lunedì 12 maggio 2025

Il Boscaiolo di Latta di OZ di L. Frank Baum

Tutti noi conosciamo "Il meraviglioso mago di oz" di L. Frank Baum, ormai diventato un grande classico della letteratura per l'infanzia. Decisamente meno persone invece sanno che le avventure ambientate nel mondo di Oz non finiscono col primo libro, lo stesso Baum infatti scrisse ben altri 13 seguiti, tutti ambientati in questo mondo immaginario e, in seguito, molti altri scrittori continuarono la sua opera, tanto che attualmente la serie di Oz comprende una quarantina di libri "ufficiali", detti i famosi Quaranta.
In passato vi avevo vià parlato di un paio di questi seguiti ("Il meraviglioso Regno di Oz" e "Ozma, regina di Oz"), e oggi ve ne voglio presentare un altro, per la precisione il dodicesimo: "Il Boscaiolo di Latta di OZ".

Sopra: Questa copertina ci fa vedere il boscaiolo e il soldatodi latta, i quali stanno tenendo in mano le lettere che formano la parola Oz.

Forse credete di sapere già tutto su Nick Tagliaceppi, il Boscaiolo di Latta di Oz, ma questo libro vi dimostrerà che vi sbagliate. Tutto ha inizio quando al castello di Boscaiolo di Latta (in cui dimora anche lo Spaventapasseri), giunge Woot il Vagabondo, un ragazzo che dà circa un anno si è messo in viaggio per esplorare il Regno di Oz. Il ragazzo, che non conosceva nessuno dei nostri eroi, si fa raccontare la storia del Boscaiolo, di come sia diventato così: "In origine ero un uomo fatto carne, ossa e sangue, e vivevo nella terra dei Rosicchiotti di Oz. Lì esercitativo il mestiere di taglialegna [...] Abitavo in una capanna al limitare del bosco ed ero pienamente soddisfatto della mia vita, finché non mi innamorai di una bellissima Rosicchiotta, che viveva poco lontano da me .
- Come si chiamava? - chiese Woot.
- Il suo nome era Nimmi Ami. Questa fanciulla, così graziosa che i tramonti arrossivano al solo sfiorarla con i loro raggi, abitava con la potente strega dell'est, che indossava scarpe d'argento e che aveva ridotto la poverina in schiavitù. Nimmi Anni era costretta a sgobbare dal mattino alla sera per la vecchia strega, pulendo e spazzando la sua capanna, cucinando i suoi pasti e rigovernando le sue stoviglie. "
Nick conosce quindi questa ragazza e se ne innamora, decidendo di chiederla in sposa, cosa che alla strega non ha fatto per nulla piacere, poiché "non aveva alcuna voglia di vedersi portar via la sua schiava." La strega quindi lanciò una maledizione sull'ascia del boscaiolo, che ogni giorno tagliava un pezzo del suo corpo. Pezzo che il boscaiolo andava prontamente a farsi sostituire da un suo amico artigiano, finché non diventó tutto di latta. Essendo però diventato tutto di latta Nick aveva perso anche la capacità d'amare, in quanto non aveva più un cuore, così si era messo in viaggio per trovarne uno, finche non si era arrugginito dentro una foresta e lì era rimasto finché non ha incontrato Dorothy e lo Spaventapasseri.
Dopo aver sentito la storia, Woot chiede al boscaiolo cosa sia capitato alla fanciulla, così Nick, spinto dall'innocente curiosità di Woot il Vagabondo, decide di partire sulle tracce di Nimmi Ami, la graziosa Rosicchiotta che era un tempo la sua fidanzata. 
Col fedele Spaventapasseri accanto e l'aiuto della Figlia dell'Arcobaleno, Woot e il Boscaiolo di Latta affronteranno perfide gigantesse e tenaci incantesimi, e il loro viaggio nel passato li porterà a sorprendenti rivelazioni. 
A quanto sembra Nick non fu il solo uomo di latta costruito da Pinza lo Stagnino, né l'unico che Nimmi Ami avesse accettato di sposare...
 
 Sopra: A sinistra un'illustrazione in cui vediamo l'artigiano sistemare la testa di Nick Tagliaceppi sul suo corpo di Latta, mentre a destra vediamo una pagina con i testi.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Lilia Munasypova, che sono parecchio colorate, con tinte calde, accese e brillanti. Inoltre i disegni sembrano essere stati colorati con dei segni/strisce rapide e veloci stese con dei pastelli a cera, il che crea delle sfumature e sovrapposizioni di tinte interessanti.
Le immagini ricreano delle scene descritte nei testi, tanto che sotto ogni disegno viene proprio riportata la frase tratta dai testi a cui l'immagine fa riferimento. 
In realtà gli sfondi non sono resi in maniera molto chiara, poiché spesso sono più che altro delle macchie di colore realizzate con dei pastelli colorati. Sono resi con più attenzione e accuratezza i personaggi, dai tratti facciali abbastanza esagerati. Devo dire che non apprezzo molto il modo in cui l'artista disegna i volti degli esseri umani, che rappresenta sempre con delle facce irrealisticamente tonde (non ovali, ma proprio tonde, ma neanche un tondo perfetto), poggiate su dei colli lunghi e sottili che mettono ancora più in evidenza la grandezza delle teste, che hanno tratti facciali non esattamente graziosi, con nasi sempre troppo grossi e schiacciati, occhi piccoli e bocche grandi.
Diciamo che lo stile della Munasypova funziona anche abbastanza bene quando si tratta ti rappresentare creature particolari o non umane, che non mancano mai nel Regno di Oz, come ad esempio: gli Zuzzurelloni, dei piccoli ometti che sembrano essere dei palloncini con tanti bozzi e nidi; Woot trasformato in una scimmia verde; ma anche gli stessi uomini di latta o lo Spaventapasseri.
La cosa invece non funziona quando deve rappresentare fanciulle che vengono descritte come molto belle e graziose, come ad esempio Ozma, Dorothy, Glinda oppure Prisma e le sue sorelle, che invece assumono un aspetto piuttosto sgraziato.

 

 
Sopra: Alcune delle illustrazioni realizzate dalla Munasypova, che rappresentano alcune scene narrate nei testi e alcuni personaggi quali gli Zuzzurelloni, Prisma, il Boscaiolo di Latta, Woot e un coniglio blu.
 
"Il Boscaiolo di Latta di OZ" di L. Frank Baum è un libro molto interessante, che ci permette di approfondire ulteriormente il Regno di Oz e le vite dei suoi abitanti, e in questo caso Baum ha decido di far scoprire ai propri lettori cosa ne è stato di quella Rosicchiotta di cui il Boscaiolo di Latta si era innamorato, e di cui aveva parlato già nel primo libro, per poi dimenticarsene completamente.
Sarà infatti solo grazie all'arrivo di un nuovo personaggio, Woot il Vagabondo, che il Boscaiolo decide di tirare nuovamente fuori la questione e di mettersi in cerca della ragazza, poiché è rimasto colpito dalle parole che il ragazzo gli ha rivolto: "- E il Mago non avrebbe potuto darvi un cuore che fosse sia gentile che amorevole?- domandò il ragazzo. 
- No; io glielo chiesi, ma lui rispose che i cuori scarseggiavano, in quel momento, quindi non avevo altra scelta. Così lo accettai, e devo ammettere che nel suo genere è davvero un ottimo cuore.
- Ho l'impressione, - riflettè Woot, - che il Mago vi abbia imbrogliato. Il vostro cuore non può essere poi molto gentile, sapete.
- E perchè mai? - domandò l'Imperatore.
- Perchè non è stato affatto carino, da parte vostra, abbandonare la fanciulla che vi amava e che vi era rimasta fedelmente accanto quando eravate nei guai. Se il Cuore del Mago fosse stato davvero Gentile, sareste tornato indietro e avreste preso in moglie la bella Rosicchiotta, conducendola a vivere come imperatrice nel vostro splendido castello di latta.
Il Boscaiolo rimase tanto sorpreso da quel franco rimprovero che, per un po', rimase a fissare il giovane Vagabondo come imbambolato. [...]
- Devo ammettere che prima d'ora non mi era mai saltato in mente d rintracciare Nimmi Ami e nominarla Imperatrice di Luccichini. Ad ogni modo non è mai troppo tardi, perchè credo che viva ancora nella Terra dei Rosicchiotti. E adesso che questo Vagabondo sconosciuto me l'ha ricordata, penso sia mio dovere partire alla sua ricerca. Non è certo colpa sua se non riesco più ad amarla, ma se posso renderla felice è giusto che la sua fedeltà sia ricompensata."
E' evidente quindi che il Boscaiolo parta alla ricerca della sua promessa sposa non per amore, ma per senso del dovere, tanto da affermare: "- Le cose belle, se non amate, possono almeno essere ammirate - affermò l'Uomo di Latta. - I fiori ad esempio sono belli, ma non proviamo il desiderio di sposarli. Il dovere, al contrario, è come uno squillo di tromba che incita all'azione, che lo si voglia o no. Io, in questo caso, obbedisco alla chiamata del dovere."
Tra l'altro poi scoprirà di non essere l'unico a daver deciso di mettersi in viaggio per chiedere la mano di Nimmi Ami, durante il viaggio incontrerà anche un altro personaggio con un destino molto simile al suo, una sorta di suo doppio...
Come analizzato infatti da Chiara Lagani in "I libri di Oz" (2018, Ed. Einaudi) in questo racconto lo scrittore crea tutto un gioco di duplicazioni: "Il gioco delle duplicazioni speculari del personaggio è molteplice: prima il Boscaiolo incontra il Soldato, in tutto identico a lui, perfino nel destino amoroso (l'unica eccezione è il dettaglio della spada che sostituisce la scure); poi, nell'officina di Morsetto, il Boscaiolo incontrerà la sua antica testa, con cui intratterrà addirittura un'incubotica conversazione all'insegna dell'impossibilità di un vero e proprio riconoscimento identitario; infine Boscaiolo e Soldato s'imbattono in Spezzo, duplicazione o triplicazione o moltiplicazione al quadrato (e alla mostruosa, ennesima potenza) di entrambi, in cui la matrice originale è ormai incomponibile e per sempre perduta. Il tema costella ossessivamente il libro, anche nella ripetizione insistita dell'immagine dei pezzi e della loro duplicazione e irriconoscibilità ..."
La scena in cui il Boscaiolo parla con la sua testa è piuttosto bizzarra e indimenticabile: "Il Boscaiolo di latta aveva appena notato gli armadi ed era curioso di sapere cosa contenessero, così si avvicinò a uno degli sportelli e lo aprì. Sopra a uno dei ripiani, più o meno all'altezza del suo mento di latta, l'imperatore scoprì una testa: somigliava a quella di una bambola, ma era più grande, tanto che ben presto il Boscaiolo si rese conto che si trattava della Testa di un essere umano. La Testa era rivolta proprio verso di lui e, mente lo sportello si apriva, gli occhi di dischiusero lentamente e lo fissarono." La scena e la conversazione hanno del surreale, tanto più che i due inizialmente non si riconoscono (e la cosa in effetti è normale per la testa umana), sebbene il Bosciaolo avesse il presentimento che la testa avesse qualcosa di familiare. Nonostante i due dovrebbero essere la stessa persona in realtà sembrano ormai essere diventati due individui completamente separati e molto diversi, tanto che anche quando il Boscaiolo svela alla Testa che essa è la sua vecchia testa questa non sembra per nulla contenta della cosa: "- Se siete la testa di Nick Tagliaceppi, questo significa che siete Me ... o che io sono Voi ... o ...  che siamo imparentati, insomma?.
- Non chiedetelo a me - replicò Testa. - Per quanto mi riguarda non ci tengo affatto a rivendicare vincoli di parentela con un banale manufatto come voi. Sarete anche passabile, nel vostro genere, ma io e voi abbiamo ben poco in comune. In fondo voi non siete che un rottame." Anzi la testa mette ben in chiaro che lei (o lui) non sente di avere nulla in comune con quello che era stato il suo vecchio corpo: 
"- Tu appartieni a me - dichiarò il Boscaiolo di Latta.
- Neanche per idea!
- Tu e io siamo una cosa sola.
- Ormai siamo stati separati - affermò la Testa. - Non sarebbe naturale per me, nutrire interesse per un uomo di metallo. Vi prego, chiudete lo sportello e lasciatemi in pace."
Oltre a situazioni strane e improbabili, anche in questo volume non mancano personaggi indimenticabili, vecchio o nuovi che siano. Tra i personaggi già conosciuti troviamo ovviamente il Boscaiolo di Latta, già protagonista di tante avventure nel Regno di Oz, e il suo più caro e fedele amico lo Spaventapasseri; poi rivedremo anche Glianda e Dorothy. Ci capiterà di reincontrare anche la fata figlia dell'arcobaleno Policroma, presente anche nei volumi di "La strada per Oz" e "Tik Tok di Oz" e Jinjour, la ragazza che si era messa a capo dell'armata ribelle del secondo libro (quella che aveva tolto allo Spaventapasseri la sua sovranità).
Tra i personaggi nuovi vi è in primis Woot Il Vagabondo, un ragazzo che ha deciso di abbandonare il suo paese, che reputava troppo noioso, per visitare il Regno di Oz. Woot cerca di evitare i pericoli quando può, cosa che però non è sempre facile quando ci si trova in compagnia di due personaggi come lo Spaventapasseri e il Boscaiolo di Latta. Questa è la sua prima e ultima apparizione nei libri di Baum, a dimostrazione che il suo personaggio serviva solo come pretesto per fare notare al Boscaiolo le sue mancanze, così da mettere in moto l'azione e segnare l'inizio dell'avventura. Ovviamente non mancheranno anche tutta una serie di personaggi nuovi e particolari: come la gigantessa Madama Glup (che ha il potere di trasformare le cose in qualsiasi cosa lei voglia) o Tim Pieveloce (un rosicciotto che a causa di un desierio errato si è ritrovato ad avere 20 gambe e piedi). Questi personaggi comunque di solito compaiono e poi scompaiono nel giro di pochi capitoli, mentre un nuovo personaggio decisamente più interessante è Capitan Spadasalda, una specie di doppio del Boscaiolo di Latta, in quanto ha praticamente subìto il suo stesso destino (voleva sposare Nimi Ami e la strega lo ha fatto a pezzi con la sua spada), se non per il fatto di essere un soldato anzichè un taglialegna.
Anche il personaggio di Nimmi Ami (in originale Nimmie Amee) è molto interessante e per nulla banale, già a partire dal nome, la cui assonanza mi ha ricordato fin dall'inizio la frase "Non mi ami", per cui il Boscaiolo si mette in viaggio per cercare, per dovere, una ragazza il cui nome ricorda la frase "Non mi ami", come in una sorta di funesto presagio. Abbiamo conosciuto questo personaggio come una giovane bellissima e pronta a tutto per supportare il proprio amore, tanto da accettare tutte le varianti possibili dell'uomo che per primo si è offerto di sposarla. Ma in realtà viene da chiedersi se anche Nimmi Ami amasse veramente il boscaiolo, o se magari quello che veramente cercava non fosse sempre stata una vita tranquilla, in cui poteva riposarsi e divertirsi, lontana dalla strega che la faceva sgobbare da mattina a sera. D'altronde, quando vede che il suo amato Boscaiolo si è trasformato in un uomo di latta, lei non fa la minima piega, ed anzi, è ancora più felice perché, come dice lei: "Sono certa, mio caro Nick [...] che sarai il miglior marito che una ragazza possa mai desiderare. Non sarò costretta a cucinare per te, visto che ormai non mangi; non dovrò prepararti il letto, perchè la latta non conosce la fatica e non ha mai bisogno di dormire; quando andremo a ballare non sarai stanco prima che la musica finisca, né ti lagnerai prima di voler tornare a casa. Per tutto il giorno, mentre tu farai la legna nella foresta, io potrò divertirmi come più mi piace... un privilegio che non tutte le mogli possono vantare! La tua nuova testa non avrà i nervi, perciò non sarai mai in collera con me."
La ragazza sembra avere più che altro voglia di sistemarsi, così da poter vivere contenta e soddisfatta in un suo piccolo mondo e, come analizzato sempre da Chiara Lagani in "I libri di Oz" (2018, Ed. Einaudi), "adesso che con la sua determinazione la tenace fanciulla ha ottenuto quel che cercava, sopportando perfino un marito truce e inadeguato (ma addomesticato), non è disposta a rinunciarci per nulla al mondo, nemmeno per un destino apparentemente migliore."
Quando infatti nessuno dei due si è presentato alle nozze, Nimmi Ami non si è certo perduta d'animo, come traspare da queste sue parole: "- Tutto ciò che sapevo è che nessuno di voi due era venuto a sposarmi, come invece avevate promesso di fare. Per fortuna gli uomini non mancano, nel Paese di Oz. Poco dopo essermi trasferita qui, incontrai il Signor Tagliasalda, che mi pareva particolarmente interessante, perchè somigliava a voi due quando eravate ancora umani. Aveva perfino un braccio di latta, e questo mi faceva ancor più pensare a voi." La ragazza quindi, in assenza dei suoi due pretendenti, ha deciso di sposarne un terzo, perchè glieli ricordava, in una sorta di amore (se così si può chiamare) che sembra assumere delle connotazioni strane, perverse, diventando quasi ossessivo. D'altronde la ragazza non ha sposato Tagliasalda/Spezzo perchè fosse una versione migliore dei due, ma solo perchè sentiva di dover sistemarsi con qualcuno. Come lei stessa spiega: "Non dico che sia un marito di cui andare fieri, perchè ha un carattere contraddittorio e stare con lui non è sempre facile. A volte sono costretta a somministrargli qualche amorevole castigo, tanto a parole quanto a colpi di scopa. Ma è pur sempre mio marito, e devo accontentarmi." E quando il Boscaiolo le dice che, se questo marito non le piace, lui e il Soldato possono farlo a pezzi lei si oppone all'idea perchè, in pratica, Spezzo/Tagliasalda ha finalmente imparato a svolgere i lavori domestici: "Ormai l'ho addestrato ad attingere l'acqua, raccogliere la legna, a innaffiare (Nella traduzione della Lagani c'è scritto "zappare") i cavoli, strappare le erbacce dal'orto, a spolverare i mobili e sbrigare altre faccende di questo genere. Se me ne trovassi uno nuovo sarei costretta a rimproverarlo e punirlo fino a insegnarli tutte le mie abitudini." Potete notare in effetti come Nimmie Ami parli del marito come un dipendente (o di un servitore) che il padrone non vuole licenziare perchè, sebbene non abbia un buon carattere, altrimenti dovrebbe assumere un altro a cui dover far apprendere tutto dall'inizio.
Stranamente quindi, in tutto questa storia con due pretendenti alla mano di una fanciulla, in realtà non sembra esserci spazio neppure per un briciolo di romanticismo, in quanto tutto è mosso all'insegna o del dovere oppure del senso pratico. Anche i due uomini di latta alla fine non si dimostrano dispiaciuti di non aver potuto sposare la ragazza, ma anzi sono ben contenti di non ritrovarsi quella moglie a carico, che avrebbero sposato solo per senso del dovere. Come affermano il Boscaiolo e il Soldato: "- Sono lieto, ad ogni modo, - disse il Boscaiolo di Latta, - di aver rivisto Nimmi Ami e di averla scoperta già felicemente sposata. Non avrò più bisogno di preoccuparmi per lei. (Nella traduzione della Lagani la frase è resa in questo modo: "E ciò mi solleva da qualsiasi angoscia futura verso di lei".)
- Per quanto mi riguarda, - disse il Soldato di Latta, - rimanere scapolo non mi dispiace. L'unica cosa che davvero mi secca è aver trovato la mia testa sul corpo di Tagliasalda. [...]
Ma non importa, amico Soldato: accettiamo di buon grado di aver ceduto i nostri pezzi scartati per la felicità di Nimmi Ami, e ringraziamo il cielo che non tocchi a noi a innaffiare cavoli, attingere acqua ... ed essere castigati al posto di Tagliasalda."  
In realtà anche l'uomo che la ragazza ha effettivamente sposato sembra non provare per lei chissà che sentimenti, come spiegato sempre dalla Lagani (che chiama Tagliasalda col nome di Spezzo): "Spezzo, pezzo di carne animata, dotato di un suo cupo, brutale istinto di autoconservazione, accetta la sua vita piccola e angusta al servizio della fanciulla che lo domina in cambio, probabilmente, delle sue cure e di un piccolo confortevole posto in quel regno di cui Nimmie è l'assoluta regina."
Come sempre questo capitolo del Regno di Oz si è rivelato una lettura molto piacevole e gradevole, piena di personaggi straordinari e bizzarri, di vecchi e nuovi amici, ricca di avventure sorprendenti (con alcuni episodi che, se ci si riflette bene, in realtà sono anche un pochino macabri, in quanto si parla di corpi smembrati e pezzi di cadavere qua e là), ma anche, per me, concettualmente molto stimolante in quanto, sottilmente, ricca di tematiche molto interessanti (cos'è l'amore, cosa sono la felicità e la soddisfazione, la questione del doppio, dell'identità, dell'alterità, ecc...).
 
Tale libro originariamente fu edito nel 1918 col titolo "The Tin Woodman of Oz".  Il romanzo, in questa edizione, è stato pubblicato dalla Robin nel 2015 con una copertina flessibile, 240 pagine e misura 19,5 cm d'altezza e 15 cm di lunghezza e costa 13,00 euro.

Ecco tutti i titoli scritti da Baum sul mondo di Oz editi dalla Robin Edizioni, per continuare questo avventuroso e incredibile viaggio attraverso l'incredibile regno di Oz:
  1. "Il meraviglioso mago di Oz" ("The Wonderful Wizard of Oz") del 2011: Dorothy vive nel Kansas e la sua vita scorre monotona insieme agli zii e al cagnolino Toto, suo unico amico, fino a quando un ciclone solleva la sua casa e la fa atterrare in un mondo strano e coloratissimo. Per quanto siano buffe e simpatiche le creature che incontra, Dorothy prova nostalgia e vorrebbe trovare la via del ritorno. L’impresa non si preannuncia facile, perché l’unico in grado di aiutarla sembra essere un mago che vive in una città molto lontana dal luogo in cui lei è precipitata.
    Inizia così il suo viaggio avventuroso, accompagnata da strani personaggi che si uniscono a lei lungo la strada: uno spaventapasseri che si crede stupido, un uomo di latta convinto di non saper più amare e un leone che non si ritiene all’altezza della sua fama…
  2. "Il meraviglioso regno di Oz" ("The Marvelous Land of Oz") del 2011: Nella notte che avvolge il Regno di Oz, un ragazzo di nome Tip fugge a perdifiato: Mombi, la sua perfida matrigna, ha minacciato di trasformarlo in una statua di marmo per punirlo dell'ennesima marachella. Tip vuole chiedere aiuto al saggio Spaventapasseri, re della Città di Smeraldo, ma anche il sovrano si trova in mezzo ai guai: le fanciulle di Oz stanche di cucinare e spazzare i pavimenti, hanno infatti deciso di rovesciare il suo trono e di prendere con la forza il controllo del regno. Riusciranno Tip, lo Spaventapasseri e il Boscaiolo di Latta a sconfiggere l'Armata Ribelle e a ritrovare Ozma, la Principessa Perduta? Tra cavalli di legno animati, insetti sapientoni e fantocci dalla testa di zucca, una nuova avventura che vi sorprenderà e vi farà sorridere.
  3. "Ozma di Oz" ("Ozma of Oz") del 2011: Dorothy è su una nave diretta in Australia con lo Zio Henry, quando una tempesta la sbalza in mare. La ragazzina non è sola nel suo naufragio: le fa compagnia una gallina gialla, di nome Billy che parla e ha un caratterino tutt'altro che docile. Le due compagne di sventura approdano nello strano Regno di Ev, dove sugli alberi invece dei brutti crescono cestini da picnic e dove si ritrovano a essere inseguite dai Rotelli, uomini che al posto di mani e piedi hanno pattini a rotelle. Scampate all'assalto, Dorothy e Billina trovano un uomo meccanico, fatto di rame, che ha solo bisogno di essere caricato per muoversi e parlare. Scoprono così che si chiama Tic-toc, il quale le informa che oltre il deserto c'è il Regno di Oz. Prima di arrivarci dovranno però fare i conti con la Principessa Languidona dalle trenta teste e con il Re Niomo, che con i suoi poteri magici tenterà di trasformare i nostri eroi in soprammobili.
  4. "Il ritorno del mago di Oz" ("Dorothy and the Wizard in Oz") del 2011: Dorothy, appena rientrata dall'Australia, sta trascorrendo un po' di tempo in California in attesa di ritornare nella sua fattoria in Kansas. Mentre si trova con il cugino Zeb la terra viene scossa da un tremendo terremoto e i due ragazzini precipitano in un enorme crepaccio: insieme a loro vengono inghiottiti nel sottosuolo il calesse su cui viaggiano, il cavallo Jim e anche Eureka, la gatta trovatella di Dorothy. La densità dell'atmosfera in prossimità del centro della terra impedisce che si sfracellino, si accorgono anzi di poter camminare sospesi in aria. Scoprono di essere capitati nel Paese dei Mangabù, uno strano regno fatto di cristallo i cui abitanti crescono dalla terra come ortaggi; dove gli animali, compresi Eureka e Jim, possono parlare e il cui Principe sembra non avere buone intenzioni. A movimentare la situazione ci si mette nientemeno che il Mago di Oz, a sua volta precipitato in un crepaccio, che dovrà subito sfidare lo Stregone Gwig. Sarà solo la prima di una serie di bizzarre avventure che i nostri eroi affronteranno sulla strada verso il Regno di Oz e i loro vecchi amici.
  5. "La strada per Oz" ("The Road to Oz") del 2011: Ma cosa succede, questa volta, alla nostra piccola Dorothy? Solo un momento fa si trovava a pochi metri dalla sua fattoria nel Kansas, in compagnia di uno straccione che le aveva chiesto un'indicazione, e ora eccola sperduta chissà dove, fra presuntuosi animali parlanti e infidi mostri dalla doppia faccia! Fortuna che, anche in questa nuova avventura, è affiancata da amici sinceri: oltre al saggio straccione, infatti, viaggiano con lei un bimbo dall'animo semplice e una splendida fanciulla dalle origini fatate. Insieme percorreranno un sentiero un po' bizzarro e, lungo il cammino, impareranno che le apparenze ingannano e che l'amicizia è la migliore forma di magia
  6. "La città di Smeraldo di Oz" ("The Emerald City of Oz") del 2011: Una terribile minaccia incombe su Oz: il Re Niomo, assetato di vendetta, ha deciso di guidare un esercito contro la Città di Smeraldo e di recuperare la forza la sua Cintura Magica. Con l'aiuto dello scaltro generale Guf e di tre bande di spiriti malvagi, il sovrano scava al di sotto del Deserto Desolato avvicinandosi sempre più al regno di Ozma. Nel frattempo, ignari del pericolo, gli abitanti festeggiano il ritorno di Dorothy, ormai decisa a stabilirsi a Oz e a prendere il suo posto a corte in compagnia dello Zio Henry e della Zia Em. I tre partono per esplorare gli angoli più bizzarri del mondo fatato, dal Paese dei Taglincolla al Regno di Utensia, ma le loro allegre avventure saranno presto interrotte e i nostri amici verranno chiamati a raccolta, come potranno riuscire a salvare la Città di Smeraldo di Oz?
  7. "La ragazza di pezza di Oz" ("The Patchwork Girl of Oz") del 2012: Un giovane Rosicchiotto, conosciuto come Ojo lo Sfortunato, si reca in visita con suo Zio Nunkie da un mago solitario di nome Pipt. Il vecchio stregone ha appena trascorso sei anni a preparare una cucchiaiata di Polvere della Vita ed è pronto a somministrarla a una bambola a grandezza naturale, costruita da sua moglie Margolotte. Vuole creare una servetta che la aiuti nelle faccende domestiche ma, a sua insaputa, Ojo manomette il cervello della bambola. La Ragazza di Pezza prende vita, rimanendo però del tutto inadatta a svolgere le sue mansioni. Per restituire la vita a Margolotte e allo zio Nunkie, tramutati intanto in statue, Ojo parte alla ricerca degli ingredienti per un antidoto, accompagnato dalla Ragazza di Pezza e dalla Gatta di Vetro, a sua volta creata da Pipt. Ne derivano una serie di avventure che affronteranno insieme a Dorothy, al Mago di Oz e a tutta la compagnia dei personaggi incontrati nei primi sei libri della serie.
  8. "Tik-Tok di Oz" ("Tik-Tok of Oz") del 2012: La piccola Betsy Bobbin dell'OkIahoma e il suo fedele mulo Hank si ritrovano catapultati nel Regno di Oz durante un naufragio. Presi prigionieri dai fiori del Regno delle Rose, Betsy e Hank vengono salvati dallo Straccione, che si trova in viaggio per liberare suo fratello, catturato dal Re Niomo. I tre fuggono dal Regno delle Rose portando con loro la Principessa Ozga, lontana cugina di Ozma, scacciata dal suo popolo perché nata femmina e quindi indegna di salire al trono. Accompagnati da Tic-Toc e da Policroma, incontrati lungo la strada, gli amici si imbattono nell'armata della Regina di Ugabù, partita alla conquista di Oz, e la convincono a seguirli per combattere contro il Re Niomo. Con l'aiuto di un drago azzurro i nostri eroi proveranno a deporre il maledico sovrano mentre lo Straccione tenta il tutto per tutto per salvare il fratello dall'incantesimo che lo ha reso orribilmente brutto e che lo tiene prigioniero nel folto della Foresta Metallica...
  9. "Lo spaventapasseri di Oz" ("The Scarecrow of Oz") del 2012: Capitan Bill, un vecchio marinaio con una gamba di legno, e la sua figlioccia Trot vengono sorpresi da una tempesta al largo della California durante una gita in barca. Dopo essere caduti in acqua, vengono trasportati da un gruppo di sirene fino a una caverna dove incontrano il Felicottero, una creatura volante che assomiglia a uno struzzo. Sulla sua groppa, Capitan Bill e Trot giungono fino a un'isola in cui crescono strani frutti dai poteri magici, per poi approdare nel Regno di Mo, dove fanno la conoscenza dell'Uomo Bitorzoluto e dove può capitare che nevichino pop corn. Lì si imbattono in Botton d'Oro, che si è di nuovo smarrito. Assieme a lui attraversano il Deserto Desolato in direzione del Regno di Oz, atterrando nella regione di Menagramigna, che sta passando un periodo turbolento: il legittimo sovrano è stato ucciso e sul trono è salito Re Krudel. E per di più l'usurpatore ha fatto congelare il cuore della figlia del suo predecessore. A questi avvenimenti assiste - grazie al grande Libro degli Avvenimenti della Gentile Glinda - lo Spaventapasseri, che verrà inviato in aiuto dei protagonisti...
  10. "Rinkitink a Oz" ("Rinkitink in Oz") del 2013: Il Principe Ingo di Pineali e l'allegro Re Rinkitink di Rinkitink, con l'aiuto di tre perle magiche, intraprendono un viaggio verso i regni malvagi di Regos e Coregos, i cui sovrani hanno ridotto in schiavitù la popolazione e la famiglia reale di Pingaree. Dopo varie peripezie i due, accompagnati dalla capra Bilbil, scoprono che i genitori di Inga vengono tenuti prigionieri nei domini di Kaliko, il nuovo Re dei Niomi. Lì i nostri eroi sono raggiunti da Dorothy e dal Mago di Oz, inviati in loro aiuto dalla Principessa Ozma. L'intervento dei personaggi di Oz, armati di un cesto di uova - che i Niomi considerano veleno - permette la liberazione dei due sovrani, mentre la capra Bilbil rivelerà la sua vera identità, della quale un maligno incantesimo l'aveva privata...
  11. "La principessa perduta di Oz" ("The Lost Princess of Oz") del 2013: Una gravissima calamità si è abbattuta su Oz: Ozma, l'adorata sovrana del Regno, è svanita dal suo palazzo senza lasciare traccia. Alla sua ricerca parte Dorothy, con l'aiuto del Mago, del Leone e di alcuni fedeli compagni, ma ritrovare la Principessa perduta non sarà affatto facile: chiunque l'abbia rapita, infatti, ha rubato anche tutti gli incantesimi più potenti di Oz, fra cui il Quadro Incantato di Ozma e il Grande Libro degli Avvenimenti di Glinda. Gli amici della sovrana potranno contare soltanto sulle loro forze per affrontare territori sconosciuti e per smascherare lo scaltro rapitore; per fortuna, in loro soccorso, giungono anche una saggia e gigantesca rana, un orsacchiotto dai prodigiosi poteri e una Biscottaia in cerca del suo utensile più prezioso, anch'esso misteriosamente scomparso. Riusciranno a salvare Ozma e a evitare che Ugu, il ciabattino stregone, si impadronisca del trono di Oz?
  12. "Il boscaiolo di latta di Oz" ("The Tin Woodman of Oz") del 2012: Forse credete di sapere già tutto su Nick Tagliaceppi, il Boscaiolo di Latta di Oz, ma questo libro vi dimostrerà che vi sbagliate. Spinto dall'innocente curiosità di Woot il Vagabondo, Nick ha infatti deciso di partire sulle tracce di Nimmi Ami, la graziosa Rosicchiotta che era un tempo la sua fidanzata. Col fedele Spaventapasseri accanto e l'aiuto della Figlia dell'Arcobaleno, Woot e il Boscaiolo di Latta affronteranno perfide gigantesse e tenaci incantesimi, e il loro viaggio nel passato li porterà a sorprendenti rivelazioni. A quanto sembra Nick non fu il solo uomo di latta costruito da Pinza lo Stagnino, né l'unico che Nimmi Ami avesse accettato di sposare...
  13. "La magia di Oz" ("The Magic of Oz") del 2016: Rozzedo, un tempo Re dei Niomi, ha finalmente trovato un modo per vendicarsi degli abitanti di Oz: stringendo amicizia con Kiki Aru, un giovane Rosicchiotto in cerca di avventure, si è impossessato di una formula magica capace di trasformare le persone in animali e viceversa. Rozzedo e Kiki Aru s'inoltrano dunque nella foresta di Oz per creare un esercito con gli animali selvatici che la abitano, dopo averli convinti che Ozma e i suoi sudditi intendono ridurli in schiavitù. La Città di Smeraldo, ignara, si prepara intanto a festeggiare il compleanno di Ozma; ma Dorothy e il Mago, di passaggio nella foresta assieme al Leone Codardo e alla Tigre Famelica, sono decisi a non permettere che l'invasione giunga a rovinarlo... anche se per riuscire nell'impresa dovranno dare fondo a tutta la Magia di Oz!
  14. "Glinda di Oz" ("Glinda of Oz") del 2018: La strada di mattoni gialli che ci ha condotto attraverso i libri di Oz volge ormai al termine, ma prima di salutare i nostri eroi ci prepariamo ad accompagnarli in un'ultima grande avventura... Cosa è accaduto stavolta a Ozma e Dorothy, partite dalla Città di Smeraldo per scongiurare lo scoppio di una guerra? Le due Principesse di Oz sono rimaste prigioniere su un'isola inaccessibile, sommersa in fondo a un lago! Lo Spaventapasseri, il Leone Codardo e il Boscaiolo di Latta stanno già accorrendo in loro soccorso, pronti a sfidare ogni ostacolo con l'aiuto del Mago e di altre nostre vecchie conoscenze. Ma la vera salvezza può venire solo da tre maestose Incantatrici, che un crudele sortilegio ha tramutato in pesci, privandole dei loro poteri. Tra cervelli in scatola, gorilla parlanti e sottomarini stregati, scopriremo che il coraggio e l'ingegno valgono a volte più della magia... persino quella di Glinda di Oz!
 
     

       
 
     
 
 
 Sopra: Le copertine degli altri libri ambientati ad Oz scritti da Baum ed editi dalla Robin Edizioni.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 9 maggio 2025

Atlante dei luoghi infestati di Giulio D'Antona e Daria Petrilli

"Atlante dei luoghi infestati" con i testi di Giulio D'Antona e le illustrazioni Daria Petrilli è una raccolta di leggende di fantasmi e infestazioni di diversi luoghi, suddivisi in base ai vari continenti.
 
 
 Sopra: Sulla copertina spicca un'illustrazione interna creata per la leggenda del picco dei bambini perduti.
 
Come scritto nell'introduzione: "La fascinazione per il mistero e, ancora di più, l'attrazione verso la paura, fanno parte della natura umana. E più siamo terrorizzati, più siamo portati a esporci alla fonte del nostro terrore. Proiettiamo sui fantasmi la speranza in una vita ultraterrena, ma anche l'angoscia che questa possa tradursi in una eterna sofferenza. [...]
Paradossalmente, i luoghi e glie difico che si ritengono infestati sono la manifestazione fisica di ciò che per principio è impossibile da collocare. A ogni fantasma è necessario"abitare uno spazio" per diventare credibile: abbiamo infatti bisogno di pensarlo entro un luogo bene e finito, così da limitare il nostro terrore. Se non esistessero specifici ambienti infestati impazziremo di paura."
E così questo Atlante raccoglie cinquanta fra i luoghi più spaventosi del pianeta e racconta le storie maledette che li infestano. Dal Regno Unito, che vanta il primato numerico in fatto di infestazioni, alle località più remote dell'Africa e dell'Asia e fino all'Antartide, esploriamo vecchi castelli, foreste, porzioni di deserto, cimiteri, villaggi abbandonati, antichi ponti nella giungla, edifici modernissimi. Gli spettri che li abitano hanno nomi, cognomi, segni distintivi: fanno paura, orrore o anche solo tristezza, in alcuni casi tenerezza.
Un edificio è sempre infestato: che sia abitato, disabitato, lasciato cadere in rovina, ristrutturato. Che non sia nemmeno più un edificio, ma le sue macerie: poche pietre poggiate su fondamenta antiche. Infestati sono tutti i luoghi vissuti, che porteranno per sempre le impronte di chi ci è passato, ci ha trovato casa, se n'è andato, è morto. Segni sulle piastrelle, graffi sui muri, scalfitture nelle travi dei tetti, solchi nel verde. È proprio lì, nei dettagli, che spesso si nasconde l'infestazione: nelle tracce lasciate da chi non è più tra i vivi, ma dall'altra parte non è riuscito a trovare dimora. I loro fantasmi ci affascinano e ci spaventano, ci attraggono e ci respingono allo stesso tempo. Sebbene rappresentino la nostra paura più profonda, non riusciamo a staccare gli occhi dal grande buio che li nasconde. 
Alcuni si trovano a decine nello stesso posto, altri sono solitari; alcuni sono anonimi, visti di sfuggita, terrificanti solo per pochi attimi; altri sono arcinoti, bonari, profetici; altri ancora sono persino felici, malinconici o del tutto imperscrutabili. Visibili o invisibili, percepiti o solo raccontati. 
I luoghi sono suddivisi in base ai sette continenti (Europa, Asia, Africa, America del nord e quella centro-meridionale, Oceania e Antartide), anche se l'Europa e l'Asia sono quelli con più luoghi infestati, seguiti dalle Americhe, mentre l'Oceania e l'Antartide sono quelle che presentano meno leggende.

Sopra: Due pagine interne di cui quella a sinistra rappresenta la dimora della dama abbandonata, di cui, nella pagina a destra, viene descritta la leggenda.
 
I testi sono accompagnate dalle illustrazioni di Daria Petrilli, le quali sono principalmente a pagina intera (tranne qualche eccezione di qualche immagine più piccola posta assieme ai testi nell'introduzione) e a colori.
I disegni non sono immagini realistiche ma piuttosto di onirico, come se fossero delle rappresentazione di alcuni incubi, il che ha senso visto che rappresentano luoghi infestati. In esse vediamo comparire edifici, prati, oppure boschi; a volte viene ritratto solo il luogo (soprattutto se si tratta di case), ma pi spesso ad esso si accompagna anche qualche oscura presenza: figure sfocate sullo sfondo di qualcuno che si è impiccato ad un albero, altre invece in primo piano, ma che sembrano perse nei loro pensieri (magari tenendo gli occhi chiusi), oppure figure ben in evidenza, che ti fissano dalle pagine del libro.
Quasi ogni luogo descritto nell'atlante ha infatti un'immagine a colori che lo rappresenta o, meglio, ne rappresenta la sostanza, quella sensazione di paura che esso trasmette. E questo lo fa anche grazie all'uso dei colori, che sono utilizzati in modo particolare, con una predilezione per l'uso del nero, del bianco, del marrone, del grigio, del verde, del blu e del rosso. Colori che non sono stesi in maniera pulita, ma sporca, solitamente non uniforme, soprattutto negli sfondi. 
Le tinte poi sono scure, dato che l'artista ha evitato i toni brillanti o accesi, anche se a volte possono essere stesi con intensità, ad esempio quando vanno a tingere oggetti concreti come degli alberi o degli edifici. L'artista ha scelto principalmente colori già di per se scuri (come il marrone scuro, il nero o il grigio scuro), a cui ha aggiunto tinte quali il rosso o il blu, che donano un tocco di colore in più alla scena, pur non essendo neppure loro brillanti. Queste tinte possono essere usate per tingere qualche sfondo, oppure su qualche elemento particolare di una certa immagine, così da metterlo in risalto. I colori scuri e cupi conferiscono comunque alle immagini delle atmosfere opprimenti, a volte anche soffocanti, impregnate di inquietudine. 
 
 

 
Sopra: Alcune delle illustrazioni realizzate dalla Petrilli per le leggende di questo libro. In alto a sinistra vediamo il disegno per le cascate di sangue  (conosciute come "il salto del Tequendama"), a destra quello per la Foresta dei Suicidi, in basso a sinistra la "collina dei fantasmi" (Bukit Hantu), mentre a destra l'immagine tratta dalla Canonica del Pianto.
 
"Atlante dei luoghi infestati" con i testi di Giulio D'Antona e le illustrazioni Daria Petrilli è un Atlante che "vuole da una parte provare a disegnare una mappa mondiale dei luoghi infestati più spaventoso e raccontare le leggende che lo ammantano, dall'altro vuole tentare di dare ordine" all'ossessione dell'autore, il quale ha catalogato storie di fantasmi provenienti da tutto il mondo, e che qui propone in un inventario ragionato, in quanto riportarle tutte in un unico volume sarebbe stato impossibile.
A volte le storie di più fantasmi possono essere riportate assieme, in quanto legate ad un unico luogo, come nel caso del villaggio di Pluckley, abitato da ben 12 fantasmi, oppure del  Leap Castle, abitato da almeno un paio di entità.
Altre volte la narrazione si concentra maggiormente attorno ad un'unica figura, se si tratta di una particolarmente di spicco all'interno di un certo luogo, come nel caso di Lady Brown (il fantasma di Lady Dorothy Walpole).
All'interno del volume troviamo storie spettrali e infelici. Molte ad esempio sono quelle di dame o giovani donne che si aggirano tra le mura di qualche edificio gemendo e piangendo, oppure cercando di spaventare chi si imbatte in loro. Quelle dei fantasmi maschili sono più legate ad eventi violenti, con uomini che sono stati uccisi in maniera violenta oppure sono stati loro a macchiarsi di gravi crimini, venendo puniti dopo la morte con la dannazione. Non mancano però anche storie di suicidi, di fantasmi di bambini, oppure, sebbene più raramente, storie di creature non umane, come lo spettro elementale avvistato nel Leap Castle, in Irlanda.
Per chi non si sognerebbe mai di avvicinarsi a un cimitero maledetto o alla barca infestata dal fantasma di Errol Flynn, questo libro sarà una riserva di storie a cui attingere, nel silenzio di una stanza in penombra, per alimentare il piacere dell'inquietudine. "Per i lettori più temerari invece sarà un libro di consultazione, una guida ricca di spunti utili a organizzare viaggi da brivido" e per rispondere finalmente a una domanda che ci accomuna tutti: perché vogliamo avere paura? Una ricca e interessante guida (anche geografica) illustrata ai luoghi infestati e agli spetri di tutto il mondo, che se siete amanti delle storie di paura non potete non prendere in considerazione.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 2021 dalla BOMPIANI, è dotato di una copertina rigida, ha 160 pagine, misura 26,5 cm d'altezza e 19 cm di lunghezza e costa 25,00 euro.
 
P.S. Questo atlante letterari fa parte di una serie di atlanti particolari, tutti editi dalla Bompiani tra il 2014 e il 2021, i quali prendono in considerazione luoghi, a volte reali e altre volte no, ma sempre misteriosi e difficili da raggiungere come isole remote, luoghi infestati o maledetti, oppure luoghi che sono stati solo sognati. Ecco tutti i tioli della serie: 
  • "Atlante dei luoghi maledetti" di Olivier Le Carrer e Sibylle Le Carrer (2014): Questo atlante traccia un inventario inedito delle regioni meno raccomandabili del pianeta. Dalla riserva naturale di Kasanka, nello Zambia, invasa da nugoli di pipistrelli, al tenebroso faro degli uomini scomparsi di Eilean Mor, perso nelle isole Flannan, passando per la sinistra foresta dei suicidi di Aokigabara, in Giappone, o per la diabolica casa coloniale che sorge al 112 di Ocean Avenue, a Amityville, ciascuno dei quaranta luoghi censiti racchiude una storia tanto tormentata quanto affascinante. Questo atlante, vero e proprio manuale geografico dell'orrore, si sfoglia con mano febbrile, e con la paura addosso...
  • "Atlante delle città perdutedi Aude de Tocqueville (2015): Le città sono mortali quando le civiltà e possono sparire dalle carte geografiche. L'Atlante delle città perdute racconta i destini imprevisti eppure assolutamente reali di oltre quaranta città oggi scomparse. Palazzi, castelli, capanne, ville, baite... non resta che bussare, e avventurarsi a sbirciare questi luoghi provenienti da brani originali tratti dai più famosi romanzi, per una carrellata affascinante tra libri tutti da leggere e rileggere.     
  • "Atlante dei paesi sognati" (2016) di Dominique Lanni e Karin Doering-Froger: Il paese delle Amazzoni, il regno del Prete Gianni, la Barberia... da sempre, i paesi sognati hanno abitato le fantasie e i racconti dei grandi esploratori. Marinai, scopritori, avventurieri hanno raccontato il mondo e le sue terre lontane popolate da creature mitiche e leggendarie. Isole meravigliose come Citera, la patria di Afrodite, paesi della cuccagna come la Colchide, terra del Vello d'oro, reami selvaggi abitati da mostri come quello dei Mangbetu, imperi tenebrosi come quello dei Cimmeri, abitanti delle gallerie sotterranee. Questo atlante invita a un'esplorazione poetica del mondo in compagnia dei grandi viaggiatori dell'antichità e del XVI secolo ma anche di romanzieri ed eruditi di tutti i tempi.
  • "Atlante delle isole del Mediterraneo: storie, navigazioni arcipelaghi di uno scrittore marinaiodi Simone Perotti  (2017): ll Mediterraneo è un mistero. Vi aleggiano personaggi oscuri, salvifici, pericolosi, presenze ineffabili in grado di attrarre flotte di girovaghi, pirati turchi inseguiti dagli acerrimi nemici genovesi, anonimi piloti inabissatisi nei pressi dell’isola di Alborán, vichinghi giunti navigando il Dnepr e il Mar Nero, eremiti superstiti e dimenticati. Un arabesco di storie che da geografia disegnata su un foglio diventa manuale di esistenza, mappa alla ricerca geosofica del senso. Seguendo le sue rotte potremmo sconvolgere le categorie della conoscenza, finendo col misurare la terra col canto, tracciare i confini con i colori delle spezie, usare i ricordi per contare le miglia, o le idee per riempire il volume delle cose. E allora le carte mostrebbero ben altro dal semplice profilo delle coste. Semmai il comune dolore e l’ebbra euforia che condividiamo con chi crediamo diverso da noi, solo perché abita sull’altra sponda di questo mare. Quella che sta lì, di fronte a noi, e che ancora non conosciamo.
  • "Atlante dei luoghi misteriosi d'Italia" (2018) di Massimo Polidoro e Francesco Bongiorni: Un’antica spada conficcata nella roccia nel senese, misteriose macchine anatomiche esposte in una cappella napoletana, un affascinante palazzo veneziano funestato da una maledizione: molte sono le località d’Italia custodi di storie segrete che affondano le loro radici in antiche leggende o in misteri più recenti. Massimo Polidoro percorre la penisola da nord a sud e descrive questi luoghi svelandone i fenomeni in apparenza non scientifici, smontandone i miti nati dalla fantasia popolare. O forse no, almeno non del tutto, perché in queste storie si trova anche il cuore dell’uomo con i suoi meccanismi spesso imperscrutabili, destinati a sfuggirci sempre. E dove non arrivano le parole si spingono le illustrazioni di Francesco Bongiorni con le loro atmosfere suggestive ed enigmatiche.
  • "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità" (2020) di Massimo Polidoro e Francesco Bongiorni: Proviamo solo a immaginare quali devono essere stati l'emozione e la gioia. Il giovanissimo orientalista Johann Ludwig Burckhardt, travestito da arabo, accompagnato da beduini diffidenti che lo ritengono un mago infedele, si avventura nel deserto giordano finché si imbatte in una gola angusta, quasi buia. Il silenzio è palpabile, il rischio assoluto. Ma, all'improvviso, dalle rocce e dall'oblio dei secoli, riemerge la ricca e raffinata città dei Nabatei, la favolosa Petra, che ormai si pensava essere solo un luogo della fantasia. Ecco, in questo volume che raccoglie le più belle storie intorno ai misteri dei tempi antichi di tutti i continenti, Francesco Bongiorni e Massimo Polidoro restituiscono l'irripetibile emozione della scoperta e la gioia incontenibile di una scommessa vinta quasi sempre contro ogni buon senso. Scoprendo così che a inseguire miraggi e leggende apparentemente inconsistenti si finisce spesso con il trovare testimonianze e tesori concretissimi, ma soprattutto la ricompensa a domande che ciascuno di noi porta dentro di sé e che costituiscono il nostro mistero più antico e insondabile.
  •  "Atlante delle isole remote. Cinquanta isole dove non sono mai stata e mai andrò" di Judith Schalansky e Francesca Gabelli (2021): Con questo atlante Judith Schalansky ci conduce in cinquantacinque isole remote, lontane da tutto e da tutti, che non troverete mai con Google Earth: da Tristan da Cunha all’atollo di Clipperton, dall’isola di Natale a quella di Pasqua. E ci racconta storie di animali rari e uomini strani, di schiavi naufraghi e solitari studiosi di scienze naturali, di esploratori smarriti e folli guardiani del faro, di naufraghi dimenticati e marinai ammutinati. Storie di Robinson volontari e involontari che dimostrano che i viaggi più avventurosi si svolgono sempre nell’immaginazione.

     

     
Sopra: Le copertine degli atlanti editi dalla Bompiani, ognuno caratterizzato da un colore predominante che contrasta con quello della striscia della costa a sinistra.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 5 maggio 2025

Racconti del terrore a cura di Sergio Bissoli

"Racconti del terrore" a cura di Sergio Bissoli è una raccolta di racconti di paura provenienti da varie antologie inglesi, e che sono rimaste quindi inedite al pubblico italiano.
 
Sopra: Sulla copertina è presente un disegno pauroso, sui toni del nero e del verde, con a sinistra i nomi degli autori dei racconti che spiccano grazie al loro colore rosso.
 
Come scritto nell'introduzione: "Il terrore è uno dei generi letterari più antichi e universali, poiché radicato da sempre nella storia dell'umanità e nelle sue più profonde paure esistenziali. Sin dai tempi delle leggende orali, l'uomo ha cercato di esorcizzare l'ignoto raccontando storie di creature mostruose , spirit inquietanti e luoghi maledetti." Iniziando con la mitologia greca e le fiabe, con l'avvento dell'Illuminismo esso ha subito una mutazione, tanto che nel XVIII secolo il romanzo gotico "pone le basi per la narrativa del terrore come la conosciamo oggi", mentre il XIX secolo ha visto la maturazione del genere, con l'emergere di autori come Stoker e Stevenson. Nel XX secolo il terrore si è ulteriormente diversificato "incorporando influenze del cinema, della psicoanalisi e delle paure collettive della società moderna", creando un genere che continua a prosperare ancora oggi.
Questa raccolta di racconti di paura si inserisce nella migliore tradizione delle antologie di genere e si presenta come un’opera imperdibile per gli amanti della narrativa del brivido. In questi 17 racconti troverete storie rare e introvabili, perlopiù inedite in italiano, pubblicate originariamente in antologie inglesi e americane oggi difficilmente reperibili. Sono racconti che hanno come filo conduttore l'inquietudine, quella sottile che emerge quando il reale si dissolve e lascia spazio a un'atmosfera di mistero. "Sono racconti che non puntano a un terrore esplicito, bensì a un turbamento più profondo e radicato, capace di insinuarsi nella mente e di mettere in discussione la nostra percezione del mondo."
Tra gli autori proposti troviamo: John Connell, August Derleth, Mary Williams, Dennis Wheatley, Elizabeth Bowen, Flavia Richardson e altri maestri del macabro. 
Troverete in queste pagine: un cappotto che nasconde un passato oscuro in "Il cappotto" di AED Smith, una pazza che ha in mente degli strani piani per la sua nuova segretaria in "Dietro la porta gialla" di Flavia Richardson, un negozio misterioso che appare e scompare in "Un omino con le rughe" di Mary Williams, una casa che si muove in modo imprevedibile nel racconto "La casa che non stava mai ferma" di LAG Strong, una stanza infestata da un'inquietante presenza che sembra far suicidare le donne con i capelli rossi che si trovino nella casa in "Il caso della donna con i capelli rossi" di Dennis Wheatley, uno spaventapasseri che prende vita nella storia "Timothy" di Keith Roberts, e tante altre storie terrorizzanti che nascono quando il reale si sfalda, quando le certezze si dissolvono e il quotidiano si tinge dei colori dell’incubo. 

 Sopra: Le pagine che introducono il lettore al terzo racconto, uno tra quelli per me più inquietanti. Come potete vedere a destra troviamo il titolo del racconto, l'autore e da dove è stato tratto, mentre a sinistra è stata riprodotta la copertina del libro da dove il racconto proviene.
 
Il volume contiene anche alcuni disegni in bianco e nero, di due tipi differenti. Quelli del primo tipo sono foto che riproducono le copertine dei libri delle edizioni inglesi da cui i vari racconti sono stati tratti. Queste immagini sono infatti poste prima dell'inizio di ogni nuovo racconto, sulla facciata sinistra, mentre quella a destra riporta il tiolo del racconto, da dove esso è stato tratto e l'inizio di esso. È carino il fatto di poter vedere le copertine dei libri da cui ogni racconto è stato tratto, anche perchè si tratta di libri che in Italia non si sono mai visti in quanto non sono proprio mai stati editi.
Il secondo tipo di immagini sono invece dei piccoli disegni posti ogni tanto alla fine dei racconti, sebbene non tutti i racconti ne abbiano uno in quanto questi disegni sembrano essere stati usati un po' come riempitivo, per mettere qualcosa nelle pagine finali a destra di ciascun racconto, che sarebbero altrimenti rimaste vuote. Se un racconto infatti non è abbastanza lungo e termina nella pagina a sinistra, in quella a destra viene messo uno di questi disegni che rappresentano la classica morte, in varie pose, con il corpo scheletrico, il mantello nero e la falce. Questo per fare in modo che ogni copertina compaia alla sinistra del racconto che conteneva. Si tratta in questo caso di disegni di piccole e medie dimensioni, nonostante a ciascuno di loro si stata dedicata un'intera facciata, qualcuno sembra essere  anche un po' sgranato, probabilmente perchè di tratta di immagini di repertorio recuperate su internet, infatti non viene specificato chi ne siano gli autori, ma viene solo detto che "Le immagini interne sono copyright degli Autori". E' comunque carino che l'autore abbia voluto aggiungere queste immagini piuttosto che lasciare le pagine bianche.

 

  
Sopra: In alto le immagini poste prima di ogni racconto, che mostrano ai lettori le copertine dei libri da cui ogni racconto è stato tratto. In basso dei disegni posti alla fine dei racconti, i quali rappresentano sempre la Morte in varie pose.
 
"Racconti del terrore" a cura di Sergio Bissoli  è un volume che rende quindi un sincero omaggio a una tradizione letteraria intramontabile, e qui i lettori avranno la possibilità di conoscere e di scoprire autori dimenticati e opere sconosciute al grande pubblico. Storie i cui protagonisti sono persone ordinarie: un uomo in vacanza in Scozia, un giornalista in cerca di ispirazione, un ciclista solitario, una giovane segretaria in cerca di lavoro, una ragazza annoiata dalla vita di campagna, un ispettore edile, un professore universitario alle prese con un camino fumoso, ... 
Tutti questi personaggi però si ritrovano ad un certo punto ad avere a che fare con qualche elemento sovrannaturale, o comunque anomalo, che sfugge alla quotidiana realtà. Spesso si tratta di oggetti (un giubbotto dall'oscuro passato, un anello di ferro, una coperta, uno spaventapasseri) e luoghi (una stanza in cui sono morte diverse persone, un negozio che appare e scompare, una casa che si muove...) maledetti o infestati. Queste manifestazioni anomale tendono di solito a rivelarsi pian piano durante il racconto, con l'accumularsi di dettagli inquietanti e indizi ambigui, che insinuano il dubbio, la paura, ma che inizialmente non sono ancora abbastanza marcati da mettere troppo in allarme le vittime. Da questo punto di vista mi sono piaciuti molto i racconti di "Il giubbotto", in cui un uomo arriva in una casa abbandonata e nota questo strano, vecchio giubbotto perforato da un colpo di proiettile, e "Dietro la porta gialla", dove una giovane segretaria si sente subito inquieta e allarmata quando si trova davanti a quella porta gialla, anche se ancora non sa cosa le spetta una volta varcata la soglia. Altri racconti che mi sono particolarmente piaciuti sono stati quelli di: "La coperta trapunta" di Derleth, che vede come oggetto protagonista della vicende una trapunta posseduta; "Il fantasma umido" è un racconto molto breve che parla di un piccolo fantasma morto annegato e che si sente solo, peccato che porti umidità ovunque vada; "Orrore a Chiloton Castle" di Brennan invece narra di come un uomo, che sta conducendo delle ricerche genealogiche, venga a conoscenza dell'orrore che è stato nascosto in una stanza murata di Chiloton Castle, che viene mostrata solo all'erede maschio del Conte entro tre giorni dopo essere diventato maggiorenne.
Una raccolta di racconti molto interessanti, curata anche nella parte grafica, grazie alla presenza delle foto delle copertine dei libri dove i racconti erano stati originariamente pubblicati e di piccoli disegni della Morte alla fine di alcune storie.
Come scrive l'editore alla fine dell'introduzione: "Per gli appassionati del genere, un tesoro da recuperare; per i neofiti, un’occasione imperdibile per scoprire il fascino senza tempo della narrativa del terrore."
 
Il volume è stato pubblicato nel 2025 dalla Dagon Press, ha 264 pagine, una copertina flessibile, misura 19,7 cm d'altezza e 12,7 cm di lunghezza e costa 15,60 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 1 maggio 2025

SPECIALE: Libri non illustrati (LA BANDA DEI CINQUE di Enid Blyton )

In questo speciale dedicato ai libri non illustrati (mentre il mio blog sarebbe specializzato sui libri con illustrazioni) vi parlerò di tre libri gialli per ragazzi scritti da Enid Blyton e che appartengono a una saga di libri gialli per bambini piuttosto famosa: "LA BANDA DEI CINQUE", in originale "The Famous Five".
La saga si compone di 21 volumi, di cui però in Italia ne sono stati pubblicati 15 (e la Mondadori ne ha ripubblicati 13), editi in originale tra il 1942 e il 1963. I libri furono originariamente portati in Italia tra il 1987 e il 1994 dalla casa editrice MURSIA, per poi essere ripubblicati tra il 2017 e il 2021 dalla Mondandori. Ecco l'elenco dei romanzi:
  1. Sull’isola del tesoro ("Five on a Treasure Island", 1942) (Mondadori, 2017)
  2. La mappa segreta ("Five Go Adventuring Again", 1943) (Mondadori, 2018)
  3. La grotta nascosta ("Five Run Away Together", 1944) (Mondadori, 2018)
  4. Il passaggio segreto ("Five Go to Smuggler's Top", 1945) (Mondadori, 2018)
  5. Il circo misterioso ("Five Go Off in a Caravan", 1946) (Mondadori, 2018)
  6. Ritorno sull’isola ("Five on Kirrin Island Again", 1947) (Mondadori, 2019)
  7. Avventura in campeggio ("Five Go Off to Camp", 1948) (Mondadori, 2019)
  8. Il ragazzo rapito ("Five Get into Trouble", 1949) (Mondadori, 2019)
  9. Mistero in spiaggia ("Five Fall into Adventure", 1950) (Mondadori, 2019)
  10. Il messaggio in codice ("Five on a Hike Together", 1951) (Mondadori, 2019)
  11. Il mistero del castello ("Five Have a Wonderful Time", 1952) (Mondadori, 2020)
  12. Il faro fantasma ("Five Go Down to the Sea", 1953) (Mondadori, 2021)
  13. Avventura a cavallo ("Five Go to Mystery Moor", 1954) (Mondadori, 2020)
  14. Una divertente avventura ("Five Have Plenty of Fun", 1955) (Mursia, 1993)
  15. La casa dei fantasmi ("Five on a Secret Trail", 1956) (Mursia, 1992)
Ecco invece i titoli dei volumi esistenti solo in inglese: "Five Go to Billycock Hill" (1957); "Five Get into a Fix" (1958); "Five on Finniston Farm" (1960); "Five Go to Demon's Rocks" (1961); "Five Have a Mystery to Solve" (1962); "Five Are Together Again" (1963).
Protagonisti di questa serie sono i quattro cugini Julian, Dick, Anne e Georgina e il loro cane Timmy, che in ogni volume si fanno coinvolgere e vivono  avventure, cacce al tesoro, esplorazioni, viaggi e misteri tutti rigorosamente all'aria aperta. La serie è ambientata nell'affascinante Inghilterra degli anni '40, e le storie della banda dei cinque hanno conquistato generazioni di lettori in tutto il mondo e sono un inno al senso di avventura pre - tecnologico dei ragazzi che affonda le radici nei capolavori di Mark Twain e Ferec Molmar.
 

1 - "SULL'ISOLA DEL TESORO" con 215 pagine, edito nel 2017 dalla Mondadori Editore (costo dell'edizioni in rigida16 euro; costo della flessibile 10,00 euro oppure 10,50 euro. Titolo originale: "Five on the Treasure Island", 1942).
Julian, Dick e Anne sono inseparabili. Anche quest'anno i tre fratelli trascorrono le vacanze estive insieme, nel cottage sul mare della cugina Georgina, una ragazza indipendente che porta i capelli corti e si fa chiamare George. Ecco come la zia la presenta ai ragazzi: "<< [...] Devo avvisarvi, ragazzi, all'inizio potreste trovare George un po' difficile. Sapete, è sempre stata da sola e potrebbe non adattarsi subito al fatto che siete qui. Ma non badate a lei, cambierà idea in men che non si dica. Sono stata molto contenta per George quando ho saputo che sareste venuti. Ha un bisogno disperato di altri ragazzi con cui passare il tempo.>>
<<L'ha chiamata "George"?<< chiese Anne sorpresa. <<Pensavo si chiamasse Georgina.>> 
<<Infatti>> rispose la zia. <<Ma detesta essere una femmina, perciò dobbiamo chiamarla George, come se fosse un maschio. Quella peste non si gira nemmeno, se la chiamo Georgina.>>
I ragazzi pensarono he la cugina doveva essere una tipa piuttosto interessante."
Un giorno, mentre sono fuori in barca a esplorare la baia insieme al cane Tim (che George continua a frequentare di nascosto dai genitori, che le hanno proibito di tenerlo), i quattro ragazzi vengono sorpresi da una tempesta e rimangono bloccati su Kirrin Island, una piccola isola rocciosa di proprietà della famiglia. 
Qui comincia la loro prima grande avventura: i ragazzi scoprono che la tempesta ha riportato a galla un antico relitto che trasportava un tesoro, ma presto si renderanno conto di non essere i soli a cercarlo. Riuscirà la banda dei cinque a trovare il tesoro e a salvare l'isola?
Una storia semplice ma avvincente, in cui non mancherà una parte più investigativa e una più d'azione. 
Nonostante la struttura abbastanza semplice della storia la Blyton riesce a presentare ai lettori dei personaggi abbastanza ben caratterizzati e interessanti, primo fra tutti quello di George. Il personaggio di questa ragazzina che si veste e comporta come un maschio è piuttosto interessante, specialmente se si considerano gli anni in cui il personaggio è stato scritto. È interessante anche il fatto che insista nel farsi chiamare con un nome maschile rifiutando quello femminile (se la si chiama a Georgina lei fa finta di non sentire e non risponde). Di ragazze con un carattere testardo, focoso, forte e coraggioso, con un carattere "poco femminile" se ne sono viste parecchie nella letteratura, ma George non è solo questo, ella è anche molto irascibile e scontrosa, cocciuta, ombrosa e permalosa, tanto che a tratti può risultare antipatica perfino al lettore. 
È una ragazzina con le idee ben chiare, come spiega ad Anne durante il loro primo incontro: "<<Sono George>> rispose la ragazza. <<D'ora in avanti ti rispondo solo se mi chiami George. Detesto essere una femmina e non lo sarò. Non mi piacciono le cose da femmina. Mi piace fare quello che fanno i maschi. So arrampicarmi megli di un ragazzo e so anche nuotare più veloce. So portare una barca a vela come qualunque giovane pescatore della costa. Devi chiamarmi George, e allora ti parlo. Altrimenti no.>>"
Innegabilmente George ha un carattere anche molto determinato e a tratti scontroso, come quando dice alla cugina: "<<E comunque io non volevo che veniste qui. A interferire con la mia vita! Sto bene per conto mio. Adesso invece devo vedermela con una bambina sciocca a cui piacciono i vestiti e le bambole e con due stupidi cugini!>> 
Anne sentì che erano partire con il piede sbagliato."
È un personaggio comunque piuttosto sfaccettato e sicuramente non banale, soprattutto per l'epoca. E già nel corso di questa prima avventura George inizierà a maturare e a modificare un po' il suo carattere, soprattutto quando si renderà conto che avere degli amici non è poi così male: "George era al settimo cielo. Era andata spesso sulla sua isola, ma sempre da sola con Tim. Aveva giurato che non avrebbe mai portato nessuno, perchè era scura che la presenza di qualcuno, perché era sicura che la presenza di qualcun altro avrebbe rovinato tutto. Ma adesso non c'era niente di rovinato. Anzi, ogni cosa era molto più bella. Per la prima volta George si rese conto che condividere una gioia con qualcuno la rende due volte più bella,."
George poi adora il suo cane Timothy, alias Tim, che lei considera il suo migliore amico, ed in effetti si può dire che questo cagnolone non sia inserito nella trama solo come mascotte, ma fa veramente parte della banda, tanto che l'autrice a volte si sofferma a descriverne gli stati d'animo e i pensieri, per quanto semplici. È un cane intelligente, affettuoso e leale, e si rivela utile perché fornisce ai ragazzini un'effettiva protezione fisica, tanto che perfino i genitori di George, che inizialmente non vogliono tenerlo, alla fine lo accettano.
Julian invece è il leader del gruppo ed è molto protettivo nei confronti dei fratelli minori, in particolare Anne. Egli è alto, forte e intelligente, oltre che premuroso, responsabile e gentile. Julian è il più maturo del gruppo ma, nonostante le buone intenzioni, il suo comportamento può a volte risultare autoritario.
Dick ha un impertinente senso dell'umorismo, ma è anche affidabile, ingegnoso e gentile per natura, sebbene tenda a prendere in giro la sorellina Anne e comunque molto premuroso con lei. 
Anne è la più giovane del gruppo, infatti è quella che si dimostra più infantile, con un carattere a volte un po' piagnucoloso e meno impavido degli altri, nonostante sia anche coraggiosa e intraprendente. Ha difficoltà a mentire e a tenere a freno la lingua, le piace fare le cose domestiche come pianificare, organizzare e preparare i pasti e mantenere pulito e in ordine il luogo in cui alloggiano.
La storia inizia presentandoci i vari personaggi e l'ambientazione, per poi passare piuttosto velocemente alla parte investigativa e avventurosa. Quando i ragazzi trovano la mappa nella scatola e capiscono che indica il luogo in cui si trovano dei lingotti d'oro, cioè i sotterranei del castello di Kirrin, si mettono subito al lavoro per cercare di raggiungerli. Purtroppo scoprono di avere solo due giorni per scendere nei sotterranei e scavare nel punto giusto, poiché l'isola è stata acquistata da un uomo che aveva comprato anche la scatola con la mappa, e che probabilmente ha capito che là c'è un tesoro. 
Sebbene l'autrice riesca a mantenere alto e vivo l'interesse del lettore fin dall'inizio, grazie ai personaggi interessanti e piacevoli e alla storia avvincente, verso l'ultima parte della storia le cose si faranno un po' più concitate in quanto i ragazzi, assieme al cane di George, dovranno trovare il modo di fuggire dall'isola e dagli uomini che stanno cercando di rubare il loro tesoro, in modo da avvertire i genitori di George.
Una bella storia emozionante, avvincente e avventurosa, ma non eccessivamente impegnativa, con dei personaggi piacevoli e interessanti, adatta per essere letta a partire dagli 8 anni. 

       
Sopra: A sinistra l'edizione in rigida edita dalla Mondadori nel 2018, la terza copertina invece è di un'edizione flessibile del 2023, mentre a destra vedete l'edizione originale della Mursia, che aveva anche un titolo diverso.

2- "LA MAPPA SEGRETA" con 189 pagine, edito nel 2018 dalla Mondadori Editore (costo dell'edizioni in rigida 16 euro; costo della flessibile 10,00 euro oppure 10,50 euro. Titolo originale: "Five go adventuring again", 1942).
È Natale e i tre fratelli Julian, Dick e Anne, invece di passare le vacanze con i genitori trascorrono le vacanze con la cugina Georgina, che si fa chiamare George, visto che purtroppo la loro madre si è presa la scarlattina, che è altamente contagiosa: 
"<<Oh George, non possiamo tornare a casa per le vacanze!>> esclamò lei con le lacrime agli occhi.
<<La mamma si è ammalata di scarlattina e anche il papà deve stare in quarantena. perciò non possiamo tornare. Non è orribile?>>
<<Mi dispiace tantissimo>> rispose George. Era dispiaciuta per la cugina e anche per se stessa, visto che la mamma di Anne l'aveva invitata a passare il Natale da loro insieme a Tim, il suo cane. Le avevano promesso un sacco di cose che George non aveva mai fatto prima, come andare a teatro e al circo, e una grande festa con un magnifico albero di Natale! E adesso era andato tutto a monte. [...]
Lesse qualche altra riga e poi fece un grido di gioia così spontaneo, che George e le altre ragazze la guardarono impazienti.
<<George Verrem a stare ancora da te, ma, oh, no, no, no! Dovremo avere un precettore per tutte le vacanze, sia per non gravare troppo su tua mamma, sia perchè Julian e Dick si sono già ammalati due volte quest'anno e sono rimasti indietro con lo studio."
E così i tre cugini si recano tutti a casa di George, anche se, a differenza che in estate, non potranno tornare tanto facilmente sull'isola di Kirrin, teatro delle loro precedenti avventure, a cauda del freddo e del mal tempo.
Un giorno, mentre esplorano il vecchio cottage di famiglia, trovano in una fessura nel muro un'antica mappa scritta in latino. Che cosa significano quelle strane parole e dove conduce la mappa? 
Dopo alcune esitazioni e ai risultati fallimentari a cui hanno portato i tentativi di decifrazione della mappa, i cugini decidono di chiedere l'aiuto del professor Roland, l'insegnante privato assunto dal padre di George, che il docente si ostina a chiamare Georgina, cosa che fa infuriare ogni volta la ragazzina. Inoltre sembra che l'uomo non piaccia per niente al cane Tim, che lo ignora, nonostante i tentativi di approccio del professore, al quale comunque i cani non stanno molto simpatici.
Riusciranno i cinque a rimanere uniti e a scoprire quale segreto si nasconde dietro la mappa misteriosa?
Anche per questa avventura troviamo riuniti tutti i membri della banda, compreso il cane Tim, che dimostra fin dall'inizio una certa diffidenza nei confronti del nuovo precettore privato dei ragazzi. 
Questo è il nuovo personaggio che l'autrice ci introduce in questo volume, il quale si dimostra essere piuttosto interessante e difficile da comprendere subito appieno. Tim e George provano subito una certa avversione nei suoi confronti, a Julian e ad Anne invece sta subito piuttosto simpatico, mentre a Dick piace abbastanza, sebbene ogni tanto qualcosa dell'uomo non lo convinca appieno. C'è da dire che l'avversione del cane potrebbe essere dovuta al fatto che egli percepisca la paura e la poca simpatia del professore per i cani (visto che dice di essere stato morso da piccolo da uno di essi), mentre per attirarsi l'avversione di George in realtà non ci vuole poi molto. Già solo il fatto che il professor Roland si ostini a chiamarla Georgina anziché George è un motivo sufficiente per renderla diffidente nei suoi confronti, mentre il fatto che a lui non piaccia Tim è una cosa assolutamente inconcepibile per la ragazza, che spesso si dimostra scontrosa e ostinata nei confronti del docente, non facendo altro che aumentare l'antipatia reciproca.
D'altronde George ha un carattere piuttosto chiuso, testardo e facilmente irascibile, e considera il proprio cane come un fratello, per cui per lei è inconcepibile che a qualcuno lui non piaccia. 
Nel testo ci sono spesso riferimenti agli scontri con professori Roland e al suo brutto carattere: "Chiamandola Georgina, la rese ancora più furiosa. Lei rimase indietro insieme a Tim, con l'aria cupa come un temporale. Gli altri erano a disagio. Sapevano quanto poteva essere irascibile e complicità George. Da quando erano andati a stare da lei la prima volta, la scorsa estate, era diventata molto più solare e socievole. Speravano che non si comportasse in modo avventato e non attaccasse brig, altrimenti avrebbe rovinato a tutti le vacanze di Natale."
Oppure quando Dick la rimprovera: "<<Vorrei che tu non ti arrabbiassi così per ogni cosa. Ti metti solo nei guai, e metti nei guai anche il povero Tim.>>
George era combattuta. Adesso detestava il professor Roland così tanto, che riusciva a malapena a sopportare la vista. Però non poteva essere maleducata e ribelle, perché aveva paura che il precettore facesse un rapporto negativo a suo papà e che le venisse proibito di vedere Tim. Per persona impertinente come lei era difficile sforzarsi di comportarsi nel modo giusto."
Oppure: "Cosa potevano fare con lei? Era facile domarla con la gentilezza e la comprensione, ma appena si scontrava con qualcuno a cui non piaceva, o che non le piaceva, si imbizzarriva come un cavallo, e scalciava anche, come un cavallo!"
L'avventura e la risoluzione del mistero partono abbastanza lentamente in questo secondo volume, ma ciò non vuol dire che i lettori rischino di annoiarsi, in quanto saranno comunque occupati a tener d'occhio il comportamento e le dinamiche che si instaurano tra i vari personaggi, l'esplorazione dei luoghi attorno alla casa di George, e in particolare della fattoria, luogo in cui i ragazzi della banda trovano la mappa e in cui si cela, a quanto pare, un passaggio segreto.
Sarà però solamente dopo la prima metà del libro che la banda comincerà a fare dei veri e propri passi avanti con la decifrazione della mappa (per cui dovranno chiedere l'aiuto del professor Roland) e mettersi alla ricerca di questo passaggio segreto, il quale si dimostrerà molto utile verso il finale del libro, quando i ragazzi dovranno ritrovare degli importanti appunti che sono stati sottratti al padre di George.
Una storia che si concentra molto sulle dinamiche relazioni, che non sono per niente banali (ad esempio, i lettori saranno portati a chiedersi in continuazione se ci si può davvero fidare del professor Roland) e sul carattere di George, anche se non manca la presenza di un piccolo (ma emozionante) mistero da risolvere, legato alla scoperta di una mappa che indica l'esistenza di un passaggio segreto che i nostri amici devono assolutamente trovare. Se il mistero all'inizio parte molto lentamente, a tratti venendo anche accantonato, esso si ripresenta con forza verso l'ultimo terzo del libro, che si farà molto incalzante e adrenalinico, in un finale che non deluderà i lettori.

   
Sopra: A sinistra l'edizione in rigida del 2020, subito dopo la copertina della flessibile, infine a sinistra un'altra copertina flessibile del 2023.

12 - "IL FARO FANTASMA" con 228 pagine, edito nel 2020 dalla Mondadori Editore (costo di 16,00 euro. Titolo originale: "Five go down to the sea", 1953).
Sono iniziate le vacanze e i fratelli Julian, Dick e Anne, insieme alla cugina Georgina, che si fa chiamare George, partono per la Cornovaglia con il loro inseparabile cane Timmy. 
I ragazzi alloggiano presso la fattoria Tremannon: "<<George, come ha fatto tua mamma a trovare la fattoria Tremannon?>>
<<In realtà è stato il papà che ne ha sentito parlare>> spiegò lei. <<Sapete che ha molti amici scienziati che amano i posti tranquilli in cui ritirarsi a lavorare nella pace e nel silenzio. Be', uno di loro è stato alla fattoria di Tremannon, perché aveva sentito dire che era uno dei luoghi più calmi del Paese. Mio padre ci ha raccontato che il suo amico è andato lì che era pelle e ossa, ed è tornato grasso come un'oca di Natale, e la mamma allora ha detto che sembrava proprio il posto giusto per noi!>>"
Un giorno, mentre sono a passeggiare sulle colline, i ragazzi visitano una vecchia torre di avvistamento abbandonata e vengono a sapere che un tempo, nelle notti di tempesta, i briganti accendevano una luce che dalle navi sembrava quella di un faro, per portarle a schiantarsi sugli scogli e rubare i loro carichi. 
Un vecchio pastore tuttavia afferma di vedere ancora quella luce accendersi durante le tempeste: "<<E la vedeva spesso, quella luce, quando badava alle pecore?>> chiese George.
<<Oh, sì, molte vole>> rispose il pastore. << E sempre nelle notti di tempesta, quando le navi erano nei guai e cercavano qualche segnale che le guidasse verso la salvezza. Poi, ecco che si accendeva la luce, e io pensavo "Adesso il nuon Bio aiuti quei marinai, perché non lo farà nessun altro!".>>
<<È orribile!>> esclamò George, turbata da tanta malvagità. <<Dev'essere felice ora che non vede più la luce nelle notti di tempesta!>>
Il nonno guardò George con occhi spaventati e strani. Abbasso la voce e disse: <<Giovanotto, quella luce si vede ancora nelle notti di tempesta. Il posto è in rovina e le gazze hanno infestato la torre. Ma quest'anno ho visto la luce tre volte! E succederà si nuovo nella prossima tempesta! Me lo sento nella ossa, parola mia!>> "
Julian e gli altri decidono di esplorare la costa alla ricerca degli antichi passaggi usati dai briganti, nei quali, forse, aleggiano presenze misteriose... Un nuovo, inquietante mistero attende la banda dei cinque. 
Anche in questo caso l'autrice è riuscita a regalare ai lettori una storia avvincente e coinvolgente, con il gruppo di ragazzi che cerca di scoprire come mai dal vecchio faro si continui a vedere ancora la luce che si accende, nonostante le navi ora non ne verrebbero più attirate. Il vecchio pastore pensa che sia il fantasma di suo padre ad accenderla, ma i ragazzi sono piuttosto scettici a riguardo, sebbene un po' di paura ce l'abbiano, e sono intenzionati a scoprire cosa sta succedendo, così si mettono a esplorare il vecchio faro.
In questa nuova avventura i lettori ritroveranno ovviamente tutti i membri della banda dei cinque, di cui ormai conoscono bene i caratteri, anche se in questo volume ho trovato che George spiccasse di meno rispetto agli altri volumi. I suoi scatti d'ira sono praticamente scomparsi e si offende molto meno facilmente rispetto all'inizio; l'unica cosa che continua a infastidirla è l'atteggiamento di Timmy nei confronti di Yan, un ragazzino che a lei non piace particolarmente, ma a ci il suo cane continua a fare sempre un sacco di feste.
Tra i nuovi personaggi che andremo a conoscere c'è appunto Yan, il nipote di un vecchio pastore il cui padre era un brigante; è un ragazzino strano, scalzo, con i capelli arruffati e l'aspetto trasandato che appena vede il gruppo lo prende subito in simpatia, iniziando a seguirlo dappertutto, di nascosto, cosa che ai nostri amici non è particolarmente gradita, anche se alla fine la cosa si rivelerà provvidenziale per loro.
Poi ci sono i coniugi Penruthlan, di cui la signora è una donna gioiosa, molto chiacchierona e un'ottima cuoca, mentre il marito è un omone molto grande, e con un altrettanto grande appetito, nonostante sia senza denti riesce infatti a mangiare tantissimo, anche se biascica le parole e i ragazzi non riescono mai a capire cosa stia dicendo (fortuna che c'è sua moglie che traduce). Poi vi sono i Barnies, i membri di una compagnia teatrale itinerante che farà uno spettacolo nel granaio di Penruthlan. Il loro numero più apprezzato è quello di Clopper, un finto cavallo il cui costume è manovrato in realtà da due attori che muovono la testa, gli arti anteriori e posteriori e la coda, facendogli assumere delle movenze molto buffe. Se i membri della compagnia teatrale sono tutti molto simpatici, purtroppo non si può dire lo stesso del loro capo, il proprietario della compagnia, detto il Governatore, un uomo taciturno e solitario, sempre accigliato e molto severo.
Una storia intrigante e coinvolgente, ricca di avventura con un pizzico di mistero, tra passaggi e vie segrete, luci misteriose che si accendono nelle notti di tempesta, ex briganti e contrabbandieri, ma anche tanto divertimento (specialmente col cavallo Clopper) e ottimi pranzetti e merende (preparati dalla signora Penruthlan).

 
 Sopra: La copertina dell'edizione in rigida della Mondadori, edita nel 2020.
  
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.