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martedì 13 giugno 2023

Guida di sopravvivenza per aspiranti principesse di Federica Magrin

"Guida di sopravvivenza per aspiranti principesse" di Federica Magrin e con le illustrazioni di Laura Brenlla è una guida per le bambine che vogliono diventare future principesse ad affrontare diverse difficoltà perchè: "Essere una principessa al giorno d’oggi è un duro lavoro... Non basta una corona o un bel vestito: bisogna saper tenere a bada regine cattive e streghe malefiche, destreggiarsi tra animali parlanti, specchi magici e ogni genere di incantesimi".
 
 Sopra: Sulla copertina dallo sfondo bianco, bordata di una cornice rosa, è stata rappresentata una bambina con una coroncina mentre legge un libro (probabilmente proprio questa guida) seduta comodamente su un trono, mentre in alto a destra svolazza la fata madrina.

Nell'introduzione la lettrice (o il lettore) viene accolta da una fata madrina che gli chiede: "Sei pronta? Ti piacerebbe diventare una principessa? Be', se è così, sappi che non ti basteranno ricchezza e bellezza, ma dovrai anche imparare le tecniche per sopravvivere a regine e streghe crudeli, farti amici degli aiutanti fidati che possano difenderti e darti una mano in caso di emergenza e procurarti pozioni e armi che siano efficaci contro ogni tipo di nemico".
Per imparare tutto ciò è necessario un manuale, proprio come questo, "con i consigli di una fata madrina, da anni alle dipendenze di principesse dall'indubbia fama".
In questo manuale sono racchiuse le esperienze di molte principesse provenienti da varie parti del mondo, che raccontano la propria storia (rifacendosi ovviamente alla propria fiaba). Le principesse che troviamo citate sono: Biancaneve, La Sirenetta, Badr al-budur (da "Aladino e la lampada magica"), Bella (di "La bella e la bestia"), Rosaspina ("La bella addormentata nel bosco"), Cenerentola, Pelle d'Asino, Draupadi (principessa protagonista del poema epico indiano "Mahābhārata"), la principessa rana (proveniente dall'omonima fiaba russa), Kaguya-hime (da "La principessa splendente"), Pocahontas, la principessa sul pisello, Raperonzolo, Thakane (dalla fiaba "Il latte sacro di Koumongoe"), Dulcinea (l'amata di Don Chisciotte), Elisa (principessa della fiaba "I cigni selvatici"), la principessa sciocchina (da "Enrichetto dal ciuffo").
Oltre ai racconti, riassunti, delle varie fiabe in cui le principesse compaiono, la guida è corredata anche da altre informazioni sempre inerenti al mondo fiabesco: i corteggiamenti da parte dei principi, le prove a cui vengono sottoposte le future consorti, i parenti serpenti, abiti e accessori particolari dotati di poteri magici, come comportarsi ad un ballo, come distinguere le fate buone da quelle cattive, vari identikit (sui principi, sui castelli incantati, sulle lampade magiche, sugli arcolai ecc...)  ...
 
Sopra: Queste sono le pagine che raccontano la vicenda di Biancaneve, che è stata rappresentata nella pagina a destra, con un aspetto estremamente simile a quella della versione Disney.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazione di Laura Brenlla, che hanno uno stile a tratti un po' spigoloso, moderno ma molto colorato.
I disegni dell'artista hanno un aspetto originale e particolare, un po' sbarazzino ma delicato e grazioso, che non punta al realismo, ma riesce comunque a conferire alle scene una certa atmosfera fiabesca. 
Le immagini possono essere sia a pagina intera che in mezzo ai testi, solitamente le immagini di quest'ultimo tipo servono a rappresentare personaggi secondari (tipo principi, matrigne, streghe, aiutanti, animali) oppure edifici o oggetti particolari (come cestini di mele, fusi, lampade magiche, zucche, ecc...). 

 
 Sopra: I disegni dell'artista hanno un aspetto originale e particolare, un po' sbarazzino ma delicato e grazioso, che non punta al realismo, ma riesce comunque a conferire alle scene una certa atmosfera fiabesca. Le immagini possono essere sia a pagina intera che in mezzo ai testi, solitamente le immagini di quest'ultimo tipo servono a rappresentare personaggi secondari (tipo principi, matrigne, streghe, aiutanti, animali) oppure edifici o oggetti particolari (come il cestino di mele di Biancaneve).
 
Le illustrazioni a tutta pagina sono invece quelle dedicate a rappresentare le varie principesse, immerse nel loro ambiente, così che il lettore possa farsi un'idea del loro aspetto e possa anche essere aiutato a intuire qualcosa della loro vicenda (ad esempio dove si svolge). 
Tutti i personaggi comunque sono stati rappresentati con uno stile moderno, semplice e stilizzato, con linee nette e decise e dai tratti geometrici, talvolta un po' spigolosi mentre altri tondeggianti (come nel caso dei visi o dei corpi delle principesse)
L'aspetto delle principesse è sempre molto grazioso e ho apprezzato che l'artista le abbia rappresentate in base alla propria etnia e al proprio paese di nascita, per questo motivo oltre alle principesse europee con la pelle chiara troveremo anche principesse con la pelle più scura come quelle indiane, arabe o africane, oppure principesse orientali con gli occhi a mandorla. Alcune fanciulle (come Biancane, Cenerentola o Bella) tuttavia ho notato che sono state rappresentate con un aspetto molto simile a quello dei classici Disney.
A colpire comunque molto l'osservatore sono anche i colori, che sono brillanti, accesi, intensi e molto vivaci, trasmettendo subito un'atmosfera allegra e vivace, che riflette il carattere sbarazzino e un po' ironico dei testi. Le tinte (di cui sono stati scelte una gran varietà di tinte e sfumature) inoltre sono stese all'interno dei contorni delle illustrazioni in modo netto e deciso, anche se con alcune zone d'ombra.
 
 
Sopra: Le illustrazioni a tutta pagina sono invece quelle dedicate a rappresentare le varie principesse, immerse nel loro ambiente, così che il lettore possa farsi un'idea del loro aspetto e possa anche essere aiutato a intuire qualcosa della loro vicenda (ad esempio dove si svolge). L'aspetto delle principesse è sempre molto grazioso ed ho apprezzato che oltre alle principesse europee con la pelle chiara ci siano anche principesse con la pelle più scura (come quella che vedete a destra, tratta dalla fiaba di "Enrichetto dal ciuffo"). Com potete notare però dall'immagine a sinistra, di Cenerentola, potete notare come alcune principesse siano state rappresentate con un aspetto molto simile a quello dei classici Disney.
 
"Guida di sopravvivenza per aspiranti principesse" di Federica Magrin è un simpatico manuale a tema principesse e fiabe, scritto da niente di meno che una fata madrina, d'altronde quale personaggio migliore per insegnare alle future principesse come comportarsi?
Le illustrazioni di Laura Brenlla aggiungono una marcia in più ai testi, rendendo il volume molto bello anche esteticamente, con queste immagini molto colorate, dalle tinte accese, vivaci, intense e brillanti, dallo stile moderno, semplice e stilizzato, con linee nette e decise e dai tratti geometrici, talvolta un po' spigolosi mentre altri tondeggianti. Sono immagini che servono a supportare i testi, mostrando ai lettori ad esempio l'aspetto delle varie principesse, dei personaggi secondari, di ambienti e oggetti descritti nelle fiabe.
Oltre alle illustrazioni, che sono piuttosto belle, tra le cose che ho apprezzato c'è il fatto che l'autrice abbia voluto includere principesse provenienti da varie parti del mondo, andando a pescare anche nobildonne provenienti da fiabe un po' meno popolari rispetto alle solite "Biancaneve", "Cenerentola", "La Sirenetta", "La bella addormentata nel bosco", "La bella e la bestia"... le quali sono comunque presenti all'interno della guida. Interessante ad esempio la presenza di principesse come: Pelle d'Asino e la principessa sciocca (che nel titolo viene nominata "sciocchina", che suona più grazioso e politically correct), provenienti da due fiabe di Perrault meno conosciute; oppure di fanciulle come la principessa rana, che proviene da una fiaba russa, di cui in realtà c'è anche una variante europea conosciuta col titolo "Le tre piume"; Kaguya-hime, protagonista di una fiaba cinese o Thakane, che proviene da una fiaba africana di cui non avevo mai sentito parlare. Mi lascia invece più perplessa la presenza di Dulcinea (l'amata di Don Chisciotte), in quanto personaggio (più che secondario) proveniente da un romanzo, e di Pocahontas, che è un personaggio storico, ma anche quella di Draupadi, principessa protagonista di un poema epico indiano.
Per quanto riguarda l'attinenza ai testi originali essa è abbastanza fedele, anche se un po' altalenante, nel senso che solitamente è rispetta, mentre altre volte no. Ad esempio di Biancaneve viene detto che ella non fu risvegliata dal bacio del principe, ma dal fatto che sputò il pezzo di mela avvelenata; però viene anche detto che la regina cattiva venne "semplicemente invitata ad allontanarsi dal castello e a non farsi più vedere" mentre nella fiaba originale le cose andarono nel diversamente. Nela Sirenetta viene detto che lei dona alla strega del mare la sua voce, in realtà le viene proprio tagliata la lingua, però viene spiegato che la Sirenetta non muore, ma si trasforma in una figlia dell'aria.
Tutto sommato i racconti, seppur riassunti, sono stati mantenuti abbastanza corretti, anche se con alcune piccole imprecisioni ogni tanto (tipo il fatto che la matrigna di Biancaneve chieda al cacciatore di portarle il cuore, anziché lo stomaco e i polmoni), mentre elementi particolarmente violenti sono più spesso semplicemente non accennati (tipo la lingua tagliata della Sirenetta). Diciamo che gli elementi più cruenti o scabrosi, quando presenti, o vengono appena accennati se proprio necessario, oppure ci si sorvola; se di una fiaba esistono due versioni, viene sempre scelta quella meno cruenta (come nel caso di "Cenerentola", in cui si è scelta la versione di Perrault piuttosto che quella dei Grimm). Anche perchè i testi si rivolgono ai lettori e lettrici (a partire dai 7/8 anni per la lettura autonoma) in modo abbastanza simpatico e un po' ironico, ma non hanno la minima intenzione di mettersi ha fare del black humor.
Ne risulta comunque un libro grazioso, utile per introdurre ai bambini principesse provenienti da varie fiabe, alcune magari le conosceranno già, mentre altre le incontreranno per la prima volta. Dopo aver ascoltato le storie di tante principesse la fata dà alla lettrice (o al lettore) il suo ultimo consiglio: "Accomodati sul trono e diventa una principessa unica nel suo genere: te stessa!". Carino quindi il messaggio finale in cui, dopo aver sentito le vicende di tante principesse, venga detto che comunque è importante rimanere sempre se stessi.
 
Il libro è stato pubblicato nel 2019 dalla White Star Kids; ha 80 pagine, una copertina rigida, misura 28,6 cm d'altezza e 21,6 cm di lunghezza e costa 14,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 23 novembre 2022

Le più belle fiabe con prefazione di Michael Morpurgo

"Le più belle fiabe" con prefazione di Michael Morpurgo è una bella raccolta di fiabe, edita da Mondadori, molto variegate. Tra gli autori che potrete trovare ci sono ad esempio: Jacob e William Grimm, Perrault, Charles Kingsley, Annie Keary, Lucy Crane, Hallam Tennyson ecc...
La raccolta conta anche numerose illustrazioni opera di diversi artisti come Walter Crane, Arthur Rackham, Warwick Goble, W. Heath Robinson, Peter Bailey ....

Sopra: La splendida copertina dallo sfondo bianco con scritte e decori bianchi e dorati. Al centro la copertina ha un buco da cui si può vedere l'illustrazione sottostante di Rackham su Cappuccetto rosso.
 
Questa è una grossa raccolta di fiabe, in particolare di quelle pubblicate, a metà del 1800, dalla casa editrice Mcmillan: "una delle prime a dare alle stampe raccolte di fiabe tradizionali e ancora oggi, quasi duecento anni dopo, continua a pubblicarne". Questa casa editrice pubblicò una collezione intitolata "The fairy book" interamente dedicata ai racconti fiabeschi, 36 per l'esattezza, selezionati tra "le migliori fiabe esistenti".
Questo volume inizia con la prefazione di Michael Morpurgo in cui viene spiegata l'origine delle fiabe e la loro diffusione. Inizialmente le fiabe nacquero e si trasmisero come racconti orali e così "come semi trasportati dalle ali del vento attraverso oceani e continenti, [...] si sono diffusi ovunque, nelle case, nei cuori, nelle menti di ognuno".
Come scrive Morpurgo nella prefazione "raccontare una favola, qualunque essa sia, è un dono" e probabilmente è per questo che la raccolta si apre proprio con una fiaba scritta da Morpurgo, intitolata "L'orco che non c'era".
 Gli altri racconti sono divisi in 8 parti, ciascuna delle quali tratta delle tematiche differenti:
  1. PRINCIPI, PRINCIPESSE, RE E REGINE: qui troviamo fiabe con protagonisti di nobile lignaggio quali "La bella addormentata nel bosco", "Il principe ranocchio", "Le dodici principesse ballerine", "Cenerentola", "La principessa Bellaflor", "Il principe amato"...
  2. STORIE DI ANIMALI: contiene fiabe e favole con protagonisti animali come "Il brutto anatroccolo", "Il gatto con gli stivali", "I tre porcellini", "Il tasso e l'orso" ecc... .
  3. VIAGGI E AVVENTURE: sezione un po' generica, in quanto ogni fiaba narra un'avventura ed è un classico che un protagonista debba affrontare delle prove (solitamente 3) prima di ricevere la ricompensa finale. Essa raccoglie fiabe in cui i protagonisti devono fare lunghi viaggi irti di pericoli o affrontare delle bizzare prove. Vi sono racconti come "Garofano, Rosa e Gelsomino", "Tom pollice", "La serpe bianca", "La regina delle nevi" ...
  4. GIGANTI, ORCHI E MOSTRI: fiabe in cui compaiono mostri e antagonisti di grossa stazza (goganti o orchi appunto) quali: "La bella e la besta", "Giacomino e il fagiolo magico", "L'uccello della felicità", "I tre capretti furbetti", "Jack l'ammazzagiganti" ...
  5. BUONI E CATTIVI: altra raccolta un po' generica in quanto la maggior parte delle trame fiabesche si basa sulla contrapposizione (spesso molto netta) fra bene e male. Infatti qui vi troviamo fiabe quali "Biancaneve", "Hasel e Gretel", "Cappuccetto Rosso", "Raperonzolo", "I sei cigni" ...
  6. SPIRITI MAGICI, FOLLETTI ED ELFI: fiabe in cui compaiono queste piccole creature magiche come "La principessa della luna", "Gli elfi e il calzolaio", "La storia del pescatore", "Gelo", "L'arpa dorata"...
  7. CREATURE MITOLOGICHE: contiene racconti in cui compaiono appunto creature mitologiche (come in "Il viaggio di Quetzalcoatl", "La sirenetta"...), ma in realtà vi sono anche fiabe con semplici animali magici (come in "Il cacciatore di foche", "L'oca d'oro", "La storia del pappagallo Hiraman"...).
  8. SAGGEZZA E INNOCENZA: le fiabe di questo capitolo presentano personaggi che posseggono queste due caratteristiche spesso presenti e apprezzate nei racconti fiabeschi (assieme alla scaltrezza o alla generosità). "Anansi e la pentola della saggezza", "Il flauto", "La Baba Yaga"...
Vi è poi un'ultima parte più di tipo biografico, in cui si danno informazioni su chi erano i fratelli Mcmillan e vari autori e illustratori di fiabe.
A proposito di autori, quelli che compaiono in questa raccolta sono: Jacob e William Grimm, Charles Perrault, Hans Christian Andersen, Charles Kingsley, Lal Behari Dey, Annie Keary ed Eliza Keary, Lucy Crane, Grace James, Dinah Maria Mulock,  Mary de Morgan e Hallam Tennyson.
La traduzione delle fiabe comunque è opera di Gianna e Alessandra Guidoni. Non ho potuto confrontare tutti i racconti perché alcuni non li conoscevo, ho però confrontato alcune fiabe molto famose di cui posseggo già versioni che so essere integrali.
 
1) "Biancaneve" dei Grimm Ed. Einaudi (1951):
"Una volta, nel cuore dell'inverno, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra dalla cornice d'ebano. E così, cucendo e alzando gli occhi al cielo per guardar la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue. Il rosso era così bello su quel candore, ch'ella pensò: <<Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come il legno di questa finestra!>> 
Poco dopo diede alla luce una figlioletta bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l'ebano; e la chiamarono Biancaneve. E quando nacque la regina morì.
Dopo un anno il re prese un'altra moglie: era bella ma superba e prepotente, e non poteva sopportare che qualcuno la superasse in bellezza."
 
1) "Biancaneve" dei Grimm Ed. Mondadori (2021):
"Un giorno di pieno inverno, quando i grossi fiocchi di neve cadono turbinando dal cielo, la regina di un Paese molto lontano era seduta accanto alla finestra a ricamare. Guardando fuori si distrasse, si punse un dito e tre gocce di sangue caddero sulla neve immacolata. La giovane fissò pensierosa le macchie vermiglie, che brillavano sul candido manto, e disse <<Oh, come vorrei che la mia piccola avesse la carnagione bianca come la neve, le gote rosse come il sangue e i capelli neri come l'ebano di questa finestra!>>
E così mentre cresceva, la figlia ebbe la pelle candida come la neve, le gote rosee come il sangue e i capelli neri come l'ebano. E per questo fu chiamata Biancaneve. Purtroppo la giovane mamma morì e il re si risposò. La nuova regina era molto bella, ma talmente vanitosa da non sopportare il pensiero che al mondo ci fosse qualcuno più bello di lei".
 
2) "Cenerentola" di Perrault Ed. Donzelli (2016):
"C'era una volta un gentiluomo che ebbe la sventura di perdere la moglie più bella e più dolce del mondo. Rimasto solo, cn un'unica figlia bella e dolce come la madre, sposò in seconde nozze una donna altezzosa e dispotica, che aveva due figlie altrettanto altezzose e dispotiche.
Subito dopo le nozze, la matrigna rivelò il suo pessimo carattere; e siccome la figliastra, bella e gentile com'era, dava ombra alle sue figliole, che al confronto sembravano ancora più brutte e antipatiche, la donne volle assegnare all'orfana i lavori domestici più umili: a lei toccava rigovernare, lavare le scale, tenere pulite le camere della matrigna e delle sorellastre, insomma, occuparsi di tutto. La ragazza dormiva in un bugigattolo sotto i tetti, su un vecchio pagliericcio, mentre le due sorellastre, nelle loro belle camere di lucido parquet, dormivano su morbidi letti all'ultima moda e avevano specchi grandissimi nei quali rimirarsi dalla testa ai piedi".
 
2) "Cenerentola" di Perrault Ed. Mondadori (2021):
 "C'era una volta un gentiluomo che, in seconde nozze, aveva sposato la donna più presuntuosa e perfida del Paese. La donna aveva due figlie, uguali in tutto e per tutto alla madre. Anche il gentiluomo aveva una figlia, assai simile alla mamma morta, che era stata la donna migliore del mondo.
Il matrimonio si era appena celebrato, che la matrigna si ingelosì della bambina, la cui dolcezza faceva risaltare ancora di più la bruttezza delle sue figlie. Le impose i lavori di casa più pesanti, dal lavare i pavimenti al pulire i camini. Mentre le sorellastre dormivano in stanze rivestite di arazzi e tappeti, la povera fanciulla fu relegata in soffitta, su un vecchio giaciglio di paglia".
 
Pur nelle loro differenze le versioni tradotte nel libro della Mondadori possono dirsi abbastanza fedeli alle fiabe originali, se non che in alcuni casi ho notato che si è cercato di diminuire il livello di violenza o di brutalità. Ad esempio nella fiaba di "Biancaneve" quando la matrigna convoca il cacciatore non gli dice di uccidere la ragazza e di portarle il fegato e i polmoni ma gli comanda "Conduci Biancaneve nel bosco e assicurati che sparisca per sempre". Sempre nella medesima fiaba la regina viene fatta morire, in questa versione, soffocata per la rabbia, mentre in quella originale le sono fatte indossare delle scarpe di ferro rovente con cui ballare. 
Nella versione di Perrault de "La Bella addormentata nel bosco" invece non sono stati omessi però i tentativi della regina madre del principe di far uccidere nuora e nipote per mangiarli.
 
Sopra: Due pagine tratte dalla fiaba di Cenerentola dive è possibile vedere un'illustrazione di Warwick Goble.

L'intera raccolta è accompagnata da innumerevoli illustrazioni. Un tipo di disegno è quello inserito in mezzo ai testi ed è in bianco e blu. Pur non essendo immagini a tutta pagina esse possono essere sia di dimensioni abbastanza ridotte che anche abbastanza grandi, arrivando a riempire anche un terzo della facciata. Sono immagini che rappresentano personaggi della storia o anche vere e proprie scene, nel caso delle immagini più grandi ed elaborate. 
Lo stile di queste immagini è abbastanza variegato perché opera di artisti differenti quali Caldecott, Crane, Rackham... e Peter Bailey, unico artista contemporaneo della raccolta.
 
     
  Sopra: Due disegni in bianco e blu, inserita in mezzo ai testi, quello a sinistra ad opera di Peter Bailey; quello a destra alcuni disegni in mezzo ai testi opera di Randolph Caldecott.
 
Oltre a queste immagini vi sono poi quelle principali, a tutta pagina e a colori, sempre opera di famosi artisti, molti provenienti dal periodo d'oro dell'illustrazione inglese.
Tra gli artisti, nati tutti nella seconda metà dell'Ottocento, troviamo Warwick Goble (1862-1943), Charles Brock (1870-1938), Randolph Caldecott (1846-1886), Walter Crane (1845-1915), Frank Papè (1878-1972), Nelly Erichsen (1862-1918), Arthur Rackham (1862-1939). 
Le illustrazioni da loro realizzate, dall'aspetto realistico e anche piuttosto ricco di dettagli, sono state riprodotte a pagina intera, con colori spesso delicati, chiari e brillanti, ma non mancano anche artisti (come Rackham) che prediligono tinte più scure e intese. Non sempre comunque questi disegni a pagina intera sono a colori, alcuni ad esempio sono stati lasciati in bianco e nero.
Assieme a questi artisti dell'Ottocento vi è poi anche Peter Bailey, unico artista contemporaneo della raccolta, che ha avuto il compito di realizzare le "illustrazioni aggiuntive". Bailey ha realizzato soprattutto le immagini più piccole, ma anche 3 illustrazioni a pagina intera e a colori, per le fiabe di "Il gatto con gli stivali", "La bella e la bestia" e "Il drago del nord". Sono disegni dai tratti semplici e colorati con colori chiari e delicati.

 

 
Sopra: In alto 4 esempi di illustrazioni a pagina intera, opera di artisti dell'età dell'oro dell'illustrazione. In alto a sinistra un disegno di Cenerentola di Warwick Goble, a destra un'immagine di "La bella tra le belle" opera di Frank C. Pape; in basso a sinistra un disegno di Bailey per la fiaba della Bella e la Bestia, a destra invece "La Bella addormentata" di Walter Crane.

 "Le più belle fiabe" con prefazione di Michael Morpurgo è una bella raccolta di fiabe, sicuramente molto ricca di racconti, alcuni molto famosi come La bella addormentata nel bosco", "Il principe ranocchio", "Le dodici principesse ballerine", "Cenerentola,", "La sirenetta", "Jack e il fagiolo magico", "Biancaneve", "Hasel e Gretel", "Cappuccetto Rosso", "Raperonzolo"  e molte altre. Ma ve ne sono anche altri abbastanza sconosciuti come: "La principessa Bellaflor", "Il principe amato", "Gelo", "Il viaggio di Quetzalcoatl" ...
Le fiabe nella maggior parte dei casi mi sono sembrate essere state riportate piuttosto fedelmente alla versione integrale, ma non posso negare che alcuni cambiamenti siano stati fatti, soprattutto per certe fiabe come "Biancaneve", in cui la violenza è stata alleggerita. La versione però de "La bella addormentata nel bosco" di Perrault è stata invece mantenuta come l'originale, con la madre del principe orchessa che vuole mangiarsi nuora e nipoti e poi si butta tra i serpenti quando viene scoperta dal figlio. Queste differenze forse sono dovute a come le fiabe furono pubblicate dalla casa editrice Mcmillan, in quanto, come si evince meglio dal titolo originale della raccolta, le fiabe qui presenti sarebbero appunto quelle pubblicate da questa casa editrice fondata dai fratelli Mcmillan.
La raccolta comunque rimane molto bella, sia per la ricchezza e la varietà di fiabe che presenta (anche come autori, in quanto non compaiono sempre e solo i soliti Grimm, Perrault, Andersen; seppur siano comunque presenti), sia per la grafica. Dall'esterno infatti il libro è una piccola opera d'arte, con copertina decorata, fregi in oro, intagli e non è da meno neppure all'interno, con numerose illustrazioni sia a colori e a tutta pagine che in bianco e blu. I testi poi sono scritti molto grandi, così da non rendere difficoltosa la lettura, anche se le grosse dimensioni del volume non lo rendono proprio facilissimo da maneggiare e sicuramente poco pratico da portare in giro (credo comunque che il prezzo del volume, abbastanza alto, scoraggi l'idea di trasportarlo in giro rischiando di strapazzarlo come se fosse un tascabile).
Ne risulta comunque una raccolta ricca e variegata, un bel tomo adatto dai 4/5 anni in su, da poter sfogliare a casa e da ammirare nella propria libreria, illustrato da validi artisti.
 
Questo volume è stato edito originariamente nel 2021 dalle Mcmillan Children's Books col titolo "The Mcmillan Fairy Tales collection". È stato pubblicato in italiano nel 2021 dalla Mondadori Libri, ha la copertina rigida, ha 480 pagine, misura 27,7 cm d'altezza e 22,2 cm di lunghezza e costa 35 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 23 settembre 2022

La Bella e la Bestia di RBA Italia

Ultimamente vi avevo parlato di una collana della RBA che è da poco uscita in edicola e che si intitola : STORIE MERAVIGLIOSE. E' una collana che riunisce classici "frutto di prestigiosi autori del calibro di Oscar Wilde, Lewis Carroll, Charles Dickens e William Shakespeare. Altri provengono dalla tradizione e sono stati magnificamente rielaborati dai fratelli Grimm, H. C. Andersen o Charles Perrault, ma tutti occupano un posto speciale nella tua memoria". Una collana dedicata all'infanzia insomma, ma che propone quei libri che sono rimasti nel cuore da bambini e che continuano a farsi amare e apprezzare anche dagli adulti.
Ebbene oggi sono qui per parlarvi di un volume specifico di questa collana, poiché è così ben fatta e interessante che penso che alcuni suoi titoli meritano un approfondimento. In questo caso vi recensirò il volume di "La Bella e la Bestia" (seconda uscita della serie).

 
Sopra: La splendida copertina dallo sfondo viola con titolo e decori dorati, su cui vediamo la bestia mentre tiene in mano una rosa e Bella.

Questa edizione è interessante perché comprende due versioni della storia: quella originale del 1740 scritta da Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, e quella successiva scritta dalla Jeanne-Marie Le Prince de Beaumont, che è una riduzione della precedente, ma anche la versione più famosa che ha trasformato questa storia in una vera e propria fiaba.
In entrambi i casi le storie sono integrali; nel caso dei testi della Villeneuve essi sono stati tradotti dal francese da Riccardo Ferrigato. Adesso vi riporterò l'inizio della storia così potrete confrontarla con la traduzione dell'edizione "La bella e la bestia" di Ippocampo (che a sua volta l'ha avuta su licenza della Donzelli), una delle pochissime edizioni italiane di questa versione della fiaba.

Testo di Adelina Galeotti (ed. Ippocampo e Donzelli): "In un paese molto lontano da qui si trova una grande città, dove il florido commercio alimentava l'abbondanza. Qualche tempo fa tra i suoi abitanti la città poteva annoverare un mercante felice delle sue intraprese e su cui la fortuna, a misura dei suoi desideri, aveva sempre sparso i più bei favori. Ma se il mercante aveva ricchezze immense, aveva pure molti figli. La sua famiglia era composta da sei ragazzi e di sei ragazze. Nessuno di loro era accasato. I maschi erano troppo giovani per preoccuparsene. Le femmine, troppo fiere delle grandi ricchezze su cui pensavano di poter contare, non riuscivano a determinarsi alla scelta da fare. La loro vanità era lusingata dall'assiduità della gioventù più brillante.
Ma un rovescio di fortuna del tutto inaspettato venne a turbare la dolcezza della loro vita. La loro casa prese fuoco. "

Testo di Riccardo Ferrigato (ed. RBA Italia): "In un paese molto lontano da qui c'era una grande città dove i commerci prosperavano generando grandi ricchezze. Tra i suoi cittadini vi era un mercante soddisfatto dei propri affari, a cui la fortuna, che ne assecondava i desideri, aveva sempre accordato i migliori favori. Ma se il mercante godeva di ricchezze immense, aveva anche molti figli. La sua famiglia era composta da sei ragazzi e sei ragazze, nessuno dei quali era accasato. I ragazzi pensavano di essere ancora troppo giovani per porsi il problema; le ragazze erano troppo compiaciute dei molti beni sui quali potevano contare e non era facile decidere che avrebbero dovuto sposare.
La loro vanità era lusingata dalle attenzioni dei giovani più brillanti, ma un rovescio della fortuna, al quale non erano preparate, arrivò a sconvolgere la piacevole esistenza. La loro casa prese fuoco".
 
La versione della Beaumont, più breve e più simile a una vera e propria fiaba, presenta invece la traduzione di Carlo Collodi del 1875, traduzione contenuta anche in "La bella e la bestia" di David Sala, edita dalla Gallucci. Vi riporto l'incipit della fiaba, così potete vedere le differenze rispetto alla versione della Villeneuve.

Traduzione di Collodi: "C'era una volta un mercante che era ricco sfondato. Aveva sei figliuoili, tre maschi e tre femmine; e siccome era un uomo che sapeva il vivere del mondo, non risparmiò nulla per educarli e diede loro ogni sorta di maestri. Le sue figlie erano bellissime; la minore soprattutto era una meraviglia, e da piccola la chiamavano la bella bambina, e di qui le rimase il soprannome di Bella, che fu poi cagione di gran gelosia per le sue sorelle. Questa figlia minore, oltr'essere la più bella, era anche la più buona delle altre. Le due maggiori, perché erano ricche, avevano molto fumo; si davano l'aria di gran signore, e non gradivano la compagnia delle figlie degli altri negozianti, ma se la dicevano soltanto col nobilume. Andavano dappertutto: ai balli, alle commedie, alle passeggiate; e si ridevano della sorella minore, perché spendeva una gran parte del suo tempo nella lettura dei buoni libri."

 
Sopra: Delle pagine interne dell'edizione Rba in cui a destra è presente un'illustrazione di Dulac che ritrae Bella mentre è ospite al castello della Bestia. Da notare poi nella pagina a sinistra il capilettera decorato e colorato di viola.

Il volume è accompagnato dalle illustrazioni di Walter Crane ed Edmund Dulac, due artisti dell'epoca d'oro dell'illustrazioni dal valore indiscusso.
Walter Crane si è occupato di illustrare la versione scritta dalla Villeneuve, e i suoi disegni sono tratti da un'edizione di John Lane del 1901 e sono di particolare interesse perchè l'artista fu uno dei pochi ad accedere direttamente alla versione originale delle Villeneuve. Crane era un artista inglese capace di fondere testo, decorazioni e immagini, ripensando i libri per bambini come opere esteticamente unitarie e attentamente studiate. Le sue illustrazioni di fiabe mostrano uno stile preraffaellita, sebbene l'artista abbia tratto ispirazione da molte fonti diverse. E' considerato uno dei pionieri dello stile Liberty, anche se all'inizio fu influenzato dalla corrente pittorica dei Preraffaeliti. Le sue illustrazioni, molto raffinate, si riconoscono subito per il gran numero di dettagli e l'attenzione ai particolari (in particolare agli abiti e alle architetture), nonché per i loro colori accesi e brillanti.
Ad occuparsi invece della versione della Beaumont è stato invece Edmund Dulac, illustratore e disegnatore francese naturalizzato inglese, che ci propone una fiaba dai tratti molto graziosi, anche se dai colori più cupi rispetto a Crane, e un po' arabeggianti, soprattutto per quanto riguarda la scelta dell'abbigliamento.
In questo caso le immagini inserite nel testo sono tratte da "The speeping Beauty and other Fairy Tales from the old French", un gioiello del 1910 della casa editrice Hoddder & Stoughton.

   
 Sopra: Entrambe le scene ritraggono lo stesso momento della storia, cioè l'incontro del mercante (padre di Bella) con la Bestia. L'illustrazione a sinistra, in cui l'uomo è colto nel momento in cui ha appena strappato la rosa, è di Crane, mentre quella a destra, dove il mercante si è messo in ginocchio a supplicare la bestia, e di Dulac. Da notare la differenza nei colori e nei costumi, oltre che negli ambienti, senza contare poi l'aspetto della bestia, che non venendo mai descritta con precisione nella fiaba ha lasciato spazio all'immaginazione degli artisti.
 
Le illustrazioni dei due artisti sono ben riprodotte all'interno del volume, con colori nitidi e che non rilasciano inchiostro. Ogni immagine a colori è inserita all'interno di una cornice di foglie e sotto vi è una frase che fa riferimento al testo.
Nel libro non ci sono solamente le immagini a colori, ma ve ne sono anche di più piccole monocromatiche, la cui tinta riprende quella della copertina, in questo caso il viola. Sono piccoli disegni inseriti in mezzo ai testi, opera di Cyla Costa (che si occupa del lettering dei titoli in copertina e degli elementi decorativi interni), che rappresentano elementi della storia come personaggi oppure edifici o ambienti.
 
 

Sopra: Le illustrazioni dei due artisti hanno colori nitidi e che non rilasciano inchiostro; ogni immagine a colori è inserita all'interno di una cornice di foglie e sotto vi è una frase che fa riferimento al testo come potete vedere nelle due immagini in alto. Nel libro ci sono anche delle piccole immagini monocromatiche, la cui tinta riprende quella della copertina, in questo caso il viola. Sono piccoli disegni inseriti in mezzo ai testi che rappresentano elementi della storia come personaggi oppure edifici o ambienti. Nella pagina qui sopra più in basso ad esempio potete vedere i personaggi di Bella e della Bestia.

"La Bella e la Bestia" della RBA Italia è una splendida edizione che mi ha lasciato molto soddisfatta, in quanto il volume presenta una nuova traduzione della fiaba della Villeneuve, che come spiegavo all'inizio è piuttosto difficile da trovare in italiano. Attualmente da quanto ne so ve ne sono solo due edizioni (oltre a questa nuova di RBA): quella edita dalla Donzelli nel 2002 in una raccolta di varie versioni della Bella e la Bestia: "La bella e la bestia: quindici metamorfosi di una fiaba" e poi quella dall'Ippocampo del 2017 illustrata da MinaLima. Quest'ultima edizione, tuttavia, a quanto pare riprende quella della Donzelli (vi è scritto infatti "La presente edizione è pubblicata su licenza di Donzelli Editore"), per cui diciamo che alla fine la traduzione finora disponibile in Italia era una sola.
Ho apprezzato molto quindi che la RBA abbia deciso di pubblicare una nuova traduzione della storia, che a mio parere risulta anche un po' meno difficile e contorta rispetto a quella della Donzelli (provate a confrontare i due stralci di testo che vi ho riportato, vedrete che la traduzione Donzelli non è facilissima da seguire).
Approvo totalmente anche la scelta delle illustrazioni, opera di due grandi artisti dell'epoca d'oro dell'illustrazione quali Walter Crane ed Edmund Dulac. Tali immagini sono inoltre state riportate molto bene all'interno del volume, con colori nitidi e chiari ed immagini ben definite.
L'unica pecca del volume sono forse le piccole dimensioni delle lettere, che potrebbero dare qualche noia a chi ha problemi di vista.
L'edizione è comunque molto bella e curata, solida, compatta e di piccole dimensioni, con cornici attorno alle illustrazioni a colori e intorno ai numeri delle pagine, disegni a colori e altri in bianco e viola, nonché capilettera decorati. Un'opera adatta non solo ai bambini, a cui consiglio di leggere la fiaba della Beaumont tradotta da Collodi, ma anche agli adulti o ai ragazzi che vogliono approcciarsi alla versione della Villeneuve, che era pensata come destinata ad un pubblico di ragazze (in età da marito), e che infatti ha una trama a tratti un po' complessa da seguire.
Assieme a questa seconda uscita inoltre c'erano in omaggio anche degli adesivi che riprendono le copertine dei libri della collana, davvero una bella idea.

Questo volume è stato pubblicato nel 2022 dalla RBA Italia; ha una copertina rigida, ha 206 pagine, misura 18,5 cm d'altezza e 13,6 cm di lunghezza e costa 12 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

mercoledì 13 aprile 2022

Stivali e scarpette di cristallo di Sarah Hayes e P.J. Lynch

"Stivali e scarpette di cristallo" è una raccolta di 10 fiabe classiche (scelte soprattutto tra quelle scritte da Perrault e dai Grimm) raccontate da Sarah Hayes e illustrate da P.J. Lynch.
 
Sopra: Sulla copertina di questa raccolta di fiabe è presente l'illustrazione di Lynch della fiaba "La bella addormentata nel bosco".
 
Come ho spiegato anche sopra, le fiabe contenute in questo libro sono 10 classici racconti fiabeschi riscritti da Sarah Hayes. Nella quarta di copertina infatti viene spiegato: "Le fiabe di questo libro, riscritte dalla curatrice attingendo dall'immenso patrimonio europeo e illustrate magnificamente da P.J. Lynch, rappresentano - come diceva Calvino - un catalogo dei destini dell'uomo, una definizione complessiva dell'esistenza...".
I racconti contenuti in questa raccolta sono:
  • "Il gatto con gli stivali
  • "Biancaneve e i sette nani"
  • "Il principe ranocchio"
  • "Hansel e Gretel"
  • "I sei cigni"
  • "Le scarpe consumate al ballo"
  • "La bella addormentata nel bosco"
  • "Raperonzola"
  • "La bella e la bestia"
  • "Cenerentola"
Vediamo però come sono state riscritte queste fiabe confrontandole con quelle originali, qui vi riporto un paio di esempi:
 
1) "Biancaneve" Ed. EL (2001): "C'era una volta una giovane regina che cuciva a una finestra dalla cornice di legno nero. Di tanto in tanto alzava gli occhi per guardare la neve che cadeva leggera, quando a un tratto si punse un dito con l'ago. Venne fuori una goccia di sangue. - Oh- sospirò la regina, - mi piacerebbe tanto avere una bimba bianca come la neve, rossa come il sangue e con capelli neri come il legno di questa finestra.
Trascorso che fu un anno, il desiderio della regina si avverò: ebbe infatti una splendida bambina con la pelle bianca come la neve, le labbra rosse come il sangue e i capelli neri come l'ebano. - Voglio che si chiami Biancaneve, - furono le ultime parole della regina che, poco dopo la nascita della bimba, morì.
Quando Biancaneve compì un anno il re si risposò. La sua nuova sposa era bella, ma anche superba, prepotente, e cattiva. Inoltre non sopportava che qualcuno potesse superla in bellezza."

1) "Biancaneve" Ed. Enaudi (1951): "Una volta, nel cuore delll'inverno, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra dalla cornice d'ebano. E così, cucendo e alzando gli occhi al cielo per guardar la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue. Il rosso era così bello su quel candore, ch'ella pensò: <<Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come il legno di questa finestra!>> 
Poco dopo diede alla luce una figlioletta bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l'ebano; e la chiamarono Biancaneve. E quando nacque la regina morì.
Dopo un anno il re prese un'altra moglie: era bella ma superba e prepotente, e non poteva sopportare che qualcuno la superasse in bellezza."
 
2) "La bella e la bestia" Ed. EL (2001): "C'era una volta un ricco mercante padre di tre figlie. La più giovane, che era anche la più graziosa, si chiamava Bella. Era di animo gentile e la adorvano tutti tranne le sue sorelle, che erano molto invidiose. [...]
Era trascorso un anno dacchè la famiglia si era trasferita in campagna, quando il mercante ricevette una lettera. Vi diceva che una delle sue navi era scampata alla tempesta. L'uomo si preparò subito per recarsi in città. - Portami una mantellina di pelliccia, - disse la figlia maggiore quando il padre fu pronto a partire.
- E a me un abito di seta, - fu la richiesta della seconda figlia.
- Io voglio anche un cappellino coi nastri, - aggiunse la prima.
- E Bella? Cosa desidera Bella?- domandò il mercante.
- Io vorrei una rosa, padre, solo una rosa, - fu la risposta."
 
 2) "La bella e la bestia" Ed.Norton & Company (2002): "Once upon a time there was a wealthy mercant who lived with his six children, three boys and three girls. [...] His daughters were all very beautiful, but everyone fell in love with the yougest. When she was a small child, people uses to call her "Little Beauty". The name "Beauty" stuck, and it was non surprise that the two older girls grew jealous of their sister. [...]
The family had lived an entire year in seclusion when the mercant receive a letter informing him that a ship contanining his merchandise has just arrived safely in its home port. The new made the two older sister giddy for joy, for they were sure thet they would finally be able to leave the countryside, which they foud terribly dull.
When they saw their father was about to go on a trip, they begged him to bring back dresses, fur, laces, and all kids of trinkets. Beauty did not ask for anything, because she was sure that the profits from the ship would not suffice to buy everything her sister want.
"Don't you want me to buy anything for you?" her father asked.
"You are kind to think to me", Beauty replied. "Perhaps you could bring me a rose, for they do not grow here." 

Come potete notare la trama delle fiabe è rimasta la medesima della versione orginale, anche se nelle fiabe sono comunque stati apportati dei cambiamenti più o meno piccoli. Ad esempio nella versione di "Biancaneve" i cambiamenti sono quasi minimi, mentre ne "La Bella e la bestia", pur restando invariato il contenuto della storia, sono state modificate diverse cosette come i dialoghi e il fatto che la versione riscritta dalla Hayes sia stata abbastanza accorciata (alcune parti sono proprio state tagliate, come quella che descriveva la vita di Bella e della sua famiglia prima che si impoverissero).
Le fiabe sono quasi tutte dei fratelli Grimm, ad eccezione di "La bella e la bestia" della Beaumont e "Il gatto con gli stivali", "Cenerentola" e "La bella addormentata nel bosco" che sono le versioni di Perrault.
 
Sopra: L'illustrazione a tutta pagina riguardante la fiaba de "La bella e la bestia", in cui vediamo i due personaggi mentre cenano assieme.
 
Ogni fiaba e accompagnata da numerose illustrazioni di P.J. Lynch, le quali sono davvero meravigliose. Questo artista ha uno stile di disegno molto dettagliato, curato e particolareggiato, oltre che piuttosto realistico, quel tipo di realismo vecchio stile delle illustrazioni un po' retrò (anni Settanta/Ottanta) e un po' in stile "A mille ce n'è...".
I disegni risultano molto dinamici e ricchi, specialmente in quelli a tutta pagina, dove l'artista ha ritratto una scena della fiaba con tutto l'ambiente ad essa connesso, facendo un lavoro davvero minuzioso. Tale complessità si nota comunque anche nelle illustrazioni a mezza pagina, cioè delle immagini contenute in dei rettangoli che occupano solo metà di una facciata. In questo caso, per motivi di spazio ristretto, pur essendo presenti, lo sfondo e l'ambiente si notano meno (ma non per questo risultano meno dettagliati) e l'occhio del lettore è guidato a concentrarsi più sulla figura di un personaggio (tipo la principessa nella fiaba "Il principe ranocchio", o il gatto ne "Il gatto con gli stivali", o quella di Cenerentola seduta per terra in "Cenerentola"...).
Oltre a queste illustrazioni più "complete" ce ne sono anche altre inserite all'interno dei testi, che in questo caso vanno a rappresentare solamente un personaggio o un elemento particolare della fiaba (come le sorellastre di Cenerentola o gli animali poi trasformati dalla fata).
 

Sopra: Alcune pagine in cui potete vedere le illustrazioni a mezza pagina (cioè delle immagini contenute in dei rettangoli che occupano solo metà di una facciata, come quelle sia in alto che in basso a sinistra) sia immagini in mezzo ai testi (come quella della fata malvagia in basso a destra). Da notare come anche queste immagini siano molto complesse e dettagliate.
 
Oltre ad essere molto minuziose, realistiche e ricche di dettagli le immagini risultano anche parecchio colorate. L'artista non ha utilizzato dei colori predominanti, semplicemente ha fatto uso di quelli che gli servivano per un determinato oggetto o persona, anche se compaiono più spesso tonalità marroni e blu, assieme alle altre tinte.
Le tinte non risultano mai troppo vivaci o accese, anzi spesso assumono tonalità abbastanza cupe, anche se non mancano immagini più chiare, ma raramente luminose o brillanti.
 
 
Sopra: A sinistra un'immagine della fiaba "Il gatto con gli stivali" e a destra quella di "Biancaneve, in cui si vede la matrigna e il suo specchio". Da notare le illustrazioni molto realistiche e dettagliate, in cui sembrano essere molto presenti delle tinte marroni e blu.
 
"Stivali e scarpette di cristallo" di Sarah Hayes e illustrate da P.J. Lynch è una bella raccolta di fiabe che, pur non essendo fedeli al 100% alle loro versioni originali (come le avevano scritte i loro autori: i Grimm, Perrault e Jeanne-Marie Leprince de Beaumont), ne riprendono bene le storie, mantenendole per la maggior parte fedeli, anche se talvolta con qualche parte riassunta o tagliata (fortunatamente i particolari più cruenti, quando presenti nelle versioni di riferimento, non sono stati omessi).
Particolarmente degne di nota sono le magnifiche illustrazionni di P.J. Lynch, che sono veramente molto belle, delicate, affascinanti e intriganti, capaci di donare al lettore delle immagini realistiche e dettagliate ma al contempo incantevoli e magiche.
Un bel volume per tutti gli amanti delle fiabe e dei racconti classici, con illustrazioni notevoli e a un prezzo buono (13 euro), considerando il numero di pagine con molte immagini a colori, la copertina rigida e la sovracoperta.
 
Questo volume è stato pubblicato nel 1985 dalla Walker Books, ed è poi stato edito in italiano nel 2001 dalla Edizioni EL. Ha 104 pagine, la copertina rigida con sovracopertina e misura 24 cm d'altezza e 15,5 cm di lunghezza e costava 12,91 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 9 agosto 2021

Fiabe d'altro genere: storie di patrigni malvagi, lupe cattive e belli addormentati di Karrie Fransman e Jonathan Plackett

"Fiabe d'altro genere: storie di patrigni malvagi, lupe cattive e belli addormentati" di Karrie Fransman e Jonathan Plackett è un libro illustrato che ripropone le fiabe classiche con una piccola modifica: viene cambiato il genere di ogni personaggio all'interno della storia.

Sopra: La copertina, dall'aspetto curato e raffinato, presenta un'illustrazione (in cui predominano colori freddi quali il verde e l'azzurro, assieme a uno di caldo, il rosso) tratta dalla fiaba di "Il bel Raperonzolo".

Come ho detto all'inizio questa è una raccolta di fiabe che però inverte i generi di tutti i personaggi, ma come è nata all'autore, Jonathan Plackett, questa idea?. Come viene spiegato nella nota degli autori, l'idea di questo libro è inizialmente stata piantata quando Jonathan era ancora bambino e suo padre gli leggeva le favole della buonanotte invertendo i generi dei personaggi dei libri, in modo da offrire ai figli "personaggi stimolanti e originali". Tret'anni dopo Jonathan è diventato "un creativo esperto di tecnologia", sposato e con una figlia. L'idea di creare un libro in cui i generi di tutti i personaggi si invertissero è nata dal desiderio che la figlia "cresca in un mondo in cui le bambine possano essere forti e i bambini possano esprimere la loro vulnerabilità senza rabbia".
A quel punto l'autore ha fatto una cosa molto interessante: ha creato "un algoritmo per computer che scambiasse tutti i termini riferiti a uno o all'altro genere", trasformando quindi i "lui" i "lei", i "figli" i "figlie" e così via. Le storie, quindi, non sono state modificate a mano, da una persona che si è messa lì a leggerle e a cambiarle, ma sono state riscritte da un computer, grazie all'uso di un programma specifico.
Dopo la creazione dell'algoritmo bisognava scegliere a quali testi applicarlo e, assieme alla moglie Karrie Fransman, i due autori hanno deciso di scegliere i "Libri delle fate" di Andrew Lang, pubblicati fra il 1889 e il 1913. Una serie di libri che riuniva le più belle fiabe di tutto il mondo, comprese quelle dei Grimm, di Perrault, di Andersen e della Villeneuve.
Come spiegato dagli autori: "Le fiabe sono i libri ideali per il rovesciamento dei generi. Sono le prime storie che incontriamo da bambini e formano gli elementi costitutivi della narrativa. Ci permettono di vivere avventure fantastiche, impersonare ruoli e sconfiggere mostri. Cosa più importante, ci insegnano la differenza tra bene e male e fra codici morali che governano la nostra società [...]. E, d'altronde, questi racconti contengono tutta la magia e le possibilità della polvere di fata".
Gli autori hanno deciso di mantenere "il testo identico in tutte le sue parti, eccezion fatta per gli scambi di genere", anche a costo di mantenere alcune parole un po' antiquate (i testi originali furono scritti tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento).
Nella raccolta sono incluse 12 fiabe, scritte (almeno nella versione originale) da differenti autori (Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, Charles Perrault, Jacob e Wilhelm Grimm, Hans Christian Andersen):
  1. Bello e Bestia
  2. Cenerentolo, o lo scarpino di cristallo
  3. Il principe sul pisello
  4. Giacomina e il fagiolo magico
  5. Gretel e Hansel
  6. Il nel Raperonzolo
  7. Bucaneve
  8. Cappuccetto Rosso
  9. Il bello addormentato nel bosco
  10. Tremotina
  11. La gatta con gli stivali
  12. Mignolino
Confronterò ora un paio di testi di questa versione con quelli delle edizioni originali, così che vi possiate fare un'idea precisa di come sono state modificate le fiabe. Per il confronto ho usato i volumi della Donzelli e dell'Enaudi, poiché non avevo i volumi delle fiabe raccolte da Lang, su cui gli autori hanno invece fatto riferimento. Nei testi, quindi, seppur fedeli, è possibile riscontrare quale piccola differenza nella grammatica, nella sintassi della frase o nella scelta di alcuni termini (come la "torta alla crema" al posto della focaccia).
 
 1) "Cappuccetto Rosso" Ed. Donzelli (2016): "C'era una volta una bambina molto carina, ma così carina che in tutto il villaggio non ce n'erano di uguali. La sua mamma la adorava, e la nonna, che era pazza di lei, le aveva fatto fare una mantella rossa col cappuccio che le stava a meraviglia, tanto che in paese tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso.
Un giorno la mamma, che aveva fatto delle focacce, disse alla bambina: <<Ho saputo che la nonna è a letto malata, và a trovarla e portale questa focaccia e questo vasetto di burro>>."
 
 1) "Cappuccetto Rosso" Ed. Rizzoli (2021): "C'era una volta, in un certo villaggio, un ragazzino di campagna, la creatura più graziosa che si fosse mai vista. Suo padre gli voleva tanto bene; e suo nonno lo amava anche di più. Questo buon uomo aveva confezionato per lui una mantella rossa con un cappuccio, e al bambino stava tanto bene che tutti lo chiamavano Cappuccetto Rosso.
Un giorno suo padre, dopo aver preparato delle torte alla crema, gli disse: <<Mio caro, va' a vedere come sta il tuo nonnino, perché ho sentito dire che è molto malato; portagli una torta alla crema, e questo vasetto di burro>>."
 
 2) "Biancaneve" Ed. Einaudi (1951): "Una volta, nel cuore dell'inverno, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra dalla cornice d'ebano. E così, cucendo e alzando gli occhi al cielo per guardar la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue. Il rosso era così bello su quel candore, ch'ella pensò: <<Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come il legno di questa finestra!>> 
Poco dopo diede alla luce una figlioletta bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l'ebano; e la chiamarono Biancaneve. E quando nacque la regina morì.
Dopo un anno il re prese un'altra moglie: era bella ma superba e prepotente, e non poteva sopportare che qualcuno la superasse in bellezza."
 
2) "Bucaneve" Ed. Rizzoli (2021): "Tempo fa, nel mezzo dell'inverno, quando i ficchi di neve cadevano come piume sulla terra, un re stava seduto a cucire davanti a una finestra dalla cornice d'ebano nero. E mentre cuciva e guardava il candido paesaggio, si punse il dito con l'ago, e tre gocce di sangue caddero sulla neve fuori, e poiché il rosso spiccava così bene sul bianco, egli pensò: 
<<Oh! cosa non darei per avere un bambino bianco come la neve, rosso come il sangue e nero come l'ebano!>>.
E il suo desiderio fu esaudito, perchè poco dopo gli nacque un figlioletto dalla pelle bianca come la neve, labbra e guance rosse come il sangue, e dai capelli neri come l'ebano. Lo chiamarono Bucaneve, e poco dopo la sua nascita il re morì.
Dopo un anno la regina si risposò. Il suo nuovo marito era un uomo bellissimo, ma così altezzoso e arrogante da non poter tollerare alcun rivale in fatto di bellezza."
 
 
Sopra: L'immagine tratta dalla fiaba di "Bucaneve" mostra il protagonista, mentre viene ritrovato dalle nane, morto a causa della mela.
 
Come ogni buon libro di fiabe (specialmente se ispirato a quelli delle vecchie raccolte per bambini), non potevano mancare le illustrazioni, realizzate da Karrie Fransman, che è un'artista e autrice di fumetti.
Come lei stessa scrive: "Una volta invertito il testo toccava alle illustrazioni. [...] Ho cominciato facendo ricerche sui dipinti classici e le illustrazioni dei libri di fiabe e subito hanno iniziato a emergere degli schemi fissi. [...] Ho copiato questi disegni ma ho invertito completamente i generi per vedere l'effetto. Proseguendo nella ricerca, ho cominciato a disegnare le mie personali versioni, a generi rovesciati, facendo attenzione al nuovo equilibrio delle forze in ogni immagine.".
Per ogni fiaba è presente un'immagine a tutta pagina o anche a doppia pagina, più altre illustrazioni più piccoline inserite in mezzo ai testi.
Sono illustrazioni molto belle, dallo stile particolare e immediatamente riconoscibile. Molto spesso hanno un aspetto bidimensionale, ricco di dettagli, particolari ed elementi decorativi. Sono immagini dall'aspetto prezioso, curato e molto colorato. L'artista afferma di essersi anche documentata sulle origini di ogni fiaba "traendo ispirazione dai tessuti e dal mobilio dei Paesi e delle epoche in cui le storie erano nate, ma usando una tavolozza molto colorata per dare loro un tocco di modernità".
E' interessante vedere come l'artista ha rivisitato l'aspetto dei vari personaggi fiabeschi, rappresentando donne in armatura, giovani in bare di cristallo, orchesse, stregoni cattivi, bestie dai tratti spiccatamente femminili. Soprattutto in quest'ultimo caso il loro aspetto a volte risulta forse anche un po' esagerato (come la lupa che indossa i tacchi, nel bosco), tanto da risultare bizzarre e anche un po' "cringe". Io personalmente sono rimasta molto colpita dall'aspetto della lupa cattiva di Cappuccetto Rosso, che risulta piuttosto inquietante col fatto che fonde elementi animaleschi (volto da lupo e corpo ricoperto di pelo) ed altri spiccatamente umani (capelli, ciglia, rossetto, un vestito e dei tacchi).
 

Sopra: Le illustrazioni hanno un aspetto molto dettagliato e colorato, ricco di particolari e di elementi decorativi. Interessante come l'artista ha interpretato e modificato l'aspetto dei vari personaggi, cambiandone il genere. Qui sopra degli esempi con le fiabe di "Il bello e la bestia" e "Cappuccetto Rosso".
 
Ciò che colpisce maggiormente di queste illustrazione sono i colori, dai toni intesi, brillanti e vivaci. Queste immagini sono infatti delle vere e proprie esplosioni di colore.
Ogni immagine risulta coloratissima e spicca subito sullo sfondo bianco della pagina. L'artista, tuttavia, per ogni disegno ha utilizzato principalmente solo due o tre colori, sebbene poi ne compaiano anche altri, anche se utilizzati meno.
Ad esempio nell'immagine di "Bucaneve" predominano i verdi e i rossi (assieme a qualche azzurro), in quella di "Cenerentolo" il rosso, il viola e il giallo, ne "Il bello addormentato nel bosco" i blu e i rossi, ne "Il principe sul pisello" i rosa/viola e i verdi.
In ogni immagine sono quindi presenti sia colori caldi che freddi, creando una situazione di contrasto, ma solitamente l'artista ne fa prevalere uno in particolare: ad esempio nelle immagini di "Cenerentolo" e "Il principe sul pisello" predominano ad esempio i colori caldi, in "Bucaneve" e ne "Il bello addormentato nel bosco" quelli freddi.
 
 
Sopra: A colpire subito il lettore sono i colori, vivaci e brillanti. In ogni immagine sono presenti sia colori caldi che freddi, creando una situazione di contrasto, ma solitamente l'artista ne fa prevalere uno in particolare: nelle immagini di "Cenerentolo" (a destra) predominano ad esempio i caldi, in "Il bello addormentato nel bosco" (a sinistra) quelli freddi.
 
"Fiabe d'altro genere: storie di patrigni malvagi, lupe cattive e belli addormentati" di Karrie Fransman e Jonathan Plackettè un libro illustrato molto interessante, per vari motivi. Intanto per il fatto che ripropone le fiabe classiche rivisitate attraverso il cambio di genere dei vari personaggi in esse coinvolte. A tale proposito gli autori spiegano che "non stiamo affermando che esistano solo due generi intercambiabili", tuttavia la maggior parte delle culture divide il genere in "maschile" e "femminile" (anche se attualmente sarebbe più corretto parlare di "mascolinità" e "femminilità"). Aggiungendo che: "Invertendo le due principali costruzioni, vogliamo scardinare questo dualismo e chiedere al lettore di interrogarsi sui preconcetti riguardanti il genere nella società".
Tecnicamente questo tipo di rivisitazione potrebbe non sembrare nulla di così particolare, anche perché in effetti ci sono già stati casi di riscritture di fiabe in cui si è invertito il genere dei personaggi (un esempio si trova anche nella raccolta "Fiabe in rosso" con la fiaba di "Biancaneve"), spesso con l'intento di mostrare ai bambini che "le bambine possono fare le stesse cose che fanno i maschi" (più rari invece i casi in cui i bambini possono fare cose tipicamente descritte come femminili). La cosa degna di nota in queste rivisitazioni è che viene modificato il genere di TUTTI i personaggi in esse presenti, non limitandosi solo ai protagonisti.
Mi ha colpito poi scoprire che le fiabe sono state riscritte praticamente da un computer grazie a un programma apposito. Inizialmente ho pensato: perchè? Non sarebbe stato più facile riscriverle di persona?. Jonathan però spiega: "Una delle motivazioni iniziali per creare l'algoritmo era guardare il mondo da una prospettiva diversa dalla mia. E mentre alcuni dei cambiamenti erano prevedibili, altri rivelavano collegamenti impercettibili che non avevo mai notato". Un computer, infatti, non è influenzato da elementi culturali e sociali, semplicemente esso esegue le istruzioni che gli vengono fornite tramite il programma, senza interrogarsi su di esse. Così facendo, ad esempio, non si parla più di "fratelli e sorelle" o di "Hansel e Gretel", ma di "sorelle e fratelli" e di "Gretel e Hansel". Inoltre così ci si scontra con le circostanze biologiche (tra cui il parto in particolare), che alla fine gli autori hanno deciso di far rimanere invariate: abbiamo così uomini che partoriscono figli o figlie. Come? Con la magia (la fiaba è un racconto con elementi magici e meravigliosi, così gli autori si sono detti "tanto vale sfruttarli").
Un altro elemento che rende questo libro un'opera pregiata (non solo come testi, ideologia, ma anche come edizione) sono le illustrazioni, realizzate da Karrie Fransman, che è un'artista e autrice di fumetti. 
Sono illustrazioni molto belle, raffinate, ricche di dettagli, particolari ed elementi decorativi. Sono immagini dall'aspetto prezioso, curato e molto colorato (con colori intensi, vivaci e brillanti).
Questo volume è un libro molto bello che presenta ai lettori alcune fiabe rivisitate, che invertono i generi dei vari personaggi in esse presenti. Un libro che vuole far riflettere sulle differenze di genere e prende le fiabe come esempio. Come scrivono gli autori: "Il nostro obiettivo è nientemeno che fare luce e smontare gli stereotipi di genere di cui sono intessute le storie che ci vengono raccontate fin dall'infanzia".
Riguardo alle fiabe e agli stereotipi bisognerebbe aprire una parentesi, in quanto, secondo diversi studi i personaggi delle fiabe sono rappresentati in maniera molto semplice (stereotipata) per mostrare al bambino la complessità del mondo proponendo un linguaggio adatto a lui. Secondo Max Luthi i personaggi delle fiabe sono privi di spessore corporeo e di profondità psichica, secondo Solinas Donghi essi sono "poco fisionomisti" (cioè non si riconoscerebbero senza l'aiuto di oggetti particolari) e secondo Valentina Pisanty essi mancano di una caratterizzazione, concetto ribadito anche d Bettelheim, che afferma come i personaggi fiabeschi non sono ambivalenti (un personaggio non può avere più di una caratteristica). Le fiabe infatti scindono la complessità del mondo reale mostrando al bambino personaggi monodimensionali: buoni o cattivi. Personaggi differenti all'interno di una stessa fiaba rappresenterebbero quindi tutti il lettore (e vari aspetti della sua interiorità): principi e principesse rappresenterebbero il suo lato maschile e femminile, i buoni e i cattivi le sue parti buone o negative, la fanciulla e la bestia la sua parte umana e quella animale (schiava degli istinti primordiali).
Detto ciò il libro è comunque interessante e sicuramente in grado di offrire dei buoni spunti di riflessione. Per proporlo a dei bambini io glielo presenterei semplicemente come una delle (numerose) rivisitazione fiabesche e lascerei che fossero i lettori a trarre le loro conclusioni e riflessioni in merito. Non glielo proporrei subito esplicitamente come libro "per combattere gli stereotipi di genere", con il rischio di appiattire la bellezza di queste fiabe e di renderle un mero testo creato in funzione di qualcos'altro, e non per il semplice piacere dell'ascolto (o della lettura). 
D'altronde non era intenzione degli autori mettere le fiabe al rogo, ma semplicemente proporre una differente prospettiva su di esse, non a caso un altro sottotitolo del titolo cita: "Cambia il punto di vista per cambiare la storia". Ho apprezzato inoltre che abbiano deciso di mantenere i testi originali andando a cambiare solo il genere dei personaggi (e talvolta di alcuni oggetti), evitando di addentrarsi in riscritture che non avrebbero reso il senso dei testi (un po' come era capitato con la riscrittura di alcune fiabe della raccolta "Fiabe in rosso").
 
Tale libro illustrato è stato pubblicato originariamente nel 2020 col titolo "Gender swapped Fairy Tales" dalla Faber & Faber Limited ed è stato edito in italiano dalla Rizzoli nel 2021. L'opera ha una copertina rigida, ha 204 pagine e misura 23,8 cm d'altezza e 19,5 cm di lunghezza e costa 20 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 16 novembre 2020

Magickal Faerytales: an enchanted collection of retold tales di Lucy Cavendish e J. Beckett-Griffith

"Magickal Faerytales: an enchanted collection of retold tales" è una raccolta di 12 fiabe riscritte da Lucy Cavendish e illustrate da Jasmine Beckett-Griffith, un'artista specializzata in opere d'arte fantasy e gotiche.

Sopra: Sulla copertina di "Magickal Faerytales: an enchanted collection of retold tales" è presente l'illustrazione della fiaba "Cappuccetto Rosso" di Beckett-Griffith.

Come ho accennato all'inizio questa raccolta contiene 12 fiabe rivisitate da Lucy Cavendish (in realtà 11 fiabe rivisitate più una inventata da lei), la quale, come spiega lei stessa nell'introduzione, ha sempre amato i racconti fiabeschi, un genere letterario che ha accompagnato migliaia di lettore per migliaia di anni, in forma orale o scritta.
Le fiabe sono un genere letterario che è sopravvissuto per migliaia di anni modificandosi e Cavendish spera che questo volume andrà a costituire un'altra piccola aggiunta a quel lignaggio. Come spiega infatti l'autrice: "While these tales are based on the traditional tellings (racconti), I set out (deciso) to explore the stories from sightly (leggermente) different point of view. I wanted, as i kept saying when the people would ask me what I was working on, to tease out (tirare fuori) the magick within (all'interno) the tales". Le fiabe infatti sono importanti per comprendere come sopravvivere a un mondo ostile e imparare a orientarsi in mondi nuovi. All'autrice tali storie ispirano coraggio "and tell us that, no matter the hardship, we cab continue to be ourselves and find our way to freedom".
Secondo Cavendish, quindi, i racconti fiabeschi possono essere ancora molto di aiuto e di supporto alle generazioni attuali, per questo ha deciso di riscriverli senza modernizzarli, creando però dei protagonisti che riflettono i nostri più profondi istinti di sopravvivenza e che ci fanno diventare chi siamo realmente.
Dopo ogni racconto, inoltre, l'autrice ha voluto aggiungere una parte (una sorta di appendice alla fiaba) che esplora in modo dettagliato alcuni aspetti di ciascuna storia poiché "Discovering (scoprire) the magick woven (intessuta) into each of the stories is a fascinating ad fulffilling (appagante) way to enter into their mysteries and enchantment". In questa parte sono compresi anche dei riferimenti molto interessanti, per quanto brevi, alle versioni originali delle storie rivisitate dalla Cavendish.
Le fiabe presenti in questa raccolta sono: "Snow White", "Red Riding Hood", "Rumpelstiltskin", "Hansel and Gretel", "The goose girl", "Snow White and Rose Red", "Rapunzel", "Brother and sister", "Bauty and the Beast", "Cinderella", "The sleeping beauty" e "The ninth wave".
In realtà la maggior parte della fiabe presenta parecchi elementi in comune con le loro versioni originali. Vi porto come esempio un pezzo della fiaba di "Cinderella".

Versione della Lucy Cavendish (2019): "Once there was a beautyfull woman who loved her husband and their daughter (figlia), Ellorah. The woman little's family was bright (luminosa) with joy and strong in conviction, and godness was their heart's creed. [...]
And all of their world was peaceful and happy. But after one very long winter, the woman was never quite well again. Even though the summer was glorious, and the autumn a golden song, it became clear to all who loved her that she was dying (stava morendo). When she fel her time was near she called her daughter to her [...]
<<Ellorah>>, she whispered (sussurrò), once her doughter had ceased to sob (singhiozzare), knowing now her mother would soon leave. <<Be kind, be brave, and know how very loved you are>>
When Ellorah's mother died, she was put to rest (messa a riposare) in the earth in the garden, near the well (pozzo), and a copper of beech (faggio) tree was planted over her grave (tomba). Each day, Ellorah would go to the grave, tend to the beech tree, and talk to her mother.[...]
When the snow melted (sciolse) into spring a third time, the girl had a stepmother, for her father, whose hair turned silver when Ellorah mother died, believed he had found happiness again."

Versione dei Grimm (Ed. Enaudi, 1951): "La moglie di un ricco si ammalò, e quando sentì avvicinarsi la fine, chiamò al capezzale la sua unica figlioletta e le disse:- Bimba mia, sii sempre docile e buona, così il buon Dio ti aiuterà e io ti guarderò dal cielo e ti sarò vicina-. Poi chiuse gli occhi e morì. La fanciulla andava ogni giorno sulla tomba della madre, piangeva ed era sempre docile e buona. Quando venne l'inverno, la neve coprì la tomba di un suo bianco drappo, e quando il sole di primavera l'ebbe tolto, l'uomo prese moglie di nuovo."

Come potete leggere, anche se la versione della Cavendish risulta sicuramente più lunga, vi sono diversi elementi in comune: la madre che chiama al capezzale la figlia prima di morire dicendole di essere sempre buona, la bambina che va ogni giorno sulla tomba della madre, il padre che si risposa con una donna con due figlie quando la neve si scioglie...
Le somiglianze con la fiaba originale comunque continuano: ad esempio il padre di Ellorah parte per un viaggio d'affari chiedendo alle figlie cosa vogliono che lui porti loro, ed Ellorah gli chiede il primo ramo che gli urta il cappello, anche se, nella versione della Cavendish, il padre muore durante il viaggio, non facendo più ritorno a casa.
In questa versione è stato poi aggiunto l'episodio in cui le sorelle e la matrigna di Cenerentola le strappano il vestito per non farla andare al ballo, mentre manca la richiesta della matrigna, la quale chiedeva a Cenerentola di separare dalla cenere un mucchio di lenticchie. Nella versione della Cavendish sono inoltre presenti alcuni elementi provenienti dalla versione di Perrault quali la fata madrina e la scarpina di vetro.
Insomma, l'autrice ha evidentemente mantenuto alcuni elementi appartenenti alle versioni originali delle fiabe, aggiungendone poi altri inventati da lei.

Sopra: L'illustrazione di Beckett-Griffith della fiaba "Cinderella".

Le illustrazioni di Jasmine Beckett-Griffith hanno uno stile molto particolare e immediatamente riconoscibile, che si ispira a quello dei manga giapponesi. I personaggi rappresentati da questa artista, infatti, presentano teste molto più grandi rispetto al resto del corpo, con occhi grandi ed espressivi contornati da folte ciglia nere, nasi piccoli e tondeggianti, e bocche piccole e carnose.

 
Sopra: Le illustrazioni di Jasmine Beckett-Griffith hanno uno stile molto particolare e immediatamente riconoscibile, che si ispira a quello dei manga giapponesi. I personaggi rappresentati da questa artista, infatti, presentano teste molto più grandi rispetto al resto del corpo, con occhi grandi ed espressivi contornati da folte ciglia nere, nasi piccoli e tondeggianti e bocche piccole e carnose.

All'interno del volume sono comprese solo 15 illustrazioni a colori a tutta pagina, presenti sempre all'inizio di ogni fiaba, mentre poi ve ne sono altre in bianco e nero di più piccole sparse in mezzo ai testi.
Nelle immagini a colori l'artista ha utilizzato delle tinte dai toni accesi e brillanti. I colori sono stati stesi talvolta in maniera intensa e carica, mentre altre volte con tonalità più delicate e leggere. Ad esempio le tonalità più intense sono state utilizzate spesso per i vestiti dei vari personaggi, mentre per il loro incarnato l'artista ha utilizzato un rosa tenue.

   

Sopra: Nelle immagini a colori l'artista ha utilizzato delle tinte dai toni accesi e brillanti. I colori sono stati stesi talvolta in maniera intensa e carica, mentre altre volte con tonalità più delicate e leggere. Ad esempio le tonalità più intense sono state utilizzate spesso per i vestiti dei vari personaggi (come gli abiti di Biancaneve), mentre per il loro incarnato l'artista ha utilizzato un rosa tenue.

"Magickal Faerytales: an enchanted collection of retold tales" è una raccolta di fiabe riscritte dalla Lucy Cavendish, la quale ha combinato vari elementi dei racconti originali con altri inventati da lei. Le parti in fondo a ogni fiaba, che spiegano alcuni dettagli e curiosità riguardo alcuni elementi delle storie, sono alquanto interessanti.
Le illustrazioni di Jasmine Beckett-Griffith sono belle, colorate e alquanto particolari, anche se magari si sarebbero potute inserire più immagini a colori nella raccolta, magari un paio per ogni fiaba anziché una sola, visto che ogni racconto è lungo una dozzina di pagine.
Quest'opera rimane comunque una bella raccolta, con delle interessanti rivisitazioni e approfondimenti delle fiabe classiche più o meno conosciute, e con delle belle ed originali illustrazioni.

Quest'opera è stata pubblicata nel 2019 dalla Llewellyn Worldwide, ha 270 pagine, misura 28,2 cm d'altezza e 21,5 cm di lunghezza e costa 31,58 euro (oppure 32,95$).

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