lunedì 26 giugno 2017

Guida pratica ai draghi di Sindri Acchiappasole

"Guida pratica ai draghi" è un libro che fa parte di una collana pubblicata dalla Mirrorstone che conta in tutto cinque titoli. Gli altri volumi della collana sono:
- "A practical guide to monsters" (2007)
- "A practical guide to dragons riding" (2008)
- "A practical guide to wizardry" (2008)
- "A practical guide to dragon's magic" (2010).
Tali libro sarebbero dei volumi spin-off di una serie che si intitola: "Dragonlance: the new adeventures", basata su una famosa serie di romanzi fantasy per adulti "Dragonlace" di Laura e Tracy Hickman.

Sopra: La copertina del volume "Guida pratica ai draghi" (di cui qui ho messo l'immagine dell'edizione inglese perché di quella italiana non ne ho trovato nessuna, anche se comunque cambia solo la scritta del titolo) mostra un drago della razza dei draghi verdi che troneggia sopra il titolo.

Come si può intuire dal titolo quest'opera è una guida illustrata sui draghi, scritta da Sindri Acchiappasole (l'autore implicito del testo, dietro cui si cela Lisa Trutkoff Trumbauer), un apprendista mago kender che ha imparato a conoscere i draghi nel corso delle sue avventure e grazie agli insegnamenti del suo maestro: il mago Maddoc. Il libro si apre infatti con una lettera di Sindri indirizzata alla zia in cui le racconta alcune delle sue avventure, spiegandole che sta apprendendo molto presso Maddoc. Il protagonista ha così deciso di scrivere questo testo poiché, come spiega lui stesso: "Potrei riempire cento pergamene con tutte le cose che Maddoc mi ha insegnato finora, ma dato che i draghi sono ritornati nel nostro mondo solo da poco, ho pensato che a te e a tutti gli altri parenti sarebbe piaciuto vedere questo libro che ho messo insieme per raccontare tutto ciò che Maddoc mi ha insegnato sulle grandi bestie".
Il volume è suddiviso in vari capitoli: "L'anatomia dei draghi", "Draghi in combattimento", "Società dei draghi", "La lingua dei draghi", "La vita di un drago" e infine vi è il capitolo intitolato "Tipi di drago", il quale elenca, spiegandole, tutte le varie razze di draghi che esistono nel mondo fantastico in cui abita il protagonista.
Le razze di draghi presenti in questo libro sono distinte in base al colore e si dividono tra draghi cromatici, che sono: il drago bianco, il drago blu, quello nero, quello rosso, il verde e draghi metallici: il drago d'argento, di bronzo, d'oro, d'ottone, e di rame.
Per ogni razza è riportata una tabella in cui sono indicati: l'altezza massima, il peso massimo, l'apertura alare massima, l'arma a soffio, i cibi preferiti, l'habitat, i nemici e il tesoro preferito. Di ogni drago vengono inoltre descritti i tratti distintivi (che comprendono la descrizione delle uova, dei cuccioli e infine degli adulti), la tana e le modalità di combattimento.

Sopra: Nelle prime pagine viene rappresentata la razza del drago (con un'illustrazione a tutta pagina), accompagnata anche da una tabella (che si può facilmente vedere nell'immagine qui sopra) che contiene alcune caratteristiche della razza.

I testi che descrivono le caratteristiche dei vari draghi sono accompagnati da delle belle illustrazioni realizzate da diversi artisti: Emily Fiegenschuh, Todd Lockwood, Jim Nelson, Vinod Rams, Darrell Riche, Eva Widermann e Sam Wood.
Tali illustrazioni servono a mostrare quando riportato nei testi, infatti alcuni disegni hanno accanto delle scritte che spiegano alcune caratteristiche del drago (magari qualche particolare) usando proprio l'immagine come riferimento.
Le illustrazioni che hanno delle scritte accanto non sono state colorate, per dare l'idea che si trattassero di schizzi, mentre le altre (come quelle a tutta pagina in cui viene mostrata la razza del drago e quelle in cui vengono mostrate la forma da cucciolo e da adolescente del drago) sono a colori.
I disegni hanno delle tinte accese e brillanti, l'ideale poiché in questo libro i draghi vengono contraddistinti proprio per i loro colori.

  
Sopra: All'interno del volume si possono trovare illustrazioni a tutta pagina (come quella a sinistra, che mostra al lettore un drago blu), che solitamente mostrano la razza di draghi, e altre sia a colori che in bianco e nero, quest'ultime accompagnate solitamente da scritte e descrizioni (come si può vedere nell'immagine a destra).


Sopra: L'illustrazione a tutta pagina usata per presentare al lettore la razza dei draghi d'argento; da notare l'uso di colori accesi e brillanti.

Quest'opera è un bella guida, ricca di illustrazioni e informazioni, al mondo e alle razze di draghi dell'universo di Dragonlance (a tale proposito vedere il P.S. in fondo al post). Un libro per coloro che sono interessati al mondo di Dragonlance, ma anche per quelli a cui semplicemente piacciono i draghi e che vogliono conoscere un differente modo in cui queste creature sono state rappresentate e classificate.

Quest'opera è stata pubblicata originariamente nel 2006 col titolo "A pactical guide to dragons" dalla MIRRORSTONE della Wizards of the Coast. L'opera è stata edita in italiano nel 2006 sempre dalla MIRRORSTONE, ha 80 pagine, la copertina rigida, misura 28,2 cm d'altezza e 22 cm di lunghezza e costa 19,95 euro.

P.S. In fondo al libro Sindri racconta di aver conosciuto un bardo di nome Tim Waggoner che gli ha chiesto di poter raccontare le sue avventure "Affinché il mondo potesse condividerle". Viene anche scritto che il titolo che Waggoner darà all'opera sarà "Il tempio degli ammazzadraghi". Facendo una ricerca ho scoperto che Tim Waggoner ha effettivamente scritto quest'opera, che si intitola "Temple of the dragonslayer", che fa parte della serie "Dragonlance: the new adeventures", basata sulla famosa serie di romanzi fantasy per adulti "Dragonlace" di Laura e Tracy Hickman. "Temple of the dragonslayer" è il primo di una serie di 8 titoli iniziata nel 2004 e conclusa nel 2010. Questa serie tuttavia non è mai stata tradotta in italiano da quanto mi risulta.
La serie delle "Practical guide" sarebbe stata scritta da Sindri dopo gli eventi della Elidor Trilogy e prima dell'inizio delle nuove avventure della Suncatcher Trilogy (Suncatcher è il cognome originale di Sindri Acchiappasole).

Sopra: La copertina del primo libro della saga di "Dragonlance: the new adventures", saga su cui questo libro illustrato si basa.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 19 giugno 2017

Ti conosco, mascherina di Francesca Rossi

"Ti conosco, mascherina" è un libricino di Francesca Rossi, un'artista che ha illustrato anche molte fiabe (tra cui "La bella e la bestia", "La bella addormentata nel bosco", "Cenerentola", "Cappuccetto Rosso", "Raperonzolo", "Biancaneve", "La sirenetta"….). Quest'opera si discosta un po' dal genere di libri solitamente illustrati da questa artista (soprattutto fiabe e classici della letteratura), essendo un volume che presenta ai giovani lettori i personaggi che costituiscono le maschere della Commedia dell'Arte.

Sopra: Sulla copertina di "Ti conosco, mascherina" sono presenti i personaggi di Arlecchino e Colombina. 

Il libro inizia con l'arrivo in città di un carrozzone pieno di attori, pronti a mettere in scena uno spettacolo. Si prosegue scoprendo cosa sta succedendo all'interno di questo carrozzone, in cui gli attori e le attrici si stanno preparando per lo spettacolo, che verrà poi messo in scena la sera stessa. Il giorno dopo la gente del villaggio in cui il carrozzone si è fermato nota la presenza di gente sconosciuta: sono gli attori, ma senza trucchi e abiti di scena.
Dopo questa prima parte introduttiva si susseguono le presentazioni, con relative descrizioni, dei vari personaggi tipici della Commedia dell'Arte: Arlecchino, Pulcinella, Colombina, Pantalone, Balanzone, Isabella, Brighella e Capitan Spaventa.
Alla fine vi è anche una breve spiegazione della Commedia dell'Arte (cos'è, dove e quando nasce, come si è sviluppata ecc….).
La particolarità di questo libro è che i testi sono scritti in rima, per cui anche la presentazione delle varie maschere risulta più piacevole e leggera. Ecco, ad esempio, una parte della descrizione del personaggio di Brighella:
"Brighella è servo saggio e fedele
con veste bianca e sincera espressione
schiena diritta, cappello sul cuore
<<Padrone, comandi!>> è la sua vocazione.
da sempre al servizio della famiglia
esegue gli ordini senza imbrogliare.
Il padrone sospira e langue d'amore?
Brighella si fa messaggero discreto
e porta la storia al suo fine lieto
(…) "
Le varie poesie seguono uno schema di rime libero, tanto che alcuni versi non ne presentano neppure di rime, tuttavia il risultato complessivo è comunque piacevole.
In realtà la descrizione che qui viene fatta di Brighella (quella che vi ho appena riportato sopra) è scorretta, in quanto questo personaggio della Commedia dell'arte viene descritto sì come un servo, in grado di svolgere un'infinità di mestieri, ma è soprattutto un personaggio dall'ingegno acuto sempre pronto a escogitare qualche inganno per il puro e semplice gusto di ingannare gli altri (ben lungi dall'essere un servo fedele). A parte la descrizione di questa maschera, comunque, quelle degli altri personaggi sono rimaste fedeli: Balanzone è saccente, Pantalone è il vecchio avaro, Colombina la servetta dal carattere libero e insolente, Isabella l'innamorata ….

  
Sopra: La rappresentazione della Francesca Rossi di Brighella rispecchia quella tipica del personaggio, come si può vedere confrontandolo con l'immagine a destra.

Le varie illustrazioni della Francesca Rossi (carine e molto colorate, dalle tinte vivaci) che accompagnano i testi servono a presentare e a mostrare al lettore i vari personaggi, oggetti ed eventi della storia. In particolare, ogni descrizione dei personaggi che costituiscono la Commedia dell'arte è accompagnata da un disegno che mostra il personaggio e la maschera in questione. Talvolta i disegni sono inoltre accompagnati da brevi descrizioni su alcuni particolari aspetti o curiosità del personaggio rappresentato.

  
Sopra: A sinistra l'illustrazione della Rossi che rappresenta Arlecchino e a sinistra quella di Isabella. Da notare i colori vivaci e allegri, nonché la presenza di informazioni aggiuntive che accompagnano il disegno dei personaggi (nel caso di Arlecchino sul suo abbigliamento, mentre nel caso di Isabella la sua toeletta).

La Rossi ha rappresentato i vari personaggi e le loro rispettive maschere in modo fedele, rifacendosi ai costumi e alle rappresentazioni classiche.

  
Sopra: La Francesca Rossi ha rappresentato la sua Colombina con il vestito della serva (così come è vestita nell'immagine a destra), tuttavia in alcuni casi ella viene rappresentata anche con un vestito simile a quello di Arlecchino (a pezze colorate).

  
Sopra: Anche il personaggio di Pantalone, il vecchio avaro, è stato rappresentato dall'artista in modo fedele al suo costume e alla sua maschera tradizionale (immagine a destra).

"Ti conosco, mascherina" è un libricino molto carino, accompagnato da illustrazioni allegre e colorate, utile per presentare ai bambini i vari personaggi e le origini della Commedia dell'arte, e per dar loro un piccolo assaggio sulle origini delle maschere più classiche del Carnevale.

Questo libro illustrato è stato pubblicato nel 2011 dalla Edizioni corsare; ha 32 pagine, la copertina flessibile, misura  23,5 cm d'altezza e 16,7 cm di lunghezza e costa 14,00 euro (anche se ora il prezzo è stato abbassato a 10).

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 12 giugno 2017

Dracula di Agnese Baruzzi

Agnese Baruzzi è una scrittrice e un'illustratrice laureata in Progettazione Grafica; dal 2014 ha realizzato una serie di libri (dei libri-teatro) che si potrebbero definire dei capolavori di ingegneria cartotecnica, dotati di immagini pop up (che fuoriescono dal libro), realizzate anche tramite il paper cutting (la tecnica di intaglio della carta), che vanno a creare dei piccoli teatrini.
Il volume realizzato dalla Baruzzi di cui vi parlerò in questo post è "Dracula", tratto dal romanzo di Bram Stoker.

Sopra: La copertina del libro illustrato di "Dracula" di Agnese Baruzzi riprende i colori (nero, viola, rosso e bianco) e lo stile dei disegni (creati come silhouettes) che si trovano anche all'interno dell'opera.

Come ho detto all'inizio (e come si può capire dal titolo del libro), il romanzo da cui è tratta quest'opera è "Dracula" di Bram Stoker. Il romanzo è stato qui riportato in otto pagine, per cui alcuni eventi sono ovviamente stati omessi e molti sono stati riassunti.
L'opera della Baruzzi si apre con alcuni pezzi del diario dell'avvocato Jonathan Harker che vanno dal 5 all'8 maggio (mentre nel romanzo il diario di Harker inizia dal 3 maggio). In questi pezzi di diario il protagonista racconta del suo viaggio per giungere al castello del Conte dopo che il suo capo lo ha inviato in Transilvania per curare l'acquisto, proprio da parte del Conte, di un'abitazione a Londra. Gli stralci di diario si concludono con i propositi di fuga di Harker dopo che costui si è reso conto di essere ormai prigioniero del vampiro.
In questa prima parte alcuni pezzi del testo sono riportati alquanto fedelmente rispetto all'opera originale, come, ad esempio, questo passaggio:
Versione di Agnese Baruzzi: "Sto scrivendo queste righe mentre aspetto la diligenza che, naturalmente, è in ritardo. Porto ancora la croce al collo. Non so se è a causa delle paure della locandiera, delle molti, lugubri tradizioni di questi luoghi, o addirittura della crocetta, fatto sta che mi sento i quieto come non mai. Se questo quaderno dovesse venire a Mina prima che io torni da lei, le rechi il mio addio".
Versione di Bram Stoker: "Scrivo questa parte di diario mentre aspetto la carrozza che, naturalmente, è in ritardo; porto ancora il crocifisso intorno al collo. Non so se sia a causa del terrore della vecchia signora, ma non mi sento davvero a mio agio come al solito. Se questo diario dovesse arrivare a Mina prima di me, che le porti il mio addio."
Dopo le prime due facciate, in cui sono presenti le parti scritte sotto forma di diario, le altre pagine di testo che seguono sono invece scritte in terza persone (mentre il romanzo di Stoker è internante scritto sotto forma di stralci di diari e lettere). In queste pagine sono stati narrati gli eventi principali del romanzo: un altro paio di confronti di Harker con il Conte; l'esplorazione del giovane della cappella diroccata con all'interno le casse riempite di terra; la fuga di Harker dal castello del Conte (anche se nell'opera della Baruzzi questa avviene prima rispetto a quanto accada invece nel romanzo);  l'arrivo di Mina alla casa dell'amica Lucy; l'arrivo al porto di una nave su cui tutti i marinai erano scomparsi ad eccezione del capitano ritrovato morto legato al timone; alcuni strani comportamenti di sonnambulismo di Lucy, nonché la comparsa di due ferite sul collo di questa; l'arrivo del professor Van Helsing a seguito della chiamata del dottor Seward; il matrimonio di Mina con Harker; la morte di Lucy ecc….
Così come nel romanzo di Stoker anche l'opera della Baruzzi si conclude con la morte del conte Dracula, che si trasforma in cenere. Nel romanzo, tuttavia, Dracula viene ucciso con un coltello in seguito ad un combattimento con Jonathan Harker e Quincey Morris, mentre nella versione della Baruzzi il vampiro muore a causa dei raggi del sole che lo colpiscono in seguito ad uno scontro con Van Helsing. In quest'ultima versione, inoltre, non sono presenti i personaggi di Morris e di Holmhood (due dei tre spasimanti di Mina, di cui il primo è anche l'artefice della morte di Dracula), e neppure Renfield (un pazzo seguace del Conte, ricoverato in un manicomio).

Sopra: L'ultima scena rappresentata nel libro della Baruzzi mostra al lettore la morte del Conte Dracula.

Come ho detto all'inizio sono però le pagine pop-up ritagliate che costituiscono la parte forte di quest'opera. Esse infatti sono state realizzate dall'artista tramite la sovrapposizione di tre fogli: quello più indietro funge da sfondo, gli elementi ritagliati nel secondo foglio tramite il paper cutting danno profondità alla scena aggiungendo elementi al paesaggio e, infine, il foglio più esterno forma la cornice dell'intera scena rappresentata, mostrando al lettore anche gli elementi in primo piano. 
Il particolare effetto teatrale è dato dal fatto che il foglio più esterno e quello di mezzo che compongono la scena sono più corti rispetto a quello dello sfondo, per cui risulta impossibile aprire completamente il libro, riuscendo così a dare una reale profondità alla scena.
Per quest'opera l'artista si è inoltre limitata ad utilizzare solo alcuni colori: il rosso, il nero, il viola e il bianco. Queste tinte sono state usate sia nelle scene pop-up, che nei disegni che accompagnano i testi (i quali presentano anche qualche altro colore, come il grigio, il marrone e il verde, sebbene comunque i primi quattro rimangano quelli predominanti).

  
Sopra: Come si può vedere anche da queste foto alcune pagine del libro sono state realizzate tramite la creazione di veri e proprio "teatrini", creati tramite la sovrapposizione di tre fogli (due dei quali ritagliati tramite il papper cutting), ognuno dei quali conferisce un diverso senso di profondità alla scena. Da notare anche la limitata scelta di colori compiuta dall'artista; nero, bianco, viola e rosso.

Le pagine pop-up (6 in tutto) sono intervallate anche da alcune pagine normali di testo sulle quali sono presenti alcuni disegni, sempre realizzati dalla Baruzzi, che servono ad accompagnare il testo. Lo stile di queste illustrazioni riprende quello utilizzato anche nelle scene pop-up: le figure che vi compaiono (umane o animali) sono sempre delle silhouettes e gli altri elementi di sfondo sono resi in modo semplice ed immediato, alquanto stilizzato.

  
Sopra: Le pagine pop-up sono intervallate da normali pagine di testo, come queste che vi ho riportato qui sopra, sulle quali sono presenti anche delle illustrazioni realizzate con la tecnica delle silhouette. Illustrazioni che presentano comunque una scelta limitata di colori, così come avviene per le pagine pop-up.

"Dracula" di Agnese Baruzzi si presenta come un'opera elegante, innovativa e coinvolgente capace di approcciare anche i più giovani per far loro conoscere uno dei più celebri classici della letteratura horror, servendosi di straordinarie illustrazioni di carta ritagliata, veri e proprio palcoscenici in cui le scene del romanzo prendono vita davanti agli occhi del lettore.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2014 dalla White Star Kids. Il libro ha 34 pagine, la copertina rigida, misura 30,8 cm d'altezza e 21,8 cm di lunghezza e costa 22 euro.

P.S. Gli altri libri-teatro realizzati dall'Agnese Baruzzi sono:
- "Peter pan" di James M. Barrie (2014)
- "Il Libro della giungla" di Rudyard Kipling (2014)
- "Frankenstein" di Mary Shelley (2014)
- "Cappuccetto Rosso" di Charles Perrault (2016)

       
Sopra: Le copertine degli altri libri-teatro creati dall'Agnese Baruzzi. 

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

martedì 6 giugno 2017

Lupetto Rosso di Amelie Fléchais

"Lupetto Rosso" di Amelie Fléchais è un albo illustrato il cui titolo richiama evidentemente la famosa fiaba di "Cappuccetto Rosso". Tuttavia solo l'inizio e la prima parte della storia prendono spunto dalla fiaba, regalando invece al lettore un finale (e anche un messaggio su cui riflettere) diverso.

Sopra: La copertina di "Lupetto Rosso" ha uno sfondo scuro su cui risaltano i bianchi e i rossi del titolo e del mantello del lupetto. Quest'ultimo è in posizione centrale, posto tra alcuni arbusti.

Quest'opera è suddivisa in cinque capitoli, di cui il primo comincia in modo analogo alla storia di "Cappuccetto Rosso", con la mamma di questo piccolo lupo, sempre vestito di rosso (e che quindi tutti chiamavano Lupetto Rosso), che, di ritorno da una fruttuosa battuta di caccia, chiede al cucciolo di portare alla nonna lupo uno dei conigli appena catturati, poiché ella aveva da poco perduto i denti e non poteva più cacciare. La mamma lupo non si scorda di mettere però in guardia il figlio dal cacciatore e sua figlia, in quanto sono persone "Vili e crudeli che detestano i lupi".
Nel secondo capitolo Lupetto Rosso si distrae, allontanandosi dal sentiero e perdendosi nel bosco. Mentre cerca di ritrovare il sentiero, inoltre, il protagonista finisce per mangiarsi tutto il coniglio che avrebbe dovuto portare alla nonna. Così, perso e resosi conto di aver divorato tutto il coniglio, il lupetto comincia a piangere.
Poi (nel terzo capitolo) una bambina, che aveva visto Lupetto piangere, gli chiede che cos'abbia e gli dice che può aiutarlo, in quanto lei può dargli un altro coniglio da portare alla nonna, al posto di quello che si era mangiato, così i suoi parenti non avrebbero saputo cosa aveva fatto e non lo avrebbero punito. E così il protagonista, ignorando le parole della madre di non fidarsi degli umani, segue la bambina. 
Nel quarto capitolo la ragazzina fa entrare Lupetto in casa sua, spiegandogli che i conigli si trovano sul fondo. Tuttavia, una volta che il cucciolo sarà arrivato in fondo all'abitazione si troverà di fronte a una grande gabbia, in cui sarà spinto dentro. Mentre il lupo e la bambina aspettano il ritorno del padre di quest'ultima, la ragazzina finisce di cantare una canzone che racconta di come la moglie del cacciatore sia stata uccisa dai lupi, così da quel giorno l'uomo continua a uccidere tutti i lupi che incontra.
Il quinto e ultimo capitolo si apre con l'arrivo dell'uomo, intenzionato a far fuori Lupetto, tuttavia, prima che sia troppo tardi, il padre del lupetto lo salva stordendo il cacciatore e la figlia. Durante il tragitto verso casa Lupetto inizia a canticchiare, senza accorgersi, la melodia che cantava la bambina. Suo padre, sorpreso, confessa di conoscere anche lui quella canzone, ma in una versione differente: la giovane che era diventata poi la moglie del cacciatore tesseva mantelli che offriva ai lupi, suoi consimili, nelle notti di luna piena. Il cacciatore però, una notte, non trovando la donna, si avventurò nel bosco con le armi, finché non trovò la moglie che danzava assieme ai lupi e così, accecato dal terrore, sparò un colpo, che però colpì proprio la sua amata. Un gesto che il cacciatore non riuscì mai a perdonarsi.

Sopra: Con quest'illustrazione, che rappresenta il protagonista incamminarsi perso la casa della nonna per portarle da mangiare, l'avventura di Lupetto ha inizio. Da notare i colori brillanti della foresta, dai toni caldi e gioiosi.

Le tavole illustrate dalla Fléchais che compongono questo libro sono davvero molto belle, delicate, ricche di dettagli e con una moltitudine di colori.
Molto interessante, in questo senso, l'utilizzo che l'illustratrice ha fatto del colore. Il lettore potrà infatti notare che la prima parte della vicenda, in cui Lupetto Rosso gira nella foresta, è ricca di colori accesi, brillanti e vivaci, mentre nella seconda parte (in cui Lupetto giunge a casa del cacciatore) prevalgono tinte sature e scure come il grigio e il nero, capaci di trasmettere subito un senso di inquietudine, oppressione e di tristezza.

  

Sopra: Come si può notare da queste immagini il bosco (immagine in alto a sinistra), in cui vivono i lupi, è stato dipinto con colori brillanti, vivaci e allegri, mentre la casa del Cacciatore (immagine in alto a destra) è un luogo grigio, tetro e triste, dalle tinte cupe e meste.  Il cambio di colori è evidente nell'immagine più in basso al centro, in cui Lupetto e suo padre tornano nella verde foresta lasciandosi alle spalle la grigia casa del Cacciatore.

In alcune pagine della storia, inoltre, la Fléchais ha rappresentato più sequenze e azioni una di seguito all'altra, in un'unica scena, dando un senso di maggiore dinamismo ad alcune parti della vicenda.

Sopra: Talvolta la Fléchais ha rappresentato in una sola pagina più azioni consecutive, come nel caso di questa qui sopra, in cui Lupetto Rosso, lungo il sentiero per andare dalla nonna si distrae mettendosi a giocare e finendo per perdersi.

Interessante l'aspetto che l'artista ha dato ai lupi: umanizzato. Infatti Lupetto Rosso e i suoi genitori hanno una postura eretta, come quella di un essere umano, e indossano anche delle vesti, inoltre le loro espressioni facciali sono quelle tipiche di un essere umano (vedere in particolare Lupetto). La scelta di rappresentare in questo modo i lupi non è casuale poiché in altre scene compaiono invece lupi in forma maggiormente animale e selvaggia. Starà al lettore interpretare questa scelta e, per farlo, potrebbe essere fondamentale un'illustrazione in cui vediamo avvenire la trasformazione di questi animali da "selvaggi" a "umani" quando essi indossano delle vasti.

Sopra: La pagina che mostra la trasformazione dei lupi quando indossano i mantelli cuciti dalla moglie del cacciatore.

"Lupetto rosso", almeno nella prima parte si presenta come un'interessante rivisitazione della fiaba di "Cappuccetto Rosso", in cui si verifica un'inversione dei ruoli: il lupo è il protagonista buono mentre è il cacciatore il cattivo. Rivisitazioni di questo tipo (fatte anche su altre fiabe, come quella de "I tre porcellini") sono già state fatte in passato, tuttavia è la seconda parte della storia che differenzia quest'opera da tutte le altre, presentando al lettore una storia e un messaggio molto più complesso rispetto alla semplice inversione dei ruoli. I personaggi di questo racconto presentano tutti una psicologia alquanto complessa (in particolare il cacciatore e la figlia) che emerge pian piano dal racconto, anche tramite il richiamo a fatti del passato (evocati tramite una canzone).
Quella che sembra partire come una semplice, seppur carina, efficace ed interessante, rivisitazione con inversione dei ruoli della fiaba di "Cappuccetto Rosso", si trasforma in racconto molto più complesso, che finisce per discostarsi dalla fiaba originale, con molti significati sottesi e non esplicitati, significati che starà al lettore interpretare.
Splendide inoltre le illustrazioni, che mostrano personaggi di grande espressività (in particolare Lupetto Rosso e la figlia del Cacciatore), necessarie per comprendere i profondi significati della storia.
Un libro, insomma, che porterà il lettore a porsi molte domande e a interrogarsi costantemente sui comportamenti, le motivazioni e le scelte dei vari personaggi.

Questo albo illustrato è stato edito nel 2014 dalla Ankama Editions con titolo "Le Petit Loup Rouge". L'opera è stata pubblicata in italiano nel 2015 dalla Tunué col titolo di "Lupetto Rosso"; ha 80 pagine, misura 27,5 cm d'altezza e 19,8 cm di lunghezza e costa 14,90 euro .

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 29 maggio 2017

Il lago dei cigni di Charlotte Gastaut

"Il lago dei cigni" di Charlotte Gastaut è un'opera realizzata con la tecnica del paper cutting tratta dal libretto dell'omonimo balletto di Ciaikovski, realizzato tra il 1875 e il 1876.

Sopra: I colori nero e oro della copertina riprendono quelli presenti all'interno dell'opera.

Questo libro illustrato narra di un principe che "Sognava il grande amore", ma i suoi genitori, impazienti di vederlo sposato, avevano deciso di organizzare un ballo dicendogli che la sera dopo avrebbe dovuto scegliere la sua futura sposa. Il Principe, per la disperazione, fugge nella foresta, dove incontra per la prima volta la Principessa dei Cigni, la quale spiega al giovane di come lei e le sue dame di compagnia siano state trasformate in cigni, da molti anni ormai, da un Mago. Solamente allo scoccare della mezzanotte, e per poche ore, tornano ad assumere il loro vero aspetto. Il Principe, già innamorato della fanciulla, le chiede se c'è un modo per rompere l'incantesimo, e la ragazza gli spiega che solo un amore sincero potrebbe liberarle. Il Principe si dichiara così alla Principessa, spiegandole che il giorno dopo, durante un ballo organizzato dai genitori, la presenterà a questi utili e la sposerà.
La sera seguente, però, allo scoccare della mezzanotte, appare il Mago assieme a una fanciulla che assomigliava moltissimo alla Principessa dei Cigni, ma che indossa un vestito di piume nere. Il giovane, scambiandola per l'amata la presenta ai genitori, così, quando la vera Principessa arriva vede il proprio Principe assieme a un'altra, che si rivelerà essere la figlia del Mago. Poiché la Principessa nel frattempo è fuggita, il Principe, capito l'errore, la insegue, così il Mago, vedendo fallito il suo piano di far sposare la figlia col Principe, decide di sfidare a duello quest'ultimo.
Terminato e vinto il duello il giovane corre e ritrova la sua amata, baciandola e liberandola così dall'incantesimo, e il giorno dopo i due si sposeranno.
Qualcuno avrà forse già notato che in questa versione sono state apportate alcune modifiche alla storia originaria del balletto di Ciaikovski:
- Il Principe (di nome Siegfried) incontra la Principessa dei Cigni (Odette) e le damigelle di questa il giorno in cui sta festeggiando il suo compleanno assieme ai suoi amici, durante una battuta di caccia.
- La principessa Odette spiega al principe che solo una promessa di matrimonio fatta in punto di morte può rompere l'incantesimo.
- Siegfried scorge Odette attraverso un'arcata del castello, e non perché la ragazza entra nella sala.
- Siegfried cerca di salvare Odette, morente, ma una tempesta si abbatte sul lago e le acque inghiottono i due innamorati.
In realtà il finale della versione della Gastaut può essere ricondotto ad altre versioni modificate del balletto originale di Ciaikovski, in particolare quella del 1953 di Vladimir Bourmeister, in cui Siegfried riesce a sconfiggere il mago Rothbart a seguito di un combattimento, così Odette può riacquistare le sue sembianza umane e vivere il proprio sogno d'amore con il principe.

La parte forte di questo libro sono però i disegni e le figure create tramite la tecnica del paper cutting, cioè dell'intaglio delle pagine. Tramite questa tecnica l'autrice ha infatti saputo creare scene ricche di particolari e minuziosamente ritagliate.

Sopra: Una delle pagine le cui figure sono realizzate tramite la tecnica del paper cutting. Da notare la ricchezza di dettagli creati tramite l'intaglio.

Nelle illustrazioni dell'opera, realizzate in modo alquanto stilizzato, compaiono solo alcuni colori: il nero, il blu, il bianco e l'oro. Tramite l'utilizzo di queste tinte la Gastaut ha disegnato i paesaggi che fanno da sfondo alle pagine intagliate: creando, ad esempio, cieli dorati, cigni bianchi, alberi e foreste nere. Talvolta tali colori sono stati usati anche per dar forma a dei piccoli elementi (soprattutto fiori) sulle stesse pagine intagliate.

Sopra: Come si può vedere anche da questa immagine l'artista ha utilizzato solo poco colori per raccontare questa versione del Lago dei Cigni: il nero, il bianco e l'oro.

Sopra: Talvolta l'autrice utilizza i colori per creare dei piccoli elementi da disegnare anche sulle pagine intagliate, che altrimenti risulterebbero di un'unica tinta. Ad esempio in questo caso la Gastaut ha inserito nella pagina nera intagliata dei fiori bianchi e dorati.

L'autrice sfrutta bene l'uso delle pagine realizzate con il paper cutting, facendo in modo che il lettore possa apprezzarle sia da un lato che dall'altro (in un modo analogo a quello visto in un'altra opera realizzata con la medesima tecnica: "La mia giungla" di Antoine Guilloppé), grazie alla specularità delle immagini e alle modifiche apportate agli sfondi e ai colori (per esempio alcune volte una pagina intagliata può essere di un colore da un lato e di un altro dall'altro).


Sopra: In queste scene possiamo apprezzare come la Gastaut riesca a sfruttare la specularità dell'immagine realizzata tramite l'intaglio, i colori (notare come la pagina intagliata passi da dorata a nera, portando a modificare anche il colore dei fiori che vi sono disegnati) e gli sfondi, per dare al lettore l'idea che la Principessa Cigno sia scappata dal palazzo. 


Sopra: In questo caso la pagina intagliata, che si inserisce fra due normali, viene sfruttata dall'autrice per dare al lettore l'idea della distanza che separa i due protagonisti nella scena in cui il Principe si lancia all'inseguimento della fanciulla dopo che questa è fuggita dal ballo recandosi al lago.

Quest'opera della Gastaut è un bel libro, elegante e raffinato, che sfrutta con maestria la tecnica del paper cutting per raccontare la storia liberamente tratta dal balletto di Ciakovki, concludendola però con un finale lieto.

Quest'opera è stata edita in originale col titolo "Le lac des Cygnes", dalle Editions Amaterra nel 2012 ed è poi stata pubblicata in italiano, sempre nel 2012, dalla Rizzoli. Il libro ha 40 pagine, la copertina rigida, misura 32,5 cm d'altezza e 29,5 cm di lunghezza e costa 22 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 22 maggio 2017

Drake's comprehensive compendium of Dragonology

"Drake's comprehensive compendium of Dragonology" è un altro titolo che fa parte della fortunata serie delle Ologie. Quest'opera, in particolare, è uno dei molteplici materiali connessi al volume di "Dragologia" (di cui ho parlato nello speciale dedicato a questa serie, di cui potete trovare qui la prima parte), il primo titolo della collana, uscito nel 2003 in inglese e pubblicato in italiano l'anno successivo.

Sopra: La (splendida) copertina del "Drake's comprehensive compendium of Dragonology" è completamente rossa, ricoperta interamente da disegni e decorazioni nere in rilievo. Al centro presenta un'immagine a colori di un drago, mentre le scritte nere del titolo sono contenute in striscioni decorativi dorati.

Come di consuetudine con i libri appartenenti alla serie delle Ologie anche questo volume si apre con una nota dell'editore che, in questo caso, riporta che "This compendium appears to have been first published for a limited audience in 1912, and contains a summation of Drake's many years of research  (ricerche) into the lives of dragon. Whilst (nonostante) every effort (sforzo) has been made to reproduce the book in its original form, it must be noted, albeit (anche se) with considerable regret (rammarico), that the publisher has been unable (è stato incapace) to find any dragons still (ancora) in existence and therefore (pertanto) cannot verify the many interesting fact about them contained herein (qui)".
Come viene spiegato anche nella nota dell'editore, quest'opera si presenta come una raccolta delle ricerche e delle conoscenze del dott. Drake sui draghi. Il libro è infatti diviso in cinque parti, ognuna delle quali affronta un diverso aspetto di questi animali:
- La prima parte è una guida alle specie di draghi. Qui il lettore ritroverà specie già comparse in altri volumi della serie (tra cui il principale "Dragologia", ma anche opere secondarie come "Dragologia applicata: quaderno di esercizi" e "Dragologia. Manuale tecnico per dragologi"), ed altre completamente nuove. Per ogni specie vengono indicati: l'habitat, la taglia, una descrizione generale, il colore, la presenza di scaglie o spine, una descrizione della testa con la presenza o meno di corna, il tipo di richiamo, il cibo di cui si nutre, la tana, le forme di attacco, e infine sono presenti anche delle note generali.
- La seconda parte si occupa della biologia dei draghi. Qui vengono spiegati sia la loro struttura fisica (come ad esempio la struttura scheletrica) che i loro comportamenti (tra cui la riproduzione).
- La terza parte tratta delle abitudini e degli habitat dei draghi, occupandosi di temi come i luoghi da loro abitati, i modi in cui si procurano il cibo, di cosa si nutrono, le forme di comunicazione e i loro comportamenti abituali.
- La quarta parte parla delle relazioni tra umani e draghi. Qui, in particolare, viene trattata la storia della dragologia e il ruolo del dragologo. E' anche spiegata la comunicazione con i draghi e la loro scrittura, nonché le tracce e i segni lasciati da essi e che ne indicano la presenza in un certo territorio.
- La quinta ed ultima parte è dedicata a come praticare la dragologia, insegnando ad esempio a curare draghi malati o feriti, oppure spiegando come tenere un diario da dragologo, come disegnare i draghi, ecc...

Sopra: La foto di una pagina tratta dalla quinta ed ultima parte del volume, in cui viene insegnato al lettore come disegnare un drago e come colorarlo.

L'intero manuale è inoltre accompagnato da molteplici illustrazioni realizzate da Wayne Anderson, Douglas Carrel, Nick Harris, Tomislav Tomic ed Helen Ward, tutti artisti che hanno lavorato anche ai disegni dei libri della serie principale delle Ologie.
Le illustrazioni presenti nel volume sono per la maggior parte in bianco e nero, e solamente alcune sono state colorate. I disegni si presentano comunque belli e ben fatti, ricchi di numerosi dettagli e particolari.

Sopra: Due pagine tratte dalla prima parte del libro, in cui vengono descritte le varie razze e specie di draghi (in questo caso quella del Knucker). Come si può vedere le pagine sono ricche di informazioni e di illustrazioni, di cui quella del drago risulta anche molto dettagliata.

La cosa più interessante da segnalare è probabilmente il fatto che in quest'opera l'aspetto di molti dei draghi che il lettore aveva conosciuto in altri volumi della serie delle Ologie, ha subìto qualche cambiamento nell'aspetto (un restyling insomma). Infatti, se in altri manuali spin-off di "Dradologia" i disegni in essi contenuti riprendevano quelli dell'opera principale, con questo "Drake's comprehensive compendium of Dragonology" si è invece deciso di ridisegnare le varie razze di draghi, apportando evidentemente qualche cambio di stile.

  

  
Sopra: Nonostante l'evidente cambiamento di stile, l'aspetto di alcune razze di draghi è comunque rimasto piuttosto simile a quello visto nelle altre opere della serie, come nel caso delle due razze di draghi che vi ho riportato qui sopra: un Amphithere (più in alto) e un drago Marsupiale (più in basso), di cui potete vedere nelle foto a sinistra la versione originale e a destra quella presente nel "Drake's comprehensive compendium of Dragonology".

  

  
Sopra: In altri casi, invece, il cambiamento d'aspetto è stato piuttosto notevole, come nel caso di queste due razze di draghi: il drago dei Ghiacci (più un alto) e un Lung Cinese (più in basso). Anche in questo caso a sinistra ho riportato la versione originale e a destra quella presente in "Drake's comprehensive compendium of Dragonology".

"Drake's comprehensive compendium of Dragonology" è un ottimo titolo che si aggiunge alla lista dei materiali connessi alla serie delle Ologie. Fra tutti i titoli della serie è probabilmente quello più ricco di informazioni, e permette al lettore di conoscere, in una sola volta, tutte le varie razze (vecchie e nuove) e molto altro materiale riguardo ai draghi che precedentemente era stato suddiviso tra i vari volumi spin-off del libro di "Dragologia".
Un'opera che ogni appassionato della serie delle Ologie (e in particolare della branca della dragologia) non può farsi mancare, anche se in questo caso mancano i materiali aggiuntivi presenti solitamente nella maggior parte degli altri titoli della serie (come le buste che si aprono con le lettere dentro, gli oggetti, veri o finti, estraibili dalle pagine del libro ecc..). Tale mancanza viene comunque compensata dalla notevole quantità di pagine, tutte ricchissime di informazioni e di illustrazioni, che compongono questo manuale (182 appunto).

Quest'opera è stata edita nel 2009 dalla Candlewick Press; ha 182 pagine, misura 27 cm d'altezza e 23,7 cm di lunghezza e costa 19,99$ .

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.