lunedì 24 agosto 2026

Gli Animali Fantastici: dove trovarli di Newt Scamander e Olivia Lomenech Gill

"Gli Animali Fantastici: dove trovarli" scritto da Newt Scamander (nome dietro la quale c'è sempre la Rowling) è illustrato da Olivia Lomenech Gill, fa parte della così detta "Biblioteca di Hogwarts", una collezione di tre celebri libri scritti da J.K. Rowling e facenti parte dell'universo magico di Harry Potter, di cui gli altri due titoli sono "Le fiabe di Beda il Bardo" e "Il Quidditch attraverso i secoli".
Il volume di cui vi parlerò è praticamente un'enciclopedia che raccoglie 81 specie di animali magici del mondo creato dalla Rowling per Harry Potter.
 
 Sopra: Sulla copertina dallo sfondo blu vediamo comparire il disegno di un
 
Quest'opera è considerata un classico in tutto il mondo magico. Presenta una straordinaria varietà di creature magiche, dall'Acromantula allo Yeti, passando per dieci diverse razze di draghi, tutte splendidamente illustrate a colori dalla geniale Olivia Lomenech Gill, vincitrice della Carnegie Medal for Illustration 2025. 
Gli anni di avventure ed esplorazioni del celebre magizoologo Newt Scamander hanno dato vita a un'opera di ineguagliabile importanza, ammirata dagli studiosi, divorata da giovani maghi e streghe e persino resa disponibile ai Babbani nei primi anni di questo secolo. 
 Come scrive l'autore, Scamander: "Gli Animali Fantastici: dove trovarli è sttao un atto d'amore sotto molti punti di vista. Rilleggendo questo vecchio libro rivivo dei ricordi che sono icnisi su ogni pagina, anche se invisibili ai lettori. Nutro la più sincera speranza che una nuova generazione di Streghe e amghi trovi sempre nelle sue pagine la motivazione per amare e proteggre gli incredibili animali con i quali condividiamo la magia."
Il libro si apre infatti con una prefazione e un'introduzione, con lui l'autore ci spiega, secondo il Ministero della Magia, cos'è considerato un animale e come si è evoluta tale definizione nel corso del tempo, arrivando infine a questa definizione: "qualunque creatura dotata di intelletto sufficiente da comprendere le leggi della comunità magica ed assumersi parte della responsabilità di stilare quelle leggi." Si parla poi della consapevolezza dei babbani riguardo all'esistenza degli animali magici, come vengono protetti e l'importanza della Magizoologia.
Di seguito abbiamo poi una serie di creature magiche, ognuna seguita da una breve descrizione/presentazione, presentate in ordine alfabetico. 
Con questa splendida edizione illustrata, i lettori possono esplorare la fauna magica di cinque continenti comodamente seduti in poltrona. "Animali fantastici e dove trovarli" è una lettura imprescindibile a Hogwarts. 
 
 Sopra: Le pagine dedicate all'Ippogrifo, raffigurato nella pagina a sinistra assieme a un cucciolo.
 
Come ogni buon bestiario enciclopedico che si rispetti le descrizioni degli animali non possono che essere accompagnate da delle illustrazioni che rappresentino le varie creature che si vuole far conoscere ai lettori.
In questo caso le illustrazioni sono state affidate a Olivia Lomenech Gill, laureata in discipline teatrali all'Università di Hull e ha conseguito un Master of Arts in incisione al Camberwell College. È diventata un'artista riconosciuta e le sue opere sono state esposte nelle più importanti fiere d'arte di Londra. 
Olivia Gill ha uno stile piuttosto riconoscibile, che si caratterizza per le linee sporche e i tratti un po' abbozzati dei disegni, usando linee veloci, nervose e trateggiate, mai troppo rifinite o precise, creando immagini che, in casi estremi, sembrano quasi dei bozzetti.  
Anche la stesura dei colori è spesso fatta in modo da risultare volontariamente confusionaria, poco preciso e abbizzata, soprattutto per quanto riguarda gli sfondi, a volte caratterizzati da grandi pennellate poco precise che riempiono ampi spazi e, nel casi di ambienti acqautici , servono a creare alghe o dare l'idea delle onde. I colori usati dalla Gill sono sempre un po' sporchi, talvolta pastosi e altre volte acquerellati. L'artista comunque non si dà limiti nella scelta dei colori, anche se non ho mai visto comparire tinte come il rosa o il viola, ma ci sono alcune immagini che sicuramente risultano più colorate di altre, mentre in alcune prevalgino essenzialmente i neri e i grigi.
Devo dire che non ho apprezzato tutte le creature realizzate: alcune secondo me le ha fatte troppo piccole e abbozzate. Ad esempio le varie razze di drago, nonostante avesse un'intera pagina per ritrarre ciascuna di esse, a volte le ha fatte grandi neanche una decina di centimetri, per cui molti particolari sfuggono. Anche la rappresentazione dell'Avvincino l'ho trovata deludente, poichè ritratta da lontano con una forma in prevalenza umanoide, se confrontata con l'illustrazione fatta da Jim Kay in confronto quella della Gill impallidisce. Deludente anche l'immagine della Fata, che l'artista ha ritratto grande 2 centimetri e in stile tipo Silhouette, quando credo che avrebbe potuto sbizzarrirsi molto con questa creatura, anche grazie all'ampia iconografia esistente.
Alcune creature poi hanno un aspetto che si differenzia poco o niente rispetto a dei normali animali tipo: il nogtail (simile a un maialino), lo snaso (che ha ritratto uguale ad una talpa), il Moke (uguale ad una iguana), il Kneazle (ritratto particamente come un lince), l'erumpent (uguale ad un rinoceronte). Anche i Maridi sono stati ritratti con l'aspetto classico delle sirene, con volti come quelli umani mentre nel libro essi non hanno un aspetto così piacevole, in quanto hanno tratti in comune con i pesci. Nei libri di Harry Potter sono descritti così: "Il popolo delle sirene aveva la pelle grigiastra e lunghe, arruffate chiome verde scuro. Gli occhi erano gialli, come i denti spezzati, e portavano spesse collane di ciottoli attorno al collo."
Tra le creature che invece mi sono piaciute ci sono ad esempio: il grifone, il centauro, la fenice, l'unicorno, il graphron, l'Occamy. 

 

   
Sopra: Alcune delle creature illustrate dalla Gill che troverete all'interno del volume, tra cui un Ippocampo, i draghi, l'Acromantula e un Augurey.
 
 

  

 Sopra: In alto la Fenice disegnata dalla Gill mentre subito sotto una Fenice disegnata da Jim Kay, per la saga di Harry Potter; in centro a sinistra altri esempi di fenici tratte da volumi quali "Il libro delle creature magiche" di Jody Revenson, "Il libro dei Segreti" di Arthur Spiderwick e "Mostrologia" del Dott. Drake. In centro a destra il disegno di un Kelpie tratto da "Il libro dei Segreti" di Arthur Spiderwick, da confrontare con le pagine sul Kelpie della Gill, in basso.
 

Sopra: In alto un Unicorno disegnato dalla Gill mentre in basso vi ho messo altri unicorni tratti da volumi quali , "Il libro dei Segreti" di Arthur Spiderwick, "Harry Potter e la Pietra Filosofale" illustrato da Jim Kay e "Mostrologia" del Dott. Drake.


  

 

  
Sopra: In alto l'Avvincino disegnato dalla Gill mentre subito sotto altri due Avvincini tratti però rispettivamente da "Il libro delle creature magiche" di Jody Revenson e da "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" illustrato da Jim Kay.  Al centro invece un Grifone disegnato dalla Gill, mentre sotto a sinistra un branco di grifoni disegnati da Jim Kay, sempre per il terzo volume della saga di Harry Potter. A destra altri esempi di grifoni tratti da volumi quali "Il libro dei Segreti" di Arthur Spiderwick, "Dragologia" e  "Mostrologia" del Dott. Drake e "Il libro delle creature magiche", da confrontare con quello della Gill.


Sopra: In alto un Ungaro Spinato disegnato dalla Gill mentre subito sotto la medesima razza di drago disegnata da però da Jim Kay per il volume di "Harry Potter e il Calice di Fuoco", una differenza abissale.
 
"Gli Animali fantastisti: dove trovarli" di Newt Scamander (alias J.K. Rowling) è un bestiario magico basato sul mondo di Harry Potter, che vuole mostrare ai fan della serie tutte le creature fantastiche che poplolano questo mondo magico.
Avendo recuperato di recente tutta la saga di Harry Potter ed essendo un'appassionata di bestiari di creature fantastiche ho deciso di recuperare anche quest'opera che fa parte della "Biblioteca di Hogwarts", tre celebri libri scritti da J.K. Rowling e facenti parte dell'universo magico di Harry Potter.
Ho trovato interessante più che altro l'introduzione e la prefazione, in cui l'autore si presenta e dice come è nato questo libro. Compare anche il nome di Rita Skeeter, giornalista comparsa anche nel quinto e sesto libro di Harry Potter e forte detrattrice di Silente e che scopriamo aver scritto anche un opera dedicata a Newt Scamander: "Uomo o mostro? La verità su Newt Scamander".
L'autore ci spiega poi cosa si intende con "animale" nel mondo magico, in quanto avendo a che fare con creature come fate, goblin, troll, elfi ecc... non è scontato fare questa precisazione: ad esempio i Troll rientrano tra gli animali, a differenza dei Goblin e degli Elfi domestici che invece non sono presenti. Ci sono anche specie che non sarebbero rientrate nella definizione di "animali" ma che hanno chiesto loro stessi di venire classificate in questo modo, come i Centauri e i Maridi. 
Divertente il capitoletto dedicato ai babbani, dove si spiega come un tempo essi fossero consapevoli dell'esistenza delle creature magiche, peccato che: "Una comprensione imperfetta è spesso più perciolosa dell'ignoranza, e il timore dei babbani nei confronti della magia fu senza dubbio accresciuto dal terrore di ciò che poteva annidarsi nei loro orti. La persecuzione babbana dei maghi a quel tempo stava raggiungendo vette fino ad allora sconosciute e gòi avvistamenti di bestie come Draghi e Ippogrifi contribuivano a provocare l'isteria babbana." La Confederazione internazionale dei Maghi decise quindi di celare definitivamente l'esistenza delle creature amgiche ai babbani, contribuendo a farci credere alla loro non esistenza e creando un intero dipartimento al Ministero che si occupa di tenere nasconste le creature magiche e di intervenire nel caso in cui qualche babbano le avvistasse.
Per quanto riguarda la parte dedicata ad illustrare le creature, essa ne presenta ai lettori 81, molte delle quali però vengono mostrate in modo piuttosto veloce e brevemente. Le bestie sono elencate in base all'ordine alfabetico, il che nell'edizione italiana ha portato a un po' di confusione in quanto troviamo animali che iniziano con una certa lettera poste prima o dopo quello che avrebbe dovuto essere il loro posto giusto. Errore dovuto alla traduzione, infatti un animale come la Fenice in italiano iniza con la F mentre in inglese sarebbe Phoenix (e quindi iniza con P), oppure il Vermicolo in inglese sarebbe Flobberworm, o il Sercorno in inglese è Horned Serpent, o i Maridi in inglese sono i Merpeople, l'Alastridente invece sarebbe lo Snallygaster, ecc... Per fortuna sotto al nome della creatura compare anche quello inglese nel caso di differenze tra i due, e in fondo c'è comunque l'indice con i nomi che riporta ai lettori alla pagina giusta.
Le illustrazioni di Olivia Lomenech Gill le ho trovate a volte belle a volte un po' deludenti per me, che ho visto tanti bestiari e che ho ancora impresse nella mente le illustrazioni di Jim Kay che sono super curate e dettagliate, mentre quelle della Gill si caratterizzano per la rapidità e incertezza del tratto. Alcune creature secondo me sono state ritratte un po' troppo piccole e alcune non rendono pienamente giustizia alla bestia ritratta.
Tra gli animali che possiamo trovare all'interno di questo bestiario troviamo sia bestie piuttosto note e conosciute un po' da tutti (tipo: fenici, unicorni, centauri, cavalli alati, troll, fate, mostri marini...), che altre nuove e inventate proprio dall'autrice. Tra queste ultime quelle che ho preferito sono state: il Mooncalf (una creatura con occhi rotondi e sporgenti in cima alla testa e quattro zampe lunghe e ossute con enormi piedi piatti, i quali eseguono danze rituali sulle zampe posteriori sotto la luna piena); il Puffskein (di forma sfericca e ricperto di una pelliccia color crema, ha una lunghissima e sottile lingua rosa che predilige ficcare su per il naso dei maghi addormentati per mangiare le loro caccole) e Golde Snidget (un uccello col becco lumgo e sottile, rotondo, ma veloce e in grado di cambiare direzione molto rapidamente; un tempo veniva usato come Boccino d'Oro nel gioco del Quidditch).
Sebbene abbastanza scarno di testo alcune informazioni le ho trovate molto interessamti, tra cui quelle rogardanti alcuni animali che avevo incontrato nella saga e quelle relative ad un'altra scuola di magia di cui non sapevo l'esistenza: la scuola di Magia e Stregoneria di Ilvermorny, in America, la cui preside è stata una certa Isotta Sayre, e le cui Case si contraddistinguono per avere come animali un Serpenticorno, un Tuono Alato e un Wampus.
Nell'insieme l'enciclopedia è ben fatta e carina, anche se non so se vale la pena di pagarla quasi 35 euro, anche perchè mi sono accorta che in realtà alcune creature citate nei libri qui sono invece assenti, tipo: la Puffola Pigmea e i Thestral. Posso capire la mancanza della prima ma non riesco proprio a giustificare quella dei secondi, a cui la Rowling ha dedicato anche alcuni parti del quinto libro. Forse la cosa è dovuta al fatto che questo testo è stato pubblicato originariamente nel 2001 e quindi prima che la Rowling scrivesse il quinto volume, però avrebbero anche potuto fare un'integrazione successivamente, dato che il volume è finito in ristampa tante volte e in tante edizioni diverse.
Un volume perfetto sicuramente per gli appassionati della saga di Harry Potter, ma che può essere interessante anche per chi non è particolarmente avezzo all'opera dela Rowling ma a cui piacciono le creature fantastiche (da prendere eventualmente con qualche sconto in questo caso). 

Quest'opera è stata edita nel 2001 dalle Bloomsbury Publishing Plc col titolo "Fantastic Beasts and Where to Find Them" ed è stata pubblicata in italiano sempre nel 2017 dalla Salani Editore. Ha la copertina rigida, ha 160 pagine, misura 29,6 cm d'altezza e 25,5 cm di lunghezza e costa 34,80 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

venerdì 21 agosto 2026

La grammatica ti salverà la vita di Massimo Birattari

"La grammatica ti salverà la vita", con el illustrazioni di Allegra Agliardi, è un libro scritto da Massimo Birattari, il quale è autore di vari libri sull’italiano, tra cui "È più facile scrivere bene che scrivere male" (2011), "Grammatica per cani e porci" (2020) e il manuale per studenti delle superiori "Come si fa il tema" (Feltrinelli UE, 2019). Tra i suoi libri per ragazzi troviamo: "I rivoltanti romani" (con Terry Deary, 1999); "I barbuti barbari" (2008) e "Vite avventurose di santi straordinari" (2009), entrambi con Chicca Galli; e per Feltrinelli Kids "Benvenuti a Grammaland" (2011; 2020), "Scrivere bene è un gioco da ragazzi" (2013), "Leggere è un’avventura" (2014), "L’Italia in guerra" (2015), "Terrore a Grammaland" (2018) e "Avventura sull'isola dei grammasauri" (2021).
 
 
Sopra: Sulla copertina vediamo il titolo comparire scritto all'interno di un foglietto bianco attaccato al tronco di un albero con un coltello.
 
La grammatica vi fa paura? Quando consegnate una verifica tremate già al pensiero dei segnacci rossi e blu che la tempesteranno? Be', un brutto voto non è niente al confronto a quello che succede ai protagonisti di questo libro, ragazzi come voi che, grazie a un misterioso benefattore, trascorrono una settimana in una villa-castello nel cuore di una valle sperduta dove piove sempre, i cellulari non prendono, non c'è internet e qualcuno ha pure tagliato i fili del telefono. 
"Luca lascia cadere lo zaino, ne estrae un foglio spiegazzato che allunga alla mamma, appende il giubbotto all'attaccapanni, lancia le scarpe verso lo sgabuzzino, e con un salto atterra sul divano.
La mamma cerca di stirare il foglio sul tavolo, si siede e comincia a leggere.
AI GENITORI DEGLI ALUNNI DELLA VB
L'anno scorso un illustre benefattore ha firmato un accordo con il provveditorato, offrendo alle scuole elementari e medie della nostra provincia l'uso di una grande villa-albergo di sua proprietà. [...]
Grazie alla generosità del nostro benefattore, trascorreremo SENZA SPESE DA PARTE DELLE FAMIGLIE l'ultima settimana di ottobre sulle sponde del Lago Tentacolo, nei pressi dell'Orrido del Piano, nel cuore di quella Val Pelledoca celebre per il paesaggio incontaminato  [...] 
Durante la settimana i ragazzi, accompagnati dai loro insegnanti, potranno esplorare e orientarsi in una natura lussureggiante, si divideranno le faccende domestiche, parteciperanno ad attività formative e svolgeranno un programma scolastico specifico che, su richiesta del generoso benefattore, darà particolare spazio alla grammatica, anche in virtù di alcune caratteristiche del luogo.
In compenso, ci sono pericolose creature delle tenebre licantropi, vampiri, fantasmi e mostri assortiti - che attaccano quando sentono l'odore degli errori di grammatica. 
Fra torri, fossati, un'inquietante biblioteca, corridoi bui, misteriosi rumori notturni, inspiegabili apparizioni e naturalmente un passaggio segreto, l'orrore incombe sugli errori. Con l'aiuto del professor Mangiafuoco, i ragazzi dovranno salvare la pelle districandosi fra i trabocchetti di verbi transitivi, intransitivi, attivi e passivi, di soggetti, predicati e complementi, di pronomi relativi e congiuntivi a rischio, di punti, virgole e perfino punti e virgola, per scoprire poi le regole della fabbrica delle parole e i segreti del vocabolario. Fino al colpo di scena finale. 
 
 Sopra: Le pagine che narrano dell'arrivo alla villa, avvenuto ovviamente durante un temporale.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni di Allegra Agliardi le quali sono carine (anche se nulla di eccezionale), con uno stile di disegno non troppo realistico, praticamente privo di contorni, con linee irregolari, con disegni realizzati ad acquerello.
Essendo prive di linee o contorni i disegni rappresentano soggetti abbastanza semplici, che possono essere abbozzati con poche linee. Si tratta di immagini che accompagnano i testi, di solito rappresentando qualche particolare citato in questi ultimi. Troviamo ad esempio: pipistrelli neri, un calamaio di colore viola con lunghi tentacoli, gli alberi di un bosco, armature, a volte delle persone, tipo i bambini o il professor Mangiafuoco, ma anche alcuni mostri (tipo il volto di un vampiro, un teschio, dei lupi mannari, fantasmi).
Anche l'utilizzo dei colori è abbastanza circoscritto, in quanto l'artista usa principalmente tinte quali: il rosso scuro, il giallo ocra, il nero, il bianco, il verde e il viola. I colori sono stesi in maniera acquerellata, quindi con parti che risultano più intense ed altre più leggere e hanno delle tonalità abbastanza scure, anche se brillanti. 
La parte grafica in generale è piuttosto curata e fatta per fondersi con i testi, infatti, oltre a vari disegni e disegnini sparsi qua e là nelle pagine, compaiono nella storia anche delle lettere o dei documenti particolari  che vengono contornati e dipinti come se si trattassero di veri fogli inseriti ad un certo punto nel testo. 
 

 

   
Sopra: Alcune pagine interne che mostrano delle illustrazioni di Allegra Agliardi, realizzate ad acquerello e dai tratti irregolari. In alto possiamo vedere rappresentato un teschio e delle catene, poi un bambino e un pipistrello, e un fantasma etereo e infine il volto di un vampiro e il professore Mangiafuoco, con il suo poncho giallo e lo zaino in mano.
 
"La grammatica ti salverà la vita" di Massimo Birattari è un libro per bambini e ragazzi scritto con l'intento di cercare di insegnare qualcosa di grammatica ai propri lettori, inserendo le lezioni in un contesto di tipo horrorifico per farle sembrare più emozionanti e divertenti.
La cornice narrativa che deve fungere da scusa per poter svolgere queste lezioni di grammatica è data da un benefattore che decide di ospitare gli studenti di una classe quinta primaria e di una seconda della secondaria di primo grado nella propria villa per una settimana, facendo svolgere loro delle lezioni incentrate sulla grammatica. Come chiede un genitore alla riunione per l'iscrizione dei ragazzi al campo estivo: "A proposito di didattica" chiede un papà. "Come mai questo spazio particolare riservato alla grammatica?"
"Ah, questa è forse la cosa più interessante. È stato il nostro benefattore a insistere. Chissà, magari è una specie di senso di colpa per quella pubblicità, "il Digestivo Depurativo che poi ringrazi d'esser vivo", con quel che scorretto. Fatto sta che si è proposto di fare tutto quello che può per favorire l'apprendimento grammaticale. Anche con metodi... ehm... poco ortodossi." 
Tale benefattore è infatti il commendator Ghislazoni, diventato ricco grazie al celebre Amaro Torcibudella, che provocava delle buffe esplosioni nell'apparato digerente durante la discesa.
Quando i ragazzi giungono nella villa viene loro presentato il personale e le regole del campo estivo: "A tutti voi sarà richiesto non solo di aiutare ad apparecchiare e sparecchiare, ma anche di servire ai tavoli, tenere in ordine la vostra stanza, rifare i letti.
Ogni giorno poi i bambini di quinta devono riunirsi in biblioteca per partecipare alle lezioni di grammatica, peccato che durante la prima lezione scoprono che un'antica maledizione grava sulla villa e il territorio che la circonda, infestato da una "stirpe particolare di creature delle tenebre", le quali sono attratte dagli errori (o orrori) grammaticali. I ragazzini quindi dovranno cercare di commettere meno errori possibili durante le lezioni per evitare che i mostri riescano ad entrare nella villa per mangiarseli.
Come argomenti grammaticali si tratta: dell'uso dell' H, della L e della GL, dei verbi transitivi e intransitivi, il soggetto (compresi i sottintesi e le forme impersonali), pronomi relativi e complementi, l'indicativo e il congiuntivo, la punteggiatura e l'uso del dizionario.
Se tutto sommato i primi due sono anche argomenti abbastanza semplici, già la differenza tra verbi transitivi e intransitivi metterebbe in difficoltà la maggior parte degli adulti, e le spiegazioni fornite dal professor Mangiafuoco richiedono la massima concentrazione per essere capite, poiché sono sostanzialmente delle vere e proprie lezioni di grammatica. 
"Be', la prima frase è semplice, pensa Pietro. Sa che i verbi transitivi sono quelli che reggono un complemento diretto, cioè unito direttamente al verbo senza una preposizione come di, a, in. Le streghe preparano... Che cosa? Pozioni! Complemento oggetto, quindi il verbo preparare è transitivo. Lo stesso per la frase sul dottor Frankenstein, che dà (che cosa?) la vita (complemento oggetto) al suo mostro: dunque anche dare è transitivo. Sulle altre però ha qualche dubbio, e alza la mano per chiedere consiglio.
"Anche tra ulula e notte non c'è niente, e lo stesso tra riposò e un quarto d'ora: ululare e riposare sono verbi transitivi?"
Mangiafuoco di rivolse a tutti i ragazzi. "Secondo voi?" Nessuno ha il coraggio di sbilanciarsi.
"Su, pensateci un momento: qui ogni notte e un quarto d'ora sono complementi oggetto o qualcos'altro?"
"Complementi di tempo?" propone timidamente Sara.
"Appunto! I complementi di tempo possono non avere una preposizione, ma non per questo diventano complementi oggetto. Infatti ululare e riposare sono verbi... "
"... intransitivi" conclude Pietro. "E anche appaiono e scompaiono: infatti all'improvviso e nel nulla non sono complementi oggetto." [...]
Roberto scatta in piedi, e così facendo ribalta la sedia.
"Perchè finire non è transitivo?" balbetta. "Ne ero sicuro: finire i compiti, finire ultimi... Ecco perchè ho toccato finiscono nell'ultima frase."
"In "finire i compiti", finire è transitivo, certo. In "finire ultimi", no di sicuro.""Ma perché no? Finire che cosa? Ultimi."
"No. Qui finiscono ha lo stesso significato di arrivano, e metterai che arrivare è indubbiamente un verbo intransitivo. E ultimi non non è un complemento oggetto: è un aggettivo riferito al soggetto, ma messo dopo il verbo perchè completa il suo significato. Se non lo metti, e scrivi solo "Alle olimpiadi gli zombie finiscono sempre", la frase non vuole dire niente. Dunque ultimi è un complemento predicativo del soggetto."
La storia può essere anche carina, con i mostri e tutto il resto, ma queste parti in cui si spiega la grammatica rimangono comunque delle semplici lezioni di grammatica, anche se fatta su brani in cui si parla di mostri. E, mi spiace dirlo, ma le lezioni di grammatica sono noiose da ascoltare o da leggere, anche se inserite in una storia di mostri o fatte su brani che parlano di creature soprannaturali. Ho paura che parti come questa, seppur brevi, rischino di annoiare un po' i lettori, che tra l'altro avrebbero bisogno di molta concentrazione per poterle comprendere, oltre a farsi venire in mente tutte le lezioni scolastiche sull'argomento.
Fortunatamente queste lezioni sono intervallate da altre parti in cui vediamo un po' la vita dei protagonisti all'interno della villa, in particolare i momenti degli "attacchi" dei mostri (che in realtà non attaccano mai sul serio, si limitano a girare intorno alla casa). Tra l'altro (e non saprei dire se in positivo o in negativo) per quanto riguarda i vampiri c'è un evidente riferimento ai film e alla saga di "Twilight", quando viene detto che la luce del sole "Al massimo gli farà luccicare la pelle" anziché ridurli in polvere; oltre al fatto che vengono mostrati mentre giocano a baseball perché, come spiega Sara, i vampiri "vanno matti per il baseball, è il loro sport preferito". A tale proposito sono andata a controllare e ho visto che il primo film di Twilight era uscito nel 2008, ma nel 2012, anno della pubblicazione di questo libro, era uscito il quarto e ultimo film della saga ("Breaking Down: parte due"), per cui probabilmente la saga di Twilight godeva ancora di un certo clamore.
In realtà i personaggi, e in particolare i ragazzini, non sono particolarmente delineati, e anche quelli menzionati più spesso (tipo Roberto, Pietro, Luca, Elisa) risultano piuttosto dimenticabili, forse anche perchè non li vediamo mai svolgere una di quelle numerose mansioni che dovrebbero fare nella villa (tipo preparare la tavola e pulire), tranne giocare un po' nella sala giochi. È evidente comunque che i bambini non sono altro che personaggi senza una vera e propria importanza, ma che servono solo per farsi impartire le lezioni di grammatica. L'unica che è un minimo più caratterizzata è Elisa, perchè è convinta che nel lago della villa ci viva un calamaro gigante, e gli altri la prendono un po' in giro per questo.
A incalzare il lettore nel continuare la lettura è probabilmente il desiderio di sapere come si concluderà la vicenda e di scoprire chi sono in realtà tutti questi mostri che i bambini continuano a vedere in giro, anche se in realtà il finale non è poi così impossibile da indovinare, nonostante alla fine ci sia un colpo di scena riguardante uno dei mostri.
Poiché gli argomenti di grammatica trattati sono abbastanza complessi consiglio la lettura a partire (minimo) dai 9/10 anni, quindi a bambini di quarta e quinta (in su), poiché per affrontare tale lettura i lettori devono per forza conoscere abbastanza bene la grammatica. Ad esempio, oltre a conoscere l'uso dell'H, della Gl (che si fa in terza primaria), devono conoscere anche i verbi transitivi e intransitivi, cosa sono gli aggettivi, le loro diverse tipologie e gradi, il soggetto, il predicato, i nomi, i nomi derivati, le forme alterate di un nome, i suffissi e i prefissi, le desinenze, i sostantivi, gli avverbi, le preposizioni, i complementi (argomenti che si fanno in quarta) e il congiuntivo (oltre all'indicativo, e ogni tanto si cita pure il participio). Insomma devono già essere a conoscenza di un gran numero di elementi dell'analisi grammaticale e sapere qualcosa anche dell'analisi logica, oltre a sapere appunto il congiuntivo, che si fa solamente in quinta primaria. Francamente credo che il 90% degli adulti leggendo questo libro farebbero fatica a comprendere le spiegazioni grammaticali, poiché avranno rimosso da tempo gran parte della terminologia utilizzata.
Storia tutto sommato carina, anche se non particolarmente entusiasmante, ma che volendo potrebbe essere letta in classe ad alta voce, così da poter fare assieme gli esercizi proposti e analizzare insieme (insegnante e studenti) le parti riguardanti prettamente la grammatica, che a una lettura leggera e "per piacere" rischiano di non essere nemmeno comprese. Potrebbe anche essere una lettura proposta come ripasso alla secondaria di primo grado, magari col compito di provare a fare gli esercizi sul quaderno (fotocopiando le pagine con gli esercizi del libro) senza sbirciare le soluzioni in fondo (carino il fatto che le soluzioni ci siano), le quali potrebbero servire per un'auto correzione veloce e immediata. Un libro da dare da leggere durante le vacanze per far ripassare i ragazzi senza annoiarli (troppo). 
Diciamo che il libro soffre un po' del problema che la narrazione e la storia (abbastanza semplici e lineari) sono adatti per bambini di 7 anni (rischiando di annoiare un po' soprattutto quelli della secondaria), ma gli argomenti grammaticali trattati vanno bene dalla quinta primaria in su (al massimo fine quarta primaria), rischiando comunque di risultare complessi se letti da soli. Libro scritto con delle buone intenzioni ma a scopo prettamente didattico e che quindi zoppica un po' dal lato della narrativa.
 
Il volume è stato pubblicato nel 2012 dalla Feltrinelli; ha 160 pagine, una copertina flessibile, misura 21,9 cm d'altezza e 14,2 cm di lunghezza e costa 13,00 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

mercoledì 19 agosto 2026

SPECIALE: Libri non illustrati

In questo post vi parlerò di una serie di libri non illustrati (mentre il mio blog è specializzato in libri illustrati) accomunati dal fatto semplicemente di essere due edizioni molto recenti (il primo è uscito a marzo e l'altro a giugno del 2026), oltre al fatto di far parte entrambi di una serie, mentre per il resto si tratta di due generi completamenti diversi.
Il primo libro di cui vi parlerò è "You're the problem, It's You" di Emma R. Alban, un romance enemies-to-lovers con personaggi gay (secondo volume della serie "Matrimoni combinati e altri dispetti"); mentre il secondo è "How to survive camping: l'Uomo senza Ombra" (primo volume della serie "How to survive camping", che in inglese conta già quattro titoli) di Bonnie Quinn, un libro horror con mostri del folklore che risiedono in un campeggio, a cui bisogna sopravvivere.
 

"YOU'RE THE PROBLEM, IT'S YOU" di Emma R. Alban con 432 pagine, edito nel 2026 dalla GIUNTI Editore (costo di 17,90 euro. Titolo originale: "You're the problem, It's You", 2024 ).
1858. Bobby Mason è stanco di essere sempre il secondo: il figlio minore al quale non si affida alcuna responsabilità e da cui nessuno si aspetta mai niente. Bobby è desideroso di mettersi alla prova e odia tutti i suoi coetanei che sperperano soldi e vivono alla giornata come James Demeroven. Il nuovo visconte, suo malgrado, ha appena ereditato il titolo e cerca solo di tenere la testa bassa per non attirare le attenzioni del patrigno. Per James, timido e un po' impacciato, Bobby è una cometa fiammeggiante nella sua notte infinita, uno spirito libero, l'uomo per cui ha perso la testa quando era a Oxford, nonché un insopportabile spavaldo che continua a rinfacciargli i suoi fallimenti.
Riescono a malapena a sostenere una conversazione senza che la tensione diventi intollerabile: "(JAMES) Chiude la pesante porta del municipio e appoggia la testa contro il legno freddo. Se riuscirà a non partecipare mai più a un ballo in vita sua, morirà felice. Tra la politica, le danze e l'interminabile corteo di madri e figlie che deluso con la sua completa inadeguatezza alle relazioni mondane, è esausto. Danzare con Lady Gwen e sua cugina Miss Bertram non è stato spiacevole, ma trascorrere la serata concordato dalle loro chiacchiere, in cui si inseriva di tanto in tanto il cugino di Lady Gwen, Lord Mason, e il giovane Mason, lo ha quasi stordito.
Non sa se sia colpa dell'orario, del lieve intontimento dovuto all'alcol nel suo sistema o di tutte quelle luci abbaglianti, a gli pare che sua madre potrebbe aver acquistato un buon busto, Le statue e i quadri sembrano fondersi insieme nell'angusto e alto ingresso. E' soffocante. [...]
Ma non appena il buio delle palpebre gli inonda gli occhi, è il volto di Bobby Mason a riempire la sua testa: la mascella ampia e decisa, gli occhi castani assortiti, l'espressione severa per aver scoperto le mancanze di James, come tutti gli altri... 
Infatti, né Bobby né James hanno mai incontrato un uomo più intrigante, irritante e… affascinante. Se solo potessero completamente evitarsi… Peccato che le loro cugine, Beth e Gwen, continuino a organizzare uscite di gruppo a cui non riescono a dire di no. Ma quando qualcuno inizia a prendere di mira le loro famiglie e la loro reputazione, per i due arriva il momento di collaborare, senza provocarsi (o strapparsi i vestiti a vicenda). Riusciranno a salvare il loro buon nome e a trovare l'amore lungo la strada?
Secondo volume della serie "Matrimoni combinati e altri dispetti", di cui il primo era: "Don't want you like a best friend", che aveva come protagoniste due donne lesbiche. Questo primo capitolo è ambientato nel 1857, l'anno precedente al secondo volume, e vede come protagonista Beth, una debuttante che ha solo una stagione per accalappiare un marito facoltoso, o lei e sua madre finiranno sul lastrico. Ma interpretare la parte della timida ingenua non è proprio nelle sue corde e preferirebbe essere ovunque piuttosto che lì. 
La coprotagonista invece è Gwen, la quale è al suo quarto anno e non ha alcuna intenzione di sposarsi. Anche perché è figlia unica di un conte tanto irascibile quanto ricco, dal quale ha ereditato il fascino e l'umorismo. Le due si incontrano al primo ballo e l'intesa è immediata. Serata dopo serata, per ovviare alla noia delle vuote chiacchiere coi pretendenti, Gwen escogita un divertente diversivo: perché non provare ad accasare suo padre con la madre di Beth?  Intanto Beth e Gwen si scoprono innamorate.
Questo secondo volume è un po' un seguito del precedente, in quanto i personaggi sono gli stessi e i lettori che si erano affezionati a Gwen e Beth (e rispettivi genitori) le ritroveranno ben presenti anche in questo secondo capitolo della saga, sempre con la loro sagacia, forza, ironia e determinazione. Non saranno però più loro le protagoniste, in quanto la storia si focalizza su Bobby Mason e James Demeroven. 
Bobby è il cugino di Beth, un ragazzo simpatico, sicuro di sé e divertente, all'apparenza un po' scapestrato e senza pensieri, ma che in realtà sotto sotto nasconde un gran cuore e prova un profondo affetto verso la propria famiglia, che è disposto a proteggere ad ogni costo. Egli è il secondo genito, quello privo di responsabilità, ma vorrebbe comunque fare qualcosa di importante nella vita e aiutare il fratello maggiore, che invece sembra dover addossarsi tutto il lavoro pesante.
James è invece il nuovo personaggio, sebbene abbia qualche legame anche lui con Beth, più che altro a causa del suo patrigno, il quale aveva lasciato beth e la madre senza eredità alla morte del marito di quest'ultima. Egli si trova a Londra per prendere il posto come parlamentare al posto di suo padre, morto qualche anno prima, quando però James era ancora troppo giovane per ricoprire la carica. A causa del cattivo rapporto col patrigno, che ha un carattere prepotente, autoritario e prevaricatore, James soffre di una grande insicurezza e tende a fuggire davanti ai problemi. Durante i primi capitoli non ho potuto non trovarlo anche un po' antipatico e fastidioso, con un atteggiamento da vigliacco, da mollaccione, e un comportamento maleducato nei confronti di Bobby, che cercava di essergli amico e fungergli da supporto nel nuovo ambiente di Londra (sotto richiesta di Beth), mentre James continuava un po' a schifarlo con atteggiamento di superiorità. James comunque è anche il personaggio più sviluppato e col migliore arco narrativo, in quanto dovrà imparare a superare le sue paure e i suoi timori e le insicurezze per arrivare ad accettare se stesso e maturare, inserendosi a pieno titolo nella società e imparando a prendersi cura (e a lottare) delle persone che ama.
La storia gira appunto attorno a James che all'Università era innamorato di Bobby ma che, dopo averlo incontrato, sembra aver perso interesse nei suoi confronti, bollandolo all'inizio come un uomo superficiale e menefreghista, nonostante Bobby, come detto, abbia cercato di essergli amico. Lo sviluppo del rapporto tra i due è infatti quello di di un "enemies to lovers", in cui, cioè, i due protagonisti all'inizio si detestano per poi invece innamorarsi perdutamente l'uno dell'altro.
In realtà si capisce che i due si piacciono, almeno fisicamente, fin dall'inizio ma, soprattutto James dimostra un'iniziale ostilità piuttosto forte nei confronti di Bobby, che accusa di essere un perditempo senza responsabilità (è infatti il fratello maggiore, Albie, a lavorare come parlamentare occupando il posto del padre defunto), accusandolo di essere come il padre (un ubriacone buono a nulla e inetto). Ovviamente Bobby non prende bene l'atteggiamento e le accuse di James, che lo porteranno a sua volta a diventargli ostile. Un piccolo problema del libro è che, per ogni passo che i due sembrano fare in avanti verso la costruzione di una relazione, subito dopo ne fanno uno indietro a causa di qualche fraintendimento, e sarà solo la comparsa di un nemico comune ad aiutarli a riavvicinarsi, grazie anche a Beth e Gwen oltre che ai familiari di Bobby, costringendoli a fare fronte comune. Questo meccanismo alla lunga può diventare un po' ripetitio e frustrante per i lettori.
La parte iniziale del romanzo è quindi dedicata ai rapporti interpersonali e alla nascita della relazione tra Bobby e James, mentre quella successiva vede i due, assieme ai familiari, opporti a Lord Ravenson, un lord del Parlamento che si metterà in mezzo fra i due (James ci aveva avuto una relazione all'Università, mentre Bobby qualche scappatella recente, per consolarsi del comportamento di Jamens nei suoi confronti) volendo ricattarli entrambi minacciandoli di svelare le loro inclinazioni (che all'epoca erano considerati illegali e per cui si poteva finire in prigione). All'inizio Lord Ravenson è un antagonista piuttosto minaccioso, e parecchio odioso, subdolo e senza scrupoli, pronto a ricattare chiunque per raggiungere i propri scopi (la conquista del potere). Verso la fine però sembra perdere smalto, sgonfiandosi parecchio come antagonista e rivelandosi piuttosto inconcludente, ma almeno nei primi due terza contribuisce a rendere più interessante la storia, rendendo i lettori/lettrici preoccupati/e delle sorti dei protagonisti.
Storia romantica carina e appassionante, in cui i personaggi sono ben caratterizzati (compresi quelli presenti nel precedente volume), freschi e adorabili, seppur con i loro pregi e i loro difetti. Una storia che mette al centro soprattutto l'importanza dei rapporti, anche quelli familiari, tratteggiando, oltre a un bel ritratto di coppie lesbiche e gay, anche dei bei rapporti familiari, presentando dei parenti (almeno dalla parte di Bobby) molto supportivi, che accettano i protagonisti per quello che sono e che sono pronti a proteggerli in tutto e per tutto. Diciamo che tutta questa accettazione da parte dei Bertram/Mason per le coppie queer (nonché tutto il supporto dato immediatamente) forse appare un po' esagerata, soprattutto per il periodo, ma come ho detto sono dinamiche che fa piacere leggere. Una di quelle relazioni familiari che scaldano il cuore insomma, mentre il rapporto tra James e Bobby si rivelerà coinvolgente e romantico, sebbene spesso la l'odio tra i due si basi più che altro per dei fraintendimenti, ma questo è tipico delle dinamiche enemies-to-lovers.
Nel libro sono presenti anche alcune scene spicy, una in particolare, che descrive la prima notte di passione tra James e Bobby, che sono carine e anch'esse coinvolgenti, ma non esagerate. 
Nell'insieme un romanzo carino, abbastanza nella media, ideale per chi cerca storie romantiche enemies-to-lovers non particolarmente impegnative e con protagonisti maschili (che non sono così facili da trovare, soprattutto in italiano).
 
  
Sopra: A sinistra la copertina italiana, con sfondo azzurro e le silhouettes dei sue protagonisti, mentre a destra quella inglese.
 
"HOW TO SURVIVE CAMPING: L'uomo senza ombra" di Bonnie Quinn con 200 pagine, edito nel 2026 dalla Mercurio Books (costo di 18,00 euro. Titolo originale: "How to survive camping: The man with no shadow", 2025 ).
È nel bosco che affrontiamo i nostri mostri, ed è dal bosco che usciamo cambiati – oppure non ne usciamo affatto. 
"Mi chiamo Kate e gestisco un campeggio. La mia famiglia possiede il Goat Valley Campground da generazioni, in pratica da quando è arrivata da queste parti, io invece l'ho ereditato durante l'ultimo anno di università. Si estende per circa centoventi ettari, la maggior parte immersa nel bosco, mentre il resto è un ampio pratone. Ogni tanto ospitiamo eventi, come festival musicali, raduni di associazioni cinofile e matrimoni, ma la nostra attività principale resta il campeggio. L'estate è il periodo più intenso, perchè campeggiare è un tipo di vacanza piacevole ed economica.
Ma il capeggio gestito da Kate non è come tutti gli altri campeggi, nel suo infatti vi risiedono forze e creature soprannaturali, per cui la proprietaria ha stilato una serie di regole che i campeggiatori dovrebbero fare attenzione a rispettare, se vogliono tornare a casa sani e salvi, o anche solo semplicemente vivi: 
"Regole per sopravvivere al campeggio: 
1. Quando allestite il campo, ricavate almeno un metro in più per ogni tenda. Vi servirà per picchetti e tiranti. 
2. Se campeggiate in pendenza, attorno alle tende e all’area comune scavate un piccolo canale largo un paio di centimetri e profondo una decina per deviare l’acqua. Eviterete allagamenti. 
3. Non seguite le luci. (Non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo). Non seguite le luci. 
 4. Dotatevi di un contenitore robusto e impermeabile con dentro un cambio di vestiti e una coperta. Se la tenda si allaga, avrete almeno qualcosa di asciutto e caldo. 
5. Potete comprare il ghiaccio dai bambini che si avvicinano al campo solo se hanno un carretto. Quelli sono i figli degli altri campeggiatori e cercano di racimolare qualche soldo. Se invece vi si avvicina un gruppo di bambini senza carretto, non comprate niente. Fate finta che non esistano. Il ghiaccio non vale le conseguenze. 
6. Posizionate delle luci solari vicino ai picchetti. Così eviterete che qualcuno ci inciampi di notte. 
7. Tenete a mente l’ora in cui di solito si spengono le luci solari. Se si spengono prima del previsto – se si spengono tutte –, chiudete gli occhi. Tornate in tenda e restate lì fino all’alba. Qualunque cosa accada, non guardate fuori. 
8. Portate coperte pesanti. Di notte può fare molto freddo. 
9. Se vedete un gruppo di persone che danza in cerchio attorno a un fuoco, potete unirvi a loro. Se vi accolgono, danzate con loro finché la musica non finisce. Non guardate i musicisti. Se invece non vi accolgono e si fermano a fissarvi, indietreggiate lentamente e andatevene. Se vi vengono dietro, potete provare a correre, ma probabilmente è già troppo tardi. Pregate che sia una morte rapida. 
10. Prestate attenzione a un uomo dal fare amichevole che potrebbe avvicinarvi nelle zone in ombra. Cercate di convincerlo a mettersi alla luce del sole. Se proietta un’ombra, potete presumere che sia un altro campeggiatore. In caso contrario, interrompete subito la conversazione e allontanatevi il più in fretta possibile.
Il campeggio sorge infatti su una terra antica, la quale inizia ad attirare l'attenzione di "certe... cose", e leggendo il libro anche i lettori verranno a conoscenza di alcune delle creature che abitano il campeggio come: i bambini Senza Carretto, le luci (probabilmente una sorta di fuochi fatui), i Danzanti, la Cosa nel Buio (una creatura che odia essere vista), la Bambina (una bambina che piage tutte le notti vicino alla casa di Kate e che se lasciata entrare può uccidere gli abitanti della casa), l'Uomo con la Coppa di Teschio, la Signora dai Troppi Occhi, il Finto Fratello, la Casa che Scompare e l'Uomo senza Ombra.
Sarà proprio quest'ultimo il principale antagonista di questo libro (che ho scoperto essere il primo di una serie, per ora l'unico tradotto in italiano), una creatura che ha l'aspetto di un uomo dai capelli rossi a cui però manca l'ombra, e che ha il potere di rubare quelle degli altri e di danneggiarle. Questo gli permette di prendere possesso della volontà degli esseri umani, mentre se danneggia le loro ombre le persone avvertiranno il danno anche fisicamente, sebbene col tempo l'ombra possa ripararsi. L'Uomo Senza Ombra ce l'ha con Kate e vorrebbe che il capeggio cambiasse proprietario, così organizza tutto un piano per cercare di convincere Kate a venderlo, anche scatenandole contro altre creature, alcune delle quali che compaiono anche solo stagionalmente tipo gli shulikun (i custodi dello spirito del Natale) o il Gatto di Yule (un gatto gigante che si mangia le persone che non hanno ricevuto nessun capo d'abbigliamento nuovo per Natale).
Le creature che vivono nel campeggio sono sempre descritte come pericolose e da rispettare, e i lettori hanno il sentore di come la protagonista avverta sempre una sorta di timore nei loro confronti, perchè queste creature soprannaturali non scherzano e molte di loro sono in grado di uccidere gli esseri umani in modi terribili anche solo per divertimento, per cui Kate fa molto bene a temerle, anche perchè solitamente trovare dei modi per difendersi da loro non è affatto facile.
Molto spesso la pericolosità di queste creature è data anche dalla loro imprevedibilità: a volte possono rivelarsi molto ostili, mentre altre volte magari possono limitarsi a giocare un po' con le loro vittime per poi lasciarle andare, come nel caso dei Danzanti. A volte queste creature possono anche diventare degli alleati, sebbene la cosa sia piuttosto pericolosa e richieda quasi sempre un prezzo. Tuttavia l'aiuto dell'uomo con la Coppa da Teschio si rivelerà prezioso per la protagonista, visto che le salverà la vita in più di qualche occasione, ma ciò non significa sottovalutarne la pericolosità.
Kate inoltre non deve solo guardarsi dalle creature del suo campeggio, ma anche dagli abitanti della cittadina in cui il sorge la proprietà di Kate, i quali non sembrano essere molto contenti dell'operato della protagonista e le lamentele arrivano sempre più frequenti. La famiglia di Kate infatti sembra aver fatto un patto con gli abitanti della cittadina, promettendo loro che avrebbero potuto sfruttare il campeggio ma tenendo gli abitanti al sicuro dalle creature che lo popolano, tenendole rinchiuse appunto dentro al campeggio ed evitando che facciano danni in giro per la città. Ma non sempre contenere queste creature è cosa facile, anzi, solitamente non lo è per niente, ma sembra che gli abitanti della città non se ne rendano conto, rendendo ancora più difficile le cose per Kate.
Una vicenda piuttosto originale con un'ambientazione pittoresca che mi è piaciuta, anche perchè in effetti il campeggio è un posto che si presta bene come ambientazione per storie di paura, ma forse è più sfruttato nei film che non nella letteratura. Bella poi l'idea di creare un campeggio abitato da creature soprannaturali e mostruose, dove la protagonista deve cercare di tenere in salvo i propri campeggiatori (e gli abitanti della città) senza però andare a disturbare le creature (pericolose) che abitano nei boschi. Sarebbe in effetti un posto perfetto dove mandare i due protagonisti di Supernatural, peccato che la protagonista di questo romanzo non ha il lusso di conoscere e possedere le armi con cui poter effettivamente sconfiggere queste creature, ma deve nella maggior parte dei casi imparare a gestirle (il più pacificamente possibile) e a conviverci. Mi è piaciuto il modo in cui Kate deve gestire il campeggio e le sue creature, oltre a dover affrontare la prova finale, lottando contro una creatura che vuole scacciarla dal campeggio a tutti i costi. 
Kate è un personaggio ben caratterizzato, anche se probabilmente non risulterà simpatica a molti lettori, col suo carattere testardo, resiliente, duro, pragmatico e la sua ironia macabra, che però celano in fondo una certa fragilità, causata proprio dall'ambiente in cui è cresciuta, e che le ha portato via i genitori troppo presto, costringendola a farsi carico di una grossa responsabilità. 
Una storia originale, avvincente e intrigante, perfetta se amate il genere horror e le creature soprannaturali un po' alla Supernatural, attenzione però che è presente una certa dose di violenza.
 
  
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione italiana, mentre a destra quella inglese, dall'aspetto più fumettistico e con colori più accesi.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo. 

lunedì 17 agosto 2026

Vacanze al cimitero di Domenica Luciani

"Vacanze al cimitero" è un romanzo giallo/mistery scritto da Domenica Luciani e con le illustrazioni  di Roberto Luciani, in cui il protagonista si ritrova a dover passare le vacanze estive dentro un cimitero, in compagnia di un fantasma!

    
Sopra: Alcune delle copertine con cui è stato stampato (e ristampato) il libro. La prima  da sinistra e quella centrale sono del 1999/2000, mentre quella a destra del 2017.

Un funerale, due cimiteri, una foresta misteriosa, uno spettro dispettoso, un cavallo nero senza coda, una strega e... naturalmente, una notte buia e tempestosa nella quale succede un terribile incidente. Per Jerry, spedito dai genitori in vacanza a casa dello zio, becchino in Alto Adige, e Tilly sarà l'estate più eccitante della loro vita, alle prese con un caso molto intricato da risolvere: le apparizioni terrificanti dello spettro di Angelo Casentin, un ragazzo morto qualche mese prima in un incidente. 
"L'estate più emozionante - e agghiacciante - della mia vita ha avuto inizio il giorno del funerale dei nonni. Se risalgo indietro nella memoria, vedo quel giorno come una soglia di marmo inondata di sole su una porta grande e buia. [...]
Scusate, lo so da me che i miei paragoni fanno un po' pietà. Del resto, non sono un asso nella scrittura, ma questo non mi importa granché, perchè a un detective non è richiesto di saper fare immagini poetiche. Anzi, un detective deve rimanere sempre coi piedi per terra per non lasciarsi fuorviare dalle apparenze."
I genitori di Jerry decidono quindi di non partire per le vacanze ma, dato che il ragazzo vorrebbe andarci, alla fine si mettono d'accordo con con lo zio Adelmo, così da far stare Jerry da lui per il mese di luglio, peccato che zio Adelmo sia... un becchino!
"- Abbiamo una cosa da dirti, Gerardo.
- Io invece avrei due domande da farvi - ho replicato io, soffiando sulla lente e strofinandola col tovagliolo. [...]
Così sono passato alla seconda domanda. 
- Dove andrò in vacanza? 
I miei genitori sono rimasti stupiti che fossi già al corrente del fatto che avessero deciso di mandarmi in vacanza. Infatti era proprio di quello che volevano parlarmi. 
- Elementare Watson: ho origliato il vostro litigio - ho confessato io.
Papà ha perfino abbozzato un sorriso. Così abbiamo riso tutti insieme e quelle sono state le ultime risate prima della drammatica rivelazione, che si è svolta nei termini seguenti: mi ricordavo quel simpatico cugino di papà che abitava in Alto Adige? No, non me lo ricordavo. Ma sì, quell'omone, Adelmo, che allevava pipistrelli? Sì, quello suonato, certo che me lo ricordavo. Insomma, proprio quel giorno aveva mandato a papà un telegramma di condoglianze per la morte dei nonni, che erano suoi zii. Papà aveva telefonato per ringraziare e così, una parola tira l'altra, era venuta fuori la questione delle vacanze, che cioè non si poteva lasciare un ragazzo di tredici anni a casa un'estate intera, nonostante la tragedia familiare, vale a dire i nonni trapassati e il lutto conseguente.
E pensate un po'! Quel simpatico di Adelmo mi aveva offerto un soggiorno gratis nientepopodimeno che a Ca' Desolo! [...]
- E' vero, è una piccola frazione di montagna, però l'aria è buona, sana e...
Credo sia stato a questo punto che, come folgorato, mi sono ricordato improvvisamente chi fosse e soprattutto cosa facesse quell'Adelmo. [...]
Così ho interrotto la mamma, gridando con quanto fiato avevo in gola:
- Eh, no, porchissimo cane! Non mi convincerete a passare le mie vacanze in un cimitero! 
Ebbene sì, Adelmo era guardiano e pure becchino nel piccolo cimitero del posto. Anzi, ancora meglio: abitava proprio dentro il cimitero, in una catapecchia cadente, allietata da una famigliola di pipistrelli, che avrebbero messo i brividi perfino a Dracula il vampiro."
Inizialmente Gerardo (detto Jerry) non vuole per niente andare in vacanza dallo zio, ma suo padre gli racconta di come, un anno prima, a ca' Desolo c'era stato un gravissimo incidente, accaduto proprio nei pressi del camposanto: "in una notte di temporale, un intero pullman di ragazzini in gita scolastica era precipitato più per una scarpata." Fu una tragedia terribile, in quanto non sopravvisse nessuno, dato che il pullman era esploso ed erano stati ritrovati solo i corpi carbonizzati. Il padre suggerisce quindi a Jerry che potrebbe indagare sulla questione, convincendo così il figlio a partire per la vacanza, in quanto appassionato detective in erba.
Arrivato nel cimitero, a casa dello zio becchino, Jerry inizia a vedere lo spettro di un bambino che si chiamava Angelo, il quale però non sembra avere buone intenzioni. Facendo amicizia con una ragazzina di nome Domitilla (detta Tilla) scopre che questo spettro è uno dei ragazzini che si trovavano nell'autobus che è finito fuori strada nei pressi del cimitero, e a quanto pare anche altri (tra cui Tilla e lo zio Tibaldo) hanno visto questo stretto. C'è quindi ovviamente un caso misterioso da risolvere! 
Quando i due avranno risolto il caso, la vacanza sarà già alla fine, ma qualcosa di nuovo tra di loro starà per iniziare... 
 
 
 Sopra: Due pagine interne in cui a destra vediamo una pagina con il testo e a sinistra un'illustrazione a pagina intera in cui Jerry vede il fantasma di un bambino deceduto durante un incidente di un pulmino.
 
I testi sono accompagnati dalle illustrazioni in bianco e nero di Roberto Luciani, le quali hanno uno stile non troppo realistico, un po' sbarazzino, dai tratti espressivi e abbastanza semplici, con linee non perfette ma tremolanti ed edifici un po' storti. L'uso delle ombre aiuta l'artista a conferire drammaticità alle scene, per cui troviamo disegni in cui le ombre sono ben marcate, soprattutto in alcuni punti, per conferire alle immagini un'atmosfera un po' cupa, dato anche che diverse scene sono ambientate di notte.
Se i protagonisti hanno anche delle fisionomie abbastanza realistiche alcuni personaggi secondari hanno invece un aspetto molto più esagerato, quasi caricaturale come il custode del cimitero, con il corpo grande e tozzo, dalle forme squadrate, il viso anch'esso squadrato e con un grande naso e gli occhi piccoli. Stessa cosa si può dire anche per Pasquino, con un corpo magrissimo, quasi ossuto, le braccia lunghe, la testa ossuta con i capelli radi, il naso lungo e gobbo, i denti stori.
I disegni accompagnano i testi , per cui sono per la maggior parte collocati in mezzo ai testi, anche se talvolta si trova qualche immagine a pagina intera . 
Sono disegni non troppo numerosi ma che aiutano i lettori accompagnandoli e supportandoli durante la storia, dato che i disegni rappresentano scene e personaggi descritti nei testi come: il momento in cui Tilla compare alla finestra del protagonista, dopo che a quest'ultimo è caduta in testa la testa (e la carta moschicida); il vecchio (e un po' pazzo) Pasquino che sparla a Tilla e Jeremy di cose senza senso; lo zio Anselmo mentre libera uno dei suoi pipistrelli da dei crini di cavallo; lo zio Anselmo che minaccia il cane di Tilla dopo averlo visto fare pipì su una tomba; ecc...
 


   
Sopra: Alcune delle illustrazioni interne, la maggior parte inserite in mezzo ai testi. In quella più in alto vediamo il primo incontro tra Jerry e Tilla, al centro l'incontro di Jerry con Pasqualino (il matto del paese) e in basso un paio di scene con lo zio Adelmo (quella sinistra in cui recupera uno dei suoi pipistrelli e quella a destra dove scaccia il cane di Tilla perchè faceva pipì sulle tombe).
 
"Vacanze al cimitero" di Domenica Luciani è un giallo per ragazzi perfetto da leggere nel periodo delle vacanze, o a Summerween, dato che è ambientato durante le vacanze estive, ed unisce investigazione, mistero e fantasmi. La scrittura è divertente e frizzante, con un protagonista a cui non manca mai il senso dell'umorismo, oltre ad un pizzico di black humor, con battute su spiriti e cimiteri del tipo: "- Qui si dorme benissimo, c'è davvero un silenzio di tomba!", detto dallo zio Adelmo, che vive in un cimitero. Oppure, quando il cane/maiale di Tilla scappa con un teschio tra le fauci per correre a seppellirlo, Jerry esclama: "- Be', se non altro, anche lui ha un promettente futuro da becchino!".
A Jerry sono appena morti i nonni e, siccome i genitori non andranno in vacanza, si mettono d'accordo con uno zio che fa il becchino affinché il protagonista trascorra un mese con lui. Peccato che, oltre a fare il becchino, zio Adelmo viva proprio all'interno del cimitero! Cimitero tra l'altro in cui sono stati seppelliti una quarantina di bambini, morti durante un incidente con un pulmino che è uscito di strada durante una tempesta. E a quanto pare lo spettro di uno di questi ragazzini, Angelo Casentin (che però tanto angelo non era), è stato visto girovagare nel cimitero, e sembra aver iniziato a fare degli scherzi a Jerry. Il protagonista però sembra non essere l'unico ad averlo visto, in quanto lo hanno avvistato anche lo zio Anselmo e Tilla, una ragazzina che abita nello stesso paesino dello zio di Jery, e con cui quest'ultimo farà amicizia.
Tilla (diminutivo di Domitilla, nome che lei odia) è una ragazzina sveglia, simpatica, decisa e molto determinata. Sospetta infatti che Angelo, quando era ancora in vita, avesse rubato una gioiello appartenente a sua nonna, e lei vuole ritrovarlo. Angelo in effetti non era un ragazzo per bene: torturava e uccideva per puro piacere gli animali, tormentava vecchi e bambini indifesi, marinava la scuola, fumava, rubava, giocava d'azzardo e frequentava ragazzi più grandi poco raccomandabili. Jerry e Tilla pensano quindi che probabilmente il suo fantasma non riesca a trovare pace a causa delle brutte azioni compiute in vita, e Jerry si offre per indagare sul caso.
Ma si tratterà davvero di un fantasma? O c'è sotto qualcos'altro?
La storia è molto carina e sicuramente coinvolgente, sia per la trama che per lo stile di scrittura della Lucani, che spesso fa parlare il protagonista con i propri lettori, rompendo in un certo senso la quarta parete.
Il caso che Jerry si trova a risolvere è abbastanza complesso da mantenere alta l'attenzione di bambini grandicelli (dagli 8/9 anni in su), tuttavia, per quanto un po' stravagante, alla fine l'autrice fornisce una spiegazione logica e sensata per tutti i fatti comprovati e gli indizi trovati.
Un giallo adatto a partire dai 9 anni, anche se l'età indicata sul volume è dagli 11 anni (forse per alcuni termini un po' coloriti tipo "porco cane"), con un caso coinvolgente che si svolge nel cimitero di un piccolo paesino dove è accaduta una disgrazia, dei personaggi simpatici e memorabili, nonché pure una piccola storia d'amore (il protagonista si scoprirà innamorato infatti della sua nuova amica Tilla).
Un libro perfetto per coloro che amano i personaggi ironici, l'avventura, il mistero condito con un tocco di paura e un pizzico di romanticismo. 
 
P.S. Esiste anche un seguito di questa avventura, intitolato "Vacanze al faro maledetto": Un antico faro infestato da fantasmi e una località di mare dal nome inquietante sono lo scenario della nuova avventura di Jerry, detective in erba e grande ammiratore di Sherlock Holmes. Ad accompagnarlo in questa vacanza all'insegna del mistero, la coraggiosa amica Tilla e il suo inseparabile cagnolino Morti.
 
  
Sopra: A sinistra la copertina dell'edizione del 2016, a destra quella del 2021.

Questo volume è stato pubblicato nel 1999 dalla GIUNTI; ha 256 pagine e misura 19,2 cm d'altezza e 13,00 cm di lunghezza e costava 13.000 LIRE, mentre un'edizione più recente (del 2019) costa 8,90 euro.
 
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

giovedì 13 agosto 2026

Il gran sole di Hiroscima di Karl Bruckner

"Il gran sole di Hiroshima" è un romanzo del 1961 scritto da Karl Bruckner, il quale ha vinto il Premio dello Stato Austriaco, il Premio letterario della Città di Vienna e la Lista d'onore Andersen. Il romanzo è stato tradotto in più di trenta lingue e ristampato molte volte, in diverse edizioni, di cui quella che ho io è quella illustrata da Carlo Molinari. La storia narrata è quella di Sadako, una bambina giapponese sopravvissuta all'esplosione nucleare di Hiroscima. 

      
Sopra: Alcune copertine delle diversi edizioni di questo libro, di cui quella a sinistra (del 2004) è quella in mio possesso. Subito dopo la prima a sinistra troviamo un'edizione del 2022, poi una del 1994 e, infine, a destra una del 1981.
 
"Era la mattina del venti luglio 1945.
Dallo spazio che sovrastava lo scintillante mare interno, giunse un lontano rimbombo. Un osservatore giapponese sulla costa dell'isola di Sikok comunicò al posto di comando per la difesa del Giappone meridionale, installato nell'antico castello di Hiroscima: <<Nombardiere nemico in vista!>>
Alcuni minuti più tardi, a questo annuncio ne seguì un secondo: <<Il bombardiere nemico individuato è un ricognitore>>.
Il centro di comando non fece dare l'allarme aereo alla città, per non interrompere inutilmente il lavoro nelle fabbriche di armamenti. Negli ultimi tempi apparecchi nemici avevano sorvolato più volte Hiroscima senza gettare bombe.
Scigheo e Sadako sono fratello e sorella e vivono a Hiroscima. Lei è piccola e tocca al fratello maggiore inventare nuovi modi per distrarla, come ad esempio sefuire i soldati mentre tornano al campo militare: "Al margine della strada, Scigheo Sasaki, un ragazzo di dieci anni, si sforzava di tenere ol passo con i soldati che marciavano. Non era facile, perchè camminava sui trampoli. A mezzo metro sopra il livello del suolo, si bilanciava sulle asticelle posa-piedi attaccate alle stanghe più alte di un uomo. Schigeo udiva il ronzio di motori nell'aria, ma non si dette pena di guardare in su. Per lui era più importante fare effeto sui soldati. Dietro gli trotterellava Sadako, la paffuta sorellina di quattro anni, tutta in pianto perchè non riusciva a raggiungere il fratello. [...] Il ragazzo continuò a zampettare indifferente e a sorridere ai soldati come per chiedere approvazione, finchè inciampò e dovette saltare giù.. Alcuni soldati soggnignarono, divertiti.
La mamma lavora in una fabbrica di munizioni, il padre è soldato, nessun adulto si occupa di loro e le scuole, con la guerra, sono state chiuse nell’estate del 1945, quella della bomba atomica. Che, infatti, scoppia. È il 6 agosto, e niente sarà più come prima... 
Agosto 1945, Sadako ha 4 anni quando vede nel cielo di Hiroshima un bagliore così grande da sembrare un nuovo sole.  
Per la prima volta in un conflitto viene sganciata una bomba atomica sopra una città. Sadako e suo fratello Scigheo sopravvivono all'esplosione, ma porteranno addosso gli effetti malefici delle radiazioni.
 
 Sopra: Due pagine interne che mostrano, a sinistra, l'inizio del quinto capitolo, e a destra un'illustrazione in biancoe  nero di Molinari.
 
La storia è accompagnata dalle illustrazioni in bianco e nero di Carlo Molinari, le quali sono molto belle e dallo stile realistico, che aiuta i lettori a immergersi nella storia.
Le illsutrazioni sembrano essere state realizzatecon una tecnica mista di acquerello più inchiostro, il che ha permesso all'artista di rendere bene ogni minima sfumatura ed ombra delle immagini, conferendo in particolare a volti e vestiti una grande realisticità.
Le immagini inoltre sono estremamente dettagliate e ricche di dettegli, e sono quasi sempre a pagina intera oppure a pagina quasi intera. 
Le illustrazioni ritraggono scene descritte nei testi, a volte focalizzandosi sui personaggi, a volte sui paesaggi oppure su una determinata azione: in una prima scena vediamo ad esempio un aereo che sorvola Hiroshima, in un'altra vediamo alcuni soldati americani mentre giocano a carte, in un'altra la madre dei protagonisti che vede la bomba esplodere dalle macerie della sua fabbrica, in un'altra ancora Sadako che trova una statuetta di un drago, ....
 
 
  
 
   
Sopra: Alcune illustrazioni interne a pagina intera di Carlo Molinari, le quali rappresentano una ricognizione aerea, i soldati della base americana che giocano a carte, l'esplosione della bomba e Sadako che scopre una statuetta di drago sotto le macerie di una casa.
 
"Il gran sole di Hiroscima" di Karl Bruckner è un romanzo storico scritto nel 1960 da un tedesco che narra ai bambini/ragazzi le vicende che precedono e seguono il lancio della bomba atomica su Hiroshima (che nel libro viene scritta come "Hiroscima", italianizzandola).
La vicenda vede come protagonisti in particolare due bambini rispetivamente di 10 e 4 anni: Scigheo e Sadako, i quali sono fratello e sorella. All'inizio li vediamo gironzolare in giro per cercare di racimolare un po' di cibo, dato che a causa della guerra le razioni di cibo distribuite alla popolazione sono molto scarse, nonostante la madre dei due lavori in una fabbrica di armamenti. Il padre invece è partito come soldato ed è già diverso tempo che la madre non riceve sue notizie. Siccome la madre quindi passa la maggior parte del giorno in fabbrica a lavorare è Scigheo che vede badare alla sorella minore.
Nonostante i personaggi principali siano Scigheo e Sadako e la loro famiglia, in realtà, soprattutto nella prima parte del romanzo, l'autore ci fa conoscere molti personaggi sia giapponesi che americani. Tra i primi abbiamo ad esempio il vecchio Kenji Niscioka (un ex costruttore di barche), la vecchia signora Kumakici, il giovane Kanjiro Yonekura (figlio di un costruttore), la studentessa Setsuko Nakamura, il maresciallo Sciunroku Hata, il tenente colonnello Miscina. Tra gli americani abbiamo invece alcuni piloti militari: il capitano Miller, il capitano Lawrence Kennan, William Sharp (ex specialista in strumenti ottici), Geroge Hawkins (appassionato di Shakespear), Sam Miller, Frank Richardson (aviatore esperto e ligio alle regole), O'Hagerty, il comandante di squadriglia Ralph Scott, il colonnello Tibbets ...
Ad alcuni di loro è dedicato solo un capitolo, mentre al tri anche due o tre, ma è evidente che l'autore abbia inserito così tanti personaggi per cercare, da una parte, di far empatizzare i lettori con alcuni di loro (ad esempio nel caso dei civili giapponesi, ma anche degli aviatori americani), e dall'altra per far conoscere ai lettori alcuni fatti storici (ad esempio nei capitoli dedicati a comandanti militari, sia amercani che giapponei, o a quelli dei soldati americani). Ad esempio quando il comandante Scott parla al capitano Miller del progetto Manhattan (un programma di ricerca e sviluppo in ambito militare che portò alla realizzazione delle prime bombe atomiche): "Giunto al centro della fila dei paracuditisti, si voltò all'improvvios e tornò indietro. Si arrestò davanti a Scott e gli chiese, con lo sguardo fisso alle sue decorazioni:
<<Hai dietro di sè alcune notti insonni, comandante, non è vero?>>. Senza attendere risposta, continuò.>>Anch'io. Da parecchie settimane dormo solo un'ora ogni tanto. Al nostro progetto Manhattan, hanno lavorato dal 1943 centocinquantamila persone. Lo sapeva?>>
<<No signore>>
Il generale arretrò di qualche passo. le lenti scure degli occhiali da sole sembravano enormi occhi spalanncati.
<<Cosa? Non ha mai sentito parlare ddel progetto manhattan? Vuole forse anche sostenere che non ha idea del motivo per cui abbiamo mandato qui sei nostri collaboratori scentifici? E che cosa era il carico giunto qui due giorni fa? Dica che non sa nulla, e le dirò che lei è dannatamente ingenuo>>. [...]
<<Sono molto contento. Il comandante non sa nulla, e ciò mi fa sperare che anche altrove nulla sia trapelato. Il nostro controspionaggio ha funzionato in modo eccellente>>."
Il capitolo che invece descrive il momento del lancio e dello scoppio della bomba è breve ma efficace e intenso: "In un milionesimo di secondo, un nuovo sole si accese nel cielo, in un bagliore bianco, abbagliante.
Fu cento volte più incandescente del sole nel firmamento.
E questa palla di fuoco irradiò milioni di gradi di calore contro la città di Hiroscima.
In questo secondo, 86.000 persone arsero vive.
In questo secondo, 72.000 persone subirono gravi ferite.
In questo secondo, 6.820 case furono stritolate e scagliate in aria dal risucchio di un vuoto d'aria, per chilometri d'altezza nel cielo, sotto forma di una colossale nube di polvere.
In questo secondo, crolalrono 3.750 edifici, le cui macerie si incendiarono.
In questo solo secondo, raggi mortali di neutroni eraggi gamma, bombardarono il luogo dell'esplosione per un raggio di un chilometro e mezzo.
In questo secondo, l'uomo che Dio aveva creato a propria immagine e somiglianza, aveva compiuto, con l'aiuto della scienza, i primo tentativo di annientare se stesso.
Il tentativo era riuscito.
La storia si divide in due momenti principali: quelli accaduti prima e quelli accaduti dopo il lancio della bomba. Successivamente allo scoppio, molti dei personaggi che avevamo consociuto nella prima parte purtroppo non verranno più menzionati. Alcuni comprensibilmente semplicemente perchè muoiono, ma mi è un po' dispiaciuto che anche altri non siano più stati menzionati, in quanto dopo lo scoppio sembra che l'autore abbia preferito concentrarsi sulla famiglia di Scigheo, di cui tutti i componenti, un po' per caso e con molta fortuna, si sono salvati (compreso il padre che torna dalla guerra). 
Questo permette ai lettori di scoprire come è sopravvisuta la gente comune in seguito alla devastante esplosione, in un momento in cui in città tutti avevano poco o nulla, senza neppure case o viveri e dove qualsiasi cosa ritrovata nelle macerie veniva barattata al mercato nero. Ed è proprio rovistando tra le macerie di una casa che Sadako trova un'antica statua di bronzo raffigurante un drago, a cui si affezionerà particolarmente.
L'autore però non si limita a raccontare i fatti subito successivi al lancio della bomba, ma prima vediamo cosa succede anche a distanza di due anni, e successivamente anche a distanza di dieci, in quanto la bomba atomica, con le sue radiazioni, anche dopo tanto tempo sembra non aver ancora smesso di mietere vittime, anche tra i giovanissimi e la famiglia di Scigheo purtroppo avrà una brutta sorpresa.
Un'opera semplice e intensa che riesce a far comprendere abbastanza bene (e con delicatezza, senza però censurare gli orrori della guerra) ai giovani lettori, a partire anche dai 9 anni (a patto che il bambino/a sia già a conoscenza di alcuni fatti storici), un evento storico molto importante e su cui spesso non ci si sofferma troppo, anche nelle scuole. In una versione che spiega come è stata lanciata la bomba, che ci fa conoscere le persone coinvolte sia sul fronte giapponese che americano, quali effetti ha avuto sulla popolazione e come è stata recepita. Un libro che ci mostra com'era la cultura giapponese (in cui i soldati dovevano sentirsi onorati di sacrificarsi per la patria) e che porta a riflettere sull'uso di certe armi, portando a interrogarsi chi sia il colpevole, a come agiremmo noi, anche nella speranza che non vengano più utilizzate. 
Un libro che sarebbe sicuramente interessante proporre in terza media, durante lo studio della seconda Guerra Mondiale.
 
P.S. In inglese esiste anche un libro dedicato proprio alla storia di Sadako: "Sadako and the Thousand Paper Cranesè un romanzo storico per ragazzi scritto dall'autrice canadese-americana Eleanor Coerr e pubblicato nel 1977. È basato sulla storia vera di Sadako Sasaki, vittima del bombardamento atomico di Hiroshima, in Giappone, durante la seconda guerra mondiale, che, morente di leucemia causata dalle radiazioni della bomba, si propose di creare mille gru di carta, secondo la credenza che se un malato arriva a creare 1000 gru di carta gli dei lo guariranno.
 
      
Sopra: Alcune copertine di diverse edizioni del libro dedicato a Sadako, di cui quella a sinistra edita nel 1977, poi quella del 1999, quella al centro un'edizione del 2004 e a destra una del 2020
 
Il volume è stato edito nel 1961 col titolo: "Sadako will leben" dalla G&G Kinder-und Jugendbunchverlag e poi pubblicato in italiano nel 1981 dalla Giunti. L'edizione che ho io è del 2004, edita dalla Giunti, ha 254 pagine, una copertina flessibile, misura 19,6 cm d'altezza e 13,2 cm di lunghezza e costa 7,90 euro.  
 
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