lunedì 27 febbraio 2017

Maria Antonietta. Il diario segreto di una regina di Benjamin Lacombe

"Maria Antonietta. Diario segreto di una regina" è un'opera creata dall'artista francese Benjamin Lacombe con la consulenza della storica Cecile Berly e che fa parte della Collection Metamorphose (a cui avevo dedicato degli speciali che potete trovare qui, qui, qui e qui, e in cui, nella quarta parte, avevo parlato sinteticamente anche di questo libro).

Sopra: La copertina dell'edizione italiana riprende quella della nuova edizione francese del 2015. Una copertina dall'aspetto e di fattura eleganti: con la costa ricoperta di velluto verde, il titolo scritto a lettere dorate e la prima di copertina decorata con ornamenti in rilievo.

L'opera si apre con un'introduzione di Cecile Berly, nella quale la storica spiega come la regina Maria Antonietta sia un personaggio la cui fama si è mantenuta nei secoli, destando l'interesse anche dell'artista Benjamin Lacombe il quale ha deciso di illustrare e di interpretare la vita di questa donna con i suoi lavori. 
Sempre nell'introduzione ci viene spiegato come Lacombe abbia voluto proporre al lettore una narrazione originale. Infatti, come suggerisce il complemento del titolo, questo libro illustrato è scritto sotto forma di un diario in cui Maria Antonietta parla di sé, inserendo anche le lettere (autentiche) ricevute dalla regina sua madre Maria Teresa d'Austria.
Nei diversi capitoli in cui è suddiviso il libro vengono affrontati diverse fasi della vita della regina, concentrandosi principalmente sulla sua vita privata, lasciando però intravedere anche dei fatti storici, a cui la vita di Maria Antonietta è inevitabilmente legata.
Il primo capitolo si intitola "La fine dell'infanzia" e narra, sempre sotto forma di diario della regina, gli eventi dei primi anni (dal 1770 al 1775) della principessa alla reggia di Versailles, come: il viaggio di Maria Antonietta per arrivare in Francia, il suo arrivo a corte, i rapporti con il Delfino, le prime feste, la sua routine quotidiana, gli scontri con la contessa du Barry (a cui Maria Antonietta non voleva rivolgere la parola), l'incoronazione in seguito alla morte del re e l'inizio della vita a Versaille come regina.
Il secondo capitolo si intitola "Le pene d'amore" è in esso la regina racconta inizialmente dei suoi problemi coniugali, legati al fatto che lei e il suo sposo non hanno ancora consumato il matrimonio e che quindi lei non ha ancora dato un erede alla Francia e, dopo la consumazione, Maria Antonietta scriverà dei suoi problemi a concepire. In questo capitolo la regina parla per la prima volta del Conte di Fersen, poi della nascita dei figli e infine della morte della madre Maria Teresa, con cui si chiude questo capitolo.
La terza parte, intitolata "Il teatro della vita", si apre con una Maria Antonietta gioiosa per essere riuscita a dare due figli al suo sposo, tra cui anche un maschio, che però ha una fragile salute. Avendo adesso compiuto il suo dovere di regina, Maria Antonietta decide di stabilirsi al Trianon, dove il Conte Fersen la va a trovare molto spesso, con grande gioia della donna. Mentre quest'ultima si intrattiene con passatempi come il teatro, sottovaluta una questione legata al fatto che qualcuno abbia acquistato a suo nome una collana d'immenso valore, evento che ben presto assumerà proporzioni allarmanti.
Il quarto e ultimo capitolo, da titolo di "Una rivoluzione", si apre con la triste notizia della morte del figlio maschio della sovrana, che si vede comunque costretta ad avere a che fare con una complicata situazione politica, con il popolo che minaccia una rivolta. Situazione che diventa sempre più critica quando la regina si rende conto di quanti nobili l'abbiano tradita e che le grandi corti d'Europa non intendono venire in loro soccorso. Il capitolo si conclude con la lettera di Maria Antonietta alla sorella, scritta poco prima dell'esecuzione.
Alla fine dell'opera è poi presente una lista che riporta gli eventi politici e privati della regina, accompagnati dalle relative date in cui sono accaduti, in ordine cronologico.

Sopra: Questa è l'ultima illustrazione che compare in questo libro illustrato, la quale mostra una regina dal volto totalmente inespressivo, con lo sguardo perso nel vuoto, avvolta da piatte di rose rosse, in compagnia solo dei suoi amati cagnolini. Qui Maria Antonietta non sfoggia nessuna complicata acconciatura, ma i suoi capelli appaiono completamente bianchi (così come lo erano diventati durante la prigionia), così come il suo pallido incarnato.

Le illustrazioni di Benjamin Lacombe, belle, originali, ricchissime di dettagli (vedere ad esempio gli abiti della sovrana o gli ambienti di corte) e di colori,  riescono a fornire molto bene un ritratto della regina, riuscendo a esprimere la sua complessità psichica ed emotiva.
Come scrive Cecile Beyle nella sua introduzione "I personaggi di Lacombe hanno un'espressione composta, come se non volessero esprimere le loro emozioni. L'illustratore preferisce raccontarli attraverso gli oggetti, i vestiti, la casa, anziché attraverso i sentimenti". Nelle illustrazioni dell'artista è infatti possibile cogliere tutta una serie di particolari che aiuteranno il lettore a conoscere e a interpretare l'interiorità e l'esteriorità di questa sovrana, il cui stile si sposa perfettamente con l'universo pittorico raffinato e inconfondibile di Lacombe.

Sopra: In quest'immagine l'artista ritrae la sua regina impegnata nelle prove di una rappresentazione teatrale. Da notare la ricchezza di particolari dell'ambiente, dell'abito e dell'acconciatura della regina.

Basta, ad esempio, osservare le acconciature e le parrucche che l'artista fa indossare alla sua regina (la quale, almeno per un certo periodo della sua vita, predilesse veramente acconciature smisurate in altezza, contornate da boccoli, trecce pendenti, piume, fiocchi, fiori, brocche di diamanti e perle): imponenti, complicate, stravaganti e in cui vi si intrecciano tutta una serie di oggetti che in realtà sono collegati alla vita della sovrana.

  
Sopra: Due immagini in cui sono ben evidenti le stravaganti ed elaborate acconciature con cui Lacombe  ha rappresentato la sua Maria Antonietta. L'immagine a sinistra, inoltre, è ispirata ad un quadro del 1783 realizzato da Elisabeth Vigée-Le Brun intitolato "Maria Antonietta con la rosa". Nell'immagine a destra, tra gli oggetti che adornano i capelli della regina, vediamo ad esempio un teschio (presente tra l'altro anche nell'acconciatura dell'immagine a sinistra), che simboleggia la sua futura morte, e un lucchetto sprovvisto di chiave, che simboleggia le sue difficoltà coniugali.

Ma le immagini realizzate da Lacombe servono anche a raccontare la vita privata della sovrana, in particolare i problemi col marito, il quale non consumerà il matrimonio per lungo tempo. In molte illustrazioni dell'artista è infatti possibile rendersi conto di questa allusione, in alcune anche piuttosto esplicita.
Nei disegni di Lacombe, inoltre, è impossibile non cogliere anche una sottile ironia verso la società francese e lo stile di vita della corte del Settecento, espressa dall'artista, ad esempio, proprio tramite le assurde acconciature di Maria Antonietta.

Sopra: In quest'immagine è ben evidente l'ironia di Lacombe, presente in diverse delle sue illustrazioni per quest'opera.

Queste immagini, inoltre, sono ricche di riferimenti, infatti alcune traggono ispirazione direttamente da dipinti e caricature dell'epoca, materiale che l'artista rielabora e che fa proprio, senza però tradirne la natura, ma accentuandone alcuni aspetti.

  
Sopra: L'illustrazione a sinistra, con cui Lacombe ha voluto rappresentare gli ultimi momenti di vita della regina, è chiaramente ispirata al dipinto (olio su tela) che vi ho riportato a destra realizzato da Elisabeth Vigée-Le Brun nel 1787 intitolato "Maria Antonietta e i suoi figli"

Sopra: Come riporta la nota scritta in piccolo sotto l'illustrazione, quest'immagine è ispirata a una caricatura del tempo, sulla quale è scritto: "La poule d'Autry(u)che. Je digere l'or, l'argent avec facilité. Mais la constitution, Je ne puis l'avaler" ("La gallina austriaca. Mangia oro e argento senza problemi. Ma la costituzione proprio non la digerisce").

Quest'opera di Benjamin Lacombe è un bellissimo libro illustrato in cui l'artista mette in risalto la figura di Maria Antonietta, intrecciata inevitabilmente ai fatti storici dell'epoca, soffermandosi su vari aspetti del suo carattere, della sua personalità, del suo stile, servendosi sia dei testi che delle illustrazioni dal gusto barocco, audace ma elegante, forti, ricche di colori e in cui ogni elemento, ogni dettaglio, conta.
Ne risulta un albo illustrato molto bello e raffinato, anche se con contenuti e immagini non adatti a bambini, in quanto destinato a un fascia di pubblico più grande, di adulti o perlomeno di adolescenti, i quali saranno in grado di cogliere maggiormente la complessità e la ricchezza di quest'opera.

Questo libro è stato pubblicato in originale in francese dalla Editions Soleil  nel 2014 con titolo "Marie-Antoinette. Carnet secret d'une reine" ed è stata edito in italiano nel 2016 dalla Rizzoli col titolo "Maria  Antonietta: il diario segreto di una regina". L'opera ha  96 pagine, la copertina rigida, misura 29,3 cm d'altezza e 24,5 cm di lunghezza e costa 26 euro. 

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 20 febbraio 2017

Jack Frost di William Joyce

In questo post vi parlerò di "Jack Frost" di William Joyce, uno scrittore, illustratore e regista che ha scritto e illustrato più di cinquanta libri per bambini. Quest'opera, in particolare, fa parte di una serie di libri illustrati dal titolo "I guardiani dell'infanzia" ("The guardian of childhood") che conta un totale di tredici titoli (ancora non tutti pubblicati) di cui 7 libri illustrati (tra cui "The man in the moon" e "The sandman: the story of Sanderson Mansnoozie") e cinque romanzi (tra cui "Nicholas St. North and the battle of Nightmare King" e "E. Aster Bunny and the warrior eggs at the Earth' Core!").

Sopra: La copertina di "Jack Frost," il terzo albo illustrato della serie de "I guardiani dell'infanzia" di William Joyce, ci mostra una delle illustrazioni presenti all'interno del libro e un titolo dorato.

Questo libro ci racconta le origini di Jack Frost prima che diventasse Jack Frost. Inizialmente il suo nome era Nightlight, un ragazzo che non sarebbe mai cresciuto, una creatura della luce, coraggiosa e gentile, dalla luminosa uniforme. Il suo migliore amico era l'Uomo nella Luna (Man in the Moon), che all'epoca era anch'esso molto giovane, e che Nightlight aveva giurato di proteggere.
Quando Pitch cercò di distruggere l'Uomo nella Luna Nightlight combatté per proteggere il suo amico, riuscendo a distruggere il galeone del nemico, precipitando però insieme ad esso sulla Terra, dove è destinato a rimanere per sempre un ragazzo congelato nel tempo. Nightlight precipiterà infatti dentro un lago ghiacciato, da cui verrà fuori rinato non più come una creatura della Golden Age, ma come un ragazzo della Terra, dotato di poteri legati al ghiaccio.
Nightlight, senza più il suo amico, comincerà a viaggiare per il mondo, navigando sui venti gelidi e serfando sulle nuvole, guadagnandosi il nome di Jack Overland Frost. Il ragazzo, senza memoria, si sente però molto solo, così l'Uomo nella Luna, che ha continuato a osservarlo per tutto il tempo, aiuta Jack Frost a vedere ciò che potrebbe lenire il suo cuore, e farlo ricordare. L'uomo nella Luna guida infatti l'amico da un gruppo di bambini che si erano persi nel bosco di notte, permettendogli così di salvarli, così Jack deciderà che il suo nuovo compito sarà quello di proteggere i bambini della Terra, facendo la guardia ai loro sogni e alle loro speranze.

Sopra: Nightlight assieme all'Uomo nella Luna, ancora giovane, prima dello scontro con Pitch e di diventare Jack Frost.

Le illustrazioni presenti i questo libro, realizzate sempre da Joyce, sono veramente molto belle, poetiche, ricche di fascino e nostalgiche, con degli splendidi colori dai toni brillanti e dei bei giochi di luci ed ombre. Le scene rappresentate dall'artista, inoltre, sono tutte di "ampio respiro", mostrando ciò che avviene nell'immagine abbastanza da lontano, lasciando quindi vedere al lettore buona parte dello sfondo, che l'artista cura arricchendolo di particolari, di colori e di sfumature, conferendo ad alcune illustrazioni molto movimento (alcune scene sono davvero mozzafiato).




Sopra: Alcune delle splendide illustrazioni di questo libro, le quali rappresentano scene viste da abbastanza lontano, in cui è possibile vedere bene il paesaggio circostante, ricco di colori, dettagli e sfumature. Notare i bellissimi colori utilizzati dall'artista per mostrarci, in queste scene, un cielo stellato di un blu intenso, un'alba e uno caldo paesaggio autunnale.

"Jack Frost" è un bel libro illustrato, con delle magnifiche illustrazioni e una storia interessante, anche se forse spiegata un po' frettolosamente in quanto in una quarantina di pagine si copre un arco narrativo molto lungo che comprende una storia piuttosto complessa, di cui alcune parti magari avrebbero avuto bisogno di un po' più di approfondimento (la battaglia con Pitch, ad esempio, è spiegata con due frasi). Probabilmente però, almeno le parti iniziali del libro, potrebbero risultare più chiare leggendo il primo titolo della serie "The man in the moon", in quanto l'inizio di quest'opera riprende alcune parti del primo titolo pubblicato (nel quale ad esempio viene mostrato il momento in cui i genitori dell'Uomo nella Luna affidano quest'ultimo a Nightlight per salvarlo da Pitch).

Questo libro illustrato è stato edito nel 2015 dalla Atheneum Books for Young Readers, la quale fa parte della Simon & Schuster Children's Publishing Division. L'opera ha 44 pagine, la copertina rigida dotata di una sovracopertina e misura 26 cm di altezza e 26 cm di lunghezza. Costa 15,54 euro

Come ho detto questo albo illustrato fa parte di una serie di libri (che non sono stati ancora tutti pubblicati), nel caso vi foste incuriositi ecco tutti i titoli:
I pictures books:
- "The man in the moon" del 2011 (per l'ed. italiana: "L'uomo nella luna" del 2012)
- "The sandman: the story of Sanderson Mansnoozie" del 2012
- "Jack Frost" del 2015

I romanzi :
- "Nicholas St. North and the battle of Nightmare King" del 2011 (per l'ed. italiana: "Nicholas Nord e la battaglia contro il re degli incubi" del 2012)
- "E. Aster Bunny and the warrior eggs at the Earth's Core!" del 2012 (per l'ed. italiana: "Il coniglio di pasqua e l'esercito delle uova" del 2013)
- "Toothiana: Queen of the Tooth fairy Armies" del 2012
- "The Sandman and the War of Dreams" del 2013

Sopra: Alcuni dei titoli pubblicati della serie di Joyce "The guardian of childhood". Quelli più in alto, con un formato più grande e la forma quadrata sono gli albi illustrati, mentre quelli più in basso, più piccoli e dalla forma rettangolare, sono i romanzi.

Curiosità: Se il nome e l'aspetto di alcuni personaggi di questa o di altre opere della serie vi ricordano quelli dei protagonisti del film d'animazione del 2012 della Dreamworks "Le 5 leggende" (in originale "Rise of the guardian") è perché questo film è proprio tratto da questa serie di libri realizzata da Joyce.

Sopra: Ecco i protagonisti del film d'animazione della Dreamworks "Le 5 leggende" (in originale "Rise of the guardian"), i quali comprendono: il Coniglietto di Pasqua, Babbo Natale, l'Omino dei Sogni (Sandman), la Fatina dei Denti e Jack Frost . Questi personaggi sono tutti tratti dai libri creati da Joyce.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 13 febbraio 2017

The fantasy world of Josephine Wall

Josephine Wall è un'artista nata nel 1947 in Inghilterra e che ha cominciato a dipingere fin da giovanissima. Oltre a dipingere, si dedica anche ad altre occupazioni creative come la scultura, la ceramica, progettare vestiti e murali, dipingere mobilia. L'artbook di cui vi parlerò adesso, che si intitola "The fantasy world of Josephine Wall", è una raccolta di più di un centinaio di dipinti realizzati da quest'artista.

Sopra: La copertina dell'arbook in cui sono stati raccolti più di un centinaio di dipinti realizzati da Josephin Wall, artista contemporanea molto apprezzata.

Dopo una dedica dell'artista al padre il libro si apre con un'introduzione, scritta dalla stessa Josephin Wall, che riporta alcuni suoi dati biografici, notizie sulla sua famiglia, sulle sue passioni, i suoi hobby e la sua arte. Dopo l'introduzione si entra nel vivo dell'opera, che è suddivisa in capitoli, preceduti da un titolo accompagnato da un'introduzione.
  1. La prima parte si intitola "The early years" e mostra, come suggerisce il titolo, i primi lavori eseguiti dalla Wall. Come lei stessa ci spiega, inizialmente dipingeva più che altro paesaggi e ritratti, ma presto cominciò a sperimentare e a introdurre nei suoi dipinti più elementi surrealisti e fantasy, venendo incoraggiata a sperimentare anche soggetti "etnici", come dimostrano alcuni dei dipinti riportati in questo primo capitolo.
  2. La seconda parte si intitola "Tree" è racchiude, come detto dal titolo, tutte opere in cui gli alberi e le piante sono il soggetto principale. L'artista è infatti molto legata alla natura, pensando agli alberi come a degli esseri belli, utili e dotati di un cuore.
  3. Il terzo capitolo, dal titolo "Fairies", raccoglie i dipinti in cui l'artista ha deciso di esplorare il misterioso mondo delle fate.
  4. I quadri del quarto capitolo, che si intitola "Children", riportano come protagonisti bambini di varie età. L'artista, come lei stessa spiega, ha preso spunto dai suoi figli (tre) e dai suoi nipoti (sette) che sono per lei una costante fonte di ispirazione, oltre che di modelli.
  5. La quinta parte, dal titolo "Goddesses" è dedicata alle dee che possono essere trovate in tutte le società, le storie e le leggende. Queste opere hanno soggetti alquanto disparati come: le dee che creano le stagioni, o lo spirito dell'inverno, la dea della luna, la regina della notte, Galadriel ecc... In questa raccolta di dipinti potremo trovare, come l'artista spiega, l'amore, la forza e la bellezza femminili.
  6. Il sesto capitolo si intitola "Bubble" e ha come soggetto principale le bolle, come esplicita il titolo. Infatti, quando i figli dell'artista erano piccoli, si divertivano, insieme alla madre, a fare le bolle e a immaginarci all'interno figure, mondi e storie.
  7. La settima parte è chiamata "Dreams" e nei quadri in essa raccolti sono rappresentate, per la maggior parte,  persone (specialmente donne) che dormono, mentre i loro sogni sono stati rappresentati dall'artista tutti intorno a loro.
  8. Nei dipinti dell'ottavo capitolo, chiamato "Stories", l'artista ha rappresentato, dandone una propria interpretazione, fiabe di autori come i fratelli Grimm, Andersen e Perrault, ma anche personaggi e vicende tratte dai racconti del folclore.
  9. La nona parte, intitolata "Romance", racchiude opere che mostrano scene romantiche con protagoniste delle coppie.
  10. Il decimo e ultimo capitolo si intitola "Fantasy e surrealism" e comprende i dipinti in cui l'artista ha lasciato libero sfogo alla propria immaginazione, entrando nel mondo del fantasy e del surrealismo.
Per tutte le immagini riportate in ciascun capitolo ne è stato riportato il titolo, accompagnato da un commento da parte dell'artista sul dipinto stesso, riguardo a ciò che rappresenta e a qual è il suo significato.

  
Sopra: Ho riportato due dipinti dell'artista presenti all'interno di questo libro, inseriti in capitoli differenti. Quello a sinistra, presente nella parte intitolata "Tree", si intitola"Tree of other lands", e, come riporta la descrizione dell'artista, è un albero speciale che può essere visitato solo dai bambini nei loro sogni. L'opera a destra, tratta dal capitolo col titolo "Dreams", si intitola "Psyche's dream" e rappresenta Psyche addormentata tra i fiori mentre sogna il volto di Eros, suo amante. 

I vari dipinti realizzati dalla Wall, e raccolti all'interno di questo arbook, sono molto belli, e si distinguono per la loro ricchezza di particolari. Ogni dipinto, infatti è estremamente curato, in ogni dettaglio, e ricchissimo di elementi. I colori di queste opere, di cui l'artista ne utilizza una vasta gamma, sono sempre brillanti e vividi.
Gli elementi che ricorrono maggiormente (quasi sempre) nei lavori della Wall, poiché si rifanno ai temi preferiti dall'artista, sono quelli naturali (come dimostra la presenza, nelle sue opere, di alberi, fiori, animali, paesaggi naturali) e quelli surrealisti e fantastici (fate e unicorni sono creature fantastiche presenti in molti quadri dell'artista). Un altro elemento molto presente nelle sue tavole è la figura umana, che la Wall utilizza per rappresentare uomini, donne, vecchi e bambini umani, oppure fate, dee, spiriti (soprattutto femminili) e personificazioni.
Le illustrazioni, sulle pagine dell'artbook, occupano solitamente un'intera facciata, talvolta anche due, mentre in una decina di facciate sono presenti due immagini per ciascuna pagina.

  
Sopra: In queste tre immagini, sempre presenti all'interno di questo arbook, si possono facilmente notare gli elementi tipici che contraddistinguono lo stile e il gusto di questa artista: prima di tutto la ricchezza di dettagli e gli splendidi colori, ma anche la forte presenza di elementi naturali quali piante, fiori, animali, fiumi e la componente fantasy, nonché la presenza della figura umana, utilizzata dall'artista per rappresentare nel dipinto in alto a sinistra ("Sandeness of Gaia") la dea della Terra , in quello in alto a destra (intitolato "Spirit of wind") lo spirito del vento e in quello più i basso (intitolato "Titania and Oberon two")  le fate Titania e Oberon.

Questo artbook contiene 117 immagini a colori dei dipinti di Josephin Wall, opere ricchissime di dettagli e particolari e con dei bellissimi colori, capaci di trasportare l'osservatore in mondi gentili, delicati, incantati e magici; il formato piuttosto grande del libro, inoltre, permette di apprezzare bene tali immagini. Un ottima raccolta per tutti gli coloro che amano quest'artista o a cui piacciono le sue opere e il suo stile.

Questo artbook è stato pubblicato nel 2005 dalla E. Leta Davis; ha 128 pagine, la copertina flessibile, e misura 30,5 cm d'altezza e 24 cm di lunghezza. Costa poco più di 15 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.

lunedì 6 febbraio 2017

In bocca al lupo di Fabian Negrin

L'albo illustrato di "In bocca al lupo" di Fabian Negrin rivisita la famosa fiaba di "Cappuccetto Rosso" proponendone una diversa prospettiva: quella del lupo. Ma non di un lupo cattivo, bensì quella di un tranquillo animale che vive nel bosco e che uccide sì altri animali, ma non per cattiveria, ma solamente perché è nella natura dei lupi.

Sopra: La copertina di "In bocca al lupo", opera che rivisita la fiaba di "Cappuccetto Rosso", ci mostra la protagonista della fiaba, vestita con un curioso abito rosso, mentre avanza nel fitto bosco ricco di verdi.

Come ho detto all'inizio questa storia di Cappuccetto Rosso è scritta, in prima persona, dal punto di vista del lupo, il quale si rivolge direttamente al lettore. Quest'opera, infatti, inizia con questa frase: "Mi chiamo Rodolfo, e sono un lupo."
Rodolfo, quindi, ci parla un po' della vita nel bosco e di come, un giorno, abbia incontrato una bella creatura, vestita di rosso, che non aveva mai visto prima. Per conoscerla meglio, senza spaventarla col suo aspetto, il lupo si traveste da foresta e le chiede che cos'è e dove sta andando, e la bambina gli risponde che sta andando dalla nonna a portarle uno specchio. Il lupo, pensando che la nonna dovesse essere ancora più bella della bambina, corre alla casa della vecchia per vederla, ma, quando si trova danti a una creatura così brutta, vecchia e rugosa, decide di mangiarla in un boccone per non averla più davanti agli occhi.
Quando la bambina bussa alla porta il lupo si traveste con i vestiti della nonna e si infila nel letto. La bambina dopo essere entrata ed aver appeso il nuovo specchio, vede il lupo travestito da nonna con le sue vere sembianze, ma non si spaventa, purtroppo, però, inciampando nelle ciabatte della nonna finisce in bocca all'animale e poi nel suo stomaco, senza che il lupo possa far nulla.
Il lupo, allora, passa le notti a disperarsi ma, quando vede un'altra bambina, con i baffi, un cappello e un bastone di metallo con un buco, gli va incontro pensando che possa aiutarlo a liberare la bambina che aveva nella pancia. Il cacciatore, però, gli spara, e poi tira fuori la ragazzina dalla sua pancia, così ora Adolfo non è più solo un lupo, ma un angelo-lupo.

Sopra: In una delle ultime tavole del libro si vede la bambina portata in salvo dal cacciatore e, nell'angolo a destra, il lupo Adolfo diventato un angelo-lupo.

Le immagini di questo albo illustrato, realizzate da Fabian Negrin, sono molto belle e originali. Sono illustrazioni ricche di particolari, dai toni caldi e brillanti, tra cui spiccano i verdi della foresta, casa del nostro lupo, e dell'abito rosso della bambina (il rosso e il verde, inoltre, sono colori complementari, cioè colori che messi l'uno accanto all'altro si esaltano a vicenda). Vi sono però anche un paio di tavole, che rappresentano i momenti più drammatici della storia (quello in cui il lupo si dispera per aver mangiato a bambina e quella in cui il cacciatore gli spara), in cui a predominare sono invece colori più scuri.

  
Sopra: In quest'opera di Negrin predominano tavole dai colori accesi e brillanti, in particolare quelle in cui sono presenti i rossi e verdi (come nel caso dell'immagine a sinistra), tuttavia vi sono anche un paio di casi (di cui uno riportato qui sopra a destra, in cui il lupo ulula alla luna il suo dolore per aver ingoiato la bambina) in cui predominano tinte più scure, per rappresentare le scene più drammatiche.

In quest'opera, inoltre, l'artista ha adottato alcune scelte rappresentative interessanti: ad esempio, quando il lupo, dopo aver incontrato la bambina, decide di prendere una scorciatoia per arrivare prima alla casa della nonna, viene rappresentato dall'artista mentre attraversa la pagina del libro, per poi sbucare, attraverso un buco, nella pagina successiva, in cui giunge alla casa della vecchia.

  
Sopra: In queste pagine, in cui il lupo decide di prendere una scorciatoia per arrivare prima alla casa della nonna, l'artista rapprenda l'animale mentre attraversa la pagina per poi riapparire, dalla pagina stessa, in quella successiva.

Anche la rappresentazione dell'incontro tra la bambina e il lupo travestito da nonna è alquanto interessante, in quanto Negrin ha rappresentato la scena ponendo il lettore davanti al letto della nonna, il quale però non ci viene mostrato interamente, ma un po' spostato di lato.  Cappuccetto Rosso, invece, è posta di spalle rispetto al lettore, intenta a guardare la nonna nel letto, la cui vera identità viene però rivelata dall'immagine riflessa nello specchio appeso su una parete accanto al letto.

Sopra: Interessante il modo in cui l'artista ha rappresentato il momento in cui la bambina si confronta con il lupo travestito da nonna. In questa tavola infatti la protagonista (di cui si può apprezzare il singolare abito rosso dal cappuccio appuntito e con una sorta di strascico) dà le spalle al lettore, mentre il letto della nonna, e la nonna/lupo stessa, sono stati posti ad un lato dell'illustrazione, mentre, sulla lato destro, lo specchio appeso alla parete rivela la vera identità del lupo.

Questo albo illustrato di Fabian Negrin è un'opera che rivisita la fiaba originale di "Cappuccetto Rosso" per stravolgerne i ruoli comuni, d'altronde, come riportato anche sul blog di Orecchio Acerbo (qui), la storia presente in quest'opera vuol essere "Un invito a non a scolare il suono di una sola campana, a ricercare sempre le ragioni degli altri. Un invito di un autore solito a riflettere, e a fra riflettere, sui luoghi comuni". Certo, il fatto di presentare uno stravolgimento di ruoli, specialmente in una fiaba, non è una cosa nuova (vedere, ad esempio, "Versi perversi" di Roal Dahl del 1982, oppure "Favole a rovescio" di Gianni Rodari, illustrato da Nicoletta Costa, del 2008 ), tuttavia le illustrazioni dell'artista, oltre che la storia, fanno di questo libro un'opera sicuramente degna di nota. Inoltre, una cosa che la differenzia rispetto ad altri titoli che presentano un'idea simile (la rivisitazione di una fiaba con un stravolgimento dei ruoli), è il fatto che nella storia scritta in questo libro la bambina non venga mai chiamata "Cappuccetto Rosso", ma sempre e soltanto "bambina". E' quindi interessante constatare come nella fiaba raccontata in questo albo il lupo possegga un nome proprio, mentre quella che dovrebbe essere la protagonista possegga solo un appellativo generico (così come accadeva d'altronde con la figura del lupo, antagonista della vicenda, nella fiaba originale).

Quest'opera è stata pubblicata nel 2003 dalla Orecchio Acerbo; ha 28 pagine e misura 27 cm d'altezza e 20 cm di lunghezza. Costa 9,50 euro.

Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari, non vi è alcun intento di infrangere il copyright. Le immagini e i testi sono utilizzati a scopo puramente informativo.