagina, in cui possiamo vedere lo studio di alcuni personaggi che dovevano essere inseriti nel pilot, potete vedere a sinistra come erano stati disegnati originariamente dall'artista e a destra come sono poi stati adattati per lo show.

"Art of Over the Garden Wall" è un artbook che permetterà agli amanti della mini serie televisiva di conoscere molti particolari riguardo a quest'ultima: ad esempio da dove è venuta e qual era l'idea originale del creatore, i passi che hanno portato allo sviluppo e la produzione della serie, le scelte che vi sono state fatte dietro, gli adattamenti e le modifiche apportate al progetto...
I lettori potranno inoltre trovare all'interno di quest'opera moltissimi schizzi, bozzetti, disegni, storyboard ed illustrazioni di sfondi e personaggi della serie.
Un artbook ben fatto che gli appassionati della serie animata sicuramente ameranno, ma che anche gli appassionati di animazione potranno apprezzare.

Questo albo illustrato è stato pubblicato dalla Dark Horse Books nel 2017; ha 184 pagine, la copertina  rigida, misura 28 cm d'altezza e 22,6 cm di lunghezza e costa 39,99$.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 15 ottobre 2018

Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson di Selma Lagerlof e Olivier Latyk

"Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson" è un albo adattato, nella versione di cui vi parlerò in questo post, dalla scrittrice franco-libanese Kochka e che è stato illustrato da Olivier Latyk; un albo che presenta anche alcune pagine intagliate con la tecnica del paper cutting.
Quest'opera si basa sul romanzo (vincitore del premio Nobel per la letteratura) di Selma Lagerlof  "Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson" del 1906. In origine l'autrice del libro era una maestra di scuola primaria che lo ideò come libro didattico di geografia (nell'opera infatti non mancano mai riferimenti riguardo ai luoghi visitati dal protagonista durante il suo viaggio assieme alle oche selvatiche e alla fine del volume è anche presente una cartina della Svezia con riportati il viaggio percorso e i nomi dei luoghi visitati dal protagonista), anche se la presenza di elementi sia reali che fantastici lo fece diventare un classico della letteratura per l'infanzia.

Sopra: La copertina di "Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson" presenta, al centro, un buco in cui è stato inserito un foglio intagliato dal quale è possibile vedere, sulla pagina sottostante, Nils .

Il protagonista della vicenda è (come dice il titolo) Nils Holgersson, un ragazzino svedese che, come riporta il testo, "Non sapeva fare altro che dormire, magiare e combinare guai". Un giorno cattura uno gnomo, il quale lo rimpicciolisce, rendendolo al contempo capace di comprendere il linguaggio degli animali. Mentre cerca di non far scappare un papero di nome Martin Nils viene trascinato via con quest'ultimo, che ha deciso di unirsi ad uno stormo di oche selvatiche dirette verso la Lapponia. Martin e Nils fanno quindi un patto: se il bambino aiuterà il papero ad arrivare fino in Lapponia quest'ultimo lo riporterà indietro il prossimo autunno.
Assieme al papero il bambino vive quindi numerose avventure durante le quali Nils imparerà a aiutare gli altri e a farsi apprezzare compiendo delle buone azioni (tra cui, ad esempio, quella di rimettere a posto un'ala lussa ad un'oca femmina di nome Piumafina, che diventerà in seguito la compagna di Martin).
Le buone azioni del bambino giungono anche alle orecchie dello gnomo che gli aveva lanciato l'incantesimo, il quale gli rivelerà (tramite il passaparola con altri animali) il modo in cui potrà ritornare delle sue dimensioni reali. Inizialmente la richiesta è quella di riportare Martin in Scania (il posto da cui erano inizialmente partiti), ma successivamente un corvo di nome Bataki spiega a Nils che la condizione imposta veramente dallo gnomo è quella di riportare a casa Martin affinché la madre del bambino possa cucinarlo.
Una volta tornati a casa la madre di Nils prova subito ad uccidere il papero e la sua compagna, ma Nils interviene fermando sua madre e riacquistando le sue reali dimensioni dopo che questa lo ha abbracciato.

Sopra: Le pagine che mostrano Nils rendersi conto di essere appena stato miniaturizzato. Notare il particolare utilizzo e la scelta dei colori.

Essendo un classico della letteratura per l'infanzia di questo romanzo esistono numerose edizioni illustrate. Ho però deciso di presentarvi questa illustrata dal Olivier Latyk perché, dal punto di vista grafico, la trovo una delle più originali e particolari.
I disegni di Latyk presentano uno stile semplice, essenziale e moderno. Molto particolare anche la scelta e l'uso dei colori, dei quali l'artista ha scelto di utilizzare solo il nero, il bianco, l'azzurro, il blu, l'arancione, il rosso e il rosa. In ogni tavola sono presenti sia elementi dai toni caldi (come l'arancione, il rosso e il rosa) che elementi dai toni freddi (come il blu e l'azzurro), i quali si combinano ad altri elementi di colore bianco o (più raramente) nero.

Sopra: Come potete vedere da queste immagini (ma anche delle altre che vi ho riportato in questo post) i disegni di Latyk sono semplici, essenziali e moderni. L'artista ha inoltre deciso un numero di colori alquanto limitato: il nero, il bianco, l'azzurro, il blu, l'arancione, il rosso e il rosa (come potete notare in queste immagini qui sopra). Potete inoltre notare come in ogni tavola siano presenti sia elementi dai toni caldi  che elementi dai toni freddi, i quali si combinano ad alti elementi di colore bianco o nero.

La particolare scelta e l'uso dei colori, unito all'originale stile dell'artista, permette alle illustrazioni di combinarsi bene con pagine finemente intagliate, per creare particolari effetti visivi che meraviglieranno il lettore.
In quest'opera la pagina intagliata (di colore nero/blu molto scuro) viene sempre collocata tra due pagine normali prive di testo ed interamente illustrate dell'artista. Gli elementi (solitamente pochi) e gli sfondi delle pagine che precedono e che seguono quella intagliata sono stati creati in modo da risaltare e di coincidere con quelli della pagina intagliata, creando particolari effetti visivi.

 

Sopra: Una paio di pagine intagliate presenti all'interno del volume. Come potete vedere ciascuna pagina cesellata è inserita tra due pagine illustrate normali e prive di testo, i cui elementi e i colori servono a mettere ulteriormente in risalto quelli intagliati nella pagina centrale, per creare particolari effetti visivi.

"Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson" riadattato dalla Kochka e illustrato da Olivier Latyk è un libro che racconta una bella storia di avventura, in cui convivono sia elementi reali che fantastici, il cui riadattamento, che riprende i fatti essenziali eliminando molte parti descrittive, permette di rendere la vicenda accessibile anche a bambini più piccoli.
Un altro elemento che sicuramente merita e che catturerà all'istante l'attenzione del lettore sono i disegni molto originali e le magnifiche pagine intagliate presenti all'interno dell'opera.

Quest'opera è stata pubblicata originariamente nel 2015 col titolo "Le meravilleux voyage de Nils Holgersson" dalla Flammarion e in italiano nel 2016 dalla Carlo Gallucci Editore. Il libro ha 60 pagine, la copertina rigida, misura 24,5 cm d'altezza e 22 cm di lunghezza e costa 14,90 euro.

Curiosità: Da "Il viaggio meraviglioso di Nils" della Lagerlof è stato tratto, nel 1980, anche un anime di 52 episodi intitolato "Nils Holgerlsson".

Sopra: Nils e in groppa a Martin in una scena dell'anime del 1980.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.