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mercoledì 13 novembre 2024

Nella buccia dell'astuccio di Chiara Carminati (due edizioni a confronto)

"Nella buccia dell'astuccio" di Chiara Carminati è una raccolta di filastrocche, di cui attualmente esistono due diverse edizioni, che seguono le lettere dell'alfabeto e a ciascuna dedicano una parola scolastica.
 
 
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione del 2005, mentre a destra quella più recente del 2017, dove i testi sono rimasti gli stessi ma hanno cambiato le illustrazioni.

Filastrocche tutte in fila, dalla A fino alla Zeta, per scoprire con le rime le parole della scuola.
Parole in rima che faranno conoscere ai piccoli (ma un po' anche ai grandi!) un modo diverso per imparare a leggere e scrivere l'alfabeto. Una cosa carina è che se a ogni filastrocca si toglie l'ultima parola, si trasforma detto fatto in un vero indovinello.
Le filastrocche sono tutte piuttosto brevi, di 6 o 7 sillabe, e sono tutte carine e molto orecchiabili anche grazie alle rime, sempre presenti in ogni poesia, di solito con rime alternate (AB AB) o baciate (AA BB).
Sono tutte poesie che parlano di parole legate alla scuola, come ad esempio il materiale scolastico (penne, astucci, quaderni, diari, ecc...), ma anche gesti o comportamenti da tenere a scuola.
 
 A
Le matite sull'attenti
il righello troppo lungo
pennarelli sfavillanti
quattro penne, un po' di pongo
e la gomma in un cantuccio:
tutti stanno bene a cuccia
nella buccia dell'ASTUCCIO.
 
 E
Qui ci va la c o la q?
Non te lo ricordi più!
Là ci andrà o no la doppia?
Hai la testa che ti scoppia!
Scrivi, leggi e poi rileggi
se li trovi, li correggi
ci stai su per delle ore
ma... scapa sempre qualche ERRORE!

I
Guai davvero a chi lo tocca!
Non appena scappa fuori
prende dita, mani e bocca
mangia immagini e colori
si ingrandisce a macchia d'olio
ti divora il bianco foglio...
Ma cos'è, un orrendo mostro?
Ma no, è un gocciolo di INCHIOSTRO!
 
 
 Sopra: Le prime pagine, dove vediamo la poesia dedicata alla lettera A di "Astuccio".
 
L'edizione del 2005 è accompagnata dai disegni di Chiara Bordoni i quali ritraggono sempre la lettera di cui si parla nella filastrocca, solitamente umanizzandola aggiungendole occhi, maso e bocca, in modo da conferirle delle espressioni facciali. La lettera, disegnata bella grande nella pagina accanto alla poesia o sopra quest'ultima, è solitamente accompagnata da qualche altro elemento che sempre a che fare con i testi. Ad esempio per la lettera P di "penna" vediamo appunto la lettera P innamorata di una penna (anche lei dotata di faccia); per la lettera L di "libro" vediamo una L verde tenere un libro aperto, in compagnia di un bambino con una maschera da sub; per D di "diario" vediamo la D vestita da pirata assieme ad un bambino, anch'egli vestito da pirata, mentre aprono un forziere che contiene un tesoro e un diario, ecc...
I disegni, dall'aspetto semplice. non presentano sfondi, ma le lettere e i personaggi, così come gli altri elementi dell'immagine, sono tutti molto colorati, con tinte intense, accese e brillanti.
 
 

 
 
 Sopra: I disegni della Bordoni ritraggono sempre la lettera di cui si parla nella filastrocca, solitamente umanizzandola aggiungendole occhi, maso e bocca, in modo da conferirle delle espressioni facciali, come potete vedere in queste pagine.
 
Nell'edizione del 2017 invece le poesie sono illustrate da Pemberley Pond, il quale ha uno stile comunque piuttosto semplice, ma le sue immagini risultano più ricche di dettagli. Pond infatti ritrae quasi sempre anche gli sfondi in cui si ambienta una scena, anche se, come la Bordoni, anche questo artista decide di accompagnare ogni filastrocca con l'immagine di una lettera gigante assieme ad un bambino o bambina e all'oggetto di cui si parla nei testi.
Per la lettera B di "banco" quindi vediamo un bambino che saluta la lettera B seduta su una sedia davanti ad un banco; per la lettera L vediamo una bambina che tiene in mano un libro mentre è in piedi sopra alla lettera L; per la lettera R di ritardo vediamo un bambino correre vicino alla lettera R, mentre semina dietro di sé vari oggetti...
I bambini sono disegnati in modo carino e semplice, con una grande testa tonda, due occhi tondi e distanziati, un piccolo naso e le guance rosse. Le lettere invece non presentano facce o espressioni, vengono semplicemente colorate con differenti colori.
Le tinte utilizzate dall'artista sono accese e brillanti, solitamente anche piuttosto intense, ma a volte per gli sfondi risultano un po' più delicate.
 


Sopra: Alcune pagine con delle poesie illustrate da Pemberley Pond, anche questo artista decide di accompagnare ogni filastrocca con l'immagine di una lettera gigante (priva però di viso) assieme ad un bambino o bambina e all'oggetto di cui si parla nei testi.
 
"Nella buccia dell'astuccio" di Chiara Carminati è una raccolta di poesie che seguono l'ordine alfabetico carina, dove ogni parola che inizia con una determinata lettera è collegata all'ambiente scolastico: A di Astuccio, B di Banco, C di Campanella, D di Diario, E di Errore, F di Frase, G di Gesso, H di acca, I di Inchiostro, L di Libro, M di Mappamondo, N di Nome, O di Ora, P di Penna, Q di quaderno, R di Ritardo, S di Scuolabus, T di Temperamatite, U di Uguale, V di Vacanza e Z di Zainetto.
Una raccolta carina che si può leggere a bambini a partire dai 3/4 anni, anche se forse è più adatta ad essere proposta tra le prime letture autonome a bambini di 6/7 anni visto che i testi, almeno nella nuova edizione, sono scritti in maiuscolo. Per proporla a bambini più piccoli sarebbe opportuno che questi abbiano iniziato a frequentare almeno la scuola dell'infanzia per poter conoscere (almeno in parte) gli oggetti a cui i testi fanno riferimento come: banchi, zaino, astuccio, penne, scuolabus, libro, quaderno, ...
La raccolta si compone tutta di poesie brevi e orecchiabili, accompagnate da delle illustrazioni colorate, simpatiche e allegre, che possono aiutare i piccoli lettori a interpretare i testi o a capire di cosa potrebbero parlare.
Un libretto carino che potrebbe essere usato anche dalle maestre per accompagnare i bambini di prima nella presentazione di ogni lettera dell'alfabeto in modo un po' giocoso.
 
Il volume è stato edito nel 2005 dalla ‎ Mondadori Editore, ha 45 pagine, una copertina flessibile, misura 18,5 cm d'altezza e 13,5 cm di lunghezza e costa 6 euro. Nel 2017 è stata edita una nuova edizione con 48 pagine, che misura 21 cm d'altezza e 18,5 cm di lunghezza e costa 9 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo

mercoledì 6 novembre 2024

L'alfabeto dei sentimenti di Janna Carioli e Sonia M.L. Possentini

"L'alfabeto dei sentimenti" di Janna Carioli è una raccolta di poesie, illustrate da Sonia Maria Luce Possentini, ognuna delle quali narra un sentimento seguendo l'ordine alfabetico.
 

Sopra: La copertina della prima edizione aveva un formato alto e allungato e mostra una bambina con le treccine, di spalle, che tende le braccia verso il titolo.

Questa è una raccolta di poesie che seguono l'ordine dell'alfabeto in cui ad ogni lettera è associato un sentimento. Abbiamo quindi A di amore, B di batticuore, C di curiosità, D di dolore, E di Egoismo, F di Fretta, G di gelosia, l'importanza dell'H, I di identità, L di libertà, M di memoria, N di nostalgia, O di odio, P di paura, Q di quiete, R di rabbia, S di solitudine, T di tristezza, U di uguaglianza, V di vigliaccheria, Z di zitto.
Nei versi di Janna Carioli la vita di ogni giorno e la relazione con l'altro scandiscono il ritmo delle emozioni. Le parole fluiscono in una poesia che sa decifrare, ma anche custodire le sfumature proprie dei sentimenti.
Le poesie sono molto graziose e possono essere una carta in tavola per imparare a parlare di sé, perché scoprirsi significa crescere.Sono composte solitamente da versi brevi e incisivi che le rime (di solito rime alternate, ma non mancano talvolta anche quelle baciate) rendono musicali.

AMORE
Io e te ci somigliamo.
Siamo nati da un seme
io bimbo, tu albero
siamo cresciuti insieme.
Adesso sei più alto
e guardi il mondo in giro
mi siedo alla tua ombra
respiro il tuo respiro.
Lo dico sottovoce
 e so che tu mi senti
noi siamo più che amici
io e te siamo parenti.

BATTICUORE
Ho trovato il coraggio
di mandarti un biglietto,
non sapevo se farlo
alla fine l'ho fatto.
"Mi piacciono i tuoi occhi
che accendono il viso.
Con l'apparecchio ai denti
ti brilla anche il sorriso.
Del resto, anch'io ce l'ho
è un segno del destino
faremo le scintille
scambiandoci un bacino.

Allora, mi rispondi?
Senti questo rumore?
Non è il treno che passa,
è solo il batticuore!"
 
EGOISMO
 Ma quante felpe vuoi
se hai solo due braccia?
E quanti specchi vuoi
se hai solo una faccia?
Ti tieni tutto stretto
non presti mai un gioco
quello che ti regalano
ti sembra sempre poco.
Se ti dessero in mano
il mondo come un frutto
invece di dividerlo
lo mangeresti tutto!


 
 Sopra: L'illustrazione che accompagna la poesia dedicata alla lettera A di "Amore", nello specifico amore verso un albero, infatti nell'immagine compare un bambino assieme ad un albero di cachi.
 
Ogni poesia è accompagnata dalle illustrazioni di Sonia M.L. Possentini che, attraverso l'intensità delle espressioni e dei gesti, la scelta attenta dei colori, delle luci e delle ombre, rende quasi palpabile ciò che le parole raccontano.
Lo stile della Possentini è particolare e immediatamente riconoscibile, con figure dall'aspetto molto realistico, tanto da non sembrare neppure un disegno a volte, di cui colpisce l'espressività dei volti dei bambini.
I disegni rappresentano quanto espresso dalle poesie, ma non lo fanno in modo pedissequo, alla lettera, ma secondo un'interpretazione dell'artista, la quale per ogni poesia ritrae sempre almeno un bambino (forse per fare in modo che i lettori vi si riconoscano) e poi altri elementi soprattutto naturali come alberi, fiori, rami, frutti, animali, ecc..
Ad esempio nella poesia "Batticuore" vediamo in lontananza due bambini che si tengono per mano in mezzo a un acampo rosso di papaveri; in quella di "Egoismo" vediamo una bimba bionda che stringe tra le mani, con aria contrita, una mela ; in "Vigliaccheria" c'è una bambina con un vestito rosso accanto a una pianta carnivora e a uno struzzo,...
Le associazioni che l'artista sceglie non sono mai casuali, ma neppure esplicite o scontate, così come la scelta dei colori, tenendo comunque presente che la Possentini predilige le tinte delicate, soprattutto per quanto riguarda la pelle dei bambini, che è sempre di un rosa pallidissimo, anche se alcuni elementi sono caricati con tinte forti e accese. Le tinte più delicate si mantengono per sentimenti delicati, quali la Memoria, la Nostalgia, la Solitudine, la Quiete, la Tristezza, ecc...
Nell'amore vediamo invece un albero carico di cachi arancioni, in "Batticuore" invece c'è un bel campo di papaveri rossi, in "Egoismo" spiccano subito le mele rosso fuoco, così come sono rosse le foglie e il cappotto della bambini in "Libertà", ...
All'artista paice giocare con il contrasto bianco più colore intenso, soprattutto il rosso, ma anche con il verde, che compare in "Rabbia", "Quiete e "Zitto".
 
 
 


 Sopra: Alcune pagine che mostrano delle illustrazioni della Possentini, di cui quella in alto è per la poesia "Batticuore"; quella al centro a destra per la poesia "Egoismo", quella destra per quella "Gelosia", sempre al centro vi sono le pagine della poesia "Vigliaccheria" e infine in basso il disegno della "Paura".
 
"L'alfabeto dei sentimenti" di Janna Carioli è un bell'abecedario dove ogni lettera corrisponde a un sentimento su cui l'autrice ha scritto una poesia. Si parla ad esempio di amore per un albero, di batticuore per una compagna di classe, di uguaglianza gli uni verso gli altri nonostante il colore della pelle e le differenze linguistiche, del desiderio di piangere anche senza motivo, dell'essere sempre di fretta fino a ritrovarsi stanchi morti, di tutte le disgrazie che vorresti capitassero a qualcuno perchè sei arrabbiato con lui...
Di libri sui sentimenti ce ne sono tanti, soprattutto rivolti ai più piccoli, ma questo è una piccola perla che può piacere a piccoli e grandi, anche grazie alle illustrazioni raffinate e delicate della Possentini. Un libro adatto a partire già dai 3/4 anni, ma che non smetterà di affascinare il lettore molto presto, grazie alle sue poesie musicali,  brevi, incisive e mai banali, che ci regalano qui un alfabeto da leggere, guardare, ma soprattutto da "sentire"... per i piccoli che iniziano a scrivere la propria storia e a imparare a riconoscere le proprie emozioni, alcune piuttosto basiche come la rabbia, la tristezza, la gioia, l'odio, mentre altre più difficili da identificare, come la quiete, la gelosia, l'egoismo, ecc... 
Possono farlo grazie a vivide metafore e alla palpabilità e concretezza di alcuni esempi che esprimono i sentimenti in azioni tipo: "Odio le felpe senza cappuccio / Odio chi mi scarabocchia l'astuccio ...", o per descrivere la paura "Le farfalle nella pancia, / gambe molli, batticuore / un tamburo dentro il petto / che fa un sacco di rumore ...", oppure sulla gelosia "Hai preso la mia mamma / e un pezzo della stanza. Fratello, te lo dico / di te ne ho già abbastanza!", o il dolore per la morte del proprio cane, ...
Per la Z l'autrice ha utilizzato la parola "Zitto", per parlare di quel sentimento che non viene espresso, che rimane, appunto, zitto, silente dentro ciascuno, aspettando di venire fuori 
Un libro per conoscere e sperimentare tante emozioni, una per ogni lettera dell'alfabeto, visto che non è male neppure conoscere quello, in modo delicato e allo stesso tempo profondo e potente, che si presta a essere letto e percepito in modo diverso a diverse età.
 
Quest'opera è stata pubblicata nel 2013 dalla Fatatrac, ha 56 pagine, la copertina rigida e misura 34,5 cm d'altezza e 17,8 cm di lunghezza e costa 18,90 euro. Esiste poi un'altra edizione del 2021, con 48 pagine, con un diverso formato, che costa 6,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 23 ottobre 2024

Ridi Ridì di Roberto Piumini

"Ridi Ridì" di Roberto Piumini è una raccolta di filastrocche in cui l'autore si muove con disinvoltura e sapienza tra i suoni della lingua italiana, per aiutare i bambini a imparare, divertendosi, tante parole difficili. Il tutto è arricchito dalle divertenti illustrazioni di AntonGionata Ferrari.
 
 
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione del 2023, sui toni del bianco e del nero, e a destra quella del 1997, più colorata, in cui venivano usati i tre colori primari.
 
Questa è una raccolta  in cui Piumini ha inserito poesie e rime che trattano in modo giocoso e divertente le difficoltà ortografiche quali: le doppie, gli accenti, l'uso dell'H, le sillabe con GA/GO/GU/GI/GE o GHI/GHE, GL, CI/CE o CHI/CHE, la GN, la Q, la CQU, ecc... 
Le poesie sono molto belline e musicali, e spesso seguono uno schema di rime baciate (AA BB), anche sedi norma, giocando appunto con i suoni difficili della lingua italiana, come regola ciascuna filastrocca presenta al suo interno un gran numero di allitterazioni (ripetizioni di sillabe acusticamente uguali o simili) . 
Come in queste poesie, in cui sono ripetuti i suoni: GE/GHE, CE/CI/CA/CO, GN.
 
Al geniale Genovese
Al geniale Genovese,
dopo lunghe lunghe attese
la Regina generosa
diede tre navi leggere, 
e con vele senza pieghe
da un porto lui salpò.
Con la sua gente fedele,
dopo gelide nottate,
dopo molte e vaghe beghe,
poche paghe, molte piaghe,
dopo lunghe e lunghe leghe,
il geniale Genovese
in America arrivò.
 
In cucina ci son ceci 
In cucina ci son ceci,
nocciolini di ciliegi,
e ci sono caci e cicce,
e ci son cicorie ricce,
ci son capperi e carote,
cose semplici e farcite,
cavolini e cozze cotte,
cetriole e costolette,
e ci son noci e cipolle,
cachi, ciccioli, ciambelle:
in cucina cosa c'è?
Cuochi e cibo per e per te!
 
 Un lanoso agnello in campagna
Un lanoso agnello in campagna
si lagnò con l'agnella compagna
perchè in sogno sognò che, in pegno,
lei gli dava un anello di legno.
 
 Sopra: Le pagine dedicate alla poesia "Al geniale genovese" che si riferisce ovviamente a Colombo, sebbene il suo nome non venga mai citato. La poesia è accompagnata da un'illustrazione sulla destra in cui le navi sono delle lettere G.
 
 Le filastrocche sono accompagnate dalle illustrazioni in bianco e nero di AntonGionata Ferrari le quali hanno dei tratti netti e ben definiti, ma anche sbarazzini, che vanno a creare scene semplici e simpatiche, anche se a volte anche piuttosto ricche di dettagli.
L'artista ha rappresentato in modo divertente e giocoso il significato delle filastrocche, tenendo però in considerazione le lettere che nelle poesie vengono ripetuto più volte. Tali lettere sono state quindi inserite dall'artista nei disegni, come se fossero proprio parte di essi.
Ad esempio nella poesia dedicata a Colombo (il "Geniale Genovese") e ai suoni GHE/GE le lettere G sono state usate per essere le caravelle di Colombo; la C sei suoni CA/CO/CU/CI/CE della poesia "In cucina ci son cuochi" è stata usata per completare il cappello del cuoco, oltre che per essere messa dentro le pentole di quest'ultimo; nella poesia "Centoquindici quaglie" vediamo un bambino che cammina sopra una grande Q dalla quale osserva una serie di elementi citati nella filastrocca: squali, querce, quadri, qualche quaglia, ecc...
 



Sopra: L'artista ha rappresentato in modo divertente e giocoso il significato delle filastrocche, tenendo però in considerazione le lettere che nelle poesie vengono ripetute più volte, le quali sono state inserite nei disegni, come se fossero proprio parte di essi.
 
"Ridi Ridì" di Roberto Piumini è una raccolta di poesie che giocano con i suoni difficili o particolari della lingua italiana (come CI/CE, GHI/GHE, CQU, GLI, H, GN,...) davvero molto bellina, anche grazie alla presenza dei disegni di Ferrari, i quali con tratti semplici e decisi rappresentano in modo divertente e giocoso quanto riportato nei testi, assicurandosi di inserire sempre, nelle immagini, anche le lettere di cui la filastrocca tratta. I disegni sono abbastanza semplici, sebbene curati e anche ricchi di dettagli, tanto anche dei bambini potrebbero provare a riprodurli, specialmente se si tratta di ragazzini non più piccolissimi che magari stanno facendo con l'insegnante un ripasso di grammatica, così potrebbero accompagnare la poesia anche con un'immagine fatta da loro..
Nel suo insieme il libretto è molto carino e grazioso, e le filastrocche sono effettivamente simpatiche, a volte anche un po' non sense, in quanto l'autore ha dato la precedenza alle allitterazioni piuttosto che al significato dei testi, andando a creare spesso storie un po' strampalate e simpatiche, come quella dell'agnello che si indigna con la compagna per aver sognato che lei gli regalava un anello di legno; oppure quella dei sogni negli stagni.
Molte di queste poesie le ho usate con i miei alunni di quarta mentre ripassavamo i suoni "difficili", così da legarci anche con la parte di grammatica e riflessione linguistica alla poesia, che ho iniziato a trattare invece con "Testi".
 
Il volume è stato edito nel 1997 dalla Bompiani, nel 2012 dalla Fabbri Editori, nel 2016 dalla Rizzoli, nel 2018 dalla Mondadori ed è poi ristampato nel 2024 dalla BUR Rizzoli
La mia edizione è quella del 2024, la quale ha 64 pagine, una copertina flessibile, e misura 19,2 cm d'altezza e 12,5 cm di lunghezza e costa 11 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 16 ottobre 2024

La grammatica giocando di Leda Luise

"La grammatica giocando" di Leda Luise e con le illustrazioni di Cristina Moretto è un'altra di quelle raccolte di poesie dedicate all'insegnamento dell'italiano alla scuola primaria su cui Luise aveva già pubblicato due libri: "Nel paese dell'ortografia" illustrato da Tiziana Furlan (2000) e "L'ortografia giocando" con le illustrazioni di Cecilia Brianese (2018).
 
 Sopra: Sulla copertina dallo sfondo di un giallo delicato compare in grande, sopra al titolo in arancione, la G di "Grammatica".
 
Questa è una raccolta di poesie e rime che trattano elementi grammaticali quali il nome, gli articoli,l'apostrofo, i verbi, gli aggettivi e i pronomi, le esclamazioni, le preposizioni, le coniugazioni, gli avverbi.
Per quanto riguarda il nome nelle poesie vengono affrontati vari suoi aspetti grammaticali tipo: i nomi collettivi, i nomi astratti, i nomi derivati, le alterazioni. Così come per gli articoli c'è la poesia dedicata a quelli determinativi e a quelli indeterminativi.
Le poesie sono quasi tutte abbastanza lunghe, anche se la loro lunghezza può variare tra i 10 e i 30 versi,  ma risultano sempre molto simpatiche, musicali e orecchiabili, anche perché hanno uno schema di rime baciate (AA BB).
 
 Io sono...
"Son alunno, son scolaro,
son allievo, son studente.
Beh, c'è più di una parola
perchè ora vado a scuola.

Sono figlio, son cugino,
son fratello e nipotino
e domando a chi mi sente:
"Ma di quanti son parente?"

Del negozio son cliente,
del dottore son paziente,
nella squadra giocatore,
in piaccia nuotatore.

Ma non so perchè mi vanto:
sono sempre io soltanto."

Alterazioni
"Se io una donna grande
posso chiamar donnone,
perchè di grande botte
non posso dir bottone?

[...]

Una brutta strega?
La chiamo stregaccia.
Ma di una foca brutta
non dicono focaccia.

E se un piccolo pesce
vien detto pesciolino,
perchè la pulce piccola
non si dice pulcino?"

Per colpa di un apostrofo
"Per colpa di un apostrofo mi son successe cose
a volte solo buffe, altre pericolose.

Di sera ero stanco, volevo andare a letto.
Su un piatto di bilancia mi ritrovai con l'etto

Perciò guardai in alto: brillava in ciel la luna.
Sentii suonare il tocco: avevo scritto l'una.

Vidi allora le stelle; volevo osservar loro.
Si fecero preziose: brillavano come l'oro.

[...]

Chi dice che non serve saper l'ortografia?
Se sbaglio con gli apostrofi è solo colpa mia."

 Sopra: La pagina in cui è riportata la poesia "Per colpa di un apostrofo".
 
Le poesie sono accompagnate dalle illustrazioni Cristina Moretto, le quali sono dipinte con colori acquerellati dalle tinte a volte più intense ed altre volte più delicate. Tra i colori maggiormente usati troviamo l'azzurro, il blu, il giallo, il verde, il marrone, l'arancione, il rosso.
A dire la verità lo stile dei disegni non mi fa impazzire, in quanto sembrano essere stati disegnati a mano da una persona che non sa propriamente disegnare, se non a un livello abbastanza elementare. I singoli elementi dell'immagine  appaiono piuttosto semplici,a che se sembra che l'artista si sia sforzata di arricchire la scena di vari dettagli in modo da farla risultare almeno curata.
 Le immagini rappresentano ciò che viene descritto nelle varie poesie. Ad esempio nella poesia "Io sono..." dove sono elencati i vari ruoli e posizioni sociali che un bambino assume all'interno della società vi sono dei disegni che ritraggono questi ruoli, per cui vediamo il bambino vestito col grembiule e lo zaino in spalla, il bambino dal fornaio, lui calciatore, lui assieme alla mamma, ...; Nella filastrocca "Nello zaino lo scolaro..." vengono descritti vari materiali e oggetti che uno studenti può avere nello zaino , che poi troviamo disegnati tutti intorno al testo (matita, caramelle, un gomitolo di spago); in "Quasi uno scioglilingua" è stato disegnato un bambino marinaio, visto che la prima parola, e successivi derivati, menzionata nella filastrocca è proprio "marinaio"...
 
 
 

 Sopra: Alcune pagine illustrate, le quali hanno disegni dal tratto un po' infantile, dipinti con delicati colori ad acquerello.
 
"La grammatica giocando" di Leda Luise e con le illustrazioni di Cristina Moretto è una raccolta di rime carine che trattano gli elementi della grammatica in modo simpatico e ironico.
Come scritto sul retro di copertina l'autrice "ha grande esperienza come insegnante, esperta nella didattica, nonché autrice di testi scolastici, si diverte a scrivere fiabe, racconti e filastrocche, simpatiche come queste. Riesce a comunicare ai bambini, attraverso il gioco o comunque in modo divertente, l’interesse per ciò che può sembrare noioso."
Come dicevo all'inizio avevo parlato di altri due libri di poesie scritti da questa autrice e anche gli altri due erano incentrati sulla grammatica e l'ortografia. Può essere un modo divertente e simpatico per fare ricordare ai bambini alcune regole grammaticali, specialmente se si fa loro imparare a memoria le filastrocche o una parte di esse.
 
Questo libro è stato pubblicato dalla Miachael edizioni nel 2012; ha 64 pagine, una copertina flessibile, misura 21 cm d'altezza e 15 cm di lunghezza e costa 9,50 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 4 settembre 2023

The Usborne Rhyming Alphabet di Felicity Brooks e Gareth Lucas

"The Usborne Rhyming Alphabet" di Felicity Brooks e Gareth Lucas è un abecedario in rima (sì un altro), stavolta però in inglese e così simpatico che non potevo non parlarvene.
 
 Sopra: Sulla copertina di un vivace sfondo di colore giallo spicca un grande orso blu in sella a una bici rossa, intento a parlare con due topolini.
 
Tutto ha inizio con due topini che vogliono scrivere e illustrare un abecedario: "When two little mice were designing this book, / they invited their friends to pop by for a look. / The friends weren't so happy with what had been done, but had lots of ideas to make it more fun...".
I due topi decidono di chiedere consiglio ai propri amici, i quali però non si mostrano molto d'accordo con le idee proposte dai topi e forniscono a questi ultimi altri suggerimenti di parole da poter scegliere, perchè quelle dei tue autori sono sì carine, ma spesso banali, per cui gli amici (che come i due autori topi sono anche loro tutti animali) finiscono per suggerirgli nomi di animali più esotici e particolari.
Vi sono quindi dei continui dialoghi tra i topi e i lor amici animali, tutti in rima. Solitamente ad ogni lettera è dedicata una facciata, che contiene una poesia di 8 versi divisa in due strofe. Ogni filastrocca si apre con un topo che presenta la lettera e la parola e si chiude con l'altro compare topo che fa qualche commento riguardo alle idee espresse dagli amici tipo: Va bene!, Potremmo considerarlo, Non riesco a decidere, Eccellente...
 
A is for Apple
"Oh no, NOT an apple!"
young Alpaca said.
"My name's got THREE As.
You could use ME instead."
 
"But mine starts with TWO As.
I've ALSO got three,"
old Aardvark announced.
"So, please, could it be me?"
 
oppure
 
D is for Dog
 "That dog is DELIGHTFUL!
I like what you've done!
But don't you think "Dinosaur"
seem much more fun? 
 
"But don't discount
"Dragon", or "Donkey"
or "Deer" We're all
DARING and DASHING. 
We'd do so well there!". 
 
Sopra: Le prime pagine dell'abecedario si aprono ovviamente con le lettere A e B, di cui per la prima vengono suggerite le parole "Alpaca" e Aardvark", mentre per la B "Bear" e "Bee".
 
Le illustrazioni di Gareth Lucas sono fondamentali ai testi, essendo questo libro proprio un albo illustrato, in cui c'è quindi una stretta interazione tra parole e immagini. Siccome la maggior parte dei testi sono in realtà dei dialoghi, le illustrazioni sono indispensabili per far capire ai lettori chi sta parlando e, soprattutto, che animale sta entrando in scena. I disegni sono infatti fondamentali anche per mostrare ai lettori di quali animali si sta parlando, e questa cosa vale sia per i madrelingua che, ovviamente in misura ancora maggiore, per gli stranieri (nel nostro caso italiani). 
Poichè il libro tratta e presenta anche diversi animali piuttosto particolari e poco conosciuti è un bene anche per i lettori madrelingua che essi siano rappresentati, poiché magari, specialmente i più piccoli, non è detto che li conoscano tutti, anche perchè alcuni sono davvero ricercati come: il Vicuna (un parente del lama e dell'alpaca), il tarsius, il narvalo, la rana xenopo o il cane Xolo (il cane nudo messicano, il cui nome completo sarebbe Xoloitzcuintle), o l'Umbrella bird ecc...
Se questo vale per i lettori madrelingua la presenza dei disegni risulta ancora più utile per i lettori non madrelingua, che così avranno la possibilità di riconoscere gli animali che già conoscono in italiano attraverso le immagini, inoltre potranno anche loro imparare il nome di qualche nuova creatura.Per la scuola la cosa si rivelerà ancora più efficace in quanto alcuni nomi di animali saranno già stati acquisiti negli anni precedenti (come quelli degli animali domestici tipo cane e gatto, di quelli della fattoria come asino o capra, e quelli selvatici del bosco o della savana come leone, zebra, cervo, orso ecc..) e questi testi daranno loro l'opportunità di impararne qualcuno di nuovo (alcuni dei nomi più particolari in realtà si dicono uguali, o comunque molto simili, anche in italiano, tipo: xenopo, Xolo, vicuna, tarsius...).
I personaggi sono rappresentati in modo abbastanza realistico ma non troppo, in quanto lo stile dell'artista rimane abbastanza sbarazzino e un po' stilizzato, creando animali che risultano subito molto simpatici (anche grazie ai colori vividi, intensi, accesi e brillanti) ed espressivi, il che è importante in quando nel breve periodo in cui questi parlano lo fanno comunicando sempre qualche emozione: c'è chi si mostra arrabbiato, seccato, annoiato, sorpreso, entusiasta, felice, intrigato, curioso, collaborativo, festaiolo, soddisfatto, fiero...
 


 Sopra: Alcune pagine che trattano le lettere C e D, E e F, T e U che ci mostrano sempre i due topini che introducono la lettera e fanno un commento alla fine, mentre vari animali suggeriscono loro varie alternative alla loro proposta iniziale.
 
"The Usborne Rhyming Alphabet" di Felicity Brooks è un libro illustrato che ho trovato fin da subito molto bello e divertente, in quanto presenta un'idea semplice ma a suo modo geniale e molto efficace, che può piacere sia ai bambini madrelingua inglese (a partire dai 4/5 anni) e a quelli italiani (a partire dagli 8 anni). Per questi ultimi secondo me i testi possono essere proposti in quarta o quinta primaria dall'insegnante per introdurre o ripassare le lettere dell'alfabeto (che sono, assieme allo spelling, programma di terza o quarta) e anche gli animali, ripassandone alcuni di già affrontati ma anche proponendone di nuovi, dai nomi anche un po' particolari e bizzarri.
I testi funzionano molto bene per vari motivi: primo fra tutti le rime, che donano un ritmo accattivante e li rendono molto orecchiabili ed espressivi; poi vi è anche la presenza di alcune allitterazioni, che solitamente vengono pure messe in risalto attraverso una scrittura in maiuscolo (ottime anche per far allenare la pronuncia e l'ascolto); la struttura ciclica, che si ripete regolarmente (topo che presenta la lettera, animali che suggeriscono altro e topo che fa un commento finale), rende i testi di più facile approccio e familiari.
Le illustrazioni di Gareth Lucas sono essenziali per i testi, in quanto servono a mostrare ai lettori l'aspetto dei vari animali e far anche capire loro quale personaggio sta parlando in quel momento. I personaggi sono rappresentati in modo abbastanza realistico ma non troppo, in quanto lo stile dell'artista rimane abbastanza sbarazzino e un po' stilizzato, creando animali che risultano subito molto simpatici (anche grazie ai colori vividi, intensi, accesi e brillanti) ed espressivi, il che è importante in quando nel breve periodo in cui questi parlano lo fanno comunicando sempre qualche emozione.
Un abecedario in rima molto simpatico e divertente, che propone un'idea semplice ma diversa dal solito e molto efficace con i bambini, che può essere loro utile anche per imparare parole nuove (sia per i madrelingua che per gli italiani), alcune anche piuttosto particolari come "Alpaca", "Aarvark" (armadillo), "Deer" (cervo), "Eel" (anguilla), "Flamingo" (fenicottero), "iguana", "Koala", "Kangaroo", "Lemur", "Lama, "Mole" (talpa), "Manatee" (lamantino), "Meercat" (suricato), "Magpies" (gazze), "Moth" (falena), "Moose" (alce), "Narwhal" (narvalo), "Ostric" (struzzo), "Otter" (lontra), "Puffin" (pulcinella di mare), "Pike" (luccio), "Quail" (quaglia), "Quetzal", "Racoon" (procione), "Torsier", "Toad" (rospo), "Umbrella bird", "Vicuna","Wren" (scricciolo), "Walrus" (tricheco), "Xenopus frog", "Xolo dog"... Tale varietà di nomi, alcuni anche molto particolari, mi fa ricordare un altro abecedario illustrato sugli animali, che conteneva anch'esso dei nomi di bestie molto particolari, tra cui il lemure, la rana Xenopo o lo Yak: "Filastrocche a quattro zampe" di Eleonora Pace.
Un libro bello e divertente che dà la possibilità ai bambini (ma anche agli adulti) di imparare qualche nuovo nome di animale, sia che si tratti di lettori madrelingua che di stranieri. Anche il finale è perfetto: dopo tutta una serie di amici che vogliono far cambiare ai due topolini i nomi con cui inizia ciascuna lettera, si arriva alla fine alla Z, che sta per Zebra. In effetti arriva proprio la Zebra, la quale non può che essere soddisfatta della scelta fatta esclamando: "Zebra is the best", e adoro il fatto che nell'ultima pagina si vedano i due topolini che si dicono: "<<Back to the drawing board, Mo!">> <<At least we can keep "Zebra">>" (Torniamo alla tavola da disegno. Almeno possiamo tenere "zebra"). Alla fine il libro si chiude con una domanda rivolta al lettore: "But if you made this book, / which words would you choose", per cui gli autori è come se passassero la palla ai lettori, il che può essere un ottimo spunto per proporre qualche attività in classe o per stimolare la fantasia e le conoscenze dei bambini (come ad esempio il vocabolario, in particolare quello sui nomi di animale).
 
Il libro è stato pubblicato nel 2022 dalla Usborne; ha una copertina rigida, misura 29,5 cm d'altezza e 24,5 cm di lunghezza, ha 32 pagine e costa 9,99$ (io l'ho pagato 11,95 euro).
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 12 aprile 2023

Nel paese dell'ortografia di Leda Luise e Tiziana Furlan

"Nel paese dell'ortografia" di Leda Luise e illustrato da Tiziana Furlan è un'altra raccolta di filastrocche a tema ortografia, come lo era anche quella (tra l'altro della medesima autrice) di: "L'ortografia giocando" di Leda Luise e con le illustrazioni di Cecilia Brianese.
 
Sopra: Sulla copertina compaiono alcuni personaggi, sia bambini che animali, che si vedranno poi anche nelle illustrazioni all'interno del libro.
 
"Vi è un paese in questo mondo, dove tutti gli scolari dovrebbero andare perchè vi si trovano le ricette per digerire l'ortografia. <<Possibile?>> Direte. << Nessuno può digerire l'ortografia, è la cosa più indigesta che vi sia>>. E invece no, in questo paese vi sono luoghi allegri, dove si imparar in odo divertente".
Questo libretto è infatti una raccolta di 27 filastrocche che alcune tra le maggiori difficoltà ortografiche incontrate dai bambini, in modo divertente: vi è un supermercato delle doppie, dove le lettere si vendono a copie; una nave senza acquaio dove un marinaio lava i piatti sfruttando gli spruzzi di una balena; uno gnomo insegna ragnatele alla scuola dei ragni, tra i rami del vecchio castagno; una chiocciola di nome Checchina che dirige un'orchestra ...
Questa storie che vi ho appena citato trattano ad esempio di doppie e di suoni difficili come CQU, la GN (di ragno e gnomo), la CHI/CHE (di chiocciola e orchestra), ma vi sono poesie che trattano anche della GL  (come quella "Nel giardino del coniglio Guglielmo"), della CI/CE (ad esempio in ""La pasticceria di Cecilia"), della GHI/CHE (in "Il ghiro Gherardo), della QUA/QUI (in "La palestra della quaglia Quirina"), della GI/GE (in "Gelateria gelati artigianali") ecc... 
Vi sono anche poesie è dedicate all'accento, all'apostrofo, all'alfabeto...
Le filastrocche sono quasi tutte abbastanza lunghe, ma risultano sempre molto simpatiche, musicali e orecchiabili, anche perché hanno uno schema di rime baciate (AA BB).
 
Il supermercato delle doppie
"Al supermercato delle doppie
le letterine si vendono a coppie;
le puoi leggere sulle etichette
di barattoli e scatolette.
Non trovi mele, ma caramelle,
non ci sono salami, ma mortadelle.
Il prosciutto non è crudo, ma cotto;
il pane? C'è solo il pan biscotto. [...]
Se fra le doppie ti sei smarrito
ti auguriamo buon appetito.
Continua a girare fra gli scaffali,
farai pranzetti davvero speciali".

Gelateria Gelati Artigianali.
"Qui prepariam gelati artigianali,
sono gelati davvero originali;
vi si gustan "Udite, udite"
gelati con le margherite,
verdi ghiacciola alla lattuga
oppure a forma di tartaruga
 
Poi c'è la coppa giardiniera
con fiori e gemme di primavera,
con primule e girasoli,
ginestre, giunchiglie, iris e giaggioli.
C'è il cono al gusto gelsomino
e, non per i bimbi, il gelato al vino. [...]

Se tra tutti i gusti
non hai trovato quelli giusti,
proponi la tua specialità:
la gelateria la produrrà".
 
 Sopra: Le pagine relative alla filastrocca "Al supermercato delle doppie", in cui a sinistra ci sono i testi e a destra l'immagine.
 
Ogni filastrocca è accompagnata da un'illustrazione di Tiziana Furlan, che possiede uno stile molto dolce e semplice, in cui i disegni non sembrano avere dei contorni tracciati in precedenza, ma sono realizzati direttamente con il colore.
Tutte le immagini risultano colorate con tinte delicate, chiare, brillanti e mai eccessivamente vivaci o intense.
Sono disegni dall'aspetto quasi infantile, in cui ad esempio i bambini sono rappresentati con una testa tonda e degli occhi a palla, per naso un semicerchio verticale e per bocca una semplice linea curva. Le immagini risultano nell'insieme graziose e colorate, e servono a rappresentare quanto descritto nelle poesie, per questo vi compaiono molto spesso bambini oppure animali quali ghiri, pinguini, giraffe, conigli, oche, gatti, scimmie...
 


 Sopra: Alcune illustrazione di Tiziana Furlan, che possiede uno stile molto dolce e semplice, con tinte delicate, chiare, brillanti e mai eccessivamente vivaci o intense.
 
"Nel paese dell'ortografia" di Leda Luise è una graziosa raccolta di filastrocche che trattano le maggiori difficoltà ortografiche, come l'accento, l'apostrofo e i suoni difficili. Molto carina la filastrocca sul supermercato delle doppie, in cui si trovano solo cibi i cui nomi contengono delle doppie: "Non compri pasta, ma pastasciutta / con burro, ortaggi, formaggio e frutta. / Non ci son noci, ma noccioline / non patatine, ma crocchettine. / Se hai sete non puoi bere aranciata, / ma una bollente cioccolata, / oppure chinotto, latte e caffè, /solo la tazza, ma niente tè...".
Graziosa anche la filastrocca "Alfabeto in biblioteca", che è un piccolo inno alla letteratura: "A è l'amor dell'avventura / che un libro ti assicura. / B è la grande Biblioteca: a curiosare ci si reca. / C è la cronaca dal vero / di un racconto veritiero. / D, delizia di un Diario, / quasi segue il calendario. / E è l'Enciclopedia / di parole in compagnia. / F: Favola e Fumetto / di fantasia un bel duetto. / G è il Giallo che ti lega / finchè il mistero non si spiega. / H è l'Horror che ti dà / paura e brividi in quantità. /  [...] M è il Mito, la Magia del Mistero è la Malia. / N piccola Novella / che può esser molto bella. / O è l'opera completa, / di un autore, di un poeta. / P è una tenera Poesia / che le nubi spazza via. / [...] Umoristico è il settore / che fa ridere di cuore. / V è il Volume poderoso / che attrae il Volenteroso. / Z è "Zitti, si legge!" / e il silenzio si protegge".
La maggior parte delle poesie contenute nel libretto comunque sono molto carine e graziose e rimangono facilmente in mente grazie alle rime baciate e potranno essere facilmente apprezzate da bambini a partire dai 6/7 anni (musicalmente probabilmente anche prima, ma trattando argomenti di ortografia magari farebbero fatica a capirle pienamente). Una raccolta che potrebbe sicuramente risultare molto utile ed interessante per maestri e maestre della scuola primaria.
 
Questo libro è stato pubblicato dalle Edizioni Tredieci nel 2000; ha 64 pagine, una copertina flessibile, misura 18,8 cm d'altezza e 13,2 cm di lunghezza e costa 5,68 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 7 aprile 2023

Versi e storie di parole di Gianni Rodari

Quasi tutta l'opera di Gianni Rodari contiene versi e storie sorridenti dedicate a parole, regole grammaticali, errori di scrittura. Anche in questo libro dal titolo "Versi e storie di parole" il lettore troverà filastrocche degne di figurare in un'ideale grammatica divertente dal forte messaggio pacifista, ma troverà anche storie più articolate che ci racconteranno con brio e ironia l'origine di molti vocaboli e il loro viaggio nella storia per arrivare all'attuale significato.
 
Sopra: La copertina molto colorata di questa raccolta di Rodari che ci mostra un clown intento a fare il giocoliere con delle lettere.
 
Il libretto è una raccolta di filastrocche ma anche di storie in prosa, ciascuna dedicata o a una parola in particolare (tipo "piangere" o all'apostrofo) oppure alle parole in generale.
Per quanto riguarda i testi in rima essi sono molto piacevole e musicali da ascoltare, anche se non sempre seguono uno schema di rime baciato (AA BB), ma procedono più con uno schema libero. 
Le storie invece sono brevi racconti simpatici che narrano le origini di alcune parole che poi col tempo sono cambiate, a volte mutando anche di significato: ad esempio stainberga originariamente era la casa in pietra che solamente i ricchi potevano permettersi, mentre ora la stamberga è un tugurio; oppure che Quintale è una parola di origine spagnola e araba e, prima ancora, greca e latina; o che la parola "pecuniare" deriva da pecus, che significava capo di bestiame...

Filastrocca delle parole
"Filastrocche delle parole
si faccia avanti che ne vuole.
Di parole ho la testa piena,
con dentro <<la luna>> e <<la balena>>.
C'è qualche parola un poco bisbetica:
<<peronospera>>, <<aritmetica>>...
Ma le più belle le ho nel cuore,
le sento battere: <<mamma>>, <<amore>>.
Ci sono parole per gli amici
<<Buon giorno, buon anno, siate felici>>,
parole belle e parole buone
per ogni sorta di persone.
La più cattiva di tutta la terra
è una parola che odio: <<guerra>>.
Per cancellarla senza pietà
gomma abbastanza si troverà".

Filastrocca dell'alfabeto
"Filastrocche dellA B C
ve la conto subito qui:
A, è automobile con l'autista,
B, è un bar col suo barista,
C, il controllore del treno diretto,
D, la diga che fa un laghetto,
E, elicottero per volare,
F, la falce per falciare,
G, un gettone per telefonare,
I, idrante del pompiere,
L, è la lepre ed il levriere,
M, è il mare con tutte le onde,
N, la nebbia che ti nasconde,
O, l'orologio che dice le ore,
P, il pallone del calciatore,
Q, il quadro del pittore,
R, la radio del radioabbonato,
S, il sole che ti ha svegliato,
T, s'intende è la televisione
per la teletrasmissione,
U nel nido è un uccellino,
V. la vettura del vetturino,
e Zeta, la lettera musicale,
è la zampogna di natale.
 
Sopra: Le pagine con il testo e la relativa illustrazione della filastrocca dell'alfabeto.
 
Le filastrocche i testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Francesco Altan, abbastanza caratteristiche, con il loro stile simpatico, grazie ai personaggi dall'aspetto pacioccoso, dalle forme molto tondeggianti, le facce tonde, i grandi nasi a patata, i grandi occhi bianchi a palla, con un pallino come pupilla.
Le illustrazioni, che rappresentano quanto narrato nei testi per quanto possibile, sono poi dipinte con colori molto accesi, sgargianti, brillanti e intensi, che gli conferiscono un aspetto vivace e giocoso.
 

 
 Sopra: Alcune illustrazioni di Altan, molto pacioccose, allegre e colorate, che rappresentano quanto descritto nei testi di una filastrocca (in alto) e di due racconti (in basso).
 
"Versi e storie di parole" è una raccolta di filastrocche e brevi storie sulle parole; queste ultime in particolare sono dedicate a spiegare la provenienza di certe parole, le loro origini e come si sono sviluppate e modificate nel corso del tempo, fino ad acquistare talvolta significati opposti a quelli originari, oppure arrivando a mantenere ancora qualcosa in comune con le loro antenate.
Le filastrocche presenti nella raccolta sono invece 6, e sono tutte molto carine; alcune anche un po' tristi (come quella dell'apostrofo "che fece una macchia sul quaderno / là dentro giace il misero in eterno"), mentre altre più allegre e simpatiche, ma molte delle quali fanno riflettere. 
Vi sono diverse filastrocche che hanno un'ottica pacifista, come è tipico dei testi di Rodari ma, tra quelle che mi hanno maggiormente colpito vi è ad esempio "La parola <<piangere>>" che narra di un futuro utopico in cui tutti sono felici, tanto che i bambini non conoscono più il significato della parola <<piagere>>, così la maestra (una donna anziana) spiega che un tempo vi erano tante lacrime: "Le lacrime di una mamma senza pane ... / le lacrime di un vecchio senza fuoco.. / le lacrime di un operaio senza lavoro.../ le lacrime di un negro frustato / perché aveva la pelle scura ..." E c'erano anche tante lacrime di bambini, ma: "un giorno queste lacrime / divennero un fiume travolgente /, lavarono la terra / da continente a continente, / si abbatterono come una cascata: / così, così la gioia fu conquistata".
Carine e interessanti anche le storie più articolate e in prosa "che ci racconteranno con brio e ironia l'origine di molti vocaboli e il loro viaggio nella storia per arrivare all'attuale significato".
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Altan, molto simpatiche, allegre e colorate, anche se non sono molto numerose. Il libretto comunque rimane adatto per bambini dai 4/5 anni e dai 7 per la lettura autonoma. 
 
Il libro è stato pubblicato nel 1995 dalla Einaudi Ragazzi (Edizioni EL); ha una copertina flessibile, misura 18 cm d'altezza e 10,8 cm di lunghezza, ha 62 pagine e costava 12000 lire, mentre l'edizione più recente, del 2014, costa 10 euro .
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 5 aprile 2023

M come Mostri di Tijn Snoodijk

"M come Mostri" di Tijn Snoodijk è un simpatico abecedario in rima tutto a tema mostri che ingoiano dadi, che arrivano di notte, che non smettono mai di ridere: questi e altre bizzarre creature, ciascuna dal nome che ha come iniziale una diversa lettera dell'alfabeto.
 
Sopra: La copertina dallo sfondo giallo che ci mostra un simpatico mostro nero con le corna rosse.
 
Il volume è un semplice abecedario "unico perchè pieno di incredibili mostri che spuntano da ogni lettera!", come riportato sul retro di copertina.
Ogni lettera è accompagnata da un mostro il cui nome inizia appunto con la suddetta lettera, abbiamo quindi: A come Aarg, B come Blob, C come Cirk, D come Drag, E come Ezzz, F come Flup, G come Gorc, H come Hork, I come Idem, L come Lux, M come Mini, S come Slurp ecc....
Solitamente esiste una corrispondenza anche tra il nome del mostro e una sua caratteristica, ad esempio Aarg va in auto, Lux fugge dalla luce, Krak fa karate, Mini misura tutti i mostri, Pigal ha litigato con il pigiama, a Ulp piace l'uniforme, Vip rompe i violini, Xuff suona lo xilofono...
Alcune volte la corrispondenza sembra essere un po' forzata, ma probabilmente è una questione di traduzione, ad esempio se in italiano Slurp "mangia forbici succulente" in olandese forbici di dice "Schaar"; oppure Jop in italiano è "un giocoliere a ritmo di jazz" mentre in olandese giocoliere si dice "jongleur"; Qual in italiano è "quel che fa torte salate" ed in olandese cuoco si dice "kok".
I testi sono filastrocche molto brevi, tutte composte da 2 versi per lettera, i quali si abbinano con il secondo verso della lettera successiva. Praticamente per ogni lettera l'autore dice il nome del mostro e una sua caratteristica, per cui i testi risultano molto semplici, anche se graziosi.
 
"A come Aarg
sempre in auto per la strada
B come Blob
che sta nel bagno e non si lava 
C come Cirk
che da clown è mascherato
D come Drag
tutti i dadi ha ingurgitato
E come Ezz
con il muso elettrizzante
F come Flup
la fontana zampillante
G come Gorc
il gigante viene di notte
H come Hork
che risate -hahaha! - ininterrotte  [...]
Y come Yog 
dallo yogurt spicca un salto
Z come Zap
con lo zeppelin vola in alto". 
 
 Sopra: La prima pagina, con la lettera A, mostra il mostro Aarg, che gira sempre in auto.
 
Ogni lettera è accompagnata dalle illustrazioni di Tijn Snoodijk che hanno uno stile semplice, moderno e colorato, ma anche piuttosto stilizzato e particolare.
Intanto ad ogni facciata è dedicata una differente lettera e questa pagina è sempre suddivisa in 3 spazi ben distinti: quello dedicato alla lettera, che viene scritta bene in grande; quello, sempre bianco, dedicato ai testi, cioè lo spazio dove sono scritti i versi; infine c'è quello dedicato al disegno del mostro di turno, che occupa sempre due terzi del foglio e che può essere posizionato sia orizzontale che verticale, collocato in basso o in alto, a destra o a sinistra.
 
 
   Sopra: Ogni lettera è accompagnata dalle illustrazioni di Tijn Snoodijk che hanno uno stile semplice, moderno e colorato, ma anche piuttosto stilizzato e particolare. Intanto ad ogni facciata è dedicata una differente lettera e questa pagina è sempre suddivisa in 3 spazi ben distinti, come potete vedere anche da queste pagine qui sopra.

Come dicevo sopra i disegni hanno un aspetto semplice, moderno e stilizzato, in quanto tutti i personaggi sono figure composte partendo da forme geometriche basilari. Questo si nota soprattutto con la bambina che ogni tanto compare insieme ai mostri che è stata disegnata con un cerchio bianco per la testa, dei capelli neri a goccia, per vestito un triangolo, per occhi due palline e per naso un semi-triangolo, e anche le dita della mano sono tanti piccoli triangolini.
L'utilizzo di queste forme semplici è esaltato ancora di più dalla scelta dei colori, infatti l'artista ne ha utilizzati solo 5: il bianco e il nero, il rosso, il blu e il giallo (quindi i 3 colori primari). Tali tinte sono sempre stese in maniera monocromatica e senza sfumature o ombre all'interno delle varie figure (mostri, oggetti o bambina) o per gli sfondi (anche gli sfondi dei mostri e delle lettere possono essere colorati, mentre quello dei testi è sempre bianco).
I disegni rappresentano appunto vari mostri, tutti con un aspetto molto differente gli uni dagli altri, che svolgono delle azioni, talvolta interagendo con una bambina e altre rimanendo da soli. L'aspetto dei mostri è semplice e simpatico, e dipende spesso dal loro nome, mentre le azioni che compiono rimandano ovviamente ai testi. Ad esempio Cirk ha l'aspetto di un clown perchè il suo nome ricorda la parola "circo" e nei testi è scritto appunto "che da clown è mascherato"; Drag ha l'aspetto di un drago (a cui rimanda il suo nome) e viene mostrato mentre gioca con dei dadi poichè nei testi è scritto "tutti i dadi ha ingurgitato"; Ezz ha l'aspetto di una presa di corrente visto che nei testi ha "il muso elettrizzato" e il suo nome rimanda al suono della scarica elettrica...
Comunque non in tutti i casi è facile capire la corrispondenza, per una questione di traduzione, in quanto i testi sono stati adattati dall'olandese, per cui bisognerebbe vedere cosa era scritto in questi ultimi per capire bene alcune immagini. Ad esempio di Tork viene detto che ha "una lingua torca ma non mente", e nel disegno lo si vede giocare a tennis (magari nei testi originali veniva detto qualcosa riguardo il tennis); Slurp (nome che rimanda al suono onomatopeico che indica l'ingurgitare) "mangia forbici" che in italiano diventano "succulente", mentre in olandese è proprio la parola "forbici" a iniziare per S...


   Sopra: I disegni rappresentano vari mostri, tutti con un aspetto molto differente gli uni dagli altri, che svolgono delle azioni, talvolta interagendo con una bambina (come nell'immagine in alto) e altre rimanendo da soli (come nel disegno in basso). Da notare anche a scelta dei colori, che sono solo 5: il bianco e il nero, il rosso, il blu e il giallo (quindi i 3 colori primari).
 
"M come Mostri" di Tijn Snoodijk è un grazioso e simpatico abecedario in rima, il quale si distingue dagli (numerosi) altri per il fatto di essere incentrato completamente sui mostri, un po' come "Gatti dalla A alla Z" scritto da Silvia Roncaglia era incentrato sui gatti. A differenza di quest'ultimo questo alfabeto sui mostri ha dei testi molto più semplici (con solo due versi dedicati a ciascuna lettera), infatti è indirizzato a bambini molto piccoli, già dai 3 anni, sebbene non conoscano ancora le lettere dell'alfabeto.
Anche i disegni riflettono il giovane pubblico a cui è indirizzato, trattandosi di illustrazioni semplici, moderne, stilizzate, ma molto graziose e colorate, con una scelta però di colori limitata a il bianco e nero (tra i primi colori che i neonati riescono a vedere con chiarezza) e i tre colori primari. Interessante anche la suddivisione degli spazi (effettuata sempre tramite i colori) della pagina con quello per la lettera, il disegno del mostro e i testi.
Un bell'abecedario ma anche un grazioso e semplice libro in rima sui mostri per bambini dai 3 ai 6/7 anni (magari da proporre per la lettura autonoma), adatto anche per un primo approccio con le lettere dell'alfabeto (senza ovviamente nessuna pretesa che i bambini le imparino).
 
Questo libro è stato pubblicato originariamente in olandese nel 2004 col titolo "M is een Monster" dalla Zirkoon Publishers, è stato poi edito in italiano dalla Xoolibri nel 2005; ha 32 pagine, una copertina rigida, misura 20,3 cm d'altezza e 20,3 cm di lunghezza e costa 11 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.