"Celeste Cenerentola" è un albo illustrato scritto da Annamaria Gozzi e con le illustrato da Clarissa Corradin, per una storia che rivisita la fiaba di "Cenerentola" di Perrault.
La mia copia non è quella che si trova normalmente in libreria, ma si tratta di un'edizione edita dalla Centauria che viene rilasciata in edicola ogni settimana per la collana "Lilliput", la quale è una "collana di libri illustrati vincitrice del Premio Andersen - narrativa per l’infanzia. Avvincenti storie, impreziosite dai disegni dei maggiori illustratori italiani, per crescere e sognare.
Natura, amicizia, famiglia, altruismo, scuola, diversità...Tante divertenti prime letture per i bambini di oggi, con testi in STAMPATELLO MAIUSCOLO facili da leggere!"
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Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione che si trova in commercio nelle librerie, mentre a destra quella che ho io, pubblicata in edicola nella collana Lilliput. In entrambe vediamo la protagonista in equilibrio su un filo del bucato mentre ha le mani occupate dalle faccende domestiche.
Celeste vive in una casa di una grande città assieme a una matrigna e due sorellastre che, proprio come nella fiaba di Perrault, la trattano come una serva disprezzata…
"C'era un tempo, in una grande città...
... una lunga fila di case e in una di queste abitava Celeste. Con lei vivevano due sorellastre, la Besiosa e la Sgustosa, che la tormentavano continuamente e la consideravano meno di niente.
Per non parlare poi della matrigna che la comandava come una serva. [...]
Celeste scende alla lavanderia di Mamma Liù, infila le lenzuola in una grossa lavatrice e aspetta.
Mamma Liù viene dalla Cina e il suo ferro da stiro sbuffa nuvole di vapore azzurrino.
Mamma Liù ha girato il mondo in lungo e in largo, conosce i colori dei cieli di ogni città. celeste gioca con lei a indovinarli."
Mamma Liù comunque a quanto pare possiede l'invito per un ballo a
palazzo, invito di cui si impossessano le sorellastre, che decidono di recarsi al ballo, non prima di essersi fatte vestire e acconciare da Celeste.
Celeste vorrebbe recarsi anche lei al ballo ma non ha proprio niente da
indossare. Finché Mama Liù non fa apparire un vestito di seta blu che la ragazza dovrà riportarle prima che ella chiuda la lavanderia, cioè prima di mezzanotte.
Celeste si può quindi recare al ballo, dove conosce un funambolo, ma prima di poterci parlare scocca la mezzanotte e lei deve scappare, e nella fretta perde una scarpina.
La scarpa viene trovata dal funambolo che è deciso a ritrovarne la proprietaria…
Sopra: Una pagina che mostra Celeste mentre porta la biancheria di matrigna e sorellastre (che si possono vedere nella parte in basso) in lavanderia.
La storia è corredata dalle illustrazioni a doppia pagina di Clarissa Corradin, che possiede uno stile unico e delicato, quasi sognante, perfetto per questa fiaba dove la protagonista sogna la libertà.
Attraverso il suo tocco leggero e delicato l'artista riesce infatti a creare delle atmosfere incantate e sognanti, nonostante la fiaba sia ambientata non un mondo fiabesco ma in una moderna città.
I personaggi a volte possono avere una spetto esagerato, come nel caso della matrigna, una donna di mezza età un po' tracagnotta e dalle acconciature sempre molto alte, oppure le sorellastre, di cui una è molto in carne mentre l'altra è molto magra e con un grosso nasone appuntito. La fata matrina, la vecchia mama Liù invece ha un aspetto da dolce vecchina un po' rattrappita ma simpatica, con gli occhi chiusi e le guance cadenti. Gli unici personaggi in effetti con un aspetto piacevole, equilibrato e ben proporzionato sono Celeste e il funambolo.
L'artista poi utilizza molto dei colori pastello, chiari, delicati e morbidi, che aggiungono un tocco di innocenza alle sue illustrazioni. Solitamente inoltre gli sfondi delle pagine vengono lasciati bianchi, e solo raramente vengono aggiunti degli sfondi, come accade nella scena della fuga di Celeste dal ballo, in cui vediamo una foresta però appena accennata, con giusto qualche accenno di alberi verde scuro sullo sfondo verde-azzurro; oppure con le case della città che si vedono sullo sfondo mentre la famiglia cammina per le strade.
Sopra: Alcune delle pagine illustrate da Clarissa Corradin, in cui possiamo vedere Celeste e le sue sorelle. Da notare i colori delicati e lo stile delicato e sognante.
"Celeste Cenerentola" di Annamaria Gozzi è una rivisitazione della classica fiaba di "Cenerentola" di Perrault piuttosto carina e semplice.
la protagonista della vicenda è appunto la classica Cenerentola, cioè una fanciulla giovane che vive assieme alla matrigna e alle figlie di quest'ultima e che viene maltrattata e tratta come una serva. Nella rivisitazione della Gozzi non ci viene spiegato tuttavia come si è arrivati a questa situazione, per cui possiamo solo immaginarci che, come nella fiaba originale, il padre abbia sposato la seconda moglie e sia poi morto.
Al posto della fata madrina qui troviamo un'anziana signora cinese che possiede una lavanderia che si trova vicino alla casa di Celeste e dove lei si reca per lavare i vestiti delle sorellastre e della matrigna. Sarà lei a crearle un vestito di seta blu e delle babbucce argentate con cui potrà recarsi al ballo. Ballo dove però non trova un principe ma un funambolo. Anche qui la storia del funambolo è un po' confusa in quanto non si sa da dove sia spuntato: forse lo hanno invitato i reali per dare spettacolo alla festa, oppure potrebbe essere lo stesso principe che ama cimentarsi in tale pratica.
Sta di fatto che quando ritrova la babbuccia di Celeste decide di trovarne la proprietaria e in qualche modo (anche qui non viene specificato come, in quanto non si parla di un qualche editto o di una ricerca ufficiale da parte di qualcuno) riesce a trovarne la proprietaria. Egli a quanto pare si presenta alla protagonista camminando su un filo teso attaccato alla sua finestra e a quella della lavanderia, con la scarpa in una mano. E Celeste decide di seguirlo sulla fune, ignorando gli strilli delle familiari, andando a vivere felice e contenta assieme al suo innamorato.
Una fiaba carina, sebbene credo che alcuni elementi per i miei gusti rimangano un po' troppo nebulosi e lasciati all'immaginazione del lettore, tra cui la questione del principe funambolo (chi è? da dove spunta? alla fine si lascia intendere che egli può essere veramente il principe, ma perchè egli fa il funambolo e si veste come una persona normale?). E va bene che si tratta di una fiaba, ma questa non è una fiaba popolare (dove i buchi di trama possono essere dovuti a secoli di oralità alle spalle), ma una fiaba rivisitata, la quale è più lacunosa perfino rispetto all'originale.
Carino comunque il riferimento al cielo come evidente simbolo di libertà, quella libertà a cui Celeste aspira, fuori dalle mura di casa dove viene comandata da matrigna e sorellastre. Molto carine e graziose anche le illustrazioni di Clarissa Corradin, dai colori delicati e dai tratti morbidi e accattivanti.
Un albo illustrato consigliato a partire dai 4 anni, oppure dai 6 per la lettura autonoma, dato che i testi sono scritti in stampatello maiuscolo, per un libro pensato appositamente per i primi lettori.
Questo volume è stato pubblicato nel 2018 dalla ELI - La Spiga e nel 2021 dalla Gallucci - La Spiga. L'edizione che ho io però è quella uscita nel 2025 in edicola per la Centauria Editore su licenza Gallucci. L'opera ha una copertina rigida, ha 40 pagine,
misura 26,6 cm d'altezza e 18,5 cm di lunghezza e costa 7,99 euro.
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