lunedì 17 aprile 2017

Emozionario. Dimmi cosa senti di Cristina Nunez Pereira e Rafael R. Valcarcel

"Emozionario. Dimmi cosa senti" è un albo scritto da Cristina Nunez Perira e Rafael R. Valcarcel e illustrato da ben 22 artisti differenti. Questa vuole essere un'opera che aiuta il bambino e l'adulto a confrontarsi con le proprie emozioni, prima di tutto facendocele riconoscere e identificare.

Sopra: La copertina di "Emozionario" ci mostra una figura astratta realizzata da Leire Mayendia, non presente all'interno del libro, i cui colori forti spiccano sul tenue grigio dello sfondo.

Questa è un'opera che, come suggerisce anche il titolo stesso, vuole essere una sorta di dizionario delle emozioni indirizzato ai più piccoli (l'età consigliata è a partire dai tre anni), non a caso questo libro si apre con un prologo scritto da Rosa Collado Carrascosa, una psicologa e psicoterapeuta, che spiega come "Questo Emozionario offre opportunità di approfondire la consapevolezza di se stessi, a partire dalla più tenera infanzia, perché aiuta a conoscere le emozioni e a parlare dei sentimenti. In questo modo il bambino potrà incanalarli al meglio…". "Emozionario" vuole quindi essere un "sostegno pedagogico di base", come lo chiama la stessa Carrascosa, per stimolare l'intelligenza emotiva del bambino affinché questo impari a scoprire, identificare e differenziare le proprie emozioni in modo da poterle vivere senza turbamenti, imparando a conoscere se stessi per diventare adulti consapevoli e strutturati.
L'intelligenza emotiva, infatti, secondo Salovey e Mayer (coloro che nel 1990 introdussero questo concetto), indicherebbe la capacità che hanno gli individui di monitorare le sensazioni proprie e quelle degli altri, discriminando tra vari tipi di emozioni ed usando questa informazione per incanalare pensieri ed azioni. Secondo vari studiosi (tra cui i già citati Salovey e Mayer, ma anche Goleman) l'intelligenza emotiva comprenderebbe cinque abiti: conoscere le proprie emozioni, maneggiarle, riconoscere quelle degli altri, motivare se stessi e utilizzare le proprie competenze sociali nell'interazione con gli altri. Come si può capire, questi cinque ambiti che fanno parte dell'intelligenza emotiva riguardano tutti aspetti molto importanti che possono influire molto sulla vita di una persona, per cui sviluppare un'intelligenza emotiva è sicuramente importante. I bambini che imparano a gestire le proprie emozioni e a controllare i propri istinti riescono infatti a tollerare meglio le situazioni stressanti, imparano a comunicare meglio i propri stati emozionali, sono in grado di sviluppare relazioni positive e riescono ad ottenere maggiori successi a scuola, sul lavoro e nella vita.
Questo libro presenta un percorso emotivo che cerca di seguire una certa logica (ogni emozione che segue è in qualche modo correlata alla precedente), tuttavia, come scritto a l'inizio dell'albo, il lettore può cominciare a leggere l'emozione che preferisce, saltando le pagine e, in caso, ritornando indietro.
Ad ogni pagina viene presentata al lettore, tramite una descrizione, un'emozione differente, accompagnata inoltre da un'immagine che illustra l'emozione a cui è riferita. Le emozioni descritte sono quarantadue: la tenerezza, l'amore, l'odio, l'ira, l'irritazione, la tensione, il sollievo, la serenità, la felicità, l'allegria, la tristezza, la compassione, il rimorso, la colpa, la vergogna, l'insicurezza, la timidezza, la confusione, la paura, lo stupore, il disgusto, l'ostilità, l'accettazione, l'incomprensione, l'abbandono, la solitudine, la nostalgia, la malinconia, la noia, l'attesa, l'entusiasmo, l'euforia, lo sconforto, la delusione, la frustrazione, l'ammirazione, l'invidia, il desiderio, la soddisfazione, l'orgoglio, il piacere e la gratitudine.
Sebbene i testi siano di tipo descrittivo (dopotutto l'intento di usto libro è quello di portare i bambini a riconoscere le proprie emozioni, quindi è normale che queste vengano descritte) sono scritti in modo da non risultare troppo freddi, asettici o distaccati. Al contrario, cercano di coinvolgere il lettore, rivolgendosi direttamente a lui, come se gli stessero parlando di persona, ad esempio ponendo domande dirette (come ad esempio, per quanto riguarda l'amore: "Che tipi di amore ci sono?", riguardo all'ira: "L'ira è utile?", oppure, per quanto riguarda la nostalgia "Come riconoscerla?") a cui poi risponderanno gli stessi bambini. Per cercare di farsi comprendere meglio, inoltre, i testi suggeriscono spesso molti esempi di situazioni che possono essere capitate al lettore o che quest'ultimo possa immaginarsi, ad esempio, quando parla dell'irritazione, si può leggere: "Si crea tensione anche quando si scontrano interessi diversi. Per esempio: tu vorresti cantare, ma tua mamma vorrebbe dormire".

Sopra: Questa illustrazione, realizzata da Elissambura, rappresenta la nostalgia in una maniera alquanto interessante.

Come ho anticipato, le illustrazioni presenti in questo albo, ciascuna associata a una differente emozione, sono state realizzate da molti artisti, in particolare: Adriana Keselman, Alejandra Karageorgiu, Anita Morra, Bela Oviendo, Cynthia Orensztajn, Elissambura, Federico Combi, Gabriela Thiery, Javier Gonzalez Burgos, Jazmin Varela, Josefina Wolf, Keki un puntino, Luciana Feito, Maria Lavezzi, Maricel Rodriguez Clark, Nancy Brajer, Nella Gatica, Paola De Gaudio, Patricia Fitti, Romina Biassoni, Tofi, Virginia Pinon.
Naturalmente, essendo state realizzate da artisti diversi, le varie illustrazioni presentano stili alquanto differenti le une dalle altre (specialmente fra alcuni illustratori), ma sono comunque tutte molto belle e interessanti.
In alcuni disegni, come quelli di Nella Gatica o Cynthia Orensztajn, le emozioni che sono rappresentate sono chiare, facilmente identificabili, quasi evidenti, mentre in quelli di altri artisti (come Elissambura, Federico Combi,  Javier Gonzalez Burgos, Jazmin Varela, Josefina Wolf, Keki un puntino, Luciana Feito, Maria Lavezzi, Maricel Rodriguez Clark o Virginia Pinon), risultano più complesse da decifrare, meno ovvie. Ciò può dipendere comunque anche dal tipo di emozione da rappresentare, in quanto rappresentare la vergogna può essere più facile rispetto al dover mostrare un'emozione come la nostalgia.
Il fatto comunque che non tutte le emozioni siano così ovvie da identificare e da riconoscere va considerato come un aspetto positivo, in quanto ciò può spingere i lettori (specialmente se opportunamente seguiti) a interrogarsi e a riflette in modo approfondito riguardo una o l'altra immagine.

  

  
Sopra: Alcune illustrazioni rappresentano un'emozione in modo più diretto, rendendola facile da intuire, come nel caso delle immagini che vi ho riportato qui sopra più in alto, realizzate da Nella Gatica (a sinistra) e Cynthia Orensztajn (a destra), per rappresentare rispettivamente la vergogna e l'irritazione. Altri illustratori hanno invece rappresentato le emozioni in modo meno immediato, più complesso, come, ad esempio, Federico Combi, che nell'immagine in basso a sinistra ha disegnato il rimorso, e Javier Gonzalez Burgos, che nell'immagine in basso a destra ci mostra la malinconia.

Anche lo stile dell'artista può influire sulla comprensibilità o meno di un'illustrazione che vuole rappresentare un'emozione e, come ho detto sopra, tutti questi artisti possiedono uno stile molto differente gli uni dagli altri: quello di Nancy Brajer (che ha rappresentato le emozioni della tenerezza, della compassione e della gratitudine) è molto delicato e fiabesco; quello di Nella Gatica (che ha rappresentato emozioni quali l'odio, il sollievo, la vergogna e la noia) è più diretto, vivace, simpatico; Javier Gonzalez Burgos (che ha rappresentato la tristezza, l'abbandono, il disgusto e la delusione) ha invece uno stile etereo, dai tenui colori pastello, di difficile interpretazione, così come quello Federico Combi (che ha rappresentato il rimorso, l'incomprensione, la malinconia e la frustrazione), che utilizza una tavolozza di colori cupi e smorti per rappresentare personaggi enigmatici e filosofici; Keki un puntino (che ha disegnato la tensione e l'orgoglio) sfrutta invece dei colori accesi, intensi e brillanti che lasciano pochi spazi bianchi nella pagina….

  

Sopra: Ogni illustratore ha uno stile differente dagli altri, ad esempio quello di Nancy Brayer (di cui possiamo vedere l'illustrazione della tenerezza in alto a sinistra) è molto delicato e fiabesco, dai colori pastello; Federico Combi rappresenta invece i propri personaggi in modo enigmatico e filosofico, utilizzando una tavolozza di colori cupi e smorti (così come possiamo osservar nell'immagine in alto a destra che rappresenta la malinconia); Keki un puntino (di cui in basso al centro possiamo vedere l'orgoglio) sfrutta invece dei colori accesi, intensi e brillanti che riempiono tutto lo spazio, lasciando pochi spazi bianchi nella pagina.

Differenza di stili a parte, è comunque molto interessante osservare come ciascun artista ha rappresentato una certa emozione secondo la propria interpretazione (che per il lettore potrà risultare più o meno ovvia): Nancy Brajer per la tenerezza ha rappresentato una pecora, seduta su fiori di cotone, mentre cuce una sciarpa con cui avvolge un'altra piccola pecorella che sta dormendo (vedere l'immagine che ho riportato precedentemente); Nella Gatica ci mostra la noia rappresentando un maialino solo dallo sguardo triste e sconsolato seduto sopra un isolotto in mezzo al mare; Virginia Pinon, per rappresentare la colpa, ha disegnato una barchetta di carta che naviga sull'acqua trattenuta da una grossa catena attaccata ad una pesante palla di metallo che le impedisce di procedere e che sembra la stia facendo quasi affondare; Patricia Fitti per rappresentare la paura ha disegnato un campo di grano di notte, con la luna piena, con uno spaventapasseri dallo sguardo torvo e maligno e un corvo appoggiato su un albero spoglio; Javier Gonzalez Burgos rappresenta l'abbandono con un uomo-cervo in pigiama seduto sul materasso di un letto posto in una foresta, mentre nevica, con tutt'intorno altri letti vuoti; Federico Combi illustra la malinconia come un robot con braccia e volto umani, immerso in un ambiente grigiastro, intento a leggere alcuni fogli (vedere anche in questo caso l'immagine che ho riportato precedentemente) ...

  

  
Sopra: E' molto interessante poter vedere come i vari artisti hanno rappresentato un'emozione secondo una loro interpretazione personale: in alto a sinistra, ad esempio, Nella Gatica ha rappresentato la noia come un maialino su un isolotto solitario; in alto a destra Virginia Pinon, ci mostra la colpa come una barchetta di carta trattenuta da una pesante palla di metallo che quasi la fa affondare. In basso a sinistra Patricia Fitti ha rappresentato la paura come un campo di grano immerso in una paesaggio notturno, con uno spaventapasseri che guarda in modo torvo e maligno un corvo appoggiato su un albero spoglio. Infine, in basso a destra, Javier Gonzalez Burgos rappresenta l'abbandono con un uomo-cervo in pigiama seduto sul materasso di un letto posto in una foresta , mentre nevica, con tutt'intorno altri letti vuoti;

"Emozionario" si presenta come un bel libro con molte illustrazioni di qualità, dai differenti stili e dalle differenti interpretazioni con cui ciascun artista ha voluto rappresentare un'emozione, il che le rende molto interessanti e stimolanti per l'osservatore. I testi sono chiari e semplici tuttavia, poiché questo libro è stato realizzato con l'intento esplicito di essere un supporto pedagogico per aiutare i bambini a stimolare la loro intelligenza emotiva, bisogna chiedersi: questo libro è riuscito nel suo intento, cioè ad aiutare effettivamente i bambini a sviluppare questa intelligenza emozionale?. Naturalmente la risposta non è così ovvia, diciamo  che, almeno per alcuni, è possibile che ciò avvenga, ma che lo scopo di questo libro sia stato raggiunto dipende da molti fattori, come ad esempio il modo in cui il volume viene posto, letto, e fatto vedere al bambino, l'indole di quest'ultimo, la sua età ecc…
Per quanto riguarda l'età a cui quest'opera è rivolta, questa è indicata a partire dai tre anni, tuttavia la capacità di autoanalizzarsi e di prendere consapevolezza di sé cresce con l'età, per cui è probabile che questo albo sarà maggiormente efficace con bambini più grandi, che potrebbero quindi trovarlo anche più interessante. Alcune caratteristiche del libro, infatti, mi fanno pensare che, almeno certe emozioni, sono state descritte rivolgendosi a bambini un po' più grandi rispetto all'età di base indicata (3 anni). Ad esempio, alcuni esempi che i testi riportano per aiutare il lettore a comprendere meglio cosa possa essere una certa emozione sono rivolti a bambini che devono aver già iniziato la scuola primaria (del tipo, per spiegare cosa sia la tensione, tra gli esempi riportati c'è "Non aver studiato la lezione e sentire l'insegnante che comincia a fare domande", oppure, per quanto riguarda il sollievo, viene scritto "Per esempio proverai sollievo quando avrai finito un esame"). Anche il linguaggio utilizzato in certi casi sembra essere rivolto a bambini già un po' più grandi, in quanto bambini dell'infanzia probabilmente non conoscono ancora parole come pervadere ("… e (La serenità) ti pervade), affabile ( "Una persona serena è tranquilla, affabile"), disgrazia ("Una disgrazia capitata ad altri"), stima ("L'orgoglio è la stima molto alta che …"), egocentrico ("L'orgoglio egocentrico ..."), pedante ("Diventi pedante, superbo, arrogante") ….
Questo albo, inoltre, presenta al lettore un'ampissima scelta di emozioni, alcune delle quali potrebbero risultare difficili da capire per i bambini molto piccoli (a tre anni i bambini sanno identificare chiaramente solo tre emozioni: la tristezza, la felicità e la paura). Alcune emozioni complesse possono non essere così facili da identificare, specialmente per un bambino molto piccolo (penso ad esempio alla serenità o alla gratitudine).
Tutto ciò rende però questo libro adatto ad essere approcciato da un'ampia fascia di lettori (e non solo quelli più giovani), anche se magari risulterà compreso e apprezzato maggiormente da quelli un po' più grandi. Tuttavia anche a quelli giovanissimi non può far male dargli un'occhiata, anche se magari alcuni di questi proveranno interesse solo per alcune emozioni (quelle che sentono più vicine a loro) ignorandone altre. Ricordiamoci poi comunque che quest'opera si presta anche ad essere ripresa in futuro.
Questo libro illustrato è comunque un ottimo progetto che vale sicuramente la pena presentare ai bambini (ma anche gli adulti potrebbero trovarlo interessante) di diverse età, anche a più riprese, per aiutarli a a comprendere meglio le proprie emozioni e quindi anche se stessi. Un'opera che presenta una vasta gamma di emozioni ben descritte e inoltre accompagnate da belle illustrazioni su cui il lettore potrà soffermarsi.

Quest'opera è stata edita originariamente col titolo di "Emocionario" dalla Paladras Aladas nel 2016, e poi pubblicata sempre nel 2016 dalla Nord-Sud Edizioni. L'albo ha 94 pagine, la copertina rigida e misura 24,7 cm d'altezza e 22,7 cm di lunghezza e costa 16,90.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 10 aprile 2017

Cinderella jump rope rhymes di Adam Oehlers

"Cinderella jump rope rhymes" è un'opera, prodotta dalla "Cabinet des fees", composta da una serie di filastrocche in rima, accompagnate dalle illustrazioni di Adam Oehlers.

Sopra: La copertina di "Cinderella jump rope rhymes" mostra un'illustrazione realizzata da Adam Oehlers

Come ho detto sopra questo albo illustrato è composto da una serie di filastrocche, le jump rope rhimes appunto, le quali sono filastrocche che le bambine utilizzavano mentre saltavano la corda. Tali filastrocche cominciarono a diffondersi nel Diciottesimo secolo, quando le bambine cominciarono a saltare la corda (fino al Diciassettesimo secolo tale attività era considerata indecente per le ragazze in quanto queste avrebbero potuto mostrare le caviglie mentre saltavano) aggiungendovi tali rime, che aiutavano a scandire il tempo e il ritmo per saltare. Poiché la funzione di tali canti era quella di strutturare il gioco il loro significato era secondario, tanto che solitamente i testi di queste filastrocche erano piuttosto insensati e irrazionali.
La jump rope rhime di Cinderella era in uso negli Stati Uniti almeno fino al 1970 e al 1980, come riporta una nota, scritta da Francesca Forrest, nella prima pagina del libro.
La versione in voga in quel periodo era questa (talvolta con qualche variante):
Cinderella, dressed in yella
Went downstairs to kiss her fella (amica)
By mistake she kissed (baciò) a snake (serpente)
How many doctors did it take?
One, Two, Three, Four...
Ai giorni nostri, secondo quanto scrive la Forrest, queste rime sono finite "In the hands (mani) of speculative poeta and short-story writers and their friends", persone "With a lurid sense of humor, a color palette not limited to yellow, and  a deep (profondo) interest in imagining for Cindy some life-changing experiences beyond (dopo) snake kissing…".
Le rime presenti in questo libro sono quindi il risultato dei contributi di diversi autori: Sonya Taaffe, Samantha Henderson, Erik Amundsen, Rose Lemberg, Nadia Bulkin, Julia Rios, Kyle Davia e la stessa Francesca Forrest, che la Papaveria Press ha accettato di pubblicare e Adam Oehlers di illustrare.

Le rime di questo volume si compongono da strofe con un numero di versi alquanto diversificato: talvolta da tre, altre da cinque e da sei, altre ancora da quattro oppure da due versi. Le varie strofe non seguono una struttura precisa, in quanto il numero di sillabe da cui sono composte e l'alternanza delle rime è alquanto diversificata:
- Le strofe composte da tre versi presentano rime alternate: A B A. Ad esempio:
"Cinderella, dressed in red
ate Snow Withe's apple
now she's dead (morta)!"
- Le strofe composte da due e da quattro versi presentano una rima baciata (A A B B), ad esempio:
"Cinderella, dressed in jade
stole her love's heart, knives (pugnalato) and flayed (scorticato),
held it up (lo sollevò) against the sun,
dressed in gold, the final one."
- Le strofe composte da cinque versi presentano invece questo schema di rime: A B A C C, ad esempio:
"Cinderella dressed in white
stared (fissò) at the sun 
and lost her sight (vista)
her eyeballs burned (bruciarono) to little cinder (cenere)
still hot enough (abbastanza) to cook your dinner."
Una cosa ricorrente però all'inizio di ogni strofa è che essa inizia sempre con "Cinderella dressed in …", a cui segue il nome di un colore, probabilmente come riferimento alla strofa originale.
Come avrete potuto capire leggendo i testi che vi ho proposto qui sopra come esempio, essi non hanno un vero e proprio senso, né una logica in ciò che narrano, infatti, come ho scritto all'inizio, le jump rope rhymes erano composte da testi piuttosto insensati e irrazionali, e quelle di questo libro non fanno eccezione.

Sopra: Questa illustrazione in bianco e nero, presente all'interno del libro, rappresenta visivamente quanto scritto nell'ultima strofa che vi ho riportato sopra, quella composta da cinque versi.

Le varie strofe presenti nel volume sono accompagnate da illustrazioni realizzate dall'artista Adam Oehlers. Tali illustrazioni rappresentano quanto accade nelle strofe, o perlomeno in alcune di esse, inoltre l'artista racconta, in un intervista (questa) di aver subito considerato le varie Cenerentole come personaggi separati fin dall'inizio: "It seemed (sembrava) that each of them (ognuna di loro) was having their own little adventure".
Nei disegni di Oehlers vi è pochissimo colore, tanto che questi sono realizzati più che altro in bianco e nero, se non fosse per qualche lieve tocco di colore (che comunque non risulta mai troppo intenso, ma, anzi, è steso in modo molto leggero) in alcune tavole: come nella prima che vediamo nel libro, in cui il vestito di Cenerentola e la mela che le cade dalla mano sono tinti di un blando rosso; oppure, in quella dove vediamo la ragazza dietro le sbarre di una prigione, ci possiamo accorgere che i suoi occhi e le strisce dell'abito che indossa sono verdi.

  
Sopra: L'uso di colore nelle illustrazioni di Adam Oehlers è piuttosto raro, e, anche quando è presente, è comunque steso in maniera molto leggera, come possiamo vedere in queste due illustrazioni.

Lo stile dell'artista, inoltre, si ispira a quello di famosi illustratori come: Gustave Doré, Arthur Rackham e Brian Froud. Lo stesso Oehlers, sempre nell'intervista di cui vi ho parlato poco fa, afferma: "I’ve drawn (ho tratto) a lot of inspiration from older illustrators such as Doré and Rackham, and I’ve tried to inject (iniettare) some of that ‘classic’ feel into work." Un altro artista che Oerlers ammette aver avuto sul di lui una grande influenza è Edward Gorey (di cui avevo già recensito un'opera in passato: "The Gashlycrumb Tinies"), che lo ha spinto ha utilizzare la penna per disegnare: "I turned my focus to pen, and before I knew what was happening, all of my work was covered in that lovely gritty texture (consistenza granulosa) that’s created by crosshatching (tratteggio)." L'artista aggiunge, inoltre, che non è stata solo la tecnica di Gorey ed il suo mondo ad ispirarlo, ma anche il suo modo di raccontare una storia, i momenti che sceglieva di catturare (Oherlers infatti dice: "Its not only Gorey’s technique and world that inspired me, but also his way of telling a story, the moments he chooses to capture").

Sopra: L'arte e lo stile di Adam Oehlers si ispirano a quello di illustratori come Gustave Doré, Arthur Racham, Brian Froud e Edward Gorey, il quale ha spinto Oehlers ad utilizzare la penna per disegnare.

Questo libro poco conosciuto è un'opera bella, interessante e intrigante, che potrà essere facilmente apprezzata da coloro a cui piacciono le rime e le filastrocche, specialmente quelle irreali, poco sensate e dal tocco macabro. Tali rime, inoltre, sono pure accompagnate dalle belle illustrazioni di Adam Oehrlers, ricche di dettagli e con dei bellissimi giochi di luci ed ombre, il cui stile ben si adatta all'atmosfera dei testi.

Quest'opera è stata edita dalla Papaveria Press nel 2012; ha 28 pagine, la copertina flessibile e misura 21,5 cm d'altezza e 14 cm di lunghezza.

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lunedì 3 aprile 2017

I racconti di Mamma Oca di Charles Perrault

"I racconti di Mamma Oca" è una raccolta delle fiabe originali di Charles Perrault, tradotte in italiano da Simona Mambrini e illustrate da Desideria Guicciardini. Qualche mese fa avevo già recensito (qui) una raccolta delle storie di Perrault: "Tutte le fiabe" edita dalla Donzelli Editore, per cui mi capiterà di fare anche qualche confronto fra le due versioni.

Sopra: La copertina di questa edizione delle fiabe di Perrault, illustrate da Desideria Guicciardini, presenta solo tre colori: il bianco, il nero e il rosso.

Questa raccolta si apre con l'introduzione si Silvia Vegetti Finzi, che, identificandosi col lettore, si  chiede: "Ancora un libro di fiabe? E perché mai dovremmo leggere storie che nulla hanno a che fare con noi?". Ma la Finzi ci ricorda che, nonostante lo sviluppo e la diffusione della tecnologia, le fiabe non si sono lasciate cancellare da quest'ultima, soltanto che "Non sappiamo più da dove provengono, chi ne è l'autore e come ci suggestionano", anche perché, rispetto al passato, è cambiato il modo in cui esse vengono trasmesse e diffuse. Così, ora che è venuta meno la trasmissione orale tra le generazioni "Spetta al libro custodire un patrimonio di sapere e di saggezza che fa di noi quello che siamo", perché, dopotutto, le fiabe costituiscono degli archetipi, "Stampi originali da cui prende forma ogni narrazione".
E se oggi esse sono state etichettate come parte della letteratura dell'infanzia è bene ricordare che non è sempre stato così: le "Historie ou contes du temps passé, avec des moralités" (più note come "Contes de ma Mere L'Oye"), inizialmente erano rivolte tanto ai bambini quanto agli adulti.
Come ci ricorda la Finzi, infatti, le otto fiabe raccolte da Perrault  ebbero uno straordinario successo alla corte del Re Sole, anche perché Perrault aggiunse alle fiabe alcuni elementi della Francia dell'epoca, trascrivendole in un francese "Colto ed elegante, eppure conciso e immediato, capace di narrare con naturalezza le più inverosimili avventure". Molti degli argomenti trattati in queste fiabe, inoltre, suscitavano discussioni morali e fornivano utili insegnamenti sull'esistenza umana, anche se probabilmente l'intento dello scrittore era più quello di divertire che quello di educare, infatti come scrisse lo stesso Perrault: "La fiaba diverte e muove al riso, senza che madre, sposo o confessore possano trovarvi nulla da ridire".
Come riconosce la Finzi, tale atteggiamento anticonformista si rivela nelle morali finali, spesso doppie, "In cui in genere la seconda non si limita a condannare, con ironia, la morale tradizionale, ma suggerisce anche l'adozione di comportamenti emancipati".

Sopra: L'illustrazione, posta all'inizio del racconto, realizzata dalla Desideria Guicciardini per la fiaba del "La bella addormentata nel bosco".

I racconti presenti in questo libro sono gli stessi contenuti nella raccolta originale di Perrault: "La bella addormentata nel bosco", "Cappuccetto rosso", "Barbablù", "Mastro gatto, o Il gatto con gli stivali", "Le fate", "Cenerentola, o La scarpetta di cristallo", "Richetto dal ciuffo" e "Pollicino".
I testi delle varie fiabe, risultano fedeli a quelli della versione originale, ed è molto interessante confrontarli con quelli dell'altra versione, che ho già recensito, di "Tutte le fiabe". Le due versioni dei testi risultano infatti (come è giusto che sia) molto simili, se non per qualche lieve variazione che però non ne compromette il significato, ad esempio:

Versione tratta da "I racconti di Mamma Oca" (2014) della fiaba de "La bella addormentata nel bosco":
"C'erano una volta un re e una regina che non riuscivano ad avere figli e questo li rattristava moltissimo. Avevano provato tutte le acque curative del mondo, si erano votati a tutti i santi, avevano fatto pellegrinaggi e tentato ogni sorta di rituale. Ma tutto fu inutile".

Versione tratta da "Tutte le fiabe" (2011) della fiaba de "La bella addormentata nel bosco":
"C'erano una volta un re e una regina che avevano un gran cruccio: non potevano avere figli e di questo non si davano pace. Avevano provato tutte le acque curative del mondo, avevano fatto voti, pellegrinaggi, ogni sorta di preghiere e di rituali, ma tutto era risultato inutile."

La cosa però più interessante, e più divertente, è confrontare le morali delle varie fiabe, poiché qui le traduttrici hanno dovuto mantenersi fedeli al testo senza però alterare la rima. Ecco un paio di esempi:
Morale tratta dalla fiaba di "Cappuccetto rosso" della versione de "I racconti di Mamma Oca" (2014):

"Qui ben si vede come le bambine, 
soprattutto se gentili e carine,
fanno male a dar retta a certa gente,
e non succede molto raramente
che il Lupo se le mangi come niente.
Ho detto il Lupo, non uno qualunque,
perché non tutti i lupi sono uguali.
Questo è garbato, dolce e suadente,
e le bambine lo incontrano ovunque.
Ma è proprio quel tipo di lupo insidioso
ad esser, ahimè, il più pericoloso."

Morale tratta dalla fiaba di "Cappuccetto rosso" della versione di "Tutte le fiabe" (2011):

"Questa favola avverte le bambine,
specie se son graziose ed innocenti,
di non prestare ascolto alle moine
dei lupi travestiti da passanti.
Si sa che i lupi non sono tutti uguali
e che fra tutti i più pericolosi
sono quelli che a forza di regali,
di promesse e di discorsi zuccherosi
convincono le prede con le buone
a lasciarsi mangiare in un boccone."

La seconda morale tratta dalla fiaba di "Barbablù" della versione di "I racconti di Mamma Oca" (2014):

"Chi ha del mondo un po' d'esperienza,
ed è smaliziato a sufficienza,
riconosce una storia del passato.
Oggi non c'è marito di tal fatta,
sia pure diffidente e contrariato,
che la moglie non comandi a bacchetta:
sia la barba blu, gialla o marrone,
non si sa più chi la fa da padrone."

La seconda morale tratta dalla fiaba di "Barbablù" della versione di "Tutte le fiabe" (2011):

"Chi ha esperienza del mondo ha già capito
che questa storia è del buon tempo andato.
Oggi non trovi più nessun marito,
per quanto iroso, scontento e poco amato,
che dalla moglie non sia più che ammansito.
Che abbia la barba gialla, nera, blu o marrone,
non si capisce più chi sia il padrone."

Sopra: L'illustrazione in bianco e nero, realizzata da Grazia Deledda, con cui si apre la fiaba di "Barbablù" rappresenta il momento più catardico della storia.

Una cosa interessante, e utile, di questa raccolta di fiabe è che queste sono accompagnate anche da un apparato di notizie e curiosità che vengono segnalate tramite delle icone (tra cui quella delle curiosità, della geografia, delle note, delle referenze, delle ricette, della storia e di usi e società). Il lettore potrà così scoprire che cos'è l'acqua aromatica della regina d'Ungheria (che viene citata nella fiaba del "La bella addormentata nel bosco"), oppure venire a conoscenza di altre versioni della medesima fiaba (come nel caso di "Cappuccetto rosso", di cui esiste anche la versione dei Grimm).

Nell'opera sono presenti anche alcune illustrazioni in bianco e nero realizzate da Desideria Guicciardini, che sono state poste solamente all'inizio (dove compare anche il titolo della fiaba) e alla fine di ogni racconto. Purtroppo, forse per il fatto che qui i disegni sono stati resi in bianco e nero invece che a colori, questi non rendono molto, nel senso che non sono riusciti a trasmettermi un qualcosa che me li facesse trovare interessanti o d'impatto. Sebbene si veda che lo stile dell'artista sia originale, molte di queste illustrazioni mi sono sembrate sottotono: credo, per esempio, che quelle poste all'inizio della fiaba (che appaiono più dettagliate e curate) probabilmente avrebbero reso meglio con qualche tocco di colore (sulla copertina, ad esempio, alcuni particolari sono stati resi col rosso), mentre quelle poste alla fine della fiaba mi sono sembrate, nella maggior parte dei casi, eccessivamente semplici e scarne (saper creare delle immagini semplici, composte da pochi elementi, non è un difetto, anzi, alcuni autori ne hanno fatto un punto di forza, ma quelle di quest'artista non riescono a trasmettermi nulla di particolare).
Sono andata a guardare anche altre illustrazioni della Guicciardini, che ha illustrato diversi altri libri, e le ho trovate comunque buone, in particolare quelle de "Iliade" e "Odissea" (due rivisitazioni dell'Iliade e dell'Odissea classiche riscritte da Nicola Cinquetti e pubblicate dalla Lapis), sembrano interessanti e promettenti, a differenza di quelle di quest'opera che, probabilmente, non riescono a rendere come avrebbero dovuto.

Sopra: Questa è l'unica illustrazione del libro che, nonostante la sua essenzialità, ho trovato bella e interessante, e che sembra essere stata fatta apposta in bianco e nero.

  
Sopra: Due illustrazioni poste alla fine di due fiabe presenti all'interno dell'opera: a sinistra quella di "Barbablù" e a destra quella di "Pollicino". Questi disegni, come tutti quelli all'interno del libro, sono in bianco e nero e presentano uno stile molto (forse anche troppo) essenziale, presentando solo pochissimi elementi. 

Questa raccolta di fiabe di Perrault resta comunque un'edizione molto valida, in quanto i testi delle varie fiabe sono stati tradotti fedelmente, rispettando il materiale originario, e, alla fine, l'intento principale di questo testo è proprio questo: dare al lettore la possibilità di fruire le fiabe originali dello scrittore francese (anche se tradotte in italiano), così come Perrault le aveva scritte, indipendentemente dalle illustrazioni presenti nell'edizione. Quest'edizione, inoltre, come detto, accompagna tali testi con delle note aggiuntive che il lettore potrà trovare alquanto interessanti.

Questa raccolta è stata edita nel 2014 dalle Edizioni PIEMME. L'opera ha 160 pagine, la copertina rigida dotata di una sovracopertina, misura 21,8 cm d'altezza e 15 cm di lunghezza, e costa 14 euro.

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lunedì 27 marzo 2017

Ciro in cerca d'amore di Beatrice Masini e Octavia Monaco

"Ciro in cerca d'amore" è una storia nata a partire da alcuni disegni realizzati da Octavia Monaco che ritraevano una gatto a Venezia. Sulla base di tali illustrazioni la Beatrice Masini  ha quindi creato un racconto poetico e delicato, accompagnato da splendide tavole illustrate.

Sopra: La copertina dell'albo di Ciro ci mostra il protagonista della storia e l'ambiente in cui essa si svolge: Venezia, come si può facilmente evincere dalla gondola posta in primo piano.

Protagonista di questa storia, ambientata a Venezia, è Ciro, un bel gatto grigio che, in una notte di luna piena, così come altri gatti, se ne va a caccia d'amore. Ma trovare l'amore, quello che conta davvero, non è facile per Ciro, poiché le gattine scelgono i gatti disposti a far loro la corte, a dir loro sciocchezze e a portar loro dei regali, "Ma a Ciro non piaceva quel genere di amore. Lo trovava un po' sciocco. E lo diceva forte, miagolando alla luna. Così le gattine, offese, gli voltavano la coda".
Così il nostro protagonista continua ad andarsene in giro per Venezia facendo anche altri incontri, e sperimentando diversi tipi d'amore: vi è un uomo in una fornace che gli offre del prosciutto e che dice al micio che può restare, perché la sua presenza non lo infastidisce, ma questo non è ciò che Ciro cercava poiché "L'amore non è non dare fastidio"; su un vaporetto alcuni bambini regalano al gatto pezzetti delle loro merendine, ma "L'amore di merendine non è il tipo di amore che Ciro cercava"; in piazza Ciro vede un folla di gatti che si azzuffa per una gattina dal pelo bianco, ma il protagonista decide di passare oltre perché "L'amore è un regalo, non una cosa che si vince"; per strada una donna prende il micio per la collottola, stringendolo forte e riempiendolo di baci, e se lo porta a casa e riempiendogli due ciotole di cibo, dopo aver chiuso bene tutte le porte, ma Ciro riesce a fuggire da una finestra aperta. Quando il gatto vede un bambino avanzare verso di lui, è pronto a tirare fuori le unghie (perché i bambini di solito sono seccanti), ma quando il bambino passa accanto al nostro protagonista guardandolo appena, il micio si incuriosisce e lo segue, trovandolo seduto a sfogliare un libro pieno di gatti: bianchi, rossi, neri, tigrati, ma senza gatti grigi. Il bambino allora spiega a Ciro che lui è un gatto speciale, così gli chiede di essere il suo gatto, spiegandogli che potrà fare quello che vuole: potrà uscire o stare in casa, dormire o mangiare e giocheranno insieme, quando Ciro ne avrà voglia.
"Ecco quello era il genere di amore che piaceva a Ciro.
Non amore di regali e sciocchezze,
non amore di pappona e avanzi.
Amore di tetti vicini.
Amore di cibo, ma con porte aperte.
Amore di giochi, ma solo se vuoi tu.
Amore di carezze, ma solo quando vuoi tu.
E così balzò in grembo al bambino e fece le fusa, molto piano.
Non sono tuo, diceva, ma posso stare vicino a te."
Una storia molto dolce e delicata, accompagnata da testi curatissimi, quasi poetici (molto frequente, ad esempio, l'utilizzo dell'anafora, con la ripresa delle medesime parole all'inizio di più frasi successive l'una all'altra), dal ritmo tranquillo e cadenzato, che ben si adatta a questo genere di racconto.

Sopra: In questa illustrazione tratta dal libro, la cui storia è ambientata nella caratteristica e affascinate città di Venezia, è possibile vedere un tipico scorcio di questa città.

A far spiccare questo libro sono soprattutto le illustrazioni, realizzate da Octavia Monaco, artista nata nel nord della Francia, ma che dall'età di sei anni vive in Italia, lavorando anche come docente all'Accademia di Belle Arti di Bologna.
Le sue illustrazioni per questo libro sono molto belle e originali, con un ottimo uso dei colori, che appaiono sempre vivaci e brillanti. Questi, inoltre, mettono in risalto la bidimensionalità dei disegni, che presentano, appunto, pochissima profondità, creando così delle raffigurazioni molto interessanti.

Sopra: Le illustrazioni realizzate dalla Monaco presentano pochissima tridimensionalità, apparendo per lo più bidimensionali, come si può vedere anche dall'immagine qui sopra, nella quale l'artista ha rappresentato alcuni gatti che corteggiano delle gatte dicendo loro delle sciocchezze, facendoli la corte e portando loro regali.

A contribuire alla suggestività delle immagini è poi anche l'ambiente, il luogo, in cui esse sono state ambientare: cioè la città di Venezia, la quale può essere facilmente riconosciuta i queste illustrazioni in cui il protagonista si muove tra i vicoli e i tetti di questa città, salendo su battelli e gondole, e passando accanto a navi, canali, ponti e piazze. Le tavole della Monaco sono infatti ricche di dettagli, i quali riempiono anche gli sfondi delle illustrazioni, che appaiono così molto ricche.

Sopra: Il luogo in cui si svolge la storia non è affatto secondario, in quanto praticamente da ogni disegno dell'illustratrice è possibile comprendere dove sia ambientata la vicenda, in quanto nelle illustrazioni emergono continuamente elementi tipici di questa città: i canali con le barche e i battelli (come nell'immagine qui sopra), quelle in cui si vedono tipici scorci di Venezia (come l'immagine che ho riportato più sopra), oppure alcune in cui si vedono proprio edifici e monumenti di questa città.

Notevole anche l'espressività dei personaggi, in particolare quella dei gatti, che vengono rappresentati dall'artista in maniera alquanto originale ed interessante (come quando compiono ed assumono dei comportamenti tipici dei gatti come, ad esempio, quando inarcano la schiena, quando corteggiano o sono corteggiati, quando scendono dai battelli, oppure quando vengono presi in braccio).

  
Sopra: Le illustrazioni della Monaco si distinguono anche per la grande espressività dei personaggi: basta vedere, ad esempio, queste due immagini in cui Ciro viene abbracciato, ma in maniera differente. E' infatti molto interessante osservare l'espressione e l'atteggiamento del micio nell'essere preso in braccio nell'immagine a sinistra e in quella a destra.

Quest'opera è un albo illustrato molto bello, con testi curatissimi e quasi poetici, dal ritmo calmo e cadenzato. Le illustrazioni che accompagnano i testi sono anch'esse molto belle: originali, incantevoli, poetiche e suggestive, ricche di dettagli e di colori.
Un libro che, oltre a riuscire a comprendere (e a trasmettere) molto bene i pensieri e l'indole dei gatti, guida il lettore alla scoperta di differenti tipi d'amore: da quello romantico a quello possessivo, dall'affetto all'amicizia, spingendo anche chi legge a interrogarsi a proposito di questo sentimento e delle sue numerose sfumature.

Questo albo è stato pubblicato nel 2000 dalla Edizioni Arka; ha 28 pagine, la copertina rigida, misura  29,5 cm d'altezza e 20,8 cm di lunghezza e costa 12,50 euro. 

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 20 marzo 2017

The art of DreamWorks Animation

"The art of DreamWorks Animation" è un artbook pubblicato per celebrare il ventesimo anniversario della nascita di questo studio d'animazione (fondato nel 1994), in cui sono stati raccolti concept art, schizzi, e illustrazioni dei trenta film DreamWorks rilasciati fino al 2014 (anno di pubblicazione dell'opera e del ventesimo anniversario della casa d'animazione).

Sopra: Sulla copertina di questo artbook si vede distintamente il logo della DreamWorks e anche, disegnati con un colore meno marcato, vari personaggi dei film di questo studio cinematografico (come ad esempio Po di "Kung Fu Panda", Sdentato e Hiccup di "Dragon Trainer", Sherek e diversi altri).

In questo artbook, dopo un'introduzione, vengono presentati al lettore una serie di materiali artistici riguardanti ciascuno dei trenta film della DreamWorks rilasciati dal 1998 al 2014. Ad ogni film sono state dedicate una decina di pagine che comprendono concept art, schizzi e disegni preparatori accompagnati dai commenti del direttore artistico, dal produttore, dallo scrittore, o dal regista del film in questione. I film vengono affrontati uno dopo l'altro seguendo l'ordine cronologico del loro rilascio al cinema: "Antz"("Z la formica") del 1998; "The prince of Egypt" ("Il principe d'Egitto") del 1998 ; "The road to El Dorado" ("La strada per El Dorado") del 2000; "Chicken Run" ("Galline in fuga") del 2000; "Shrek" ("Shrek") del 2001; "Spirit: stallion of the Cimarron" ("Spirit: cavallo selvaggio") del 2002; "Simbad: legend of the Seven Seas" ("Simbad: la leggenda dei Sette Mari") del 2003; "Shrek 2" ("Shrek 2") del 2004; "Shark Tale" ("Shark Tale") del 2004; "Madagascar" ("Madagascar") del 2005; "Wallace & Gromit: The curse of the Were-Rabbit" ("Wallace & Gromit e la maledizione del coniglio mannaro") del 2005; "Over the hedge" ("La gang del bosco") del 2006; "Flushed away" ("Giù per il tubo") del 2006; "Shrek the Third" ("Shrek terzo") del 2007; "Bee Movie" ("Bee Movie") del 2007; "Kung Fu Panda" ("Kung Fu Panda") del 2008; "Madagascar: Escape 2 Africa" ("Madagascar 2") del 2008; "Monster vs. Aliens" ("Mostri contro Alieni") del 2009; "How to train your dragon" ("Dragon trainer") del 2010; "Shrek Forever After" ("Shrek e vissero felici e contenti ") del 2010; "Megamind" ("Megamind") del 2010; "Kung Fu Panda 2" ("Kung Fu Panda 2") del 2011; "Puss in Boots" ("Il gatto con gli stivali") del 2011; "Madagascar 3: Europe's Most Wanted" ("Madascar 3: Ricercati in Europa") del 2012; "Rise of the guardians" ("Le 5 leggende") del 2012; "The Croods" ("I Croods") del 2013; "Turbo" ("Turbo") del 2013; "Mr. Peabody & Sherman" ("Mr. Peabody & Sherman") del 2014; "How to train your dragon 2" ("Dragon trainer 2") del 2014; "Home" ("Home") del 2014.


Sopra: Due delle pagine dedicate a due differenti film di questo studio di produzione: più in alto alcuni disegni creati per il film di "Z la formica", mentre nelle pagine più in basso vi sono alcuni studi per il primo film di "Madagascar".

Dal 1998 al 2014 la DreamWorks ha rilasciato ben trenta film, tutti differenti gli uni dagli altri, film che hanno trasportato lo spettatore in tantissimi differenti mondi: dalla vita in un formicaio all'Antico Egitto,  da un pollaio lager agli sterminati spazi della frontiera americana, dalla mistica Cina a un moderno Madagascar, da mitici paesi abitati da Vichinghi e draghi ad un peridoto preistorico in cui vivono dei cavernicoli, da bizzarri luoghi abitati dai personaggi delle fiabe a moderne metropoli invase dagli alieni.
I film della DreamWorks, inoltre, sono stati realizzati con diverse tecniche: animazione tradizionale, stop-motion (in particolare la claymotion, cioè l'animazione di pupazzi di plastilina, utilizzata nei film di "Galline in fuga" e "Wallace & Gromit"), e computer grafica. E' quindi interessante poter vedere in un solo artbook film realizzati con differenti tecniche d'animazione, oltre che con differenti stili. Come scrive infatti Bill Damaschke nell'introduzione: "There is no "DreamWorks way" to draw (disegnare) a girl, or a dog, or a rock, for that matter. From the classic traditional references of "The Prince of Egypt" to the cartooney world of "Madagascar" and the fantastic realm of How to Train Your Dragon", each (ciascuno) of the DreamWorks films has stark (netto, forte) contrast in look, feel, style, and sensibility".







Sopra: Alcune pagine che trattano alcuni film della DreamWorks differenti per stile e tecnica d'animazione: il primo in alto è "Spirit: cavallo selvaggio" realizzato in tecnica d'animazione tradizionale; il secondo è "Galline in fuga", realizzato tramite stop-motion; il terzo
e l'ultimo in basso sono, rispettivamente, "Kung Fu Panda" e "Madagascar 3: Ricercati in Europa" realizzati entrambi in CGI. Da notare anche la differenza degli stili delle varie illustrazioni di ciascuno dei film.

Per ogni film sono inoltre stati selezionali alcuni disegni: dipinti degli ambienti e degli sfondi, schizzi e disegni preparatori dei personaggi, illustrazioni di scene dei film....
Grazie alle dimensioni di questo volume è possibile apprezzare bene ogni immagine in esso riportata, sia che essa occupi due pagine o che ve ne siano due o quattro in una sola.
Queste immagini, inoltre, sono tutte di ottima qualità, alcune sono alquanto interessanti da osservare (come ad esempio gli schizzi per lo studio dei personaggi), e altre ancora sono molto belle e poetiche (in particolare, ad esempio, i dipinti degli sfondi e dei paesaggi).

  

Sopra: Le immagini più in alto mostrano alcune pagine dedicate allo studio dei personaggi, in particolare quelli dei film di "Shrek e vissero felici e contenti " (nell'immagine a sinistra) e di "Dragon trainer" (a destra). Le pagine più in basso mostrano alcuni bellissimi paesaggi del film di "Dragon trainer 2". 

In questi anni questa casa d'animazione ha prodotto decine di ottimi film, che sono stati capaci di trasportare lo spettatore in luoghi meravigliosi e unici. Questo volume è ottimo per permettere a coloro che amano i film della DreamWorks di poterne apprezzare un piccolo, ma meraviglioso, assaggio del lavoro, in particolare di quello artistico, che sta dietro a ciascuno di essi (almeno fino a quelli del 2014). Le immagini contenute all'interno di quest'opera, nonché protagoniste assolute di essa, sono molto belle (impossibile non restare incantati, in particolare, dai loro colori) e interessanti, essendo inoltre accompagnate da brevi commenti dei registi, dei produttori e dei direttori artistici che vi hanno lavorato. 

Questo artbook è stato pubblicato nel 2014 dalla ABRAMS; ha 324 pagine, la copertina rigida, misura 31 cm d'altezza e 26 cm di lunghezza e costa 36 euro. 

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 13 marzo 2017

Il libro dei segreti di Arthur Spiderwick (di Holly Black e Tony DiTerlizzi)

"Il libro dei segreti. Guida al mondo delle creature fantastiche" di Arthur Spiderwick,  è uno spin-off della saga, scritta da Holly Black e illustrata da Tony DiTerlizzi, de "Le cronache di Spiderwick", pubblicata tra il 2004 e il 2005, la quale comprende cinque libri: "Il libro dei segreti", "La pietra magica", "Il segreto di Lucinda", "L'albero d'argento" e "L'ira di Mulgarath".

Sopra: La copertina de "Il libro dei segreti. Guida al mondo delle creature fantastiche" di Arthur Spiderwick mostra in primo piano un grifone, una delle tante creature fantastiche di cui tratterà questo manuale.

La serie principale parla di tre fratelli (una femmina, la maggiore, e due maschi, gemelli) che, non appena si trasferiscono con la madre nella decadente villa del pro-zio Arthur Spiderwick, si trovano coinvolti in strani avvenimenti (che riguardano creature fantastiche quali folletti, goblin, orchi ecc…). Un giorno i due ragazzini trovano nella biblioteca nascosta della villa un libro intitolato "Il libro dei segreti", il quale riporta l'esistenza di creature magiche quali elfi, gnomi, folletti, goblin … Antagonista della serie è l'orco Mulgarath, il quale, comandando un esercito di goblin, vuole metter le mani sul suddetto libro, grazie al quale riuscirebbe ad arrivare a governare il mondo fantastico. I tre fratelli, due dei quali responsabili di aver ritrovato il libro, dovranno proteggere il manoscritto, correndo anche numerosi pericoli.
Da come avrete potuto capire da questo breve introduzione della serie, questo "Il libro dei segreti. Guida al mondo delle creature fantastiche" di Arthur Spiderwick è praticamente la versione cartacea, messa a disposizione anche al lettore, del "Libro dei segreti" che i fratelli devono proteggere e custodire nella serie principale.
Tale libro sarebbe giunto nelle mani di Holly Black e di Tony DiTerlizzi, stando a quanto scritto a fine volume, in quanto inviato loro dai tre fratelli protagonisti della serie. L'opera, a causa della cattiva conservazione, sarebbe stata risistemata e riprodotta conferendogli il più possibile le caratteristiche dell'originale: DiTerlizzi avrebbe ricreato con la massima accuratezza le tavole di Arthur, mentre la grafia dell'autore (piuttosto difficile da decifrare) è stata sostituita da un carattere tipografico.
Questo volume (quello pubblicato) è strutturato come una sorta di enciclopedia delle creature fantastiche, redatta da Arthur Spiderwick, il quale decise di scriverla, come lui stesso spiega in una lettera all'inizio dell'opera, dopo che vide suo fratello ucciso da un troll, pensando che "Nessuno sarebbe stato al sicuro finché avessimo continuato a ignorare la possibilità che ci fossero creature fantastiche intorno a noi". Spiderwick ha così dedicato la propria vita a svelare i segreti del Mondo Invisibile, segreti che sono appunto stati raccolti in questo libro.
All'inizio dell'opera l'autore ci spiegherà alcuni importanti concetti quali: cos'è il Mondo Invisibile e perché non riusciamo a vederlo, cos'è la Vista (cioè la capacità di vedere il Mondo Invisibile), in quali altri modi è possibile scorgere questo mondo e, infine, l'equipaggiamento e le protezioni necessarie per intraprendere una spedizione per osservare l'ambiente e le abitudini delle creature fantastiche.
Il resto dell'opera è suddiviso in parti, nelle quali vengono elencate varie creature fantastiche e folcloristiche, suddividendole in base al loro habitat. La prima parte, ad esempio, tratta di quegli esseri che abitano le case e i cortili (come i brownie, i pixie, le salamandre, l'erba dello smarrimento); la seconda di coloro che si trovano nei prati e nei boschi (come i basilischi, gli elfi, i leprecauni, le manticore, gli spiritelli, gli unicorni); la terza di quelli che vivono in laghi, fiumi e mari (come i kelpie, i tritoni e le sirene, le ondine, i serpenti marini, i troll); la quarta delle cratere che frequentano le colline e le montagne (come i nani, i giganti, i goblin, gli orchi); la quinta di quelle che si trovano in cielo (come i draghi, i grifoni e la fenice), e la sesta di quelle che si possono trovare all'aperto di notte (come le banshee, il gargoyle, il phooka, i fuochi fatui).
Per ogni creatura vi sono uno o più illustrazioni affiancate da una descrizione delle sue proprietà, delle sue caratteristiche e delle sue abitudini. Le illustrazioni e i testi, inoltre, sono accompagnati da delle note aggiuntive di Arthur Spiderwick che aggiungono informazioni, commenti, esperienze e riflessioni dell'autore.
Alla fine del volume è poi presente una nota di Arthur Spiderwick, datata 1935, nel quale quest'ultimo spiega come un'altra casa editrice abbia rifiutato di pubblicare la sua opera. L'autore ha intanto deciso di nascondere il libro prima di incontrarsi con gli elfi (e prima di scomparire, come riporta una scritta di Holly Black, posta sotto la nota del signor Spiderwick).

Sopra: In questo libro ad ogni creatura sono state dedicate alcune illustrazioni e una descrizione, come si può vedere nelle pagine qui sopra (che spiegano l'Erba dello smarrimento), in cui a sinistra compare l'illustrazione della creatura e a destra la relativa descrizione, con tanto di schizzi e note aggiuntive.

Le illustrazioni che accompagnano i testi del libro sono state realizzate per sembrare dei disegni e dei bozzetti naturalistico-zoologici, creati per mostrare al lettore le creature di cui l'autore sta trattando. Sotto questi disegni, infatti, sono stati riportati il nome comune della creatura e quello latino e, inoltre, anche la diminuzione in scala dell'immagine rispetto alle sue dimensioni reali (ad esempio il pixie dei prati è stato ridotto a un quarto delle sue dimensioni reali, mentre l'erba dello smarrimento è stata riportata delle sue dimensioni reali). Ogni illustrazione, inoltre, come ho detto poco sopra,  è accompagnata anche da note a lato scritte da Arthur Spiderwick.
Il volume è inoltre dotato anche di doppie pagine che si possono aprire.

  
Sopra: Le illustrazioni realizzate da DiTerlizzi servono per mostrare al lettore ciò di cui l'autore sta parlando, per questo sono alquanto dettagliate e riescono a donare alle creature un aspetto alquanto realistico. Sotto ogni disegno, inoltre, sotto al nome della creatura sono state riportate le dimensioni in scala del ritratto rispetto a quelle reali della stessa. Ad esempio, nelle immagini qui sopra, l'elfa dei boschi è stata ridotta a un sesto delle sue dimensioni reali, mentre l'unicorno a un dodicesimo. Sempre dalle immagini qui sopra si possono vedere anche le annotazioni e le note riportate accanto ai disegni dall'autore del volume.

Sopra: Alcune pagine del volume presentano delle doppie pagine, come nel caso di questa che ho riportato qui sopra, in cui l'autore ci fa vedere alcune delle molteplici specie di spiritelli esistenti.

I disegni presenti all'interno dell'opera, realizzati da Tony DiTerlizzi (che, stando a una nota alla fine del volume, sarebbero stati ricreati da DiTerlizzi a partire dalle tavole abbozzate di Arthur Spiderwick) sono alquanto dettagliati e riescono a conferire alle varie creature rappresentate un aspetto realistico, come si addice alle illustrazioni di un'opera che dovrebbe essere scientifico-divulgativa.
Alcuni di queste illustrazioni, poi, sono a colori, mentre altre appaiono solo come dei bozzetti in bianco e nero, per dare maggiormente l'impressione che si tratti di un manoscritto.

Sopra: In questo volume, come si può vedere da questa foto, alcune illustrazioni sono a colori (nella pagina a sinistra della fotto), mentre altre appaiono solo come dei bozzetti in bianco e nero (nella pagina a destra della foto).

"Il libro dei segreti. Guida al mondo delle creature fantastiche" di Arthur Spiderwick è un volume bello e curato, che potrà essere apprezzato non solo dagli amanti della serie principale o da chi l'ha letta, ma da tutti coloro a cui piace leggere notizie riguardanti creature fantastiche o folcloristiche, di cui il libro offre un'ampia panoramica. Molte delle informazioni su cui il volume è stato basato, infatti, derivano proprio da elementi folcloristici.
L'idea che comunque il volume si basi sull'opera di un autore che si vuol far credere realmente esistito (o che forse lo è realmente stato, chissà) è comunque sempre carina ed avvincente (come dimostra il successo della serie delle Ologie, ad esempio, con cui questo libro condivide l'idea di base), specialmente poiché quest'opera è uno spin-off di una serie di romanzi (da cui è anche stato tratto anche un film: "Spiderwick-le cronache" del 2008) che il pubblico ha già avuto modo di conoscere.

L'opera è stata edita nel 2005  dalla Simon & Schuster Book for Youg Readers, che fa parte della Simon & Schuster Children's Publishing Division, col titolo "Arthur Spiderwick's field guide to the fantastical world around you". Il volume è stato pubblicato in italiano nel 2006 dalla Arnoldo Mondadori Editore; ha 140 pagine, la copertina rigida dotata di una sovracopertina, misura 29,5 cm d'altezza e 21,2 cm di lunghezza e costa 16 euro.

P.S. Vi sono anche ulteriori materiali legati alla serie delle cronache di Spiderwick, tuttavia, per rimanere sempre in tema di libri illustrati, quello più interessante è un albo illustrato che si intitola: "Come allevare fate e folletti. Tutti i segreti degli spiritelli". Questo sarebbe una specie di compendio del volume de "Il libro dei segreti", in cui viene trattata in modo approfondito una particolare tipologia di creature fantastiche: gli spiritelli appunto, dedicando loro questo piccolo manuale. Tale opera è stata pubblicata dalla Simon & Schuster Book for Youg Readers nel 2006 col titolo "Care and feeling sprites", ed è stata edita in italiano dalla Mondadori nel 2007. Se volete sapere di più su questo libro potete dare un'occhiata alla mia recensione qui.

Sopra: La copertina di un altro libro illustrato che fa parte della serie delle cronache di Spiderwick. Tale volume è interamente dedicato agli spiritelli.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 6 marzo 2017

A est del sole e a ovest della luna di Kay Nielsen (a cura di Noel Daniel)

"A est del sole e a ovest della luna" è una raccolta di fiabe scandinave, a cura di Noel Daniel, illustrate da Kay Nielsen, artista danese nato nel 1889 e morto nel 1957. Il titolo di quest'opera deriva da quello di una delle fiabe più conosciute illustrate da Nielsen, ovviamente compresa in questa raccolta.

  
Sopra: L'opera, di cui a destra si vede la copertina, è contenuto all'interno di una sorta di contenitore di cartoncino (di cui si vede un lato nell'immagine a sinistra) dal quale può essere sfilato dai lati.

Questo libro illustrato si apre con una prefazione di Noel Daniel sulle origini delle fiabe norvegesi, di cui gran parte contenute in questa raccolta. In particolare, la maggior parte dei racconti presenti in quest'opera proviene da una raccolta di sessanta fiabe creata nel 1851-1852 dai folkloristi norvegesi Peter Christen Asbørnsen e Jørgen Engebretsen Moe. Nel 1914 la casa editrice londinese Hodder & Stoughton decise di pubblicare una nuova edizione illustrata di queste fiabe (che sarebbe stata pubblicata col titolo "A est del sole e a ovest della luna"), aggiungendovi un'altra fiaba danese da poco tradotta ("Il principe serpente"), affidandone l'illustrazione a Kay Nielsen. "A est del sole e a ovest della luna" venne acclamato come un capolavoro fin dalla sua nascita, diventando, come scritto nella prefazione, "La stella polare dell'illustrazione per ragazzi del primo Novecento", consacrando Nielsen come uno dei grandi artisti dell'epoca d'oro dell'illustrazione editoriale.
Dopo la prefazione vi è un capitolo, scritto d Kendra Daniel, dedicato a spiegare la vita e le opere di Kay Nielsen e in cui si parla dell'ascesa di questo artista, della sua vita, dei suoi lavori, del suo stile, delle sue influenze artistiche.
Dopo il capitolo dedicato a Nielsen ve ne è un altro intitolato "I libri come arte: l'epoca dei grandi illustratori" scritto da Colin White, in cui viene spiegato come negli anni che precedettero la prima guerra mondiale gli editori britannici si imposero come principali produttori di libri splendidamente rilegati e meravigliosamente illustrati (tra cui rientra anche la raccolta di "A est del sole e a ovest della una" della casa editrice Hodder & Stoughton), in cui testo e illustrazione assumevano pari importanza.
Dopo questo capitolo comincia quello in cui sono state raccolte le fiabe, che comprende: "A est del sole e a ovest della luna", "Il nastro azzurro", "Il principe serpente", "La vergine Maria come madrina", "L'uomo che voleva fare le faccende di casa", "Il ragazzo che andò dal vento del nord a chiedergli indietro la farina", "Le tre principesse di Biancaterra", "Il castello di Soria Moria", "Il gigante senza cuore", "La principessa sulla collina di vetro", "Il figlio della vedova", "I tre caproni mangioni", "Le tre principesse nella montagna azzurra", "La gatta sulle montagne di Dovre", "I propri figli sono sempre i più belli".
Ogni fiaba è preceduta dal titolo, scritto in grande su una facciata, sotto al quale è presente un breve riassunto della storia stessa.

Sopra: Ogni fiaba, in questo caso quella di "A est del sole e a ovest della luna", è preceduta dal titolo, scritto a grandi lettere dorate su una pagina, e da un riassunto della fiaba stessa, posto al di sotto del titolo.

Questa raccolta presenta 51 illustrazioni di Nielsen, di cui 25 a colori. Alcune immagini non sono state solamente riprodotte, ma anche ingrandite per consentire ai lettori di osservare da vicino il lavoro di questo artista, per far ciò, come spiegato in una nota del curatore "E' stato necessario ottenere immagini ad altissima risoluzione dei dodici acquerelli originali sopravvissuti".
Le illustrazioni di questo artista presentano uno stile raffinato ed elegante, ricco di elementi decorativi dettagliati e di colori forti e decisi (ma, all'occorrenza, anche tenui e delicati), influenzato inizialmente dalla propria esperienza teatrale, dallo stile Libery e dal movimento dell'Art déco e, in seguito, dalle xilografie giapponesi. Le figure di Nielsen, le quali si stagliano su uno sfondo prospettico appiattito, appaiono allungate, con un fisico longilineo e lineamenti delicati (quasi effeminati), il che infonde ai suoi disegni un tocco surreale.

Sopra: L'ingrandimento dell'illustrazione di Nielsen della fiaba de "Il figlio della vedova", nel quale l'osservatore potrà apprezzare al meglio i particolari di questo dettaglio dell'illustrazione, come, ad esempio, quelli dell'abbigliamento del giovane a cavallo.

  

Sopra: In queste immagini, tutte illustrazioni di Nielsen presenti in quest'opera, è possibile osservare la ricchezza di dettagli di questi disegni (come ad esempio gli abiti dell'immagine in alto a sinistra, o la lavorazione delle vetrate in quella in alto a destra, o del paesaggio dell'immagine più in basso), elemento tipico dello stile raffinato ed elegante dell'artista; da notare anche i personaggi alti, dal fisico longilineo e dai tratti delicati. Nielsen, inoltre, utilizza per i suoi lavori dei colori forti e decisi, tuttavia l'artista solitamente adotta un contrasto tra una zona nera o densamente colorata e una più ampia e meno carica. Nell'illustrazione in alto a destra de "Il gigante senza cuore", ad esempio, Nielsen sfrutta uno sfondo nero per valorizzare e mettere in risalto gli elementi colorati della figura.

Questa raccolta di fiabe illustrate è un'opera molto pregevole ed estremamente curata, che ripresenta al pubblico alcune fiabe norvegesi (alcune ancora oggi piuttosto conosciute, mentre altre probabilmente quasi dimenticate) in una nuova ed elegante veste grafica, e i lavori di Kay Nielsen, uno dei grandi artisti del secolo d'oro dell'illustrazione, mostrandoci le sue opere con un'ottima resa e un'altissima qualità.
Uno splendido volume che gli amanti delle belle illustrazioni o delle fiabe non potranno non amare ed apprezzare in ogni dettaglio.

Quest'opera è stata pubblicata in originale dalla TASCHEN  nel 2015 con titolo "East of the sun, west of the moon" ed è stata edita in italiano nel 2016 dalla TASCHEN col titolo "A est del sole e a ovest della luna". L'opera ha 168 pagine, la copertina rigida, e misura 29,5 cm d'altezza e 23,8 cm di lunghezza e costa 29,99 euro. 

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.